L’Italia è una Repubblica schiavista, fondata sullo sfruttamento dei giovani da parte dei vecchi.

Di Giuseppe Sandro Mela , il - 75 commenti
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Giuseppe Sandro Mela

 

Schiavi Egizi1 LItalia è una Repubblica schiavista, fondata sullo sfruttamento dei giovani da parte dei vecchi.
Schiavi egizi al lavoro.

 

 

                L’Istat ha recentemente pubblicato un interessante fascicolo, intitolato Rapporto sulla Coesione Sociale. Anno 2011, da cui citiamo alcune passi.

     «Il tasso di disoccupazione a livello nazionale è pari a 8,4% nel 2010 con differenze rilevanti a livello regionale. Il dato risulta particolarmente consistente nella classe di età giovanile (15-24 anni) dove si attesta al 27,8% e raggiunge quote che superano il 40% nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata 42%, Campania 41,9%, Sicilia 41,3%).»

     «Nel periodo 2007-2011 il peso dei giovani rispetto al complesso dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, è passato dal 20% al 15,6%.»

                 Adesso ragioniamo un poco sopra.

                L’art. 1 della Carta Costituzionale recita «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», ma questo dettame é una pura e semplice beffa per un giovane su tre, che cerca lavoro e non lo trova. Nel contempo, chi ha un lavoro se lo tiene, e se lo tiene ben stretto.

                Sempre la Carta Costituzionale recita all’art. 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.»

                Siccome la Costituzione non menziona l’età, non si violerebbe la carta se i nostri giovani, se trovassero lavoro, lo trovassero solo a tempo determinato, perché l’assunzione a tempo indeterminato è per loro un puro e semplice miraggio. In pratica, quindi, i nostri giovani non «hanno pari dignità sociale» e non «sono eguali davanti alla legge».

                 Ma cosa ha concorso ha determinare questa abnorme ingiustizia e concorre a sostenerla?

                 Il ragionamento è semplice.

                Per decenni la generazione post-sessantottina si è goduta un splendido welfare, un ferreo Statuto dei Lavoratori, il tutto alimentato da un generosissimo debito pubblico che per conceder loro questi lussi si è ingigantito nel tempo. Poi, molti di loro sono andati in pensione con il metodo retributivo, ossia percependo una pensione non calcolata su quanto avevano realmente versato, ma molto, molto più generosa.

                Adesso che i nodi vengono al pettine quale è la reazione? Lasciare il debito in eredità ai giovani.

                Si innalza l’età pensionabile e si riducono le entità delle pensioni future. In pratica, chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto. Non solo, così non si liberano posti di rinnovo fisiologico degli organici.

                I dipendenti protetti dallo Statuto dei Lavoratori difendono con unghie, denti e scioperi la loro condizione, tanto nessuno può licenziarli, e dei giovani che sono rimasti fuori dal sistema non se ne fanno nemmeno un baffo a torciglione. Che crepino pure!

                E che dire dei pensionati? La pensione è un “diritto precostituito”, quindi non si tocca. Chi viene dopo non potrà averla? Ma ai nostri pensionati non gliene importa proprio un bel nulla. I nostri giovani mai andranno in pensione? Fatti loro, basta che diano il brodino ai vecchietti pensionati, ben abbarbicati alle proprie pensioni.

 

                Così l’Italia che si dichiara Paese civile é divisa in due classi nettamente separate: chi é dentro il sistema e chi ne rimane fuori. Alla faccia dell’eguaglianza. E l’Istat tratta di questi argomenti parlando di coesione sociale! I giovani sono veri e propri schiavi degli anziani. E dovranno sgobbare per benino, perché sono anche viziati.

                 Una proposta seria.

                Il sistema non è più in grado di regalare nulla a nessuno. Ne pigliamo atto.

                Tuttavia sarebbe elementare senso di giustizia che chi ha percepito di più, ne rendesse compartecipi nel momento del bisogno anche quelli che non possono percepire nulla. Sarebbe una elementare norma di giustizia.

                Non è giusto scaricare tutto il peso del dissesto sulle spalle di chi non c’entra per nulla, non ne ha goduto nemmeno una piccola briciola, non ne godrà mai. Ed é ancora più ingiusto che chi invece ne gode continui ad usufruirne come se niente fosse, come se tutto gli fosse dovuto.

                Premetto che io sono pensionato: quindi ciò che segue colpirebbe anche me, in prima persona.

                Propongo formalmente che si trattenga da tutte le pensioni in essere sopra i 1,200 euro netti al mese un’aliquota del dieci per cento da destinarsi esclusivamente al riassorbimento del debito sovrano. Per le pensioni in essere superiori ai 3,000 euro netti al mese questa aliquota sia del 20%, sempre da destinarsi a tale scopo. Per le pensioni superiori ai 5,000 euro netti al mese, l’eccedenza sia devoluta allo stesso scopo. Verrebbero raccolti circa 45 mld all’anno che, uniti a quelli che derivano dai provvedimenti già presi, consentirebbero di riassestare in breve la situazione.

                Ma, soprattutto, a pagare sarebbero quelli che hanno percepito di più, non i poveracci che sono rimasti a bocca asciutta. Si adempirebbe ad un debito di giustizia.

                In caso contrario, non fiatiamo nemmeno nel leggere «L’Italia è una Repubblica schiavista, fondata sullo sfruttamento dei giovani da parte dei vecchi.» E non si rimanga attoniti nel vedere partiti politici che si gloriano di essere difensori dei diritti dei cittadini, socialmente avanzati, difendere a spada tratta i “diritti precostituiti”, trattare i giovani da paria, come se invece che essere i nostri figli e nipoti fossero delle bestie.

                Da ultimo, ma non per ultimo, si faccia grande attenzione a non alimentare una guerra generazionale. Anche se adesso molti pensionati sono autosufficienti, non lo saranno certo ancora per molto. In quel momento si attuerà la vendetta dell’abbandono, sempre che non si vada incontro ad una vera e propria eutanasia. Un egoista cronico non può aspettarsi misericordia nel momento del bisogno: tantum dabo quantum dabis.

                Prima di cassare questa proposta, fate un giro in un gerontocomio. Osservate con cura. Traetene le conclusioni. Pensate: oggi a te, domani a me.

                Nota.

                So che molti Lettori non gradiscono che parli di giustizia. Tutte le volte che lo ha fatto ho dovuto leggere commenti feroci ed offensivi. Tuttavia é un dovere morale ed etico. Non può esistere pace sociale senza un minimo di giustizia.

gsm

 

 

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  • SUMMERWIND

    Lo sà professore he esistono ancora le pensioni di guerra che le vedove di ex combattenti percepiscono?  Per dirne una. Sono d’accordo, bisognerebbe riformare tutto il sistema, partendo dalla licenziabilità dei dipendenti pubblici, dalla diminuzione delle pensiioni d’oro, dai sussidi agli immigrati, agli zingari, le regioni a statuto speciale……..ma l’Italia è una repubblica fondata sul privilegio………il Suo è un discorso vero e concreto…….penso concretamente poco applicabile……lo vede anche solo dalla liberalizzazione dei taxisti, o dell’ICI alla “denominata” Chiesa……..come diceva Monicelli, all’Italia è sempre mancata una rivoluzione…………Speriamo………

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Summerwind,
      Lei é omnipresente!
      Pensioni di guerra: se ben ricordo 828 mln euro.
      Essendo pensionato, credo di aver fatto una proposta credibile.
      La mia generazione ha goduto di moltissime facilitazioni: sarebbe nostro dovere pagare.
      Speriamo:la Speranza é una virtù!
      buona serata
      gsm

      • SUMMERWIND

        Spero che non mi prenda per uno stalker……..è solo un piacere seguirla, rispecchia oggettivamente cose su cui non si approfondisce mai abbastanza i ragionamenti. Buona serata………e si ricordi……quando esce a cena non beva, perchè, se no, lo stato sociale poi le viene annullato………diventa uncriminale in cerca di vittime…..a prescindere……….ossia, purtroppo un sindacato dei bevitori di vino non esiste, ed è per questo che si è potuto delineare una nuova categoria di delinquenti sociali……Ossequi

        • Frensis

          Mi propongo come presidentissimo del sindacato dei bevitori di vino. Ovviamente controlleremo il vino che si versa anche nelle mense dello Stato.
          Bisogna tenere degli standard altissimi altrimenti si rovina il mercato.

          Condivido il pensiero del sig. Summerwind, leggerla è un piacere e se anche non rispondo a ogni suo (interessante) articolo, la seguo con molto interesse.

          Saluti leciti ed illeciti.

  • Solitecose

    Sig. Mela da giovane non posso che concordare con la sua analisi. Dovrebbe farsi invitare in qualche trasmissione “di rilievo” e dire la sua a riguardo riportando quando sopra descritto.. magari qualcuno al potere o con la possibilità di votare chi ci governa (gli elettori medi che votano a simpatia) potrebbe avere un’illuminazione.. ma rimango convintamente pessimista.

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Vede, Amico mio,
      Stiamo iniziando a preparare il terreno, a cercare di far ragionare la gente con la propria testa: non é detto che condividano, ma ragionare é sempre cosa utile.
      Il dramma é che l’unica spesa ancora riducibile é quella del welfare.
      A mio avviso, oltre che giusto, sarebbe logico portarsi avanti per non dover prendere provvedimenti drazstici, come accade in Grecia.
      Buona giornata!
      gsm

  • Giusi

    Ti sei dimenticato i quarantenni e persino i cinquantenni che sono e sono stati i pionieri del precariato, e che si sentono dire da 15 anni “lei è troppo vecchio”. Esiste anche quella, di discriminazione.
    Nella battaglia tra i pensionati che vanno in crociera, e i giovani che stanno al call center e si fanno mantenere loro malgrado, ci siamo noi che non abbiamo né l’uno né l’altro vantaggio. Troppo vecchi per essere considerati in qualità di precari, troppo giovani per avere una possibile pensione.

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Ma Figlio mio,
      Come sarebbe possibile in un post di venti righe riportare ciò che riempirebbe un trattato? Forse che un quarant’enne non può considerarsi giovane, almeno funzionalmente?
      Ho omesso già una valanga di dati, dallo studio dei quali la proposta fatta diventa logica conseguenza.
      Buona gionata ed in bocca al lupo!
      gsm

  • spotter

    Signor Giuseppe, quello che dice le fa onore. Lei evidentemente è una mosca bianca, uno dei pochissimi, credo, che si rende perfettamente conto della situazione.
    Ricordo, pochi anni or sono, quando mio padre, vedendo che versavo 24.000 in rata unica a Luglio 2007 mi disse che se pagavo tutti quei soldi evidentemente ero ricco oppure pazzo. Lui non li aveva mai pagati nemmeno sommando dieci, quindici anni di lavoro autonomo. Ovvio che lui è in pensione da 20 anni, si è fatto una bella casa e io non riesco nemmeno a cambiare la cucina. Se anche io non avessi pagato una mazza, come lui e milioni di altri, oggi tutti pensionati, delle case me ne sarei fatte tre. Però non andrà a finire che li abbandoneremo, i nostri vecchi.
    Forse se lo meriterebbero pure, ma sono sempre i nostri vecchi e non li abbandoneremo. Al limite ci priveremo delle loro case (che toccherebbero a noi) per pagare la casa protetta se diventeranno non autosufficienti. Non esiste proprio che io possa prendermela con un anziano inerme, non riuscirei più a guardarmi allo specchio.

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Spotter,
      Grazie delle Sue parole.
      Il problema cruciale é che in questa situazione mondiale di depressione, e siamo solo agli inizi, l’aumento delle tasse é stato lo strumento cardine per cercare di rientrare in pareggio di bilancio. Ma non basta né é salutare.
      La mia proposta non significa abbandonare gli anziani, anzi: dovrebbe conoscere bene ciò che penso in proposito.
      Ho solo posto un problema di giustizia.
      Rinunciare al 10% della pensione é pratica già in uso in Germania, e dal 2006, ben prima della crisi: ci pensi bene. Si sono organizzati con gradualità per evitare di dover prendere misure di urgenza.
      Guardi a cosa succede in Grecia.
      Ma torniamo alla giustizia. Non la si può eludere impunemente.
      La giustizia, quella vera, altro non é che applicazione della logica, e solo ciò che é logico trova la sua stabilità nel tempo.  Chi ha preso di più, deve rendere qualcosa a chi non ha preso nulla. In cinque anni, sommando tutte le manovre, ritorneremmo su livelli più che gestibili di debito e ci faremmo una reputazione internazionale non da poco.
      Ho tenuto per vent’anni i miei genitori malati in casa: so cosa vuol dire. Ma i tempi obbligano a dei sacrifici, e li dovremmo fare tutti, io per primo.
      Buona giornata!
      gsm

  • Dan

    Professore temo per lei e per molti altri (in fin dei conti abbiamo tutti dei genitori) ma se le cose continuano così, tornerà veramente una qualche forma di nazi-fascismo e si tornerà a ragionare in termini di spese (umane) eliminate a fronte di chili di patate risparmiati…
    Si deve abbattere questo stato adesso. Si deve abbattere questa europa adesso. Non si può più rimandare. Ogni giorno di ritardo alla presa dei forconi ci porterà a sempre più grandi passi verso il baratro ed avvicinerà sempre di più uno o più uomini forti che faranno cose indicibili pur di acquisire e mantenere consensi. E la cosa incredibile, un domani come 80 anni fa, sarà che la gente li sosterrà e sarà pronta a morire per difendere questo sistema perchè quando la fame è troppa l’istinto primario di sopravvivenza prende in sopravvento su intelligenza, etica e sentimenti

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Dan,
      Grazie per le apprensioni nei miei confronti. So la fine che fece il grillo parlante. Tuttavia credo che non si debba eludere ogli obblighi morali ed etici che abbiamo.
      Ciò che propongo credo risponda solo a canone di giustizia.
      Essendo graduale e volontario forse non ci porterebbe ai punti della Grecia, ove i tagli sono severi e fatti per forza di cose.
      E’ proprio per non arrivare ad essere consigliati dalla sola fame, che é una pessima consigliera. che mi sono lanciato in questa proposta, che falcidierebbe la mia miserabile pensione.
      A Canne il problema dei Romani non era quello di salvare l’esercito, ma di salvarne qualcuno.
      Le auguro una buona giornata!
      gsm

  • vincenzo

    Da anni sono arrabbiato con me stesso perché, all’età di 15 anni, gioii quando mi madre si baby-pensionò. E per trent’anni, fino a che è stata in vita, dopo avere lavorato per la bellezza di 20 anni, ha percepito una pensione dorata. E intanto io, come gli altri della mia generazione, ho pagato una quantità esagerata di tasse. E molti dei nostri figli si trovano senza lavoro. E continuo ad essere arrabbiato con me stesso per avere gioito tanti anni fa.

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Vede, caro Sig. Vincenzo,
      Lei ha colto il segno.
      Se si valuta solo con i sentimenti, comprendo la Sua gioia. Ma l’essere umano ha anche una mente, una ragione, e dovrebbe sempre metterla in funzione.
      Lo scopo di questo blog é proprio quello di porgere dati ed argomenti logici per condurre le persone a riappropriarsi della propria testa, a riprendere a ragionare. Badi bene: qui non si vuole convincere nessuno, anzi! Spero bene che altri abbiano potuto trarre deduzioni differenti dalle mie, da poter confrontare, approfondire, discutere.
      Se si ragiona secondo logica, ossia cercando di non contraddirsi (troppo), allora si apprezza l’etica e la morale. Non sono roba codina o da bassa sacrestia, né sono appannaggio dei nordici luterani.
      Sono strumenti che consentono di valutare se un bene godibile immediatamente dia o meno un danno nel lungo termine. Se il piacere di una notte in buona compagnia valga la pena ad una vita susseguente con l’aids, per esempio.
      Ciò che Lei dice, e bene, ripropone la visione di lungo termine con guida delle nostre azioni presenti.
      Non sia arrabbiato con sé stesso: mi consenta, impari anche a perdonarsi, Solo così potrà farlo anche con gli altri, con Sua Madre, per esempio.
      Non perda la Speranza, amico mio. Non é ottimismo, é una virtù.
      Buona giornata!
      gsm

  • Simone Tretti

    Caro Professore.
    Son pienamente in DISaccordo con quanto da voi scritto. Il sistema è fallimentare a priori, in quanto qualora si andasse a tassare anche pensioni abbienti (che son la minoritaria parte) oltre a quelle medie medio-basse (1200 sino a 1800 euro, che son una buona fetta), ciò che si otterrebbe sarebbe l’ennesima contrazione delle spese e del PIL;
    con ciò si otterrebbe esattamente ciò che attualmente è in corso, ovvero una riduzione dei consumi, una riduzione degli investimenti e della produzione; consegue un aumento dei fallimentilicenziamenti, quindi ovvio minor afflusso dalle tassazioni varie (iva inclusa!).

    Il problema base è questo: il denaro NON è un valore, ma un “avanzato sistema di barattointercambio”. In un sistema economico sa benissimo che esiste una quantità più o meno ben determinata di valore economico, il quale trasla da una parte all’altra attraverso (oggigiorno) il denaro.

    Ipoteticamente, io lavoro come agricoltore. 10 ore di lavoro, raccimolo 100 euro vendendo patate. Questi 100 euro li spendo in: 30 euro alimentari, 30 euro spese di casa (corrente elettrica, gas, acqua, rifiuti), 10 euro spese varie (cinema, ristorante, battona locale). 30 euro son dedicate alla produttività del mio campo di patate.
    Ora analizziamo queste spese, e gira gira vedremo che io vendendo patate, compro: gasolio, trattore, attrezzi, acqua, blablabla etc. I produttori di suddetti beni, a loro volta con il loro giro di acquisti e rivendite, producono e vendono.

    Alla fine, loro compran le patate che io produco, mentre io compro i trattorigasolioetc che loro producono per me, così come le mie patate diventan patatine fritte al cinema ove io vado con la locale battona.

    Tutto questo esacerbante esempio, sta ad intendere che il denaro che fa circolare tutto questo sistema, è limitato. E’ un sistema chiuso, dove 100 diventan più o meno 100, spostandosi a piccole frazioni da una parte all’altra.
    Se no ora inseriamo un terzo individuo, in questo caso una tassazione esterna, ipoteticamente del 20% (grand total), il circolo di denaro da 100 scenderà ad 80. Quindi io con meno di 40 euro da poter investire nella mia impresa, produrrò meno, ma anche gli altri con meno di (equivalente) 40 euro da poter investire, compreranno meno patate da me, che a mia volta penalizzerò comprando meno ristoranti (servizi), gasolio (produzione), corrente elettrica ed acqua (produzionealimentazione).
    ——————————-

    Arriviamo al sunto. Abbiamo un “debito”; lei sa bene quanto me quanto sia illecito. Abbiamo una quantità di valore in denaro (sul mercato) circolante nel “mercato italiano”.
    NON possiamo trasferire cotal valore al debito, in quanto:
    1) non si sazierebbe mai abbastanza il debito.
    2) diminuirebbe il GT italiano di valoredenaro
    3) diminuirebbe la produzione in maniera esponenziale
    4) tornare al punto 1.

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Tretti,
      Intanto, grazie di aver usato il Suo nome e cognome: é una delicate che apprezzo.
      In secondo luogo, grazie di dissentire da quanto ho detto.
      Dividerei la risposta un fasi successive.
      1. Concordo sulla necessità di un’analisi di come i fatti si siano generati ed evoluti, ma non è questo il soggetto del post, ergo, se ne parlassi sarei fuori tema. Inoltre, quando c’è un problema in atto, si dovrebbe cercare di risolverlo, indipendentemente dal ragionamento sulle cause. Prima si spegne l’incendio, poi si cerca di capire perché si è sviluppato.
      2. Pensare di salvarsi da un naufragio con il bagaglio intatto é una pia utopia. In questo contesto di depressione mondiale l’Italia sta andando peggio del resto delle Nazioni e si avvicina a grandi passi alla situazione greca.
      3. Prendendo altri provvedimenti ora, forse ci si potrebbe evitare di doverne prendere di ben più severi in futuro, sotto la spinta degli eventi.
      4. Scopo di questo post non é solo quello di proporre una certa quale modalità di intervento economico. Sarebbe stato scritto con ben altra documentazione.
      5. Qui lo scopo é riproporre un canone di giustizia: chi più ha preso più deve rendere a chi non ha potuto usufruire di nulla.
       
      La inviterei a ripensare a lungo sul punto 6, che é il cardine portante. Mica é detto poi che Lei debba giungere alle mie conclusioni, sia ben chiaro. Però, ripeto, qui il problema é solo ed esclusivamente di giustizia.
       
      Buona giornata!
      gsm

      • Simone Tretti

        Professore.
        Capisco la sua “voglia di giustizia”, la comprendo e sarei ben felice di applicarla in maniera “poco ortodossa”. Plateale esempio sarebbe, per citarne uno: al pensionato riportato dai TG quest’oggi, che finto invalido possedeva 3 immobili affitati in nero.
        Confisca degli immobili, sequestro del restante, sino a colmare le pensioni truffate, indi sbattuto sotto di un ponte.
        Oppur più letteralmente: si fingeva paralitico, gli si spezzan le gambe.

        Ma sappiam certo che ciò mai si avverrà, anche in forma seppur più blanda. La giustizia in Italia è un sogno utopico quanto il mio di metter alla gogna la nostra attuale Governance..

        Detto ciò possiam comunque dilettarci in giustizialistiche fantasie, ma tenendo bene a mente che i problemi son dietro la porta di casa, e bussan utilizzando un ariete dell’esercito.

        • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

          Vede, caro Sig. Tretti,
          Non chiedo giustizialismo, ma solo giustizia.
          Ed infatti, come Lei avrà letto, la proposta che ho fatto colpisce me stesso in prima persona.
          Chiunque abbia studianto un poco le crisi e le depressioni, sa quanto scivolino in maniera lenta ma costante verso un baratro.
          Forse, potremmo ancora invertire la rotta.
          Ma, a mio avviso, senza giustizia non si va da nessuna parte.
          Scusi se mi ripeto: giustizia, non giustizialismo.
          Buona serata!
          gsm

  • Carlo Angelino

    Caro Prof. Mela
    la sua proposta è , a mio parere, ragionevole, sensata, perfetta e soprattutto onesta.

    Se si candida (dico questo perchè tra i nostri “rappresentanti” il suo post è poco-poco una bestemia)  la voto subito, però consideriamo i numeri, saremo in 10, forse 100, a votarla?

    Analizziamo la sua (nostra) concorrenza:
    ti dò la scarpa sx prima del voto, la dx dopo…
    diritti acquisiti
    mene frego(40%)
    tiriamo a campare ecc…
    e una pletora oramai elefantiaca di disonesti,nipoti,amici,nani,ballerine……

    La vedo ….dura.

    Non ci si può arrendere, però forse è meglio ….anche prepararsi.

    ca

    • Treseinovetre

      Sarebbe l’ennesimo voto ad un “pensionato”,comunque.

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Angelino,
      Grazie del Suo apprezzamento e grazie di essersi presentato con nome e cognome.
      Le premetto subito che non ho nessun prurito politico.
      Lo scopo di questo blog, e, quindi, anche di questo post, é quello di dare dati e proporre ragionamenti che aiutino le persone a ragionare con la propria testa. A guardare la realtà per quello che è e non per quello che si vorrebbe che fosse. A ragionarci sopra logicamente, senza contraddizioni.
      Vede, se prima ben pochi si ponevano il problema della giustizia, adesso iniziamo ad essere un piccolo manipolo. In un domani saremo una legione.
      Il fatto di base consiste nell’utilità anche pratica di seguire etica e morale. Di valutare con attenzione il bene a lungo termine, non solo l’immediato.
      Senza giustizia sociale si generano soltanto mostri politici ed economici, che alla fine implodono sotto il pesso delle proprie contraddizioni.
      Buona giornata!
      gsm
      p.s. Se lo ritiene, risponda pure a chi le ha lasciato il commento qui sotto. Non sembrerebbe aver compreso molto.

  • Pluto

    Ehi Mela, per una volta ti do ragione: anzi.. fai un favore al mondo, inizia da te a eliminare il peso su noi giovani
    Spero Rischio calcolato ti depenni presto da chi blogga qua. 
    Anche questo è un peso in meno.

  • funnyking

    Gentile Prof. Mela, vorrei ringraziarla per avere scritto su questo Blog un pezzo tanto vero ed efficace. So per esperienza quanto sia difficile riuscire a condensare in poche righe fatti e soluzioni complesse. Questo qui sopra, nella mia opinione è uno dei pezzi più toccanti e meglio riusciti mai apparsi su Rischio Calcolato.

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Grazie, caro FK,
      Il Suo apprezzamento mi é di stimolo per cercare di fare sempre meglio.
      Buona giornata e complimenti per ieri sera.
      bepi

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  • Vaffa

    No caro Mela, al suo giochino non ci caschiamo.

    Il suo solito giochino all’italiana quello di creare guerre fra poveri per nascondere i veri colpevoli, se la cosa sia solo casuale dettata da ignoranza o peggio voluta ( ne consegue che lei è  solo un’altro leccone del potere scamufato da salvapatria ) non ci è dato sapere ma tant’è.

    sicuramente ci sono delle vergognose distorsioni nel sistema, sicuramente ci sono cose da rimettere apposto e persone che hanno preso troppo dovranno stringere la cinghia…

    detto questo, ogni suo ragionamento dovrebbe partire dal fatto che lo stato paga quasi 2/3 del debito solo per la restituzione di interessi COMPOSTI e non per le spese correnti ( pensioni, sanità … ).

    essendo lei un’esimio professore non ci sarà bisogno di spiegarle cosa sono gli interessi COMPOSTI e come questi crescano esponenzialmente mentre qualunue sistema economico al massimo cresce linearmente… dovrebbe capirle da solo queste facezie.

    Pertanto dovrebbe capire come logica conseguenza che un qualunque debito pubblico per sua natura diventa prima o dopo elevato, per questo motivo esistono gli stati a moneta sovrana che agiscono semplicemente stampando o svalutando, e il problema si risolve in due minuti.

    La volpe del suo compare FK dava per finito il giappone per il enorme debito pubblico, dimenticandosi che il giappone paga lo 0,qualcosa % di interesse sul suo debito perchè semplicemente se lo ricompra stampando moneta, eppure la situazione è molto peggiore dell’italia… secondo i vostri mal di pancia il giappone dovrebbe esser fallito secoli prima, o perolomeno pagare il 20% annuo di interessi.

    Invece ve la pigliate nel fondoschiena, sia lei che il suo compagno di merende FK semplicemente perchè il rapporto debito/pil non fà paura a nessuno se uno stato ha il pieno controllo della sua moneta.

    pertanto lei stà semplicemente prendendo delle cantonate pazzesche quando accusa i pensionati e/o lo scalcinato welfare italico di aver fatto impazzire il rapporto deficit/pil :

    il problema è la natura del nostro debito, espresso in una moneta NON SOVRANA ma presa a prestito !

    ogni altro discorso è semplicemente foffa, per non parlare poi del suo tentativo di rifilare la colpa al welfare o ai pensionati, che per inciso sono quelli che spesso mantengono pure i figli.

    Se vuole risolvere la cosa velocemente, basta tornare alla moneta sovrana e chiudere le frontiere con un protezionismo flessibile modello argentino o brasiliano, paesi che guarda caso stanno andando benissimo e che voi belli addormentati del sito vi dimenticate sempre di citare perchè manda nel cestino i vostri castelli per aria.

    Ogni altro discorso è un semplicemente un favore ai veri padroni e da questo punto di vista lei stà facendo un’ottimo lavoro… magari un giorno la vedremo al posto del monti-mer caro professore.

    saluti

     

    • nano71

       Si peccato che argentina, brasile, siano dei serbatoi di materie prime infiniti, dunque possono mettere tutti i dazi che vogliono che alla fine noi siamo costretti a comprarli da loro.
      Io conosco entrambi i paesi e non farei cambio!!!!!

    • kappaesse

      Ma vede Vaffa, questo è un blog che considera la sovranità monetaria un problema “marginale”, per cui l’argomento non viene mai considerato.
      Comunque in merito alle pensioni, i regali non mi sono mai piaciuti, ed allora basta diritti acquisiti alle spalle di chi lavora, ma le pensioni devono essere erogati in base al sistema contributivo “reale”, non in base a storpiature del sistema per favorire questa o quella casta.

  • Tommaso Palermo

    Le faccio i complimenti per proposta che mi sembra molto ragionevole e molto apprezzabile per il fatto che proviene da un pensionato. Tuttavia non direi che nell’Italia di oggi ci sono due classi nettamente separate.

    Al commento di Giusi lei ha già dato una risposta che forse s’adatta anche all’obiezione che sto per farle: si può essere giovani a 40anni e magari anche a 50 e oltre, come me, che sono entrato in ruolo nello Stato nel 1985. Mio padre mi spinse a fare il concorso calcolando che sarei andato in pensione, dopo aver riscattato gli anni di università, nel 2001. Ora nel 2012 non oso neanche calcolare gli anni che mi mancano per raggiungere il minimo perché sono troppo giovane. Ho anche commesso l’errore di essere flesibile e invece di restare dietro la scrivania dell’ufficio delle tasse insegno discipline giuridiche nelle scuole superiori e sono tra i prossimi esuberi perché l’insegnamento è stato quasi abolito dalla riforma Gelmini. Per noi insegnanti di ruolo in caso di esubero ci sono 2 anni di limbo (si chiama disponibilità, ma è l’equivalente della cassa integrazione) e poi, in caso di mancata riqualificazione altrove, il licenziamento automatico.

    Avrò mai una pensione piccola piccola? Lo spero, ma vivo con gli stessi timori dei giovani precari che però mi guardano come un vecchio che sta nella botte di ferro del posto fisso statale di ruolo, cioè uno di quelli che hanno avuto e goduto.

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Palermo,
      Grazie del commento e di averci lasciato conoscere il nome e cognome. Stimo chi si comporta in questa maniera, a viso aperto.
      Nonè facile mettere in ventotto righe un numero elevato di concetti ed elencare sottocategorie.
      Forse persone incardinate nel sistema e persone che ne sono escluse avrebbe potuto essere una terminoliogia più appropriata.
      In ogni caso, avere o non avere la pensione, avere o non avere lavoro, non mi sembrerebbero differenze da poco.
      Spero che la Sua situazione particolare si possa chiarire, e che una Persona con la Sua esperienza possa trovare un lavoro ragionevole.
      Buona giornata!
      gsm

  • Mauro_tv

    non capisco come un ex dipendente di azienda privata possa andare in pensione con € 1.200 , quando un suo pari attualmente guadagni  € 1.000 presso la stessa.
    Ad ogni modo a me sta bene : pensione a tutti e x tutti a € 1.200 con le rimanenze da fare cè nè finchè si vuole

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Nelle alchimie passate del sistema retributivo poteva benissimo succedere un evento del genere.
      Ecco perché non mi sembra giusto che chi ha goduto, e tuttora gode, di simili trattamenti preferenziali, ancorchè a quei tempi legali, oggi si faccia carico, almeno parzialmente, di chi é escluso dal sistema.
      Vede, Amico mio, non sempre il legale è giusto.
      Infine, mi consenta di ripetermi, qui ho posto non problemi numerici, ma solo ed esclusivamente di giustizia.
      Una collettività senza rispetto della giustizia si incammina a grandi passi verso una guerra civile.
      Buona domenica!
      gsm

  • Massimo Poli

    Caro Prof.Mela,
    Vorrei chiederle se non pensa che invece di tassare in modo generalizzato le pensioni con le aliquote da lei suggerite,non sia molto meglio dare a ognuno una pensione basata sui contributi effettivamente versati? 

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig.Poli,
      Anche questa serebbe una opzione da valutare.
      Al momento non trovo conti che quantifichino un provvedimento simile.
      Il problema, comunque, non è solo numerico, ma di giustizia.
      Non può sussistere un “diritto precostituito” se non è basato sulla giustizia.
      Buona giornata e grazie del commento.
      gsm

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  • Pareggiamoiconti

    Caro Professore,

    vedo solo ora questo suo post e mi rincresce non aver potuto complimentarmi con lei all’epoca, ringraziarla ed incoraggiarla a resistere alle inevitabili aggressioni successive.

    Come lei sa, condivido pienamente la sua analisi e, alla luce di quanto succede in questi giorni, penso si possa dire che a inizio 2012 chi voleva vedere aveva già i dati per farlo.

    Un cordiale saluto.

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