su Atene solo alcuni flash:
Per avere notizie in Real Time (Italiano) su la situazione in Grecia vi consigliamo di usare il servizio di Google News in Tempo Reale dicgitando Atene.
Ecco il link diretto: https://news.google.it/news/rtc?ncl=dRx5Wh8SiMxbmrM8xqlH0gFMxstmM&topic=h
- Un uomo di 66 anni è morto durante gli scontri con la polizia ad Atene
- In testa alle manifestazioni ci sono i Neo-nazisti di Alba dorata anche se lo sciopero generale è stato proclamato dai sindacati. La cosa è piuttosto grave, immaginate un corteo della CGIL che NON respinge i ragazzi col bomber e la testa rasata di Forza Nuova (personcine moderate e a modino in confronto ad Alba Dorata).
E ora veniamo all’Ilva.
La notizia del giorno (finita ovviamente in coda ai Tiggi) è che il ministero dell’ambiente sta “lavorando” sul documento di autorizzazione integrata ambientale (Aia), ovvero le prescrizioni governative per mantenere aperti e funzionanti altiforni e zone di stoccaggio (insomma per non far chiudere tutta o parte dell’Ilva).
Ebbene l’amministratore delegato Caludio Ferrante, a domanda sulla questione ha risposto:
«Per il momento non è ipotizzabile lasciare Taranto». Così il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, lasciando il ministero dell’Ambiente risponde a chi gli chiede dell’eventualità di lasciare il sito di Taranto, qualora l’Aia non andasse in porto.
FERRANTE SULLA NUOVA AIA - «Per noi significa minore competitività, e quindi in nostri competitori europei nei prossimi anni potranno produrre in un regime assolutamente diverso dal nostro, cioè più favorevole alla loro produzione. Non dimentichiamoci che – aggiunge Ferrante – stiamo parlando di un’Aia che entrerebbe in vigore nel 2012, quando negli altri paesi entrerebbe nel 2016. Dobbiamo valutare anche la nostra futura capacità produttiva: c’è un limite che è stato indicato, dobbiamo verificare se questo limite è coerente con l’impegno finanziario che ci viene richiesto» (fonte)
In altre parole, o l’investimento richiesto nel documento di autorizzazione sarà compatibile con la capacità dell’ILVA di restare sul mercato oppure…… forse lasciare Taranto diverrà ipotizzabile.
Ora attenzione. Abbiamo la magistratura che pone precisi vincoli ambientali e impone un piano di risanamento, dall’altra parte il governo che che pone vincoli di investimento forse incompatibili con una gestione economica profittevole.
Riva d’altronde non è Babbo Natale, e come è giusto e legittimo fa l’imprenditore per il profitto (ovvove, ovvove…. il profitto sterco del demonio liberista).
Ora, vorrei fare una riflessione.
Se l’Ilva viola la legge (e pare che la violi) e se la risorsa Ilva e le tasse che paga sono essenziali per il paese, un governo per logica dovrebbe cambiare la legge che l’Ilva sta violando.
Comincia a sorgerci il sospetto che “forse” al di la delle parole l’Ilva non sia essenziale per il paese almeno per il governo.
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