Programma Politico “diamo un futuro ai nostri figli”

Di Gpg Imperatrice , il - 37 commenti

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Riproponiamo il PROGRAMMA POLITICO elaborato dagli Autori di Rischio Calcolato, includendo alcuni post di approfondimento. Siamo a disposizione nei Commenti per accogliere Proposte.

 

Parte 1 – Proposte per ridurre di 200 miliardi la Spesa Pubblica (cliccate sulla voce per  vederli)

Proponiamo una riduzione della Spesa Pubblica per 200 miliardi. Il criterio di fondo non e’ il taglio dei servizi, ma quello degli sprechi e delle inefficenze. Abbiamo analizzato l’intero bilancio delle Amministrazioni pubbliche, e ne risulta, facendo confronti regionali, che in ogni settore si annidano forti sprechi. Adottando il criterio dell’imitare il Migliore in ogni settore di spesa (il territorio che da’ migliori servizi e spende meno) ne risulta che l’Italia potrebbe risparmiare circa 100 miliardi, avendo migliori servizi. L’altra meta’ della riduzione e’ rivolta a Spese che l’Italia non puo’ permettersi e che vanno razionalizzate. Le proposte hanno un’arco temporale di attuazione di 5-7 anni. Le Spese che non sarebbero soggette a riduzione, ma anzi verrebbero aumentate, sono quelle per Investimenti e per Protezione dalla Disoccupazione. Nella Parte 5 c’e’ una rappresentazione tabellare di tutti questi Post per Dummies.

La Casta, (i costi della politica)

La Pubblica Amministrazione

 Le Pensioni

 Etf Italia (Abbattere i Costi del Debito Pubblico)

 La Difesa e le Forze Armate

 La Sanità

Contributi alla produzione ed agli investimenti, Prestazioni sociali extra previdenziali, Aiuti e trasferimenti, investimenti

Privatizzazione RAI

Acquisti di beni e servizi, consumi intermedi

 Dismissioni e valorizzazione del Patrimonio Pubblico

  

Parte 2 – Le Riforme (cliccate sulla voce per vederli)

Proponiamo alcune riforme in questa sezione. Oltre a quelle che vedete, in alcuni post trovate altre riforme, come quella dello Stato e delle Amministrazioni Pubbliche (nella Parte 1 nel Post della Casta). Ovviamente vi sono altre riforme non citate che sarebbero necessarie: Giustizia, Burocrazia, etc

Istruzione

Mercato del Lavoro

Liberalizzazioni

 

 

Parte 3 – Riduzione immediata del Debito Pubblico (cliccate sulla voce per vederli)

In questa sezione analizziamo delle Proposte Operative, tanto nell’immediato quanto nel tempo, per ridurre il Debito Pubblico. Focus particolare nella valorizzazione e dismissione dei patrimoni pubblici. Il tutto va letto con l’obbligo di pareggio di Bilancio.

Riduzione immediata Debito Pubblico

Dismissioni e valorizzazione del Patrimonio Pubblico

 

Parte 4 – Riduzione e Semplificazione Fiscale (cliccate sulla voce per vederli)

In questa sezione analizziamo e proponiamo una fortissima riduzione del peso fiscale, indirizzata su Imprese, Lavoratori, Famiglie, Consumatori e sull’Italia Produttiva. Lo Scopo e far ripartire economicamente la nazione. Il tutto e’ finanziato coi tagli riportati nella Parte 1. Il tutto e’ quantificato. L’Italia ne guadagnera’ fortemente in competitivita’.

La Rivoluzione Fiscale

 

Parte 5 – Approfondimenti e Proposte tematiche (cliccate sulla voce per vederli)

In questa sezione, analizziamo una serie di tematiche (il Sud, il problema della Crescita Economica, L’Euro, etc) e facciamo proposte specifiche.

Questione Meridionale: Analisi e Proposte operative

Crescita Economica: Analisi e Proposte per far Ripartire il PIL

Euro e sovranita’ monetaria

Riduzione della Spesa Pubblica da 200 miliardi per Dummies

Le misure da adottare nei primi 365 giorni

 

 

 

GPG Imperatrice

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  • PROFETA IL

    sarò sibillino, ma il continuo del titolo (rigorosamente sottointeso) mi sembra essere “a scapito di quelli degli altri”.

  • Grande ,serio ,inconfutabile “lavoro” da affidare ad una/un vero Tachtcher nostrana/o che pero’ all’orizzonte non si vede!!!! Nuovo soggetto politico targato RC? sono il primo a sostenerlo. M5S?, se applicasse i vostri punti si puo’ fare. FiD, sono troppo coinvolti in un modo o nell’altro ed improponibili. Altri? non se ne parla proprio. Visti i brevi tempi auspico le prime due soluzioni, altrimenti nebbia in valpadana o continuazione di questo modus operandi vergognoso.Saluti,Marco M.

    • GPG_Imperatrice

      inconfutabile e’ …un po’ troppo.
      Diciamo che e’ un esercizio ben organizzato
      thanks

  • Sharmaan

     Non vi sarà alcuna possibilità di salvezza per l’ Italia se non si passerà per due soluzioni:

    DEFAULT sul debito pubblico ( nessun debito pubblico dei principali paesi occidentali verrà mai ripagato – se non con moneta altamente svalutata -nè alcun debito statale è mai stato fatto pensando seriamente che venisse ripagato…)

    SEPARAZIONE del Nord dal Sud.

    Dopo di ciò si potrà attuare il programma di RC.  Altrimenti il programma di RC rischia di essere solo un ottimo esercizio accademico.
    Non solo il programma RC non sarebbe a mio avviso sufficiente, non sarebbe attualmente praticabile perchè non riuscirebbe a concentrare abbastanza consenso tra gli elettori; e non si può fare un programma politico prescindendo dall’ottenimento del consenso: diventerebbe un atto di contemplazione! ma che bel programma!ma come siamo bravi!

    Invece sui due punti sopra menzionati si potrebbe facilmente ottenere il consenso almeno nelle regioni padane. E sarebbero punti dirimenti, forse addirittura dirompenti.
    Una discontinuità bisogna darla, Imperatrice Oscura.

    Io credo che queste cose le capiate benissimo, ma non le volete ancora ammettere. Credo che cercate di muovervi per troppo ottimismo o per troppa paura all’interno di un sistema che credete sia ancora riformabile, mentre non lo è più.
     Io invece  vi invito ad avere un po’ più di coraggio e a credere alle vostre stesse analisi, per quanto estreme e radicali possano sembrare  le conclusioni a cui giungiate.

    In ogni caso il Sistema sta cambiando, se non ci muoviamo o ci muoviamo a mezzo ce lo cambieranno da sotto il sedere senza che si sia neanche tentata una reazione.

    • GPG_Imperatrice

      Condivido parte delle cose che dici. Capisco comunque il tuo discorso che e’ molto lucido (forse un po’ troppo catastrofista, ma certamente lucido). Saluti

      • Sharmaan

        No, no.. non sono catastrofista…
        (neanche sugli indici, sebbene sull’eurostoxx sto caricando short da agosto… e va be’ questa ultima annata ne avevo azzeccate troppe, a desso mi sa che mi tocca pagare.. vediamo , cmq adesso sullo sp500 c’è il primo supporto a 1450 vediamo se lo passa in chiusura. In ogni caso nonostante le possibilità di un rialzo siano molte, non lo nego – ma quanti bulls ultimamente, un po’ troppi, eh eh..-non mi pento: c’è più spazio di sotto che di sopra, quindi…. Poi, tanto per rimanere strettamente sulla politica, non so se vogliono tenersi Obama, e lo schema sett/ott positivi -> conferma presidente sett/ott negativi -> vittoria sfidante ha funzionato 25 volte sulle ultime 28 elezioni.. vedremo)

        Ma dicevo sulla crisi, vedi il fatto è che adesso la crisi per quanto acuta è ancora “funzionale”, le capacità produttive in Italia , e nel mondo occidentale, sono ancora lì, le competenze sono ancora lì… Come hai brillantemente dimostrato la Lombardia, per esempio, riesce ancora a lavorare e a produrre a livelli ragguardevoli. Ovvero se si prendessero adeguati provvedimenti, tra cui il default e la secessione, in pochi trimestri avresti miglioramenti di ordine epocale, e invertiresti una politica europea: sarebbe uno scontro titanico, è ovvio.

        Se invece aspettiamo, allora i Poteri Forti saranno riusciti a tramutare una crisi da “funzionale” a “strutturale”: le imprese saranno chiuse, le competenze perse, l’istruzione per i figli finita… E lì le cose cambierebbero drasticamente.
        So che mi hai capito benissimo sebbene questa sia una analisi molto veloce, ma con le capacità analitiche che hai non ti ci vuole molto a vedere che cosa sto intendendo.

        Quindi non sono catastrofista, anzi ti dico di guardarti intorno con mente libera: le nostre possibilità sono ancora lì, non è scomparso sostanzialmente ancora niente… stiamo soltanto funzionando molto male. Lo hanno voluto.
        Quindi non sono catastrofista, dico soltanto che bisogna saltare fuori dal laccio finchè abbiamo ancora le gambe sane. E lo possiamo fare. E facendolo aiuteremmo tutta l’Europa.
        Il mio non è catastrofismo. E’ semplice Disciplina.

        (non perdere tempo prezioso a rispondermi, a meno che non mi voglia mandare affanculo, già fai troppe cose di cui ti ringrazio. ciao)

        • GPG_Imperatrice

          il mando affacu… solo i maleducati, figurati se non considero te, con cui condivido tutto (a meno di inezie).
          ciao

    • Polonio

      Sei molto ansioso, dovresti pensare meno e ciulare di più. Magari con un maschio nordico, considerato che il 99% dei separatisti/leghisti/nordisti italiani sono dei gay passivi che sognano di essere dominati da un maschio ariano 😉

  • Flynow

    Salve GPG, tutto perfetto, vorrei portare un mio piccolo contributo, per ampliare leggermente la sua proposta ben documentata, con un ragionamento che anche io ritengo al limite, ma forse praticabile. Vorrei trovare un punto di intersezione tra un “temporaneo” utilizzo di nuovo debito, per proiettare il nostro paese, come una “locomotiva lanciata” per poi arrivare verso un riequilibrio, quindi lenta decrescita allo scopo di raggiungere il suo/nostro obiettivo, facendo meno male possibile al corpo sociale, affrontare la sua medicina nelle condizioni attuali potrebbe dare un po’ di mal di pancia.

    PREMESSA:
    Credo ormai sia palese la mia “ossessione”, per le “alchimie finanziare prodotte” troppo distanti dalle “persone”, dove cioè servono i binocoli per la loro osservazione. Secondo il mio umile parere, la BCE, mi si perdoni l’approssimazione, è uno “strumento” che non agisce per dare un servizio alle “persone”, pur essendo queste ultime “l’oggetto” della questione, la mia obiezione è relativa alla sua efficacia, solo in un regime “dittatoriale” non è possibile rimuovere una condizione di “inefficienza”, non mi dica che vi è una “dittatura finanziaria”.  SITUAZIONE FINANZIARIA NAZIONALE

    Se ho compreso bene la didattica eseguita in Rischio Calcolato, le varie spade di Damocle che pendono sulla nostra testa possono riassumersi in questi elementi :

    1) debitone da 1900 Mld che ci costa 70/80 Mld di interessi a/a, da versare alla BCE, Banche commerciali, ecc. ?;

    2) in 5 anni tempo impiegato per abbattere i 200 Mld, di spesa eccessiva, dovremo comunque provvedere ad onorare almeno altri 350/400 Mld di interessi sul nostro debito nazionale, in buona parte prodotto come da sue esaustiva documentazione dalla nostra permanenza nel Club Euro. Si noti che l’unica grande opera eseguita negli ultimi 10 anni è stata l’alta velocità, il resto sono “maggiori spese”, dovute a burocratizzazione di tutto il sistema e mantenimento dei servizi al cittadino, che dentro la moneta unica hanno un costo doppio, poiché sono caricate delle imposizioni fiscali comunitarie;

    3) nel malaugurato caso in cui si debba usare l’ESM, per evitare interessi alle stelle, e conseguente aumento dei 400 Mld stimati in precedenza di interessi da pagare, dobbiamo preventivare altri 125 Mld, di potenziali esborsi;

    4) tra circa 2,5 anni essendo i cittadini garanti per 200Mld-400Mld (?), relativi all’anticipo a mezzo dell’LTRO, alle banche nazionali, dovremo probabilmente contribuire noi cittadini per saldare i costi di questo strumento gentilmente offerto dalla BCE, a salvataggio del nostro sistema bancario, nel caso se lo siano bevuti tutti, diversamente dovremo corrispondere almeno gli interessi;

    5) Questo è un quesito che le rivolgo. Chi è il “proprietario” della “valuta Euro” ? La BCE ? Le Banche commerciali nazionali ? I cittadini ? Sarebbe interessante saperlo per capirne le responsabilità e le prospettive;
    Questo mi sembra a spanne il quadro finanziario nazionale, probabilmente dimentico qualche altra diavoleria, non essendo un esperto di alta finanza.

    PROPOSTE PER ADDOLCIRE LA DISCESA

    Dopo queste doverose premesse, l’ipotesi che vorrei formulare è quella di creare un opportuno “materasso”, per ammorbidire la “recessione” in atto, rendendola appunto più morbida, per un tempo limitato ma sufficiente, per poi lasciare fare il lavoro “sporco” al libero mercato che essendo entità inanimata fungerà da regolatore, sperando che teoricamente riesca a rendere dolce l’inclinazione della discesa che dovremo affrontare. Detto questo credo che per mettere in sicurezza le “persone”, prendendomi la responsabilità di affermazioni che possono apparire al limite della follia, vorrei andare “oltre” a quanto suggerito dalla sua strategia, l’idea è di ipotizzare uno stato che operi secondo un criterio di “economia sociale di mercato”, rimuovendo una volta per tutte la parola “assistenziale” dai nostri pensieri. Premetto che non essendo economista riporto delle ipotesi formulate altrove, che personalmente ritengo interessanti e molto coraggiose, (ho tentato un puzzle), consideri queste info come una ambasciata, assolutamente prive da pretese di perfezione  ;- ) Se anche solo una delle mie “dubbie” elaborazioni fossero utili per completare un ragionamento più ampio, sarei orgoglioso di avere dato questo contributo. 1) Per applicare la sua strategia, credo che la prima necessità nazionale dovrebbe essere quella di formare una struttura politica “seria”, “onesta, “etica”, “morale”, condizioni senza le quali è inutile ipotizzare una qualsiasi azione, sarebbe tutto vano;

    2) già in questo giornale elettronico, quanto a proposte politiche, vengono mostrati riferimenti interessanti, anche se personalmente vorrei andare anche oltre, dove la condizione minima è quella di arrivare ad una vera chiarezza di mandato, o manifesto, dove lo statuto preveda le seguenti parole o frasi chiave : “[…]auto-finanziato[…]”, “[…]dovere[…]”, “[…]economia sociale di mercato[…]”, “[…]mettendo al centro la persona, la famiglia naturale e la comunità locale[…]”, “[..]mandato per procedere ad una moralizzazione della politica[…], queste le ritengo condizioni minime ed indispensabili prima di procedere;

    3) ottenuta questa “moralizzazione della politica”, si potrebbe progettare una nuova struttura di governo, capovolta rispetto a come realizzata attualmente, ovvero un presidenzialismo alla Francese o modello USA, ed un federalismo fiscale, dove tutta la fiscalità viene raccolta e “controllata”, dagli 8000 primi cittadini degli altrettanti comuni d’Italia, qualsiasi colore essi abbiano oggi, o nel momento della conversione a tale regime fiscale. Il motivo di questa scelta  che ritengo fondamentale è il seguente: se Mario Draghi compie un errore importante, per quanto abbia la possibilità di nasconderlo, l’errore rimane e si scarica su più di 300 Mln di cittadini Europei (Mario Draghi è infallibile ? Ed il suo successore ?), al contrario se compie un errore un primo cittadino degli 8000, comuni d’Italia, i rimanenti 7999 possono contribuire per evitare che i cittadini di tale comune ne subiscano tutte le conseguenze, questa si chiama “solidarietà”. Se tutti gli 8000 primi cittadini sbagliano, allora è inutile che stiamo qui ad elaborare strategie di riduzione delle spese, lo stesso se sono tutti “corrotti”, “manipolatori”, “incapaci”, io non lo credo, come non lo credo per i 700.000 titolari delle altrettante società di capitali presenti sul territorio nazionale, che diverrebbero insieme ai primi cittadini, gli interlocutori privilegiati del governo nazionale;

    4) avendo in mano uno stato “normale”, che inizia a funzionare come si deve, per prima cosa “il nostro Presidente” eletto dai cittadini, concorda con i membri del club Euro, di valutare una strategia anche temporanea per uscire dal circolo vizioso della BCE, tramite una “ritrovata sovranità monetaria”, una nuova Lira a parità di cambio con l’Euro, esistono precedenti già da quando l’Italia era nello SME, relativamente all’uscita temporanea;

    5) la prima operazione finanziaria sarebbe quella di stampare circa 70 Mld di nuove Lire, per pagare tutte le aziende nazionali che hanno “crediti” con lo stato, per rilanciare l’economia interna, sia immobiliare, che più in generale dei servizi;

    6) la seconda operazione finanziaria (800 Mld circa), sarebbe quella di stampare Nuova Lira, per poi acquistare sul mercato estero il nostro debito, quello in mano a Francesi e Tedeschi, (che ci voglio un gran bene, in particolare per gli interessi che gli versiamo ad ogni scadenza delle nostre cedole BTP, mi chiedo dove abbiano trovato i danari, ma questo è un altro discorso), portando così il debito al 60% del PIL. E’ probabile che molti Italiani diventino come Tedeschi, nel caso intuiscano che finalmente vi è un minimo di garanzia di non vedere rastrellati i loro danari, per costruire cattedrali nel deserto o peggio destinarli ai portafogli dei soliti noti;

    7) Tutta questa stampa Keynesiana di Liretta, “l’ultima” della storia nazionale, causerebbe ovviamente inflazione, comprendo che non è un effetto desiderabile, ma se osserviamo a 360 gradi tutti gli effetti malefici e meno malefici, forse non sarebbe poi tutto quel disastro. In primo luogo potrebbe esservi un vantaggio competitivo verso l’estero, unica nostra fonte di ricchezza, già dai suoi ultimi dati un +2.6% verso l’estero se ho capito bene, non è poi male, in particolare se si parlasse di PIL. L’altra anomalia data da questa inflazione sarebbe un atto di giustizia, poiché si scaricherebbe su questa generazione “me compreso”, e non su figli o nipoti;

    8) a questo punto in 3/5 anni riformare completamente la struttura previdenziale e sanitaria, per quest’ultima, introducendo un criterio di tipo assicurativo, creazione di strutture sanitarie private che dovranno affiancarsi ad un struttura pubblica, comunque rimasta di eccellenza per molte aree nazionali, ma leggermente ridimensionata. Penso a quanto sia inutile che lo “stato”, si preoccupi di curarmi il “raffreddore”, quando l’antibiotico lo può prescrivere anche un medico generico professionista, dietro il pagamento e fatturazione di una congruo compenso di 50-100 Nuove Lire, senza fare la fila, servizio svolto presso il mio domicilio. Mi sembra di ricordare che a livello regionale la sanità costa il 70% del gettito, non le parlo della previdenza dove lei ha già fornito esaustivi parametri;

    9) con una locomotiva che ha ancora energia potenziale, data dai sperabili benefici introdotti in precedenza, parte l’Hair-Cut dei servizi ecc. Il presidenzialismo, garantirebbe che si operi senza impiegare lustri, (e che sia l’ultima volta sul pianeta in cui si è utilizzata una politica Keynesiana). Inoltre, visto che il nostro organo di governo Europeo, che ricordo è composto da 40.000 burocrati non eletti, ci “impone” circa l’80% delle norme nazionali, mi chiedo se per fare questa operazione di “recepimento”, servano ancora circa 700 persone tra camera e senato, per “convertire” o meglio “recepire” delle norme comunitarie, questo lo dico per coloro che sono affezionati, “per ovvie ragioni”, all’attuale sistema parlamentare. Vorrei spingermi oltre con la polemica in stile “pettegolezzo”, dicendo che a breve questi burocrati Europei, “potrebbero” farci “recepire” norme come il “suicidio” e “l’eutanasia”, in attesa della “selezione artificiale delle nascite”, data dalla discussione sull’ancora per poco nazionale, legge 40, di probabile prossima abolizione;

    10) in 4/5 anni come da lei suggerito, portare a termine tutte le riforme suggerite nel suo post, volendo poi, perché non andare oltre ?

    un saluto
    paolo

    • GPG_Imperatrice

      1) Concordo. Leggi post Taglia la Casta
      2) OK
      3) Nel post “taglia la Casta” si prevede una drastica riforma eliminando il 75% dei costi politici, enti, provincie, 6000 degli 8000 comuni, etc
      4) Su Lira ed Euro sapete come la penso
      5) I crediti della PA non li paghiamo stampando, ma con 3 operazioni reali precide (vedi post operazioni sul debito)
      6-7) Sono discorsi un po’ complessi, meglio parlarne nei post sulla sovranita’ monetaria
      8) Abbiamo proposto riforme ed azioni precise nel programma su pensioni e sanita’
      10) Gia’ fare un programma a 5-7 anni e’ ambizioso.

  • New Generation

    niente da dire. sarebbe bello se si potesse cominciare subito

    purtroppo per farlo occorre creare un soggetto politico che riesca ad aggregare un consenso sufficiente.

    le assonanze con FiD sono evidenti… ci sono soluzioni (realistiche) migliori?

    • GPG_Imperatrice

      FID ha fatto 2 pagine 2 mesi fa: 10 principi condivisibili, ma come applicarli non l’ho capito.
      Questo programma e’ di 200 pagine, fatto in 12 mesi di lavoro, antecedente a quello di FID, e molto dettagliato.
      I 2 programmi sono poco confrontabili, seppur assonanti, perche’ ripeto FID da’ principi, ma non spiega operativamente niente; qui si spiega operativamente tutto (perlomeno per la parte economica).

  • Pingback: L’Italia che Alza la Testa: Squinzi, Un Grande Presidente di Confindustria (RC Good News) | Rischio Calcolato()

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  • Grano duro

    Punto 5

    Sulla questione meridionale. Da produttore agricolo siciliano, penso invece che una moneta nazionale svalutata ci consentirebbe di guadagnare quella competitività che strutturalmente non potremo mai raggiungere (in breve tempo peraltro). La Sicilia non è solo assistenzialismo, le imprese che producono esistono anche qui (l’agricoltura ha un cero peso, ed ormai è costretta a confrontarsi con il mercato globale), ed in condizioni molto più difficili che al Nord. L’Euro garantisce il malaffare legato alle istituzioni pubbliche. Ingenti finanziamenti arrivano dall’Europa e vengono bruciati. Svalutazione ed inflazione garantiranno un riequilibrio delle risorse verso le aziende produttive.

    In generale, GPG, penso che sei bravissima. Ciao

  • PieroLisi

    Il programma è molto valido e credo che riuscirebbe a raggiungere gli obiettivi, ma sorge una domanda, GPG: quale partito lo adotta?
    La domanda apparentemente ingenua punta ad un’altra evidenza: lo status quo è il frutto di storici piccoli e grandi interessi di gruppi economici e politici che ormai sono consolidati ed è proprio difficile scalfirli. La prova? Neppure un governo tecnico come il governo Monti ci è riuscito, figuriamoci se ci riesce un governo che dovrà chiedere il voto dopo qualche tempo dalla riforma….!

  • Maurizio Sanarico

    Il programma è ineccepibile, salvo dettagli, ma il problema è chi ha la forza ed il consenso di applicarlo anche solo in parte?

  • Svicolone61

    L’unico serio obiettivo fiscale, a livello globale, sarebbe la totale eliminazione delle tasse sul reddito e risparmi e invece il mantenimento di forti tasse sui consumi.

    • Alcofibras

      Cioè colpire i poveri

      • Ronf Ronf

        Veramente i maggiori consumatori sono i ricchi. Pensa agli sceicchi con i loro natanti giganteschi… hai idea di quanto consumano?!? Parecchio!

  • M.C.I. MOVIMENTO CIVICO ITALIA

    L’UNICA VERA RIFORMA FISCALE, FATTA DA UN TECNICO. TUTTO IL RESTO SONO CHIACCHIERE IN LIBERA USCITA.

    In questo periodo si sente tanto parlare di Fisco, Tasse,
    Liberalizzazioni, Privatizzazioni e Sviluppo Economico, ma quanti
    veramente conoscono fin in fondo il significato di queste parole?

    Quanti
    conoscono il Sistema Fiscale e l’utilizzo che si fa veramente delle
    risorse che lo Stato raccoglie in maniera ineguale ed ingiusta dai
    Cittadini? Che uso dovrebbe farsi e cosa si fa realmente con quelle
    risorse? Quali dovrebbero essere le giuste soluzioni per un’equa e
    giusta tassazione?

    Spesso chi fa queste “Finte Riforme Fiscali”,
    finge di non rendersi conto, ipocritamente e dall’alto di mega compensi
    statali assolutamente ingiustificati, quali siano i reali problemi e le
    soluzioni da adottare.

    Quando parlo di una “Vera Riforma Fiscale”
    non mi riferisco a tutte le Tasse, i Balzelli, le Accise e quanto altro,
    nazionali e locali, che siamo ingiustamente chiamati a pagare per
    questo o quel servizio reso dallo Stato, spesso in maniera inesistente o
    assolutamente inadeguata, parlo soprattutto di mancata Sovranità
    Popolare, Monetaria e Legislativa dello Stato Italiano, di un’Ingiusta e
    non Equa Tassazione e dell’Evasione Fiscale, pessima ed inveterata
    abitudine italica, dovuta sostanzialmente alla mancanza di una chiara e
    semplice normativa, che risulti in grado di far pagare equamente il
    giusto a tutti, in proporzione delle proprie capacità contributive.

    Non
    posso credere di essere uno dei pochi in grado di concepire un corretto
    meccanismo impositivo, ritengo, piuttosto, che coloro i quali
    dovrebbero veramente pagare le tasse e nelle tasche dei quali finisce la
    maggior parte della ricchezza nazionale, sono coloro i quali tirano i
    fili di una lobby invisibile che, attraverso un silente accordo
    trasversale, che coinvolge il governo, i politici e le istituzioni,
    riesce ad evitare da sempre la promulgazione di una legge unitaria che
    renda l’Evasione Fiscale assolutamente impossibile e la realizzazione di
    una “Vera Riforma Fiscale” che generi una duratura pace sociale.

    Un
    Fisco efficiente, efficace e giusto si trasformerebbe subito in
    cambiamenti radicali per lo Stato, la Società ed i singoli Individui. Il
    Cittadino si accorgerebbe immediatamente di una sostanziosa riduzione
    della forza e dell’incidenza sociale dei poteri economici che la fanno
    da sempre da padroni (Banche, Assicurazioni, Grande Industria,
    Monopolisti, Gestori Telefonici, Lobby, Media, Multinazionali, etc.
    etc.), di una minore delinquenza, perché vi sarebbe più lavoro per tutti
    e minore necessità di farsi assoldare dalle organizzazioni criminali,
    di maggiori entrate da destinare ai servizi sociali, di pensioni più
    elevate, di lavoro per i giovani, di un giusto reddito di cittadinanza
    per chi ne è privo, di una sanità completamente gratuita per le fasce
    più povere, più deboli, gli invalidi ed i portatori di handicap e, più
    in generale, di un comportamento dello Stato dignitoso e corretto con i
    propri Cittadini.

    Non pagare il dovuto nei tempi e con le modalità
    concordate, non tenere fede ai propri impegni contrattuali di lavoro e
    previdenziali, non sostenere lo sviluppo economico ed il lavoro con
    adeguate opere e servizi pubblici, non onorare gli appalti ed i servizi
    convenzionati, ricorrere a continue sanatorie, fa del nostro Stato un
    pessimo esempio per i Cittadini, incitando a comportamenti delittuosi,
    antisociali o alla rivolta civile.

    Con un giusto Fisco, inoltre,
    sarebbe impossibile, da parte di chicchessia, impossessarsi di risorse
    non guadagnate regolarmente (tangenti, proventi illeciti, evasione, etc.
    etc.), senza essere scoperti in breve tempo. In questo caso la
    punizione dovrebbe essere esemplare.

    Tutto ciò si accompagnerebbe
    ad un’economia più controllata sotto il profilo della spesa, di una
    maggiore padronanza e di un completo risanamento della ricchezza e del
    patrimonio pubblico, di maggiori investimenti strutturali, in ricerca,
    in istruzione, in previdenza, in nuovi posti di lavoro, in sicurezza, in
    tutela dei beni artistici, ambientali e culturali e di un’immediata
    crescita del prodotto interno lordo e dei consumi.

    In pratica, una vera e propria “Rinascita Economica, Sociale e Culturale”.

    Per
    ottenere questi risultati non possiamo essere ipocriti, non possiamo
    più coprire questo o quel privilegio, di questa o quella categoria
    sociale o casta, che dir si voglia. Tutti debbono fare la loro parte, in
    maniera equa e solidale.

    Ma è ridicolo che questo governo, invece
    di liberalizzare in primis il sistema bancario ed assicurativo, di cui
    parla solo per favorirlo ulteriormente, imponendo ai cittadini un
    maggior uso dei c/c, della moneta elettronica (le carte di credito), la
    riduzione del contante circolante come mezzo di pagamento, non
    contenendo i costi delle polizze RC obbligatorie, assurdi e differenti
    da Sud a Nord, nonostante la stessa classe di rischio dei contraenti, e
    fingendo di non vedere il cartello unico che si è costituito tra le
    assicurazioni e le banche, che svolgono alla luce del sole attività
    bancaria ed assicurativa nelle stesse sedi, con lo stesso personale e
    con le stesse risorse, cosa vietata dalle rispettive normative che
    prevedono locali e risorse ad uso esclusivo (dove sono i controlli
    dell’ISVAP e della Banca d’Italia?), parla, invece, di liberalizzare i
    tassisti, gli edicolanti, gli stabilimenti balneari, i distributori di
    carburante, le professioni, le farmacie, etc. etc.

    Sicuramente, molto va fatto anche in questa direzione, ma non è la primaria.

    La
    principale è far pagare le tasse ai veri poteri forti, a chi ha
    accumulato ricchezze enormi con leggi lobbistiche, condoni, ed evasione
    fiscale ad oltranza, agli scudatori di denaro non tassato regolarmente.

    Lasciamo
    stare, una volta tanto, i lavoratori a reddito fisso, i pensionati e le
    categorie che sbarcano il lunario lavorando duramente dal mattino, alla
    sera.

    Perché non ho parlato fin qui di Debito Pubblico? Perché è
    un falso problema. Il Debito Pubblico in realtà è solo frutto di una
    gigantesca truffa derivante dal Signoraggio Monetario Nazionale ed
    Internazionale che costringe il nostro, come altri Stati Sovrani, ad
    indebitarsi per fare qualsiasi cosa.

    Allora, se vogliamo ridurre
    la pressione fiscale, sostenere nel contempo le necessarie entrate
    tributarie, avere le risorse per far fronte correttamente a tutti gli
    impegni dello Stato, liberarci una volta e per tutte di questo
    truffaldino Debito Pubblico, qualcosa di concreto bisognerà pur fare.

    La prima cosa in assoluto è riappropriarsi della Sovranità Popolare, Monetaria e Legislativa del nostro Stato.

    Abbandonare,
    dunque, l’Europa, non quella dei Popoli europei, che sono nella nostra
    stessa situazione, ma quella dei banchieri, dei poteri forti e dell’euro
    moneta non sovrana equivalente a carta straccia.

    L’Italia è una
    Repubblica Indipendente alla quale da anni stanno espropriando
    lentamente, ma progressivamente, la propria Sovranità Popolare,
    Monetaria e Legislativa.

    Questo permetterebbe ai Cittadini di
    eleggere i propri rappresentanti ed il proprio Governo per un numero
    limitato di anni ed in forma partecipativa, con consultazioni
    telematiche sulle questioni più importanti, ed allo Stato di affrontare
    qualsiasi impegno economico con una Moneta a Credito, da lui stesso
    emessa in misura adeguata e sufficiente alle necessità di una gestione
    corretta e di un benessere diffuso tra tutti i Cittadini, senza dover
    sottostare a regole imposte da stati ed organizzazioni straniere per
    tutelare le loro attività, i loro prodotti ed in generale il loro
    benessere a discapito del nostro.

    Quando l’Europa diventerà
    veramente l’Europa degli Stati per gli Stati e per i Popoli, allora se
    ne potrà riparlare. Ma sarà molto difficile che il Sistema al potere
    faccia per il momento un passo indietro, a meno di non costringerlo con
    la forza. L’alternativa è tornare subito Sovrani ed attendere tempi
    migliori.

    La nuova moneta dovrebbe riappropriarsi anche del potere
    di acquisto perso con l’ingresso nell’euro e con l’inaccettabile
    svalutazione della vecchia lira italiana.

    Con la nuova moneta, lo
    Stato Italiano convertirebbe tutti gli euro in circolazione nel Paese,
    che sarebbero restituiti alla BCE, e pagherebbe, contrattandolo a valori
    inferiori, il cosiddetto Debito Pubblico pregresso, finito nelle mani
    di privati, di altri stati, di banche, di speculatori e quanto altro.
    Questo pagamento inserirebbe anche la nuova moneta italiana nel circuito
    economico nazionale ed internazionale e le darebbe la forza per imporsi
    sul mercato come Moneta Sovrana Italiana sostenuta dallo Stato con
    tutte le sue ricchezze ed il suo patrimonio.

    Ogni spesa fatta con
    Moneta senza Debito Pubblico, diventa ricchezza per lo Stato e non
    miseria, com’è adesso. Si comprende facilmente da un esempio: se compro
    una casa con soldi miei, questa negli anni si rivaluta e mi rende più
    ricco, se la compro con un mutuo, negli anni questo mutuo arricchisce la
    banca ed impoverisce il mio potere d’acquisto ed il mio tenore di vita.

    Secondo punto fondamentale è varare un’equa, semplice e “Vera Riforma Fiscale”.

    Siamo
    abituati, nell’ambito fiscale, ad una normativa farraginosa, poco
    chiara, spesso contraddittoria, che mette il comune cittadino e, spesso,
    anche il professionista in materia economica, in grande difficoltà.

    L’insieme
    delle tasse e dei balzelli che vengono imposti, modificati, sostituiti,
    cambiati di denominazione, aumentati, detratti, dedotti, sommati ed
    applicati in maniera differente, in sede nazionale e territoriale, ai
    possessori di Codici Fiscali, di Partite Iva ed alle varie categorie
    sociali che sottostanno, crea un labirinto in cui è molto difficile
    districarsi e sui quali si scrivono fiumi di parole, si fanno critiche,
    ricorsi, interrogazioni, disposizioni, interpretazioni, si costruiscono
    carriere universitarie e professionali, si attivano eserciti di persone
    appartenenti alla Guardia di Finanzia, all’Agenzia delle Entrate, ad
    Equitalia, al Ministero del Tesoro, si impiegano, dunque, ingenti
    risorse dello Stato che potrebbero essere impiegate più utilmente o,
    addirittura, in parte risparmiate.

    Ogni commento sull’Evasione
    Fiscale in Italia, oltre che superfluo, sarebbe oltremodo offensivo per
    l’intera categoria dei soggetti a reddito fisso (lavoratori dipendenti e
    pensionati) che, si badi bene, non sono più onesti degli altri, ma
    semplicemente privi di alcuna difesa, sia pure legittima quando
    trattasi di pura sopravvivenza, di fronte alla voracità di uno Stato
    predone e padrone, ma, certamente, non padre, semmai patrigno.

    Una cosa è certa: in Italia chi può evadere lo fa senza pensarci sopra due volte: è inutile essere ipocriti.

    Secondo
    statistiche attendibili, il 70% delle entrate tributarie è
    rappresentato da ritenute alla fonte effettuate dal sostituto d’imposta
    (datore di lavoro) al lavoratore dipendente e dall’imposizione indiretta
    sui consumi (IVA, accise e quanto altro).

    L’intero Popolo delle
    Partite IVA, con il beneficio di qualche rara eccezione, paga quello che
    vuole o quello che ritiene giusto, con una grande diseguaglianza
    contributiva, generando un malcontento ed una disparità sociale che
    prima o poi potrebbero esplodere in una rivolta civile.

    Ma tutto
    ciò si potrebbe evitare, risparmiando anche i costi legati alla ricerca
    affannosa ed il più delle volte inutile e non veramente mirata dei reali
    evasori.

    La criminalità organizzata circa 78 miliardi di euro di
    imposte evase e le grandi aziende, con la possibilità di spostare la
    tassazione fuori dai confini nazionali, circa 30 miliardi di euro di
    evasione: questi sono i veri Evasori Fiscali.

    Le pizzerie, i lidi
    balneari, gli edicolanti, i distributori di carburante, i tassisti, i
    professionisti, le farmacie o chi ha la Ferrari in garage e dichiara
    15.000 euro, pur se settori da riformare, pesano sull’evasione fiscale
    per non più di 8 miliardi di euro.

    Allora, ci vogliamo prendere in giro o vogliamo fare le persone serie?

    Cosa fare, dunque, per realizzare una “Vera Riforma Fiscale” che eviti tutto ciò?

    Senza
    entrare nel merito di Tasse, Balzelli vari ed Accise, una “Vera Riforma
    Fiscale” dovrebbe prevedere un trattamento unificato ed uguale per
    tutti che, oltre a rendere più facile il pagamento delle imposte,
    creerebbe finalmente una vera giustizia sociale.

    Si dovrebbe
    associare ad ogni Codice Fiscale una Partita Iva, così da poter
    dimostrare, da parte di chiunque, tutte le spese effettuate in un mese,
    detrarle dal reddito percepito nello stesso mese e pagare sulla
    differenza un acconto pari al 10% mensile, a valere sui conguagli di
    fine anno: se il conguaglio sarà negativo si riporterà il credito l’anno
    successivo, se sarà positivo si pagherà sulla cifra di “utile e/o
    risparmio” così calcolata, un ulteriore 10% di imposta, così che in
    totale l’imposta sarebbe per tutti pari al 20% e pagata secondo le
    rispettive potenzialità contributive.

    Attualmente, ci sono
    categorie che possono detrarre o dedurre alcune spese mentre altre
    categorie quelle stesse spese non le possono detrarre o dedurre. Una
    confusione assoluta e con danni irreversibili alla collettività.

    Se
    io guadagno un tot e lo spendo per vivere, per mangiare, per vestirmi,
    per la famiglia, per divertirmi, per l’azienda, per la mia attività,
    mettendo in circolazione ricchezza, che va ad alimentare il circuito
    economico e del lavoro nazionale, ho tutto il diritto di detrarre tutte
    le spese fatte e, se mi rimane a fine mese una differenza, derivante dai
    ricavi meno tutte le spese effettuate, solo e soltanto su quella
    differenza dovrò pagare le tasse.

    Se incasso 1.500 al mese e ne
    spendo 1.500, che tasse dovrei pagare? Dove prendo i soldi per pagare?
    Chi me li dovrebbe dare: lo strozzino? Non ho forse partecipato al
    circuito economico ed al benessere nazionale mettendo in circolo i miei
    1.500.

    Come avete notato non ho scritto la parola euro, perché
    questo sistema è valido solo utilizzando una Moneta Sovrana a Credito e
    non una Moneta non Sovrana a Debito, qual è l’euro.

    Chi non spende
    tutto e/o vuole risparmiare, deve sapere, comunque, che su quei soldi
    pagherà le tasse. Se è in grado di risparmiare su 1.500, 500, pagherà 50
    di tasse, quale acconto mensile, e l’eventuale conguaglio di un
    ulteriore 10% a fine anno.

    Peraltro, chi incassa 50.000 al mese e
    ne spende 30.000, dovrà pagare le tasse su 20.000, cioè 2.000 al mese, e
    l’eventuale conguaglio di un ulteriore 10% a fine anno.

    In un
    sistema globale nazionale, su una differenza tra ricavi e spese
    effettuata tra tutti i soggetti contribuenti, il 20% di tassazione
    globale sarà più che sufficiente a coprire tutti i costi dello Stato
    centrale e regionale, i servizi e le necessità sociali dei Cittadini,
    senza dover pagare un truffaldino e soffocante Debito Pubblico.

    Ovviamente,
    con questo sistema, chi ha speso tutto quanto ha guadagnato, non paga
    niente, chi, invece, ha avuto entrate ben oltre quello che potrebbe mai
    spendere o reinvestire, che attualmente accumula in enormi ricchezze e
    deve preoccuparsi di evadere, con questo sistema non pagherebbe che un
    misero 20% di tasse, più che accettabile per qualsiasi riccone.

    Un sistema molto equo e solidale e la riacquisizione di una vera e duratura pace sociale.

    Oltretutto,
    se si potessero detrarre tutti i costi, ognuno si farebbe emettere
    sempre il documento fiscale relativo, perché ritornerebbe a proprio
    vantaggio e, se non lo chiede, ne riceverebbe lui solo un personale
    svantaggio, per il pagamento di tasse non dovute e da pagare al posto di
    chi non ha emesso il documento fiscale.

    Ci sarebbe un’azzeramento
    dell’evasione fiscale nel giro di 12 mesi ed ognuno pagherebbe in
    relazione alla differenza tra entrate ed uscite.

    Ovviamente, sia
    le entrate che le uscite andrebbero regolarmente dimostrate con il
    relativo documento fiscale da conservare per 10 anni, anche in formato
    digitale, per gli eventuali controlli a campione.

    Addirittura, con
    l’uso della moneta elettronica (carte di credito, bonifici, etc. etc.) i
    conteggi sarebbero per la maggior parte informatizzati e bisognerebbe
    calcolare solo le transazioni in uscita ed in entrata pagate in
    contanti.

    Si dovrebbe, poi, riformare la formazione dei prezzi e
    degli onorari con l’obbligo di indicare per ogni prodotto e/o servizio
    reso il costo di acquisto e/o le spese sostenute, il costo di gestione
    ed il costo di vendita, così che tutti possano valutare se quel prezzo
    di vendita è giustificato o sproporzionato. Con questo metodo l’offerta e
    la domanda si riequilibrerebbero automaticamente, senza necessità
    alcuna di intervenire da parte dello Stato, perché sarebbe lo stesso
    consumatore ad imporre con le sue scelte i prezzi cosiddetti di
    “mercato”.

    Per quanto riguarda l’Iva, in misura pari a non più del
    20%, questa andrebbe ricaricata in pari quota su tutta la catena che
    partecipa alla vendita di un prodotto e/o servizio e da ciascuno
    conguagliata mensilmente con quella in entrata, se ne ha, altrimenti la
    stessa rappresenterà un costo che andrà a sommarsi alle spese sostenute.

    Ad
    esempio, se alla vendita di un prodotto partecipano: il produttore, il
    distributore, il grossista, il negoziante ed il consumatore, con un Iva
    al 20%, la stessa graverebbe per il 4% su ciascun partecipante, che la
    gestirebbe così come sopra indicato.

    In questo modo i prezzi
    all’utente finale si ridurrebbero fortemente, con un notevole incremento
    dei consumi ed un indotto economico di tutta la filiera enorme.

    Le
    Accise e tutte le altre Tasse e Balzelli nazionali e locali andrebbero
    eliminati in toto, poiché lo Stato, possessore della propria Moneta a
    Credito, potrebbe emetterne quanto gliene serve in funzione delle
    necessità, sia statali che regionali, incrementando in tal modo non il
    proprio Debito, ma la propria ricchezza, dosando nella giusta misura le
    necessità.

    Anche le pensioni andrebbero riformate, dovrebbero
    essere pari al 85% del proprio stipendio, riconosciute con 35 anni di
    contributi per gli uomini e 30 anni per le donne, così che il Cittadino
    possa riappropriarsi in tempo utile della propria vita e dedicarsi alla
    propria famiglia, ai propri amici, ai propri hobby, alle proprie
    aspirazioni artistiche, sportive o quanto altro.

    Gli stipendi
    statali e quelli delle aziende facenti capo allo Stato, in sede centrale
    e locale, sarebbero livellati ad un valore massimo di 10.000 al mese,
    che è un guadagno più che dignitoso per fare una vita decorosa. Chi
    aspira a guadagnare di più deve rivolgersi al mercato privato.

    Le
    aziende pubbliche sarebbero gestite da Amministratori Unici investiti
    della piena responsabilità di quello che fanno e controllate da un unico
    Revisore legale e contabile.

    Con un simile Sistema
    Fiscale/Monetario/Previdenziale ci sarebbe un immediato effetto calamita
    sui capitali nazionali ed esteri, con forti investimenti in tutti i
    settori, un aumento del circuito lavorativo dei giovani e dei meno
    giovani desiderosi di trovare piena occupazione, una crescita del PIL
    che schizzerebbe alle stelle, superando in tal modo anche il gap con i
    Paesi in cui il costo del lavoro è assolutamente inferiore al nostro,
    perché il costo del denaro nel ns. Paese diverrebbe, con una Moneta
    Sovrana a Credito, molto vicino allo zero.

    La ricetta finale così
    si sintetizza: Moneta Sovrana a Credito di proprietà dello Stato,
    modalità di tassazione uguale per tutti, ognuno può scaricare tutto,
    imposte dirette pari al 20% massimo sull’utile e/o sul risparmio di
    ognuno, imposte indirette pari al 20% massimo ripartito in quota parte
    su tutti i partecipanti alla vendita di quel prodotto e/o servizio,
    azzeramento di Accise, Tasse e Balzelli vari, formazione dei Prezzi di
    Mercato, previdenza pari all’85% del percepito con 35 anni per gli
    uomini e 30 anni per le donne, costo del denaro prossimo allo zero,
    stipendi statali massimi livellati a 10.000 al mese.

    E’ ovvio che
    in fase iniziale, per recuperare il potere di acquisto perso con la
    transizione lira/euro, tutti gli stipendi sarebbero incrementati in
    misura tale da recuperare questa perdita, anche con il supporto statale
    per i privati.

    Tutte le leggi e le norme di favore e contrarie a
    questa metodologia, sarebbero immediatamente revocate, con
    l’allineamento di tutti a questa nuova era impositiva.

    L’Italia
    diverrebbe in pochi anni uno dei Paesi più competitivi e più ricchi del
    Mondo ed il Cittadino si riapproprierebbe del proprio benessere, della
    propria Sovranità e del proprio Paese.

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