E si continua a seguire il Duro di Sicilia in questo viaggio nei fatti che accadono in Sicilia. Ecco che cosa chiedono i manifestanti.
Le Rivendicazioni di Forza d’Urto: punto per punto:
Questo è l’elenco delle rivendicazioni sottoposte al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo che a sua volta sottoporrà quelle di competenza nazionale al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti:
- Defiscalizzazione del Carburante.
- Miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle Famiglie insistendo su una riforma sul controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali (metano, acqua, energia elettrica).
- Rilascio del DURC anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (SERIT, EMPAIA, INPS) in anni 10, con interessi legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento).
- Abolizione dell’IMU sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale.
- Dotare la CRIAS di maggiori risorse finanziarie da destinare al mondo agricolo e delle PMI.
- No agli interessi usurai della Serit, sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento e blocco per due anni delle cartelle esattoriali.
Per le Categorie della Produzione Agricola:
- Arginare con leggi che limitino le strategie commerciali messe in atto dalla GDO che fa cartello nei confronti di un’offerta frazionata ed a tutela del consumatore pensare anche ad un ricarico massimo ammissibile.
- Leggi ferree per scongiurare il taroccamento dei prodotti e conseguente intenso monitoraggio della Guardia di Finanza sui traffici merci alle frontiere ed ai porti.
- Applicazione di una tassa per chilogrammo agli importatori di ortofrutta e prodotti ittici, devolvendo tale introito ad un fondo di riserva per l’agricoltura italiana e la pesca.
- Abolizione degli sconti che la grande distribuzione richiede alle imprese commerciali che la riforniscono, e pagamenti più celeri secondo il modello francese.
- Perequazione dei maggiori costi di produzione che sostengono le aziende agricole siciliane.
- Erogazione immediata di tutte le spettanze delle calamità naturali ad oggi accertate ed in mancanza di fondi, la creazione di una carta di credito per compensare tasse, Inps ed energia elettrica.
- Istituire una legge in base alla quale nei supermercati si limiti ad un massimo del 50% la presenza di prodotti ortofrutticoli ed ittici di provenienza non siciliana.
- Applicazione di una tassa su “cibi spazzatura” ed introduzione della TAXA SODA applicata in Francia ed altri paesi.
- Allineamento in relazione agli oneri previdenziali con gli altri Stati Europei, circa 5 Euro al giorno per agricoltura, pesca e cassa edile.
Per la Categoria trasporto e logistica:
- Abbattimento dei costi autostradali.
- Abbattimento dei costi di attraversamento dello Stretto per continuità territoriale per le Imprese Siciliane (e per tutti i Residenti).
- Allineamento dell’imposta sulle immatricolazioni rispetto alle Regioni Italiane a Statuto speciale.
- Oltre allo stanziamento di Euro 30 milioni dell’ecobonus per l’anno 2010, si chiede l’ulteriore stanziamento per l’anno 2011 per un importo di Euro 70 milioni.
- Individuazione di una Zona Franca.
- Vigilanza sull’applicazione dei costi minimi di sicurezza sulla base dell’art. 83 bis.
Per la Categoria Pesca e Marineria:
- Caro Gasolio.
- Defiscalizzazione carburante e olio motore.
- Carburante ritorni ad essere dotazione di bordo.
- Approccio migliore alla normativa per l’aumento dell’Iva al 21% sul pescato, anziché defiscalizzare.
- A vantaggio della piccola pesca chiedere che la Regione Siciliaapplichi il suo statuto autonomo a chiedere la gestione delle licenze entro le 12 miglia.
- Leggi e normative – le nuove assurde ed inconcepibili normative U.E. – Leggi, D.M. e Leggi Regionali che sono sempre più restrittive sull’utilizzo degli attrezzi e delle zone di pesca.
- Tonno Rosso – come si pensa di affrontare le problematiche relative alla cattura accidentale del tonno rosso da parte della piccola pesca inerenti lo sbarco assistito.
- Pesce Spada – come si pensa di affrontare la proposta ICCAT di sottoporre a TAC la cattura del pesce spada.
- Pesche speciali.
- Che il Governo Regionale si faccia promotore della necessità della pesca con il Governo Nazionale e Comunitari
Riguardo al trattamento boffo riservato ai manifestanti da “certi” media mainstream (Repubblica, Corriere e S24O in testa) vorrei che consideraste con attenzione il seguente articolo di Filomena Darelli apparso su MainFatti.it
Movimento dei Forconi: mafiosi, neofascisti? Peggio, berlusconiani!
Il Movimento dei Forconi, nato da un “gemellaggio” tra il Movimento Pastori Sardi e gli agricoltori siciliani questa primavera, è tacciato di essere una “espressione” di “mafia e neofascismo”, come testimonia su Twitter. Perché gli “indignados”, osserva qualcuno, sono “doc” o non sono.
La “primavera italiana” o è “doc” o “non è”. Questa potrebbe essere la sintesi leggendo i messaggi del social network Twitter, dove la protesta siciliana non è stata “riconosciuta” come era invece successo per tutte le “primavere” che hanno incendiato l’Europa. Eppure la parentesi degli “indignados” italiani, quelli nati sulla scia della “Puerta del Sol” spagnola, aveva infiammato il social network, dove migliaia di tweet invocavano proprio ciò che sta succedendo in Sicilia, ovvero la “rivoluzione” di chi si sentiva oppresso. Quando però questa sta avvenendo davvero, l’entusiasmo dei cinguettii improvvisamente si spegne. Immediatamente su Twitter la protesta del Movimento dei Forconi, “nato nella scorsa primavera da un gemellaggio con i pastori sardi” come ricordava ieri Felice Floris del Movimento Pastori Sardi, è stata bollata con parole che tiravano fuori il “fascismo”, il “neofascismo” e ovviamente, trattandosi di Sicilia, in pieno fiorire di stereotipi, la “mafia”.
Triste nel terzo millennio essere siciliano ed essere tirato in ballo sempre come il “mafioso” di turno, o essere sardo ed essere automaticamente accostato al “topos” ricitato ultimamente da Paolo Villaggio. Ovvia la delusione da parte di molti utenti di Twitter, che però sono una esigua minoranza rispetto alle migliaia di persone che seguono e “retwittano” gli “opinion maker” sempre più prepotentemente multimediali (spesso l’opinion maker di Twitter è anche in TV, su Facebook, nei teatri, sulla carta stampata e declinato anche sui manifesti). La sintesi della delusione per la disattenzione rispetto al Movimento dei Forconi e alla loro ”rivoluzione” è senz’altro quella di Gianni Amato che scrive in un tweet: “A causa del fermosicilia per 5gg resterà tutto bloccato ma ai TG questo non interessa, mi fate un RT Please?” (http://is.gd/nNTxSV).
Su Avolablog.it che sta seguendo la rivolta dal suo inizio, c’è un intervento di Lauretta Rinauro (“avolese, siciliana, italiana, europea, comune cittadina del mondo”) che scrive “Chi sta dietro la rivolta?” e che spiega quanto “nella folla vi sono le persone più disparate per lavoro, condizione economica, orientamento politico, addirittura origine (ci sono anche tanti extracomunitari) – e che nasce da uno stato di malessere condiviso, che ormai attanaglia la nostra terra da tanto e che forse, adesso più che mai, ha condotto all’esasperazione”. E a chi continua a bollare un movimento di popolo come un’orda di mafiosi e neofascisti risponde: “penso che l’erba cattiva stia sempre dappertutto: qui i mafiosi, altrove ci sono stati violenti ed anarchici qualche mese fa; ogni terra ha il suo marciume, ma non per questo si può fare di tutta l’erba un fascio; NON TUTTI I SICILIANI SIAMO MAFIOSI; SIAMO TANTE LE PERSONE PERBENE A CUI LA MAFIA CREA MALESSERE E FA SCHIFO (tutto in maiuscolo nell’originale, ndr); ed in mezzo alla folla c’è tantissima gente perbene” (http://is.gd/lGLUrP).
L’ultimo “bollo” di Twitter è che non solo il Movimento dei Forconi sarebbe “mafioso”, “neofascista” e “di Forza Nuova” ma per di più, insulto degli insulti, “berlusconiano” o reo di esserlo stato. E se non bastasse, come si è detto ieri in tv, se non è “berlusconiano” è stato “democristiano” e comunque sempre schierato col “partito di governo” (quello cattivo, ce ne sono stati anche “buoni”, chiaramente). Emblematico il tweet di Sabina Guzzanti del 20 gennaio “vorrei sapere quante delle persone in piazza hanno votato berlusconi.vi incazzerete ma ci avete fatto incazzare tanto pure voi” (http://is.gd/lYVv8l).
Così alcuni sul web incominciano a pensare che la vera “rivoluzione” o la vera “primavera italiana” sarà riconosciuta come tale solo quando verrà “ordinata” di farla. O quando la protesta del Movimento Pastori Sardi – Movimento dei Forconi contagerà altre terre oltre la Sicilia. Per il resto, aveva ragione Luca Carboni col suo Inno Nazionale: …e poi eravamo troppo fascisti / e anche troppo menefreghisti / allora giù botte coi manganelli / comunque non eravamo troppo fratelli / poi diventammo troppo comunisti, e anche troppo democristiani (per non parlare di berlusconiani, ndr) / e sì che il tempo passa / ma siamo ancora troppo italiani! (http://is.gd/LB7D6O).
Filomena Darelli
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