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Articolo, questo di Zero Hedge, che può essere proprio come una manciata di sabbia
buttata negli occhi, per molti. Anch’io fatico a non credere che la Germania non abbia goduto
parecchio nell’avere a disposizione un euro molto meno forte di quello che
sarebbe stato se fosse stata la moneta del solo nord Europa, e i suoi recenti
171 miliardi di euro di esportazioni (più della Cina!) sarebbero stati molti
meno con un Marco pari a 2-3 dollari…
però, tant’è l’articolo è interessante, fa pensare e mi è sembrato giusto
tradurlo e farlo conoscere un po’ anche in Italia. Ecco quindi che dice la UBS, come riportato da ZH, su chi davvero ha (o avrebbe?) beneficiato dell’euro
e chi no negli Anni Zero di questo XXI secolo:
Submitted by Tyler Durden on 08/17/2012
Con l’austerità che si suppone stia distruggendo gli
standard di vita (il fatto che in realtà ancora nessuna vera misura di austerità sia stata veramente implementata è un altro
discorso) in giro per la periferia insolvente d’Europa, l’unica cosa che i
suddetti stati sull’orlo della bancarotta (si, stiamo guardando a voi, Mario
Monti e Mariano Rajoy) possono fare è cercare di dare disperatamente la colpa a
quegli stati che hanno soldi come la Germania, l’Austria, la Finlandia e
l’Olanda, meglio noti come il “club tripla A” d’Europa, e cercare di
convincerli a smollare sempre più denari nella buca senza fondo dei PIIGS
(Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna).
Dopotutto proprio questa era la base della strategia “hostage
and extortion
” (ostaggio ed estorsione) che Monti ha messo sul tavolo
al vertice del 29 giugno, e che è poi risultata in una salita degli stocks
europei basata sulla speranza che la Germania salverà tutto e tutti.
La ragione di tutto questo è che, almeno secondo la
vulgata, secondo il conventional wisdom, insomma secondo le voci da bar sport,
sarebbero stati proprio questi paesi ad avvantaggiarsi di più di un decennio di
mercantilismo facilitato dall’euro, e che avrebbero esportato l’inflazione
verso i vicini spendaccioni (e basati sul debito) del sud.
Quindi sarebbe solo “fair“,
sarebbe solo “giusto” che questi stessi paesi del nord ora dessero indietro un
po’ (o tutto) … così come sarebbe solo “giusto” che la Germania desse una bella
mano a Obama con le sue chances di essere rieletto, visto che tutti sanno che
sarebbe ben difficile se i mercati crollassero prima di novembre, se la realtà
dovesse riprendere il sopravvento in Europa troppo presto.
Beh, come succeda quasi sempre, l’opinione generale
pubblica è sbagliata, e la tabella seguente redatta dalla UBS dimostra che se
ci si mette ad analizzare il solo vero metro di paragone serio dei vari
standard di vita, e cioè i cambiamenti nel “real disposable household income”,
i cambiamenti nel vero reddito
disponibile delle famiglie
, diviso un decili, si scopre che chi invece ha
goduto di più dall’introduzione dell’euro sono stati proprio i PIIGS (almeno
nel periodo preso in esame, 2000-2010), mentre paesi come Germania e Austria
sono rimasti nella polvere.
(Come leggere
questa tabella: vedete che per ogni stato ci sono 10 colonnine. La prima a
sinistra rappresenta com’è cambiato, fra il 2000 e il 2010, il reddito reale
disponibile per il decimo più povero dei cittadini di quel paese …. e così via.
L’ultima, la decima colonnina, rappresenta com’è variato il reddito vero
disponibile per il decimo più ricco della popolazione di quel paese. In mezzo
sono le colonnine relative alla classe media, la piccola e media borghesia.
NdEr).

Who+benefits+from+Euro UBS: Chi ha veramente beneficiato dallintroduzione delleuro? (piccolo suggerimento: NON la Germania)

Per vedere meglio la tabella cliccateci sopra o provate cliccando QUI’.

Dal testo della UBS:

Se guardiamo ai paesi che fanno parte dell’UE
da più tempo vedamo che ci sono due pattern di base che si ripetono in base al
tipo di paese. Vediamo com’è cambiato il reddito reale disponibile diviso per
decili della popolazione, il più basso decile (i più poveri) a sinistra e il
più alto (la fetta più ricca del paese) a destra.

L’Austria sembra pericolosamente debole –
quello che il suo grafico rappresenta e un piccolo cambiamento nel reddito
reale disponibile sposato con un’inflazione importante. Germania, Irlanda, la maggior parte della popolazione italiana e la
middle class francese
hanno vissuto un declino dei loro standard of living nel
primo decennio del XXI secolo
. In tutti questi paesi però la fetta più
ricca della popolazione se l’è cavata piuttosto bene.
Quello che invece salta all’occhio sono la
Grecia, la Spagna e il Portogallo
(e la Finlandia anche, a dire il vero, ma UBS quì non ce l’ha messa. NdEr). Queste
economie hanno visto salire, e non di poco, lo standard di vita di larghe parti
della popolazione da quando è stato introdotto l’euro
(o almeno sino al 2010),
visto che le entrate, nominali, sono salite più dell’inflazione in queste realtà
.
Si nota anche una concentrazione di miglioramento delle condizioni di vita
soprattutto nelle fette più povere delle popolazioni di queste società.

E l’articolo continua su Zero Hedge (in inglese) …

 UBS: Chi ha veramente beneficiato dallintroduzione delleuro? (piccolo suggerimento: NON la Germania)

da Argento Fisico

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  • lo stato europeo che ha beneficiato euro
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