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Giuseppe Sandro Mela.

 

Risata 07 umorismo del gufo Godetevi l’euforia elettorale. La Fiat chiude Melfi per «ristrutturazione».

Gufetto che se la ride.

 

  Dopo aver chiuso lo stabilimento siciliano di Termini Imerese e quello Irisbus di Valle Ufita, in provincia di Avellino, la Fiat si appresta a chiudere quello di Melfi.

  Ufficialmente per la necessità di eseguirne una «ristrutturazione».

  La chiusura dovrebbe durare circa due anni, ma si sa che due anni sono lunghi ed in tutto questo tempo potrebbero accadere molte cose.

  A pensar male si fa certo peccato, ma ci si azzecca quasi sempre, diceva quel filone del sen. Andreotti.

  Questo avviene proprio dopo il drastico ridimensionamento degli stabilimenti Fiat polacchi.

  Ma cosa si sarebbe potuto pretendere che si dicesse in piena campagna elettorale?

  Che la produzione industriale italiana si avvia ad essere annientata soffocata da leggi e normativi del tutto anacronistici?

  Ma siamo matti?

  Non sarebbe politicamente corretto.

  Chi caspita ti darebbe il voto?

 

  ANSA. 2013-01-15. Fiat chiede la cig a Melfi. Marchionne: ‘Non chiuderemo impianti’.

  POTENZA – La Fiat ha richiesto per lo stabilimento di Melfi (Potenza) la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale dal prossimo 11 febbraio al 31 dicembre 2014. Lo dichiara la Fiom-Cgil, che esprime “forte preoccupazione perché ad oggi ancora non si conoscono i dettagli degli investimenti per lo stabilimento”.

  La produzione della “Punto” nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat continuerà anche nei prossimi mesi, dopo l’avvio della cassa integrazione straordinaria per la ristrutturazione in vista della realizzazione dei nuovi modelli di auto. Nello stabilimento lucano del gruppo torinese vi sono due linee di produzione. Gli interventi programmati dall’azienda interesseranno a turno solo una delle due linee: sull’altra lavoreranno a rotazione gli operai, per continuare a produrre la “Punto” e soddisfare così le richieste del mercato. In tal modo al periodo quasi biennale di cassa integrazione straordinaria saranno interessati a turno tutti i lavoratori.

  Il segretario regionale del sindacato, Emanuele De Nicola, ha sottolineato che la richiesta “arriva dopo gli annunci in pompa magna dei giorni scorsi, alla presenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti e del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo e dei segretari generali di Cisl e Uil”. La Fiom-Cgil inoltre esprime “forte preoccupazione perché ad oggi ancora non si conoscono i dettagli degli investimenti per lo stabilimento e i tempi per la realizzazione del nuovo progetto” e chiede “alla Fiat e anche alle istituzioni regionali la massima trasparenza nella gestione della Cigs al fine di garantire la rotazione al lavoro di tutti i lavoratori, per impedire come avvenuto a Pomigliano discriminazioni e perdite salariali a danno dei lavoratori”.

  AZIENDA, CIGS NECESSARIA PER FARE INVESTIMENTO - La cassa integrazione straordinaria a Melfi è necessaria perché “per poter realizzare fisicamente gli investimenti per circa un miliardo di euro previsti per lo stabilimento Sata saranno necessari importanti interventi sui fabbricati e sugli impianti”. Lo precisa l’azienda spiegando che la cigs sarà a rotazione tra tutti i dipendenti.

  MARCHIONNE, CIGS A MELFI PER INSTALLARE LE NUOVE LINEE - “Stiamo installando le nuove linee per fare le nuove vetture. Continueremo a produrre la Punto. Non capisco qual è il problema”. Così’ l’ad di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne interviene sulla questione della cassa integrazione di Melfi.

  “Si tratta di una richiesta standard, una procedura normale, che viene fatta per coprire i lavoratori impattati dall’installazione di nuove linee”, aggiunge.

  MARCHIONNE, NON CHIUDEREMO ALTRI IMPIANTI ITALIA – Fiat non chiuderà altri impianti in Italia. Lo ha detto – secondo Bloomberg – l’a.d. di Fiat Sergio Marchionne al Salone di Detroit. Secondo il top manager italo-canadese inoltre, i tagli di posti di lavoro effettuati in Polonia hanno protetto i lavoratori delle fabbriche italiane.Il Lingotto, in Italia, ha chiuso lo stabilimento sicilaino di Termini Imerese e quello Irisbus di Valle Ufita, in provincia di Avellino.

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