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 Il centro di gravità permanente di Travaglio è sempre e solo uno: Silvio BerlusconiDeve essere brutto convivere con i fantasmi. Insomma, non sei libero di farti una doccia o lavarti i denti, che prima o poi temi che ti spuntino alle spalle i mostri – da cui credi di poter fuggire – mentre ti stai specchiando e ti stai facendo bello per trascorrere la serata con gli amici. 

Ecco, non vorrei essere nei panni di Travaglio. Non deve essere facile passare una vita intera a dire sempre le stesse cose. Ma capisco che spesso le persone parlano dei propri problemi per conferirgli una sorta di consistenza, credendo di poterli esorcizzare. Dare un nome e un volto ad un problema può aiutare a sconfiggerlo, perché ci sembra di vederlo davanti a noi. L’inconsistenza invece si aggira intorno a noi e ci travolge senza che ce ne accorgiamo, e senza che possiamo farci niente.

Non so come faccia lui, ma io ho bisogno di nuovi stimoli, sempre. Una volta ero una nuotatrice accanita, poi ho tentato di fare quelle piroette sulle teste come i veri ballerini di hip hop – ma alla prima verticale sbagliata sono fuggita –, sono stata perfino un’assidua frequentatrice di campi da tennis, poi il morbo dell’aerobica ha afflitto anche me per qualche anno, e ora mi diverto ad indossare un bel paio di guantoni tre volte a settimana. Tra qualche anno non escludo di poter provare ad arrampicarmi o di archiviare qualunque tipo di sport dalla mia vita. Continuare sempre sulla stessa strada può denotare o un’estrema ottusità o una profondissima passione. 

Non so quale delle due provi Travaglio nei confronti di Berlusconi, ma fatto sta che senza il Cavaliere, Travaglio è come Newton senza la forza di gravità. Avrei potuto dire come Giulia Innocenzi senza il qualunquismo, ma mamma mi ha insegnato che non bisogna mai parlare male degli altri, e quindi mi limito a citare Newton.

Sia chiaro: io appartengo alla schiera dei delusi di destra. Auspico una Destra, nuova, che sappia interpretare le esigenze del 2013, che sia sociale non in termini di Stato ma anche di esigenze. Soprattutto una Destra che riporti alla luce i valori di legalità e nazionalità che la politica degli ultimi anni ha annientato. Non mi dilungo oltre, o rischierei di andare eccessivamente fuori tema. 

Quest’Italia è piena di delusi di destra, Travaglio potrebbe essere uno di questi. Sì, si sa che Travaglio è un uomo di destra (o lo era, almeno), e che ora arranca cercando il favore dei grillini dopo la clamorosa espulsione di Di Pietro e Ingroia dal Parlamento. 

Ed è bello, è bellissimo, che ci sia una parte di italiani che vuole una nuova politica, una nuova Destra, una Destra che magari è destinata a rimanere una forza politica minoritaria (ricordate la conventio ad excludendum che è toccata in sorte al Movimento Sociale Italiano?), ma una Destra che sia Destra. 

Ma bisogna sempre fare i conti con le acque – sporche o pulite che siano – in cui ci troviamo a navigare ogni santo giorno. Berlusconi fa parte di queste acque, anzi, le ha alimentate molto. Meriti o demeriti, ognuno decida per sé.

Non nascondo che sono un po’ stanca di questo PdL, e anche a causa di Berlusconi; non nascondo che alle scorse elezioni avrei voluto assistere ad un riscatto morale del centrodestra, ma non c’è stato. Non nascondo che il mio sogno di vedere Giorgia Meloni a capo di un popolo probo di Destra è stato infranto sotto i colpi dell’indecisione e dell’incapacità politica. Ma non demonizzo mai nessuno.

Non sono solita aggirarmi per le strade con croci o teste di aglio. Travaglio deve averne una bella scorta invece. Non si sa mai quando il nemico ti si presenta di fronte; meglio non farsi trovare impreparati.

E allora ecco che per la penna de Il Fatto Quotidiano ogni cosa-fatto-persona abbia avuto a che fare con Berlusconi merita la pena di morte. Povero Pietro Grasso, che solo per essersi pubblicamente complimentato con Berlusconi in merito a quanto fatto contro la mafia è stato deriso dalla compagnia dei fantastici giornalisti che prestano un ‘Servizio Pubblico’, che di pubblico per me ha solo la gente che si presenta in studio e applaude a comando.

E ora è la volta della Bonino. Emma, lo vedi il puntino rosso che il probo Marco ti ha puntato in fronte? Emma, te lo ricordi che nel ’94 ti sei “candidata con Forza Italia fondata da Berlusconi, Dell’Utri, Previti & C.,” e che col centrodestra berlusconiano sei rimasta “alleata, fra alti e bassi, fino alla rottura del 2006”, anno in cui sei passata al centrosinistra? Te lo ricordi Emma che hai ricoperto le più svariate cariche: “deputata, senatrice, europarlamentare, commissario europeo, vicepresidente del Senato, ministro per gli Affari europei nel governo Prodi”? Te lo ricordi Emma che nel ’94, quando per la prima volta si candidò B., hai partecipato “con lui e la Parenti a un comizio a Palermo contro le indagini su mafia e politica”?. Poi, te lo ricordi che appena ti hanno eletta sei stata indicata dal “Cavaliere assieme a Monti come commissario europeo”? Il che comunque non ti ha impedito di “seguitare l’attività politica in Italia, nelle varie reincarnazioni dei radicali: Lista Sgarbi-Pannella, Riformatori, Lista Pannella, Lista Bonino”. Ai più smemorati e ai più giovani, Travaglio ricorda ancora che “nel ’99 B. la sponsorizzò per il Quirinale, anche se poi confluì su Ciampi. Ancora nel 2005, alla vigilia della rottura, la Bonino dichiarava di “apprezzare ciò che Berlusconi sta facendo come premier” (secondo lui, una legge ad personam dopo l’altra, dalla Gasparri alla Frattini, dal lodo Schifani al falso in bilancio, dalla Cirami alle rogatorie alla Cirielli) e cercava disperatamente un accordo con lui. Alle meritorie campagne contro il finanziamento pubblico dei partiti, fa da contrappunto la contraddizione dei soldi pubblici sempre chiesti e incassati per Radio Radicale. Nel 2010 poi la Bonino fece da sponda all’editto di B. contro Annozero : il voto radicale in Vigilanza fu decisivo per chiudere i talk e abolire l’informazione tv prima delle elezioni. Con tutto il rispetto per la persona, di questi errori politici è forse il caso di tenere e chiedere conto”.

Quoque tu Travaglio, che pugnali costantemente le idee di casa tua per ricevere il favore e il placet di Santoro? E poi, suvvia, da te mi sarei aspettata un po’ di più! È una critica un po’ troppo banale quella che hai mosso a Emma Bonino. Questi non sono motivi per cui una persona debba essere esclusa dalla rosa dei nomi dei candidati al Quirinale. Anche perché, vi piaccia o no, i radicali in questo Paese hanno molti meriti. 

Con questo non dico che la Bonino sia la candidata ideale al Quirinale, ma dico che le persone vanno criticate se esiste un motivo reale per farlo. E io, personalmente, se avessi voluto scrivere istericamente un articolo sulla Bonino, non sarei partita da queste premesse. 

Anzi, come sempre Travaglio (e Santoro) hanno la capacità di indirizzarmi proprio nella parte opposta alla loro. Le loro critiche, mi fanno diventare immediatamente simpatici i personaggi criticati.

Se un domani dovessi candidarmi alle politiche, ricordatemi di chiedere a Travaglio di scrivere sempre male di me. Sì, perché nonostante si impegni da anni ad ucciderlo (televisivamente parlando, s’intende), Travaglio resta l’uomo migliore di Berlusconi. Come gli porta voti lui, nessuno mai.

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da Il Jester

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