La piaga del debito pubblico: una questione di interessi…

Di Peppe Meola , il - 15 commenti
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 La piaga del debito pubblico: una questione di interessi...Ehi tu; sì, ce l’ho con te, italiano. Cos’è, ti lamenti? Ce l’hai con questo Governo perchè ti sta strozzando? Ma non lo sai che ti stiamo “salvando”? Non ti vergogni neanche un pò? Hai fatto la cicala all’insegna del bengodi per una vita; ora che ti si presenta il conto, che fai, piangi?

Basta piagnucolare! Adesso ti raddrizzo la schiena con quattro calci nel sedere, ti metto a pane e acqua fin quando mi pare; e me ne frego se i tuoi figli non hanno di che campare: che emigrino pure come hanno fatto i loro trisavoli. 
Dobbiamo contenere il debito pubblico, abbassare lo spread, accontentare il Fondo Monetario Internazionale, la Bce e tutti gli investitori internazionali. Diversamente facciamo la fine della Grecia! 


Se vi compiace, questo è il sunto di ogni discorso del nostro stimatissimo ed autorevolissimo premier Mario Monti.

Come ben sapete, gira che ti rigira, la ferita sanguinante del nostro Paese è sempre il suo mastodontico debito pubblico. Sapete altrettanto bene quali sono le cause comunemente accettate come origine del debito: 
  • spesa sociale fuori controllo 
  • evasione fiscale diffusa
  • bassa crescita economica 
  • mancanza di competitività 
  • corruzione politica diffusa
In effetti si tratta di fenomeni facilmente riscontrabili da ognuno di noi. E proprio per questo motivo siamo tutti portati a riconoscerli come unica ragione del disastro verso cui stiamo andando incontro.

E’ quindi su questi temi che si incentra l’attenzione mediatica; ed è sempre su questi temi che si appoggia l’operato di questo singolare Governo di non-eletti.

Quello che non si considera mai nella questione del debito pubblico è il “cui prodest“, a chi conviene. Perchè se da un lato ci siamo noi italiani con una mole enorme di denaro preso in prestito, dall’altra ci sono dei soggetti che incassano costantemente una rendita dovuta all’utile degli interessi sul nostro debito. 

Manco a dirlo, chi letteralmente “pasce” sulle angustie dei nostri conti pubblici è il settore bancario e finanziario globale
Come ben sapete sono essenzialmente i colossi bancari ad acquistare i nostri titoli di Stato, finanziando le nostre casse. E come avete potuto vedere, dipende dai loro “umori” il rendimento che questi titoli pagano ai loro acquirenti. Il celebre Spread Btp-Bund è stabilito dal mercato: e chi fa il mercato…? Semplice no!?
Ovviamente al banchiere Monti non interessa approfondire la questione.

Fin qui la cosa è banale, direte voi. Ed in effetti lo è. Ben più interessante è incrociare queste considerazioni con la tabella qui sotto, trovata in questo interessantissimo articolo
Si tratta di uno studio che rileva come il debito pubblico attuale di circa 1.950 miliardi (2011) sia pari alla somma cumulata di tutti gli interessi. Cioè che il problema del debito è dovuto a 30 anni di interessi reali pazzeschi.

evoluzione+debito+pubblico+vs+interessi La piaga del debito pubblico: una questione di interessi...



La tabella si ferma al 2007 con un valore del debito pubblico totale di 1.663.353 miliardi e un valore totale degli interessi pagati dal 1990 al 2007 di 1.605.543. Le due cifre sono identiche nel 2007, e se si aggiornano i dati, si vede che pagando circa 50 miliardi l’anno di interessi (ma quest’anno saranno 70 miliardi di euro) il totale del debito pubblico, che è di circa 1.950 miliardi di euro, è esattamente pari agli interessi pagati.


Come potete vedere si tratta di una manna enorme per i famelici appetiti della finanza. E poichè non c’è mai fine e limite alla loro voracità, recentemente la Bce ha “donato” moneta fresca alle banche all’1% di interesse; e con questi soldini cosa ci fanno? Mica li prestano ai cittadini? Noooo, quello è un rischio troppo grosso; meglio comprare i titoli di Stato, cioè il debito pubblico: rende intorno al 5% ed è garantito dal sangue dei contribuenti.


Ma è sempre stato così? La risposta è no.
Fino al 1981 il deficit dello Stato poteva essere finanziato con emissione di moneta da parte della banca centrale: dal 1975 la Banca d’Italia era obbligata a sottoscrivere i titoli di Stato rimasti invenduti durante le aste. Vera e propria svolta nella storia del debito pubblico italiano, nel 1981, per iniziativa dell’allora ministro del tesoro Beniamino Andreatta (in stretta collaborazione con il Governatore Ciampi), il divorzio fra banca centrale e tesoro sancì la fine del finanziamento obbligatorio del debito tramite emissione di moneta: la Banca d’Italia avrebbe potuto sottoscrivere o meno i titoli di Stato a sua discrezione. 


Ovviamente il prezzo da pagare era la dipendenza del finanziamento del debito pubblico dal settore privato.
Con buona pace della norma costituzionale secondo la quale il potere appartiene al popolo, fu messa nelle mani del “mercato“, cioè di un gruppo ristretto di banche, la possibilità di generare una crisi finanziaria di dimensioni nazionali rifiutando di finanziare il debito della collettività.


A riprova di ciò, è utile osservare questa tabella che illustra bene la corsa costante ed irrefrenabile del debito pubblico italiano negli anni.


debito pubblico dailyblog La piaga del debito pubblico: una questione di interessi...





Se si osserva l’aumento del rapporto deficit/Pil dal 1990 al 2010, si denota un aumento del 24.30%. Ma se si osserva nella prima tabella il dato relativo al Pil, si nota che nello stesso periodo la ricchezza prodotta dal sistema Italia è più che raddoppiato.
Questo dimostra che non c’è crescita che tenga: il debito pubblico è inestinguibile. Gli interessi sul debito sono un moltiplicatore inarrestabile. Ma soprattutto una rendita a tempo indeterminato per le banche e la finanza. Rendita che grava sulle spalle dei cittadini, chiamati a rispondere con le loro tasche ed il loro lavoro a questo continuo prelievo forzoso.


Il nostro “irreprensibile” presidente Monti è un garante dell’imperiturità di questo meccanismo infernale. Ed è in nome della tutela di questo scempio che ha il coraggio di spronarci a fare sacrifici…
La cosa più triste è che sembrano quasi tutti convinti che sia necessario. E allora quasi quasi ce lo meritiamo…


Stay tuned

 La piaga del debito pubblico: una questione di interessi...

da Le Mie Considerazioni Inutili

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  • Piero

    bell’articolo… ricalca quello scritto ieri da Zibordi sostenitore MMT (avverso a Mises)..
    x colpe nostre (spesa/evasione/corruzione) stiamo pagando pegno (su quota 50% detenuta all’estero) alla Finanza Mondiale che ci ha commissariato.. e non è finita qui..

    http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=4831&reply_id=123468613

    • FREDDO

      è appena appena cominciata……

    • FREDDO

      è appena appena cominciata……

  • Vincenzo

    La monetizzazione del debito fatta dalla Banca d’Italia prima del 1981 aveva come effetto l’inflazione al 20 %. Se non ricordo male la scelta di separare Tesoro e Banca d’Italia fu fatta proprio per bloccare l’inflazione galoppante di quegli anni, cosa che tra l’altro richiese alcuni anni. Sarebbe interessante valutare che impatto avrebbe avuto sui prezzi una misura inflazionistica come l’emissione di 1900 miliardi di carta creata dal nulla. D’altronde il rovescio della medaglia è essere strozzati dalle tasse quindi la questione è se preferire la padella o la brace. A meno che non si tagli/riqualifichi la spesa pubblica, che è all’origine del debito. Oppure che si facciano scelte coraggiose tipo quella ipotizzata nell’articolo postato su cobraf da cui sono presi i dati. Peraltro quello è un articolo in puro stile MMT, come sottolineato da Piero, che non mi sembra essere la teoria economica di riferimento di RC. Ma, di fondo, secondo me è necessario iniziare a pensare in modo non convenzionale. Mettete un medico, il Professor Mela per esempio, a fare il Ministro dell’Economia!

    • Piero

      * c’è già stato : Cirino Pomicino..

      * MMT o NN MMT, Mises o NN Mises, Keynes o NN Keynes, Friedman o NN Friedmann..
      Debito Aggregato Usa/Uk/Jpy fa Schifo come Ita se NN peggio.. ma Loro son 30 anni che pagano 2%… che CAPITALIZZATO picchia.. e nessuno Mercato (30 Banche e 30 Fondi)
      a Loro (x ora) gli rompe i maroni come a noi..

      * se Mondo Stampa Inflazione te la Importi anche se Tu Piccolo NN stampi..

      • Vincenzo

        Beh il buon Geronimo Cirino Pomicino forse, a conti fatti, era meno peggio di quei grandi esperti che si sono a lui succeduti: Ciampi, Tremonti, Visco, Padoa Schioppa e Monti

        • Piero

          inizio rovina occidente furono proprio i finti drogati dorati anni ’80..
          Usa con Deregulation e MegaBolla Monetaria di Greenspan..
          Italia con Caf+Pomicino che fece esplodere debito in 12 anni..

          Tangentopoli nacque (sostenuta dall’Estero) x quello.. per fermarli.. neppure Ciampi non riuscì a smontare effetto leggi spesa con slittamento temporale..

          quello che vedi oggi (tangentopoli bis+spread x cacciare Berlusca.. MA nn solo) è la stessa cosa aggravata.. xrchè anche gli altri son messi male..

    • Peppe Meola

      Pensare in modo non convenzionale e sganciato dalle ortodossie teoretiche sarebbe un ottimo inizio: la dottrina economica perfetta non esiste.
      Detto questo, faccio notare che dal 1976 al 1981, in anni complicati dalla crisi energetica, il terrorismo e l’inflazione, il rapporto Deficit/Pil crebbe di un solo punto percentuale: dal 54% al 55%.
      Nei 5 anni successivi (lo stesso lasso temporale, ma in un contesto migliore) il rapporto Deficit/Pil passò dal 55% all’84.5%: un balzo mostruoso. 
      Il trend poi, tra alti e bassi si è confermato nel tempo fino ad oggi. Questo è un dato di fatto che non ha nessuna connotazione di colore. 

      Saluti,
      Peppe

      • Blueskylaws

         Pensare in modo non convenzionale non significa fare affermazioni gratuite.
        Non è posso dire che la terra è quadrata solo per il piacere di pensare in modo non convenzionale.
        Il fatto che dal 76 al 81 il rapporto deficit pil sia cresciuto di un solo punto è del tutto irrilevante per quanto attiene all’evoluzione dell’inflazione.
        Negli ultimi anni il rapporto deficit pil ha avuto andamenti oscillanti, ma è in diminuzione. Eppure abbiamo un livello di inflazione molto più basso di allora e non c’è stato (fino all’ltro) nessun significativo aumento della base monetaria.
        Quindi, il nesso tra inflazione e rapporto deficit/pil non è affatto automatico e, se c’è, va puntualmente dimostrato.
        Peraltro, pensare che la crisi si risolva facendo comprare i titoli del debito alla banca centrale (nazionale o europea) è un’idea che trovo infantile e pericolosissima.
        Sarebbe bello se ci fossero strade semplici, rapide e comode, ma non è così.
        Ci sono strade semplici, è vero, ma qualcuno il conto lo paga sempre.

      • Vincenzo

        Dal 76 all’81, infatti, la Banca d’Italia comprava il debito, cioè emetteva moneta (inflazionava) e il debito non saliva in rapporto al PIL; nulla di straordinario in questo, visto che in questo moo si poteva emettere debito con tasso di interesse minore dell’inflazione. Se avesse continuato a farlo ancora oggi avremmo l’inflazione al 20 %., e se non proprio al 20 % al 10 %.

  • Vincenzo

    La monetizzazione del debito fatta dalla Banca d’Italia prima del 1981 aveva come effetto l’inflazione al 20 %. Se non ricordo male la scelta di separare Tesoro e Banca d’Italia fu fatta proprio per bloccare l’inflazione galoppante di quegli anni, cosa che tra l’altro richiese alcuni anni. Sarebbe interessante valutare che impatto avrebbe avuto sui prezzi una misura inflazionistica come l’emissione di 1900 miliardi di carta creata dal nulla. D’altronde il rovescio della medaglia è essere strozzati dalle tasse quindi la questione è se preferire la padella o la brace. A meno che non si tagli/riqualifichi la spesa pubblica, che è all’origine del debito. Oppure che si facciano scelte coraggiose tipo quella ipotizzata nell’articolo postato su cobraf da cui sono presi i dati. Peraltro quello è un articolo in puro stile MMT, come sottolineato da Piero, che non mi sembra essere la teoria economica di riferimento di RC. Ma, di fondo, secondo me è necessario iniziare a pensare in modo non convenzionale. Mettete un medico, il Professor Mela per esempio, a fare il Ministro dell’Economia!

  • Spartan3000_it

    Io l’ho sempre pensato: i debiti e’ meglio non farli o se proprio e’ necessario farli assicurarsi di avere un preciso piano di rientro (avanzo primario…). i debiti hanno fatto comodo a tutti ma di piu’ ai soliti noti. Banche e finanza da perfetti strozzini ci stanno adesso strozzando ma nessuno ci ha costretto a indebitarci in questo modo. C’e’ da chiedersi se i politici ci hanno consegnato intenzionalmente agli strozzini. Non date la colpa agli interessi e al mercato. Conoscendo altre storie di malamministrazione anche a livello micro penso di no: c’e’ una parte della popolazione che ha difficolta’ con i numeri e la sana amministrazione, non lo fanno apposta ma possono diventare molto pericolosi. Se ne esce ristrutturando il debito con misure patrimoniali fortemente progressive. 

  • http://www.facebook.com/puricellibruno Bruno Puricelli

    Visto che saremo chiamati a pagare, tanto vale che concediamo al Tesoro un prestito pari al 10% del valore attuale delle nostre case di proprietà, con il corrispondente sottostante (circa 550 mlds di eu oggi) lo Stato sarà da noi autorizzato a stampare una nostra “moneta” costituita da Titoli dei Proprietari Immobiliari Italiani ed eviterà di andare alle aste a pagare fino al 6% attuale. Ogni anno, lo Stato ci restituirà il 2% del valore “prestato” a copertura dei nuovi TDPII ossia ci ritornerà il 2% x il 10% = 2 per mille l’anno. Con un corrispettivo pari a 25000 euro “prestato” al Tesoro per 5 anni mi aspetterò un bonus di 2500 euro, lo Stato avrà pagato solo il 2% e per di più ad un italiano anziché aver dato valuta ell’estero!
    bruno

    • Enrico Nonimporta

      Mi sembra un buon sistema per diventare, più di quanto non sia già, degli schiavi espropriati e sfruttati dallo stato.

      • bruno puricelli

        ammetto di non essermi spiegato bene; il prestito temporaneo sarà virtuale e ogni proprietario agirà come di solito anche se il 5% o il 10% del valore della casa verrà assegnato allo Stato (i cubani non sono proprietari ma è come se lo fossero!). Questo prestito (coperto da garanzie di beni dello Stato) costituirà il sottostante onde permettere allo Stato di emettere liquidità aggiuntiva senza costi (e senza ricavi per i furboni). Si troverebbero ad es. 100mlds con il solo 2,5% del valore dei nostri immobili. Tra 20 anni i titoli verrebbero annullati coprendoli con 100 mlds che varranno < della metà e nei 20 a. ci avranno fatto risparmiare circa 70 mlds per interessi. Ma l'operazione anticiperà un corrispondente aumento di PIL senza intaccare il debito ed il ns rating (che dovrebbe scendere). Nei primi 2-3 anni ci si può aspettare un aumento di posti di lavoro fino a 1,3 mln stabili negli anni se il bilanciannnuale sarà positivo

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