In Italia, con il peggiorare della crisi, c’é un “rischio elevato” di cadere in una “enorme trappola della povertà”: una volta che una persona entra in difficoltà, è molto difficile che riesca ad uscirne. E’ quanto emerge dal Rapporto Ue 2012 su occupazione e sviluppi sociali.
L’Italia, insieme a Grecia, Spagna, Malta e i paesi Baltici, fa parte del gruppo di paesi in cui “c’é un alto rischio di entrare nella povertà e basse possibilità di uscirne, con la creazione di una massiccia trappola della povertà” . Insomma, se per sfortunatamente doveste entrare in difficoltà, sará molto difficile uscirne. La palude é molto più vicina di quanto pensiate.
Il rapporto Ue 2012 su disoccupazione e sviluppi sociali é a firma di Lazlo Andor, commissario Ue per gli affari sociali.
La notizia é apparsa oggi su tutte le prime pagine. Visto che ritengo i giornali delle fonti di informazione prezzolata, ho deciso di recuperare il testo integrale e originale del rapporto.
Si tratta di 469 pagine ricche di informazioni molto interessanti, alcune delle quali vorrei condividere con voi lettori di Rc.
Prima di tutto viene ben chiarito che la situazione generale sia in degrado, soprattutto per via del fatto che la divisione Nord-Sud sia sempre più palpabile. I paese dell’Europa meridionale costituiscono una pesante zavorra per tutto il sistema.
A conferma di ciò possiamo osservare il grafico con l’andamento del Pil pro-capite (Gdp) nei vari paesi.

A sinistra i livelli più bassi, a destra i più alti. Guardate i primi (quindi peggiori) 4: Grecia (El), Portogallo (PT), Spagna (ES) e Italia (IT). Prendiamo la Grecia per spiegare come si legge il grafico: il Gdp (diamante nero) é calato di oltre il 5%, la retribuzione oraria (azzurro) é diminuita, le ore lavorate sono leggermente aumentate e la disoccupazione (tratto grigio) é galoppante. In soldoni: sono sempre in meno a lavorare, chi é occupato lavora di piú e guadagna meno. In Italia il Gdp é statico, dunque, poiché l’inflazione é mediamente del 3%, abbiamo perso la medesima percentuale di potere d’acquisto.
Disoccupazione dicevamo. Cosa sta accadendo in Europa?

In Germania, a sinistra dello 0, é calata, in Italia é aumentata di poco meno di 2 punti percentuali e la Spagna é praticamente fuori controllo.
La situazione per i giovani é ancora peggiore.

I giovani disoccupati rispetto al 2000 sono aumentati e sono oltre il 4% in piú degli adulti.
I Neets, cioè i giovani che né studiano né lavorano, sono i secondi più alti d’Europa, secondi solo alla Bulgaria ma più di Spagna e Grecia.

Per riassumere l’andamento europeo della disoccupazione:

In Italia la disoccupazione é cresciuta di 2 punti percentuali e il prodotto interno lordo pro-capite é calato di 1,7. In Germania la disoccupazione é calata di 1,7 punti percentuali e la ricchezza pro-capite di 4 punti. Questo per darvi la dimensione di cosa stiamo vivendo.
Chi é occupato rende meno. La produttività italiana é tra le più basse d’Europa (e penso non abbiano considerato i nostri dipendenti pubblici
).

Il Cuneo fiscale é il sesto più alto d’Europa, oltre il 40%.

Tutto ciò fa sí che le famiglie, a causa della crisi, abbiano visto i loro risparmi, disponibilitá, diminuire:

Gli italiani dal 2009 in poi hanno visto erodere la loro ricchezza dell’ 1,4%. I greci hanno perso il 20,1%; un disastro.
Quanto detto in precedenza fa sì che anche chi lavora sia a rischio povertà in Italia.

Ma quanti sono gli occupati? Siamo tra i più bassi d’Europa con il 61,2%. Solo la Grecia fa peggio di noi con il 59,9%.

In effetti perdere il posto é molto più facile: benché l’età pensionabile sia stata innalzata, la durata media della nostra vita lavorativa é calata drasticamente; 20 anni in meno, fa peggio solo l’Ungheria.

La durata della disoccupazione di lungo periodo é crescente rispetto al 2008.

Chi non é senza lavoro e non ha mai lavorato é circa il 37%.

E chi non ha lavoro riceve sussidi per 7-10 mesi.

Questi sono alcuni dati salienti del rapporto Ue pubblicato oggi. Quello che emerge é sotto gli occhi di tutti. Fermiamo il declino.
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