ScenariEconomici: L’Italia ha pagato 3.100 miliardi di euro di interessi fra il 1980 e il 2012

Di Er , il - 15 commenti

Ottimo lavoro di Scenari Economici che ha calcolato che dal 1980 al 2012 l’Italia ha pagato di soli interessi sul debito qualcosa come 3,1 Trilioni di euro (rivalutati al 2012) e cioè 3.100 miliardi di euro.

Scenari Economici – Studio Esclusivo: l’Italia ha pagato 3.100 miliardi di interessi in 3 decenni (198% del PIL)
By Admin, luglio 23, 2013

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PS: Prevengo l’idiota di turno che mi vorrà strillare “Ma come! ma se solo jeri dicevi che le privatizzazioni di ENI, ENEL e Finmeccanica che piacciono tanto a GPG Imperatrice (il deus ex machina di SE) sono un’idiozia! .. e mo fai tanti complimenti alla stessa che criticavi jeri”. Il fatto che le “soluzioni” stile “svendo tutto quel poco di buono che ancora ho in casa” non sono, appunto, secondo me, soluzioni, anzi, non toglie la mia stima per i lavori che fa GPG che confido, da brava ingegnere, faccia sempre con coscienza e senza inventarsi numeri. Ecco, per esempio per me questo suo ultimo lavoro è la dimostrazione che privatizzare le sole parti di stato che fanno un attivo, o vendere l’oro patrio o le spiagge e le isole più belle, sarà sempre e solo un regalo a chi se ne impadronirà e che non risolverà nulla del problema debito che è un meccanismo infernale in se, una macchina fatta per maciullare, un ingranaggio che solo default e/o inflazione possono smontare. Altro che svendere!

da Argento Fisico

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  • GPG_Imperatrice

    Giusto per la cronaca:
    a) Non ho mai detto ne’ scritto di vendere le riserve d’Oro (scema non sono)
    b) Non ho mai detto ne’ scritto di vendere l’ENI o l’ENEL (anzi, nei miei articoli la cosa e’ chiaramente esclusa)
    Quanto ho detto e scritto a piu’ riprese e’ (http://www.rischiocalcolato.it/2011/10/come-ridurre-la-spesa-pubblica-di-200-miliardi-di-euro-all%E2%80%99anno-per-riavere-il-nostro-futuro-le-privatizzazionimissione-compiuta.html) di:
    1) Vendere e cartolarizzare i crediti
    2) Trovare un accordo con la svizzera
    3) Vendere massicciamente Immobili e terreni con criteri precisi (quelli inutilizzati o quelli occupati da persone con redditi ISEE elevati)
    4) Valorizzare il patrimonio pubblico
    5) Vendere partecipate non strategiche o decotte (ad es. partirei dalla RAI, eliminando una tassa flat di 120 euro che colpisce seriamente le classi popolari ed oneste)
    saluti

    • Franco Grassi

      Scusa GPG, quello che non approvo nel tuo approccio, e’ che trascuri completamente di esprimere opinioni nette sul perche’ siamo indebitati. Alla fine sembra che abbiamo tanto debito perche ne avevamo troppo 20 anni fa….. I punti di cui sopra, se realizzati ci consentiranno di prolungare l’agonia, ci vuole ben altro…..serve un cambiamento del nostro paradigma intellettuale, e questo sembra essere escludibile dalle tue analisi.

      Io la penso come Sandro Mela, inutile fare la contabilita’ del fallimento fianziario, se scollegata dal fallimento morale e culturale.
      fg

      • GPG_Imperatrice

        Legittimo.
        Dico la mia.
        Sulle ragioni per cui ci siamo indebitati, ho fatto vari post, tra cui specifico: e’ inutile che ad ogni post ripeto tutto.
        Quanto a proposte ne ho gia’ fatte parecchie e tutte operative e di dettaglio.
        Nei miei post provo a essere oggetiva per quanto possibile, riporto dati, analisi, e le commento senza troppi fronzoli: poi ogni lettore puo’ farsi la sua idea ed opinione.
        Sul discorso del “cambiamento intellettuale”, connesso ad una condanna “morale”, lascio questi esercizi a chi e’ piu’ bravo di me. Non che non li condivida, per carita’, ma non e’ il mio stile.
        Rammenti che per cultura sono ingegnere e manager, per cui ho una cultura operativa.
        Un saluto caro

  • maumara

    Buongiorno, potrebbe spiegarmi che cosa cambia al cittadino italiano o all’imprenditore italiano se ENI ed ENEL fossero venduti ? In Italia si paga il gas e l’energia elettrica al prezzo più alto in Europa e ancora si racconta la favola che ENI ed ENEL tutelano gli interessi degli italiani nel mondo? Di quali italiani?

    • Stefano Nobile

      il prezzo dell’energia, in Italia, è alto perché per la maggior parte dovuto alle tasse.
      L’Italia sta morendo di tassazione.
      Per quanto riguarda la vendita di ENI ed ENEL, vedi il caso Parmalat.

      • maumara

        Scusa ma Parmalat era un’azienda privata non pubblica. Quindi, cosa cambierebbe se ENI ed ENEL venissero vendute? Pagheremmo il gas e l’elettricità ad un prezzo maggiore? Non credo proprio…come scrivi tu correttamente, il problema è l’apparato statale che rende le società dei carrozzoni pubblici la cui mission è creare consenso elettorare assumendo a man bassa senza riguardo all’economicità ed all’efficienza.

        • Stefano Nobile

          Parmalat era privata per modo di dire, visto che era stata commissariata. I Francesi, che notoriamente non hanno problemi a lasciar comprare le loro aziende da stranieri, si sono portati a casa un bel bocconcino. E, a quanto ne so, hanno trovato in cassa più soldi di quanti ne abbiano dovuti sborsare per comprarla. Dopo di che si sono tenuti il marchio e hanno fatto fagotto.
          Pensa ad una eventualità simile con ENI ed ENEL: si tengono il marchio e fanno fagotto, al limite lasciando qui qualche venditore e basta.
          Che poi non è vero che queste aziende siano inefficienti.
          Sono anni che gli squali girano attorno a certe nostre aziende, che non devono essere così scassate se fanno gola.
          Le privatizzazioni stile Telecom o Cirio-Bertolli-De Rica ti hanno mica insegnato niente?
          Dobbiamo pulirle dalla politica clientelare, ma buttare il bambino insieme all’acqua sporca è autolesionista.

          • maumara

            Ma Parmalat è stata venduta da un tal signor Bondi che agiva come commissario straordinario da parte dello Stato italiano e se è stata ceduta a sottocosto sicuramente il primo responsabile è lo Stato italiano stesso che non è riuscita a valutare correttamente l’azienda. Scusami, ma è seguendo il tuo ragionamento per la paura dello straniero invasore che ci teniamo ancora il carrozzone Alitalia che dal 2009 al 2012 ha registrato perdite per 840 ml di euro. Comunque elencami due vantaggi economici che il cittadino e l’imprenditore italiano hanno nell fatto che ENI ed ENEL siano italiane

          • Stefano Nobile

            lo Stato italiano è perfettamente in grado di fare valutazioni corrette.
            Vediamo se capisci senza che debba andare oltre.
            Alitalia è un baraccone che fa acqua da tutte le parti e l’avrei chiuso senza se e senza ma.
            ENI ed ENEL non mi pare siano in perdita.
            Vantaggi? Se le aziende guadagnano, come mi pare che sia, lo Stato guadagna. Non solo con le tasse ma anche direttamente.
            Se ENI ed ENEL restano a produrre in Italia,e non fanno la fine di Parmalat che di italiano ha solo il marchio, ci sono posti di lavoro in Italia.
            Poi fai tu, eh.
            I vantaggi comunque non sono solo diretti, pensa cosa abbiamo perso dal punto di vista scientifico con la chiusura delle centrali nucleari (per non parlare d’altro).
            Perdere queste aziende ci porterà a regredire ancora più velocemente.
            Io non ho assolutamente paura dello straniero invasore, che non ammette peraltro reciprocità (chissà come mai).
            La mia non è paura, la mia è sicurezza che ce la metteranno in quel posto. Mai sanguinare davanti ad un branco di squali.

          • maumara

            Scusa ma non capisco la tua contraddizione quando dici che “lo Stato italiano è perfettamente in grado di fare valutazioni corrette” e poi aggiungi che “Alitalia è un baraccone che fa acqua da tutte le parti e l’avrei chiuso senza se e senza ma”….quindi deciditi se lo stato italiano è capace o meno di valutare le aziende. I vantaggi nel tenere pubbliche le aziende ENI ed ENEL sicuramente ci sono per gli amministratori delegati ed i dirigenti delle stesse che hanno visto il loro compenso aumentare tra il 2010 e il 2011 dell’ordine del 35% nonostante performance aziendali non esaltanti ed un generale rincaro di luce e gas in bolletta per gli italiane semplici stakeholders. Ti ripeto la domanda, il cittadino non dipendente dell’ENI o dell’ENEL o l’imprenditore non fornitore dell’ENI e dell’ENEL, che vantaggi economici riceve dal fatto che le due aziende siano pubbliche? Il presunto know-how italiano??? La dura risposta alla non-reciprocità della Francia?

          • Stefano Nobile

            nessuna contraddizione, sei tu che la vuoi vedere. Lo Stato italiano è perfettamente in grado di valutare quello che fa. Se poi si comporta in maniera irrazionale un motivo c’è. Tu, ovviamente, non hai mai sentito parlare di clientelismo o tangenti.

            “Ti ripeto la domanda, il cittadino non dipendente dell’ENI o dell’ENEL o l’imprenditore non fornitore dell’ENI e dell’ENEL, che vantaggi economici riceve dal fatto che le due aziende siano pubbliche?”
            non hai ripetuto la domanda, che prima era
            “Comunque elencami due vantaggi economici che il cittadino e l’imprenditore italiano hanno nell fatto che ENI ed ENEL siano italiane”

            Ad ogni modo, vedi, un settore come quello energetico è un po’ diverso da quello delle merendine confezionate.
            Forse ricorderai la faccenda Electrabel: con il piffero che hanno lasciato che ENEL comprasse una società belga ma di proprietà francese. Quindi sì, dura risposta ai cugini d’oltralpe di cui mi fido come di un branco di piranha.
            Poniamo comunque che ENEL ed ENI diventino francesi (sto semplificando). In caso di penuria di energia, per qualsiasi motivo, tu ritieni che condividerebbero il poco che c’è? E comunque pensi che sarebbero interessati al fatto che ad esempio FIAT, concorrente di Renault e PSA, possa ricevere energia a prezzi equivalenti? O piuttosto non ci prenderebbero per la cravatta?
            Talvolta mi pare di discutere con gente che vive nel mondo dei sogni: là fuori la concorrenza, anche tra Stati, è spietata. Se qui da noi la magistratura indaga per pagamento di tangenti in India, altrove lasciano che le tangenti vengano detratte fiscalmente, non so se rendo l’idea.
            Certo, al limite potremo tutti fare i camerieri.
            Ma quando un giorno i tuoi figli avranno un impiego peggiore, con una paga più bassa, e vivranno in una casa più piccola e brutta per il solo fatto di essere Italiani, ne riparleremo.
            Ah, dire “ma io non ho figli” è una risposta idiota, quindi evita.

          • maumara

            Brevemente: clientelismo e tangenti si annidono laddove c’è il pubblico. In un mondo globalizzato le tue preoccupazioni di spy-stroy ed intrighi internazionali da film di serie B non hanno senso: i tuoi amati francesi in Italia hanno già importanti interessi ed in caso di “penuria di energia” non lascerebbero morire le loro attività in Italia o nel mondo. Svegliati, il colonialismo economico-finanziario che hai in mente non si realizza nella distruzione del vicino ma nel controllo prima e nella prosperità poi. Comunque, se c’è questa preoccupazione lo Stato italiano ha diversi strumenti contrattuali per tutelarsi contro questi eventi che considero tuttavia assurdi. Non mi sembra che la Chrysler si sia fatta fagocitare dalla FIAT e che la FIAT abbia la possibilità giuridica di farlo nonostante che per il gruppo FIAT la Chrysler sia il cash-cow. I miei figli avranno un impiego peggiore e una busta paga più bassa proprio perchè esistono carrozzoni statali come l’ ENI e l’ENEL dove meritocrazia e capacità sono parole sconosciute e persone come te che le difendono in nome di un sempre più sbiadito tricolore.

    • ALESSANDRO13

      Ma ENI e ENEL, non sono multinazionali? E allora servono a far entrare valuta estera, ecco a cosa servono.
      Altrimenti fanno come google, incassa la pubblicità dagli italiani, e porta i soldi in america.

  • ALESSANDRO13

    Credo che alla luce di questi dati, spiace per i creditori, ma d’ altronde una quota parte degli interessi viene riconosciuta proprio per queste evenienze,il default totale sia la miglior soluzione.
    D’ altronde, alla luce dei dati esposti, siccome sono anni che abbiamo un saldo primario positivo, ossia i nuovi debiti vengono fatti per pagare i precedenti e gli interessi, non pagando i debiti e i relativi interessi, l’ Italia non avrebbe più bisogno dei mercati finanziari.
    DICO MALE???????

  • Alberto Monese

    Se posso permettermi: in tabella secondo me mancano due dati fondamentali per interpretare i dati:
    1) l’inflazione
    2) la percentuale di debito detenuto da investitori esteri

    Dai dati in tabella, il debito e’ cresciuto del 10% l’anno dall’81 al ’94. Si vede benissimo che il problema grave non e’ il debito, bensi’ il PIL, che e’ cresciuto solo del 21% nel ventennio dal 1993 ad oggi.

    La vera proposta da fare sarebbe dare il rendimento sui BOT detraibile alle persone fisiche residenti in Italia. Chi vive in Italia e paga le tasse in Italia non deve pagare tasse sui rendimenti delle obbligazioni che tengono in piedi il suo paese. (Nota bene: solo le persone fisiche).

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