COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

Di Joe Black , il - 15 commenti
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COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”. IPOTESI SU USCITA GRECIA

Se la casa trema, la prima cosa da guardare sono le fondamenta…, così con l’Euro

Banconota da 0 euro1 424x300 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

Passando per la fantascienza, si capisce a volte meglio la scienza (in questo caso economica) ponendosi da un punto di vista distaccato

Sono ormai la maggioranza gli analisti che prevedono l’uscita della Grecia dall’Euro. Anche se alcuni non possono ammetterlo

barroso1 408x300 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

Ho trovato interessante provare a immaginare come si possa risolvere il problema della valuta.

Segnalo infatti un interessante istant-book giunto alla terza edizione “Il Fallimento dell’Euro” scritto da un laureato in economia alla Luiss, già direttore Generale della Capogruppo finanziaria dell’Eni, Antonio Maria Rinaldi antonio maria rinaldi 150x150 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”– Piscopo ed. srl

A parte una serie di spunti interessanti per capire meglio coma caz.. è nata questa moneta, pardon , valuta (Sapevate che Prodi chiese alla Spagna di Aznar di fare fronte comune per entrare in scivolata in area Euro, anche se in assenza del rispetto dei parametri e che fu proprio il diniego del premier Spagnolo a spiazzare ed isolare l’Italia che fu cosi obbligata alle tristemente manovre draconiane con tanto di Eurotassa ?; e qualche ulteriore trucco per potersi sedere al tavolo dei fondatori, grazie anche alla benevolenza pelosa ed interessata di Kohl che temeva un’Italia fortemente manifatturiera al di fuori dall’Euro )

draghi1 398x300 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

Tra le teorie più strane, nonostante gli impegni internazionali e i verbali di distruzione di quantità di banconote estese come campi di calcio, esiste qualcuno che sostiene siano stivati enormi depositi di vecchie valute, per tornare istantaneamente alla situazione pre-euro in caso di emergenza. Se cosi fosse sarebbe in fondo semplice tornare alla vecchia Dracma (e Lira…Marco?)

350px European Union as a single entity.svg 1 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

Ma è un’ipotesi fantasiosa che mi sento di scartare per due ragioni:

1) la pericolosità dell’esistenza di tali depositi (si pensi alla convertibilità decennale), il costo di mantenimento e di sicurezza, ed il rischio che tale questione costituirebbe per lo stesso Euro (rendere così semplice il passaggio inverso porterebbe a costituire fin dalla sua nascita una spada di Damocle pericolosissima per la nuova valuta)
2) L’impossibilità di mantenere la segretezza vista la numerosità dei soggetti coinvolti ed il lungo lasso di tempo trascorso

euroscacchiera1 400x300 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

In più proprio i trattati dicono come si entra, ma non come si esce dall’Euro. La Grecia potrebbe facilmente uscire dall’ Unione Europea, ma non altrettanto dall’Euro perché non esiste un processo codificato per farlo e dovrebbero essere rivisti tutti i trattati (tempi lunghissimi, incompatibili con un crash immediato e con la rapidità con la quale si verificano eventi creditizi, valutari e finanziari)

Un’altra teoria interessante è quella di far adottare temporaneamente il dollaro

dollaro11 400x300 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

con immediato beneficio sia per la quantità in circolazione che per un abbattimento di valore utile a dare ossigeno .
L’ipotesi ha una certa fattibilità (forse non dispiacerebbe neppure agli Usa che lo volevano fare in Sicilia nel ’43, adottare uno Stato Europeo, seppure temporaneamente

In effetti l’ipotesi è un po… Burlesque

berluscheuro2 490x243 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

La banca centrale greca avrebbe tuttavia tempo per ristampare le Nuove Dracme prevedendone già la loro reintroduzione già al momento del passaggio temporaneo alla nuova valuta…

480 euro dollaro81 400x300 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

Arriviamo quindi al terzo e più interessante spunto:

Appoggio la lente di ingrandimento su un aspetto che magari è a conoscenza di molti (quando ci dettero il primo sacchetto con 25 euro di monetine, tutti avevamo sul comodino qualche dispensa che tracciava le caratteristiche delle nuove banconote…). Si osservi sul retro di una banconota Euro il “numero di serie”.

Da Wiki:

Cifra di controllo del numero di serie
Ciascuna banconota ha un proprio numero seriale. Ad ogni nazione emettitrice delle banconote euro è associata una cifra di controllo (vedi ultima colonna della tabella del paragrafo Codici di identificazione) che consente di verificare l’autenticità attraverso il seguente calcolo: si sommano le cifre del numero seriale fino ad ottenerne una sola (si calcola cioè la radice numerica del numero di serie), che sarà uguale alla cifra di controllo se la banconota è vera. Ad esempio, preso il numero seriale Z10708476264 (a cui corrisponde la cifra di controllo 9, poiché è associata al Belgio, identificato con la lettera Z), sommando ripetutamente le cifre si ottiene: 1 + 0 + 7 + 0 + 8 + 4 + 7 + 6 + 2 + 6 + 4 = 45; 4 + 5 = 9, pari proprio alla cifra di controllo.
Esiste anche un metodo equivalente, che è il seguente: si sostituisce la lettera del numero seriale con un numero compreso tra 11 e 36 in base all’ordine crescente (quindi A=11, B=12, e così via, fino a Z=36), poi si toglie l’ultima cifra (che andrà a costituire la cifra di controllo) e si divide il numero ottenuto per 9; se la banconota è originale, la differenza tra 9 ed il resto della divisione sarà uguale alla cifra di controllo messa da parte in precedenza. Come esempio, prendendo il numero seriale esaminato in precedenza, si sostituisce Z con 36, e togliendo l’ultima cifra (in questo caso 4) si ottiene il numero 361070847626, che diviso per 9 fa 40118983069 col resto di 5; la differenza 9 – 5 fa 4, che è uguale alla cifra di controllo.
Un ulteriore metodo più semplice dei precedenti consiste nell’attribuire alla lettera del numero di serie della banconota il suo numero d’ordine alfabetico inglese (quindi A=1, B=2, …, T=20, …, Z=26). Sommando a questo tutte le cifre del numero di serie e ripetendo la somma delle cifre fino a ottenerne una sola (ovvero stiamo calcolando il resto della divisione intera per 9) si ottiene sempre il numero 8. Prendendo ad esempio il numero seriale Z10708476264, siccome Z=26 si ha 2 + 6+ 1 + 0 + 7 + 0 + 8 + 4 + 7 + 6 + 2 + 6 + 4 = 53; 5 + 3 = 8.

ma sulle cui conseguenze è interessante far notare i seguenti aspetti:

I numeri stampigliati sono frutto di un algoritmo matematico che permette, se sommate le cifre, di addivenire per ogni Stato, sempre alla stessa cifra (nel caso dell’Italia, ad esempio, 7)

GERMANIA = X SOMMA = SEMPRE 2
FRANCIA = U SOMMA = SEMPRE 5
BELGIO = Z SOMMA = SEMPRE 9
SPAGNA = V SOMMA = SEMPRE 4
AUSTRIA = N SOMMA = SEMPRE 3
IRLANDA = T SOMMA = SEMPRE 6
ITALIA = S SOMMA = SEMPRE 7

GRECIA = Y SOMMA = SEMPRE 1

Vedasi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Banconote_euro#Cifra_di_controllo_del_numero_di_serie

1) Ciò permette alla BCE, oltre che ufficialmente, a stampare Euro a nostra insaputa, non essendo possibile controllare la consequenzialità dei numeri si serie (come avveniva con TUTTE le vecchie valute e avviene nelle valute di TUTTO IL MONDO)

2) Per mettere fuorilegge una serie basterebbe un provvedimento immediato. Alla riapertura delle banche dovrei “convertire la vecchia carta straccia” con qualcos’altro (euro di serie diverse, dollari, altre valute) ma l’effetto sarebbe istantaneo. Con qualche effetto collaterale per quel 10% di cash che è in giro oltre confine ancora in banconota, ma tant’è….

3) Senza contare che sarebbe un vero e proprio “schioccar di frusta “ per gli altri PIIGS, pardon FK, PD Paesi Deboli (che poi è anche il simbolo di un Partito Debole qui da noi…) che vedrebbero la fine in caso di inadempienza agli obblighi della Troika. Educarne uno, per educarne 17 (anzi 16)

…..

Troppo complicato?

Le macchinette conta soldi.

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Una volta le macchinette conta soldi avevano bisogno di inserire una banconota alla volta. Oggi sono in grado di “contare” contemporaneamente banconote diverse. Non sarebbe fantascienza presumere l’esistenza di macchinette che selezionino anche i numeri di serie in modo ben più veloci dell’occhio umano.

Un utile strumento per … smistare con efficienza e velocemente.

Se fossi greco… oltre a scorte di feta, per curiosità darei un’occhiata sotto la mattonella a vedere nel pacchetto che numeri di serie ho nella mia collezione…

prendere mano euro1 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

A volte i segreti sono i più nascosti… perché sotto gli occhi di tutti …

Dollaro Elohim1 390x300 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

Solo per ridere provate a digitare su google “euro” o “euro banconate”. Poi cliccate a sinistra su “immagini”. Vedrete che tutte le ricerche (o il 99% di esse) otterrà non immagini di banconote, ma di fac-simili privi del numero di serie o dall’altro lato…

Ma non potevano inventarsi una moneta più allegra?

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Ma, dimenticavo, non preoccupatevi del cash euro-flat, in fondo è solo è solo fantascienza…

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Intanto, (per ora) l’Italia… galleggia.

napolitano che galleggia1 450x300 COSA PREVEDERANNO GLI ACCORDI SEGRETI DEI “PADRI FONDATORI” DELL’EURO? NOTE TECNICHE SULLA BANCONOTA “EURO”

(grande minonea… per gentile concessione)

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    Veramente un post molto utile… Grazie di cuore.

    • Claudio Broglia

      Scusate, errore di post

  • WinoBS

    sta cosa dei seriali è una inculata pazzesca… e fa ben intuire cosa ci sia sotto all’euro…

  • AntonioEuro

     Caro Joe Black, sono pienamente d’accordo sulla tua analisi e non te lo dico perchè sono l’autore del libro che hai gentilmente citato, ma perchè sono convinto che tu abbia scritto (purtroppo!) cose verissime! Ho notato che il libro lo hai letto veramente e che hai immediatamente focalizzato gli aspetti più interessanti. Ti ringrazio perchè nonostante il mio libro abbia avuto un successo enorme in termini di vendite, nessuno prima di te ha avuto il coraggio di aprire un dibattito pubblico sull’esistenza dei cosiddetti “patti segreti” che, senza ombra di dubbio, sono stati siglati a margine del Trattato di Maastricht. Patti che prevedono l’uscita più o meno volontaria dalla moneta unica e che ad iniziare dai tedeschi e francesi hanno tutti voluto e preteso di codificare prima della firma. Mi sono sempre rifiutato di credere che non siano state previste queste modalità, come mi sono sempre rifiutato di credere, da bravo allievo e discepolo del Prof. Paolo Savona, che ciascun Paese aderente, Italia inclusa, non abbia nei cassetti un Piano B in caso di necessità estrema! Lo stesso ex-ministro Tremonti lo ammise in uno scambio di idee nel luglio del 2011 con il Prof. Savona (vedasi articolo del Corriere della Sera). Ultimamente, a supporto di questa tesi, anche la Finlandia ha “minacciato” l’uscita dall’euro: evidentemente sono perfettamente a conoscenza che si può! Ma la prova più evidente che “non ce l’hanno raccontata tutta” è nel Trattato di Lisbona siglato nel 2009, dove si ribadisce la possibilità di uscire dall’Unione Europea: non si capisce pertanto come sia possibile senza uscire anche dalla moneta unica, visto che sarebbe paradossale continuare ad adottarla senza più far parte della Comunità! Ancora grazie per aver aperto il dibattito fino ad ora rimasto un tabù! Antonio Maria Rinaldi

    • Paolo Scaramuzzino

      Strategicamente sarebbe semplicemente folle non avere un piano B. Sebbene l’euro è fin dalle origini la valuta di sostituzione del dollaro. La Trilateral Commission ha rilasciato un abstract di un incontro del settembre 1973 in cui già si delineva chiaramente l’esigenza di sostituire l’USD. Gli interessi che sorreggono l’euro sono ben più estesi delle nazioni europee. Nello stesso documento della Trilateral Commission si legge chiaramente che è da demolire l’arcaica concezione che gli interessi nazionali siano centrali nelle strategie dell’amministrazione statale. Le Corporation multinazionali hanno da lungo tempo superato i PIL combinati delle aggregazioni di Stati (JPM ha superato il PIL degli USA nel 1905, Barclays PLC ha un fatturato superiore al PIL dell’Italia ed un indebitamento strutturato di oltre 45 volte quello italiano). Cioè gli interessi delle Corporation sono dominanti e per loro natura transnazionali rispetto agli interessi degli stati nazione emersi dopo la rivoluzione francese, che per Costituzione insistono su un limitato territorio identificato dal perimentro nazionale.

      In quest’ottica l’esistenza di un piano B non è funzionale agli interessi che hanno generato l’euro. È errato interpretare i problemi causati dall’euro in chiave politica. La politica, anche quella tedesca, non ha alcun impatto sul governo della UE. La UE è un superstato transnazionale creato per difendere gli interessi di corporation transnazionali, ed ovviamente non ha nessuna struttura democratica efficace, ma solo simulacri (il parlamento europeo) svuotati di ogni potere efficace delle istituzioni degli stati nazione.

      Inoltre non concordo sul fatto che l’uscita dalla UE comporta l’uscita dall’euro. Esitono vari stati che sono nella UE e non hanno l’euro, come la Polonia ad esempio. Ed esistono stati che hanno l’euro e non appartengono alla UE, come il Montenegro della Ex Yugoslavia.

      Tra l’ìmpalcatura normativa dell’unione e l’euro non sussistono legami.

    • http://www.facebook.com/giovanni.danisi.1 Giovanni Danisi

       Sono convinto che ci siano molti retroscena sulla fondazione dell’eurozona, d’altronde sarebbe anche strano che non ce ne fossero, ma più che i retroscena quel che conta forse è comprendere le vere ragioni profonde che han portato alla nascita dell’euro, una su tutte la paura di una nuova grande Germania unita che avrebbe nuovamente spadroneggiato in Europa…un certo Giulio Andreotti prima della caduta del muro di Berlino ebbe a dire in un’occasione: “Io amo così tanto la Germania che vorrei ce ne fossero sempre 2 ! “. L’euro è stato un po’ il tentativo di imbrigliare la nascente nuova Germania ed esorcizzare questi timori. Per l’Italia l’euro è stata la riedizione di una storia già vista: ingredienti: mancata fiducia in se stessi, scarsa voglia di prendersi impegni e responsabilità, voglia di aggirare i problemi invece di affrontarli! Copione: noi pensiamo: ora ci mettiamo con questi + forti e bravi di noi ma meno furbi che ce li risolveranno loro i nostri problemi, solo che “questi” siccome sono forse non così bravi e forti come pensiamo ma sicuramente molto intelligenti e soprattutto con palle molto + grosse delle nostre, non ci pensano minimamente a caricarsi il nostro fardello, anzi sfruttano la situazione a proprio esclusivo vantaggio. Finale: costernazione, smarrimento, fuga precipitosa e disordinata dai nostri impegni e conseguente disastro totale! Vi ricorda qualcosa? a me si…e’ per questo motivo quindi che sono d’accordo con te professore: noi (leggi Monti e/o Napolitano) dovremmo andare domani all’eurogruppo e dire chiaro e tondo: signori illustrissimi così proprio non va: in questa situazione a noi non conviene rimanere nell’euro! O modifichiamo le regole, i trattati, gli statuti inserendo la clausola per noi irrinunciabile che si facciano eurobond e si ponga fine nel giro di 2-3 anni alle obbligazioni nazionali, e si da mandato alla BCE di comprare se serve oggi le obbligazioni nazionali, domani gli eurobond come fanno tutti i Paesi del mondo, oppure noi tra un mese esatto torniamo alla lira con tutto ciò che ne consegue! Magari questa uscita è bluff all’80 % , ma i bluff bisogna saperli fare nel momento giusto quando sei credibile, tra qualche tempo con l’economia disastrata e il default dietro l’angolo ci riderebbero in faccia, ma come dice il professore: non abbiamo le palle per farlo! Sono invece meno convinto che ci sia un piano B per uscire dall’euro: in fin dei conti i contratti prematrimoniali esistono, ma quanti li sottoscrivono veramente? ma cio’ non costituisce un vero problema: alla fine i matrimoni finiscono ugualmente e le persone si separano (e magari poi si risposano) anche senza avere un B plan !  

  • http://www.facebook.com/people/Saturno-Oberon/100002662165595 Saturno Oberon

    Mambo Nero in arrivo

  • http://www.facebook.com/diego.novo.5 Diego Novo

    La butto li un po’ rozzamente: ma non sarebbe sufficiente imprimere un timbro indelebile su qualsiasi banconota circolante con la scritta “nuova lira”? In attesa che la nuova banconota entri in circolazione, le banconote euro-euro sarebbero ben distinguibili da quelle euro-lira. O forse è troppo semplice?

    • AntonioEuro

      Caro Diego la tua idea è buona… però non hai considerato che l’eventuale nuova lira varrebbe non meno del 25/30% in meno rispetto all’euro, diciamo 1 nuova lira = 0,70/0,75 euro e nessuno, proprio nessuno si farebbe mettere il timbro indelebile sugli euro che porta in tasca! Viceversa per i tedeschi in caso di uscita della Germania dall’euro (a mio avviso molto più realistico rispetto all’uscita dell’Italia!), il giochino del timbro indelebile sarebbe un’affare: sicuramente il nuovo marco si rivaluterebbe rispetto all’euro di non meno 25/30% e tutti correrebbero a farsi fare il “tatuaggio” anche sulle monetine da 1 cent! Ma alla fine nessuna delle due ipotesi sarebbe praticabile: già m’immagino in tutta la Penisola i sottoscala attrezzati con Totò e Peppino a mettere timbretti o a cancellarli con la scolorina! I problemi si risolvono in altro modo, come ad esempio una classe politica seria e responsabile che metta per prima cosa i conti pubblici a posto e poi si presenti agli appuntamenti europei con le carte in regola per contrastare le arroganze e le pretese tedesche. Solo così riusciremo a ritirare su la testa.

  • Claudio Broglia

    E’ sempre il solito errore: credere che siccome una banconota è stata
    immessa per la quota spettante alla popolazione del paese X essa
    APPARTENGA al paese X: il giorno in cui (speriamo di no), la Grecia
    dovesse uscire dall’Euro, le banconote con la Y o gli Euro con sopra la
    nottola di Minerva continueranno ad essere validissime da noi.

    Anche perché la “paternità” di una banconota è un concetto abbastanza
    scivoloso: a titolo di esempio, un 5 euro E009/ P248 è stampato da
    Oberthur-Francia, in quota Paesi Bassi e messo in circolazione in Italia
    o in Germania a causa della specializzazione di stampa dei tagli.

    Per citare altri esempi di monete falsamente regionali, abbiamo le
    pesetas degli anni ’90 con sopra immagini
    regionali… ma non è che appartenessero materialmente a una regione o
    all’altra. Analogamente, in Germania hanno coniato i 2 E dei vari
    Länder, ma non è che essi appartengano al Baden-Württenberg o alla
    Sassonia.

    Per quanto riguarda poi il saper risalire alla consequenzialità dei
    numeri di serie, essa è facilmente verificabile seguendo le tabelle
    fornite dalla BCE (infatti il sistema è usato sia nella caccia ai
    falsari, sia in ambito numismatico). Tali sistemi esistono per semplici
    ragioni di controllo e sono usate non solo per la lotta alla
    contraffazione ma anche da altri enti che hanno a che fare con le
    eurobanconote, ad esempio la corrispondenza codice corto/codice lungo
    sono usate negli algoritmi di Eurobilltracker.

    L’Euro è una macchina complessa che ha creato problemi a molti in quanto
    non era più possibile ricorrere alle svalutazioni competitive ma
    occorreva investire sulla qualità, ma le sue banconote hanno valore
    universale in tutta l’Eurozona indipendentemente da chi le abbia messe
    in circolo; credere che un N/Y valga in maniera diversa da un D/L
    equivale a domandarsi se le banconote con firma Draghi abbiano valore
    differente da quelle a firma Duisenberg o Trichet.
     

    • AntonioEuro

      Il problema non è “tecnico”, bensì umano! La BCE si avvale di 5 Zecche europee per stampare le banconote di tutti i Paesi eurodotati e le  impresse su ogni banconote prima degli 11 numeri generati da un algoritmo per il quale la somma della somma genera sempre lo stesso numero per ogni nazione, rappresentano solamente a chi sono in “carico”: E’ chiaro che nell’ipotesi che uno o più paesi fosse costretto ad uscire, le banconote con impresso la relativa lettera continuerebbe “tecnicamente a circolare e la BCE ritirerebbe una quantità di “carta”, pari all’ammontare del carico di quel/quei paesi in modo che la base monetaria complessiva (M1) risultasse adeguata al sistema. Il lato “umano” invece farebbe scattare la vecchia legge della “moneta cattiva scaccia la buona” che applichiamo ogni giorno anche inconsapevolmente: quando abbiamo in tasca ad esempio 2 banconote di egual valore, ma una fresca di stampa ed un’altra invece logora e segnata, state ben certi che ci libereremo per primi di quest’ultima! La stessa cosa per quelle dei paesi “usciti” e che nessuno si fiderebbe di detenere fino al punto che si autoescluderebbero perchè nessuno le accetterebbe più! E’ sempre avvenuto così e sempre accadrà così!

  • http://profile.yahoo.com/L7NXN7LMUD3JWN2CHFFZRN7SGM caio

    Ma se mettiamo fuori corso tutte le banconote che iniziano con la “S”, i tedeschi che si ritrovano in tasca gli euro italiani, che fanno vanno in banca e se li fanno cambiare con quelle buone ??? E gli italiani che hanno gli euro con la “X” dovranno ritenersi più fortunati ??? Bè non sarebbe più semplice per i potenti lasciare gli attuali Euro alle nazioni pigs e stampare nuove banconote “euro forte” da distribuire alla popolazione dei paesi forti ???

  • http://www.facebook.com/tempesta.vento.1 Tempesta Vento

    L’Euro è una moneta nata male per l’italia, in quanto ha portato da subito un’inflazione spaventosa.
    Il “sistema” ha fatto un regalino enorme alla Germania, ve la immaginate la capacità di competere dell’operaio Tedesco a 2000 Euro/mese rispetto a quello Italiano che sarebbe dovuta essere 600 Euro/mese!!
    Non occorre nessun premio Nobel per spiegare l’inflazione accorsa subito dopo l’introduzione dell’Euro, la cosa è banalissima.
    Se qualche idiota tira fuori il discorso dello SME e del serpentone monetario e del fatto che la conversione è stata fatta a valori di riferimento di 1936,27 lire per un Euro, già prefissati in precedenza sulle famose bande di oscillazione, allora vuol dire che o è un idiota o fa il finto tondo, lo stratagemma usato è stato semplice.

    Del resto puoi fissare il valore teorico a quello che vuoi, ve lo ricordate il cambio dollaro=peso che si faceva in Argentina prima della crisi, solo che i bravi governanti argentini stampavano più pesos del dovuto.
    La Federal Reserve non ti cambia la tua carta al valore 1 a 1 perchè lo dice la Banca Centrale Argentina, quindi è saltato il giocattolo dove il peso passo 5 a 1 contro il dollaro.

    Con l’euro è accaduto qualcosa di simile solo con sfumature diverse ma troppo semplici da far capire ai più, che ignorano come viene creato il denaro.

    Quella che ci ha perso nel cambio è stata i apparentemente la Germania che sembrava voler fare un regalo a tutti (See!!).
    Ma o tedeschi dovevano svalutare il Marco ad ogni costo senza dirlo ai loro cittadini e alla fine ci sono riusciti alla grande, nel breve periodo e come se avessero versato ricchezza agli altri, ma nel lungo periodo ci hanno guadagnato, riprendendosi tutto con gli interessi.

    Del resto uscire dall’Europa significava forse un destino peggiore di quello che è il presente.
    La verità è che chi è causa delle proprie colpe pianga se stesso, tutti volevano fregare gli stati del Nord Europa, ricco ed efficiente, ma alla fine loro hanno fregato tutti.

    L’Inglobare uno stato nell’unione monetaria gli da subito un apparente sviluppo in quanto continuano ad usare la propria moneta che stampano a go-gò, tanto gli viene cambiata con una moneta forte a tasso stabilito, ma nel lungo periodo questi stati passando ad adottare l’Euro vengono castrati sulla più potente arma che avrebbero a disposizione per competere sui mercati.
    Voi mi direte che i rapporti sono rigidamente controllati e che è tutto molto scientifico…..vedete che non avete capito nulla!!

  • Giovanni Devoto

    Personalmente non vedo nessuna difficolta’ a sostituire il circolante con le “nuove” lire o dracme o pesetas… certo, e’ una situazione “marziale” ma non mi sembra cos’ difficile da realizzare: il venerdi’ alle 17 converti tutti i depositi elettronici (cambia la denominazione di tutto quello che ha un IBAN che inizia per IT: da € a nuove lire o banane o come vogliamo chiamarle, e alle 17 e un minuto partono i camion scortati dall’esercito diretti alle varie filiali delle banche d’Italia…e da lunedi’ mattina le banche sono obbligate a dare euro per lire.

    Doppia circolazione per 4 settimane: divieto di esporto della valuta cartacea, divieto di detenzione di somme superiori ai 5000 €, 4/5 arresti al tg1 delle 20 di qualche “anti-patriota” diretto in Svizzera con la macchina piena di cash e buonanotte al secchio…

    E per rendere allettante la proposta: cambio della valuta totalmente anonimo!

    Quello che manca e’ la volonta’ politica, ma soprattutto le palle per farlo.
    Ah, dimenticavo: siamo proprio certi che sarebbe ottimo imbarcarci in una svalutazione del 20/25% di botto col paese guidato da queste nullita’?

  • Francisnocab2

    Ma siamo ancora a questi livelli? Allora, il piano per ritornare alla lira c’è, ed quello elaborato da WARREN MOSLER, il padre ideatore creatore sviluppatore della MMT-Modern Money Theory:

    http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=5796&reply_id=123550760

    ….Nella seconda parte del suo intervento Mosler ha invece analizzato i passaggi necessari per uscire dal sistema euro:

    • iniziare a imporre le tasse in lire, e spendere in lire senza convertire i depositi bancari o i titoli di Stato già emessi. Attraverso tale meccanismo, si creerebbe un’istantanea domanda di lire, le quali verrebbero acquistate a fronte della vendita di euro. Questo farebbe apprezzare la lira, e questo tasso di cambio forte potrebbe essere sfruttato dallo Stato per acquistare Euro, con i quali pagare i debiti in valuta estera;

    • Bankitalia ridenomina in lire solamente le sue proprietà (gli immobili);

    • Bankitalia garantisce illimitatamente (oggi sono garantiti solo fino a 100 mila euro) i depositi bancari denominati in lire;

    • Le banche commerciali sono tenute ad avere un conto di riserva in lire presso Bankitalia, e l’istituto centrale garantisce loro la disponibilità illimitata di prestiti di riserve nella nuova valuta;

    • Bankitalia diventa l’organo di controllo delle banche commerciali italiane e in caso di comportamenti pericolosi delle stesse, può decidere di non erogare prestiti in riserve illimitatamente;

    • i tassi di interesse sono mantenuti allo 0%, in modo da evitare ripercussioni negative nella spesa a deficit dello Stato;

    • abolire i titoli di Stato, in quanto sono inutili dopo l’abbandono dello Standard aureo;

    • abolire il mercato interbancario in quanto la sua utilità viene meno per la disponibilità da parte della banca centrale di concedere illimitatamente prestiti in riserve;

    • Bankitalia finanzia un lavoro di transizione per tutti coloro che sono in grado di lavorare e ne manifestano la volontà;

    • portare il deficit ad un livello sufficiente per sostenere la domanda aggregata;

    • il commercio con l’estero viene ottimizzato in modo tale che le esportazioni servano per acquistare prodotti esteri

    • le tasse sono utilizzate per il loro scopo originario ovverosia imporre la valuta “creando” la disoccupazione, regolare la domanda aggregata e l’incentivazione/disincentivazione di determinate attività/produzioni, evitare l’accumulo di ricchezze finanziarie eccessive;

    • rimuovere il pareggio di bilancio dalla Costituzione.

    Infine l’ultima parte dell’incontro è stata dedicata alle domande del pubblico che ha manifestato particolare interesse sulla moneta e sulle tasse.

    In conclusione la MMT con la forza e la lucidità di Warren Mosler ha potuto spiegare nelle università come la moneta e i sistemi monetari non sono solo argomenti accademici ma gli strumenti fondamentali per restituire alle persone un lavoro e la loro dignità.

    P.S.
    Qui le slide usate da Mosler per un convegno simile tenutosi a Roma: http://www.slideshare.net/retemmt/warren-mosler-buongiorno-lira-roma-21032014

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