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Submitted by Tyler Durden on
04/07/2012

Vi facciamo un riassuntino dell’ennesimo documento, questa volta della Carmel
Asset Management intitolato “The Pain in Spain”. Consigliamo ai nostri lettori spagnoli più naive e/o idealisti di rinfilare
la testa nella sabbia e di stare il più lontano possibile dalle 54 pagine del
rapporto, che prova al di là di ogni dubbio come non solo la Grecia è stato
solo un aperitivo ma anche come le cose in Europa prenderanno una piega sempre
peggiore, molto peggiore, man mano che l’uragano si sta spostando verso una
nuova zona, da qualche parte a sud dei Pirenei.
In definitiva ecco le cinque ragioni individuate dalla Carmel per cui le
cose sono molto peggio di quanto non si creda:
1. Il debito nazionale spagnolo è di un 50% più grande di quanto non si
scriva nei titoli dei giornali, in realtà è da qualche parte fra il 60% eil 90%
del PIL , contando anche i debiti regionali e gli altri.
2. il prezzo delle case in Spagna crollerà di un altro 35%. In Spagna si è
costruito una nuova casa per ogni persona che si aggiunta alla popolazione
durante le ultime due decadi.
3. La Spagna ha banche “zombie” con prestiti massicci a imprenditori e
proprietari di casa. Le banche non hanno ancora iniziato a realizzare le
perdite e sono vastamente sottocapitalizzate.
4. L’economia spagnola non si è stabilizzata e continuerà a deteriorare. La
Spagna ha il tasso di disoccupazione più altro del mondo sviluppato, uno dei
più grossi debiti complessivi e il mercato del lavoro meno competitivo
d’Europa.
5. L’UE non avrà la potenza di fuoco ne la volontà politica di salvare la
Spagna. I fondi di salvataggio pubblicizzati non sono in realtà ancora
disponibili.
Ed ecco i problemi che si manifesteranno nei prossimi 12 mesi:
1. Il vero debito complessivo della Spagna sorpasserà il 90%, il tipping
point identificato da Rogoff e Reinhart
2. Il prezzo degli immobili crollerà ulteriormente e più velocemente di
prima (le stime variano fra il – 15% e il – 35%)
3. Le banche sottostimano il numero dei default nei prestiti nel real
estate residenziale (le stime variano fra un 2,8% e un 11%)
4. L’atteso deprezzamento del settore immobiliare e i fallimenti di
restituzione dei prestiti causeranno un approfondimento della recessione spagnola
(con una contrazione addizionale del 2% sia per il 2012 che per il 2013)
5. La Spagna deve rifinanziare 186,1 miliardi di euro solo nel 2012
Risultato Finale: salita di CDS e/o caduta dei prezzi dei bond, se la
fiducia nel mercato dei CDS sovrani continuerà ad essere ai minimi grazie
all’ISDA e al suo quasi spararsi alla testa da sola (sulla questione fallimento
Greco e scattare del “credit event” o no e il conseguente pagamento dei CDS)

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