Questo brano è tratto dal libro di David W. Orr intitolato “”Earth in Mind”, un libro interamente incentrato sull’educazione e ai rapporti fra questa e il modo in cui viviamo su questo pianeta.
Su questo tema dell’educazione come educazione ecologica in molti hanno detto cose importanti già da molti anni, basterebbe rileggere Ivan Illich con il suo “Descolarizzare la società” che già quarant’anni fa denunciava il fallimento della scolarizzazione quantitativa forzata, fornita come se fosse una merce. Anche il linguaggio si è ormai adattato a questo cliché. Si parla di “Offerta Formativa” e si fa la pubblicità delle scuole come fossero aziende produttrici di merci di consumo.
La cultura e l’educazione come la maggior parte della spesa pubblica dovrebbero essere sottratte all’economia, invece sono contabilizzate come se fossero prodotti di mercato, cioè merci. [2]
L’appiattimento che ne deriva è visibile soprattutto nella noia mortale che prevale fra gli studenti di ogni grado, con l’eccezione delle scuole materne e, in parte, dei primi anni delle elementari quando i cuccioli sono ancora aperti e curiosi e, forse, non si pretende da loro che si riempiano di nozioni in modo totalmente passivo. Forse anche prima che le loro menti siano definitivamente plasmate al ribasso dal flusso di idiozia debilitante dei media.
Lungi dall’essere diventata, almeno nei paesi di antica industrializzazione, un mezzo di mobilità sociale, l’educazione è diventata un metodo di controllo e di appiattimento generale ed omologazione al paradigma o ai paradigmi dominanti in cui si confonde insegnamento e apprendimento, promozione e istruzione, diploma e competenza, facilità di parola e capacità di dire qualcosa di nuovo. [3]
L’appiattimento, completato dalla televisione, prepara l’universalizzazione della figura del consumatore come versione post-moderna del cittadino, (nella politica, un residuo di pudore democratico ha indotto l’uso del termine: cittadino- consumatore) e rende molto difficile il nostro compito di informazione, educazione, divulgazione sui temi dell’energia, delle risorse e dell’ambiente.
Il modo specifico in cui ASPO-Italia ha sempre agito è anti-accademico per eccellenza, attraverso la comunicazione informale, i contatti con movimenti che si muovono nella società, l’uso di internet e la capacità comunicativa dei nostri membri in tutti gli ambiti possibili dalle scuole alle università, dai circoli ARCI, alla televisione [4]. In questo modo il nostro messaggio ha seguito percorsi insospettabili e inattesi giungendo anche molto in profondità nella nostra società.
Per questo oggi sono contento di annunciare che un nostro valente divulgatore, un non accademico per eccellenza, un operaio della divulgazione che ha parlato dei problemi dell’energia in centinaia di scuole del nord-est e in molte altre occasioni, Mirco Rossi, entra a far parte del nostro comitato scientifico. Mirco, autore di un libro sull’energia, che è arrivato oggi alla seconda edizione [5] ha svolto l’attività di divulgatore sui problemi dell’energia da ormai due decenni, prima come dipendente ENEL e poi, reinventandosi dopo la pensione, come divulgatore indipendente, come ama definirsi. Ha 67 anni ed è membro di ASPO- Italia dal 2008.
La divulgazione ha un ruolo essenziale nel tenere accesa la speranza che sia possibile adattarsi al cambiamento. Come dicevo sopra, l’educazione scolastica è una catastrofe e non prepara i nostri figli a capire la rapida trasformazione del mondo in cui li abbiamo messi, meno ancora aiuta i figli dei poveri che non hanno nemmeno più la fortuna di avere in casa l’antica sapienza operaia o la proverbiale saggezza contadina.
Prendiamo un campione di voci da cercare in internet attraverso un motore di ricerca. Ve le propongo nella lista che segue compilata usando google. Peak oil: (12 milioni di hits), Sampdoria (18), Johann Sebastian Bach (27) sex and the city (110) climate change (115), Iphone5 (506), ipad (1330). Per quanto incompleto possa essere un test del genere da un’idea del livello di priorità che ha il pubblico prevalentemente giovane e istruito di internet. Non molto incoraggiante per noi.
In questa situazione si deve saper comunicare in modo semplice e immediato concetti difficili, una persona come Mirco, un operaio della divulgazione, che proprio per il fatto di non essere accademico, ma essersi costruito da solo è prezioso per dare un taglio meno parruccone ai nostri sforzi di diffusione della cultura scientifica sui temi dell’ambiente, delle risorse e dell’energia in particolare. Cioè, come dice Orr, su tutto.
[1] David W. Orr. Earth in Mind. On Education, Environment, and the Human Prospect. 2004
http://books.google.com/books/about/Earth_in_mind.html?id=Oy9IGO5ZdaUC
[2] Geminello Alvi. Il Capitalismo. Verso l’ideale cinese”. Marsilio editori. 2011.
[3] Ivan Illich. Descolarizzare la società. 1970. http://www.altraofficina.it/ivanillich/
[4] Luca Mercalli. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-33f7e163-40de-4636-b9df-83e1068d423b.html
[5] Mirco Rossi. Energia e Futuro. Le Opportunità del Declino. http://www.ibs.it/code/9788830718739/rossi-mirco/energia-futuro-opportunitagra.html
da Risorse, Economia e Ambiente di Terenzio Longobardi






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