”Esistono due modi per poter andare a dormire tranquilli.. Essere ignoranti o essere pronti”
10 anni fa, il governo argentino cadde. Schiacciata dall’eccessivo deficit spending e da una moneta irrealisticamente legata al dollaro Usa, l’Argentina è divenuta l’esempio migliore per una golden rule dell’economia: ”that which is unsustainable will not be sustained.” ..”ciò che non è sostenibile non sarà sostenuto”.
In pochi giorni, il paese cambiò un bel pò di presidenti, la valuta collassò, l’inflazione esplose, la disoccupazione raggiunse livelli inimmaginabili, il tasso di criminalità aumentò vertiginosamente, e il governo fece default sul proprio debito.
Dopo aver zoppicato per gran parte dello scorso decennio con una agenda socialista, il governo argentino si ritrova a quel punto. L’economia si sta deteriorando rapidamente, e l’inflazione supera il 25%.
Naturalmente, l’amministrazione del Presidente Cristina Fernandez insiste nel sostenere che l’inflazione non sia un problema, nonostante il peso argentino abbia perso il 25% del suo valore nei confronti del dollaro Usa negli ultimi tre anni (e molto di più nei confronti dell’oro).
Nel frattempo, Fernandez ha preso in prestito il ruolo da Atlas Shrugged. Ha imposto il controllo dei capitali, ha razziato i fondi pensione, nazionalizzato la proprietà privata, e preso il controllo dei media… il tutto nel vano tentativo di rimandare la fine dei giochi.
Poche settimane fa, il governo ha approvato un pacchetto di nuove leggi, essenzialmente incriminando le proteste pubbliche con la scusa della lotta al terrorismo. La legislazione, passata codardmente in una sessione notturna del periodo festivo, prevede severe punizioni per vari crimini definiti molto astrattamente come terroristici.
Fernandez stessa afferma che la legge non sarebbe mai stata invocata per restringere i diritti legittimi degli argentini. Ciò, detto da una donna che contemporaneamente ha fatto approvare una legge per mettere sotto il suo controllo l’industria nazionale giornalistica.
Nella sua ultima uscita, Fernandez aveva alzato la voce sul capitolo Falkland Islands, un arcipelago nelle vicinanze dell’Argentina, che è stato territorio britannico fin dal 1833 (ora è indipendente). Ricorderete che l’Argentina invase le isole nel 1982 e fu successivamente sconfitta dopo un sanguinoso conflitto con la Gran Bretagna.
E’ un argomento delicato in Argentina; il governo ancora reclama la sovranità sull’arcipelago (chiamato Las Malvinas dagli argentini), e Fernandez sta nuovamente tornando alla carica sventolando la bandiera argentina.
Il mese scorso le forze navali argentine sono state inviate a frustrare la pesca commerciale intorno al territorio della disputa. E secondo il più recente aggiornamento, l’Argentina, il Brasile e l’Uruguay hanno annunciato di chiudere i loro porti marittimi a qualunque imbarcazione che battesse bandiera delle Falklands (di ognuna delle 25 isole…).
Anche l’Argentina ha portato pressione al governo britannico per riaprire le negoziazioni sulla sovranità. Ricevendo un chiaro rifiuto.
Il BFF (best friend forever) di Cristina Fernandez, Hugo Chavez, ha aggiunto recentemente tensione affermando:
“The English are still threatening Argentina. Things have changed. We are no longer in 1982. If conflict breaks out, be certain Argentina will not be alone, as it was back then.”
“Gli inglesi ancora minacciano l’Argentina. Le cose sono cambiate. Non siamo più nel 1982. Se un conflitto dovesse scoppiare, state certi che l’Argentina non sarà da sola, come invece accadde a quel tempo”.
A questo punto, bisogna aggiungere una cosa – sono stimati esserci quattro miliardi di barili di petrolio nelle acque dell’arcipelago sono giurisdizione delle Falklands stesse.
Data l’assoluta insensatezza con cui Fernandez governa il suo paese e la disperazione nell’economia argentina, non si può escludere la possibilità che stia pensando di prendersi Las Malvinas con la forza. Dopotutto, un conflitto militare è la distrazione sociale per eccellenza.
Spesso ripetiamo che l’economia guida tutto. Un’economia solida, vibrante, competitiva conduce un’intera nazione alla prosperità, mentre il deteriorarsi dei fondamentali e un programma socialista creano inflazione, disoccupazione e crisi sociali.
La guerra è solo un’altra di queste conseguenze.
p.s.= se non lo hai ancora fatto, leggi “Otto semplici verità che devi sapere sul 2012″
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Marc Faber:
“World War III will occur in the next five years. That means the Middle East will blow up. New regimes there will be less Western-friendly. The West has also figured out it can’t contain China, which is rising rapidly and will have more military and naval power in Southeast Asia. The only way for the West to contain China is to control the oil tap in the Middle East.”
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