Che fine ha fatto l’Oro di Bankitalia?

Di Mauro Bottarelli , il - 24 commenti
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ScreenHunter 01 Feb. 09 21.13  Che fine ha fatto l’Oro di Bankitalia?Guest Post dal Sussidiario.net di Mauro Bottarelli

Passata bene la Pasqua, cari amici? Bene, ora vi faccio arrabbiare un po’ allora. Venerdì, infatti, Bankitalia ha diramato il suo bollettino mensile e le notizie in esso contenute fanno veramente tremare le vene ai polsi. Nuovo colpo di freno delle banche ai prestiti a famiglie e imprese, mentre tornano ad aumentare i depositi da parte dei correntisti e vola la raccolta bancaria sul mercato: a febbraio i prestiti hanno segnato un +1,3%, tasso minimo da almeno un anno e la raccolta un +0,5%, in positivo dopo quattro mesi di rosso (vuoi dire che l’obbligo di aprire un conto per poter ricevere la pensione ha inciso un pochino in favore degli istituti?). A febbraio è rallentato l’aumento dei prestiti ai privati: il tasso di crescita sui dodici mesi, corretto per tener conto delle cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è diminuito all’1,3% dall’1,7% di gennaio.

Nel rendere nota la notizia, Bankitalia spiega che il rallentamento è dovuto principalmente alla diminuzione del tasso di crescita dei prestiti alle società non finanziarie (0,9%o dall’1,4% di gennaio), mentre il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie flette in misura leggermente inferiore (2,7% dal 3,1%): e ti pareva! In compenso, salgono a febbraio i tassi di interesse sui mutui per l’acquisto di case erogati alle famiglie.

Lo rileva sempre Bankitalia, fonte non tacciabile di parzialità: «I tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui mutui per l’acquisto di abitazioni erogati nel mese di febbraio alle famiglie sono aumentati lievemente al 4,61% dal 4,55% del mese precedente, mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono aumentati al 10,10% dal 9,91% di gennaio. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono pari all’1,19% (1,16% a gennaio)». E ancora: «A febbraio, i tassi d’interesse sui nuovi prestiti erogati alle società non finanziarie sono diminuiti al 3,80% dal 4,06% di gennaio. La diminuzione è guidata dai tassi sui prestiti di importo superiore a 1 milione di euro (che scendono al 3,09% dal 3,47% del mese precedente) mentre i tassi sui prestiti di importo inferiore a tale soglia scendono in misura minore (4,96% dal 5,01% di gennaio)».

Ma c’è di più. Sempre per Bankitalia, le sofferenze bancarie sono in calo: «A febbraio, il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze – senza correzione per le cartolarizzazioni, ma tenendo conto delle discontinuità statistiche – è diminuito al 16,6% rispetto al 17,9% del mese precedente». In compenso, in caso di un “rosso” di due giorni sul conto per la fantascientifica somma di 151 euro, potreste vedervi costretti a pagare 40 euro. Già, succede anche questo nella giungla delle commissioni sullo scoperto, abrogate per legge nel 2009 ma che gli istituti di credito continuano ad applicare sotto altra denominazione. La denuncia è stata fatta dall’associazione Altroconsumo, in un’audizione in commissione Industria del Senato: l’audizione è avvenuta nell’ambito dell’esame del decreto del governo che reintroduce le commissioni bancarie, abrogate dallo stesso Senato grazie a un emendamento inserito nel decreto liberalizzazioni.

Poi, entriamo nel girone infernale. Sempre da Palazzo Koch ci fanno sapere che i finanziamenti alle banche italiane da parte della Bce sono saliti a marzo a oltre 270 miliardi di euro dai 194,8 miliardi di febbraio, un aumento mese su mese del 39% e del 776% annualizzando il dato come conferma la riga nera del grafico qui sotto.

 

Bottarelli 100412  Che fine ha fatto l’Oro di Bankitalia?

Ma che diavolo hanno combinato negli anni del boom le nostre banche per essere ridotte in questo modo? Di più, allargando la visuale al contesto Ue: le banche dell’eurozona hanno incassato una plusvalenza del 13% sui titoli di Stato italiani nel periodo tra l’annuncio del primo maxi-prestito della Bce l’8 dicembre scorso e la fine del primo trimestre dell’anno, secondo quanto scriveva ieri Bloomberg. Nello stesso periodo i titoli di Stato della Spagna hanno generato un ritorno del 6%.

Credit Agricole calcola che grazie al sostegno dell’Eurotower, compresi i prestiti a breve alle banche, gli istituti di credito europei hanno acquistato più di 250 miliardi di titoli di Stato italiani e spagnoli tra il terzo trimestre del 2011 e il primo trimestre di quest’anno. Un enorme schema Ponzi globale a nostre spese e sponsorizzato dal grande bancomat di Francoforte! Ora, avrà altro da dire il buon Giuseppe Mussari, capo dell’Abi, alla luce di questo schifo? Oppure quel Renato Pagliaro, presidente di Mediobanca, secondo cui «le banche non hanno il dovere di erogare credito e nessuno ha il diritto di avere credito»? Nemmeno voi dalla Bce a tassi ridicoli, caro il mio Pagliaro? Vien voglia di tornare indietro di una ventina d’anni, prima della riforma Amato, ma al di là del livello da Repubblica delle banane del nostro settore bancario, è un altro il dato contenuto nel report di Bankitalia che trascende il mero valore contabile e investe in pieno l’ambito politico: scendono infatti le riserve ufficiali di Bankitalia, con un calo di oltre 5,5 miliardi fra i 140,722 miliardi di fine febbraio e i 135,179 miliardi di fine marzo.

A scendere, in particolare, sono state le riserve in oro, diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l’oro e senza dire niente ai cittadini! Dov’è finito quell’oro: venduto ai russi o ai cinesi, avidi compratori di riserve auree in questo momento? Oppure è andato in pegno alla Bce come collaterale di qualcosa, su richiesta della Bundesbank sempre più terrorizzata dalle perdite potenziale del programma Target 2? Una cosa è certa, l’operazione non nasce dall’emergenza. Lo scorso novembre, infatti, fecero scalpore per qualche ora le dichiarazioni del presidente della Commissione parlamentare per l’Europa del Parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, in un’intervista al quotidiano “Rheinischen Post”: per ridurre il debito pubblico, l’Italia deve mettere in vendita una parte delle riserve auree.

La singolare proposta giunse dopo il netto no della Germania alla richiesta di vari Stati europei di un utilizzare le riserve auree della Banca centrale tedesca a ulteriore garanzia del cosiddetto Fondo salva Stati (Efsf) nel caso in cui la situazione economico-finanziaria peggiorasse. Pochi giorni dopo, si unì a questo coro anche Michael Fuchs, vicecapogruppo della Cdu, il partito di Angela Merkel, che al Bundestag tuonò: «Gli italiani devono mettere a posto i conti, quindi o portano a termine le privatizzazioni oppure vendono le loro riserve di oro». Un’opinione sottoscritta anche da Frank Schaeffler, dell’Fdp, che considerava «necessario» che gli Stati indebitati «vendano parte del loro oro o lo depositino a garanzia presso la Banca centrale europea». E l’Italia può in effetti contare su quasi 2.500 tonnellate di oro, la quarta riserva al mondo dopo Usa, Germania e il Fondo monetario internazionale, per un valore stimato intorno ai 102 miliardi di euro. In questo senso, la vendita del 20% del totale detenuto coprirebbe l’esborso richiesto dagli accordi internazionali.

Peccato che questo sarebbe un segnale di decadenza che avrebbe pesanti conseguenze sull’economia, sugli equilibri dei mercati e sulle valutazioni delle agenzie di rating: insomma, il governo dei tecnici bocconiani pare che abbia fatto come le famiglie indebite che portano catenine e fedi nuziali ai “Compro oro” per pagare le bollette scadute! E senza dire nulla a nessuno, ma soltanto seguendo pedissequamente le richieste tedesche. Il fatto è che quell’oro non è proprietà dello Stato italiano ma del popolo italiano, tanto che lo stesso Giulio Tremonti, quando nel 2009 voleva tassare le plusvalenze generate dalle riserve di Bankitalia, fu bloccato dal governatore della Bce, Jean-Claude Trichet, che disse in Parlamento «Siamo sicuri che l’oro sia della Banca d’Italia e non del popolo italiano?» e dallo stesso Mario Draghi, all’epoca a capo di Palazzo Koch, secondo cui «le riserve auree appartengono agli italiani e non a via Nazionale».

E queste pratiche non sono una novità nel nostro Paese. Nella primavera del 1976 a Palazzo Chigi c’era Aldo Moro e il Tesoro era nelle mani di Emilio Colombo. La crisi valutaria imperversava e fu inevitabile ricorrere all’aiuto del governo tedesco di Helmut Schmidt che concesse un prestito di due miliardi di dollari, chiedendo però in garanzia 540 tonnellate d’oro, che traslocarono contabilmente dai libri della Banca d’Italia di Paolo Baffi a quelli dell’Ufficio italiano cambi. Fino al 1997, quando il passaggio inverso determinò una gigantesca plusvalenza sulla quale Palazzo Koch pagò 3.400 miliardi di lire di imposte: una manna per il governo di Romano Prodi, impegnato nel tentativo di riportare il disavanzo pubblico sotto il 3% del Pil per poter agganciare l’ euro, visto che l’incasso imprevisto avrebbe contribuito ad abbattere di un altro 0,18% il rapporto fra deficit e Pil. Peccato che Bruxelles, dove già avevano detto no alla rivalutazione delle riserve auree tedesche e alla vendita dell’oro della Banca centrale del Belgio, non diede il proprio consenso. Come siamo entrati nell’euro, poi, è cosa nota a tutti.

Com’è, come non è, a febbraio di quest’anno il quotidiano britannico “The Independent” rilanciava la conferma di una forte pressione tedesca fin dall’inizio del 2012 affinché Roma mettesse mano alle sue riserve per incidere sullo stock di debito: insomma, dove non arrivò il governo Prodi – che propose inoltre la vendita di piccole quantità delle nostre riserve per incentivare lo sviluppo dell’economia nazionale – potrebbero essere arrivati i professori, i tecnici. Tanto che il 19 gennaio scorso i deputati Fabio Rampelli e Marco Marsilio presentarono un’interrogazione parlamentare (con richiesta di risposta scritta) indirizzata al ministro dell’Economia e delle Finanze – leggi Mario Monti – per chiedere lumi al riguardo. A tutt’oggi, che io sappia, si attende risposta.

Signore e signori, questi si vendono l’oro (può essere un’alternativa, ma è sempre l’ultima e comunque andrebbe quantomeno annunciata e discussa in Parlamento) mentre le banche incassano e gioiscono (e non pagano nemmeno l’Imu per le sedi delle Fondazioni, il vero cancro politico-economico del sistema): attenzione, la strada che abbiamo intrapreso è decisamente greca. E con la Spagna destinata a ristrutturare in parte il debito entro l’autunno, rischiamo davvero grosso.

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  • http://argentofisico.blogspot.com Er Monnezza

    Scusa sai… ma non è il valore in dollari dell’oro (e quindi in euro) che è calato rispetto ad un mese prima? da 1700 a 1600 dollari l’oncia, moltiplicato per 2.500 tonnellate … fai presto a conteggiare dei miliardi in meno.

    • funnyking

      no Er la Banca d’italia usa il costo storico.

      • Sharman*

        Non l’ho capita. Se usa il costo storico questo sarebbe di molto inferiore ai circa 100 miliardi di euri a cui quotano oggi le circa 2.500 tonnelate d’oro… Cos’è che mi sfugge?

        • http://argentofisico.blogspot.com Er Monnezza

          Infatti, che significa “costo storico” ? Se le hanno comprate anni e anni fa dovrebbero essere conteggiate a moooolto meno di 100 miliardi circa.

          32.151 once valgono una tonnellata (1.000.000 grammi / 31,103 grammi/oz).

          2.500 ton sono quindi uguali a 80.377.500 once.. più di 80 milioni di once.

          adesso l’oro sta a 1.250 euro/oncia esatti (quando han fatto ‘sti conti qualcosa di più però) >>100 miliardi e mezzo di euro in oro

      • Neut

         E’ possibile che il costo storico sia 135 miliardi? A me sembra che sia la valorizzazione ai prezzi attuali.

    • Neut

       Ho pensato la stessa cosa

  • Dan

     …e vabbuò…

  • citazione

    ma i collegamenti ai documenti ufficiali cui ci si riferisce non li usa più nessuno?!?!

  • marcarra

    credevo ormai di essere abituato a tutto, ma questa notizia mi ha fatto trasecolare.. se confermata è di un gravità assoluta..
    GIU’ LE MANI DALL’ORO !!!…

    • Dan

       Sai cosa gliene frega a loro che tu trasecoli… Indignarsi non serve a niente, ma che lo dico a fare…

      • marcarra

        ancora non riesci a capire che bisogna creare un insieme di valori comuni e condivisi, altrimenti continui ad urlare al vento.. sai cosa gliene frega a loro delle tue parolacce se non ti segue nessuno o solo teste calde che non sanno neanche bene cosa fanno, basta fare casino.. i movimenti confusionari non fanno altro che sostituire ladri con altri tipi di ladri..

        • Dan

          Vuoi un valore comune ? Il diritto di lavorare non ti basta come valore comune ? Il diritto di vedere applicato alla lettera l’articolo 4 della Costituzione non ti basta come valore comune ?
          Ti ricordo che l’articolo 1 non basa l’esistenza di questa nazione su un piatto di pasta ma, ancora una volta, sul lavoro perchè la mancanza di questo, la miseria che ha portato la sua mancanza ha spalancato le porte al nazi-fascismo.
          Lo vuoi vedere tornare ? Anche se ho certe uscite sull’olio di ricino, io sono il primo che ne farei tranquillamente a meno e se ci sono dei modi per evitarne il ritorno sono ben felice di trovarli.
          Non ci vuole un genio, non servono grandi congressi per arrivare a delle conclusioni che sono già state scritte nero su bianco decine d’anni fa.
          La logica ed il buon senso non cambiano con il tempo anche se l’incapacità di lettori ed ascoltatori porta a pensare il contrario

  • Fabio

    questi sono professori non sottovalutiamoli…staranno vendendo agli americani quello falso col tungsteno!!! :-)))))

    • http://argentofisico.blogspot.com Er Monnezza

       Più facile che stiano vendendo q

  • http://argentofisico.blogspot.com Er Monnezza

    Secondo la tabella del World Gold Council aggiornata a Luglio 2011 l’italia avrebbe oro per 2451,8 tonnellate:

     http://argentofisico.blogspot.it/2011/10/fort-knox-vuota-sin-dagli-anni-70.html

    2451,8 ton x 32.151 once/ton = 78.827.822 once

    78.827.822 once x 1250 euro/oncia = 98.534.777.250 euro in oro al 10 aprile 2012 (oggi)

    Cioè, se le tonnellate fossero ancora quelle di luglio 2011, oggi valgono 98 miliardi e mezzo di euro … e il numero che appare nella balance sheet di Bankitalia di marzo è 98 miliardi e 123 milioni di euro

    http://www.bancaditalia.it/statistiche/SDDS/stat_fin/Aggregati_riserve/agg_201204/agg201204en.pdf

    …. considerando che a marzo l’oro quotava, mediamente, un po’ più di oggi la carta di Bankitalia forse avrebbe dovuto indicare qualcosa in più dei 98 miliardi e mezzo di oggi, che so, 100 miliardi circa …

  • Folletto

    Scusate ma Bottarelli è proprio ebete: il valore dell’oro cambia…..

    Quello di cui dovrebbe meravigliarsi è cosa significa “credito in oro”: io non glielo spiego….

  • jenseits

    Questo può dare una risposta?

    This is way worse than a bad precedent but well said my friend.  Oh and
    another thing.  If you are looking at the gold market and wondering why
    it is so weak stop wondering.  In my opinion, all you have to look at is
    Mario “three card” Monti (credit to Gerald Celente for that name).  If I
    were anyone in Italy that cared I would be checking the gold in the
    vault every single day.  I have zero doubt that Monti is letting the
    country’s treasure out the back door by the ton in the name of “global
    stability” and ECB bond purchases.  The backroom deals that are
    happening right now at the expense of the people of Italy have got to be
    completely off the charts.  As I have said many times before, the
    reason Europe doesn’t announce a solution is because there is no
    solution.  They also know that the minute they announce massive
    monetization gold and silver will go no offer and the gig will be up. 
    This is also why the FED hasn’t announced QE3 despite their desire to do
    so.  So the strategy is to announce nothing, sell sovereign gold behind
    the scenes and perform all sorts of market manipulations behind closed
    doors.  While the sheep in most nations will be completely unaware until
    way after the looting is over and then they are left with chaos and
    then a real dictator, the leaders of nations of China, Russia and others
    know exactly what is happening and will happily take Italy’s gold (and
    whatever Greece hasn’t already sold without telling anyone).

    Articolo di Mike Krieger del 17.11.2011.

    Fonte: http://www.zerohedge.com/news/mike-krieger-exposes-three-card-monti

    • http://argentofisico.blogspot.com Er Monnezza

      Cioè zitti zitti starebbero vendendo l’oro della banche centrali (e pure il nostro) per tenere il prezzo basso e ritardare ancora di qualche mese il prossimo QE? … una novità!

  • Rothfl

    La valutazione è ai PREZZI DI MERCATO! infatti a marzo l’oro ha perso circa il 5%, la differenza che risulta sul bilancio (dove, c’è anche scritto il criterio…)

  • Rothfl

    La valutazione è ai PREZZI DI MERCATO! infatti a marzo l’oro ha perso circa il 5%, la differenza che risulta sul bilancio (dove, c’è anche scritto il criterio…)

  • andrea chiaudano

    scusa ma che c’entra il valore dell’oro? quello fluttua e quindi non fa testo. quello che conta è la quantità di tonnellate delle riserve e non credo la banca d’italia ne abbia venduta alcuna.

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