dollaroeuro 1 300x227 FANCULO L’EURO!DI LEONARDO FACCO

Guarda un po’, oggigiorno se la prendono tutti con l’euro, la moneta unica che – introdotta ufficialmente dieci anni fa – non solo ha fatto più danni di Attila quando scorrazzava per le lande europee, ma che ha impoverito coloro che l’hanno dovuta subire. Sissignori, perché l’euro è roba da neuropsichiatria dell’ingegneria politica, perché è in contraddizione con la natura e quindi con la libertà.

Noi, gli anarco-capitalisti brutti e cattivi, lo avevamo detto però e possiamo farne un vanto, rispedendo al mittente gli insulti che ci affibbiavano quando organizzavamo convegni contro l’Europa Unita. Correva l’anno 2000 quando la casa editrice del sottoscritto, insieme ad Alberto Mingardi, fece incontrare presso l’Hotel Duomo di Milano pensatori e studiosi italiani e stranieri per discutere di “Europa, l’ultimo Leviatano”. Parteciparono i Pascal Salin, i Lord Harris of High Cross, le Wendy Mc Elroy, i Sergio Ricossa e tanti altri, tutti a dire che costruire un superstato fatto di burocrazia centralizzata e moneta inventata di sana pianta non solo ci avrebbe ridotto sul lastrico, ma avrebbe, obtorto collo, annichilito le nostre libertà individuali.

Sosteneva Pascal Salin, “L’Euro verrà introdotto in un modo che metterà in seria difficoltà tutto il processo volto ad acquisire informazioni sui prezzi monetari in Euro. I cittadini di Eurolandia avranno grosse difficoltà a realizzare facilmente e spontaneamente quanto vale una cosa in Euro e continuerano a sentire il bisogno di convertire i prezzi in Franchi piuttosto che in Lire, o Marchi, ecc.”.

Proprio così, perché la moneta è un po’ come la lingua, un’istituzione di mercato, che nasce spontaneamente, non per il volere di un manipolo di strozzini. E i prezzi di beni e servizi sono come parole, e una volta che si introduce forzosamente una nuova moneta è come se si imponesse a una comunità una nuova lingua, e ogni prezzo espresso nella nuova valuta è come se fosse una parola nuova. Roba da fascisti insomma.

Ha scritto Carlo Zucchi nel libro “Neurolandia”, che io ho pubblicato anni fa: “Gli eurosoloni avevano profetizzato più stabilità, una più alta crescita economica e una maggior facilità degli scambi grazie a una diminuzione dei costi di transazione”. Esattamente il contrario è accaduto. E la crisi è innanzitutto una questione monetaria cari miei, figlia di un sistema fondato sulla cartastraccia, di cui l’euro è l’evoluzione della specie. Leggetevi Philipp Bagus.

Ora, tutti ricorrono ai dati Istat per lamentarsi dell’aumento stratosferico delle pizze, dei caffè e del prosciutto crudo. Dieci anni fa, ci additavano come i soliti estremisti della libertà.

Un parassita come Romano Prodi, anziché essere incolpato per malefatte contro l’umanità e finire magari in galera per aver imposto l’eurotassa (il buon senso ci dice che un estorsore deve essere messo al gabbio, no?) viene coccolato da quella banda di locuste che dirigono e maneggiano i giornali. Fanno a gara per intervistarlo o per mettergli a disposizione la prima pagina delle loro testate (di cazzo) affinché il crapone bolognese possa scrivere le sue minchiate e spiegarci che siamo noi liberisti che sbagliamo, non loro, i pianificatori cresciuti a soviet e redistribuzione dei soldi altrui.

Mi si permetta di concludere questo mio, breve e lieve, sfogo con le parole dell’amica Wendy Mc Elroy: “L’Unione Europea praticamente distrugge quell’istituto che Voltaire ha giustamente identificato come la maggiore speranza per un rapporto di pace e di collaborazione tra gli essere umani: il libero mercato”.

Fanculo superstato! Fanculo euro. Viva il forcone!

 

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