Ritorno alla "Gold(man) age" della democrazia...L‘Italia è il paese della moda.In quanto tale,gli italiani hanno una spiccata tendenza a percepire le tendenze del momento,per poi farle proprie ed ostentarle con carattere.E guai a quelli che non vi si uniformano:sono fuori,out,esclusi!

La moda del momento è considerare l’Italia una nazione prossima alla bancarotta e senza speranze.Quindi tutti ad unirsi al coro della disperazione,tutti a gridare che l’Italia è allo sfascio economico.

Del resto lo dicono i “mercati“!
E si sa,i mercati godono di un’ infallibilità dogmatica;non sbagliano mai per definizione,in quanto puri e liberi dalle logiche del malaffare politico…(sigh!)

Se qualcuno,come il sottoscritto per esempio,si azzarda a dire che l’Italia è un paese con “fondamentali” a posto e perfettamente nella media dei nazioni del G8…”aaaaaaahhhhh,vergogna…questo è nazionalismo fascista,è berlusconismo di risulta,non è vero…siamo messi malissimo,siamo sfiduciati dai mercati!”

E’ vero,i mercati ci hanno fatto un tarallo così ieri…

La strizza si è così impadronita della nazione e Napolitano ha di corsa “cresimatoMario Monti come senatore a vita,in vista(sembra) di un imminente matrimonio con la Presidenza del Consiglio.

Ora vorrei sottoporvi un paio di circostanze:

Il prof.Monti è un International Advisor per Goldman Sachs.
Ora,il mestiere di questa banca d’affari consiste nel fare operazioni finanziarie speculative ad alto rischio.E dispone di una liquidità tale da compiere operazioni che da sole possono invertire il trend di andamento di un titolo.

Negli ambienti borsistici gira voce(fonteMilano Finanza) che l’innesco delle vendite dei nostri Btp sia stato opera della Goldman Sachs,alla quale si sono poi accodate altre investment bank ed i potenti hedge funds onnipresenti.Questo movimento ha generato una giornata da horror per i nostri titoli di Stato.

Sempre ieri Goldman Sachs ha fatto sapere che considera un governo tecnico la migliore soluzione della crisi italiana.Non solo;è anche sicura che in tal caso lo  Btp-Bund si attesterebbe a quota 350 punti base.

Mettendo insieme queste “circostanze“,non ne avete anche voi quella strana sensazione…

Vabbè,qualcuno starà pensando:”il solito complottismo che ce l’ha con le banche”;”e dàglie sempre co sta Goldman!”.Sarà;ma vale la pena ricordare qualche fatto:

-come scrive il Wall Street Journal ,la banca d’affari diretta da Lloyd Blankfein(uomo che molto modestamente disse:“faccio il lavoro di Dio”)è stata protagonista di una colossale speculazione sui mutui subprime

-come scrive il Der Spiegel,Goldman ha investito nel debito della Grecia,aiutando il governo greco a mascherare le reali condizioni del proprio debito pubblico,attraverso un vero e proprio “trucco” dei conti pubblici

-successivamente a questo magheggio,come descrive Usa Today ha “scommesso“contro lo stesso debito greco,ricavando grandi guadagni da questa speculazione.

Che piaccia o no,è questa la gente che sta imponendo le scelte al nostro Paese.Se Monti sarà il prossimo premier non eletto del popolo italiano,sarà su investitura e pressione di una investment bank americana;il cui Ceo è uno spietato banker.Uno che in quanto a megalomania è dieci piste avanti ad un campione come il nostro Berlusconi.
Perchè se è da pazzi megalomani definirsi “il più grande statista della storia italiana”(Berlusconi),allora ditemi voi cos’è definirsi “un uomo che fa il lavoro di dio“(Blankfein)?

E pensare che qualcuno parla dell’uscita di scena di Berlusconi(evento comunque positivo),come del ritorno alla democrazia…A me sembra più la storia di quello che passa dalla padella alla brace.

Dicevo all’inizio che nell’isteria modaiola di autoflagellamento del nostro Paese,ogni richiamo ad una visione un pò più fredda e ragionata dei nostri fondamentali economici si scontra con il rifiuto di prenderli in considerazione.

Allora voglio chiudere con le parole di un giornalista ed analista economico inglese del Telegraph Ambrose Evans-Pritchard:

Lo strano aspetto della crisi è che l’Italia non è fondamentalmente insolvente. Il debito pubblico è stabile da molti anni a circa il 120 per cento. Il paese ha un surplus primario di bilancio. Il debito privato è basso, il 42 per cento del PIL. Il valore della ricchezza totale è di 2,3 trilioni di euro, più alto in termini pro capite della Germania. La somma del debito pubblico e privato è sotto il 260 per cento, più basso di Paesi Bassi, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone. Il problema fondamentale non è il debito italiano, ma la perdita del 40 per cento di competitività del lavoro contro la Germania negli ultimi quindici anni. Ciò ha lasciato il paese intrappolato nell’UEM con una moneta mal allineata, fermando la crescita.

Chiaro no?

Stay tuned

 Ritorno alla "Gold(man) age" della democrazia...

da Le Mie Considerazioni Inutili

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