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imgres 1 La Rivoluzione Silenziosa (Laltra Faccia di #9dicembre )

Vorrei qui fare un appello, a tutti i lettori del blog che svolgono il lavoro di commercialista o che hanno stretti rapporti con quel tipo di mondo.

 Oggi il mestiere di commercialista è forse una delle professioni peggiori in assoluto in Italia, lo Stato con una serie di norme hanno trasformato una categoria per vocazione amica e partner di imprese, partite IVA e altri professionisti in una sorta di agenzia di esazione privata. Sono state varate norme feroci sulla responsabilità dei commercialisti in ordine alla fedeltà fiscale dei propri assistiti, fedeltà, che vi vorrei ricordare, è dovuta ad un ordinamento criminale e assurdo, causa prima della morte di aziende e del suicidio di imprenditori.

Personalmente conosco qualche operatore di questo settore, ne raccolgo spesso il dolore e non parlo delle difficoltà a farsi pagare dai clienti o a trovarne di nuovi. No, parlo proprio del mestiere, perchè lo Stato gli ha trasformati in confessori, boia e becchini. I commercialisti sono il primo contatto con la VERA situazione degli italiani messi in ginocchio dallo Stato, persone che nella vita di tutti i giorno magari simula ancora sicurezza e status, ma che nella realtà si vede il mondo crollare addosso. E si sfoga col proprio commercialista.

Nei primi giorni di questo mese i miei contatti mi hanno messo in allarme su una rivoluzione silenziosa, qualcosa che non va nelle piazze ma rimane negli studi professionali. Forse non sapete che Dicembre 2013 è stato forse il peggiore mese della storia d’Italia per quello che riguarda le tasse, specie su autonomi e imprenditori:

  • 10 dicembre anticipi Irap, Irpef
  • 16 dicembre IMU seconde case e immobili commerciali
  • 27 dicembre anticipi IVA

A cui si deve aggiungere la fine dei termini di rateizzazione per le imposte dell’anno scorso.

Mi è stato riferito che è letteralmente esplosa la percentuale di italiani che NON HANNO PAGATO. Attenzione qui non stiamo parlando di evasione, stiamo parlando di tasse dovute in base a corrette dichiarazioni dei redditi ma NON LIQUIDATE.

Ci sono 3 ragioni per questo fenomeno che elenco in ordine di importanza a partire dalla maggiore:

  • Mancanza di reddito/utili 
  • Opportunità di rinviare il pagamento a Gennaio per tentare di compensare, ovvero mancanza di liquidità.
  • Protesta

La terza ragione è senza dubbio minoritaria ma già presente in alcune categorie produttive, il caso più clamoroso è l’API Industria di Vicenza che nel suo blog scrive:

……….

Facciamoci sentire con una protesta concreta.
Facciamo capire che non siamo disposti a subire qualunque imposizione.

RINVIAMO il versamento “in acconto” il 10 dicembre della maggiorazione richiesta.
A dicembre vengono prima le tredicesime dei nostri lavoratori.
Tocchiamo la sensibilità del sistema nell’unico punto che sa comprendere.

RINVIAMO il versamento di trenta giorni, al 9 GENNAIO.
Solo quel giorno di calendario corrisponde al 2,5% dell’anno e la parola “acconto” avrà senso.

NON VOGLIAMO ISTIGARE ALCUNA DISOBBEDIENZA ALLE LEGGI MA E’ NOSTRO DOVERE EVIDENZIARE GLI STRUMENTI (LECITI) CHE CONSENTONO A CIASCUNO DI FAR SENTIRE IL PROPRIO PESO

………..

Associazione attiva e battagliera il cui presidente è stato anche intervistato da Oscar Ginnino sull’argomento.

Quindi questo è il mio appello.

Cari Commercialisti, che diavolo sta succedendo?

Siamo davvero alla rivolta fiscale, o meglio no. Neppure una rivolta, ma al momento di una scelta, cioè se indebitarsi con le banche o pagare le tasse, oppure se mangiare o pagare le tasse. Perchè questa sarebbe la vera rivoluzione. La fine dei giochi.

Rispetto all’anno scorso, quale è la percentuale di imposte e tasse dovute ma NON versate dai vostri clienti al Dicembre?

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