(Venerdì 30 Dicembre, Mario Monti: Manovre Finite… a futura memoria)
Il Diario della Bancarotta Italiana (Articolo introduttivo)
Non si sa bene perchè ne quando ne chi abbia stabilito che 2 trimestri consecutivi di contrazione del PIL si definiscono Recessione.
Dunque siamo in recessione, e state tranquilli che i media mainstream nel patetico tentativo di stemperare la realtà la chiameranno “Recessione Tecnica” come se si trattasse di un incidente di percorso perfettamente previsto.
Peccato che il dato appena uscito è peggiore della peggiore previsione fatta dagli analisti (sull’argomento vi prego di considerare Quegli Inguaribili Ottimisti della Banca D’Italia (Recessioncina al -1,2%…. e poi si Svegliano).
Nel quarto trimestre del 2012 doveva esserci una contrazione del PIL italico fra il -0,3 e il -0,6 (dicevano loro) ed invece siamo ad un -0,7% e attenzione SU BASE TRIMESTRALE, per capirci in america avrebbero scritto -2.8%.
In realtà il botto del nostro PIL lo dobbiamo ancora vedere, gli effetti devastanti delle tasse messe da Tre-Monti (tutti e due) si concentrano l’ungo tutto l’arco del 2012 in un crescendo rossiniano. (avete avuto problemi a fare il pieno ultimamente? Aspettate l’IMU Giugno e poi l’IVA al 23,5%).
Assumendo un ottimistico (al limite dell’ingenuo) -0,7% per i prossimi 3 trimestri fa appunto -2,8% del PIL con simpatiche ricadute su DEBITO/Pil, entrate fiscali in calo sul previsto, necessita di nuove misure.
Temo non basterà la rinuncia (sacrosanta, primo atto governo che condivido in pieno) alle Olimpiadi, toccherà tagliare la spesa o aumentare le tasse… temo di sapere in anticipo quale sarà la strada che verrà scelta.
Dal Sole 24 Ore
L’Italia chiude il 2011 con un Pil (Prodotto interno lordo) in aumento dello 0,4%. Lo rileva l’Istat nella stima preliminare, precisando che il dato è corretto per gli effetti di calendario. La crescita risulta così in forte frenata, nel 2010 era stata pari all’1,4%.
Nel quarto trimestre, però, il Pil è diminuito dello 0,7% congiunturale (mensile) e dello 0,5% tendenziale (annuo). Si tratta quindi di recessione tecnica, essendo il secondo trimestre consecutivo che il Pil cala (nel terzo trimestre è calato dello 0,2% congiunturale).
L’Istituto aggiunge che il quarto trimestre del 2011 ha avuto tre giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al quarto trimestre 2010.
Area euro in retromarcia
Non flette solo l’Italia. Nel quarto trimestre 2011 il pil nell’Eurozona e nella Ue è tornato negativo con un calo dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. È la stima flash di Eurostat. Nel terzo trimestre i tassi di crescita sono stati di 0,1% e 0,3%.Fra i Paesi membri dell’Eurozona, Eurostat conferma per la Francia una crescita dello 0,2% nel quarto trimestre del 2011 e del 2% su base annua, mentre la Germania fa registrare un calo dello 0,2% nel periodo ottobre-dicembre, mentre, rispetto allo stesso periodo del 2010, il Pil è cresciuto del 2%. Per quanto riguarda la Spagna, nel quarto trimestre dell’anno appena concluso, il prodotto interno lordo è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre su base annua fa registrare un +0,3%.
Brutto crollo del Pil anche per il Portogallo, che beneficia degli aiuti Ue-Fmi: -1,3% fra ottobre e dicembre 2011, – 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2010. Sulla Grecia, l’Ufficio statistico di Bruxelles conferma un meno 7% su base annua, mentre non sono disponibili i dati per il quarto trimestre del 2011.
Segno meno, fra i Paesi Ue per i quali ci sono i dati, anche per Lituania (-0,9%, che, però, su base annua fa registrare un +4,5%), Estonia (-0,8%), Olanda (-0,7%), Repubblica Ceca (-0,3%),Belgio, Romania e Gran Bretagna (-0,2%) e Austria (-0,1%).
Il confronto internazionale
Nello stesso periodo, aggiunge l’istituto di statistica, il Pil su base trimestrale è aumentato dello 0,7% negli Stati Uniti ed è diminuito dello 0,2% nel Regno Unito e dello 0,6% in Giappone. Rispetto al quarto trimestre 2010, invece, il Pil è cresciuto dell’1,6% negli Usa e dello 0,8% in Gran Bretagna, mentre è calato dell’1% in Giappone.Debito pubblico in crescita
Sempre in giornata sono arrivati i dati di Banca d’Italia sul debito pubblico italiano, cresciuto a dicembre 2011 di 55 miliardi rispetto alla fine del 2010, passando da 1.842,856 miliardi di dicembre 2010 a 1.897,946 miliardi di fine 2011. L’incremento è del 2,98%.Sulla base di queste indicazioni il rapporto tra il debito pubblico a dicembre 2011 e il Pil dell’Italia si attesterebbe tra il 119,5 e il 120%.
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