
Intanto un aggiornamento su quanto accade in Grecia:
- L’intero paese è in sciopero e nonostante le dichiarazioni “ufficiali” non si sa per quanto tempo ancora dureranno le proteste sindacali
- Il governo tecnico si è sfaldato, 6 ministri hanno dato le dimissioni
- Ogni giorno, sempre più parlamentari escono dalla maggioranza per cercare una nuova verginità in vista delle prossime elezioni.
- George Karatzaferis, Il leader del LAOS, uno dei 3 partiti che sostengono (sostenevano) il premier Papademos (il clone di Monti), ha appena denunciato una simpatica truffa: essendo lui non in grado di leggere l’inglese (sic!) si sarebbe fatto tradurre in greco il testo dell’accordo con la troika. Ebbene gli sarebbe stato presentato un documento monco di una parte delle misure, proprio quelle più indigeste al suo elettorato. (link). (Video, in Greco in cui il leader del LAOS denuncia la truffa)
- Altri 15 giorni sono stati “gentilmente” concessi ai Greci per decidere come morire.
- Anche se fosse raggiunto un accordo, a questo punto, non esiste più alcuna possibilità che il paese non esploda nel volgere di poche settimane.
Per i media italiani (e per i blog) circola voce che la colpa di quanto sta accadendo in Grecia si nell’ordine: dell’Europa, della Germania, degli Stati Uniti, dei banchieri, dei vari clubs massonici e mondialistici.
Sono tutte balle create ad arte per evitare di guardare nello specchio greco.
La colpa è dei greci. Punto.
Alcune domande:
Lo ha prescritto il medico alla Grecia di entrare nell’Euro? A me risulta che questi simpaticoni col sirtaki abbiano taroccato i conti pubblici per entrarci. Non ha alcuna importanza se il tarocco sia avvenuto con la complicità dell’Unione Europea, potevano non farlo, potevano pensare alle conseguenze per loro. La verità è che non lo hanno fatto, gli faceva comodo continuare a spendere più di quanto potevano (vi ricorda nulla?), hanno pensato che il conto lo avrebbe pagato “l’Europa” e in parte hanno fatto anche un calcolo corretto. Ma ora è finita. Ai greci è rimasta solo la scelta di come pagare, o accettano di essere schiavi del LORO debito nell’euro. O accettano una svalutazione di almeno il 60%.
Lo ha prescritto il medico alla Grecia di rimanere nell’euro in questi 2 anni? La Grecia ha sempre avuto il potere di porre fine a questo massacro, poteva decidere di uscire dall’euro 24 mesi fa e rifiutare ogni ulteriore “aiuto”. La classe dirigente greca ha osservato bovinamente 16 trimestri consecutivi (4 anni!!!) di feroce recessione economica e civile, due dei quali passati a mendicare prestiti al resto dell’Europa. Sono quasi 2 anni che questo sito in compagnia di centinaia di altri punti di analisi indipendenti URLA che l’unica medicina per la Grecia è l’uscita dall’euro. Possibile che ad Atene a nessuno sia mai venuto il sospetto di stare sbagliando.
Quali diritti difendono le piazze greche? Dovrei essere in piazza Syntagma per rispondere correttamente a questa domanda. Non lo sono dunque mi tengo nel dubbio. Non vorrei però che i dimostrati siano in piazza a difendere il “diritto” di andare in pensione a 51 anni, il “diritto” di avere un posto “sicuro” magari in un ente pubblico e il “diritto” che a pagare sia qualcun altro.
Giorni fa è uscito un sondaggio che faceva vedere come il 70% degli intervistati in Grecia non voleva ne le misure economiche imposte dalla Troika ne uscire dall’euro. E no cari i miei greci. La festa per voi è finita. Non esistono più pasti gratis dalle parti di Atene. (e tra qualche mese neppure dalle parti di Roma, stiamo sereni)
Lo specchio Greco
Ieri il Prof. Sandro Mela ha fatto un articolo molto discusso su questo sito: Caro prof. sen. Monti. Fa benissimo a tassare questo popolo di guappi. Ecco i dati Istat. Ecco alcuni stralci:
Lo dichiaro candidamente: quando leggo i dati statistici mi vergogno di essere italiano. Popolo di ciarlatani, inaffidabili, presuntuosamente ideologici, fannulloni, pieni di sé stessi e di presunti diritti, sempre pronti a piangersi addosso ed a cercare di addossare ad altri le proprie colpe, peggio dei mocciosi frignanti….
….L’attuale situazione debitoria non è colpa del popolo italiano perché far debiti era «funzionale al sistema economico .. così come erano funzionali le baby pensioni e le pensioni di invalidità ai centometristi … allora bisognava che consumasse anche se non produceva … non è che abbiamo vissuto al di sopra ecc ecc ecc perchè ci piaceva» : in poche parole, il popolo italiano si é comportato come si è comportato involontariamente perché convinto dalla cultura dominante ad agire come ha agito. Quindi è innocente come un bimbo: la colpa é degli altri, mia in particolare, al punto di meritarmi un «vaffanculo!» (scusate il termine che mi è alieno, ma riferisco)…..( leggi tutto: link)
Io credo che non sia stato colto appieno il senso di quell’articolo (temo che non si voglia accoglierlo, in realtà): I dati Istat dimostrano come gli Italiani (come del resto i Greci, i Portoghesi, gli Spagnoli) non non diano minimo segno di percepire quanto grave e drammatica sia la situazione economica e sociale ne quali siano le esatte cause che hanno contribuito allo sfascio. I dati ISTAT dimostrano che gli Italiani, quelli che protestano per i “diritti” anzichè investire nella propria istruzione preferiscono andare al ristorante. Berlusconi quando disse che “aerei, alberghi e ristoranti, sono sempre pieni in Italia” aveva ragione, ma allo stesso torto nel farne un segnale di ricchezza.
Gli Italiani non sono “ricchi”, ma fino a pochi mesi fa hanno speso come se lo fossero stati. Lo hanno potuto fare perchè scuola, sanità, pensioni “regalate” e altre agevolazioni, in Italia sono quasi gratis e in gran parte finanziate dal debito pubblico NON da un economia in grado di mantenere questo carrozzone.
Dunque perchè preoccuparsi, tanto ci pensa qualcun’altro. Meglio il ristorante. Buon risveglio.
La Grecia è uno specchio in cui nessuno (me compreso) ha il piacere di guardare. E’ vero, l’Italia non è la Grecia ma non scommetete troppo che non possa diventarlo. I segnali ci sono tutti:
- Crollo dei consumi
- Crollo degli investimenti
- Crollo della produzione industriale
- Fuga di capitali
- Una classe dirigente (tecnici, politici, confindustria, sindacati, corporazioni) cialtrona e attenta a mantenere fino all’ultimo ogni suo minimo privilegio. Costi quello che costi (agli altri).
Avete mai sentito parlare di questi “dettagli” in Italia? In Grecia sono 24 mesi che ne sentono parlare.
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