prof. Mario Monti. L’unico economista con una sola citazione scientifica in tutta sua vita.

Di Giuseppe Sandro Mela , il - 112 commenti

Giuseppe Sandro Mela

 

                La Thomson Reuters, Web of Knowledge, Web of Science, é il database di tutte le pubblicazioni scientifiche edite dal 1889 ad oggi. E’ il database di riferimento per ricercare le pubblicazioni scientifiche di uno scienziato e le citazioni che esse hanno ricevuto.

                Più lavori scientifici un ricercatore ha pubblicato su riviste internazionale e maggiore è il suo prestigio.

                Più altri ricercatori citano ed usano i lavori che uno scienziato ha fatto e maggiore è la sua autorevolezza.

                Ad esempio, Kurt Gödel ha ricevuto più di 44,900 citazioni. Il lavoro «Can quantum-mechanical description of physical reality be considered complete?» di Albert Einstein é stato citato 8,500 volte.

                Un buon ricercatore a fine carriera ha pubblicato in media quaranta lavoro su riviste internazionali ed ha ricevuto circa duecentodieci citazioni da parte di lavori altrettanto pubblicati su riviste nternazionali.

                 Ciò premesso, domandiamoci quale é lo spessore scientifico del prof. Mario Monti, rettore dell’Università Bocconi di Milano.

                Ecco cosa risponde la Thomson Reuters, Web of Knowledge, Web of Science:

 

 

 Ingrandimento per leggere meglio:

 

                Il prof. Mario Monti ha al suo attivo ben 13 pubblicazioni, avendo ricevuto un totale di una, dicansi una, citazione. La maggior parte dei Suoi lavori é stata pubblicata su il «Giornale degli Economisti e Annali di Economia», che non sono mai state citate nemmeno una volta proprio da nessuno.

                Questo risultato illustra lo spessore scientifico del Personaggio.

                 Per evitare malevoli commenti, qui di seguito riporto il risultato della Thomson Reuters, Web of Knowledge, Web of Science per il sottoscritto, solo per comparare il Rettore della Bocconi con uno squincero qualsiasi: 

 

 

Ingrandimento per leggere meglio:

 

GS Mela ha al suo attivo 203 pubblicazioni su riviste internazionali. Il lavoro pubblicato sul New England Journal of Medicine é stato citato 352 volte, mentre quello sul Lancet 141. Gli altri a seguito.

Adesso abbiamo preso coscienza dello spessore scientifico del prof. Mario Monti, e ci si domanda:

Come ha fatto a passare il concorso a cattedra?

Come ha fatto a diventare il rettore della Bocconi?

Non fate malignità gratuite: non é assolutamente vero che il grembiulino fa la differenza.

gsm

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    Articolo eccellente..

    • Giuseppe Sandro Mela

      Grazie.
      Ma un grazie particolare al prof. Mario Monti: é in una posizione scientifica, diciamo, metastabile…
      gsm

      • Emminchia

        siete dei falliti

      • Emminchia

        siete dei falliti

        • Emminchia

          Giuseppe Sandro Mela, sei un fallito…non ti conosce nessuno…MM è presidente della Bocconi..e tu perdi tempo (e io pure a leggerti) su rischio calcolato…Funny King caccialo via…

          • Francesco

            ma perchè insulti? controbatti con dei dati di fatto anzichè abbaiando all’aria.

          • Francesco

            ma perchè insulti? controbatti con dei dati di fatto anzichè abbaiando all’aria.

          • Giuseppe Sandro Mela

            Caro Sig. Francesco,
            La ringrazio per la Sua puntualizzazione, che denota equilibrio, comprensione dell’argomento ma, soprattutto, buona e corretta educazione. Rispetto della persona e dibattito, anche serrato, su dati ed interpretazioni: ecco come vorrei potesse evolvere questo blog.
            Spero che con il tempo anche le persone verbalmente infuocate entrino in questa mentalità di civile convivenza, ed in questo anche i Lettori come Lei possono svolgere un ruolo calmierante.
            gsm

          • ArmandMilieu

            Ma infatti non si capisce… se Mela è un accademico affermato, che pubblichi uno studio sulla valutazione della performance economica italiana su The Conversation e non qui su questo sitazzo.

        • Emminchia

          Giuseppe Sandro Mela, sei un fallito…non ti conosce nessuno…MM è presidente della Bocconi..e tu perdi tempo (e io pure a leggerti) su rischio calcolato…Funny King caccialo via…

        • Emminchia

          Giuseppe Sandro Mela, sei un fallito…non ti conosce nessuno…MM è presidente della Bocconi..e tu perdi tempo (e io pure a leggerti) su rischio calcolato…Funny King caccialo via…

      • Emminchia

        siete dei falliti

  • viorica wrancian

    Altro che risanatore dei conti:

    Monti moltiplicò il debito italiano Il premier sarà l’uomo che quando fu dal 1989 al ’92 sottosegretario al bilancio fece schizzare il disavanzo pubblico N
    on compare mai nel curriculum ufficiale di Mario Monti. Né in quello della Università Bocconi, né in quelli da commissario europeo. Non c’è nemmeno sul sito Internet del Senato, dove Monti è stato inserito come senatore a vita con tanto di posta elettronica (monti_m@posta.senato.it) ma senza un rigo di biografia. Si vede che il tecnico che tutta Europa sembra invidiarci, l’unico italiano di cui i mercati dicono di fidarsi, deve avere fatto qualcosa nella vita di cui si vergogna un po’, tanto da averlo nascosto a tutti. A sollevare il velo ci ha pensato Paolo Cirino Pomicino, che in fondo è il vero regista del prossimo sbarco di Monti a palazzo Chigi: «Il professore? È stato il mio principale collaboratore fra il 1989 e il 1992, quando ero ministro del Bilancio del governo di Giulio Andreotti». 

    BRUTTI RICORDI
    Monti ha sbanchettato, e un po’ si capisce. Vero che intorno a Cirino Pomicino insieme a lui c’erano altri professoroni dell’epoca, come Giancarlo Morcaldo, Antonio Pedone e Paolo Savona. Lui però stava in tre commissioni di rilievo, quella sul debito pubblico, quella sulla spesa pubblica e nel comitato scientifico della programmazione economica all’epoca guidato da un andreottiano doc come Luigi Cappugi. Un’esperienza di cui Pomicino ha raccontato poco, ricordando solo la «simpatia di Monti». E in effetti da raccontare non ci sarebbe molto. Grandi produzioni scientifiche quell’esperienza non le ha lasciate. E se si vedono i risultati di quel supporto scientifico al ministero del Bilancio al professore Monti uno non affiderebbe non dico un governo o un ministero economico, ma nemmeno l’amministrazione di un condominio. Il gran lavoro fatto sulla riduzione del debito pubblico e della spesa pubblica è scritto nero su bianco da due ricerche, una della Banca di Italia, l’altra della Ragioneria generale dello Stato. 

    La prima dice che il debito pubblico al momento dell’insediamento di Cirino Pomicino e del professor Monti al ministero del Bilancio ammontava a 553 miliardi, 140 milioni e 900 mila euro attualizzati ad oggi. Quando entrambi hanno finito il lavoro nel giugno 1992 il debito pubblico italiano era salito alla cifra di 799 miliardi, 500 milioni e 700 mila euro. La differenza assoluta è stata un incremento di 246 miliardi, 359 milioni e 800 mila euro. In termini percentuali la crescita del debito pubblico sotto i saggi consigli di Monti è stata del 44,53% in tre anni, ed è fra i record assoluti della storia della Repubblica italiana. Il professore, certo, potrà dire che lui dava consigli saggi e ricette magiche, e che poi era Cirino Pomicino a non applicarle alla lettera. Ma giustamente un risultato così è difficile da inserire in curriculum da gran risanatore di conti e costumi pubblici. Allora si può pensare che il debito ha un suo percorso inesorabile, e per i governi è più semplice il taglio della spesa corrente. Lì i consigli di Monti possono avere fatto centro. 

    SOLDI PER TUTTI
    Basta prendere il librone storico della Ragioneria generale dello Stato per avere una seconda doccia fredda. Al momento dell’insediamento Pomicino-Monti la spesa pubblica italiana ammontava a 254 miliardi, 418 milioni e 970 mila euro. Al momento del loro doloroso abbandono dell’esecutivo la spesa pubblica era di 371 miliardi, 209 milioni e 895 mila euro. Questo significa che in soli tre anni è cresciuta di 116 miliardi, 790 milioni e 925 mila euro. In termini percentuali significa un’esplosione del 45,90%, superiore perfino a quella del debito pubblico e da annoverare anche essa fra le pagine più nere dei conti economici della Repubblica. L’esperienza non compare nella biografia del professore della Bocconi, e si capisce: avesse letto risultati così, qualsiasi studente avrebbe disertato lezioni e corsi del professore e perfino si sarebbe domandato l’utilità di studiare in quella Università. La biografia però si può sbanchettare, i conti dello Stato no. Sono passati tanti anni, e almeno dieci di questi Monti li ha passati in Europa, dove qualche ricetta un po’ più efficace avrà pure imparato. È riposta in quegli anni la speranza dei contribuenti e dei risparmiatori italiani, cui altrimenti potrebbe venire qualche dubbio e perfino un brivido ghiacciato. Come capita a chi ammalato vede presentarsi invece del medico il responsabile in persona della sua stessa malattia…

    di Fosca Bincher

  • viorica wrancian

    Altro che risanatore dei conti:

    Monti moltiplicò il debito italiano Il premier sarà l’uomo che quando fu dal 1989 al ’92 sottosegretario al bilancio fece schizzare il disavanzo pubblico N
    on compare mai nel curriculum ufficiale di Mario Monti. Né in quello della Università Bocconi, né in quelli da commissario europeo. Non c’è nemmeno sul sito Internet del Senato, dove Monti è stato inserito come senatore a vita con tanto di posta elettronica (monti_m@posta.senato.it) ma senza un rigo di biografia. Si vede che il tecnico che tutta Europa sembra invidiarci, l’unico italiano di cui i mercati dicono di fidarsi, deve avere fatto qualcosa nella vita di cui si vergogna un po’, tanto da averlo nascosto a tutti. A sollevare il velo ci ha pensato Paolo Cirino Pomicino, che in fondo è il vero regista del prossimo sbarco di Monti a palazzo Chigi: «Il professore? È stato il mio principale collaboratore fra il 1989 e il 1992, quando ero ministro del Bilancio del governo di Giulio Andreotti». 

    BRUTTI RICORDI
    Monti ha sbanchettato, e un po’ si capisce. Vero che intorno a Cirino Pomicino insieme a lui c’erano altri professoroni dell’epoca, come Giancarlo Morcaldo, Antonio Pedone e Paolo Savona. Lui però stava in tre commissioni di rilievo, quella sul debito pubblico, quella sulla spesa pubblica e nel comitato scientifico della programmazione economica all’epoca guidato da un andreottiano doc come Luigi Cappugi. Un’esperienza di cui Pomicino ha raccontato poco, ricordando solo la «simpatia di Monti». E in effetti da raccontare non ci sarebbe molto. Grandi produzioni scientifiche quell’esperienza non le ha lasciate. E se si vedono i risultati di quel supporto scientifico al ministero del Bilancio al professore Monti uno non affiderebbe non dico un governo o un ministero economico, ma nemmeno l’amministrazione di un condominio. Il gran lavoro fatto sulla riduzione del debito pubblico e della spesa pubblica è scritto nero su bianco da due ricerche, una della Banca di Italia, l’altra della Ragioneria generale dello Stato. 

    La prima dice che il debito pubblico al momento dell’insediamento di Cirino Pomicino e del professor Monti al ministero del Bilancio ammontava a 553 miliardi, 140 milioni e 900 mila euro attualizzati ad oggi. Quando entrambi hanno finito il lavoro nel giugno 1992 il debito pubblico italiano era salito alla cifra di 799 miliardi, 500 milioni e 700 mila euro. La differenza assoluta è stata un incremento di 246 miliardi, 359 milioni e 800 mila euro. In termini percentuali la crescita del debito pubblico sotto i saggi consigli di Monti è stata del 44,53% in tre anni, ed è fra i record assoluti della storia della Repubblica italiana. Il professore, certo, potrà dire che lui dava consigli saggi e ricette magiche, e che poi era Cirino Pomicino a non applicarle alla lettera. Ma giustamente un risultato così è difficile da inserire in curriculum da gran risanatore di conti e costumi pubblici. Allora si può pensare che il debito ha un suo percorso inesorabile, e per i governi è più semplice il taglio della spesa corrente. Lì i consigli di Monti possono avere fatto centro. 

    SOLDI PER TUTTI
    Basta prendere il librone storico della Ragioneria generale dello Stato per avere una seconda doccia fredda. Al momento dell’insediamento Pomicino-Monti la spesa pubblica italiana ammontava a 254 miliardi, 418 milioni e 970 mila euro. Al momento del loro doloroso abbandono dell’esecutivo la spesa pubblica era di 371 miliardi, 209 milioni e 895 mila euro. Questo significa che in soli tre anni è cresciuta di 116 miliardi, 790 milioni e 925 mila euro. In termini percentuali significa un’esplosione del 45,90%, superiore perfino a quella del debito pubblico e da annoverare anche essa fra le pagine più nere dei conti economici della Repubblica. L’esperienza non compare nella biografia del professore della Bocconi, e si capisce: avesse letto risultati così, qualsiasi studente avrebbe disertato lezioni e corsi del professore e perfino si sarebbe domandato l’utilità di studiare in quella Università. La biografia però si può sbanchettare, i conti dello Stato no. Sono passati tanti anni, e almeno dieci di questi Monti li ha passati in Europa, dove qualche ricetta un po’ più efficace avrà pure imparato. È riposta in quegli anni la speranza dei contribuenti e dei risparmiatori italiani, cui altrimenti potrebbe venire qualche dubbio e perfino un brivido ghiacciato. Come capita a chi ammalato vede presentarsi invece del medico il responsabile in persona della sua stessa malattia…

    di Fosca Bincher

  • Otello Girardi

    qui stiamo elevando il sito all’eccellenza..mi inchino

  • Otello Girardi

    qui stiamo elevando il sito all’eccellenza..mi inchino

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Grandi,
      Il solo parlare del prof. Mario Monti eleva chiunque e conferisce al sito quella aureola di santità che manda in un brodo di giuggiole tutti gli orfani dell’idealismo.
      Grazie di aver trovato il ltempo per scrivermi.
      gsm

      • Otello Girardi

        io nella mia vita ho girato e conosciuto molte persone e sento che lei è una persona speciale che potrebbe dare molto alle nuove generazioni.
        I potenti vogliono delle menti facilmente plasmabili nelle quali inserire delle idee che loro ritengono valide.
        Ora solo menti aperte possono far crescere un paese fino ad elevarlo sopra la media.
        I giovani di oggi sono il frutto della mancanza di idee e di fame di conoscenza. Ci sono delle eccezzioni sicuramente ma purtroppo mi accorgo di avere attorno a me molti giovani zombi che hanno perso la coscenza di quello che sono e che possono essere.
        La scuola italiana andrebbe completamente rasa al suolo e gli insegnanti tutti licenziati ..poi si ricomincia ad assumerli in base a test di ingresso sul livello della loro conoscenza. Questo sarebbe sicuramente un’inizio ma anche le famiglie devo imparare come comportarsi e prendere provvedimenti perchè la prima educazione viene insegnata a casa.

        L’insegnante è fondamentale e nella vita devo ringraziare 3 professori:

        – dott.Luciano Cappellazzo (commercialista di treviso)
        – prof.ssa Zisa (insegnante superiori di tedesco)
        – Prof.Giorgio Fodor (università degli studi Trento)

        • Giuseppe Sandro Mela

          Caro Sig. Girardi,
          La stima é reciproca, anche se Lei mi sovrastima, e direi anche di molto.
          Ho la fortuna di avere molti miei ex-allievi che adesso sono in posizioni di tutto rispetto in Università tra le più note a livello mondiale: merito loro e del loro impegno, io li ho solo instradati. Capisco quindi molto bene ciò che Lei vuol dire.
          I nostri giovani hanno delle doti incredibili: é necessario farglielo capire, dare loro delle mete che realmente valgano la pena di essere perseguite. Se mi consentisse il termine pomposo, occorre indicare e dir loro la Verità.
          Questa apertura mentale é l’opposto di quella degli yes-sir-man: occorre instradare alla libertà.
          Ho già pubblicato un post alquanto lungo in collaborazione con GpG Imperatrice sulla scuola media inferiore e superiore: http://www.rischiocalcolato.it/2011/09/proposte-per-una-riforma-globale-dellistruzione.html.
          Sarei lieto di un suo giudizio (e-mail to: calinosa@libero.it).
          Sempre con GpG Imperatrice, ma anche in collaborazione con colleghi di chiara fama mondiale, stiamo finendo di preparare delle guidelines per una riforma del sistema della ricerca ed universitario nazionale. Ne potremmo parlare: ci terrei a sentire il Suo parere prima di pubblicarlo.
          Credo che ambedue vorremmo che la nostra prole potesse trovare un mondo migliore.
          Con particolare stima
          gsm

        • Giuseppe Sandro Mela

          Caro Sig. Girardi,
          La stima é reciproca, anche se Lei mi sovrastima, e direi anche di molto.
          Ho la fortuna di avere molti miei ex-allievi che adesso sono in posizioni di tutto rispetto in Università tra le più note a livello mondiale: merito loro e del loro impegno, io li ho solo instradati. Capisco quindi molto bene ciò che Lei vuol dire.
          I nostri giovani hanno delle doti incredibili: é necessario farglielo capire, dare loro delle mete che realmente valgano la pena di essere perseguite. Se mi consentisse il termine pomposo, occorre indicare e dir loro la Verità.
          Questa apertura mentale é l’opposto di quella degli yes-sir-man: occorre instradare alla libertà.
          Ho già pubblicato un post alquanto lungo in collaborazione con GpG Imperatrice sulla scuola media inferiore e superiore: http://www.rischiocalcolato.it/2011/09/proposte-per-una-riforma-globale-dellistruzione.html.
          Sarei lieto di un suo giudizio (e-mail to: calinosa@libero.it).
          Sempre con GpG Imperatrice, ma anche in collaborazione con colleghi di chiara fama mondiale, stiamo finendo di preparare delle guidelines per una riforma del sistema della ricerca ed universitario nazionale. Ne potremmo parlare: ci terrei a sentire il Suo parere prima di pubblicarlo.
          Credo che ambedue vorremmo che la nostra prole potesse trovare un mondo migliore.
          Con particolare stima
          gsm

          • Otello Girardi

            dal link mi sono scaricato l’articolo e devo stamparlo e leggerlo per riusciere a cogliere meglio l’essenza della “tesi”.
            per il resto posso solo dire quello che sento e dirle in privato la mia esperienza di vita nella scuola secondaria ed università per cercare di farle i miei stati d’animo. ma vedrò di scirverle una lunga email nel quale spiego tutto . saluti

  • Dan

    Volendola mettere sul comico c’è però da considerare una cosa: che la maggior parte dei nostri politici la laurea c’è l’ha fasulla quindi in un mondo di odontotecnici che mettono le mani in bocca, un dentista scarso pare chissà che roba

    • Giuseppe Sandro Mela

      Ha ragione, caro Sig. Dan!
      Tuttavia mi consenta, in questo caso, di preferire uno sciamano oppur di tenermi il mal di denti.
      Non si sa mai a chi lo sciamano si rivolge per chiedere un parere su cosa fare, ma nel caso in oggetto temiamo in molti di saperlo.
      Grazie del Suo intervento: se non fosse una tragedia sarebbe davvero una farsa.
      gsm

  • giuseppe

    Fantastica….

    • Giuseppe Sandro Mela

      Ne convengo.
      Ho pubblicato le fotocopie perché se no la gente non mi avrebbe creduto.
      Grazie!
      gsm

      • ArmandMilieu

        Peccato che la comparazione sia bacata da innumerevoli problemi di misurazione e di contesto valutativo.

  • Luca

    non e’ rettore della bocconi in ogni caso

    • Giuseppe Sandro Mela

      Il prof. Mario Monti é stato Rettore alla Bocconi dal 1989 al 1994.
      Può controllare anche qui:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monti
      nella sezione “Attività Accademica”.
      Per consuetudine accedemica, chi ha ricoperto un tal ruolo viene denominato anche in seguito con tale Titolo.
      Circa le pubblicazioni, ricordo che Thomson Reuter Isi conteggia come tali solo quelle eseguite su riviste internazionali con comitato di redazione. Similmente conteggia le citazioni ricevute. Quindi, non conteggia, per esempio, le citazioni comparse sul WSJ.
      Google Scholar invece conteggia tutte le citazioni, senza selezionare la sorgente. Non é una limitazione: sono solo due database fatti concriteri differenti.
      Suggerirei di informarsi meglio in futuro e di scrivere documentati.
      Grazie.
      gsm

      • Emminchia

        è stato rettore e adesso è presidente…Mela non essere saccente…e poi Monti è su wikipedia…tu ti fai bello con le citazioni delle pubblicazioni di cui sei coautore….

      • ArmandMilieu

        Irrilevante. Magari è rettore per via della capacità di attrarre fondi e gestirli. Mi sembra condizione sufficiente per essere rettore.

  • Johnny 88

    Grandissimo post porf. Mela! 

    Intanto le metto uno degli ultimi articoli di Ida Magli che va a rimestare nel torbido della “Commissione Santer”. Sempre per la serie i “meriti” del neo-premier e senatore a vita

    http://www.italianiliberi.it/Edito11/no-questo-no.html

  • Johnny 88

    Grandissimo post porf. Mela! 

    Intanto le metto uno degli ultimi articoli di Ida Magli che va a rimestare nel torbido della “Commissione Santer”. Sempre per la serie i “meriti” del neo-premier e senatore a vita

    http://www.italianiliberi.it/Edito11/no-questo-no.html

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Johnny88,

      E’ sempre un piacere risentirLa.
      Silentium et archivium prima instrumenta regni.
      Se potesse mandarmi un po’ di documenti sulla Commissione Santer mi farebbe un vero piacere (mail to: calinosa@libero.it).
      Grazie comunque per gli elogi: il vero merito é di Rischio Calcolato e del Suo animatore, FunnyKing, che lascia agli autori una libertà altrove introvabile. Ma se non si é liberi non si può pensare. E’ vero che si possono fare, e si fanno anche degli errori, ma almeno sbagliando si impara.
      Grazie per l’indirizzo!
      gsm

    • ArmandMilieu

      Alla ricerca di click, eh?

  • Emminchia

    ma lo avete letto il cv del prof. Mela?
    http://www.rischiocalcolato.it/info/giuseppe-sandro-mela
    intanto mi viene da ridere che l’abbia messo sui rischio calcolato…e poi poteva scrivere pure che ha fatto il chierichetto…che sa cucinare…che ama leggere…tutta la manfrina sull’impacco factor…ma smettiamola…rischio calcolato è un blog serio…e mi si mette a sfottere Mario Monti…
    Prof. nn la conosce nessuno…e invece di scrivere stupidaggini superficiali e incollare le foto da reuters, si compri i BTP così che suo figlio possa vivere in un paese migliore.

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Em Minchia,
      Constato che ha scelto il Suo nikename in modo da essere perfettamente aderente alla realtà dei fatti.
      «La parola ha prodotto anche altri termini derivati come minchiata (per indicare sciocchezza) o minchione, per indicare una persona sciocca (cioè quella che, nei dialetti più settentrionali, viene chiamata coglione).». [Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Minchia%5D.
      gsm

      • Otello Girardi

        HA HA HA

      • Otello Girardi

        HA HA HA

      • Emminchia

        Prof Lei non è mai primo nome negli articoli che ci fa vedere…

        • ArmandMilieu

          No. Ne ha fatti molti in cui è primo nome. Ho fatto una ricerca e ho trovato di tutto. Sul merito accademico di Mela non si discute.

          Piuttosto, mi chiedo se il suo ragionamento fili:
          – Paragone tra (a) due accademici (b) di due settori diversi (c) che scrivevano in anni diversi, (d) nei quali i requisiti di scientificità e di professionalità erano diversi ed (e) in contesti nazionali/internazionali diversi;
          – Secondo Mela, bassa levatura accademica implica individuo poco qualificato alla carica di rettore.
          Invece, ho ragione di credere che il merito accademico (inteso come pubblicazioni) non sia condizione necessaria per accedere al seggio rettorale. Invece, conta molto di più la capacità manageriale e di attrarre fondi — nelle quali, inutile negarlo, Monti è stato maestro. Ed è per questo che è rettore.

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Em Minchia,
      Constato che ha scelto il Suo nikename in modo da essere perfettamente aderente alla realtà dei fatti.
      «La parola ha prodotto anche altri termini derivati come minchiata (per indicare sciocchezza) o minchione, per indicare una persona sciocca (cioè quella che, nei dialetti più settentrionali, viene chiamata coglione).». [Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Minchia%5D.
      gsm

    • Anonimo

      …..hai ragione il prof. Mela è un perfetto sconosciuto al confronto di giganti come Berlusconi, Amato, fassino, Bersani, Monti, Cirino Pomicino, e potrei continuare.
      Hai centrato il punto. W la democrazia.

      • Emminchia

        funniking ma che dici…ogni giorno sembri perdere colpi…questo blog non è più quello di una volta…e copia pure da zerohedge…

        • Otello Girardi

          ha sempre riportato la fonte da almeno un’anno che lo fa.

  • Alex

    In buona sostanza il Prof. Mela ci vorrebbe far credere che abbiamo o avremo un incapace come Premier. 

    Mi chiedo il motivo per il quale abbia fatto il commissario europeo. Abbia fatto da analista (sottolineo analista visto che, capita quale è la direzione Vostra, qualcuno lo vorrebbe far passare come organico a gs) a Gs. Presidente della Bocconi.

    Non so se il Prof. Mela creda di rendere un servizio onesto con un argomentazione che partendo da dati, magari oggettivi, indirizza verso un certo tipo di pensiero.

    Bel lavoro Prof. Mela. 

  • Alex

    In buona sostanza il Prof. Mela ci vorrebbe far credere che abbiamo o avremo un incapace come Premier. 

    Mi chiedo il motivo per il quale abbia fatto il commissario europeo. Abbia fatto da analista (sottolineo analista visto che, capita quale è la direzione Vostra, qualcuno lo vorrebbe far passare come organico a gs) a Gs. Presidente della Bocconi.

    Non so se il Prof. Mela creda di rendere un servizio onesto con un argomentazione che partendo da dati, magari oggettivi, indirizza verso un certo tipo di pensiero.

    Bel lavoro Prof. Mela. 

    • Dan

      Sono anni che in parlamento si susseguono tizi con titoli di studio fasulli ed esperienze ancor più false, sulle quali però si sono costruiti aure di competenza tali da ottenere posti di prestigio come ministeri e sottosegretariati.
      Non vedo perchè la tradizione non possa continuare.
      Capisco che uno possa pensare che se Monti viene da GS forse è perchè non è così fasullo ma c’è anche da considerare la vecchia barzelletta del carabiniere che va nello spazio con la scimmia, ergo qualunque idiota può applicare degli ordini che gli vengono impartiti e studiati da altri veramente competenti che però si guardano bene dall’apparire.
      E’ tutto da vedere che non sia un uomo di paglia in fin dei conti già abbiamo i risultati di un governo passato che ha visto la sua partecipazione attiva

      • Alex

        Ciao Dan. 

        Non mi interessa un fico secco di Monti. Da fastidio l’inferenza fatta perché il significante è sempre il solito, finalizzato a guidare il referente (lettore) in modo direi diabolico.Si continua in questa conflittualità estrema senza nessuna ratio se non quella, a mio modestissimo parere, del tifo da “Bar Sport” con tutto il rispetto per il Dott. Mela.

        Poi se vogliamo far passare che Monti è un incapace va bene. Tutto si può far passare..

        • Giuseppe Sandro Mela

          Caro Sig. Dan,
          Grazie delle Sue argomentazioni.
          E’ la prima volta in vita mia che mi denominano “diabolico”: lo prendo come un complimento perché mi rifiuto di credere che sia un insulto. Se i miei post Le sembrassero artatamente fuorvianti mi sentirei di suggerirLe di non leggerli.
          Il curriculum scientifico del sen. Mario Monti è lì: lo valuti pur Lei da solo.
          Quanto a Monti come Primo Ministro, mi consenta: come si può dare un parere prima ancora che sia entrato in carica? Non faccio mica il mago.
          gsm

  • Massimo1

    Ad essere sinceri mi sembra che questo articolo, impostato così come è, lasci trasparire una certa insofferenza ed invidia basata solo sul confronto di curriculum personali. Nè più nè meno di quel prof. Battaglia, grande
    sostenitore del nucleare e con pubblicazioni prefazionate dall’ex presidente del consiglio (altra obbiettività nell’interesse della critica), il cui  curriculum  fu pragonato a quello di Di Pietro da qualche blogger solo con l’intento di rendere ridicolo quest’ultimo. Come se alla fine, si dovesse premiare il merito. Dovrebbe essere così ma in un paese che riconosce il merito della ricerca e dello studio, quindi non in questa nazione e se lei ha avuto queste possibilità comunque qualcuno dovrà sempre ringraziare.Buon gusto voleva che il prof. Mela (francamente è la prima volta che lo sento nominare e per me, nonostante tutto, resta un perfetto sconosciuto anche dopo) facesse a meno di fare un confronto con se stesso sul piano del merito perchè, alla fine, si capisce solo questo e basti vedere la conclusione del suo pezzo: “come ha fatto ad ottenre una cattedra e diventare rettore della Bocconi?” Magari uno può pensare anche che, nei concorsi di libera docenza, siano fondamentali presentare titoli ed esami, articoli e pezzi scritti magari a più mani (che non è mai un lavoro tuo alla fine) ma l’animosità del prof. Mela (a proposito, lei come ha ottenuto il titolo di professore? sa, perchè a me hanno sempre insegnato che lo Stato rilasci solamente il dottorato) pur spingendosi oltre, denuncia solo una parzialità di intenti che è, comunque, quella che lui vuole sottolineare e mettere in luce “pur nello spirito critico e libero di questo blog”. Se le sue teorie sono solo queste allora si giustifica il curriculum vitae di Berlusconi che più lungo del suo pochi “accademici” (bella questa parola!) potrebbero vantare per diventare presidente del consiglio. A proposito, niente da dire sull’ex ministro Gelmini e la sua carriera di titoli ed esami e neppure sull’ex ministro Brunetta scopiazzatore? O che dire delle pubblicazioni dell’on. La Russa o dei vari Bossi, Calderoli e Borghezio, senza escludere Maroni ovviamente nè i vari Romano, Frattini, Galan, Bondi, Letta, ecc. ecc. Un pò più di obbiettività, professore, altrimenti il suo post passa solo per una vendetta postuma a ciò che lei – forse più meritevole di qualcosaltro – non ha mai avuto. In altre parole, una coltellata alle spalle di una persona che lei probabilmente non solo non stima ma ingiuria anche. Quanto a chi riporta notizie vecchie di oltre 10 anni e coperte da muffa in soffitta sull’aumento del debito pubblico negli anni andreottiani, direi che se questo è il metro di paragone per giudicare una classe politica… beh allora al Parlamento non occorrerebbero le elezioni per riempirlo, basterebbe un cartello con la scritta “assumesi precariato vita natural durante” citofonare prof. Mela.

    • Otello Girardi

      “Ad essere sinceri mi sembra che questo articolo, impostato così come è, lasci trasparire una certa insofferenza ed invidia basata solo sul confronto di curriculum personali.”

      Il blogger voleva far notare come un così scarso professore universitatio sia diventato rettore di una prestigiosa università italiana, se vuoi vedere invidia vedi quello che vuoi ma è il sentimento che uno ha dentro a far leggere una certa cosa in una determinata maniera (anche a me succede alle volte di fare questo errore, siamo umani).

      Il blogger ha posto l’attenzione su un fatto vero. Il valore di un docente universitario si misura (come valore principale) dal numero delle pubblicazioni fatte e dal richiamo di esse in altri lavori. Poi non basta studiare tanto, per emergere bisogna anche avere qualcosa in più oooooooooooooooooooo essere un raccomandato da qualcuno di potente.

      Insomma l’articolo (per me) voleva solo mettere in chiaro l’oscura carriera di un uomo che è stato messo al governo dalle pressioni internazionali delle banche ed il caro Monti è associato allle lobby bancarie.

      Quindi si mette in luce da più lati che tanto speciale non è, ma che è pericoloso affidarsi a un personaggio di questo tipo, poi siccome i potenti vogliono dividerci con la scusa della politica e dell’odio, ci troviamo adesso a risponderci a vicenda senza capire che il vero problema è che abbiamo perso la nostra libertà che i nostri avi avevano conquistato con il loro sangue e credimi il nostro comportamento è vergognoso perchè non gli rendiamo onore.

      Infine, Non lo posso dire io ma lo deve dire (se vuole) il professor Mela cosa stava per vincere, ma è una persona umile e non l’ha riportata nel suo curriculum. Tra l’altro mi pare che in altri paesi il valore del professore viene misurato da pubblicazioni ed esperienze lavorative. Non come in Italia dove contanto le conoscenze.

      ti saluto e ti invito ad essere più aperto e  chiedere prima di giudicare subito una persona (anch’io faccio questo errore alle volte e mi ripeto sempre di pensare).

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Massimo1,
      Grazie per il Suo cortese intervento.
      Nulla più lontano da me dell’invidia o dell’insofferenza, che per fortuna mi sono sentimenti alieni.
      Presumo che Ella non mi negherà nella mia qualità di cittadino italiano di informarmi su chi potrebbe essere il nuovo Presidente del Consiglio.
      Per accedere a tale carica servirebbero una lunga serie di caratteristiche, in parte naturali ma sempre coltivate con tanta fatica e costanza nel lavoro.
      Il prof. Mario Monti ha una grande esperienza degli ambiti direzionali europei ed internazionali, un buona conoscenza delle lingue, e si intende a buon livello di come poter governare i processi macroeconomici. Sono tutte doti che Gli riconosco con piacere. Personalmente, non credo che per svolgere tale ruolo sia necessaria una robusta preparazione scientifica nel mondo della ricerca. Mario Draghi é una persona del tutto fuori dal comune, ma non mi risulterebbe che abbia trascorsi universitari, e forse questo é un suo punto di forza, perché non rimane condizionato da teorie precedentemente espresse.
      Non trovo però ragione alcuna per affermare che il sen. Mario Monti ha una gran bella voce tenorile oppure che può nuotare per quaranta chilometri in un fiume controcorrente. Sarebbero caratteristiche ininfluenti sul ruolo che si appresta a ricoprire.
      Questo particolare diventa di una certa rilevanza leggendo il dispositivo con il quale il Presidente Napolitano lo ha nominato, come Lei stesso potrà constatare leggendolo con cura.
      Similmente, ho riprodotto le fotocopie della Thomson Reuter, che attestano ciò che attestano: e nessuno può smentire questo dato di fatto. Nulla di più e nulla di meno. Trovo sommamente inutile che Ella se la prenda con me se i fatti sono questi: l’oggetto del post é il curriculum scientifico del sen. Mario Monti, non quello di Giuseppe Mela. Può insultarmi a piacere, ma i fatti non si cambiano: da Lei mi sarei aspettato critiche più penetranti.
      Non mi stupisco minimamente che Ella non mi conosca: ho lavorato per una vita in settori di ricerca talmente specialistici che la mia audience é numericamente molto limitata. Non solo, mi sono autodefinito uno “squincero”, termine che forse potrebbe essere interpretato come autolesionismo: non mi sono vantato di nulla. Rivolgendosi ad un grande pubblico che non é tenuto a sapere come si valuta scientificamente una persona, ho ritenuto opportuno mettere un paragone, e sarebbe stato di poco gusto prendere un nome a caso, il Suo, per esempio.
      Constato infine che in molte nazioni democratiche il Primo Ministro é un membro eletto in un ramo del Parlamento o direttamente dai cittadini, cosa che non mi risulterebbe per il sen. Mario Monti. Mi rendo conto che Ella, e con Lei molte altre persone, troveranno questa procedura del tutto naturale e soddisfacente, ma sa, io sono all’antica, e Le dirò che non mi sarebbe spiaciuto se il sen. Monti fosse stato eletto. Non voglio farne un casus belli, ma spero che anche Ella converrà che non é stato eletto ma nominato.
      Suggerirei di abbassare i toni e non disdegnare di prendere atto dei fatti.
      gsm

      • Massimo1

        Caro prof. Mela, vedo solo ora la sua risposta alla mia di questa mattina e solo da poco ho risposto all’intervento del sig. Otello Girardi sempre su quelle mie considerazioni.  Come ben ha capito ho sottolineato che per me, come per tanti altri, Lei sia un perfetto sconosciuto ma in quella mia risposta al sig. Otello ho voluto rimarcare che il suo scritto, così come impostato e tradotto, rischiava di portare molti di noi a quelle mie stesse conclusioni ed essere frainteso con alcune aggravanti (ma non mie) circa le capacità di quella persona ad essere idoneo al ruolo cui è stato chiamato da altri. E di questo può anche non essere d’accordo ma così si evince dalle Sue parole. Poi, come tutti (forse anche Lei), possiamo sbagliare. Come dice il sig. Otello alla fine siamo e restiamo umani! Non vedo il motivo per cui avrei dovuto farLe critiche più penetranti visto che il mio scritto voleva avere solo quel fine che ho espresso sopra. Ovvero, l’uso di un certo tipo di linguaggio al posto di altro. Tutto qui, in fondo. Dispiace solo che mi dica di abbassare i toni che, credo forse ingenuamente, di non avere mai alzato se si aspettava critiche un pò più “feroci”. Comunque in quella mia risposta ho espresso – visto che mi sono documentato per non commettere errori – il mio apprezzamento per la sua carriera (la citazione del prof. Battaglia era solo un paragone ma non nei suoi confronti)  qui, aggiungerei, anche per la sua notevole cultura in altri campi. Scusandomi anche per una sottile ironia utilizzata.

  • I lavoro accademici del Prof Monti sono piuttosto vecchiotti . La sua partecipazione alla definizione di una teoria economica risale agli inizi degli anni ’70. Già quando ero studente, pur essendo come rettore, non era il più quotato accademicamente. 
    Tavaroli, l’attuale rettore , è molto più conosciuto

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Lugano,
      La ringrazio del Suo interesse in questo post e della serena pacatezza con cui scrive.
      A mio sommesso avviso Lei ha ragione. L’epoca della fioritura scientifica é tipicamente breve e si attua nella prima parte della vita. Tempi differenti, esigenze differenti, e sarebbe ingiusto prima ancora che errato interpretare il curriculum del sen. MM riportato alla luce dei parametri attuali.
      Inoltre il valore di una persona di quel livello si basa su una lunga serie di criteri, all’interno dei quali l’attività scientifica in senso stretto mi sembrerebbe essere del tutto marginale. Per fare il primo Ministro sono richieste doti ed arti che ben poco si avvalgono di una pregressa ricerca scientifica, tranne forse nell’aver conferito il metodo di lavoro. Se ben ricordo, Steve Jobs non si é laureato, ma credo che nessuno possa negare la sua geniale concretezza.
      Purtroppo spesso i fan sono più papisti del papa, e vorrebbero enfatizzare tutto quello che uno é e che non é. Questo modo di fare inciampa in contraddizioni evidenti, che, dal mio punto di vista, sarebbe stato meglio evitare. Constatare che Michelangelo non avesse l’abitudine di mangiare regolarmente é un dato di fatto che non inficia minimamente la sua genialità artistica. Voler sostenere a spada tratta che era regolarissimo nell’assunzione dei pasti e farne oggetto di beghe esula proprio dalla mia mentalità, anche se constato che é moda corrente.
      Un ricercatore lo si valuta sulla scorta della ricerca che ha fatto, un Primo Ministro su quelli che saranno i risultati che avrà conseguito. Sono, a mio avviso, due cose totalmente differenti.
      Grazie per avermi dato l’opportunità di fare queste precisazioni.
      gsm

    • ArmandMilieu

      Magari è diventato Rettore perché ha saputo trovare fondi.
      Essere Rettori è più una questione di management che di merito accademico — al punto che all’estero sono assunti come i CEO delle aziende (e non eletti — sic!). Perciò se Monti ha saputo, da professore qual era, sviluppare le skills per attrarre fondi e sviluppare l’Università, non vedo nessun problema nella sua nomina di Rettore.

  • ah dimenticavo : complimenti per le Vostre pubblicazioni

    • Giuseppe Sandro Mela

      Rischio Calcolato ed il suo coordinatore FunnyKing stanno facendo il possibile per riportare la verità. Il dato di fatto deve essere inoppugnabile, mentre ovviamente le deduzioni che se ne traggono possono essere più o meno giuste, più o meno condivisibili.
      Certo, é sempre facile fare errori, imprecisioni, omissioni: é virtualmente impossibile cogliere tutta la verità simultaneamente. L’importante é, a mio avviso, non assolutizzare verità parziali. Le posso assicurare che tutta l’equipe é in sostanziale buona fede.
      La ringrazio dell’apprezzamento che ci esprime.
      gsm

  • Massimo1

    Caro Otello, spero tu mi consenta (come
    prassi del web dove alla fine siamo tutti una grande comunità dove contano
    altri valori seppure su posizioni differenti) di darti del tu e chiamarti
    affettuosamente per nome. Secondo il mio punto di vista, proprio quello che scrivi
    in questo primo paragrafetto conferma quella prima intuizione che ho avuto nel
    leggere quel post, senza considerare poi che arricchisci il tuo inciso con “un
    così scarso professore” messo in bocca al prof. Mela. Che, continuo a
    ripeterlo, è per me, e forse anche per tanti altri, un perfetto sconosciuto. Anche
    se, a scanso di equivoci, ho dato un’occhiata alle varie voci sul web in merito.
    Io non voglio “vedere” invidia in quello che leggo né è il mio sentimento che
    mi porta a quelle conclusioni. Come qualcun altro ha qui ripetuto prima di me,
    quel modo di scrivere e fare affermazioni di tal genere, dovrai convenire, porterebbe
    un po’ tutti alla mia stessa conclusione sottintendendo anche che un così “scarso
    professore” NON possa essere presidente del consiglio o, peggio ancora, essere un
    incompetente proprio per quelle premesse. Che poi il prof. Mela voglia
    indirizzare su fatti veri la sua dialettica,  io credo, che tutto ciò non toglie alcunché all’essenza
    di quella scelta né, a mio parere, sminuisce l’importanza del prof. Monti per l’incarico
    ricevuto. Perché alla fine si tratta solo di questo e non del perché sia
    diventato Rettore della Bocconi. Io non penso che per un professore il numero
    delle sue pubblicazioni o delle citazioni nel tempo del suo lavoro possano
    essere un fatto preponderante per determinati incarichi e/o scelte fatte da
    altre persone per scopi diversi ma in piena consapevolezza. Ritengo che queste siano
    importanti solo e solamente se finalizzate al proprio lavoro né più né meno
    come, da quello che leggo sul web, ha prodotto il prof. Mela. Di indubbio
    interesse e lustro per se stesso e che, sicuramente, gli sono valse ai fini della
    sua carriera e di una sua collaborazione quando fu nominato nel 1995 dall’allora
    ministro pro-tempore “membro del Gruppo di lavoro per approfondire le
    problematiche che concernono il riordino dei Policlinici presso il Ministero
    dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica”.  Sicuramente concordo con te, trattandosi di politica
    nostrana, che non basti studiare tanto per emergere, anzi, alla fine, proprio
    ricondotto a questo, direi che gli esempi attuali siano piuttosto eloquenti e
    significativi di quanto – tutto sommato – non servano allo scopo. Una buona
    raccomandazione è ed è stata sempre meglio! Evidentemente altre sono le
    capacità con cui si misura lo spessore intellettuale delle persone. Capacità che,
    forse, a noi non staranno bene ma che, a mio giudizio, non sono poi così “oscure”
    come tu le dipingi riferendosi alla carriera. D’altronde spero che tu non
    dimentichi che in quella combriccola di complottisti c’era infilato anche il
    ministro Tremonti, il che la dice lunga visto che ha dovuto predisporre ben sei
    manovre correttive quest’anno per non aver avuto il coraggio, nonostante tutto,
    di avere il polso delle cose nei momenti opportuni. D’altronde è quello che da
    sempre viene definito come l’inventore della finanza creativa per cui – oggi –
    a me non dispiace vedere qualcuno che, magari con altro saper fare, possa stare
    con i piedi ben piantati a terra. Poi, come dice il saggio, chi vivrà vedrà. Essere
    stati al servizio di quelle lobbie (il che mi fa pensare alla fine che anche tu
    sia un complotti sta al pari di Paolo Barnard per intendersi o Giulietto
    Chiesa) non toglie che il prof. Monti non conosca apertamente e singolarmente i
    meccanismi che governano quelle stesse entità e che, magari, possa essere per
    loro un deterrente in più. Tutte supposizioni le mie, ovviamente. Certo è che ognuno
    alla fine rispetta solo le proprie di regole infischiandosene di quelle uguali
    per tutti. Forse hai ragione nel dire che abbiamo perso la nostra libertà da
    far vergognare e rivoltare nella tomba i nostri avi. Però penso anche che, alla
    fine, noi di libertà ne abbiamo avuta sempre ben poca se non quella che il
    governo di turno o l’alleato del momento ci ha concesso alla bisogna. E questa
    mancanza di libertà ha origini ben più lontane di quanto a noi sembri oggi come
    se essere liberisti e/o liberali sia la panacea a questi nostri mali. Quindi vorrei
    far notare che la mia considerazione alla fine non è proprio tanto campata per
    aria, scusandomi con il prof. Mela per la mia sottile ironia senza – ovviamente
    – nulla togliere alla sua carriera ma dovrai convenire che in Italia di
    curriculum si muore alla fine visto che, grazie a tanti altri, a molti giovani viene
    preclusa quella strada che segnerebbe invece il riscatto culturale e morale
    della nostra nazione. E che magari anche il prof. Mela (mi piacerebbe sapere
    cosa stesse per vincere a questo punto) scriva in maniera meno provocatoria da
    non essere frainteso. Perché alla fine con quelle parole ben evidenziate in
    grassetto dimostra solo quello che ho voluto segnalare ed evidenziare. Niente di
    più né di meno.

    • Otello Girardi

      ripeto, si parlava di come è arrivato ad essere rettore della bocconi ……un parametro per identificare il livello del docente (è molto usato all’estero) è il numero di pubblicazioni…un dato certo che esprime la qualità del lavoro svolto.

      a me pare molto chiaro cosa volesse esprimere il prof.Mela e non vedo NESSUN collegamento con la carica istituzionale che si va a ricoprire….(ho letto e riletto quello scritto).

      Su tremonti (su quello che hai scritto condivido tutto) è stato invitato una volta al bilderberg (se non sbaglio) dopo che ne parlo in televisione, poi non l’ho più visto negli invitati ma posso sbagliare.

      Monti è un uomo delle lobby bancarie ed io non discuto il suo valore per il lavoro che deve andare a fare, anzi penso che con lui al governo gli speculatori (GOLDMAN SACHS) ci lascino stare e a me va bene.

      Molti studenti della bocconi passano per banche d’affari è una prassi……

      Ma ripeto, il professor Mela voleva portare alla luce il passato scientifico di Monti per il suo modo di vedere la cosa e l’ha fatto in maniera chiara ed incontestabile.

      se poi vogliamo coprirci gli occhi e far finta di niente e voler vedere il contesto politico …..io mi arrendo e lascio convinto chi lo vede della sua idea.

      p.s. complimenti per l’italiano scritto, vorre io avere il tuo livello.

  • Ospite

    Solo uno stupido può pensare di misurare con qualsivoglia numero l’intelligenza di una persona. I migliori studi sono pubblicati sulle riviste lette da pochi e non sono quasi mai citati. Anche perchè, le idee delle persone veramente intelligenti sono, naturalmente, trascurate dalla comunità scientifica la cui mediocrità si rispecchia nel controllarsi le proprie citazioni su Thomson Reuters o su Scopus. Il sistema non funziona in ambito scientifico, figuriamoci se si può estendere all’ambito economico.

    • Giuseppe Sandro Mela

      Sintesi perfetta di quello che proclamano i ricercatori che non sono mai riusciti a pubblicare un lavoro su di una rivista decente e che non sono mai riusciti ad ottenere un grant di ricerca.
      Suggerirei di leggere con attenzione: 2011-06-22__ANVUR__Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari.
      In bocca al lupo, Sig. Ospite!
      gsm

      • Ospite

        Sono andato a controllare, tanto per deluderla, e a 5 anni di distanza dalla laurea ho pubblicato 5 articoli, citati in totale 51 volte (in 3 anni). Solo che, differentemente da vostra altezza, mi rendo conto dell’assurdità di questo sistema che premia non chi più si impegna e tira fuori le idee migliori, ma sostanzialmente: 1) chi ha più le mani in pasta nelle riviste, 2) chi segue le mode della ricerca e 3) chi ha più culo.
        Se questa è la credibilità della scienza allora facevo meglio a studiare stregoneria.
        In bocca al lupo gsm,
        ne ha più bisogno di me

      • Emminchia

        Eccolo il Sig Mela….Lei è un saccente…e adesso non glielo dico più io…ma anche altri…

      • ArmandMilieu

        Non mi azzarderei a citare l’ANVUR che, se ben ricordo, ha escluso importanti riviste accettando invece il bollettino agricolo della provincia di Canicattì solo perché un prof ordinario ci aveva scritto dentro.

        …O mi confondo con quella che fu poi l’effettiva scelta dei candidati?

  • Larry

    FunnyKing, questa volta voi di RischioCalcolato.it avete preso un abbaglio: Mario Monti ovviamente non  ha una sola pubblicazione, ma secondo “Publish or Perish” ne ha 130 con 800 citazioni circa.
    Secondo Google Scholar invece tra pubblicazioni e citazioni s’arriverebbe a 3.000 circa…

    Piantatela con ‘sta storia prima di diventare gli zimbelli del web: siete in discesa anche nella classifica Wikio dei blog d’economia.

    • Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Larry,
       
      Lei mente, e anche in modo maldestro, perché è facile smentirLa.
       
      Se “Publish or Persih” e “Google Scholar” fossero database affidabili professionalmente, dovrebbero quanto meno riportare l’identico numero di pubblicazioni e di citazioni. L’unico merito che hanno é che sono di uso gratuito.
       
      «Secondo Google Scholar invece tra pubblicazioni e citazioni s’arriverebbe a 3.000 circa…»
       
      Eccole copia dei risultati, corredati della richiesta, indirizzo in cui ritrovare il materiale, e primi risultati (solo per brevità) per la ricerca di “Monti M”.
       
      autore:monti autore:m
      http://scholar.google.it/scholar?as_q=&num=100&btnG=Ricerca+Google+Scholar&as_epq=&as_oq=&as_eq=&as_occt=any&as_sauthors=monti+m&as_publication=&as_ylo=&as_yhi=&hl=it
      Risultati: 7,310
       
      Inizia con:
      …, M Monti, V Thiers, M Mazzetti, M Foschi… – Journal of …, 1992 – Elsevier
      Abstract We investigated the infection of peripheral blood mononuclear cells (PBMNC) by
      hepatitis C virus (HCV) in 5 patients with HCV-related chronic hepatitis. The presence of
      HCV-RNA-positive and-negative strands was tested with the polymerase chain reaction
       
      Hepatitis C virus infection in patients with non?Hodgkin’s lymphoma
      …, AL Zignego, LL Civita, M Monti… – British journal of …, 1994 – Wiley Online Library
      Summary. Hepatitis C virus (HCV), which is both a hepatotropic and a lymphotropic virus,
      has been proposed as a possible causative agent of mixed cryoglobulinaemia. This ‘benign’
      lymphoproliferative disorder can switch over to a malignant B-cell non-Hodgkin’s …
       
      Infection of peripheral blood mononuclear cells by hepatitis C virus in mixed cryoglobulinemia
      (MC) has been shown; thus, HCV seems to play an important
      etiopathogenetic role in this lymphoproliferative disorder. Because HCV is both a …
       
      Ceramide composition of the psoriatic scale
      S Motta, M Monti, S Sesana, R Caputo… – … et Biophysica Acta (BBA …, 1993 – Elsevier
      Abstract This paper investigates the ceramide composition of the psoriatic scale compared
      with that of normal human SC. A method was optimalized, based on TLC separation
      followed by densitometry, allowing the provision of good resolution and quantification of …
       
      E’ evidente che cercando “Monti M” vengono fuori ricercatori che nulla hanno a che fare con la persona in oggetto, che non risulta essere né un medico né un immunologo.
       
      Eccole adesso copia dei risultati, corredati della richiesta, indirizzo in cui ritrovare il materiale, e primi risultati (solo per brevità) per la ricerca di “Monti Mario”.
       
      autore:monti autore:mario
      http://scholar.google.it/scholar?as_q=&num=100&btnG=Ricerca+Google+Scholar&as_epq=&as_oq=&as_eq=&as_occt=any&as_sauthors=monti+mario&as_publication=&as_ylo=&as_yhi=&hl=it
       
      Risultati: 353
      Inizia con:
       
      [CITAZIONE] Deposit, credit, and interest rate determination under alternative bank objectives
      M Monti – Mathematical methods in investment and …, 1972 – Amsterdam: North-Holland
       
      [CITAZIONE] Maternità come crisi
      A Pazzagli, P Benvenuti, MR Monti… – 1981 – Il pensiero scientifico
       
      Employment and growth in Europe: A two-handed approach
      …, J Dreze, H Giersch, R Layard, M Monti – 1985 – dial.academielouvain.be
      … Giersch, H. (Auteur); Layard, R. (Auteur); Monti, M. (Auteur).
      Informations complémentaires. Date de publication : 1985. …
       
      [CITAZIONE] Psicopatologia della schizofrenia: peospettive metodologiche e cliniche
      MR Monti… – 2006 – Raffaello Cortina
       
      [CITAZIONE] Percorsi di psicopatologia: fondamenti in evoluzione
      MR Monti – 2001 – FrancoAngeli
       
      [CITAZIONE] The single market and tomorrow’s Europe: a progress report from the European Commission
      M Monti… – 1996 – European Communities/Union (EUR …
       
      Come Ella può constatare vi sono 353 items, per lo più citazioni, una delle quali riguarda MR Monti, Maternità in crisi, ed un’altra MR Monti, Psicopatologia della schizofrenia… Non credo che il nostro uomo abbia fatto anche lo psichiatra.
       
      Mi permetto di ricordare che per pubblicazione scientifica si intende un lavoro pubblicato su una rivista internazionale quotata dall’ISI. Criterio similare per le citazioni. Un articolo sul WSJ non é considerato pubblicazione scientifica, né una citazione dal medesimo é considerata citazione. Nessuno toglie merito e notorietà al WSJ, ma non é una rivista scientifica.
      La Thomson Reuter Isi é il database di riferimento mondiale. Le fonti che Ella cita, senza averle nemmeno consultate, non sono prese in alcuna considerazione in campo scientifico.
      Non Le faccio altri commenti, ma credo che Ella possa immaginarseli.
       
      gsm

  • Dgbox

    Non credo che a noi serva un Luminare per cercare di risollevare le sorti di questo paese, nemmeno sono convinto che sia necessaria una competenza specifica eccelsa.. credo che, vista la nostra classe politica autocelebrante, sia necessario qualcuno che si riesca a mediare i veti incrociati che da sempre ci sono per ammodernare e snellire questo paese e ridistribuire un po di ricchezza che permetta di avere meno disuguaglianze e consumi alla portata di piu persone, e al tempo stesso meno ruberie che convincerebbero imprenditori come me, a pagare le tasse con piu convinzione.

  • Emminchia

    Sono d’accordissimo con Larry…rischio calcolato sta scadendo veramente molto…fin quando scrivevano otello e funnyking un tempo era molto interessante…adesso fanno scrivere pure al Sig. Mela…fate voi…

  • Otello Girardi

    per quello che riguarda la ricerca e sviluppo per le aziende produttive Thomson Reuter Isi è il riferimento per fare scelte a livello internazionale. La prima volta l’ho sentita un mese fa per l’avvio di un processo di ricerca e sviluppo con politecnico di milano da 200.000 euro.

    saluti

  • Walter

    Un po’ una buffonata queste. ISI web of science è utile, ma per il calcolo dell’h-index si usa publish or perish. E il Monti non è messo affatto male. Solita figura barbina da saputelli con mezza informazione passata per pietra miliare dello scandalo.

    • ArmandMilieu

      Ho già scritto per obiettare e stavo per arrivare a questo punto, ma vedo che Walter mi ha preceduto!

  • Otello Girardi

    http://scacciamennule.blogspot.com/2008/10/publish-or-perish.html

    io non capisco molto del ramo ricercatori e vedrò di migliorare le mie conoscenze.

    saluti

    • ArmandMilieu

      Tutti alla ricerca di click, eh? Maledetti spammer.

  • Marcspin

    Interessante la ricerca del Prof. Mela e interessante tutto il dibattito che ne segue.
    Se non ho visto male, però, nessuno ha notato un fatto elementare: il mondo moderno ha portato alle estreme conseguenze le specializzazioni, se uno fa il ricercatore teorico per tutto la vita può avere anche 1000 pubblicazioni e 100000 citazioni (esagero), se uno dopo la laurea è diventato ben presto un manager o ha fatto carriera in una banca o anche in qualcosa di molto più grande, è facile che abbia sviluppato una grande competenza in quel mestiere, avendo magari il tempo di imparare (per l’uso quotidiano che ne deve fare) diverse lingue e diverse teorie economiche, politiche o giuridiche ecc., ma non avendo assolutamente il tempo materiale per scrivere diffusamente di quello che sa.
    Inoltre, a certi livelli, può anche darsi che vi sia il calcolo deliberato che non sia utile farlo per non perdere tempo. Questo modo di valutare il valore e il peso di una persona dal numero delle persone, fa acqua da tutte le parti e, ritengo anch’io, nel mio piccolo (per carità), che non sia per nulla significativo.  Semmai il confronto andrebbe fatto tra due persone di professionalità e competenze affini, allora credo che abbia senso…
    Buon proseguimento.

    • Otello Girardi

      il blogger si chiedeva coma faceva una persona di basso spessore scientifico ad essere diventato rettore della bocconi.

      molto chiaro, il blogger non discute l’aspetto lavorativo della persona ma l’aspetto da ricercatore in cui non è per niente di medio alto livello.

      ora forse l’unico aspetto che il blogger può non contemplare è che tra medicina ed business ci sono modi diversi di fare ricerca………il blogger predilige il metodo di valutazione che io ho visto all’università e quindi il blogger ha scritto la verità.

      poi io non conosco i meriti di monti e quindi non so e non posso dire che non era adatto a fare il rettore………..ma mi limito a dire che quanto scritto non fa una piega e non ha nessun risvolto politico di destra o sinistra.

      • ArmandMilieu

        Soprattutto in un periodo in cui l’insegnamento e non la ricerca erano i presupposti dell’assunzione nel tessuto universitario italiano.

        Aggiungo:
        in medicina, Mela ha condotto un periodo di esperimenti con un team di persone che lavoravano per lui e hanno prodotto una mole di dati dalla quale hanno ricavato un certo numero di articoli… tutti rilevanti — nulla da ridire. Il numero degli autori ha contribuito al moltiplicarsi delle citazioni. Ma la ricerca economica si svolge in modo diverso in certi settori.

        Su Monti tenderei ad esprimermi con le conclusioni del Blogger, ma le ragioni da lui addotte per esprimere il proprio giudizio di valore sono un po’ malandate e si fondano su un paragone improbo e poco azzeccato.

  • Marcspin

    Errata corrige (si capisce comunque dal contesto): “questo modo di valutare una persona dal numero delle persone”, intendevo dire ovviamente “questo modo di valutare una persona dal numero delle pubblicazioni”.

  • Giuseppe Lipari

    Il prof. Monti è piuttosto anziano, e una volta non si usavano né h-index, né IF. In Italia si tendeva a pubblicare in riviste italiane, evidentemente poco note al pubblico internazionale. Non è detto che ISI abbia tutte le riviste degli anni ’70, è quindi è anche possibile che sia un po’ sottovalutato (diciamo 5 citazioni invece di 1?). Infine, per passare il concorso a cattedra ‘anta anni fa non si faceva alcuna menzione di alcun h-index, né si contavano le citazioni, di nessuno.

    In questo post però si intende paragonare un giovane studioso di medicina, che vive nell’epoca d’oro della bibliometria, con un vecchio prof. di economia, che si è fatto la carriera più di 40 anni fa. Mi sembra si stiano paragonando mele con bulloni, e quindi mi sembra che nel post si stiano facendo malignità gratuite.

    (PS: ci tengo a sottolineare che non intendo esprimere alcun giudizio accademico né sull’autore del post, né sul prof. Monti: semplicemente, mi limito ad osservare che il paragone non è pertinente).

    • Marcspin

      Condivido pienamente le considerazioni del Sign. Lipari.
      Io so poco del Prof. Monti, ma aggiungerei che mi sembra evidente, da quello che più o meno sappiamo tutti, che lui, da un bel po’ di tempo, si occupa di molte cose che non hanno più a che fare con il mondo accademico nel senso in cui lo si intende in questo blog; anche come rettore della Bocconi penso che gli fosse richiesta più una competenza da manager (molto esperto in relazioni internazionali e avvezzo ad avere a che fare con problematiche complesse ma di ordine pratico-gestionale) piuttosto che competenze da studioso teorico-puro.
      La conoscenza non si acquisisce solo sui libri o nei simposi scientifici (soprattutto in questi campi dell’economia e della finanza), quindi mi sembra davvero riduttivo giudicare il suo “spessore” professionale (anche come rettore) dal numero delle pubblicazioni scientifiche risultanti da un “catalogo” di abbastanza recente istituzione.
      Bisognerebbe, credo, sforzarsi in questa fase di mettere un po’ da parte quelle che mi sembrano più antipatie di carattere epidermico, per chiedersi cosa potrà fare nei prossimi mesi (assieme alla sua “squadra” di governo) per risollevare un paese che ha “rilevato” in condizioni abbastanza disastrose.

    • Giuseppe Sandro Mela

      Cari Sig.ri Lipari e Marcspin.
      Scusatemi il ritardo con cui rispondo, ma sono rimasto isolato per cinque giorni a causa di lavori sulle linee, a seguito dei danni inflitti dall’alluvione.
       
      A mio avviso avete ambedue toccato un punto corretto e giusto, che potrebbe richiedere alcune precisazioni.
       
      Il Sig. Lipari ha perfettamente ragione quando afferma che negli anni 70 in Italia non si teneva in gran conto pubblicare su riviste internazionali. Esattamente come ha ragione nello specificare che i criteri concorsuali in quell’epoca erano differenti da quelli odierni.
       
      Il problema non é il sen. Monti, cui riconosco una figura professionale di altissimo livello e capacità. Le aggiungo anche che vedo la sua pregressa collaborazione con grandi multinazionali della finanza più come un aspetto positivo che negativo, così come il giro di amici che ha: persone degnissime che ovviamente professano e perseguono le loro idee, che altri potrebbero non condividere.
       
      Per fare il Commissario Europeo oppure il Primo Ministro una carriera scientifica è del tutto indifferente, forse addirittura una handicap. Personalmente, credo che sotto le opportune condizioni, lo avrei anche votato.
       
      Ciò appurato, assisto sconcertato ad un certo numero di menestrelli che decantano nell’uomo caratteristiche che non ha. E questo non gli torna di vantaggio. Sarebbe loro bastato ricordare il suo curriculum professionale, che torno a ripetere è fuori dal comune.
       
      Avrei scritto un post anche se lo avessero decantato come un ottimo tenore (non mi risulterebbe essere intonato) oppure come esperto della riproduzione asessuata delle formiche rosse (che se ben mi appongo ha proprio in uggia).
       
      La ringrazio di denominarsi «giovane studioso di medicina»: in realtà ho quasi la stessa età del sen. Monti. Solo che ho fatto ricerca per tutta la vita, quindi non mi sono occupato di troppe altre cose.
       
      Ho riportato il mio curriculum editoriale ufficiale solo per paragone, perché ben poche persone del pubblico sono adsuete a consultare il Web of Knowledge né hanno un’idea precisa di cosa debba intendersi per pubblicazione scientifica. Pubblicare il curriculum di un’altra persona sarebbe stato di poco gusto.
       
      Constato che, tranne Lei, il Sig. Marcspin e pochi altri, hanno saputo leggere il posto per quello che vi era realmente scritto e riportato: ossia un puntualizzazione scientifica. Troppi, a mio sommesso avviso, lo hanno letto in un’ottica politica, partitica e del tutto faziosa: sentimenti che mi sono del tutto alieni e che mi son ben guardato dal riportare.
       
      Constato anche che, nella foga, molti hanno insistito che ci sono molti altri database che riportano per il sen. Monti molte citazioni e lavori. Costoro errano e, mi consentano, in malafede, perché questi database considerano non solo le pubblicazioni internazionalmente considerate “scientifiche” ma anche ogni altra forma di intervento. Per esempio, un articolo sul WSJ oppure sul FT é una pubblicazione davvero degna del massimo rilievo: sono infatti tra i quotidiani più qualificati nel settore economico a livello mondiale. Tuttavia, di per sé, non é una pubblicazione “scientifica”. Tutto qui.
       
      Constato infine che è in corso una profonda diatriba tra gli amici umanisti ed economisti e quelli che vengono da facoltà scientifiche pure od applicate circa la valutazione della produzione scientifica, ai fini di ottenere finanziamenti dal Miur. Non voglio entrare qui nel merito, ma molti interventi puzzavano di bottega. Se consideriamo la posizione dell’Università Bocconi nelle classifiche mondiali fatte da enti terzi e qualificati, si comprende che la dirigenza della stessa potrebbe essere indotta a ripensare profondamente i criteri di reclutamento dei docenti. Accanto a persone che hanno la figura politica del sen. Monti, potrebbero forse comparire anche profili professionali più propriamente specifici nei settori di interesse.
       
      Un’ultima considerazione è doverosa.
       
      Vi ringrazio di aver usato un linguaggio sereno, evitando insulti di ogni genere e specie, nonché di non esserVi nascosti nell’anonimato. Credo che ogni dato ed interpretazione possa essere porto con l’usuale correttezza ed educazione, proprio come Voi avete fatto.
       
      Spero che ci risentiremo su altri blog.
      gsm

      • Giuseppe Lipari

        Grazie della gentilissima risposta! Concordo su tutta la linea. Non ho controllato la sua età anagrafica, complimenti comunque per l’ottimo curriculum.
        Continuerò a leggerla sicuramente.

      • Marcspin

        Egregio Mela
        scusi se provvedo solo adesso (2 mesi dopo!) a ringraziarla per la risposta: non trovavo più il link per scrivere.  Intanto sono passati due mesi e ci sarebbe molto, moltissimo da dire su quel che sta facendo il Governo Monti!
        Ma un commento politico non rientra nell’argomento di questo blog…
        A risentirci eventualmente altrove.

    • ArmandMilieu

      Sono d’accordo che Monti non sia un accademico di grande spessore.

      Avrà però notato che mi preoccupa quanto segue: le sue premesse non dimostrano la sua conclusione! E’ dunque naturale che vada incontro a critiche di questo genere: ha paragonato mele e montagne, mentre doveva paragonare mele e pere.

      Probabilmente avrebbe ottenuto più risultati leggendo le conclusioni dei vari articoli scritti da Monti oppure andando a vedere quanti dei laureati con supervisore Monti abbiano poi ottenuto certe posizioni di prestigio a livello accademico. Magari non pubblicava molto, ma era un buon supervisor e insegnante — cose entrambi sufficienti nell’Università italiana dell’epoca. Ipotizzo, naturalmente.

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  • A Trunfio

    prof. Mela,
    lei è un grande. Aggiungo che per Monti, come per molti altri basterebe ricordare la proprietà transitiva, tutta italiana :
    se ITALIA ≠ MERITO ===> UNIVERSITA’ ITALIA ≠ MERITO   ===>  BOCCONI ≠ MERITOEX RETTORE BOCCONI ≠ MERITO ====> MONTI ≠ MERITO
    Amen

    • Giuseppe Sandro Mela

      Grazie della stima che mi dimostra: più che grande sono alto.

      Le auguro un Santo natale!
      gsm

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  • Trsp

    E’ per questo che è a capo del governo. In un certo senso per essere un buon politico devi essere un mediocre

  • Trsp

    Voglio dire….le grandi menti stanno altrove, sempre al di fuori dei veri circoli del potere.

  • Lauro

    Molti lavori scientifici contengono (almeno) un errore, volutamente inserito  con il beneplacito dei referee delle riviste.
    Perché?
    Molto semplice. Quel lavoro sarà poi citato decine, centinaia, migliaia di volte da altri che evidenzieranno quell’errore, ma questo non viene “visto” né da h-index né da IF né da altri indicatori. Per loro una citazione è sempre una citazione. Questo è inevitabile quando una strumento valuta la quantità e non la qualità delle cose. Ma per valutare la qualità qualsiasi strumento che opera automaticamente è destinato a fallire. La qualità può essere valutata solo esaminando i lavori uno ad uno ed entrando nel merito: troppo tempo ci vorrebbe, vista la mole di lavori scientifici (per la gran parte scadenti) che vengono prodotti nel mondo.
    Se andassimo a valutare Galilei, Newton, ma anche i più moderni Einstein, Schrödinger, con gli attuali indici troveremo valori prossimi allo zero

    • ArmandMilieu

      Soprattutto: comparazione tra accademico che pubblica oggi in Inglese in riviste internazionali e accademico che pubblicava negli anni Settanta e Ottanta in Inglese e in riviste nazionali. Comparazione tra due settori disciplinari diversissimi (Health Science = citazioni a pioggia; ergo, i dati andavano normalizzati).

  • Giacomo Porcari
  • Articolo di notevole importanza, ben fatto, è utilissimo leggerlo, grazie

    • ArmandMilieu

      Articolo mal fatto. Commette fallacia di rilevanza, non normalizza i dati, paragona in modo a-critico settori scientifico-disciplinari con diversi tassi di citazione per autore. Non considera il contesto diverso in cui opera l’autore e Monti: le date delle pubblicazioni, i pochi dati a disposizione sulle citazioni in lingua italiana, etc.

      Inoltre, ad hominem: l’autore del commento cui sto rispondendo è solo a caccia di click per il suo sito.

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  • mrmariomassari

    Ottimo articolo prof. Mela, mi fa piacere che ven

    • ArmandMilieu

      Il commento precedente da parte di un blogger complottista alla ricerca di click per la propria pagina.

      Mr Maro Massari non ha compreso il merito dell’analisi del numero delle citazioni. A dire il vero, analisi svolta male: forse l’autore ha ragione nel sostenere che Monti non è un accademico di spessore, tuttavia i suoi print screen e la sua analisi non dimostrano la sua conclusione. Che ritenti, magari con maggior dovizia e con un paragone più azzeccato. Fallacia di rilevanza.

  • Vito

    Ok, lo spessore di Monti non sarà equivalente al suo.
    Ma è più che sufficiente, almeno stando alle ultime risposte dei mercati.

    Personalmente, mi è parso di leggere più invidia che critica nel suo paragone.

    • Le é parso male.
      Buona serata.
      gsm

    • Le é parso male.
      Buona serata.
      gsm

    • ArmandMilieu

      A me, più che altro, è parso di leggere un’analisi frettolosa e mal fatta. Se l’autore avesse condotto:
      – Un’analisi più accurata
      – Un paragone con un accademico di pari livello, età e contesto di insegnamento
      Allora le dichiarazioni avrebbero avuto valore.

      Invece, messo così, il paragone è semplicemente carta straccia.

      Niente di peggio di un accademico che fa studi seri e precisi nel proprio settore ma, quando prende in mano la penna del blogger, si dimentica il 90% della propria formazione analitica.

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  • ArmandMilieu

    Il blogger è bravo a misurare l’acidità del reflusso gastroesofageo, ma commette molte fallacie nel momento in cui effettua un semplice paragone tra se stesso e un professore di economia.

    Non intendo e non desidero fare l’apologia di Monti. Mi limito a sottolineare quanto poco valore abbia questo articolo di blog, proprio per errori di misurazione e normalizzazione commessi dall’autore — dal quale, dato lo spessore scientifico, ci attendiamo analisi dei dati e non print screen e proclami.

    Ecco cosa dovremmo attenderci da uno scienziato.

    Qualità:
    – Comparazione della qualità delle pubblicazioni di Monti con le pubblicazioni di altri accademici del settore (in generale);
    – Comparazione della qualità delle pubblicazioni di Monti con le pubblicazioni di altri accademici del settore (nel panorama nazionale);
    Per misurare la qualità si può eventualmente fare riferimento al ranking dei journal peer reviewed.

    Se desidera comparare Monti a se stesso, la esorto a considerare quanto segue:
    – Paragonare gli articoli pubblicati da Monti come primo autore con gli articoli di cui Mela è primo autore;
    – Oppure normalizzare il numero di citazioni ottenute da Mela con quelle ottenute da Monti tenendo conto delle differenze disciplinari.

    E’ noto, ad esempio, che nelle ricerche condotte in team il numero di citazioni cresce in modo esponenziale (esempio: 10 autori, ognuno dei quali cita l’articolo nelle sue pubblicazioni successive con diversi collaboratori = 100 citazioni). Monti, invece, mi par di capire agisca come Principal Investigator autonomo, senza team, che pubblicava in Inglese in riviste italiane degli anni Settanta e Ottanta…

    Invece, l’articolo si limita a gridare ai quattro venti: “Io ho più citazioni di lui! Lo and behold: he’s a crappy academic!” Se l’autore voleva gli applausi, doveva condurre un’analisi più approfondita.

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