
post di Felice Capretta
“Abolire il contante è un grande passo verso la civiltà”, questo leggevo su un pieghevole patinato seminato su tutti i sedili delle carrozze di un Frecciarossa circa tre anni fa. E’ da molto tempo che si parla di abolire il contante, in modo ricorrente, anche in Italia. Gli italiani sono notoriamente riottosi ad accettare carte di credito e bancomat rispetto al resto d’Europa. Dunque non mi stupisce vedere e rivedere ripetuti tentativi volti ad educare la popolazione della penisola sul perché abolire il contante. Ovviamente il booklet era sponsorizzato da ABI, l’Associazione delle Banche Italiane. Poi, leggendo sui blog…. (continua)
….proprio oggi, ho trovato in giro questo commento: “Hai pensato che senza contante tutte le attività criminali vanno a picco? Vivere senza la preoccupazione che qualcuno possa rapinarti, svaligiarti casa, vendere droghe ai tuoi figli ecc…. Carceri vuote, tribunali che potranno occuparsi di cause civili a tempo pieno, maggiori investimenti di imprese estere, quindi più lavoro legale per tutti, niente evasione fiscale, niente corruzione…… Certo, ci vorrà del tempo prima di abituarsi, però vedo solo vantaggi.”
Ci mancava la marmotta che incartava il cioccolato. Poi, un brivido lungo la schiena è partito come una scossa dopo aver letto un tale agglomerato di equivalenze complesse tutte insieme. Peggio poteva essere solo la vista della vetrina ben fornita di una macelleria sotto Pasqua. Perché un conto è l’ABI che ci prova con il pieghevole sul Frecciarossa, altro invece è quando qualcuno inizia ad esprimersi a favore, seppur dimostrando di aver capito tutto, ma proprio tutto. O quasi. Comunque, significa che la propaganda sta ottenendo i primi risultati. E quando c’e’ propaganda, la capretta che c’e’ in ognuno di noi inizia a scalpitare.
Si, perché sembra sempre tutto facile a quelli che la fanno facile. Tutto si riduce a pochi concetti semplici e superficiali (non necessariamente veri), ovvero il territorio della propaganda. Che completa l’opera dando La Soluzione. Il mondo è pieno di esempi. Non ci sono abbastanza soldi? Colpa degli evasori! C’e’ l’immigrazione clandestina? Riportiamoli a casa loro! C’e’ troppa criminalità? Mettiamo i militari nelle strade! La mia escort di fiducia è dentro? Ma è la nipote di Mubarak, cribbio! (questa non c’entra, ma ci stava bene) Ecco, si, dicevo: è da un po’ di tempo che ci provano, ad infinocchiarci con questa storia dell’abolizione del contante.
Qualcuno ci casca, perfino la Gabanelli. Quindi vuol dire che la grancassa sta funzionando. Ok, ok: non si può’ negare che qualche effetto positivo ci potrebbe anche essere. Nel senso che molte delle attività che si basano su un enorme giro di contanti potrebbero essere messe in difficoltà per un po’, fino a quando non troveranno il modo alternativo per aggirare un eventuale divieto. Mi riferisco in particolare a: * compravendita di droga al dettaglio * compravendita di oggetti rubati * bustarelle, mazzette (dissolvenza in nero, prego) * compravendita commerciale di diamanti per gioielli * compravendita di organi (considerando la provenienza etnico-religiosa dei capibanda di questi ultimi due business, dubito che l’operazione di abolizione totale del contante andrà in porto facilmente. ma procediamo oltre) MICROECONOMIA, MERCI E CONTANTE E’ triste, ma è così: la droga ha un signor mercato che funziona molto bene.
Anche i diamanti, e gli organi espiantati abusivamente. Ma il meccanismo del mercato funziona anche per tutto il resto: caffè, missili, CDS e derivati vari, cani di pezza, aziende, quadri, caprette di montagna e pubblicità su internet. Perché esista un mercato per ciascuno di questi beni o servizi, servono due/tre cose al massimo.E di queste, nessuna è il denaro.Serve infatti la domanda, ovvero qualcuno che abbia un bisogno da riempire ed un desiderio da soddisfare con uno specifico prodotto. Serve poi l’offerta, ovvero qualcuno che quel prodotto ce l’ha, ed è disposto a cederlo. Serve infine che domanda ed offerta si incontrino in qualche modo. In piazza, per telefono, dovunque si possano parlare ed accordarsi. Quando c’e’ l’accordo, si definisce anche un prezzo, e a qual punto ci può essere lo scambio. Quando c’e’ domanda, offerta, un modo per incontrarsi e la possibilità di uno scambio, si può’ sviluppare un mercato, con prezzi che fluttuano a seconda della scarsità della domanda o dell’offerta. I prezzi possono essere espressi in molti modi: in ore di lavoro, in galline e peperoni, in grani di pepe, in altra merce legale o illegale, in denaro, in pellicce di ratto.
Qualsiasi bene che abbia utilità per chi compra (domanda) e per chi vende (offerta) può essere la moneta con cui si paga lo scambio. Dunque è alquanto risibile sostenere che eliminare il contante serve a stroncare i crimini ed i traffici illegali. E’ come sostenere che per eliminare Superman bisogna distruggere tutte le cabine telefoniche. Perché il denaro (contante o meno) è – nel caso esemplificato qui sopra – un facilitatore dello scambio, per il semplice fatto che è più comodo passarsi di mano dei pezzi di carta piuttosto che portarsi dietro una pecora. Ecco, in caso di compravendita illegale di organi, potrebbero esserci alcune spiacevoli conseguenze di visibilità. Ma per uno spacciatore di droga non sarà difficile accettare un orologio, o una ricarica telefonica, o dei buoni pasto in cambio della droga che vende. O un coniglio intero. Dunque no, non è una buona idea eliminare il contante. Perché una soluzione alternativa per tutti i loschi traffici che si basano sul contante ci sarà sempre.
CHI GUADAGNA DALLA ABOLIZIONE DEL CONTANTE? Ci sarebbe poi da chiedersi chi potrebbe essere il fortunello che si arricchisce in caso di abolizione del contante. Non è un caso che proprio l’ABI sia uno dei principali sponsor. Perché – per chi non lo sapesse – sono proprio le società che emettono le carte (di credito, o di debito), a fare grassi margini. Si tratta di poco, una percentuale trascurabile per ogni operazione, che il negozio è felice di pagare per voi in cambio di meno rischi ad avere la cassa piena di contante. Oppure lo pagate voi, quando prelevate dal bancomat nei giorni festivi, o su una banca diversadalla vostra. Ma anche qui, si tratta di una percentuale trascurabile. Milioni di percentuali trascurabili ogni giorno, tutte insieme, fanno pero’ delle signore grosse cifre, che le banche e le società di gestione delle carte scremano e si intascano senza, sostanzialmente, muovere un dito. Perché tutti i sistemi informatici sono in posizione, tutto funziona già, ed è perfettamente scalabile senza ulteriori costi. Alias: grassi profitti per le banche, se solo questi lenti popolani mangiasalame si decidessero ad usare di più la loro carta di credito.
CONTANTE: SI O NO? Ed eccoci giunti al punto. Contante si? Contante no? Molte sono le questioni che entrano in gioco, ed in questo post ne abbiamo trattato solo una piccola parte.Oggi pero’, il 3/1/2013, ci sono altri 20 blog in giro per il web italiano, che mentre leggete stanno scrivendo sullo stesso tema. Perché il contante è sempre di più minacciato, e non è affatto detto che questa sia una buona idea. Per riassumere, non è nel nostro stile dirvi cosa è meglio scegliere. Ma da oggi c’e’ un posto per saperne di più. Potete andare su www.contantelibero.it ed approfondire. Ci sono risorse, considerazioni e valutazioni, per mettervi in grado di fare la vostra scelta. E se la vostra scelta sarà, come la nostra, quella di fare il possibile perché il contante resti, potrete fare sentire la vostra voce e firmare la petizione.
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