Le imposte patrimoniali del cd. “Decreto Salva Italia” 2-bis)
15.2.2012 – AGGIORNAMENTO DELLE ORE 23:00
AGGIORNAMENTO VERSAMENTO RI-TASSAZIONE SCUDO: ANNUNCIATA PROROGA VERSAMENTI
È dagli anni ’90 che non assaporavamo il “comunicato legge”, quella forma di promessa di legge prossima ventura annunciata con un comunicato stampa ma che giuridicamente non esiste ed ha la sua forza, o meno, nella credibilità dell’emittente.
L’ufficio stampa del Ministero dell’economia e delle finanze, a guida del Prof. Monti, alle 20:20 di oggi 15/12/2012 (il giorno precedente alla scadenza confermata ieri sera dall’Agenzia delle entrate) ha emanato un comunicato stampa nel quale avvisa “che, in considerazione di obiettive difficoltà operative rappresentate dagli intermediari finanziari (banche, n.d.r.) tenuti al versamento dell’imposta relativa alle attività oggetto di “scudo” fiscale, prevista dal … decreto-legge n. 201/2011 (“Salva Italia”), il termine già fissato al 16 febbraio sarà differito con il primo provvedimento legislativo tile.”
Il comunicato legge” non specifica quale sarà il nuovo termine, ma “assicura” che non sarà quello già previsto dalla legge nel 16.2.2012 e informa che “ sarà disposto che i versamenti non effettuati (dal 16.2.2012, n.d.r.) fino alla data di entrata in vigore della disposizione di proroga non configureranno violazione in materia di versamenti.
E con questo la speranza è quella di non dover più tornare sull’argomento.
Questo post è stato pubblicato alle 18:49 del 14/2/2012: verte sul pagamento di un’odioso balzello (ri-tassazione dello scudo fiscale del 2001 e/o del 2003 e/o del 2009) entro il 16/2/2012 (due giorni dopo). Anticipavo che una proroga, debitamente motivata ed anche condivisa dai tecnici dell’Agenzia delle entrate, era pressoché “sicura”.
Devo ammetterlo: anche dopo 20 anni di professione nell’ambito fiscale c’è da “imparare”. L’aspettativa (o la “presunzione”) di poter uscire con una notizia affidabile è stata vanificata da un contesto scorretto o quantomeno inaffidabile.
La proroga avrebbe dovuto essere inserita nel decreto legge fiscale, che non si è tenuto causa neve capitolina. A quel punto si è optato per un emendamento al decreto milleproroghe in discussione al Senato. Ma al cospetto di un emendamento bocciato, alle 19:30 circa è stato emanato il provvedimento attuativo da parte del Direttore dell’Agenzia delle entrate (Befera dott. Attilio), e non dal Ministro per l’economia (Monti prof. Mario), che attribuisce -a questo punto- soli due giorni per l’espletamento di una disposizione, i cui riferimenti sono in archivi di almeno 10 anni fa, che non esaurisce affatto le problematiche evidenziate.
Il mondo bancario è in subbuglio e non sono da escludersi ulteriori sorprese in queste ore. L’orientamento, per quel che possa valere (considerato l’interlocutore) è che rimanga ferma la scadenza del 16 febbraio. Chi riesce a versare la “provvista” agli intermediari finanziari (ed alle assicurazioni, come da ultim’ora!) bene, chi non riesce entro un lasso di tempo che verrà comunicato, non verrà nè sanzionato nè segnalato all’Agenzia delle entrate.
Sempre più azzeccato il collegamento alla situazione di Calrissian “questo accordo stà continuamente peggiorando” (Guerre stellari 5)
Senza più parole, lascio il commento ad un autore notoriamente pacato: Marco Piazza de Il Sole 24 Ore.
In extremis
Affidamento tradito, arriva l’ingiunzione
Alla fine per il primo versamento dell’imposta sullo scudo fiscale è arrivata una vera e propria beffa: non la proroga che tutti gli operatori attendevano, ma un’ingiunzione di pagamento immediato.
Il provvedimento che è stato pubblicato ieri sul sito dell’agenzia delle Entrate è una manifestazione dello scarso rispetto dell’amministrazione nei confronti dei cittadini, nonostante la più volte sbandierata volontà di instaurare con contribuenti un rapporto basato sulla reciproca correttezza.
Provvedimenti applicativi di questo genere -specialmente su una disposizione incerta e contraddittoria come questa (basti ricordare che il comma 6 dell’articolo 19 cita anche l’articolo 15 del decreto 350 del 2001 sulle regolarizzazioni e solo ora viene chiarito che sono fuori da tributo)- non solo non servono a nulla, ma costituiscono un autentico vulnus, non solo per i contribuenti, ma anche per gli intermediari da sempre impiegati (gratis) dall’Agenzia delle entrate come esattori. Oggi e domani, banche, Sim, Sgr, compagnie di assicurazione (a sorpresa!) e fiduciarie saranno assaltati dagli “interessati” in cerca di chiarimenti e soluzioni che non sarà possibile dare loro.
Nessuno discute la legittimità dell’imposizione e la necessità di pagare alle scadenze previste dalla legge. Ma perché un adempimento possa essere svolto in sicurezza occorrono linee interpretative chiare e tempestive. Le cose sono andate diversamente e a operatori e contribuenti restano solo i disagi.
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