bannerInvestire_640x80

Il ministro Di Paola ha presentato al Senato il DDL 3271 con il quale chiede al Parlamento la Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. 

I passi indicati sembrano andare nella direzione giusta, forse l’orizzonte temporale non è quello auspicato, ma il sacrificio che Di Paola intende far affrontare ai propri uomini non è poco e bisogna riconoscere l’indubbio merito di essere stato il primo tra tutti i ministri a produrre qualcosa di concreto.

Non ci illudiamo di certo, si tratta ancora di una legge delega e solo successivamente inizieranno i tira e molla con la parte interessata, la quale, non avendo struttura sindacale potrebbe non offrire un’insormontabile resistenza.

Vediamo in breve il contenuto del disegno di legge, iniziando con le linee principali di intervento:

 

 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

Buona mossa, se realizzata, negli ultimi anni abbiamo assistito a tanti cambi di nomi ma pochi reali di struttura.

 

 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

Altra buona mossa, anche se il transitorio si spinge fino al 2024. E i civili della difesa? Non li ha dimenticati…

 

Riforma Difesa linee di intervento 3 430x300 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

La seconda parte, è molto dichiarativa, bisognerà vedere quanta pressione riusciranno ad esercitare le varie lobbies dei costruttori (Finmeccanica e Fincantieri in primis).

Poi una serie di proposte per ricollocare il personale in esubero. La prima:

 

 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

La seconda:

 

 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

Queste mosse ci piacciono un po meno, perchè spostano il problema da un bilancio all’altro non collocandolo al di fuori della spesa pubblica.

Si accenna alla rimodulazione delle proporzioni tra dirigenti e non dirigenti:

 

Riforma Difesa riduzione personale dirigente 6 431x300 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

Si poteva fare di più, per riequilibrare i rapporti tra dirigenti e resto della forza. 

Ci sembra che nel complesso, la direzione sia quella giusta. Non avremmo potuto vedere funzionare ancora a lungo una Difesa che ha visto cambiare negli anni i numeri di bilancio così (al netto dei contributi a favore dell’investimento da parte dell’MSE):

 

Riforma Difesa andamendo della spesa 8 490x86 Riduzione della Spesa Pubblica: lamm. Di Paola fa la prima mossa

 

L’unico dubbio che sorge per il successo del piano proposto è relativo all’età di pensionamento e le stime fatte in tal senso. Infatti i militari vanno in pensione per lo più a 60 anni, al di sotto della media del pubblico impiego. Proprio per questo motivo il Ministro Fornero ha già intavolato una prima discussione con le parti interessate su come poter adeguare l’età pensionabile del personale militare al resto della compagine pubblica.

Una prima bozza prevede l’innalzamento dell’età di pensionamento portandola tra i 63 e i 66 anni (a secondo del grado e a regime del 2018), colpisce duramente il periodo di ausiliaria, cancellandolo a partire dal 2018 (perchè non subito?!) e la cosiddetta pensione “privilegiata” che sarà regolata in modo più restrittivo. Queste possibili modifiche sono state conteggiate?

In merito alla proposta del ministro Fornero, le domande sono due. La prima, perchè allungare il periodo di lavoro adeguandolo con un transitorio fino al 2018? La seconda, perchè cancellare l’ausiliaria dal 2018, e non subito? C’è come un irrinunciabile vizio a spostare verso le generazioni future il costo di quelle di oggi. Perchè?

Per completezza di informazione, si deve sottolineare che le Forze Armate non hanno organi di rappresentanza. I sindacati per capirci. Non ci piacerebbe vedere una componente che in passato e ancora oggi ha sopportato enormi sacrifici, continuare a sopportare il fardello che sarebbe più corretto suddividere tra le diverse aree della Pubblica Amministrazione. Soprattutto nelle strutture periferiche e locali. Quindi invochiamo ancora una volta il principio assai caro al Premier Monti: EQUITA’.

Quindi un primo bravo al ministro Di Paola, per il passo mosso nella direzione giusta. E un “sbrigatevi” agli altri ministri ancora alle prese con i conti dei propri ministeri. O temono affrontare i sindacati?

Dimenticavo, rimane un interrogativo aperto: i carabinieri?

 

 

 

 

 

 

 

 

Incoming search terms:

  • yhs-per_001
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato