Salari: Una Luce Fioca in Fondo ad un Lungo Tunnel

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SALARI+UNA+LUCE+FIOCA+IN+FONDO+AD+UN+LUNGO+TUNNEL Salari: Una Luce Fioca in Fondo ad un Lungo TunnelContinuiamo il nostro viaggio. Oltre all’inflazione, come risultato delle politiche monetarie espansive, un altro problema pressante di questi tempi è la disoccupazione. Il seguente articolo, nonostante sia principalmente rivolto agli USA, inquadra in realtà una situazione significativamente mondiale. La concomitanza di due “grandi forze” che invadono impunentemente l’ambito economico e giuridico della vita di ogni giorni, stanno creando una spirale di distorsioni e confusione la quale impedisce un risanamento genuino dei mercati allo sfascio. Immaginate queste due “grandi forze” come due omuncoli rinchiusi in una stanza, illuminata a scatti da una lampadina intermittente. Ogni tot. di tempo si crea un buco nelle mura della stanza che fa entrare acqua. I due sono costretti a delle capriole da Cirque du Soleil per tappare le falle. Non possono chiudere l’acqua, morirebbero di sete; quindi, a costo di morire affogati, tentano in tutti i modi di tappare i buchi. Sono in trappola. Ma l’acqua, come ogni inquilino del piano di sotto sà, se lasciata scorrere indisturbata rovina anche gli altri appartamenti, facendo marcire l’intero stabile.
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di Gary North

MarketWatch ha pubblicato un articolo sulla mancanza di ottimismo nel mercato del lavoro Americano. Non ha presentato alcuna analisi sul perché il mercato è in cattive acque, ma ha chiarito che non è probabile che guarisca presto.

L’articolo si concentra sul mercato del lavoro sin dal 2008. E’ incluso un grafico sui salari sin dal 1980. Ha tre categorie: laureati, diplomati, e totale. Il grafico rivela che non vi è stato un miglioramento per un decennio. La linea piatta dei salari è iniziata un decennio fà, non nel 2008.

Conclusione: le cose sono molto peggiori di quelle riportate nell’articolo. Questa linea piatta non è semplicemente una conseguenza della recessione del 2008-9. Si tratta di una condizione di lungo termine.

Gli stipendi dei lavoratori non sono cambiati molto. Il numero dei lavoratori occupati sì. Oggi ci sono sei milioni di persone occupate in meno rispetto al 2007.

E la cosa diventa ancora più curiosa. Il maggior numero di posti di lavoro persi è stato principalmente negli stipendi della fascia centrale. La prima fase di recupero ha visto un incremento nell’occupazione dei lavoratori a basso salario.

In un libero mercato, le risorse disoccupate sono una grande opportunità. Sono come banconote da un dollaro che galleggiano lungo il canale di scolo. Perché le persone non raccolgono le banconote? Sono cieche?

Per caso gli imprenditori sono ciechi di fronte alle opportunità? Comprano a poco e vendono a molto. I critici del capitalismo si lamentano dell’avidità dei capitalisti. Con questo, vogliono dire “comprare a poco, vendere a molto mediante lo sfruttamento.” Ma lasciare che una preziosa risorsa galleggi lungo il canale di scolo non è sfruttamento. O è ignoranza, oppure consapevolezza dei costi nascosti.

COSTI NASCOSTI

Perché i salari non scendono in generale? Ci sono 13 milioni di disoccupati negli Stati Uniti, più ulteriori 8 milioni di lavoratori part time perché hanno perso i loro posti a tempo pieno, più 3 milioni di persone che non hanno cercato lavoro nelle quattro settimane precedenti, ma volevano lavorare. Questo è un numero enorme di persone che non è in grado di ottenere posti a tempo pieno. Per queste persone, questo mercato del lavoro è un disastro.

Perché le aziende non li assumono?

Semplice: costano troppo. Non sono banconote da un dollaro che galleggiano lungo il canale di scolo. Sono passività.

Ad un certo prezzo, dice l’economista, ci saranno acquirenti di risorse scarse. Tra tutte le risorse, il lavoro è il più flessibile. Una macchina specializzata può essere utilizzata per tutto quello per cui è stata progettata o per smantellare i rottami metallici. Un essere umano può fare una grande varietà di compiti. Con una formazione, il numero di questi compiti cresce notevolmente. Così, tra tutte le risorse, quella meno probabile che rimanga inoccupata in un libero mercato è il lavoro.

C’è chiaramente qualcosa di fondamentalmente sbagliato nei mercati del lavoro di oggi. La disoccupazione è troppo alta. Questo è ciò che mise in discussione l’economia classica negli anni ’30. Sta ancora sollevando dubbi.

L’economia classica spiegò la ragione di una disoccupazione di lunga durata: le leggi statali che impedivano a prezzi e salari di scendere. I mercati non si ripulivano. Gli economisti della Scuola Austriaca hanno continuato a sottolineare questo aspetto dal 1930 ad oggi, ma c’erano pochi di loro nel 1930 e meno nel 1940.

Le grandi figure disertarono: Lionel Robbins, Gottfried Haberler, e Fritz Machlup. Conservarono le loro posizioni presso le prestigiose università che li avevano assunti. Nessun economista della Scuola Austriaca che accusava il governo per la Grande Depressione ha mai insegnato in una facoltà d’economia presso un’università Ivy League o in un’università di alto prestigio paragonabile. Hayek venne bandito dalla Facoltà di Economia dell’Università di Chicago. Fu assunto per insegnare in un oscuro reparto, la Commissione per il Pensiero Sociale.

Il libro di Murray Rothbard, America’s Great Depression (1963) ritornò su questo tema. Rothbard non fu in grado di ottenere un lavoro in un college che aveva un dipartimento di economia fino al 1984: l’Università del Nevada a Las Vegas. L’unico storico importante che era d’accordo con lui era Paul Johnson, il cui Modern Times (1983) si basava sul libro di Rothbard. Ma Johnson non aveva una posizione universitaria.

Ancora una volta, gli economisti dovrebbero chiedersi: Perché i salari non scendono?

Ci sono molte ragioni. Alcune sono interne all’azienda. Altre sono imposte dal governo

RESISTENZA ALL’INTERNO DELL’AZIENDA

Abbassare i salari in generale, abbassa il morale. Quando una compagnia inizia a tagliare i salari, si diffonde subito la voce che c’è una crisi. I dipendenti migliori iniziano la ricerca di soluzioni secondarie. Così, le aziende fanno del loro meglio per mantenere stabili i salari. Smettono di dare aumenti.

Potrebbero tagliare i salari di alcune persone. Ma poi l’invidia metterebbe radici. I perdenti si risentono dei vincitori. Sono tentati di sabotare il sistema. Trovano il modo di non-cooperare.

Alle aziende non piace licenziare la gente. Le persone licenziate attingono dalle indennità di disoccupazione assegnate dallo stato. Questo può aumentare i pagamenti mensili di una società nel fondo. Ci sono casi in cui le persone licenziate citano in giudizio il datore di lavoro, sostenendo una discriminazione di qualche tipo. Ciò diventa costoso: gli onorari degli avvocati. Licenziare le persone abbassa il morale tra coloro ancora impiegati. Girano voci sulle prospettive future della società.

Poi c’è il dolore abituale di licenziare vecchi colleghi. Nessuno vuole sobbarcarsi tale onere. C’è un film su questo aspetto: Tra le Nuvole. Le aziende assumono specialisti che arrivano e licenziano le persone. E’ più impersonale in questo modo. Ma costa assumere il decapitatore. Alle aziende non piace sprecare soldi.

Così, la tendenza di un’azienda è quella di mantenere stabili i salari, mantenere il numero di dipendenti stabili, e lasciare che il normale attrito prenda il sopravvento. Alcune persone se ne vanno. Non vengono sostituite. Ad altri nell’azienda viene chiesto di prendere in consegna ciò che facevano le persone andate via.

Si tratta di una riduzione funzionale dei salari. L’azienda richiede più lavoro per lo stesso salario. In circostanze normali, questo porta ad un maggiore attrito. Ma non in una recessione. I lavoratori sorridono e sopportano.

Il grafico sui salari indica che la strategia di logoramento è iniziata intorno al 2001. Le aziende hanno smesso di dare aumenti, ad eccezione di fare tutto il necessario per tenere il passo con l’inflazione nei prezzi. I lavoratori hanno sorriso e hanno sopportato.

Nel 1999, la forza lavoro in percentuale della popolazione degli Stati Uniti ha raggiunto il picco. E’ cresciuta costantemente sin dal 1970.

Si tratta di una rottura fondamentale nella storia recente degli Stati Uniti. Qualcosa è cambiato intorno al 2000 che ha portato le persone fuori dalla forza lavoro.

FINIRE IL LAVORO DI UN ALTRO

Alle imprese esistenti non piace ridurre i salari o licenziare le persone. Questo è il motivo per cui tendono a diventare meno competitive. Questa è una forma di stagnazione.

Storicamente, le imprese che assumono persone sono piccole imprese. Le piccole imprese rappresentano la maggior parte di tutta l’occupazione. Questa sintesi su Wikipedia è accurata.

Ci sono circa 154.4 milioni di persone impiegate negli Stati Uniti. Il governo è il più grande settore di lavoro con 22 milioni. Le piccole imprese sono il più grande datore di lavoro del paese e rappresentano il 53% dei lavoratori Statunitensi. La seconda quota di occupazione appartiene alle grandi imprese che impiegano il 38% della forza lavoro Statunitense. Il settore privato impiega il 91% degli Americani. Il governo rappresenta l’8% di tutti i lavoratori degli Stati Uniti. Oltre il 99% di tutte le organizzazioni che danno lavoro negli Stati Uniti sono le piccole imprese. I 30 milioni di piccole imprese negli USA sono accreditabili per il 64% dei nuovi posti di lavoro (quelli creati meno quelli persi). I lavori nelle piccole imprese rappresentano il 70% di quelli creati nell’ultimo decennio. La percentuale di Americani impiegata nelle piccole imprese rispetto alle grandi imprese è rimasta relativamente la stessa anno dopo anno mentre alcune piccole imprese sono diventate grandi aziende e poco più della metà delle piccole imprese è sopravvissuta più di 5 anni.

Ma anche questo non è sufficiente. La categoria “piccola impresa” è troppo ampia. Il fattore cruciale nella creazione di nuovi posti di lavoro sono le imprese start-up. Un rapporto della Corporation for Development Enterprise rileva quanto segue.

Dei 27.5 milioni di aziende negli Stati Uniti, il 99.9% sono definite come piccole imprese con meno di 500 impiegati.

9.8 milioni di lavoratori autonomi – quasi i due terzi di tutti i lavoratori autonomi – operano in imprese start-up: imprese non costituite in società con meno di cinque anni di vita, ancora in una fase di sviluppo e costituite da un solo dipendente, l’imprenditore stesso.

Senza le imprese start-up, non ci sarebbe una crescita netta di posti di lavoro nell’economia degli Stati Uniti. Le start-up nel loro primo anno di esistenza creano una media di 3 milioni di posti di lavoro all’anno. In media in un dato anno, il risultato delle start-up è circa un terzo del tasso annuo di creazione di posti di lavoro.

L’idea che le imprese crescano e creino più posti di lavoro con l’avanzare del tempo non è, nel complesso, supportata dai dati. Quasi tutta la creazione netta di posti di lavoro sin dal 1980 è avvenuta nelle piccole imprese start-up con meno di cinque anni.

Così, il luogo dove iniziare a cercare il cambiamento dopo il 1999 è l’impresa start-up. Qualcosa ha impedito loro di entrare nei mercati del lavoro per assumere i nuovi arrivati nei mercati del lavoro. Non stanno assumendo le persone che hanno perso il lavoro.

REGOLAMENTAZIONE ED ALLOCAZIONE ERRATA DEL CAPITALE

Il primo decennio del ventunesimo secolo ha visto accelerare il deficit federale a livelli mai visti prima. Ha avuto libero sfogo di nuovo dopo il 2007. Questo denaro non è finito alle imprese. E’ stato assorbito dalla burocrazia e dai beneficiari della generosità del governo.

La crescita del governo federale ha esteso il sistema nell’economia. I deficit hanno privato dei capitali il settore privato. L’onere recente dell’Obamacare ha aumentato l’incertezza per coloro che assumono lavoratori.

La riluttanza delle imprese ad assumere lavoratori dal 2007 è evidente. La ripresa è la più lenta della storia nella fase post-Seconda Guerra Mondiale. Ma il problema nei mercati del lavoro è molto più profondo della recessione. E’ iniziato nel 2000.

Se gli imprenditori temono la tassazione, la regolamentazione, il ciclo economico, la politica monetaria, e la concorrenza straniera, non saranno aggressivi. Non avvieranno nuovi progetti. Temono tutti questi fattori.

La bolla del 2001-7 ha portato all’allocazione di capitale nel settore immobiliare. Questa bolla è scoppiata, e nulla ha preso il suo posto.

Ma, di nuovo, questo cambiamento è iniziato nel 2000. La recessione del 2001 non durò a lungo, perché la Federal Reserve pompò denaro nell’economia. Le bolle rincominciarono. Ma la percentuale di persone nella forza lavoro diminuì.

Stiamo assistendo alla fine dell’esperimento Keynesiano. I primi dubbi vennero negli anni ’70. Dopo che gli Stati Uniti abbandonarono le ultime tracce del gold standard, l’inflazione della Federal Reserve produsse inflazione nei prezzi. La disoccupazione aumentò. Si presumeva che questo non dovesse succedere, secondo la teoria Keynesiana.

Ci sono volute politiche monetarie più ristrette dalla fine del 1979 fino all’inizio del 1982 per invertire l’inflazione nei prezzi. Ciò causò due recessioni. La FED invertì le sue politiche nel fine settimana in cui il Messico minacciò di andare in default e nazionalizzare le banche Americane in Messico: 13 Agosto 1982. Iniziò un boom del mercato azionario e proseguì fino al Marzo del 2000. Poi scoppiò. L’S&P 500 è oggi inferiore a quello che era nel 2000, e il potere d’acquisto del dollaro è diminuito del 30%. Ha avuto luogo qualcosa di fondamentale nel 2000 che pose fine sia alle prospettive del mercato azionario sia a quelle del lavoro.

La teoria economica Keynesiana non può fornire spiegazioni convincenti per questa battuta d’arresto in due parti. Il governo è cresciuto. La base monetaria è cresciuta. La regolamentazione è cresciuta. Le soluzioni da manuale al problema nei mercati del lavoro hanno cessato di funzionare.

I Keynesiani sono ora ridotti ad invocare la spiegazione tradizionale per quei responsabili politici le cui politiche hanno fallito: senza di loro, sarebbe stato peggio.

L’economia ha appena iniziato la sua ripresa dei posti di lavoro, e ci vorranno anni affinché le politiche dell’amministrazione attuale si manifestino a pieno impatto nel mercato del lavoro, in settori quali la sanità e le infrastrutture, ha detto Lawrence Katz, economista della Harvard University. Mentre i Repubblicani deridono il presidente Barack Obama, secondo Katz l’economia navigherebbe in acque peggiori se non ci fosse stato lo stimolo federale

“Probabilmente abbiamo diversi milioni di posti di lavoro in più oggi rispetto a quanto ne avremmo potuto avere”, ha detto Katz. “Data la direzione in cui stavano andando le cose, penso che le politiche dell’amministrazione hanno svolto un ruolo importante nel prevenire qualcosa che rassomigliava alla Grande Depressione. Non importa quanto male vadano le cose ora, non vanno tanto male quanto avrebbero potuto essere altrimenti.”

Ogni volta che sentite questa cosa, potete stare sicuri che il vecchio paradigma è sotto assedio. Il tempo delle domande è iniziato.

E’ chiaro che i laureati più giovani nel campo delle scienze sociali e umanistiche non possono più ottenere i tipi di lavori che erano disponibili fino al 2007. I manager intermedi che hanno perso il posto di lavoro sono bloccati fuori dai mercati. I vecchi punti di ingresso nel mondo del lavoro produttivo stanno portando il peso della concorrenza salariale.

Non vi è alcuna indicazione che tutto questo cambierà.

CONCLUSIONE

Non sta funzionando nulla. I deficit annuali sono pari a $1.3 biliardi. Non vi è alcun segno di distensione. Il mercato del lavoro è al palo. Le spiegazioni degli economisti dell’Establishment non sono più in grado di spiegare la persistenza dei problemi. I Keynesiani chiedono più governo. L’Europa sta entrando in recessione. Un’altra guerra si profila in Medio Oriente. Se il petrolio va a $150 o più dopo un attacco contro l’Iran, l’economia mondiale si dirigerà di nuovo in recessione.

L’Establishment ci ha messo in questo casino. Non è in grado di tirarci fuori.

Questo crea opportunità per spiegazioni rivali con soluzioni rivali.

La migliore spiegazione è quella di Adam Smith: troppo governo. La soluzione è il laissez faire.

Il problema è convincere gli elettori, metà dei quali sono destinatari di pagamenti pubblici.

[*] traduzione di Johnny Cloaca

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