Il turbine politico italiano e l’avvicinarsi dello scenario Greco mi ha distratto dallo scrivere del Problema.
Ricominciamo di qua e mettiamo bene in chiaro quale sia l’origine del Problema Italiano, perché i Tedeschi sono relativamente forti e noi no, perché i Francesi si stanno avvitando come noi (noi a 18 mesi dalla Grecia, loro a 18 mesi da noi). Perchè la questione della sovranità monetaria è una comoda foglia di fico per non guardarsi allo specchio e riconoscere l’origine autentica della nostra debolezza.
Credo che sia arrivato il momento per ri-dare la sveglia:
- Spesa Pubblica: la spesa pubblica italiana ammonta a circa il 52% del PIL italiano, un valore incompatibile con qualsiasi ipotesi di benessere e crescita economica. La Francia ha una spesa pubblica in rapporto al PIL persino maggiore della nostra, comincia solo ora a pagarne duramente le conseguenze perchè l’efficenza della macchina statale francese, nel complesso è n-volte superiore alla nostra. In altre parole la quantità e qualità dei servizi statali francesi, in parte, compensa il livello elevatissimo (simile a quello italiano) di prelievo fiscale su cittadini e aziende. Esistono tonnellate di studi statistici che dimostrano che una Spesa Pubblica superiore al 40% del PIL di uno stato determina un grave deterioramento della crescita economica e l’inizio della spirale del debito.
Conclusione: la Spesa Pubblica italiana è incompatibile con un qualsivoglia scenario di crescita e speranza per i cittadini italiani, l’eccesso di spesa è quantificabile oggi in 12 punti di PIL ovvero circa 200 miliardi di euro. Dunque a livello politico qualsiasi programma economico che non tenda a fare convergere i livelli di spesa nel tempo verso il 40% non coglie l’essenza del problema.
- Livello di tassazione: la tassazione reale per lavoratori e imprese varia a secondo dei casi dal 50% al 70% del frutto del lavoro di ciascuno. In queste condizioni uomini e imprese semplicemente non producono più abbastanza ricchezza netta. Non lo fanno perchè non conviene rischiare o lavorare dando il meglio di se stessi per poi vedere la maggior parte del frutto del propio sforzo, sequestrata dallo Stato. E’ un concetto semplicissimo ma di cui non si parla mai. In Italia è addirittura politicamente scorretto riconoscere la supremazia e la centralità dell’ingegno dell’individuo o delle società fra individui nel processo di crescita e benessere e della ricchezza di una nazione. La supremazia in Italia è e deve rimanere nelle mani dello Stato e delle sue burocrazie, il che è semplicemente ridicolo.Lo Stato ha un ruolo fondamentale nel sostenere le società private e gli individui nel processo di crescita e innovazione, avendo ben presente che il più potente motore umano è la ricerca della soddisfazione personale (che non coincide necessariamente con la ricerca del denaro o del potere).
Conclusione: Il livello di tassazione italiana, oltre ad essere il più potente e invincibile motore* per l’evasione e l’elusione fiscale, scoraggia la creazione di impresa e incentiva l’esportazione all’estero di produzioni e capitale. La spirale che sta letteralmente distruggendo l’economia italiana è per larghissima misura dovuta o alla fuga di imprese e cervelli oppure all’esplodere del mercato nero sul territorio italiano (non penserete mica che l’evasione e il lavoro nero stiano diminuendo vero?). Nessun programma politico è credibile se non indica un percorso preciso verso il calo della pressione fiscale e della deregolamentazione burocratica.
(*ma davvero credete che sia controllabile, in una democrazia compiuta, il diritto naturale di 60 milioni di individui a tenere per se la maggior parte di ciò che producono, se lo pensate siete degli illusi o prefigurate una dittattura militare).
- Consorterie: l’aspetto del Problema Italiano colto meglio dal MoVimento 5 Stelle è il livello di corruzione e di consociativimo fra gruppi di potere italiani. L’Italia è inemendabile per via ordinaria perchè si regge su un costosissimo e inefficiente equilibrio fra gruppi di potere, per fare qualche esempio: cooperative bianche e rosse, organismi sindacali, partiti, sistema dei media sussidiati, confindustria. La ragione sociale di questi gruppi di potere è quella di avere il maggior grado di sussidio dallo Stato e di orientare le leggi del parlamento. In Italia, a differenza ad esempio rispetto alla Germania, il concetto di interesse nazionale non esiste. Al limite esiste il concetto di sopravvivenza nazionale per mantenere lo Status Quo.
Conclusione: Quando ci lamentiamo dei tedeschi, ci dimentichiamo in perfetta malafede sia che in questi ultimi 13 anni nell’Euro l’Italia non ha fatto nulla per darsi un assetto istituzionale Statale un minimo decente e giusto (lo sconto di 70 miliardi di euro all’anno sugli interessi sul debito ce lo siamo fumato in nuova Spesa Pubblica) , mentre “loro” (i kattifi kattifi tedeschi) hanno lavorato duramente e con sacrifici per adattare la loro economia all’Euro e a renderla vincente. L’Italia e molti, troppi italiani sono solo capaci di chiedere “deoghe” alle regole che hanno sottoscritto ( troppo facile prendersela con i “politici”, li abbiamo votati o sopportati senza fare nulla di efficace) e non siamo neppure capaci di metterci realmente in gioco ovvero di almeno immaginare realisticamente un Piano B, l’uscita dell’Italia dall’Eurozona. Il motivo reale di questo atteggiamento è sempre e solo il mantenimento dello Stats Quo.
Comunque sarà bancarotta
Mentre scrivo il nostro rapporto debito PIL dovrebbe avere già superato quota 130%, il livello medio dei tassi sul debito è di circa il 3,7% ovvero quasi 80 miliardi di euro all’anno. Non esistono più possibilità di invertire il trend di crescita del debito, patrimoniali e tasse oppure un taglio draconiano della spesa farebbero crollare il PIL a livelli insostenibili. La logica deduzione è che in qualche maniera la bancarotta (o la “ristrutturazione”) dovrà comunque essere affrontata dall’Italia, si tratta di stabilire quando e in che condizioni. Sarà la politica a dettare i tempi e i modi. Il taglio della Spesa è comunque inevitabile anche e soprattutto dopo la bancarotta, dopo la quale sarà difficile ottenere credito.
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