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Le Patologie Mentali in UE al 38% (Nature) e il Suffragio Universale

102311 1549 LePatologie1 Le Patologie Mentali in UE al 38% (Nature) e il Suffragio Universale

Leonardo da Vinci – Studio per la battaglia di Anghiari

Il 16 ottobre postavo un intervento intitolato «Il Costosissimo Baco che Inficia le Teorie Politiche, Sociali ed Economiche». Ritorniamo sull’argomento perché quell’intervento, essendo di naturale generale, era supportato da dati e statistiche mondiale. Un commento iniziava dicendo «Ammessa e non concessa questa presunta “psicosi collettiva”»: in poche parole negava che i dati forniti esistessero o fossero corretti, anche se non forniva alcun elemento sperimentale a supporto di quanto asseriva. Esprimeva un suo parere: degna di rispetto la persona, scarsamente condivisibile il metodo.

 In questa sede si riprendono e riportano i dati 2011 relativi all’Unione Europea. 160 milioni di europei, il 38% della popolazione, é affetta da patologie mentali, dalle quali deriva un costo stimato di 277 mld Euro.

 Di questo argomento se ne é occupato anche Nature, la cui news del 5 settembre riportiamo per intero. L’impatto di questi dati é rilevante. Ripropongo uno dei quesiti a suo tempo messo sul tavolo.

Ha senso mantenere il suffragio universale quando il 38% della popolazione non é in grado di intendere e volere?

gsm

  

102311 1549 LePatologie2 Le Patologie Mentali in UE al 38% (Nature) e il Suffragio Universale

 

Published online 5 September 2011 | Nature | doi:10.1038/news.2011.514

News

Mental disorders affect more than a third of Europeans

Treatment of those afflicted is ‘unusually deficient’.

Kerri Smith

Mental disorders affect more than 160 million Europeans — 38% of the population — each year, says a report1 issued today by the European Brain Council and the European College of Neuropsychopharmacology. Yet, fewer than a third of those affected receive treatment.

Led by Hans-Ullrich Wittchen, a psychologist at the Technical University of Dresden in Germany, the three-year study covered the 27 countries in the European Union (EU) as well as Switzerland, Norway and Iceland. The researchers found that the most common disorders are anxiety, insomnia and depression, which account for 14%, 7% and 6.9% of the total, respectively.

The researchers originally aimed to study all disorders of the brain, split into two major categories: mental or psychiatric disorders such as depression and schizophrenia, and neurological diseases such as stroke, multiple sclerosis or Parkinson’s disease. Ultimately, they weren’t able to estimate the combined prevalence, because so many of them occur together. So Wittchen says the true figure is likely be “considerably larger” than 38%.

The cost of stigma

The researchers were, however, able to estimate the combined burden of the two types of disorder. Taken together, mental and neurological diseases are Europe’s largest disease burden, in terms of life-years lost to death or disability and of productivity and health-care costs. The most debilitating disorders were depression, dementia, alcohol use disorders and stroke, which together account for more than 10 million life-years lost to ill health or death.

In a previous report also led by Wittchen2, health-care costs to the EU for mental disorders were estimated at around €277 billion (US$394 billion). In October, Wittchen and his colleagues will publish a report estimating the present cost of these diseases to governments. Wittchen hints that the true figure, with the addition of new conditions, age ranges and countries, could be more than double the 2005 estimates.

But when it comes to treatment, especially for psychiatric conditions, the situation is “unusually deficient”, says Wittchen, even in countries with good healthcare systems. “It’s very rare that you get treatment in the year after onset.”

This is partly because the conditions themselves are complex and difficult to treat. But, Wittchen says, the stigma attached to mental disorders is also to blame. “Most people have the feeling that once you have a mental disorder you have it for the rest of your life,” he says, but many of these disorders can be treated.

Neglecting to treat one mental disorder can easily lead to another later on, Wittchen says. Anxiety disorder, for example, often leads to depression in later life. David Nutt, a neuropsychopharmacologist at Imperial College London, agrees that rapid treatment is key. “If we can get in early we may be able to change the trajectory of illness,” he says.

Mind matters

This kind of synthesis of the burden of mental and neurological conditions hasn’t been done before. “It’s a highly impressive study, and it’s unique in scope,” says Nutt, who was not involved in the study.

In 2008, the World Health Organization estimated that brain disorders account for about 13% of the global disease burden3, a greater burden than cardiovascular diseases and cancer. The World Mental Health Survey, published in 2008 and covering 28 countries, estimated that one in three adults suffers from a mental disorder4. And a new study from the Centres for Disease Control and Prevention in Atlanta, Georgia, pulled together data from surveys to reveal that 6.8% of adults had moderate to severe depression.

The new report is an update on a 2005 paper2 that estimated that 27% of the EU population was affected by mental disorders each year. The higher figure resulted from the addition of 14 previously excluded disorders, many of which affect children and the elderly. But the frequency of mental disorders has probably not gone up substantially, Wittchen says. “There’s no evidence for changing rates.”

  • References
    • Wittchen, H.-U. et al. Eur. Neuropsychopharmacol.
      21, 655-679 (2011). |
      Article |
    • Wittchen, H.-U. & Jacobi, F. Eur. Neuropsychopharmacol.
      15, 357-376 (2005). |
      Article | PubMed | ISI | ChemPort |
    • World Health Organization. The Global Burden of Disease: 2004 Update (WHO, 2008).

Kessler, R. C. & Ustun, T. B. The WHO World Mental Health Surveys: Global Perspectives on the Epidemiology of Mental Disorders (Cambridge Univ. Press, 2008).

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Posted by on ott 23 2011. Filed under IL BLOG DI BEPI MELA, IL BLOG DI BERNASCONI, IN EVIDENZA, POLITICA ITALIANA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry
  • Hiei

    “Ha senso mantenere il suffragio universale quando il 38% della popolazione non é in grado di intendere e volere?”Più o meno quanto senso ha permettere a un qualunque branco di bovi, purche sufficientemente numeroso, di decidere per tutti semplicemente sbandando tutti nella stessa direzione.Io classificherei chi crede che sia un buon sistema fra gli incapaci di intendere e di volere, francamente.Se poi consideriamo che il 38% è molto probabilmente classificato tale da chi vende psicofarmaci proprio per poterci lucrare…ma potremmo sempre tenere il sistema assurdo del branco di bovi e limitarlo ai “sani di mente”, che non è mai successo che qualche regime totalitario consolidasse il proprio potere classificando i dissidenti come “pazzi”, giusto?

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Hiei,
       
      Grazie di aver espresso una Sua opinione, della quale terrò debito conto.
       
      Mi consenta solo alcune precisazioni.
       
      1. Io mi firmo con il mio nome e cognome, mentre Lei si ripara dietro un pseudonimo: é una grande differenza. Io ci metto la mia faccia e parlo solo sulla base di solida documentazione ponendo problemi che emergono dall’evidenza fattuale, Lei può permettersi di parlare, diciamo, in libertà, più con le viscere che con altri organi.
       
      2. E’ evidente che Lei non conosce il prof. Hans-Ullrich Wittchen, non sa cosa rappresenti per la scienza la Technical University of Dresden, non ha mai pubblicato nulla che abbia richiamato l’attenzione di Nature ed, infine, non solo non ha alcuna base di psichiatria, ma direi che non ha mai nemmeno frequentato una assemblea condominiale.
       
      3. «Probabilmente classificato tale da chi vende psicofarmaci proprio per poterci lucrare»: sono certo che Lei avrà a Sua disposizione dati certi che comprivano quanto asserisce e che mi sono sfuggiti per mia incuria e/o omissione. Mi rifiuto di credere che Lei abbia scritto ciò che abbia scritto senza essere in grado di corroborare quanto ha asserito. La invito quindi a renderli pubblici.
       
      4. Che il suffragio universale abbia dei problemi é reso evidente, per esempio, dal fatto che Hitler è stato eletto, ed a larga maggioranza, proprio con il suffragio universale. Contento Lei se le fa proprio piacere riprovare ad avere un Adolfino in casa: mi consenta però di avere forti remore.
       
      5. La nostra Costituzione prevede che l’elezione (in alcuni casi, la nomina) di cariche particolarmente importanti e critiche per lo Stato sia indiretta. Per esempio, il Capo dello Stato é nominato dai Parlamentari ed altri eletti, ed altre Cariche sono incardinate dal Capo dello Stato su proposta del Presidente del Consiglio, sentiti alcuni pareri vincolanti. Queste procedure prudenziali consentono usualmente scelte più ponderate rispetto all’elezione diretta. Si potrebbe ipotizzare l’elezione dei Parlamentari fatta da parte dei Sindaci che abbiano avuto la capacità di mantenere i bilanci in pareggio, oppure da parte dei Governatori regionali che abbiano saputo far incrementare il Pil della Regione che hanno governato. Taluni Stati hanno legislazioni di questo tipo.
       
      5. Last but not least, i problemi ci sono per essere risolti. Una Sua discussione propositiva potrebbe dare il risalto che spetta a quanto Lei nota circa gli abusi da parte di regimi totalitari.
       
      Aspetto i Suoi dati!!
      gsm

      • Hiei

        “Io mi firmo con il mio nome e cognome, mentre Lei si ripara dietro un
        pseudonimo: é una grande differenza.”

        Una differenza nulla finchè non vedo un documento di identità: se mi firmavo Gherardo Colombari, chiunque egli sia, sarebbe stato diverso? Che garanzie ho che nome e cognome siano autentici? Nessuna, quindi non facciamo gli ipocriti.

        “Io ci metto la mia faccia e parlo
        solo sulla base di solida documentazione ponendo problemi che emergono
        dall’evidenza fattuale, Lei può permettersi di parlare, diciamo, in
        libertà, più con le viscere che con altri organi.”

        A parte l’autocelebrazione personale, questo nulla ci dice sulla validità delle cose dette.
         
        “E’ evidente
        che Lei … non ha
        mai pubblicato nulla che abbia richiamato l’attenzione di Nature ed,
        infine, non solo non ha alcuna base di psichiatria, ma direi che non ha
        mai nemmeno frequentato una assemblea condominiale.

        E me ne guardo bene!

        Altra cosa tipica dei regimi totalitari è proprio l’autorizzazione a parlare solo se “autorizzati da fonti ufficiali” mentre tutto il resto non conta nulla, a priori – a corollario, anche cercare di sminuire e attaccare personalmente l’interlocutore senza minimamente affrontare l’argomento, anzi sottintendento “io ho studiato, io sono certificato, io ho le spalle l’autorità quindi ho ragione” non promette nulla di buono.
         
        “sono certo che Lei avrà a Sua disposizione dati certi
        che comprivano quanto asserisce e che mi sono sfuggiti per mia incuria
        e/o omissione.”

        Certo, come lei li avrà del fatto che gli psicofarmaci servano effettivamente a qualcos’altro che non ingrassare chi li vende…ma nemmeno lei li ha presentati, giusto? Li renda pubblici anche lei…

        Un esempio:

        “La denuncia non è di qualche movimento anti-psichiatrico, ma dal Dott.
        Allen Frances del coordinatore della task-force del DSM IV, che sta per
        essere soppiantato dalla nuova edizione, la quale conterrà molte più
        malattie mentali classificate. Frances (team DSM) “Ormai i
        produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze dei
        produttori di droghe illegali”. + 40% per i disturbi bipolari,
        raddoppiate le diagnosi di iperattività infantile.

        Poma (Giù le Mani dai Bambini): “In Italia siamo a rischio con 3
        milioni di potenziali nuovi pazienti, non dobbiamo commettere gli errori
        fatti in USA”.

        Costa (psichiatra La Sapienza): “Tra le nuove possibili sindromi,
        il lutto e la dipendenza da caffè: noi medici e specialisti siamo
        vittima delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali,
        attenzione perché è a rischio l’indipendenza della classe medica”"http://www.disinformazione.it/DSMV.htm”Che il suffragio
        universale abbia dei problemi é reso evidente, per esempio, dal fatto
        che Hitler è stato eletto, ed a larga maggioranza, proprio con il
        suffragio universale.”

        A maggior ragione le popolazioni dovrebbero essere libere e non assoggettate alle legge “democratica” del branco, no?

        “Contento Lei se le fa proprio piacere riprovare ad
        avere un Adolfino in casa: mi consenta però di avere forti remore.”

        Penso che ognuno che desideri un Adolfino in casa abbia il diritto di averlo, con tutte le conseguenze del caso e soprattutto tenerselo, non certo di imporlo anche a me perchè una massa di beoti ha deciso che devo pagare io per qualche assurdo motivo la loro demenza: questo è ciò che ho detto io.
        Neanche cercareri di girare la frittata è mai buon segno.
        Comunque è più facile trovarsi un Adolfino se il potere costituito può decidere chi ha diritto di votare o no, è proprio così che i dittatori vengono “eletti” con percentuali “bulgare” come si dice: già è un sistema stupido, ma mettendosi d’impegno si può sempre peggiorarlo, no?
         
        “La nostra Costituzione prevede che l’elezione (in alcuni casi, la
        nomina) di cariche particolarmente importanti e critiche per lo Stato
        sia indiretta.”

        La nostra Costituzione prevede che ripudiamo la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali anche (matte risate!).
         
        “i
        problemi ci sono per essere risolti. Una Sua discussione propositiva
        potrebbe dare il risalto che spetta a quanto Lei nota circa gli abusi da
        parte di regimi totalitari.”

        La mia proposizione solitamente è di non farmi prendere in giro, tutto qui…

      • Hiei

        “Io mi firmo con il mio nome e cognome, mentre Lei si ripara dietro un
        pseudonimo: é una grande differenza.”

        Una differenza nulla finchè non vedo un documento di identità: se mi firmavo Gherardo Colombari, chiunque egli sia, sarebbe stato diverso? Che garanzie ho che nome e cognome siano autentici? Nessuna, quindi non facciamo gli ipocriti.

        “Io ci metto la mia faccia e parlo
        solo sulla base di solida documentazione ponendo problemi che emergono
        dall’evidenza fattuale, Lei può permettersi di parlare, diciamo, in
        libertà, più con le viscere che con altri organi.”

        A parte l’autocelebrazione personale, questo nulla ci dice sulla validità delle cose dette.
         
        “E’ evidente
        che Lei … non ha
        mai pubblicato nulla che abbia richiamato l’attenzione di Nature ed,
        infine, non solo non ha alcuna base di psichiatria, ma direi che non ha
        mai nemmeno frequentato una assemblea condominiale.

        E me ne guardo bene!

        Altra cosa tipica dei regimi totalitari è proprio l’autorizzazione a parlare solo se “autorizzati da fonti ufficiali” mentre tutto il resto non conta nulla, a priori – a corollario, anche cercare di sminuire e attaccare personalmente l’interlocutore senza minimamente affrontare l’argomento, anzi sottintendento “io ho studiato, io sono certificato, io ho le spalle l’autorità quindi ho ragione” non promette nulla di buono.
         
        “sono certo che Lei avrà a Sua disposizione dati certi
        che comprivano quanto asserisce e che mi sono sfuggiti per mia incuria
        e/o omissione.”

        Certo, come lei li avrà del fatto che gli psicofarmaci servano effettivamente a qualcos’altro che non ingrassare chi li vende…ma nemmeno lei li ha presentati, giusto? Li renda pubblici anche lei…

        Un esempio:

        “La denuncia non è di qualche movimento anti-psichiatrico, ma dal Dott.
        Allen Frances del coordinatore della task-force del DSM IV, che sta per
        essere soppiantato dalla nuova edizione, la quale conterrà molte più
        malattie mentali classificate. Frances (team DSM) “Ormai i
        produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze dei
        produttori di droghe illegali”. + 40% per i disturbi bipolari,
        raddoppiate le diagnosi di iperattività infantile.

        Poma (Giù le Mani dai Bambini): “In Italia siamo a rischio con 3
        milioni di potenziali nuovi pazienti, non dobbiamo commettere gli errori
        fatti in USA”.

        Costa (psichiatra La Sapienza): “Tra le nuove possibili sindromi,
        il lutto e la dipendenza da caffè: noi medici e specialisti siamo
        vittima delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali,
        attenzione perché è a rischio l’indipendenza della classe medica”"http://www.disinformazione.it/DSMV.htm”Che il suffragio
        universale abbia dei problemi é reso evidente, per esempio, dal fatto
        che Hitler è stato eletto, ed a larga maggioranza, proprio con il
        suffragio universale.”

        A maggior ragione le popolazioni dovrebbero essere libere e non assoggettate alle legge “democratica” del branco, no?

        “Contento Lei se le fa proprio piacere riprovare ad
        avere un Adolfino in casa: mi consenta però di avere forti remore.”

        Penso che ognuno che desideri un Adolfino in casa abbia il diritto di averlo, con tutte le conseguenze del caso e soprattutto tenerselo, non certo di imporlo anche a me perchè una massa di beoti ha deciso che devo pagare io per qualche assurdo motivo la loro demenza: questo è ciò che ho detto io.
        Neanche cercareri di girare la frittata è mai buon segno.
        Comunque è più facile trovarsi un Adolfino se il potere costituito può decidere chi ha diritto di votare o no, è proprio così che i dittatori vengono “eletti” con percentuali “bulgare” come si dice: già è un sistema stupido, ma mettendosi d’impegno si può sempre peggiorarlo, no?
         
        “La nostra Costituzione prevede che l’elezione (in alcuni casi, la
        nomina) di cariche particolarmente importanti e critiche per lo Stato
        sia indiretta.”

        La nostra Costituzione prevede che ripudiamo la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali anche (matte risate!).
         
        “i
        problemi ci sono per essere risolti. Una Sua discussione propositiva
        potrebbe dare il risalto che spetta a quanto Lei nota circa gli abusi da
        parte di regimi totalitari.”

        La mia proposizione solitamente è di non farmi prendere in giro, tutto qui…

        • Hiei

          Non so perchè l’impaginazione sia andata in vacca.

        • Hiei

          Non so perchè l’impaginazione sia andata in vacca.

        • Hiei

          P.S.:

          “Metti
          in dubbio l’autorità? Non riesci ad accettare la saggezza
          convenzionale? Vai in collera quando senti un politico fare una promessa
          e sai che non potrà mantenerla?

          Se sì, stando alla più recente revisione del Manuale Diagnostico e
          Statistico dei Disordini Mentali (DSM), potresti essere mentalmente
          malato. In questa revisione, gli psichiatri sperano di aggiungere
          dozzine di nuovi disordini mentali. Sfortunatamente, molte delle
          cosiddette malattie hanno come bersaglio persone che semplicemente
          pensano o si comportano differentemente dalla maggioranza della
          popolazione.

          Un
          caso esemplare è “il disordine oppositivo provocatorio (ODD)”.
          Il DSM definisce l’ODD come “un persistente modello di
          comportamento disobbediente, ostile e insolente verso le figure di
          autorità”. I sintomi includono l’andare in collera, dar fastidio
          alla gente ed essere “permalosi”. Altri “disordini”
          includono comportamento antisociale, arroganza, cinismo e narcisismo.
          Sembra che molti dei miei lettori ne soffrano!”

          “Come
          osservava il Washington Post: “Se
          un Mozart di 7 anni avesse cercato di comporre i suoi concerti oggi,
          sarebbe stato diagnosticato di disordine di iperattività e curato fino
          alla sterile normalità.”"http://www.disinformazione.it/liberi_pensatori_malati_mentali.htmEcco, anche questo dà un sapore molto sovietico e Orwelliano alla “democrazia” che sembra proporre questo articolo…beh, è sempre un blog molto molto libertario questo, davvero! :’D

        • Hiei

          P.S.:

          “Metti
          in dubbio l’autorità? Non riesci ad accettare la saggezza
          convenzionale? Vai in collera quando senti un politico fare una promessa
          e sai che non potrà mantenerla?

          Se sì, stando alla più recente revisione del Manuale Diagnostico e
          Statistico dei Disordini Mentali (DSM), potresti essere mentalmente
          malato. In questa revisione, gli psichiatri sperano di aggiungere
          dozzine di nuovi disordini mentali. Sfortunatamente, molte delle
          cosiddette malattie hanno come bersaglio persone che semplicemente
          pensano o si comportano differentemente dalla maggioranza della
          popolazione.

          Un
          caso esemplare è “il disordine oppositivo provocatorio (ODD)”.
          Il DSM definisce l’ODD come “un persistente modello di
          comportamento disobbediente, ostile e insolente verso le figure di
          autorità”. I sintomi includono l’andare in collera, dar fastidio
          alla gente ed essere “permalosi”. Altri “disordini”
          includono comportamento antisociale, arroganza, cinismo e narcisismo.
          Sembra che molti dei miei lettori ne soffrano!”

          “Come
          osservava il Washington Post: “Se
          un Mozart di 7 anni avesse cercato di comporre i suoi concerti oggi,
          sarebbe stato diagnosticato di disordine di iperattività e curato fino
          alla sterile normalità.”"http://www.disinformazione.it/liberi_pensatori_malati_mentali.htmEcco, anche questo dà un sapore molto sovietico e Orwelliano alla “democrazia” che sembra proporre questo articolo…beh, è sempre un blog molto molto libertario questo, davvero! :’D

  • Otello Girardi

    buongiorno,

     la ringrazio per il tempo che dedica a scrivere in questo sito e pur non capendo molto dell’argomento mi ha incuriosito l’analogia della questione da lei sollevata con alcune affermazioni che leggevo in un sito http://www.disinformazione.it/, ora io non capisco molto dell’argomento trattato ma vedo che comincia a serpeggiare in rete una certe preoccupazione sulle questione delle malattie mentali.

    Cercando di semplificare l’argomento io penso (dal mio punto di vista) che viviamo in una civiltà complessa e la troppa complessità porta le persone a fare ragionamenti troppo complicati invece di pensare con semplicità come diceva quel pazzo maniaco nel film “silenzio degli innocenti” .

    Sicuramente chi cerca di capire il problema avrà fatto molti studi clinici durante la vita professionale e penso che un fondamento di verità ci sia……….

    una cosa sulla mia persona l’ho notata……….passando due settimane insieme alle persone in un paese estero senza guardare televione od usare il computer mi sono sentito rilassato e più socievole e forse tutta questa tecnologia ha avuto anche degli effetti negativi ………magari ho detto un sacco di fregnacce ma quello che sento lo riporto alla sua attenzione…….sperando di non essere troppo semplice nella mia esposizione.

    grazie ancora del suo prezioso tempo

  • Otello Girardi

    buongiorno,

     la ringrazio per il tempo che dedica a scrivere in questo sito e pur non capendo molto dell’argomento mi ha incuriosito l’analogia della questione da lei sollevata con alcune affermazioni che leggevo in un sito http://www.disinformazione.it/, ora io non capisco molto dell’argomento trattato ma vedo che comincia a serpeggiare in rete una certe preoccupazione sulle questione delle malattie mentali.

    Cercando di semplificare l’argomento io penso (dal mio punto di vista) che viviamo in una civiltà complessa e la troppa complessità porta le persone a fare ragionamenti troppo complicati invece di pensare con semplicità come diceva quel pazzo maniaco nel film “silenzio degli innocenti” .

    Sicuramente chi cerca di capire il problema avrà fatto molti studi clinici durante la vita professionale e penso che un fondamento di verità ci sia……….

    una cosa sulla mia persona l’ho notata……….passando due settimane insieme alle persone in un paese estero senza guardare televione od usare il computer mi sono sentito rilassato e più socievole e forse tutta questa tecnologia ha avuto anche degli effetti negativi ………magari ho detto un sacco di fregnacce ma quello che sento lo riporto alla sua attenzione…….sperando di non essere troppo semplice nella mia esposizione.

    grazie ancora del suo prezioso tempo

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Girardi,
       
      Grazie per l’attenzione e la pertinenza del Suo intervento.
       
      Mi sembra che Lei abbia colto in modo proprio quanto accade e la sua portata. Aggiungo alcuni dati a quanto prima riportato.
       
      1. «Nel 2009 le persone di 11 anni e più con almeno un comportamento a rischio (consumo giornaliero non moderato o binge drinking) sono 8 milioni e 454 mila (15,8%), di cui 6 milioni e 434 mila maschi (25%) e 2 milioni 20 mila femmine (7,3%). … Complessivamente, il 17,8% dei guidatori abituali (persone di 18 anni e più che guidano l’auto almeno qualche volta alla settimana) ha un comportamento di consumo di alcol a rischio» [L’uso e l’abuso di alcol in Italia 2009. Istituto Nazionale di Statistica. 22/04/2010].
       
      2. Nel 2010 risultavano esse abituali consumatori di droghe il 24.22% degli adulti (oppiacei 0.72%, cocaina 2.2%, cannabis 14.6%, anfetaminici 0.6%, ecstasy 0.71%) [United Nations Office on Drugs and Crime. World Drug report 2010].
       
      3. Questi dati si associano bene con le percentuali riportate del 38% di popolazione affetta da patologie mentali.
       
      4. Circa le cause e concause sarebbe a mio sommesso avviso molto utile affrontare il problema con molto buon senso. E’ certo che la condizione individuale ha la sua importanza. Quasi tutti noi abbiamo dovuto affrontare situazioni molto tensiogene e vivere in ambienti alle volte kafkiani, ma siamo riusciti a mantenere la nostra normalità. Nel contempo é un dato innegabile che un ambiente di vita stressante o, come ben Lei dice, assurdamente complesso, concorre fortemente a rendere evidenti quadri patologici altrimenti destinati a decorrere in modo subclinico. L’importante è non assolutizzare nessuna di queste due componenti: non é solo questione individuale, non é solo questione sociale.
       
      5. Ad avviso di molti, per rimanere solo al consumo di sostanze inebrianti o stupefacenti, sarebbe proficua una legislazione decisamente meno permissiva, non dico quella della Korea del Nord, ma quella cinese andrebbe benissimo. Questa sarebbe un’azione sociale efficace. Infatti é dimostrabile una correlazione tra uso di droghe e patologie mentali.
      Senza usare parole grosse, presumo che a nessuno farebbe piacere essere ricevuto al pronto soccorso da infermieri ubriachi oppure essere operati da un chirurgo cocainomane, se va bene dopo essere stati investiti da una persona in stato di ebbrezza.
       
      Grazie ancora per il Suo intervento
       
      gsm

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Girardi,
       
      Grazie per l’attenzione e la pertinenza del Suo intervento.
       
      Mi sembra che Lei abbia colto in modo proprio quanto accade e la sua portata. Aggiungo alcuni dati a quanto prima riportato.
       
      1. «Nel 2009 le persone di 11 anni e più con almeno un comportamento a rischio (consumo giornaliero non moderato o binge drinking) sono 8 milioni e 454 mila (15,8%), di cui 6 milioni e 434 mila maschi (25%) e 2 milioni 20 mila femmine (7,3%). … Complessivamente, il 17,8% dei guidatori abituali (persone di 18 anni e più che guidano l’auto almeno qualche volta alla settimana) ha un comportamento di consumo di alcol a rischio» [L’uso e l’abuso di alcol in Italia 2009. Istituto Nazionale di Statistica. 22/04/2010].
       
      2. Nel 2010 risultavano esse abituali consumatori di droghe il 24.22% degli adulti (oppiacei 0.72%, cocaina 2.2%, cannabis 14.6%, anfetaminici 0.6%, ecstasy 0.71%) [United Nations Office on Drugs and Crime. World Drug report 2010].
       
      3. Questi dati si associano bene con le percentuali riportate del 38% di popolazione affetta da patologie mentali.
       
      4. Circa le cause e concause sarebbe a mio sommesso avviso molto utile affrontare il problema con molto buon senso. E’ certo che la condizione individuale ha la sua importanza. Quasi tutti noi abbiamo dovuto affrontare situazioni molto tensiogene e vivere in ambienti alle volte kafkiani, ma siamo riusciti a mantenere la nostra normalità. Nel contempo é un dato innegabile che un ambiente di vita stressante o, come ben Lei dice, assurdamente complesso, concorre fortemente a rendere evidenti quadri patologici altrimenti destinati a decorrere in modo subclinico. L’importante è non assolutizzare nessuna di queste due componenti: non é solo questione individuale, non é solo questione sociale.
       
      5. Ad avviso di molti, per rimanere solo al consumo di sostanze inebrianti o stupefacenti, sarebbe proficua una legislazione decisamente meno permissiva, non dico quella della Korea del Nord, ma quella cinese andrebbe benissimo. Questa sarebbe un’azione sociale efficace. Infatti é dimostrabile una correlazione tra uso di droghe e patologie mentali.
      Senza usare parole grosse, presumo che a nessuno farebbe piacere essere ricevuto al pronto soccorso da infermieri ubriachi oppure essere operati da un chirurgo cocainomane, se va bene dopo essere stati investiti da una persona in stato di ebbrezza.
       
      Grazie ancora per il Suo intervento
       
      gsm

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