Il natural gas chiude la settimana in fase di stallo prima di prendere direzione per il prossimo movimento e questo ci aiuta a capire dove siamo e che tipo di minimo stiamo facendo in previsione dell’impulso successivo che con molta probabilità ci riporterà verso livelli di prezzo meno angoscianti.
Nella settimana appena passata abbiamo assistito al solito susseguirsi di dicerie sul natural gas, prezzo di produzione e trivelle. Devo dire che più passa il tempo e mi accorgo che le mie aspettative cominciano ad avverarsi ma prima di approfondirle preferisco passare subito al trading.
La parola al collega Giovanni Baudo:
Questa settimana il Natural Gas aggiunge informazioni importanti per la costruzione del modello ciclico. L’abbiamo seguito attentamente lungo l’ultima ottava e ora possiamo dire che il Tracy sta durando circa otto giorni, con un flesso chiaramente visibile alla chiusura del primo T-1. Ecco la ciclica aggiornata con le “informazioni” raccolte nella settimana appena conclusa:
In più rispetto a quanto proposto la settimana scorsa ci sono i flessi dei due Tracy, ottenuti aggiungendo al modello un’altra sinusoide (la quarta) in fase al modello elaborato domenica scorsa. Sono stati poi centrati i due flessi, rilevando che sono posizionati un po più avanti della metà del Tracy.
Cosa possiamo aspettarci da un punto di vista ciclico:
1) Martedì, dovrebbe aumentare la volatilità con la chiusura del primo T+1 e l’avvio del nuovo;
2) Per non compromettere questo modello proiettato a rialzo, è necessario che non ceda la trendline disegnata una settimana fa e che ha arginato nell’ultima ottava le pressioni ribassiste. Evenutali rottura devono essere recuperate rapidamente. In ogni caso tale rottura andrebbe interpretata come importante campanello d’allarme relativamente alla forza del trend.
3) Fino alla chiusura del primo T+1, il minimo da monitorare è quello del 23 gennaio (consiglio di serguirlo graficamente sulle vostre piattaforme in modo da evitare errori dovuti alle correzioni dei rollovers) per non compromettere l’impostazione rialzista dell’intermedio.
Uno sguardo a cosa dice l’analisi tecnica relativamente al movimento di breve. E’ presente una compressione dei prezzi con diminuzione di volatilità, segno che quando deciderà la nuova direzione lo farà con aumento della velocità. Se disegnassimo delle bande di Bollinger ci accorgeremmo che queste stanno convergendo avviciandosi tra di loro. A ribasso il punto 3 (2,34$) fornirebbe un segnale negativo. A rialzo 2,60/2,62$ sarebbe il livello da lasciarsi alle spalle per avviare un onda rialzista.
Il livello 3,22$ rimane lo spartiacque tra trend rialzista e ribassista sul lungo periodo, ma sul breve-medio 2,84$ è il livello da battere!
Il pattern disegnato potrebbe/dovrebbe essere un triangolo, ancora in fase di completamento. Vista la durata (sono già trascorsi 13 giorni) azzardo l’esclusione della categoria “pennant” (figura di breve periodo – da una a tre settimane secondo J.J.Murphy – e di continuazione!). In ogni caso tale eventuale formazione conferisce ancora più importanza alla trendline di supporto del movimento di breve, quindi ancora maggiore attenzione all’eventuale rottura.
Operatività:
Si conferma per chi è long di medio-lungo periodo di dover impostare uno stop loss alla perdita di 2,28$ sul contratto cash.
Per chi è long di breve periodo, stop loss sulla perdita 2,34$ o se si vuole stare “larghi” 2,28$.
Per chi è short, primo segno di forza e quindi alleggerimento della posizione al superamento di 2,34$, SL rigido a 2,85$.
Nuove posizioni short solo sulla perdita di 2,28$.
BENE……..dopo l’analisi ciclica del collega passiamo alla mia metodologia che in parte poggia sullo stesso tipo di analisi del collega ma adotta altri sistemi per concludere e nel fare assieme l’articolo cerchiamo di dare tutto il supporto possibile a chi ci legge.
Il natural gas mostra tutta la sua debolezza per la mancanza di reazione difronte al capitombolo fatto negli ultimi mesi e che ha lasciato tutti di sasso per la violenza e continuità avuta.
Ora, analizzando il grafico vediamo una pausa di riflessione e per poter parlare di inversione definitiva del trend non vedo altra strada che una chiusura sopra 3,20$, altrimenti avrò sempre la sensazione di miseri rimbalzi che non preannunciano niente di buono. Sicuramente la volatilità ci viene in aiuto ma non credo a niente se non vedo il prezzo sopra livelli più alti di adesso, tutto può accadere ma abbiamo bisogna molta forza per salire e quello che vedo non aiuta.
Probabilmente serve del tempo per ricaricare le molle prima di ripartire verso l’alto, vediamo il settimanale.
Il grafico settimanale rimane in forte ipervenduto con una particolare volatilità che non aiuta a capire il trend ma rimane invece in piedi la possibile (la cui percentuale di avveramento è tutta da vedere) chiusura del ciclo a 10 anni salvo che questo ciclo non sia stato rotto dallo shale gas. Quindi tra la prossima settimana e la metà di marzo avviene il cosiddetto minimo da cui dovrebbe partire un nuovo ciclo rialzista che nel 2012 ci porti sopra i 6$ e nel 2013 si avveri uno spike speculativo con target sopra i 10$ (ricordo che abbiamo un gap aperto sui 10$). La rottura del rettangolo (ultimo a destra di colore verde) è stata molto cattiva ma non essere sprofondato fino a 1$ potrebbe stare ad avvalorare la tesi del ciclo a 10 anni. Ora beccare i cicli di lungo è come trovare una vergine dentro un bordello arabo ma non posso non parlarne all’interno di un’analisi tecnica di largo respiro. La mia “colpa” e non aver mai menzionato di questo ciclo perchè non ci avrei mai creduto ad un ribasso fino a 2,50$ e quindi se non devo credere al rialzo fino a 10$ potrei sbagliarmi anche questa volta. Solo il tempo ci dirà la verità.
In questo grafico sono segnati altri punti di svolta del natural gas e dei gap dove possiamo notare anche un gap ribassista aperto anni fa e mai richiuso, ma la cosa che più mi preme è evidenziarvi come siano vicini i due punti di svolta colorati di verde e rosso.
Ovviamente non sempre hanno funzionato ma al 90% sono certo di un gran minimo in formazione e ogni giorno nelle prossime 3/4 settimane sarà buono per il rialzo sostenuto del natural gas. Notiamo il picco dei volumi all’interno dei due punti di svolta e di come sia più forte l’intensità rispetto al passato, poi nelle ultime due settimane 3 volte su 4 il picco dei volumi è stato in presenza di candele verdi e non in caso di candele rosse…segnale di un ribasso che è intenzionato a fermarsi. Così è al momento se poi succede che nessuno taglia la produzione perchè dicono che il costo di produzione è 1$ allora questo va a 1$, ma non è così per fortuna.
I rettangoli evidenziano cosa succede quando siamo di fronte ad un inverno senza rialzo del natural gas e questo mostra l’altissima probabilità di un anno al rialzo diverso dal 2011, questo deve essere associato anche al forte ipervenduto in cui ci troviamo sul mensile e che esprime un profondo respiro al rialzo se volesse partire in tale direzione. Per il momento attendiamo di avere segnali rialzisti nel daily e settimanale.
Il piano tattico di comprare in certi momenti di rapporto tra petrolio e natural gas segnala il buy, inoltre ormai siamo arrivati a livelli paragonabili a shock petroliferi da cui il gap è sempre rientrato per l’approfondimento rivedere il seguente articolo (link) .
Come vediamo l’eccessiva produzione in più rispetto all’anno precedente ed il forte calo della domanda a causa della stagione invernale anomala per via del non freddo negli Usa è stato devastante per le quotazioni del natural gas il quale ne ha risentito per l’elevato numero di scorte come possiamo vedere nel grafico seguente……
Ora, il grafico mostra in maniera lampante l’elevato numero di scorte e di come sia necessaria una forte riduzione del livello raggiunto, molti si sono chiesti come mai con un calo della produzione ed un aumento della domanda settimanale le scorte siano calate così poche. Non sono in grado di dare delle risposte valide ma penso che il problema stia tutto nella metodologia di calcolo delle scorte di natural gas e con la prossima rilevazione potremmo avere delle belle sorprese.
Sulle trivelle posso solo che riaffermare come da dicembre si sia innescato un ribasso del numero delle trivelle dedicate all’estrazione del natural gas e di come questo avrà impatti notevoli sulla produzione. Ma se il costo di produzione è sui 2,50$ come afferma qualcuno perché il crollo è partito da dicembre? Passiamo ad un grafico preso dal stupendo articolo fatto su rc plus da funnyking…..
Questo grafico dimostra come sia colpa dei piccoli estrattori se la produzione di natural gas ha raggiunto livelli assurdi, quindi la tesi che i grandi vogliono far saltare i piccoli non è vera. Che i piccoli produttori credano alla teoria dei Maya?
Infine, vediamo come il contango abbia ricominciato a salire perchè il differenziale 12 month strip con il futures marzo scadente a fine febbraio si sia allargato nuovamente. Quindi adesso siamo in fase di stallo per la successiva ripartenza verso l’alto ma non illudiamoci sui target al rialzo perchè serve altro per ridare forza allo stramaledetto Gattone.!
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