Ricerca sui Debiti dell’economista Bernd Raffelhüschen della Fondazione Stiftung Marktwirtschaft: Europa schiacciata da Debiti insostenibili, Italia e Germania messe meglio

Di Gpg Imperatrice , il - 24 commenti

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Il Paese piu’ sostenibile sul fronte del debito nell’eurozona? É l’Italia, molto migliore della Germania, mentre le altre nazioni sono un Disastro.

Non è uno scherzo, ma il frutto di un serissimo studio della fondazione tedesca Stiftung Marktwirtschaft (“Economia di mercato”), presieduta dall’economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie presso l’Università di Friburgo, in Germania, ed esperto di evoluzione demografica.

Qualche tempo fa il professore, elogiando l’Italia, ha accusato il governo tedesco di seguire un percorso di indebitamente insostenibile a colpi di «regali» nel campo dello Stato sociale.

Lo studio della Fondazione – pubblicato a fine 2011 ma passato, curiosamente, piuttosto inosservato, almeno dalle nostre parti – stila una vera e propria classifica della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche (sulla base dei dati 2010) dei 12 Stati fondatori dell’euro (esclusi sono dunque i cinque “ultimi arrivati”: Slovenia, Slovacchia, Estonia, Cipro e Malta).

Il titolo del relativo comunicato stampa la dice lunga: «Italia urrà, Lussemburgo puah».

La classifica tiene conto non solo di quello che la fondazione chiama «esplicito» (il «classico» debito pubblico, pari a circa il 120% del PIL per l’Italia), ma anche il debito implicito legato soprattutto all’invecchiamento: pensioni in maturazione nei prossimi anni, la spesa sanitaria, il saldo primario e quant’altro.

 

 

«Sono possibili calcoli molto precisi sulla scorta dei dati ufficiali, ad esempio sul numero di persone che andranno in pensione nei prossimi anni», spiega a chi scrive lo stesso Raffelhüschen. «Il debito implicito – aggiunge – dipende in modo decisivo dal previsto aumento delle spese legate all’invecchiamento». Per la Germania, ha detto il professore a Berlino, il quadro non è allegro: riforma fiscale, pensionistica (con generose integrazioni delle minime), aumento delle prestazioni sanitarie per alcune malattie tipiche della cosiddetta terza età (ad esempio l’Alzheimer), faranno esplodere nei prossimi anni il debito tedesco. Una cifra per tutte: secondo il professore nel 2050 lo Stato tedesco e i länder dovranno spendere 1.360 miliardi di euro solo per le pensioni (di cui 870 miliardi di euro per 1,38 milioni di dipendenti pubblici). Una cifra colossale, se si pensa che l’attuale debito pubblico della Germania (quello “esplicito”) è intorno ai 1.900 miliardi.

Per l’Italia, invece, il quadro è molto migliore: il Belpaese, dice l’economista, «dopo la Francia (che comunque è solo quinta nella «classifica», ndr) secondo le nostre stime sarà il Paese con il più basso incremento di spese per pensioni, sanità e assistenza per anziani». Inoltre, sottolinea l’economista, «il saldo primario italiano è molto incoraggiante». In questo senso, si legge nello studio, «l’Italia non solo precede chiaramente la “locomotiva” Germania, ma anche tutti gli altri stati dell’Euro a 12. E dunque l’Italia può contare, a lungo termine, su uno sviluppo positivo delle finanze pubbliche».

Passiamo alle cifre: secondo lo studio, nel 2010 il debito «esplicito» italiano era pari al 118,4% del Pil, quello «implicito», per le ragioni già indicate, al 27,6%, il più basso di tutta l’eurozona a 12. Il totale del debito «vero» dell’Italia in quell’anno era dunque, secondo lo studio, pari al 146% del Pil: di qui il primo posto. Se andiamo a vedere la Germania, seconda «classificata», il debito «esplicito» era dell’83,2% del Pil, ma quello «implicito» del 109,4 per cento. Totale: 192,6%, quasi il 50% più dell’Italia. La cosa più sorprendente, però, è chi troviamo nei piani bassi della classifica, come si intuiva dal titolo: se all’ultimo posto è l’Irlanda, Paese già sotto programma di aiuti, che arriva alla quota complessiva di 1.497,2% del Pil (di cui 1.404,7% di debito «implicito»), al penultimo, però, e peggio della Grecia (terzultimo posto), troviamo nientemeno che il ricco e tranquillo Lussemburgo: se il suo debito pubblico «ufficiale» nel 2010 era pari ad appena il 19,1% del Pil (e infatti il Granducato è considerato tra i paesi più «virtuosi» dell’eurozona), la bomba previdenziale-demografica porta al 1.096,5% del Pil il debito «implicito», per un debito totale del 1.115,6% del Pil.

«Il sistema pensionistico e previdenziale lussemburghese – spiega ancora Raffelhüschen – è follemente generoso e completamente insostenibile a lungo termine. Del Granducato si può dire che ha davanti a sé tutte le riforme che paesi come Italia o Spagna stanno attuando dolorosamente in questi anni». Del resto non molto bene sta la “virtuosa” Olanda, ottava in classifica, che a fronte di un debito «dichiarato» del 61% del Pil, secondo lo studio della Stiftung Martkwirtschaft ha un debito implicito del 431,8% del Pil, per un totale del 494,6%. Certamente sta peggio del Portogallo (sesto in classifica), e appena meglio della Spagna (nono posto).

L’Italia, sostiene l’economista, invece «non deve fare altro che proseguire il cammino iniziato, guai a invertire la rotta e tornare ad aumentare la spesa per lo Stato sociale». Un monito che a molti, certo, dalle nostra parti non piacerà tanto. Se però Raffelhüschen ha ragione, questa situazione ci consentirà, tra qualche decennio, di stare molto meglio di paesi come il Lussemburgo, ma anche la Germania. E infatti nei calcoli della sua Fondazione, l’Italia – rispetto ai dati del 2010 – ha un reale bisogno di correzione, per garantire la piena sostenibilità del debito, del 2,4% del Pil (una quarantina di miliardi di euro) – contro, ad esempio, il 12% del Lussemburgo, o il 4% della Germania.

«Sempre che – commenta cinico l’economista – qualcosa non ammazzi prima l’Italia». Perché se a lungo termine, come abbiamo visto, le prospettive italiane sono piuttosto buone, il problema è «a breve-medio termine»,  spiega il professore. «Vista la bassa crescita – recita il rapporto – gli avanzi primari basteranno al massimo a stabilizzare il debito italiano nei prossimi anni, ma resteranno ben lungi dal ridurlo in modo significativo». Ed è quello cui, ahimé, guardano i mercati, i quali, aggiunge serafico lo studioso, «ragionano in orizzonti molto più brevi, non hanno la pazienza di guardare alle prospettive nell’arco di decenni». E già, perché se dessero retta alla classifica di lungo termine del professor Raffelhüschen, gli spread tra Italia e la Germania dovrebbero essere esattamente al contrario. Magari ci arrivano.

 

Commento: Non e’ la prima ricerca che vedo che sostiene cose simili. In ricerche sulla possibile evoluzione a politiche invariate del Debito Pubblico avevo visto circa 1 anno fa un’altro studio di matrice anglosassone che diceva cose analoghe, con andamenti dei debiti pubblici spaventosi in USA, UK, Giappone, Francia, Spagna.  L’Italia era in una situazione preoccupante, ma insieme alla Germania aveva un teorico sviluppo del Debito nettamente meno disastroso di tutti gli altri paesi.

Questo Studio non dice che l’Italia e’ la migliore in prospettiva, ma dice che l’Italia e’ messa male, malto male, e la Germania pure. Dice anche che gli altri sono messi peggio, molto peggio, anche se nessuno ve lo dice. Guarda caso le ricerche di Bernd Raffelhüschen hanno risultati con similitudini all’indice di sostenibilita’ e parassitismo che abbiamo esposto qui su Rischio Calcolato. Leggete con attenzione cosa dice il Professore Tedesco, tra l’altro persona di buon senso e matrice liberale: fa dichiarazioni di assoluto interesse.

 

GPG Imperatrice

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  • funnyking

    Questo significa che l’Italia ha gia fatto riforme che altri dovranno comunque fare specie in campo pensionistico. Sarebbe interessante sapere su quanti anni e’ stato calcolato il debito implicito, immagino tra i 30 e i 50. Ah un’ultima cosa, ovviamente lo studio postula una crescita deli pil costante, altrimenti quei dati non avrebbero alcun senso.

    • martin pescatore

      e che faresti tu??? Da domani!

    • Paolo, il risultato del studio e’ analogo a quello condotto 1 anno fa dalla Banca dei Regolamenti Internazionali circa l’evoluzione del rapporto debito pubblico/Pil per i diversi Paesi dell’Eurozona da qui al 2040 (che e’ stato anche ripreso su RC all’epoca).
      Gli studi sul futuro, valgono quello che valgono, visto che vi sono elementi non noti che intervengono…. d’altronde, ogni previsione sul futuro vale quello che vale, anche quella coi calcoli piu’ sofisticati alle spalle.
      E’ pero’ il secondo studio che dice le stesse cose che leggo, e non ne ho letti di diversi.
      Ovviamente immagino facciano proiezioni immaginando una certa evoluzione demografica, di PIL, etc, e fanno questi studi immaginando politiche invariate o sottoscenari a spesa costante.

      Personalmente ritengo questi studi comunque interessanti e da sottoporre al pubblico di RC, al pari di articoli relativi ai dibattiti che vi sono fuori dall’Italia.

      La mia interpretazione di questi studi, se leggi bene i miei commenti, e’ semplice “l’Italia e’ in una situazione preoccupante e disastrosa, ma gli altri paesi europei (oltre ad USA e Giappone) hanno tendenze dei conti pubblici peggiori della nostra.
      Questa frase trova sistematico riscontro in quanto avvenuto dal 1994 ad oggi, dove l’Italia ha mantenuto il suo aberrante 120% di debito sul PIL, mentre TUTTI gli altri hanno aumentato il debito tra il 20 ed il 40% sul PIL (questo sui debiti ufficiali…. se poi aggiungiamo quello che nascondono sono messi come noi); idem il deficit: nel 1992 l’Italia aveva un Deficit che era il doppio della media degli altri 7 del G7, oggi abbiamo un Deficit minore di tutti (Germania a parte) ed un saldo primario migliore pure della Germania.
      Le tendenze future trovano riscontro nelle tendenze degli ultimi 3 lustri.

      In sintesi e lo ripeto: Noi siamo in una situazione disastrosa, gli altri sono messi pure peggio (germania escusa), e tra gli altri ci sono TUTTI e 6 i paesi del G8.
      Caso particolarmente disastroso quello Francese.

      PS: se chiedi un’interpretazione te la do’. L’Italia ha comunque saldo primario attivo e questo incide non poco su qualsiasi proiezione futura, al di la’ di come la calcoli. Le pensioni, che da noi incidono per quasi il 40% della spesa pubblica corrente, hanno un’andamento di spesa per qualsiasi studio che ho visto, che e’ nel breve disastroso, ma nel lungo periodo assai favorevole (semplicemente entra in funzione il contributivo), mentre in quasi tutti le altre nazioni, l’andamento di spesa e’ fortemente negativo.
      Ovviamente se governera’ ancora Monti e Bersani e facciamo -20% di PIL, tutti sti studi verranno ovviamente del tutto smentiti.
      Buon ferragosto Paolo

    • Il paese va cambiato, e credo di aver anche scritto come ed in estremo dettaglio. Personalmente cosa posso fare per cambiarlo piu’ di cosi? Me lo spieghi.

      Detto questo, non ho mai scritto che l’Italia e’ virtuosa, ma sempre che e’ un cesso, ma non concordo che gli altri siano il paese delle meraviglie e verginelli. Semplicemente reputo non sia cosi’.

      PS: Ho una Alfa Giulietta e prima una 159, e mi trovo benissimo. Ciao caro.

      • funnyking

        Ora che la vw fa dumping, vai a provare una passat. Lo dico per esperienza diretta il passaggio da una 159 a una passat fa impressione, come passare da un modem 56k all’adsl.

  • martin pescatore

    già e chissà perchè 
    dai Monti
    sono arrivati gli Unni a far bottino!!???

  • longy71

    Così, a spanne, da semplice ragioniere, un’osservazione tra il serio e lo scherzoso.
    Ma se gli stati europei hanno tutti questi debiti, ci saranno altrettanti crediti!
    Se poi i creditori sono le banche e la BCE dove sta il problema?
    Le banche si possono nazionalizzare e la BCE … pure!
    Buon ferragosto a tutti.

  • Dott. Gabriele Righetti

    «Sempre che – commenta cinico l’economista – qualcosa non ammazzi prima l’Italia». 
    Avevo già letto calcoli che ci attestavano in una posizione simile. Grazie GPG per averci offerto questo autorevole contributo.Allora?La “situazione reputazionale” dell’Italia, grazie alla nostra politica, ci fa apparire gli ultimi degli ultimi… e, nella realtà, con modifiche della struttura della pubblica amministrazione, potremmo veramente ulteriormente svoltare.La (giusta) sfiducia degli italiani nei vertici (chiedigli di avere buona considerazione dei Berlusconi, Bersani, Veltroni, Prodi, Casini, Di Pietro, ecc. !), con la sponsorizzazione dei giornalai, ehm giornalisti, al soldo degli interessati “editori”, apre il campo ai governi tecnici (questo, come noto, è il secondo di uno che ha già “trasferito” gioielli nazionali all’estero) che, con la scusa dello spread (insostenibile) per le finanze italiane, accontentano i potentati anglofoni, con un occhio alla grandeur ed ai seri teutonici*.Facciamoci carico di creare un movimento di opinione per “disturbare il manovratore” alla svendita degli ultimi gioielli rimasti (ENI, Enel, Finmeccanica, concessioni acqua). Per il resto si stanno cuocendo nel loro brodo: le imprese e le professioni (quelle che non hanno deciso di chiudere) hanno già messo l’elmetto e stanno aspettando…Grazie per questo costante e prezioso lavoro.
    *) un’impresa francese compra un’impresa italiana perchè il mercato è libero (BNL, Cariparma, Parmalat). La Francia sbarra acquisizioni di aziende francesi da parte di aziende italiane per-… “patriottismo”.

    • Egregio Dott. Righetti,
      e’ un piacere leggere un suo intervento.
      La seguo negli articoli che scrive ed ammiro il modo professionale e serio con cui stila rapporti che fanno onore a tutti noi… in sintesi la stimo.
      Non dica che faccio interventi auterevoli… e’ pure ferragosto. Concordo in pieno con la ricostruzione da lei citata sopra… totalmente.

      Quanto al suo appello di creare movimenti d’opinione, sa bene che in questo sito, il gestore e tutti noi siamo impegnati in cio’, preparandone le basi da tempo.
      Personalmente, cerco di fare articoli non tanto con lo scopo di “creare” qualcosa (so che cio’ non e’ alla mia portata), quanto per cercare di diffondere un certo modo di pensare; mi spiego meglio: so bene che le decine e decine di articoli di proposte operative difficilmente troveranno applicazione…. ma sono dell’idea che postarle abbia comunque dato a qualche migliaio di miei connazionali colti spunti interessanti, nonche’ la consapevolezza che dobbiamo pretendere dai nostri politici serieta’, anche espositiva ed approccio realistico e sistematico nelle proposte (e non promesse non supportate da basi)… un piccolo seme….che prima o poi germogliera,….forse.

      Un saluto affettuoso
      (mi piacerebbe averla come contatto su Facebook… mi trova come GPG Imperatrice oscura… se ha FB e mi concede l’onore)  😉

      • Dott. Gabriele Righetti

        mi faro’ vivo… onore tutto mio! 😉

  • johnnyr88

    Interessante. Riguardo la classe dirigente “serva”, non è ne una fantasia ne una novità. Se ne lamentavano già fior di letterati nel Medioevo, fa un po’ te da quanto tempo dura questa faccenda…

    • parecchio…

      • johnnyr88

        Che poi tra l’altro anche le famose “riforme” della Germania non è che siano proprio, come dire, molto apprezzate in patria. Non è che la Linke prima e i Piraten oggi han guadagnato consensi per nulla, ma il malcontento per il precariato che han prodotto le “riforme” in Germania è molto, molto forte pure oggi.

  • Come demografia sono messi male anche i BRICs…. tutti
    sanno i problemi della Cina dopo le coercizioni iniziate da Deng una trentina
    di anni fa, sembra sia solo questione di tempo per l’implosione demografica
    cinese.

    India, ….io ci vivo, la crescita continua, ma nei villaggi, la pressione
    psicologica esercitata da ostetriche e ginecologi, la pressione culturale
    esercitata dalla TV, fanno si che al massimo al secondo figlio si fanno
    chiudere le tube, al terzo non ci arriva praticamente nessuno nella zona dove
    vivo.

    La classe media indiana, che sono mezzo miliardo, possono viaggiare nel
    mondo e possiedono in media un Kg di oro a famiglia, si ispira ormai a modelli occidental,
    e non credo che il futuro li veda moltiplicarsi come conigli, anzi….

    Russia, in passato hanno avuto grandi difficolta’
    demografiche, dopo il 1992, I russi che conosco, quelli che possono viaggiare, e
    si vedono in giro per il mondo, non hanno un comportamento diverso da noi,
    anzi, mi sembra no piuttosto infertili.

    Il Brasile non lo conosco.

    Mi sembra che il frame cultural mondiale, ci guidi verso la
    decrescita. Cosa fare??

  • ’Italia, sostiene l’economista, invece «non deve fare altro che proseguire il cammino iniziato, guai a invertire la rotta e tornare ad aumentare la spesa per lo Stato sociale».

    Non un acceno alla disuguaglianza dei redditi. Chi sostiene i consumi è il ceto medio che necessariamente deve ridurli . Chi invece percepisce piu’ di quanto ha bisogno per vivere porta i soldi all’estero. Per crescere qualcuno dovrebbe riprendere a consumare ed investire e senza soldi questa è utopia pura. Se non si riequilibra la distribuzione ed il prelievo dello stato dalla recessione non si èsce. Se lo stato sarà costretto a licenziare creerà ulteriore disoccupazione ed ulteriore recessione. Dovrebbe invece far in modo di far produrre i dipendenti pubblici non licenziarli. Le inefficenze della P.A. da sanare sono infinite e licenziare o non assumere lasciando tutto invariato serve solo a peggiorare le cose.

    • VincenzoS

       La redistribuzione del reddito è cosa molto facile quando avvenga per base VOLONTARIA.

      Chi guadagna molto ha ovviamente due differenti opzioni:
      A) Spendere per consumi di varia natura, quindi non solo necessariamente il SUV ma anche servizi vari come il turismo, il personale domestico, la cura della persona sia di tipo sanitario che estetico e via discorrendo. Tutto ciò crea opportunità di guadagno per molte altre persone; dal pilota dell’aereo che porterà il ricco in giro al personal trainer che lo allenerà in palestra
      B) Investire, sia ciò che avvenga in titoli di stato – sarà lo Stato, se ben funzionante, ad utilizzare correttamente quei risparmi per esempio per costruire una strada che migliori le comunicazioni o un ospedale che permetta un miglioramento delle condizioni di salute e l’investitore godrà parte dei frutti di questo investimento tramite gli interessi –  o direttamente in una attività produttiva di qualsiasi natura. Entrambe le opzioni, fatto salvo il caso che l’investimento sia mal direzionato, creeranno opportunità di reddito per altre persone

      Quando invece lo Stato, COERCITIVAMENTE, pretende di redistribuire tramite le tasse quel reddito pagando poi persone per non fare nulla o pagando altre persone troppo in rapporto a ciò che fanno/hanno fatto, chi ha un alto reddito sarà fortemente incentivato a nascondere quel reddito (evadere) e a trasferirlo all’estero laddove queste condizioni coercitive non si verificano. Pertanto inizierà a consumare all’estero – si fa la villa alle Bahamas – o ad investire all’estero  – sposta la fabbrica in Romania.
      Nel più facile dei casi con un clic sposta is suoi denari su un conto all’estero e compra Bund.

      • Per ridistribuire i redditi non serve aumentare le tasse ma semplicemente diminuire gli stipendi assurdi che lo stato distribusce , vedi i 650 mila euro al dir gen. rai. La tassazione invece dovrebbe essere usata per i redditi privati.
        Percepire 300 – 400 volte lo stipendio di un impiegato è assurdo ed ingiustificabile. I Geronzi dai 26000 euro l’ora , 24 ore su 24, sono una offesa a qualsiasi lavoratore . I Saviano o i Fazio che prelevano dalla rai milioni anno o i vari buffoni , conduttori , cantanti, attori , calciatori , politici , girnalisti ecc. ecc.
        non possono continuare cosi’ come se nulla fosse successo.
        Concentrare la ricchezza in poche mani è sintomo di decadenza morale , civile ed economica.

        • VincenzoS

           Non a caso I direttori rai, i saviano, i politici i banchieri fanno tutti parte di quel vasto mondo che ruota intorrno allo stato.
          Mi spieghi poi Lei perché un’azienda privata non dovrebbe avere la facoltà di pagare il suo direttore genereale 400 volte l’impiegato.
          Forse in alcuni casi è anche poco perché mentre ci sono 1000 persone che possono fare l’impiegato ce ne è una sola che può fare il direttore generale. Il rapporto di stipendio dovrebbe quindi essere 1 a 1000.
          Marchionne sarà criticabilissimo, ma provi Lei a fare il suo mestiere. Io personalmente so che non ne sarei capace. Se Lei pensa di essere capace si vada a proporre alla FIAT per una frazione dello stipendio di Marchionne.
          Per quanto attiene ad attori e calciatori, beh, c’è un modo molto semplice per ridurre i loro compensi: non andare al cinema o non guardarsi la partita.
          Il prezzo dei biglietti o dell’abbonamento a sky dovrà quindi calare e automaticamente si ridurranno i compensi. Se non lo sapesse, questo si chiama mercato.

          • Ho un amico radiologo , laureato con lode , specializzato con lode, studia ancora diverse ore al giorno , lavora in un ospedale, è una specie di genio,il tutto a 3500 euro al mese. Non ha nulla da invidiare a Marchionne , non ha un q.i. inferiore, ha gli stessi geni, e non si lamenta della sua retribuzione. Di gente cosi’ è piena l’Italia e, credimi, tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile.
            Non sarà capace di fare il lavoro di Marchionne, ma neppure lui è capace di fare il suo. Quando il mercato impazzisce lo stato deve intervenire.Se la salute non fosse mediata dallo stato ammalarsi sul libeo mercato potrebbe costare centinaia di migliaia di euro.

  • Cell11

    Un economista che parla di Debito implicito e sopratutto usa come comparzione il Lusssemburgo
    a mio modo di vedere si può definire uno Pseudo economista o in stato di PreAlzeimer e tutta quella analisi Fuffa…!
     
    mi spiace per Imperatrice oscura…!

    • Ciao caro,
      noi Italiani siamo un popolo realmente di persone simpatiche. Pretendiamo di insegnare all’allenatore della nazionale la squadra corretta, ad un economista diciamo che fa fuffa e vogliamo insegnare al gatto ad arrampicarsi. Davvero un popolo unico!
      Un saluto

  • confezio

    Tutto questo ha del fantascientifico, come si può calcolare il debito implicito sul PIL che avremo tra 50 anni, quando non sappiamo nemmeno se il nostro PIL tra 3 anni sarà leggermente più alto uguale o più basso di quello di quest’anno? E’come se la Fiat facesse calcoli che in base al personale che ha in carico e che uscirà pensionato e dunque non più da pagare dicesse che sta meglio della WV che invece ha personale più giovane, non tenendo conto del fatto che lei continua a vendere male e che se non si da una mossa la WV acquisirà sempre più quote di mercato estromettendola, riuscendo in questo modo a sostenere il suo “debito implicito” e facendo in modo che quello fiat, seppure inferiore, senza vendite non sia sostenibile affatto.

    • Guarda, TUTTE le previsioni sono fantascentifiche…. TUTTE…. perche’ nessuna ha CERTEZZA di avverarsi. Ma viviamo di previsioni, la mattina guardiamo il meteo, qualcuno l’oroscopo, poi diamo un’occhio durante la giornata a previsioni di ogni tipo.

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