Dai basta col fare le cassandre e mettiamo insieme alcune proposte su cosa è necessario per l’Italia per uscire dalla crisi.
Intanto diamo un nome al piano:
In origine avevamo pensato a: Uscita dalla crisi for Dummies, poi ci siamo resi conto che vista il target del piano, l’uso di termini inglesi non era appropriato, dunque il titolo è diventato Uscita dalla crisi per Stupidi, però a pensarci bene il “per Stupidi” non rende bene l’idea e poi potrebbe essere scambiato per un insulto e non, come in effetti è, per un complimento vista le qualità umane e professionali dei personaggi a cui si rivolge. Quindi ecco il nome, semplice e veritiero.
Uscita dalla Crisi per Politici Italiani
Si tratta di un piano in 2 mosse:
Mossa 1 : Carte in regola
La crisi italiana è sia di liquidità che di solvibilità. Per rimuovere le cause della crisi di liquidità è necessario affrontare i problemi che hanno portato l’Italia ad essere sostanzialmente insolvente.
L’Italia è insolvente perchè non esistono le condizioni minime per creare ricchezza qualsiasi sia la valuta di riferimento. Una eventuale svalutazione non risolverebbe i problemi strutturali del sistema italia che sono:
1) Eccesso di spesa pubblica —-> Eccesso di pressione fiscale
2) Eccesso di controllo burocratico sull’economia —-> Eccesso di costi per il sistema produttivo
3) Eccesso di chiusure corporative in settori chiave dell’economia —-> Eccesso di costi per il sistema produttivo
4) Giustizia civile, lenta farraginosa e autorefernziale —-> Eccesso di costi per il sistema produttivo e causa prima dei pochi investimenti esteri in italia
Come si affronta il problema
a) Per avere le carte in regola è necessario affrontare di petto almeno 2 di questi problemi attraverso un decreto legge che abbatta la spesa pubblica attraverso tagli feroci di stipendi nella PA, pensioni, trediciesime, privlegi di casta, e controllo burocratico.
Ogni risparmio deve essere impiegato nel taglio della pressione fiscale, su Irpef, Irap, Irpeg, eliminando l’Imu sulla prima casa e istituendo la cedolare secca al 20% per gli affitti.
b) Sempre per decreto è necessario eliminare ogni irragionevole barriera di accesso alle professioni (a partire dal notariato, vero scandalo italiano), e soprattutto sopprimere ogni norma che riguardi tariffe minime e pubblicità.
c)E’ necessario iniziare un percorso di riforma della giustizia civile nell’ottica fondamentale di snellire i processi e di dare tempi certi e ragionevoli nel dirimere le controversie.
Ovviamente per far digerire agli Italiani, specie ai milioni di lavoratori nelle PA, questa medicina è anche necessaria un operazione di verità. Ovvero fare presente che l’economia reale italiana, quella che produce ricchezza netta è al collasso per il peso dello stato. E che l’alternativa ai tagli è la bancarotta. Bancarotta che avrebbe effetti ben peggiori sulla PA rispetto ad una politica di tagli, improntata per quanto possibile, a criteri di giustizia.
Lo scopo di questa mossa è quello di rendere l’Italia pronta ad affrontare un default per uscirne in fretta e più forte di prima.
Se oggi l’Italia uscisse in queste condizioni di partenza dall’Euro sarebbe il disastro totale. Lo Stato stamperebbe all’infinito pur di mantenere la sua dimensione, con risultati devastanti su famiglie, lavoratori pubblici e privati e su la miriade di imprese e di professionisti che vivono di mercato interno.
Mossa 2 : Opzione Nucleare sul Tavolo Europeo
Messa l’Italia in grado di affrontare la bancarotta è necessario presentarsi al tavolo con i tedeschi minacciando il default immediato sui nostri titoli di stato (e dunque la catastrofe per l’intero sistema bancario europeo) se non dovesse essere presa la decisione di stampare euro a sufficienza per parificare rendimenti dei titoli di stato Italiani e Tedeschi. Insomma un QE Europeo.
L’Italia oggi NON può porre la questione nucleare sul piatto, perché non è pronta ad affrontarla. Dunque non verrebbe presa sul serio esattamente come non lo fu la Grecia quando minacciò il referendum.
In sintesi:
Prima è necessario affrontare e d eliminare le ragioni strutturali della crisi di solvibilità italiana e poi si potrà affrontare e risolvere la crisi di liquidità. Il percorso all’incontrario non può funzionare, non ne abbiamo la forza.
La Guida è Finita.
p.s. vorrei suggerire una prima mossa operativa:
Mettere nella costituzione il limite alla spesa di tutte le pubbliche amministrazioni al 40% sul PIL dell’anno precedente.
Una proposta simile , ad opera di Nicola Rossi esiste già nei cassetti del parlamento.
Sarebbe un eccellente inizio.
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