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Giuseppe Sandro Mela.

 

                Finanzieri, economisti e politici stanno da tempo facendo astrusi e complessi discorsi sullo stato di salute del Portogallo. Come é noto, questa Nazione é entrata in una grande fase depressiva che si manifesta anche con un’emigrazione dei suoi giovani disoccupati verso le sue ex-colonie, alla ricerca di un lavoro.

                La situazione ha iniziato a precipitare lo scorso anno a maggio, quando il Portogallo ha negoziato aiuti internazionali per 78 miliardi di euro.

 

Sole24Ore. 2011-05-03. Ue, Fmi e Bce mettono sul piatto 78 miliardi di euro per il piano triennale di salvataggio del Portogallo.

Dopo Grecia e Irlanda, anche il Portogallo si aggiunge nella lista dei paesi dell’Eurozona che hanno dovuto chiedere aiuti finanziari per evitare la bancarotta. Lisbona ha raggiunto un accordo con l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per un piano di aiuti triennale dall’ammontare di 78 miliardi di euro.

Socrates: accordo buono

L’annuncio è stato fatto dal primo ministro dimissionario Jose Socrates che ha definito «buono» il piano. «Come ogni programma di aiuto finanziario – ha detto Socrates – anche questo prevede contropartite». Tuttavia tra queste non ci sono riduduzioni obbligatorie degli stipendi dei dipendenti pubblici o delle pensioni minime. Lisbona non sarà inoltre costretta a vendere azioni di società pubbliche come la banca Caixa Geral de Depositos. Ulteriori dettagli (ad esempio i tassi di interesse che il Portogallo dovrà pagare sui prestiti ndr.) non sono stati resi noti.

Obiettivo: graduale riduzione del deficit

L’obiettivo del piano è far scendere il deficit del Portogallo al 5,9% del Pil quest’anno, al 4,5% nel 2012 e al 3% nel 2013. L’approvazione del piano da parte dell’Ecofin è attesa il 17 maggio. In tempo perché il Portogallo possa affrontare le scadenze di giugno (pari a circa 5 miliardi di euro) sul fronte dei titoli pubblici.

 

                Uno degli obiettivi era un rapporto deficit/Pil del 4.5% nel 2012.

                Ma tutti quei ragionamenti apparentemente così ben architettati nella loro complessità si sono infranti contro una realtà che proprio non sembrerebbe volersi piegare a seguire le teorie così brillantemente enunciate.

 

Milano Finanza. 2011-11-16. In arrivo 8 miliardi per il Portogallo, Pil 2012 visto in calo del 3%.

La troika formata da Commissione europea, Bce e Fmi ha dato oggi parere favorevole alla concessione della nuova tranche di aiuti al Portogallo prevista dal piano di salvataggio da 78 miliardi di euro varato l’anno scorso. “La seconda valutazione trimestrale del programma di assistenza economica e finanziaria del Portogallo si è conclusa con successo”, ha dichiarato il ministro delle Finanze portoghese, Vitor Gaspar, “su questa base verrà raccomandato il versamento della terza tranche di aiuti, dell’ammontare di 8 miliardi di euro”. Il Portogallo ha già ricevuto finora 31,3 miliardi di euro.

Secondo la troika il programma di salvataggio “è partito bene”, ma il suo successo finale dipende dall’attuazione di una serie di riforme strutturali finalizzate a liberare l’economia da un decennio di stagnazione. L’economia del Portogallo dovrebbe andare lievemente meglio del previsto nel 2011 ma per il 2012 è ora attesa una contrazione del 3%, superiore a quella precedente. Secondo la Troika, comunque, “l’economia dovrebbe recuperare, anche se a un ritmo graduale, nel 2013″.

L’implementazione del bilancio del 2011 è stata difficoltosa. “Nonostante i dati preliminari indichino che è stato centrato il tetto di fine settembre sul deficit, degli eccessi di spesa” mettono a rischio il raggiungimento dei target per il 2011, tanto che il Governo sta “cercando di negoziare un accordo con le maggiori banche per trasferire parte degli asset e delle perdite dei fondi pensionistici delle stesse al sistema di sicurezza sociale, in modo da centrare il target del rapporto deficit/Pil del 2011 al 5,9%”.

 

                Per fortuna che il programma di salvataggio era «partito bene»: figurarsi cosa sarebbe successo se fosse partito male!

                Siamo ora a marzo 2012 ed il deficit è salito a 799 milioni di euro dai 274 milioni dello stesso periodo del 2011. Ossia in un anno é salito di 2.91 volte (799/274) il valore atteso. Non male come previsioni. D’altra parte, la spesa pubblica è salita del 3,5% a 7,06 miliardi di euro, mentre le entrate sono scese del 4,3% a 6,26 miliardi di euro.

                Se in un Paese in depressione è del tutto coerente che le entrate diminuiscano, l’aumento della spesa pubblica è più la conseguenza di comportamenti politici piuttosto che di reali necessità economiche.

                Adesso si inizierebbe a vociferare «che il Paese rischi di fare la fine della Grecia».

                Oggi, i Cds sul Portogallo erano quotati 1,287.26. E’ vero che gli spread sono in un leggero calo, ma questo è un parametro drogato dalle iniezioni di liquidità della Bce verso le banche lusitane.

 

Sole24Ore. 2012-03-21. Ok asta BoT in Portogallo, tassi in calo. Ma il deficit triplica. Bond a 10 anni vicini al 13%

Il Portogallo ha collocato sul 1,992 miliardi di euro in titoli del Tesoro a 4 e 12 mesi, con tassi d’interesse in netto calo rispetto a operazioni simili passate. Il Tesoro ha collocato 1,61 miliardi di euro in titoli a un anno a un tasso del 3,652% contro il 4,943% del 15 febbraio, più 382 milioni in buoni a quattro mesi a un tasso del 2,168% contro il 3,845% di quelli trimestrali emessi a febbraio. L’obiettivo era di collocare tra 1,5 e 2 miliardi di euro. La domanda è stata 2,5 volte superiore all’offerta per i titoli a 12 mesi e 6,7 volte l’offerta per quelli a 4 mesi.

Triplicato il deficit pubblico

Il deficit pubblico “core” del Portogallo è triplicato a gennaio-febbraio di quest’anno, con un calo delle entrate e un aumento della spese. È la dimostrazione che Lisbona fatica a restare dentro i target previsti in cambio dei 78 miliardi di euro di aiuti internazionali. Il deficit è salito a 799 milioni di euro dai 274 milioni dello stesso periodo del 2011.

Il ministro delle Finanze, Vitor Gaspar ha smentito che il Portogallo, alle prese con una dura recessione, stia sforando rispetto agli impegni presi nell’ambito del piano di salvataggio, ma si infittiscono le voci che il Paese rischi di fare la fine della Grecia. La spesa pubblica è salita del 3,5% a 7,06 miliardi di euro, inclusi i trasferimenti alle compagnie statali. Le entrate sono scese del 4,3% a 6,26 miliardi di euro. Nel 2011 Lisbona ha centrato il tetto del deficit al 5,9%, soprattutto grazie ai trasferimenti straordinari dai fondi pensione delle banche allo stato. Nel 2010 il deficit si è attestato al 9,8% del Pil e l’obiettivo per il 2012 è di scendere al 4,5%. Il rendimento dei bond governativi a 10 anni oggi è al 12,78%, in leggero calo rispetto al 12,86% di ieri.

 

                Adesso configuriamo i termini del problema senza ascoltare la dotta scienza degli economisti, ma parlando semplicemente come si mangia. Sarà un conto che farà rabbrividire economisti, politici e buonisti (nonché una moltitudine di Lettori).

                Anche senza contare la caterva di debiti che già ha (quello sovrano, delle imprese e delle famiglie), il Portogallo ha preso a prestito 78 miliardi e le sue entrate sono 6.26 miliardi di euro. 78/6.26 = 12.46.

                Il solo debito che il Portogallo ha contratto con gli Enti internazionali assomma a 12.64 volte la totalità delle sue entrate. Non sembrerebbe essere un conto particolarmente complesso.

                Brutta situazione, ne vero? Ma questo è solo l’inizio. In Portogallo oramai il sistema sanitario sta crollando ed é in netto aumento il tasso di mortalità. I pazienti arrivano troppo tardi in ospedale e sono sempre peggio curati a domicilio. In verità, qualcuno ne aveva già parlato.

 

Guardian. 2012-03-19. Portuguese death rate rise linked to pain of austerity programme.

Maria Isabel Martins got up at 5am to catch a bus from the eastern Portuguese country town of Portalegre to see a consultant in Lisbon about her diabetes. It is a 130-mile journey that takes three hours. It used to be free, but not any more.

“This is shameful. Now each visit costs me €44 (£36) and I have to come back in a few weeks,” the 53-year-old said, wheezing as she left the consultant’s surgery at the Santa Maria hospital.

There is a chart on the wall beside a machine that accepts credit cards. It shows the charges for seeing a doctor in one of western Europe‘s poorest countries, where opposition politicians blame budget cuts for a thousand extra deaths in February, 20% more than usual.

“They hiked the fees in January,” said the receptionist, pointing to the new charges for everything from jabs and ear washes to having stitches removed. “Now a visit to the emergency room costs €20 instead of €9. A consultant costs €7.50. People are angry.”

The health service is just one victim of sweeping cuts and increased charges for public services across Portugal. After the €130bn second bailout for Greece was signed off last week, bond markets switched their attention to southern Europe’s other failing economy.

A general strike on Thursday will show just how angry the Portuguese are about the terms of a €78bn EU and IMF bailout last May that has so far brought only pain and recession. Official forecasts are for the economy to contract 3.3% this year and unemployment to rise to 14.5%.

“They are driving the country towards disaster,” said Arménio Carlos, the leader of the General Confederation of Portuguese Workers, who adds that as health, electricity and public transport charges shoot up, the €432 monthly minimum take-home wage now dooms hundreds of thousands to poverty.

But popular reaction to the bailout has been stoical so far and the general workers’ union is not backing this week’s strike.

Many analysts believe Portugal is fated to follow Greece into a second bailout. The European commission put Portuguese debt at 110% of GDP last year, and the yield on 10-year bonds on Monday stayed above 13% – double the level considered remotely sustainable for it to borrow on its own. Goldman Sachs sees Portugal needing up to €50bn more until 2014.

“There will be a big debate about how to split the burden between the EU, creditors, the International Monetary Fund (IMF) and the European Central Bank,” Mohamed El-Erian, the chief executive of Pimco – the world’s biggest bond investor, with $1.36tn under management – told Der Spiegel at the weekend. “And then financial markets will become nervous, because they are worried about private sector participation.”

Analysts are split on whether private sector lenders will be forced to take a “haircut” to write off some of the country’s debt, as with Greece. “A haircut? Naturally, if you add in the private debt, Portugal’s debt is not sustainable given its future growth outlook,” said Edward Hugh, an economist in Barcelona.

The IMF representative in Lisbon, Albert Jaeger, said: “We believe that Portugal’s public debt is sustainable and we do not see a need for [private sector involvement].”

But Portuguese experts feel it will not be able to find financing on the markets in 2013, as planned, though the recently elected centre-right government of Pedro Passos Coelho is doing almost all it has been asked.

“It’s wishful thinking,” said Nuno Garoupa of the University of Illinois. He believes Portugal’s future inside, or outside, the eurozone will depend largely on the German government that emerges from elections next year.

Meanwhile, the future remains uncertain. Portugal’s growth rate has stayed stubbornly low for the past decade, although a recent surge in exports provides some hope.

It has been forced into a fire sale of blue-chip state assets, with a quarter of electricity grid operator REN sold to China State Grid for €387m last month. That came on the back of a €2.7bn deal for China Three Gorges to take 21% of the utility company Energias de Portugal.

Chinese companies are among the few ready to bid for Portuguese assets. The REN bid, presented jointly with Oman Oil, was the only one left on the table.

Even the oil-rich former colony Angola is being courted as Portugal tries to meet a privatisation target of €5bn set when the bailout was agreed. The TAP airline and airport operator ANA are up for sale, along with parts of the postal service, water utilities, state banks, the rail service and the oil company Galp.

With key decisions on Portugal’s future now being taken in Brussels or by the IMF, the historian Irene Flunser Pimentel has noted a growing nostalgia for the days of dictator António de Oliveira Salazar. “I worry that democracy is at stake,” she said. “The middle class is beginning to suffer and, when you don’t have a middle class, you are in trouble. This is becoming easy ground for a populist.”

In the meantime, the government blames flu and cold weather for February’s surprise jump in the mortality rate, but newspapers have begun to publish scare stories about people who claim to have been priced out of the public health service.

Pimentel says the Portuguese cannot be expected to remain stoical for ever. “I think it will explode eventually,” she said. “It is impossible for people to remain this passive.”

 

                Ci si domanda: ma val proprio la pena di morire per l’ideologia del welfare virtuale?

                Ci si domanda: ma economisti e stampa economica si rendono conto di quello che scrivono?

                Ci si domanda: ma sarà mai possibile ripianare un debito di tale entità?

                Ci si domanda: non sarebbe meglio far chiarezza e procedere ad una ristrutturazione ordinata del debito?

                Ci si domanda: cosa si aspetta a tagliare le spese? Che arrivi il diluvio universale? Chi troppo vuole, nulla stringe.

                Lasciamo ai Signori Lettori le risposte.

 gsm

 

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