equitalia 260x152 EQUITALIA, SE LA FAN SOTTODI LEONARDO FACCO

C’è qualche segnale positivo nell’aria: “La Confederazione unitaria di Base ha diffuso un comunicato molto critico nei confronti degli altri sindacati, ritenuti poco impegnati nella salvaguardia della sicurezza dei lavoratori: ‘Da tempo chiediamo loro di unirsi a questa lotta – ancora Castellani – i lavoratori esattoriali sono equiparati ai bancari e dunque, come in banca, gli sportelli non hanno alcuna protezione, con la scusa del ‘contatto con il pubblico’. Ma noi non siamo a contatto con dei clienti, abbiamo a che fare con cittadini contribuenti, spesso esasperati dalla crisi. Il rischio di aggressioni è quotidiano. Noi andiamo in ufficio per lavorare, come tutti gli altri cittadini”.

I parassiti che lavorano negli uffici dell’usuraio di Stato, leggasi Equitalia, se la stanno un po’ facendo addosso insomma, dato che il gregge di agnelli sempre assai ben disposto a farsi tosare, cominciano ad averne le scatole piene, sia del taglieggiamento “equitaliano”, sia delle norme volute ed approvate dalla Tremonti, dalla Lega Nord e da Berlusconi che autorizzano il taglieggiamento.

Tranquilli, nulla di nuovo sotto il sole. La storia della libertà è fatta di rivolte fiscali, anzi il 99% delle rivoluzioni è dovuto a questioni fiscali. In passato, quando la tassazione sfiorava il 10% del frutto del proprio lavoro, la gente si arrabbiava di brutto e quando un gabellatore gli bussava alla porta per chiedere il “dazio”, questi lo insultavano, lo mettevano in fuga, lo inseguivano, lo pestavano a sangue e lo facevano persino fuori. Quando gli andava bene, lo riempivano di pece e di piume.

Charles Adams, nel suo bel libro sulla storia della tassazione mondiale, lancia questo monito: “La prima vittima di un’imposizione ottusa è sempre la libertà e le vittime successive sono il benessere e la forza di una nazione”. In Italia il limite è stato superato, ma l’ebollizione della rabbia dei mansueti è solo agli inizi.

Certo che, se anziché fare ammenda, i tirannelli che frequentano Palazzo Chigi lanciano con orgoglio il redditometro (entrato in vigore qualche giorno fa, ma sarà strumento ufficiale di controllo a partire dal 2012) non penso che le intemperie sociali e l’avversione per Equitalia possa sopirsi.

Infine, se l’esempio che arriva dal governo è l’assunzione di 33 nuovi dirigenti nello staff del Presidente del Consiglio e l’acquisto di 19 Maserati da parte del “Ministero della Guerra” su ordine del fascistello “La Russa”, hai voglia di sperare che le acque si chetino.

Gianfranco Miglio, scienziato della politica, ha scritto una prefazione al “Manuale di resistenza fiscale” prodotto dal “Governo provvisorio della Padania”, nel 1996 dove si legge: “Certo i detentori del potere, di ogni tempo e di ogni luogo, hanno sempre considerato gli averi dei sudditi (e poi dei cittadini) come pienamente disponibili, collocando i prelievi di ricchezza di gran lunga in prima fila tra gli atti di governo. […] I popoli liberi e meglio ordinati sono quelli che si permettono ogni tanto di ribellarsi: che non temono di impugnare le decisioni dei loro governanti, ma che tornano poi ogni volta a rifondare, con più solida persuasione, l’ordinamento in cui vivono. La ‘disobbedienza civile’ è così una sorta di ‘valvola di scarico’, la quale consente ai cittadini di evitare il pericolo dell’obbedienza per abitudine o pigrizia, e quindi di recuperare una fiducia attiva e convinta nel resto delle istituzioni”.

In tutta sincerità, sapete come la penso: io tifo per una sana rivolta fiscale.

MENSA SENATO 223x300 EQUITALIA, SE LA FAN SOTTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LO SCONTRINO DEL CONTO AL RISTORANTE DEL SENATO

 

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