Riduzione della Spesa Pubblica: l’amm. Di Paola fa la prima mossa

Di Alberto Mattesi , il - 40 commenti
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Il ministro Di Paola ha presentato al Senato il DDL 3271 con il quale chiede al Parlamento la Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. 

I passi indicati sembrano andare nella direzione giusta, forse l’orizzonte temporale non è quello auspicato, ma il sacrificio che Di Paola intende far affrontare ai propri uomini non è poco e bisogna riconoscere l’indubbio merito di essere stato il primo tra tutti i ministri a produrre qualcosa di concreto.

Non ci illudiamo di certo, si tratta ancora di una legge delega e solo successivamente inizieranno i tira e molla con la parte interessata, la quale, non avendo struttura sindacale potrebbe non offrire un’insormontabile resistenza.

Vediamo in breve il contenuto del disegno di legge, iniziando con le linee principali di intervento:

 

 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

Buona mossa, se realizzata, negli ultimi anni abbiamo assistito a tanti cambi di nomi ma pochi reali di struttura.

 

 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

Altra buona mossa, anche se il transitorio si spinge fino al 2024. E i civili della difesa? Non li ha dimenticati…

 

Riforma Difesa linee di intervento 3 430x300 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

La seconda parte, è molto dichiarativa, bisognerà vedere quanta pressione riusciranno ad esercitare le varie lobbies dei costruttori (Finmeccanica e Fincantieri in primis).

Poi una serie di proposte per ricollocare il personale in esubero. La prima:

 

 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

La seconda:

 

 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

Queste mosse ci piacciono un po meno, perchè spostano il problema da un bilancio all’altro non collocandolo al di fuori della spesa pubblica.

Si accenna alla rimodulazione delle proporzioni tra dirigenti e non dirigenti:

 

Riforma Difesa riduzione personale dirigente 6 431x300 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

Si poteva fare di più, per riequilibrare i rapporti tra dirigenti e resto della forza. 

Ci sembra che nel complesso, la direzione sia quella giusta. Non avremmo potuto vedere funzionare ancora a lungo una Difesa che ha visto cambiare negli anni i numeri di bilancio così (al netto dei contributi a favore dell’investimento da parte dell’MSE):

 

Riforma Difesa andamendo della spesa 8 490x86 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

L’unico dubbio che sorge per il successo del piano proposto è relativo all’età di pensionamento e le stime fatte in tal senso. Infatti i militari vanno in pensione per lo più a 60 anni, al di sotto della media del pubblico impiego. Proprio per questo motivo il Ministro Fornero ha già intavolato una prima discussione con le parti interessate su come poter adeguare l’età pensionabile del personale militare al resto della compagine pubblica.

Una prima bozza prevede l’innalzamento dell’età di pensionamento portandola tra i 63 e i 66 anni (a secondo del grado e a regime del 2018), colpisce duramente il periodo di ausiliaria, cancellandolo a partire dal 2018 (perchè non subito?!) e la cosiddetta pensione “privilegiata” che sarà regolata in modo più restrittivo. Queste possibili modifiche sono state conteggiate?

In merito alla proposta del ministro Fornero, le domande sono due. La prima, perchè allungare il periodo di lavoro adeguandolo con un transitorio fino al 2018? La seconda, perchè cancellare l’ausiliaria dal 2018, e non subito? C’è come un irrinunciabile vizio a spostare verso le generazioni future il costo di quelle di oggi. Perchè?

Per completezza di informazione, si deve sottolineare che le Forze Armate non hanno organi di rappresentanza. I sindacati per capirci. Non ci piacerebbe vedere una componente che in passato e ancora oggi ha sopportato enormi sacrifici, continuare a sopportare il fardello che sarebbe più corretto suddividere tra le diverse aree della Pubblica Amministrazione. Soprattutto nelle strutture periferiche e locali. Quindi invochiamo ancora una volta il principio assai caro al Premier Monti: EQUITA’.

Quindi un primo bravo al ministro Di Paola, per il passo mosso nella direzione giusta. E un “sbrigatevi” agli altri ministri ancora alle prese con i conti dei propri ministeri. O temono affrontare i sindacati?

Dimenticavo, rimane un interrogativo aperto: i carabinieri?

 

 

 

 

 

 

 

 

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    Basta leggere un numero per capire che è specchietto per le allodole:
    “entro il 2024″.
    Ovvero in 12 anni. Suvvia FK, non farti pie illusioni :)

    • AlbertoMattesi

      Alberto ;)…
      nessuna illusione, lo so

      • http://www.facebook.com/Simone.Tretti Simone Tretti

         Chiedo venia.. non so dove ho letto FunnyKing.. forse l’abitudine.. ahah

        • AlbertoMattesi

          Nessun problema, ovviamente.

  • Conan the Libertarian

    Oddio ma adesso le tue minchiate diventano regolari sul sito? Sempre più tristezza, figuriamoci se adesso non era il turno di una bella leccata ad un ministro…senti equità e bravo bravissimo, visto il tema che tratti ti propongo due cosettine su cui discutere molto in tema:

    – quei baracchini di F-35 che in piena crisi il pollastro taxpayer italiota pagherà a peso d’oro

    – la prevista (o le voci di) abolizione dei Carabinieri in favore/con l’integrazione in EurGendFor.

    Ti piacciono? Qualcosa da dire in merito?

    • AlbertoMattesi

      Si, e ti consiglio di moderare i toni se non vuoi essere costretto a cambiare aria.
      Detto questo, per doverosa premessa, rispondo alla tua domanda, perchè siamo liberali ma odiamo i maleducati.
      – A me non piace il JSF, è costoso, e porta niente come bilanciamento industriale verso l’industria italiana, purtroppo non abbiamo velivoli a decollo corto se non quelli americani, leggasi AV8B. Anche loro non sono il top, subsonici senza grandi qualità se non quella di decollare in zero metri. Cedendo il Garibaldi si può pensare a passare a velivoli a decollo convenzionale, ma sempre americani sono. Un EFA non puoi imbarcarlo comunque.
      – Per quanto riguarda l’EurGendFor, credo non assumerà mai veramente il controllo di uomini in permanenza, è e continuerà ad essere una specie di esercito onu, con personale racimolato all’abbisogna per essere inviato qua e là. Personalmente non ci trovo niente di innovativo e mi sembra anche costoso. Cosa cambia se mandi gli uomini sul campo e crei un comando unitario?

      • http://www.facebook.com/Simone.Tretti Simone Tretti

        Mi spiace, ma se leggi lo statuto EGF, tra le righe puoi intendere a cosa sarà adibito: soppressione delle insurrezionirivolte popolari nel sangue senza poter (dopo) esser chiamato in tribunale a rispondere.

        M’aspettavo di vederlo in azione qualche mese fa in Grecia, ma ahimè mi son sbagliato. Meglio così, tutto sommato.

        • AlbertoMattesi

          Si meglio così, concordo.
          Ma il target sono i 6 paesi facenti parte dell’accordo o anche al di fuori? Tipo egitto, poteva rientrare o no?

          • http://www.facebook.com/Simone.Tretti Simone Tretti

             Il target è multiplo. Prende i paesi inizialmente nell’accordo (Paesi Bassi, Italia, Francia, Spagna, Portogallo) più la Romania aggiuntasi poi. Ma il trattato EGF si appoggia ad istituti esteri quali la NATO (notare che la caserma Chinotto a Vicenza sede dell’EGF è proprio attaccata a quella USA); detto ciò posson operare dovunque operi la NATO.
            Proseguo con un post ex novo che qui diventa una colonnina!!

          • AlbertoMattesi

            Appreso così mi sembra un duplicato (se non un “triplicato”) di strutture militari già esistenti, caschi blu ad esempio, o contingenti di terra della Nato, perchè aggiungere quest’altro blocco? 

  • Gpg Sp

    Ho letto l’articolo (ineccepibile).
    Le mosse vanno nella direzione giusta, ma in tempi biblici e in entita’ non sufficiente.
    Comunque qualcosa si muove, e trovare un ministro che propone riduzioni di spesa e’ raro.
    Batteremo ancora sul tema.

    • Conan the Libertarian

       Abbiamo capito: la direzione giusta non è interrompere le missioni di guerra fuori dai propri confini, illegali, immorali e incostituzionali oltre che estremamente costose e spesso autolesioniste (vedi Libia, ma non solo), nemmeno ingrassare un po’ meno coi soldi pubblici i complesso militare-industriale USA comprando inutili caccia costosissimi e dal costosissimo mantenimento (quanto costano al furbo taxpayer italiota poi le basi NATO che manteniamo sul territorio? Perchè costano…mica paga tutto lo zio Sam…): la direzione è lasciare senza lavoro un altro po’ di italiani.

      Che per carità, non è concettualmente sbagliato di per sè, anzi…tanto poi è “da qui all’eternità” quindi…ma è la linea generale sul concetto di “giusto” ad essere, sempre molto tristemente, ben chiara…

      • AlbertoMattesi

        Stiamo parlando della legge delega per la ristrutturazione dello strumento militare, che c’entrano le missioni, e le basi Nato? Sono leggi diverse.

        Ma colgo l’occasione per dirti come la penso sugli argomenti da te citati.

        – Missioni internazionali. Come detto ci sono leggi ad hoc per il finanziamento, lo strumento militare è un’altra cosa. Come già scritto nel nostro programma politico, il personale all’estero deve essere ridotto a mille, contro gli 8.500 attuali, e per lo più impiegati in attività di sostegno alle imprese italiane all’estero. Quindi la nostra posizione è ben chiara a riguardo. Secondo aspetto, se prendi un impegno internazionale, non ci si comporta stile “8 settembre” oggi di qua, domani di la, perchè perdi credibilità. Hai degli alleati, pianifichi un exit strategy e te ne vai, ma non è un processo On-Off.

        – I caccia americani. Il contratto è stato ridotti di 30 velivoli. Anche qui, il discorso è tutt’altro che semplice, il contratto è firmato, e vai incontro a salate penali, oltre tutti i costi di sviluppo già affrontati. Già con A400M abbiamo fatto così, pagati un sacco di milioni per lo sviluppo e poi abbiamo mollato. Un piano strategico di ammodernamento del sistema d’arma non è qualcosa che ti inventi la mattina e il giorno dopo cancelli. Dove si è potuto hanno cancellato, fermo restando che non puoi azzerare la flotta aerea o navale, questo dev’essere chiaro. Le Fremm sono state ridotte da 10 a 6, e non puoi cancellare queste 6 altrimenti per mare come ci vai? Con le maestrale vecchie di 30 anni? Le cose vanno fatte seguendo una pianificazione. Ti ho già detto che i JSF non mi piacciono, ma la reazione non è cancellare il programma e magari spendere 4-5 miliardi a vuoto tra sviluppo e penali, sarebbe un affronto ancora più grande al contribuente italiano.

        – Per quanto riguarda le basi, sono per una riduzione drastica, ma anche in questo caso, la legge presentata non c’entra un piffero. E anche in questo caso non si parla di un processo On-Off. In più tutte le basi nato in Italia costano 400 milioni di euro, se consideri che ci sono poi tasferimenti dalla nato per circa 250 milioni complessivamente, senza considerare alcuni vantaggi per l’indotto, perchè gli americani in Italia ci abitano e spendono (anche se hanno spacci e supermercati interni alle basi). Alla fine il dare avere è veramente insignificante, mentre sulla difesa devono essere risparmiati 4 miliardi strutturali.

        Nel complesso per quanto insufficiente, è un primo passo verso una riduzione delle spese, e nonostante questo giudizio di insufficienza non ci sentiamo di non riconoscere questo primo sforzo. Ovviamente oltre la legge delega servirà l’effettiva riforma.

        Proponi tu i tagli, affiancando i costi risparmiati, vedrai che sarà un bel po difficile trovare 4 miliardi l’anno senza inficiare sull’operatività, efficienza ed efficacia dello strumento.

        • Conan the Libertarian

          - Quindi la nostra posizione è ben chiara a riguardo. Secondo aspetto, se
          prendi un impegno internazionale, non ci si comporta stile “8 settembre”
          oggi di qua, domani di la, perchè perdi credibilità.

          Tipo firmare alleanze e accordi commerciali con un paese straniero e bombardarlo sei mesi dopo, intendi?

          – Un piano strategico di ammodernamento del sistema d’arma non è qualcosa che ti inventi la mattina e il giorno dopo cancelli.

          Quando fai una cazzata devi perseverare, perseverare, perseverare fino in fondo. Ammodernamento de che? A cosa mai ci dovrebbero servire dei cacciabombardieri stealth? Sono armi offensive, quindi i loro possibili utilizzi vanno contro la costituzione…ma è come parlare ad un muro.

          Non sono un pacifista, intendiamoci, ma nemmeno un ipocrita.

          – se consideri che ci sono poi tasferimenti dalla nato per circa 250 milioni

          Documentare, prego.

          – Proponi tu i tagli, affiancando i costi risparmiati, vedrai che sarà un
          bel po difficile trovare 4 miliardi l’anno senza inficiare
          sull’operatività, efficienza ed efficacia dello strumento.

          Piantiamola con le buffonate.
          E’ tutto il sistema che è marcio alla base, fanno ridere i blogger di regime che cercano di nascondere la cosa cavillando sulle inezie e facendo post tutti uguali, coi moduli precompilati probabilmente – tipo “XXX, un primo timido passo nella direzione giusta”, facciamo una ricerchina a vedere lo slogan standard se non è stato usato mille volte come qui, con Monti per esempio, con Obama per fare un altro esempio: vediamo i risultati…

          Fingere di proporre pannicelli caldi “da qui all’eternità” per distogliere l’attenzione e tener buono il gregge che “è un passettino nella giusta direzione, aspettate che vediamo…aspettate, sissì, aspettate…” proprio un bel servizio.

          Non val neanche la pena…

          • GiovanniBaudo

            Conan, usi l’approccio sbagliato con alberto. Il fatto che berlusconi prima bacia la mano a gheddafi e sei mesi dopo lo bombarda non é affar suo e manco nostro. Se poi sei contro gli F35, che trovo condivisibile peraltro, bisognerebbe addurre informazioni per spiegare perché e le eventuali alternative, in modo da far crescere tutti. Quest contrapposizione di idee come se stessi parlando con un rappresentante del governo é del tutto fuori luogo. Non giova neanche a te, in fondo ti sfoghi con la persona sbagliata. Poi ti sei permesso di dare giudizi su RC definendolo blog di regime, niente al mondo mi puó far piú ridere, spero non lo pensi davvero, e in caso contrario l’unica cosa che posso consigliarti é toglierci dai preferiti.
            Sei una persona intelligente, é evidente, ma proponi la tua intelligenza in modo inopportuno, quando invece potresti metterla al servizio della nostra crecita culturale comune. In caso contrario saremo costretti a moderarti pesantemente, a noi le zuffe stile ballaró non piacciono, “anche se siamo di regime”

          • Conan the Libertarian

             – Il fatto che berlusconi prima bacia la mano a gheddafi e sei mesi dopo lo bombarda non é affar suo e manco nostro.

            Capito picciotti? Se un governo di mafiosi si pulisce il c… conla costituzione andando a massacrare gente inerme tradendo un paese alleato, con gravi conseguenze peraltro sull’economia (il conto lo avete pagato voi alla pompa del taglio del greggio libico, così come il grave contraccolpo sulle raffinerie italiane) il tutto a ricche spese vostri di astuti contribuenti, non è cosa che vi riguardi.

            Se, insomma…non sono affari vostri, ah?

            Ma ti sembra una risposta da dare??

          • Conan the Libertarian

            Vedo che è ripresa la nobile pratica del censurare i commenti scomodi. E allora ribadiamo:

            “Il fatto che berlusconi prima bacia la mano a gheddafi e sei mesi dopo lo bombarda non é affar suo e manco nostro.”

            Capito picciotti?
            Se un governo di mafiosi (condannati in tribunale) in nome vostro e coi vostri soldi sputa sulla costituzione, sugli accordi bilaterali presi facendo infangando – come ce ne fosse bisogno – credibilità e reputazione nazonale e facendo fare a tutti la figura dei vigliacchi voltagabbana, dopo quella degli zerbini col baciamano, contribuendo a massacrare impunemente almeno 30mila civili col solo risultato di ledere la stessa economia nazionale – cosa che tutti hanno constatato alla pompa, o dalle bestemmie dell’Eni – non vi riguarda, ah?

            Ci siamo capiti, ah?

            Ti sembrano risposte da dare?? E questo sembra un post da censurare? Di che avete paura cari moderatoti? Del dire le cose come stanno? Tu guarda…

          • Conan the Libertarian

            Sarebbe proprio curioso sapere dove stava la maleducazione in un post dove affermo che è assurdo dire che se il governo massacra in nome nostro e coi soldi nostri 30mila civili tradendo un alleato e ledendo all’economia del paese, “non è affar nostro”, che sembra quasi una vaga intidimidazione mafiosa.

            Il tutto in un blog dove il proprietario dà delle “merde”, “idioti”, “incompetenti” a chi gli pare – magari a ragion veduta, ma non è quello il punto.

            Per chiamare la censura col suo nome, e l’ipocrisia anche.

          • Moderatore

            Se leggi i tuoi tre commenti, noterai che hai espresso lo stesso concetto, con tre approcci via via più educati.

            Quello che ha scritto Giovanni, riportando una posizione di Alberto, chiarisce il fatto che il post commenta una manovra economico politica verso la Difesa. L’argomento da te sollevato non è pertinente al post e pertanto, correttamente si ritiene, non è stato menzionato nell’elaborazione dell’articolo. D’altronde l’argomento Difesa è così vasto che sarebbe impensabile trattarlo entro i confini di un post.Non si esclude comunque la possibilità da parte degli utenti di sollevare argomentazioni diverse all’interno dei post, ma l’arroganza con la quale hai affrontato l’argomento (si ricorda che hai dato per scontato che, visto che nè Giovanni nè Alberto hanno affrontato il problema del “bacia mano”, loro stessi sono compiacenti a questo tipo di comportamento) non può essere tollerata all’interno dei commenti.Questo non toglie importanza al tuo intervento, che ha del vero, ma non sono nè Alberto nè Giovanni responsabili di quanto Berlusconi ha fatto, e il non citarlo non li rende compiacenti, in questo contesto il “non è affar nostro” è più che legittimo.
            Ognuno risponde delle azioni che compie personalmente non delle azioni compiute da qualcun altro.
            RC non è nè mafioso nè non libero, se lo fosse stato, non avresti avuto più accesso al sito, e invece come vedi siamo ancora qui a discutere di questa faccenda.
            Continueremo a moderarti non per i contenuti, come sempre quelli resteranno liberi, ma, ripetiamo, per l’intolleranza che abbiamo nei confronti di posizioni maleducate tra gli utenti e da parte degli utenti verso gli autori.
            Un’ultima cosa, è volontà degli autori moderare ogni commento inneggiante alla rivoluzione, eversione, e ogni forma di protesta violenta.
            Speriamo di poterti leggere ancora in calce ai nostri articoli con un approccio più tollerante nei confronti di chi, magari, ha idee diverse dalle tue.

          • Conan the Libertarian

             “Un’ultima cosa, è volontà degli autori moderare ogni commento
            inneggiante alla rivoluzione, eversione, e ogni forma di protesta
            violenta.”

            Quindi buttate fuori FunnyKing entro 30 secondi? Sai quello del “quando ci libereremo di queste merde” e cose simili…di sicuro è molto più maleducato ed eversivo di me.

            Ma tanto con l’altro commento lasciato sul topic più recente, la scure arriverà comunque implacabile, quindi perchè perdersi in dettagli…

        • Luca Di Rocco

          Salve Alberto! Solo una breve notazione: perché solo per noi le missioni e gli impegni di spesa internazionali non sono ON/OFF? Mi spiego. Spagnoli, francesi e tedeschi entrano ed escono dalle missioni e dagli impegni di spesa con assoluta disinvoltura, noi invece siamo sacralmente “legati”? Perché?

          • AlbertoMattesi

            Luca, a dire il vero non mi risulta ciò che scrivi, un esempio su tutti. Nel gennaio 2012 dopo che vennero uccisi i 4 francesi in Afganistan, sarkò annunciò immediatamente il ritiro delle truppe…….che avverrà entro il 2013…non mi pare proprio una decisione on-off.
            Comunque non è il tema dell’articolo. In generale sono per una pesante compressione delle missioni operative estere.

  • http://www.facebook.com/Simone.Tretti Simone Tretti

    Posto qualcosa riguardo l’EGF, prendo le informazioni.. dal loro sito ufficiale http://www.eurogendfor.org/referencetexts/EGF%20Treaty%20english%20version.pdf

    “exclusively comprising elements of police forces with military status of the Parties, in order to perform all police tasks within the scope of crisis management operations.”

    l’EGF è una forza di polizia con status da esercito (tipo i carabinieri, per intenderci), che deve essere scaricabile velocemente in situazioni di crisi (per amministrare cotali situazioni).
    ———-
    “In accordance with the mandate of each operation and operating independently or jointly with other forces, EUROGENDFOR must be capable of covering the full spectrum of police missions, through substitution or strengthening, during all the phases of a crisis management operation.”

    In accordo col mandato di ogni singola operazione, possono operare in maniera indipendente oppure con altre forze. EGF deve essere capace di ricoprire lo spettro totale dei ruoli di missioni di polizia, sia in sostituzione che in potenziamento, durante tutte le fasi di una risoluzione di crisi.
    ——
    A cosa posson essere utili? Prendo i punti più interessanti:
    “c. conducting public surveillance, traffic regulations, border policing and general intelligence work;”
    “e. protecting people and property and keeping order in the event of public disturbances;”

    Traduco: posson fare blocco stradale con status militare (sapete la regoletta, prima si spara poi si domanda).
    Il punto E  invece dice che “proteggere la gente e le PROPRIETA’ e tengon ORDINE in caso di pubblico disturbo”. Tradotto: presente il 15 ottobre, ma versione EGF? un eccidio.
    —————–
    Agli ordini di chi risponde l’EGF?

    “EUROGENDFOR may be placed at disposal of the European Union (EU) and also of the United Nations (UN), the Organisation for Security and Co-operation in Europe (OSCE), the North Atlantic Treaty Organisation (NATO) and other international organisations or an ad hoc coalition.”

    Risponde alle richieste di NATO (leggasi: USA), Nazioni Unite, Unione Europea (27 paesi quindi), OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa), e QUALSIASI ALTRA ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE o Coalizione AD HOC.. ???
    Leggasi: emirati arabi per la soppressione delle rivolte dalle loro parti (Tanto per snocciolare un esempio banale). E’ vago, vaghissimo!! Potrebbero essere “asserviti” persino alla “famosa Al Queda”.
    —————
    Chi guida l’EGF, tutto sommato? Si chiama “CIMIN” che non è un piccolo camino ma..

    “CIMIN consists of representatives of the appropriate ministries of each Party. The choice of the representatives is a national responsibility. Specific details with respect to the membership, structure, organisation and functioning of CIMIN shall be defined by the rules to be adopted by CIMIN.”

    Ogni nazione facente parte dell’EGF seleziona un ministro di governo in maniera arbitraria, che farà il rappresentante di questo CIMIN che a sua volta deciderà in maniera totalmente ARBITRARIA quale missione appoggiare oppure no ed IN CHE MODO..
    ———
    Compiti di questo gruppo di Ministri?

    “The general tasks of CIMIN include the following:
    a. exercising political control over and giving strategic direction to EUROGENDFOR and assuring political-military co-ordination among the Parties and, where appropriate, with the Contributing States;
    g. deciding on:
    i) participation of EUROGENDFOR in missions;
    ii) participation of Contributing States in EUROGENDFOR missions;
    iii) requests for co-operation by third States, international organisations or others.
    h. elaborating the framework for actions led by EUROGENDFOR or at the request of the EU, the UN, the OSCE, NATO, other international organisations or an ad hoc coalition;”

    Tradotto: Il CIMIN ordina dove e cosa fare di questo EGF, inoltre essendo un raggruppamento di ministri di tutte le nazioni formanti l’EGF, può benissimo associare (anzi benvenga) gli eserciti delle nazioni facenti parte EGF, oltre ad eventuali terzi.
    —–
    Poi va beh se vi sto a tradurre tutti gli articoli ci metto 30anni. Fattostà che l’EGF e tutti i suoi rappresentanti (dal lustrascarpe al “soldato” al comandante al MINISTRO del CIMIN) son immuni sul piano penale nella maniera più completa. Inoltre non è possibile fare intercettazioni o frugare nei loro archivi..

    • AlbertoMattesi

      Quindi la longa mano per l’ordine pubblico di Nato, Onu, Ocse e similari. 
      Grazie dell’approfondimento!

  • Adasds

    illusi
    i risparmi sulla spesa pubblica
    vanno a rientro del debito
    e quindi alle banche
    e non alla crescita

    i risparmi sulla spesa non andranno mai alla crescita
    ILLUSI POLLASTRI

    • GiovanniBaudo

      sei già piú ottimista di me, il fatto che andrebbero a coprire debito mi renderebbe già felice, il pericolo é che vanno ad aumentare ulteriormente qualche privilegio della casta…
      in fondo tagliare debito é tra le priorità…

      • Adasdsd

        infatti intendevo la casta delle banche
        cioè devono rientrare dalle tasse per pagare i titoli pagati coi soldi della bce
        che incassa l’1% distruggendo i soldi stampati senza darli all’economia altrimenti salirebbe l’inflazione svalutando le loro ricchezze

        non gliene frega niente a nessuno dlela crescita

        per “crescita” intendono pagare una cerchia ristretta di persone
        (politica industria sindacati)
        per tenere in piedi il sistema

        è per quello che parlano sempre male dell’america che dà soldi alla gente senza garanzie..perché l’europa è contraria a dare soldi al popolo..il popolo deve schiattare e basta come nel medioevo e purtroppo il popolo è disposto a schattare a patto di avere un psoto pubblico e una pensioncina invece che concorrenza….

        in poche parole agli europei piace farsi fregare…

  • Luca Di Rocco

    Premesso che concordo con Adasds sul fatto che i soldi così risparmiati andranno al debito (interessi) e non al finanziamento o rilancio dell’economia, va anche detto che simili tagli sono perfettamente inutili per i seguenti motivi:
    a) tempistiche: lunghe e quindi prive di un reale impatto certo e positivo
    b) logica di dismissione del personale: ci sarà la fuga dei migliori (se ancora sono rimasti in servizio) perché 1) è evidente che la carriera militare non offre garanzie di alcun tipo, né a livello pensionistico (non è detto che riesci a finire il mestiere come militare) né a livello operativo (se un qualsiasi beduino ti cattura mentre sei in servizio, l’Italia aspetta compunta l’esito del processo-farsa). Ultimo motivo: la selezione di quelli che rimarranno dentro avverrà su basi clientelari-raccomandazioni-etc?
    c) lo strumento militare dipende dalle scelte strategiche, non è una variabile indipendente (ricordate quando si scriveva che lo stipendio è indipendente dai ricavi aziendali? E’ lo stesso). Operare tagli solo per ridurre le spese e non considerare le scelte strategiche relative alla difesa è un grossolano errore. Il rischio maggiore – quasi una certezza in Italia – è che quando arriverà il momento di utilizzare lo strumento militare per difenderci, lo avremo così malridotto ed inefficiente che di fatto non servirà a nulla. Anzi, già il solo ridurlo al livello di inutilità alimenterà di per sé gli appetiti del “nemico”… e c’è sempre un nemico, con buona pace di pacifisti ed economisti.

    • AlbertoMattesi

      Luca, vado con ordine:
      a) sono d’accordo con te, l’ho scritto, nel 2024 avremo potuto fare tre volte default, non una, ma mi è piaciuto rimarcare il fatto, che anche se insufficiente come scritto nell’articolo è pur sempre un primo passo, che necessita di sviluppi e conferme. Sulla durata e sull’incertezza del provvedimento, 100% d’accordo.
      b) La fuga dei migliori la viviamo ogni giorno, anche in periodo di crisi, e probabilmente questa ondata di potenziali riforme sarà controbilanciata solo da una pesante crisi esterna, ma appena le cose andranno un po meglio, i migliori se ne andranno. Relativamente alla selezione attuale, io lo chiamo “sistema misto”: raccomandazione e preparazione, servono entrambe a mio modestissimo parere.
      c) Per le scelte strategiche attuali, lo strumento militare è sovradimensionato. In realtà se hai 20 navi di prima linea e solo 10 sono CR, le rimanenti 10 sono un peso al bilancio e basta. Questa situazione si sta vivendo già da un decennio, e nonostante ciò le missioni sono sempre state assicurate. Quindi, curando opportuno la componente addestrativa/operativa puoi ridurre lo strumento come ipotizzato senza inficiare sull’efficacia.

      Sono d’accordo con te, c’è sempre un nemico, ma i pacifisti spesso ignorano questo dettaglio
      grazie del commento

      • Luca Di Rocco

        Caro Alberto,è sempre un piacere leggere le tue risposte. Mi piace quando un articolista ha poi la cura di rispondere ai più disparati (o disperati?) commenti.
        Tuttavia non concordo su quanto hai detto in tema di raccomandazioni, non perché ritenga astrattamente che esse siano un peccato mortale, ma perché penso che in Italia questo sia stato uno strumento devastante per l’intera società e per l’amministrazione statale in particolare. Esse hanno permesso che la feccia arrivasse in posizioni dirigenziali, laddove già in condizioni di normalità era difficile garantire un livello perlomeno accettabile. Bisogna prenderne atto e correggere tale micidiale tendenza (che non è, lo ripeto, solo italiana). L’amministrazione statale deve crudelmente emendarsi dalle raccomandazioni. Non è economia, non è politica. E’ sopravvivenza. Solo permettendo alle persone con le caratteristiche giuste di occupare il posto giusto forse si potrà salvare la nave sta affondando. Ma forse manca già il tempo per fare questo ed è giusto che sparisca nei flutti della Storia un popolo che ha pensato solo al posto fisso da ottenere a tutti i costi… Scusa lo sfogo!

        • AlbertoMattesi

          E’ un piacere rispondere (tempo permettendo ovviamente).
          Luca, scusami, forse mi sono espresso male. Sono d’accordo con te, ho solo detto qual’è il sistema attuale di “avanzamento”. Il mio “servono entrambe a mio modestissimo parere” significava che se hai l’una e non hai l’altra non fai strada, non che è giusto averle entrambe. 
          Concordo che le raccomandazioni devono sparire, mentre ritengo che le segnalazioni, quel che il mondo civile chiama “referenze” sono opportune, perchè ti possono dare al sensazione della preparazione di un militare, la sua attitudine al comando, ecc ecc… distaccandoti per un attimo dai crudi numeri di un corso o di una graduatoria.

        • AlbertoMattesi

          E’ un piacere rispondere (tempo permettendo ovviamente).
          Luca, scusami, forse mi sono espresso male. Sono d’accordo con te, ho solo detto qual’è il sistema attuale di “avanzamento”. Il mio “servono entrambe a mio modestissimo parere” significava che se hai l’una e non hai l’altra non fai strada, non che è giusto averle entrambe. 
          Concordo che le raccomandazioni devono sparire, mentre ritengo che le segnalazioni, quel che il mondo civile chiama “referenze” sono opportune, perchè ti possono dare al sensazione della preparazione di un militare, la sua attitudine al comando, ecc ecc… distaccandoti per un attimo dai crudi numeri di un corso o di una graduatoria.

          • Luca Di Rocco

            Ok! Dal tono e dalla terminologia che usi deduco che le cose le devi vedere abbastanza dall’interno! Non che questo guasti, ma temo che non permetta di cogliere l’esatta dimensione del problema. Gli USA nella parte pubblica delle loro determinazioni strategiche prevedono di avere uno strumento militare in grado di affrontare o una guerra di alta intensità o due conflitti di media intensità. Su questa base teorica hanno strutturato il loro esercito. Gli svizzeri, sempre nell’ambito della parte pubblica della loro strategia, hanno invece optato per un esercito popolare in grado di condurre una resistenza diffusa e capillare, rendendo altissimi i costi ad un eventuale invasore, da qualunque direzione esso provenga. Noi invece? Non è dato sapere qual’è la nostra dottrina. Non si sa neppure chi comanda davvero in caso di guerra. Ed ancora, nel concreto, cosa facciamo se dalle Alpi discende un esercito nemico? Il modello di difesa attuale porta sul campo meno di centomila uomini dell’esercito, di cui oltre il 70% tra sottufficiali ed ufficiali. Una “galassia” di stelle cui cosa corrisponde in termini di fucili sparanti? E quale strategia si adotta in mezzo alle grandi città del nord? Se la lezione indiana ha insegnato qualcosa è che possiamo davvero essere soli sul piano internazionale (NATO compresa), ed allora? Vogliamo ancora credere che l’attuale apparato dirigenziale militare e politico comprenda questi problemi? Io non ci credo. L’approccio burocratico e stantio che finora si è visto dimostra solo che si spera sempre nella fortuna. D’altra parte anche tu ammetti – per il naviglio disponibile – che finora c’è l’abbiamo sempre fatta anche se con grandi difficoltà. E figurati che finora siamo sempre stati in pace, almeno sul territorio metropolitano… Adesso, spunta fuori il nuovo ministro che dall’alto dei suoi gradi pensa ad un taglio orizzontale dello strumento militare. Certo, la classe politica ne è compiaciuta. Ma ancora una volta tutto questo che senso ha in termini di vera strategia e di difesa di questo popolo? Assolutamente nulla.

          • AlbertoMattesi

            Relativamente alla mie conoscenze in materia di difesa, puoi dare per scontato che conosco molto bene la struttura militare italiana, da dentro e da fuori. 
            Detto questo, concordo con te che non esiste alcuna visione strategica dell’impiego dello strumento militare da parte dei politici. E forse è meglio così, aggiungerebbero danni a danni. Ogni volta che si sono lanciati a immaginare numeri, strategie e compiti, sono state riviste uno o due anni dopo. Quindi stendiamo un pietoso velo. 
            Passando ai numeri, le FFAA italiane non sono molto diverse dalle altre forze armate degli altri paesi. Prendi la Germania, più numerosa di noi come popolazione e con confini terrestri neanche paragonabili ai nostri, ebbene, l’esercito è formato da 250.000 unità, in Italia sono 105000 EI più 110000 CC, per un totale si 215.000, con un quarto dei confini terrestri. I CC da qualche parte bisogna metterli, se li consideri PS vanno a incrementare già gli alti numeri della polizia di stato, e in ogni caso sono FF.AA. a tutti gli effetti.Quindi, nei numeri, non mi pare che ci sia uno strumento sottodimensionato. Mi trovo d’accordissimo  con te, che il problema sono le proporzioni. Tutto sommato nei carabinieri il numero di ufficiali rispetto alla forza  è proporzionato (vado a memoria, credo abbiamo 4000 ufficiali per 110.000 totali). Se prendi invece l’esercito la situazione fa quasi ridere. Immagino saprai che gli organici al momento sono regolati dalla legge 490/97. Ebbene, se conti solo il numero di generali a tre stelle (di corpo d’armata) dell’esercito, scopri che sono circa 25, per arrivare a oltre 50 generali a due botte (di divisione).E’ vero che è difficile dare un numero di uomini certo al corpo d’armata o alla divisione, ma è condivisa posizione indicare in circa 50.000 uomini la consistenza di un’armata, e circa 10.000-15.000 uomini la divisione. Se fai due semplici moltiplicazioni, dovremmo avere qualcosa come: 25*50000=1.250.000 uomini per dare a ogni generale a tre stelle il suo corpo d’armata, o 50*15000=750.000 uomini per formare tutte le divisioni. E’ vero che ci sono generali che vengono impiegati per la pianificazione, comando e controllo, ma la proporzione rende proprio evidente che qualcosa non va.Tornando coi piedi per terra, altrimenti sembra di giocare al risiko. Le guerre oggi non si fanno con i cannoni, o molto poche si fanno con i cannoni, e molte (quasi tutte) si fanno con l’intelligence. E lì ci sarebbe da aprire un grande discorso.
            Servirebbe una visione strategica di ampio respiro, individuando: obbiettivi prioritari, interessi prioritari, modalità con cui si intende difendersi, modalità con cui intende recare offesa in caso di violazione degli interessi, ecc ecc..
            Chi lo fa tutto questo? La Russa? Parisi? Martino? Mattarella?
            Di Paola riuscirebbe di certo a farla, anzi è pronta nel cassetto. Ma poi devi andare in parlamento a spiegarla e farla votare dai Di Pietro, dai Vendola…e da tutti i parlamentari di stampo scillipotistico…Luca, amicio mio, siamo fottuti. Cerchiamo di fare il nostro meglio e che Dio ci assista.

  • Dadan

    Beh è giusto: che senso ha pagare per qualcosa che si può avere gratuitamente.
    Quando torneranno i fez tornerà anche la leva obbligatoria magari sul modello corea del nord: carne da macellare gratis.

  • Controcultura

    L’unica limitazione che si può concepire a queste buone intenzioni, è che un Paese che intende adottare certe economie poi non può essere inserito in uno schieramento politico aggressivo e bellicista. Altrimenti si rischia di fare la figura di Mussolini, che non spendeva per i cannoni ma per il burro, e poi combinò il disastro che sappiamo perchè volle fare la guerra lo stesso.

    • AlbertoMattesi

      Assolutamente vero!

  • Guido

    Ci sono anche delle caz..te.
    Per esempio: dice di voler diminuire il personale civile e prevede che ci siano dei “flussi migratori” del SUO personale militare verso i ruoli del personale civile che A PARITA’ DI MANSIONI, QUEST’ULTIMO (civile) COSTA DI MENO. Così, non solo NON si diminuisce il numero del personale civile ma, per assurdo, questo “strumento para-militare” ci costerà di più.

    • AlbertoMattesi

      Beh, di  più no, al massimo può costare uguale, il che significa fallire l’obiettivo di ridurre la spesa. Sono comunque d’accordo con te, tant’è che ho scritto:
      “Queste mosse ci piacciono un po meno, perchè spostano il problema da un bilancio all’altro non collocandolo al di fuori della spesa pubblica.”
      A meno che, questo diritto acquisito di portarsi dietro anche la retribuzione precedente viene tagliato..ma non ci credo…

      • Conan the Libertarian

         Tanto finchè si comprano miliardate di armamenti inutili e dalla costosissima manutenzione, finchè le caserme (così come altri uffici pubblici) pagano 5000 euro una stampante o 100-200 euro un barattolo di vernice, vedrai come viene tagliata la spesa inutile…ma non facciamo un fiato su questo: meglio togliere stipendio e pensione alla gente come soluzione unica, che se poi si suicidano meglio: così “mangiamo di più noi”, nevvero?

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