Localizzate due pericolose Destabilizzatrice dell’Università Italiana. Chiesta l’Estradizione.

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Giuseppe Sandro Mela.

 Botticelli Verità e calunnia1 650x436 Localizzate due pericolose Destabilizzatrice dellUniversità Italiana. Chiesta lEstradizione.

                 Le due più pericolose destabilizzatrici dell’Università Italiana sono state individuate dall’Interpol, ed il Ministero ha avviato le pratiche di estradizione. I capi di accusa sono quanto mai severi: attentato eversivo ai danni della Repubblica, ed intelligenza con potenze straniere per sovvertire l’ordinamento universitario nazionale. Emersione meritocratica all’estero.

                I Fatti.

                Claudia Ferrazzi.

                Laureata in Italia in Scienze politiche, indirizzo relazioni pubbliche, Master a Bruxelles, si rese subito conto che il titolo di studio era solo un punto di partenza, non di arrivo. Primo tentativo di infiltrazione nell’Università italiana, bloccato per vizio procedurale. Supera invece il concorso di ammissione all’École nationale d’administration, Scuola nazionale di amministrazione, un istituto di formazione dell’alta funzione pubblica francese. Dopo un secondo tentativo di infiltrazione, bloccato per chiara insufficienza dei titoli, supera con lode il concorso e diventa administrateur général adjoint, vice amministratore generale, del Museo del Louvre. Ha attualmente 34 anni.

                Chiara Daraio.

                Marchigiana, nel 2001 si laurea magna cum laude in Ingegneria meccanica presso il Politecnico di Ancona. Due consecutivi tentativi di infiltrazione nel sistema universitario italiano, sventati dai servizi per «un vizio di forma»: aveva spedito le due domande in una busta sola, invece che due. Nel gennaio 2003 consegue l’M.S., Materials Science and Engineering, presso la University of California, San Diego. Nel giugno 2006 consegue il Ph.D., Materials Science and Engineering,  presso la stessa Università. Dal settembre 2006 al 2010 é Assistant Professor, Aeronautics and Applied Physics presso il California Institute of Technology, Pasadena, ove dal 2010 riveste il ruolo di Full Professor, Aeronautics and Applied Physics. Ricordiamo solo il suo lavoro Novel electrical switching behaviour and logic in carbon nanotube Y-junctions, comparso su Nature Materials nel 2005.

                E’ stata appena inserita nella “Brilliant 10”, la classifica pubblicata dalla rivista “Popular Science” che ogni anno seleziona i dieci migliori scienziati, under 40, che lavorano negli Usa.

                Nota Tecnica.

                Il Museo del Louvre é uno dei principali musei al mondo, ed é il primo per numero di visitatori, circa otto milioni e mezzo ogni anno.

                Il Caltech è un’Università privata, che vanta ben 31 Premi Nobel. Il Campus ospita 2,200 studenti e 300 professori.

                Nel 2009, secondo il Web of Science, i 300 professori del Caltech hanno fatto 7,757 pubblicazioni su riviste internazionali, ottenute con una spesa di dotazione di 357 milioni di dollari. Per confronto, secondo la Corte dei Conti, l’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, é dotato di un contingente di operatori superiore alle 5,800 persone, finanziamenti di 161.19 milioni di euro per stipendi ed uno stato patrimoniale di 775.140 milioni di euro. Secondo il Web of Science nello stesso anno ha pubblicato 1,063 lavori su riviste internazionali. Nessun Premio Nobel. Si noti che l’INFN è l’Ente presso il quale è stato scoperto che collegando male dei cavi e non sincronizzando un GPS si può scoprire che i neutrini sono più veloci della luce. Dato ripetutamente controllato. Niente Premio Nobel. Si guardino questi filmati. Numero uno, numero due.

 

                Considerazioni.

                1. L’Italia é semplicemente piena di giovani seri, onesti, preparati, con una gran voglia di lavorare e di emergere. Certo, nella massa ci saranno anche dei pelandroni, dei nullafacenti, dei drogati ed anche dei microcriminali: sono però una minima parte, che trova onore delle cronache proprio per le sue esuberanze rumorose e, talora, per aver commesso veri e propri reati. Tuttavia, e lo ripeto orgogliosamente, sono una minima percentuale.

                2. Il sistema scolastico italiano, quello universitario in particolare, e parzialmente anche il mondo produttivo, sono sostanzialmente rimasti al concetto medievale del vassallaggio feudale, per non dire del rapporto omertoso, per cui nulla vale di fronte all’essere Amici degli Amici. Non solo, nessun esaminatore di scarso, per non dire infimo, livello accetterebbe mai di immettere una persona onesta e capace nell’attuale sistema universitario: ne sarebbe in breve oscurato e travolto. Così, l’appiattimento culturale si perpetua, anche se ogni tanto si notano eccellenze cooptate, si direbbe, casualmente.

                3. Il concetto meritocratico, sia di accesso a posti direzionali sia di stipendi adeguati a merito e produzione, é totalmente alieno al sistema universitario italiano. Si dovrebbe proibire ai professori universitari italiani di partecipare alle commissioni di concorso. Si guardi la differenza di personale e produttività tra il Caltech meritocratico e l’Ente italiano riportato. Sono i risultati quelli che contano: numero e qualità  lavori scientifici, brevetti conseguiti e venduti, capacità di attirare e valorizzare le intelligenze, anche straniere. Il problema reale non é la “fuga dei cervelli” all’estero: é che l’Italia non attira nemmeno la mediocrità più scarsa.

                4. Con maggiore amarezza si deve anche constatare quanto nei fatti siano discriminate le nostre ragazze, anche se a parole di spamparazza l’incontrario: attenzione, forse più che i titoli scientifici contano quelli somatomorfologici ed una pronta disponibilità e spirito di servizio.

                5. Così stando le cose, il sistema universitario italiano è irredimibile. L’unica via di uscita è la costituzione di Istituti di Ricerca svincolati dall’Università, tipo l’OIST di Okinawa o l’IIT di Genova.

 ItalyMag. 2012-03-08. Italian Women Succeeding Abroad: Claudia Ferrazzi and the Louvre.

Claudia Ferrazzi, 34 years old and the mother of two young children, decided to leave Italy and go abroad to fulfil her dreams. Born in Bergamo, Ferrazzi first moved to Brussels, where she completed a master’s and gained work experience. She later moved to Paris, where she now lives and works in the third most important position at the Louvre, as the Assistant Managing Director.

Ferrazzi decided to go abroad at a young age because she knew there would be more opportunities for her outside of Italy, a country in which youth struggle to succeed. However, she still views her native country in a positive and hopeful light and Bergamo as her home. In an interview with the local paper L’Eco di Bergamo, she stated: “I only tried to make my aspirations come true elsewhere because in my country the steps would have been undoubtedly slower. But I don’t rule out that one day I could put to use in Italy what I’ve learned outside. Even if I lived abroad for 10 years already, Italy is still part of daily life; I always read Italian newspapers”.

Clearly fond of her compatriots, Ferrazzi is proud that the new Islamic art wing of the Louvre is being built by Italian architect Mario Bellini, that this coming March the museum will host a special exhibition dedicated to Leonardo Da Vinci, La Sainte Anne, l’ultime chef-d’œuvre de Léonard de Vinc, and that next year, in 2013, they have aready planned a special event dedicated to Michelangelo Pistoletto.

Many of her colleagues are of Italian origins as well, including Salvatore Settis, the President of the Scientific Committee; Antonio Fabro, in charge of the ticket offices; Federica Mancini, from the Graphic Arts Department; Daniela Miccolis, from Supervision; and lastly, Monica Preti, the Auditorium (Art History and Museography) programming manager.

 

Sole24Ore. 2012-03-15. È italiana, giovane (e ben pagata) il numero tre del Louvre

A soli 34 anni, Claudia Ferrazzi, italiana, di Bergamo, è arrivata al top management di uno dei musei più importanti del mondo. Una donna giovane che lavora nel trio dirigenziale del Louvre, al fianco del presidente-direttore Henri Loyrette, 59 anni, storico dell’arte ed esperto di pittura italiana, e dell’amministratore generale, Hervé Barbaret, 46 anni. Poi c’è lei, il numero tre per importanza, con il grado di vice amministratore generale, o meglio, administrateur général adjoint.

Da Bergamo a Parigi, la distanza può essere brevissima. La domanda sorge spontanea: come ha fatto? «Vede, in Italia c’è un problema fondamentale per i giovani: non esiste un meccanismo di selezione – spiega Claudia Ferrazzi -. In Francia, invece, esiste un sistema scolastico che seleziona davvero, permettendo anche a un giovane di arrivare a ruoli di vertice. Io ad esempio ho fatto l’École nationale d’administration, Scuola nazionale di amministrazione, un istituto di formazione dell’alta funzione pubblica francese. Dopo questo biennio, anche se hai solo 25 o 30 anni, puoi aspirare subito a un posto di quadro superiore».

Un ruolo di vertice che tra l’altro, nel sistema della cultura francese, ha un riconoscimento anche economico ben superiore a quello che riceverebbe in Italia. Tanto per avere un idea, se il direttore degli Uffizi percepisce un salario inferiore ai duemila euro mensili, al Louvre la situazione è ben diversa. Infatti la somma delle dieci remunerazioni più alte del museo francese è pari a quasi un milione di euro l’anno (per l’esattezza 980.645 euro): e basta fare due semplici operazioni aritmetiche per arrivare a una media mensile di oltre 7mila euro. Nette. Un dirigente di un’istituzione culturale, insomma, guadagna – al netto delle tasse – almeno quattro volte tanto il suo collega italiano.

La storia di Claudia Ferrazzi è emblematica. «Io sono laureata in Italia in Scienze politiche, indirizzo relazioni pubbliche – racconta – e poi ho fatto un master a Bruxelles. Però mi sono subito resa conto che il titolo di studio non era un punto di arrivo, come molti miei coetanei italiani allora pensavano». «Così mi sono messa a cercare una scuola più orizzontale: all’epoca l’École nationale d’administration era sia a Parigi che a Strasburgo. Io a Parigi avevo già fatto l’Erasmus, parlavo un po’ di francese… È andata così».

In Francia, dunque, la selezione si fa attraverso scuole applicative di alto livello. E la formazione svolge il ruolo di “ascensore sociale”, «permettendo ai giovani di arrivare anche a posizioni dove si arriva attraverso concorsi interni, per anzianità». «certo, anche per i giovani francesi è difficile fare carriera, però almeno ci sono le possibilità di fare questi “salti”, attraverso il sistema formativo-educativo». Cosa che da noi, in Italia, purtroppo, non esiste.

 

Sole24Ore. 2012-03-17. Chiara, scartata a Milano e leader a Pasadena.

Chiara Daraio ha 34 anni e fa la professoressa di Aeronautica e fisica applicata al Caltech di Pasadena, il piccolo California Institute of Technology laddove – fra le fila dei suoi laureati e dei suoi accademici – in trentuno hanno vinto il premio Nobel. Perdipiù, il Caltech ospita il Daraio Group, con 22 persone che ci lavorano a tempo pieno, e locali, risorse e strumenti a disposizione. «Però non tutti sono pagati dal Caltech – rimarca la giovane ricercatrice, raggiunta nel suo laboratorio via Skype – perché riceviamo anche fondi federali e da parte di aziende interessate al nostro lavoro».

Da Pasadena alle Marche, dove Chiara Daraio si è laureata nel 2001, ci sono 10mila chilometri esatti. Ma la sua vita professionale è lontana anni luce, dal destino che l’attendeva. Ad esempio se non avesse assaggiato «quel senso di libertà nella ricerca, ma anche la ricchezza delle risorse» dell’Università della California a San Diego, dove ha fatto il dottorato. Oppure se le due domande che aveva inoltrato per due diversi posti al Politecnico di Milano, non fossero state «scartate per un vizio di forma». Pare fossero state spedite in una busta sola, invece che due.

Chiara Daraio e il suo team stanno sperimentando la creazione di nuovi materiali con precise proprietà acustiche. «In campo biomedicale – spiega lei stessa – il nostro lavoro potrà servire a migliorare le immagini ultrasoniche. O in campo aeronautico, a creare sensori non lineari per osservare le proprietà delle strutture, e prevenire le fratture».

La professoressa Daraio aveva presentato dieci domande a nove università, in quattro paesi. «Il Caltech mi ha risposto dopo due mesi. Ho fatto il colloquio e dopo tre settimane abbiamo trattato sullo stipendio, sulle strutture a disposizione, sul budget». A quanto ammonta? «Nelle università americane c’è grande competizione: mi spiace, non posso rivelarlo», risponde con un sorriso gentile. «È facile dare fondi a un professore famoso. In America hanno il coraggio e la saggezza di scommettere sui giovani». La lezione di questa storia è tutta qui.

 gsm

 

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  • Dan

    Italia, paese di merda

    Non si può, assolutamente…

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Dan,
      Bentornato sul blog!
      Anche se il termine non sarebbe di quelli usabili in questa sede, mi sembra che renda bene l’idea.
      Qui, per star dietro alle ubbie di relativamente poche persone, che voglio conservare a tutti i costi i loro ingiusti privilegi, che hanno peraltro usato malissimo, ci stiamo andando di mezzo tutti.
      Le farei una domanda.
      Caifa disse profetando: «la morte di uno può salvare tutti».
      E’ d’accordo?
      Buona serata!
      gsm

      • Dan

         Fosse solo uno…

        • otellogirardi

          ha ha ha……colorito ed efficace

          • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

            Se era per me, grazie!
            Buona giornata.
            ciao
            bepi

      • Dan

         Guardi, a volte penso, fantastico su quello che avrebbe potuto essere l’italia in passato come nel presente (per non parlare del futuro) se solo avesse avuto, se solo ci fosse stata la decenza (mi limito perchè parlare di onestà intellettuale sarebbe veramente troppo) di riconoscere le capacità, i meriti e portarli avanti.
        Colombo è andato alla corte di Spagna, prima che per la migliore posizione geografica, perchè stufo di essere preso per il culo dai suoi simili.
        Leonardo, un genio, veniva cagato solo per i suoi dipinti: noi sbaviamo dietro i suoi disegni, le sue intuizioni, le sue invenzioni ma a quel tempo l’unica cosa che contava era dipingere un gesù o la moglie/amante del mercante di turno, fare il compitino per portare il pane a tavola insomma e la storia attuale non è cambiata di una virgola.
        Fermi ci possono raccontare quello che vogliono che se n’è andato dall’italia a continuare i suoi studi sulla tecnologia più potente e distruttiva di tutti i tempi perchè perseguitato dal regime fascista, ma sono sicuro che prima delle discriminazioni razziali ci saranno state quelle alla sua intelligenza: “non mi avete voluto ? Ed il reattore a fissione lo andiamo a fare dagli yankee”.
        S’immagini un’italia che si fosse conservata e coccolata questi tre, dico solo questi tre, individui ?
        L’america sarebbe stata non anglo-spagnola con immigrati italo-irlandesi ma italiana con immigrati tutti gli altri (tralasciamo il fatto che sono tutti degli immigrati, mi riferisco alle distinzioni che venivano accentuate in film come gangs of new york che di fatto si sono incancrenite nella società).
        L’italia medioevale non sarebbe stata un terreno di caccia per potenze straniere che letteralmente venivano a risolvere le loro questioni da noi, bloccata nella morsa di un papato preoccupato di tutto meno che della fede a cominciare dal controllo dell’ignoranza popolare.
        Un’italia atomica avrebbe avuto negli ultimi 80 anni un peso politico ed economico di ben altre proporzioni: non sarebbero stati gli italiani a sognare l’america ma gli americani l’italia e non per venire a fare le foto a Capri.
        Dal momento che nella mia attuale situazione ho tanto tempo da perdere (eh sì sono un fottuto bamboccione, star così è una mia scelta) mi sono fatto una certa cultura con i telefilm di fantascienza ed a vedere che il futuro ci potrebbe riservare navi spaziali e frontiere assolutamente inimmaginabili mi da una rabbia pensare che se un giorno qualcuno inventerà un motore antigravità o i fantomatici motori warp di star trek, quel qualcuno sarà sicuramente un italiano !
        Un italiano scappato all’estero ovviamente. Usa, Cina, anche Burundi… qualsiasi posto perchè altrove sanno che qui c’è il seme della genialità ed a differenza dei nostri nani intellettuali e morali, non se la giocano la possibilità di accoglierli. Li vogliono, li cercano e poi li sostengono perchè sanno che una ricerca, una scoperta, un’invenzione ben piazzata può cambiare il modo di vivere il futuro prima per se e poi per gli altri.
        Solo da noi, dove tra l’altro sono state fondate le prime università della storia, si è arrivati a trasformare certi luoghi in ripostigli, riservati ad idioti con le scope in culo ma pur sempre un amico al quale attaccarsi.

  • Teo Nizzi

    Caro Bepi, buonasera. Le coincidenze sono sempre sorprendenti. L’intenzione era farti una mail a rigurdo, ma con l’articolo anticipasti quello che volevo esprimere. Stasera, sul canale rai delle fictions mandarono in onda la fiction su Giuseppe Moscati, fatto poi Santo da papa Giovanni Paolo II……non ti dico le lacrime……….un Medico che si dedica anima e corpo agli ultimi della società napoletana. L’amico arrivista che di fronte ad un Uomo, al funerale del professor Giuseppe, ritrova dignità, coraggio, umanità e un figlio……..Questo dimostra che nella storia italiana, ma penso un pò anche universale, l’umile talento fà poca carriera , appunto perchè capisce che il proprio talente lo deve dimostrare giorno per giorno, in prima linea……Coloro che invece sono inclini anche agli inciuci, all’accontentare per avere un ritorno, fanno meglio carriera, almeno in Italia sembra essere così………sin dai primi del 900.  Concordi?

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Carissimo Teo,
      Bentornato!
      Convengo, la figura di san Giuseppe Moscati, anche al di là del suo intrinseco aspetto religioso, é mitica: un chiaro esempio di etica professionale ed umana degna della massima attenzione e rispetto.
      L’università italiana é rovinata da due norme: il posto a ruolo e le procedure concorsuali.
      Il posto a ruolo svincola chié in organico da ogni valutazione oggettiva del suo operato. E’ l’ideale terreno du cultura per chi scambia il posto di professore universitario per un prepensionamento molto ben pagato.
      Ne consegue che le commissioni concorsuali, formate proprio da gente di tale fatta, vede con sospetto ed astio il meritevole e capace: sceglierà sempre ed invariabilmente il “fedele”, e quasi invariabilmente i “fedeli” non eccelgono per nulla.
      Se il caso INFN fosse successo in Germania, avrebbero subito riaperto un lager e ce li avrebbero cacciati tutti dentro. In Cina, li avrebbero semplicemente fucilati. Negli Stati Uniti, adesso farebbero i barboni.
      Da noi nulla: non si sono nemmeno degnati di chiedere scusa per l’immane bufala, e, soprattutto, per aver sbandierto alla stampa quotidiana prima che all’ambiente scientifico un risultato di tall fatta.
      Hanno a buon diritto sotituito Berlusconi nella salacie.
      Dai, oggi è domenica, cerchiamo di rilassarci. Domani ci attende un’altra settimana di durolavoro.
      Grazie del commento!
      Buona giornata.
      bepi

  • otellogirardi

    per quello che mi riguarda all’università c’era uno che insegnava ragioneria applicata 2, mi è toccato a me spiegare ad un gruppo di studienti cosa parlava l’uomo. a distanza di tempo ancora mi convinco che avrei insegnato meglio io.

    essere umili non serve a niente nell’ambito lavorativo perchè viene presa per insicurezza, l’importante è l’immagine e non la sostanza.

    io e mela conosciamo uno a cui i francesi pur che rimanga a parigi gli aprono i ponti d’oro.

    l’italia è piena di menti brillanti distrutta dalla sua struttura ancorata al medioevo……vorrei esprimermi in altra maniera ma dentro il blog di mela mi contengo.

    • Dan

       In proporzione l’italia medievale era molto più viva dell’attuale

      • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

        Confermo e sottoscrivo pienamente.
        E’ verissimo ciò che dice.
        Buona domenica!
        gsm

      • Lila

        Su queso non ci piove, questa è l’ italia dei Martone, e piu che il merito conta la spalla sulla spalla…Comunque l’italia non puo’ cambiare, sono i giovani a dovere partire da questa penisola, senza se, senza ma, e senza alcun rimpianto.

        • Dan

           No, noi non dobbiamo partire. Noi dobbiamo rovesciare, incendiare e demolire pezzo per pezzo questo immane schifo.
          Sto sentendo adesso Report e veramente non capisco perchè la gente non scende in piazza spontaneamente, senza aspettare leader e ducetti vari e non parte armata ed incazzata verso Roma a fare un disastro.
          Non riesco a capire.
          C’è gente che prende 180 milioni di lire di pensione al mese (non riesco neanche a capacitarmi come si possono spendere tutti sti soldi in 30 giorni a meno di non passare le proprie giornate da Christie’s) ed altri che prima hanno perso il lavoro e dopo si dono visti allontanare la dovuta e strapagata pensione.
          Come si fa ?
          Boh…basta… vedevo stanotte il film sui Romanov e c’era Lenin che scendeva dal treno a San Pietroburgo. La prima cosa che ha detto è stata “Rivoluzione” e sappiamo tutti com’è finita.
          Come si chiamerà il nostro di Lenin ? Mario ? Bepi ? O siamo così coglioni che dovremo aspettare che si muova per noi un Ahmed ?

          • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

            Bepi non credo proprio.
            E’ un nome veneto, che hanno i miti.
            Buona notte!gsm

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Otello,
      Grazie del commento! E’ un onore averTi con noi.
      Grazie di non aver usato tutta la terminologia che ciascuno di noi avrebbe voluto usare, che non usiamo qui per pubblica decenza e decoro: a me è rimasto molto difficile, e presumo che lo sia stato anche per Te.
      Essere umili significa saper riconoscere la verità del proprio stato. Così, quando Einstein disse che aveva fatto una scoperta epocale, aveva perfettamente ragione. Diceva la pura e semplice verità. Che poi si usi questo aggettivo in modo improprio, credo sia sotto gli occhi di tutti.
      E’ vero, anche se triste. Sembrerebbe proprio che di tutta l’età medievale, che aveva valori ben diversi e degni del massimo rispetto, l’Italia abbia ereditato e pratichi solo un rapporto feudatario-infeudato, e per di più denaturato al punto tale che il bacio di suggello diventa quello mafioso. E’ un sistema irredimibile. Non credo sia più cambiabile dall’interno.
      Ho sempre spinto i miei allievi migliori ad emigrare, e tutti hanno fatto carriere davvero di alta, alcuni di altissima, qualità. E’ sommamente triste, ma é una realtà della quale dobbiamo prendere atto.
      Non voglio fare generalizzazione alcuna alle persone che lavorano in Università: ne conosco molte di grande valore e chiara onestà. E’ il sistema di cooptazione nel corpo docente che é osceno: l’eccellenza ed il merito sono visti con bieco sospetto, avversati con metodo rigoroso,rifuggiti con la massima forza. Ed i risultati si vedono.
      Ho letto molte pubblicazione della prof. Chiara Darraio. Sono sinfonia di intelligenza pura applicata: la fantasia creativa di quella Signora é strabiliante. Per i non addetti ai lavori, il Caltech é forse un nome che dice ben poco. E’ stata la fucina culturale di ben 31 Premi Nobel. Chi vi entra, é un potenziale Nobel: e non mi stupirei che per le sue scoperte la Darraio la vedremo un giorno su quel famoso podio. Fa ben il paio con il Museo del Louvre. Se quel museo avesse appeso ogni tela, nessuno più ci andrebbe.
      Ecco perché, a mio parere, il sistema é irrimediabilmente morto, non cambiabile.
      Grazie del commento e della cortesia che mi hai usato.
      Buona domenica!
      bepi

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1608828493 Mauro Gargaglione

    Caro Professore,
    manco a farlo apposta!Appena prima che il suo pezzo andasse on line, càpito, bighellonando in rete, qua
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/scuola-giorno-dibattiti-diretta-streaming-fatto/199839/ «Dopo L’Urlo Collettivo di genitori e insegnanti per una nuova “primavera della scuola”, al via, a Bologna, la seconda giornata di mobilitazione in difesa dell’istruzione pubblica. “Un confronto per tentare di tracciare linee guida, che possano rappresentare il nucleo essenziale di proposte contro il progressivo smantellamento dell’università pubblica italiana”».C’è poco da fare, Claudia Ferrazzi e Chiara Daraio l’Italia non le vuole. E non le avrà.Allora chi, al loro posto?« … la due giorni […] è stata messa in piedi da diverse associazioni e comitati che ruotano intorno al mondo dell’istruzione. Tra i quali l’Assemblea genitori e insegnanti delle scuole bolognesi e della provincia, il Comitato insegnanti precari, il Collettivo bolognese Docenti preoccupati (sic!) e il Coordinamento nazionale dei professori associati. A questa lista va poi aggiunta quella ancora più lunga delle adesioni, eccellenti e non. Sono almeno 80 quelle collettive di associazioni o gruppi, e 1500 quelle individuali, tra le quali quella del filosofo Gianni
    Vattimo, degli attori Paolo
    Villaggio, Ascanio
    Celestini, Ivano
    Marescotti e Diego
    Abatantuono, del vignettista Vauro, dei cantautori
    Francesco Guccini ed Edoardo
    Bennato.»

    Vabbè, mi rileggo ‘I misfatti dell’istruzione pubblica’ di Denis de Rougemont finchè non è ancora fuorilegge. Buone cose a tutti

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Vede, caro Sig. Gargaglione,
      In realtà il problema non é la natura giuridica del proprietario dell’Università – pubblico o privato.
      I problemi sono di chi e come la gestisce.
      In Italia assistiamo all’assurdo che per entrare nel novero del corpo docente devi essere cooptato, avendo le commissioni la massima libertà decisionale: basta essere italiani maggiorenni. Quindi, detto copro docente governa l’Università, come se il proprietario non esistesse. La gestisce come “cosa nostra”.
      Fino a tanto che non si romperà questo meccanismo perverso, nulla potrà mai cambiare.
      Provi un po’ ad entrare nell’École nationale d’administration. Intanto, già nella fase di valutazione delle domande di ammissione é praticata una severa selezione. Tra gli ammessi alla valutazione avviene quindi un’ulteriore selezione strettamente meritocratica. Quindi il ciclo di studi è tutto fuorché lasso, un buon numero non riesce a terminare.
      E’ del tutto naturale che chi esce da tale scuola ha un titolo cui corrisponde un intrinseco contenuto di altissimo livello.
      Stessa cosa possiamo dirla per il Caltech, ma anche per ogni Università degna di quel nome.
      Qui da noi é semplicemente l’opposto. Un diploma di laurea non lo si nega a nessuno, ma é un diploma di per sé senza valore, perché inflazionato. Ciò non toglie che quegli studenti che non si accontentano della misera mediocrità si ritrovino un’ottima preparazione. Il fatto è che se la sono fatta da soli, a dispetto del sistema livellatore.
      Non voglio generalizzare, ma se il nostro corpo docente universitario fosse messo sul libero mercato certamente qualcuno sarebbe subito assunto dall’Università di Princeton, ma la massa si ridurrebbe a raccogliere i pomodori, sempre che poi trovi qualcuno che si fidi di loro a tal punto da affidar loro cotanto compito.
      Questa realtà è il vero motivo per cui inneggiano il motto “pubblico è bello!”.
      Vede, da questo punto di vista la depressione che ci coinvolgerà avrà almeno il risultato di spazzare via questa classe dirigente che non solo é improduttiva, ma che ostacola in ogni modo ogni sia pur minima forma di meritocrazia.
       
      Un’ultima considerazione, ma non certo l’ultima per importanza.
      Non ha rilevanza che molti laureati italiani fuggano all’estero per sopravvivere e fare fortuna: si per sé ciò potrebbe anche essere titolo di merito. Il vero problema é che nessuna mente ragionante estera ne vuole proprio sapere di venire in Italia. Al massimo, abbiamo accolto qualche transfuga politico, sempre che fosse “ben orientato”.
      Le auguro buona domenica!
      gsm

      • http://www.facebook.com/profile.php?id=1608828493 Mauro Gargaglione

        Lei dice, Professore, che il problema non è nella natura giuridica pubblico/privato.

        Non ne sono molto convinto. Quel po’ di valore che hanno le università pubbliche esiste dove c’è un sistema misto. Dove, cioè, il pubblico è costretto a un po’ di competizione coi privati.

        Possiamo metterla anche dal punto di vista fiscale, se esistesse un tetto ai quattrini (del contribuente) che lo stato può conferire all’università pubblica, essa non potrebbe sopravvivere a lungo. Dovrebbe progressivamente annacquarsi e cercare fondi privati, in pratica sarebbe costretta a de-satatalizzarsi sempre di più.

        Al contrario, oggi, questo tetto non esiste, con l’effetto che, avendo lo stato amplissima possibilità di agire sulla manopola del prelievo fiscale, l’enorme quantità di risorse che vengono allocate all’istruzione pubblica genera ‘necessariamente’ quei meccanismi perversi a cui lei accennava.

        In altri termini, non è una ‘disdetta’ che esista il baronaggio e la cooptazione, è una conseguenza assolutamente logica e quindi inemendabile.

        Probabilmente mi giudicherà un liberista ‘talebano’ e infatti lo sono!
        Non c’è NESSUNA ragione logica e funzionale per cui l’istruzione debba essere trattata diversamente dagli altri settori economici. La ragione della scuola pubblica in realtà esiste eccome! Oltre alla funzione di ammaestrare generazioni di buoni e tranquilli contribuenti e perpetuare lo statalismo dei popoli (ma qui usciamo dal seminato), l’università di stato ha, come obiettivo, esattamente i ‘meccanismi perversi’ che lei ha correttamente descritto.

      • Dan

         “ma la massa si ridurrebbe a
        raccogliere i pomodori, sempre che poi trovi qualcuno che si fidi di
        loro a tal punto da affidar loro cotanto compito.”

        Mia nonna, che trascorse l’adolescenza sotto il Furher, mi raccontava che ai tempi del baffetto tutti gli studenti ed i professori dovevano lavorare in campagna durante l’estate e che il suo professore di agraria finiva rincorso dal contadino perchè tentava di mungere il toro, quindi spedito a spalare letame in quanto indegno di una responsabilità maggiore.
        Non ho mai capito se lo diceva per scherzare (la parte del toro almeno) o se era seria ma effettivamente nei nostri diplomifici è pieno di gente che si merita di finire così a cominciare dagli accademici di professione.

        • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

          La reputo maledettamente vera.
          Sua Nonna era fonte affidabile, anche se ne ho viste di peggio.
          Buondì!
          gsm

    • Dan

       “Collettivo bolognese Docenti preoccupati”

      Esiste veramente un’associazione che si chiama così ? Con il “preoccupati” al fondo ? Ma dove siamo ? Sulle pagine di Topolino ?

      • http://www.facebook.com/profile.php?id=1608828493 Mauro Gargaglione
        • Dan

          Assurdo ed io che scherzavo quando dicevo di voler fondare l’associazione per il panda con il cagozzo…

  • massuno

    l’ univeristà italiana, parlo della realtà che conosco, medicina è stata disastrata dalla permanenza a vita di brontosauri emarginati dalle fazioni vincenti, dalla sanatoria ope legis di contrattisti e medici interni  e dai posti assegnati per meriti politici. conosco colleghi che dopo avere lavorato per anni presso fior fior di istituti di usa e europa tornati in italia pensando di far valere il proprio merito, sono stati invitati a ritornare al luogo di provenienza, o si sono dovuti accontentare di sedi meno pretigiose nel bel paese
    ma di sicuro questo vale solo per medicina, professor Mela, cosa dice, non ha visto che giovanissimo  professore ordinario fa parte del nostro governo? e poi dicono che i giovani talenti non trovano riconoscimenti da noi!
    una buona serata  a Tutti  e a Lei in particolare 

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Sig. Massuno,
      Anche alle maglie strettissime del nostro sistema universitario ogni tanto scappa di far passare una persona non adeguatamente segnalata con premuroso affetto da un uomo d’onore.
      Questo capita solitamente quando in commissione ci sono due fazioni di eguale potenza: nessuna delle due può imporre il proprio candidato, ma mai accetterebbe di far passare quello dell’altro. Evenienza molto, molto rara.
      Se però ci pensiamo bene, le nostre due ragazze sono state fortunate. Se non fossero state eliminate adesso non sarebbero al Louvre ed al Caltech.
      Infatti la Conferenza dei Rettori ben afferma che questo comportamento concorre a rivitalizzare le Università straniere con gli ingegni nostrani. Insomma, é una pura e semplice opera caritativa, che li farà finire la carriera sugli altari.
      Buona serata!
      gsm

  • ambrogio

    ma se una è così brava
    per quel motivo cerca in tutti i modi di tornare nell’università italiana

    come se shumacker
    cercasse di correre per un team che la domenica fa corse in salita in basilicata
    invece che rimanere in formula 1

    le cose sono due

    1) o queste persone hanno capito che in america è facile emergere se sei brava ma al tempo stesso è facile essere cacciata dopo 4 mesi se non raggiungi gli obiettivi, e di bravi in america ce ne sono tanti quindi “sparisci” in mezzo a tanti bravi e competitivi

    2) oppure essendo brava ha cercato di abbellire il suo curriculum all’estero nella speranza di capitalizzarlo in italia perché il vero scopo non è emergere all’estero ma tornare in italia e subentrare in qualche baronato universitario in italia

    e quindi in entrambi i casi siamo di fronte a chi parla bene ma non vede l’ora di diventare barone in italia

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Guardi, amico mio,
      che sbaglia e credo proprio di grosso.
      Dalle voci sembrerebbe che forse potrebbe andare all’OIST.
      Di tornare in Italia non se lo sogna proprio.
      I concorsi li fece ben prima di entrare al Caltech.
      Perché prima di scrivere non si é letto la sua biografia ufficiale?
      Eppure il link era stato messo.
      Buona serata!
      gsm

      • ambrogio

        carissimo professore

        1) di storie strappalacrime di geni costretti ad emigrare in paesi migliori come gli stati uniti ne abbiamo sentite a iosa

        2) di storie strappalacrime di professori italiani che usano queste storie per promettere che se “loro saranno eletti” cambieranno l’università italiana con meritocrazia e concorrenza ne abbiamo sentite a iosa

        3) nulla è mai successo

        4) perché?

        5) perché quando un rivoluzionario con in testa meritocrazia, libertà e concorrenza si mette al posto del barone precedente non fa altro che capire che è meglio godersi i privilegi e fregarsene delle belle idee con cui ha vinto le elezioni

        in america è tutto privato e tutti si fanno concorrenza per essere i primi
        in italia è esattamente il contrario

        abolite il valore legale, date ai privati la libertà di operare su tutti i settori nessuno escluso (senza eliminare un 10% di pubblico per chi è veramente povero) e capirete cosa è la concorrenza

        in caso cotnrario tenetevi le storie strappalacrime a cui non crede più nessuno

        • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

          Ma caro amico mio,
          Non glielo avrà prescritto il medico di leggere i miei post.
          Se ne astenga: vivrà più sereno

          • john doe

            professore ci racconti qualche altra storia strappalacrime che ci piacciono tanto

  • Cell11

    Dall’Ermeneutica del Prof, emerge l’ elogio al fankazzista del Posto Statale…!

    bravo ambrogio.

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Resta con noi Cell11!
      Gli umoristi di Rischio Calcolato.

  • ExProf

    Ho insegnato all’università USa per alcuni anni, poi sono tornato in Italia (non all’università) perchè vivere in Italia è tutta un’altra cosa, nonostante tutto. Ma la cosa che ho verificato negli USA è la loro necessità di ricevere gli europei, e gli italiani in particolare per la capacità culturale all’invenzione; altre culture non hanno questa capacità, l’innovazione e l’organizzazione sono le loro caratteristiche (non parlo degli asiatici perchè non troverebbero un elefante in una stanza 4×4).
    Da qui la necessità di rendere l’università italiana ostile ai talenti, e la volontà politica di chiudere la ricerca italiana (spesso depauperata). Anche le ricerche sviluppate in ITalia vengono sistematicamente affossate e rubate dalle grandi università americane (potrei farvi i nomi dei ricercatori), sia ingaggiando i ricercatori titolari, sia rubadogli le idee, brevettate negli USA.
    Insomma tutto quello che si vede non viene risolto, perchè non c’è la volontà politica, fortemente influenzata dall’estero…

    • http://www.rischiocalcolato.it/ Giuseppe Sandro Mela

      Caro Collega,
      Lei tratta un tema reale e scottante.
      E’ vero, ci sono accordi internazionali per cui l’Italia alcune cose le può fare ed altre no.
      Ci sono interferenze straniere, che spesso finanziano oppure aiutano alcune posizioni e ne ostacolano altre.
      Non è però un tema trattabile in questa sede, come Lei ben comprenderà. Forse su RC+, dato che l’accesso a quel post é contingentato e sappiamo esattamente con chi stiamo parlando.
      L’aver favorito l’immigrazione dei cervelli è stata carta vincente degli Stati Uniti.
      Adesso è il turno dei Paesi asiatici: é incredibile quanti europei stiano emigrando nel  sud-est asiatico.
      Chi abbia visto cosa sia l’Oist oppure l’Università di Phoang se ne rende perfettamente conto.
      Grazie per l’acuta osservazione.
      Buona settimana!
      gsm

  • john doe

    professore mela
    ci spieghi perché non si abolisce il valore legale del titolo di studio
    così ci facciamo 3 ore di risate mentre cerca di arrampicarsi sugli specchi!!!!!!

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