CLAMOROSO: La Germania SFANCULA il Dollaro e Apre al Commercio diretto in Yuan

Di FunnyKing , il - 73 commenti

banner_spi_04

Nota di Rischio Calcolato: direi che la seguente è la notizia dell’anno, la Germania ha preso accordi con la Cina per commerciare direttamente in Yuan senza passare dal dollaro. Ovviamente l’accordo prevede da parte di pechino una maggiore apertura dello sterminato mercato interno Cinese. Ora comincio a comprendere meglio a chi fosse rivolto il “fuck the EU” recentemente pronunciato da un funzionario USA.

Signore e signori è tempo di grandi cambiamenti, il dollar standard è certamente sulla via del tramonto e si intravede un mondo multipolare anche per quanto riguarda la valute. Sono pronto a scommettere che si scoprirà a breve che in realtà la vera sede di al-Qaeda è proprio la Germania e che la Merkel in realtà è la sorella segreta di Bin Laden.

Siate MOLTO consapevoli e siate perparati.

p.s. Germania vuole dire Europa, dunque non mi stupirei se a breve anche Ignazio Visco volerà a Pechino.

da Kappa di Picche

BANCK OF CHINA SI ACCORDANO SULLO YUAN (nel frattempo, Obama va in Arabia saudita)

Germany and China

Via Liberty Blitzkrieg blog: Non ho prestato troppa attenzione al ritardo degli accordi tra la Cina e le altre nazioni riguardo l’estensione dell’uso dello yuan (renminbi) a livello internazionale, perche’ a riguardo le valutazioni dei commentatori del mercato sulle implicazioni a breve termine mi sono sempre sembrate esagerate. Detto questo, data l’importanza della Germania all’interno dell’economia globale, e della UE in particolare, l’accordo tra la Banca Popolare della China (PBOC) e la Bundesbank tedesca mi sembra abbastanza significativo:

“La Bundesbank tedesca e la PBOC cinese hanno accettato di cooperare nella compensazione e nella liquidazione dei pagamenti in renmimbi, spianando la strada a Francoforte per accaparrarsi una quota del mercato off-shore. Le due banche centrali hanno firmato un memorandum d’intesa oggi a Berlino, quando il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il cancelliere tedesco Angela Merkel, da Francoforte la Bundesbank ha rilasciato una dichiarazione ufficiale via email. La capitale finanziaria della Germania ha prevalso su Parigi e Lussemburgo in una gara all’interno della zona euro per conquistarsi la leadership del commercio di renminbi, moneta che secondo la “Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication” superera’ in ottobre l’euro come seconda moneta piu’ usata nella finanza e nel commercio globale. Il Ministero del Tesoro del Regno Unito il 26 marzo ha dichiarato che la Banca d’Inghilterra avrebbe firmato per il 31 marzo un accordo iniziale con la PBOC per chiarire e regolare a Londra le transazioni in yuan. «Francoforte e’ uno dei centri finanziari piu’ importanti d’Europa ed e’ la sede di due banche centrali, che ne fanno un luogo particolarmente adatto» – ha detto Joachim Nagel, membro del comitato esecutivo della Bundesbank, e poi ha aggiunto: «Regolare qui il renminbi rafforzera’ gli stretti legami economici e finanziari tra la Germania e la Repubblica Popolare Cinese». Secondo l’Ufficio Federale di Statistica di Wiesbaden, l’anno scorso la Cina era il terzo partner commerciale estero della Germania, con 140 miliardi di euro di interscambio commerciale tra i due paesi. La Cina si colloca al quinto posto tra gli importatori di merci tedesche ed e’ il secondo piu’ grande esportatore verso la Germania. Le aziende tedesche, tra cui la Siemens AG, la piu’ grande societa’ di ingegneria del paese, e la Volkswagen AG, stanno integrando il rebmimbi come terza valuta per le transazioni commerciali trans-frontaliere. «il potenziale e’ enorme» – ha detto Stefan Harfich, il Manager per i Servizi Finanziari della Siemens, che a ottobre ha gestito l’introduzione dello yuan nella societa’ di Monaco di Baviera, e poi ha aggiunto: «l’introduzione del renmimbi come valuta ufficiale della societa’ avra’ un impatto importante sugli affari della Siemens dei prossimi anni». Daimler AG, il produttore della Mercedes che ha venduto 235.644 auto in Cina l’anno scorso, il 14 marzo ha emesso 500 milioni di yuan nell’economia piu’ grande dell’Asia, nel cosidetto panda-bond di una societa’ estera non finanziaria.” … Tenendo questo a mente, non dimentichimoci che Obama adesso e’ in Arabia Saudita a cercare di ripristinare i legami col regno medievale, ovvero, sta cercando di trovare un modo per armare Al-Queda in Siria senza che l’opinione pubblica americana lo sappia:

“La visita di Barack Obama in Arabia Saudita e’ il tentativo di riaccendere rapporti che i regnanti sauditi sperano si concretizzino nell’impegno da parte del Presidente degli Stati Uniti di aumentare la fornitura di armi sofisticate ai ribelli siriani. La sosta di Obama dopo il tour europeo siglera’ la sua prima visita al Regno Saudita da quando le relazioni USA-Arabia Saudita erano state messe a dura prova dalla scelta americana di rinnovare i contatti statunitensi d’alto livello con l’Iran e di cancellare gli attacchi aerei pianificati contro il regime del presidente siriano Bashar Al-Assad. I funzionari sauditi sperano anche che Obama portera’ ad una svolta nell’opposizione di USA e Giordania ad armare i ribelli siriani con armi piu’ tecnologicamente avanzate, inclusi lanciamissili a spalla – conosciuti come manpads – che secondo i Sauditi, un diplomatico occidentale e degli analisti della sicurezza regionale che conoscono la situazione in Siria, sarebbero capaci di abbattere i caccia dell’aviazione siriana. La Giordania ha bloccato la consegna di armi supplementari ai ribelli attraverso il suo territorio per paura di ritrovarsi ancora piu’ coinvolta nel conflitto siriano (uno dei motivi per cui le forze governative stanno recuperando terreno, ndt). Un diplomatico occidentale e due funzionari dell’opposizione siriana hanno detto che il governo ad Amman e’ in attesa che gli Stati Uniti approvino la distribuzione dei lanciamissili a spalla acquistati dai sauditi e attualmente sono custoditi nei magazzini giordani. I reali sauditi hanno smesso con la rabbiosa retorica dalla spaccatura di autunno. Il principe Turki Al Faisal, la cui critica della politica dell’amministrazione Obama sull’Iran e la Siria ha fatto il giro delle prime pagine nel mese di dicembre, non ha praticamente fatto menzione del Governo Americano durante il discorso sull’Iran che ha fatto questo mese negli Stati Uniti. L’ambasciatore saudita che a dicembre ha scritto sul New York Times che l’Arabia Saudita dovrebbe rompere le relazioni con gli Stati Uniti e’ stato pubblicamente messo a tacere. … Sembra che l’ipotesi di invischiarsi di piu’ nella Guerra Civile Siriana sia ancora seriamente sul tavolo… Ci sono un sacco di cose sul cammino del fronte Macro in questo momento, i prossimi mesi dovrebbero essere molto interessanti, per non dire altro. Per la Liberta’

Condividi
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato
  • Zazà la Superscimmia

    Siccome i crucchi hanno capito che la loro vacca europea (NOI), sta per soccombere, grazie alla loro stramaledetta austerità, si stanno preparando ad abbandonare la nave esportando altrove.
    Quindi assisteremo a breve a questo spostamento: la Cina diventerà il loro primo mercato per l’esportazione e i paesi poveri d’europa (SEMPRE NOI) diventeranno la loro manodopera servile sottopagata. Quindi prepariamoci a lavorare nelle catene di montaggio tedesche per fare contenti i ricchi cinesi e in futuro i ricchi indiani. Questo se l’America non farà prima scoppiare una guerra, perché con tutti i dollari che hanno stampato e continuato a stampare, proprio non possono permettersi di stare lì con le mani in mano.
    Di questo passo la Germania riuscirà a intestarsi pure il terzo conflitto mondiale.

    • Vincenzo Sangiorgio

      Cosa siamo capaci di produrre che sia appetibile ai cinesi? C’abbiamo forse un’azienda come la Siemens che può fornire ogni bendiddio necessario alle infrastrutture cinesi? Che gli vendiamo? Sanitari e piastrelle?
      Ma ancora non capite che per commerciare ci vogliono beni che gli altri abbiano voglia di comprare?
      E lo sapete o no che, per esempio, i cinesi non amano il formaggio e quindi del nostro parmigiano non sanno che farsene? Tra l’altro manco a dire che la cucina cinese sia una cucina di terzo rango.

      • gino monte

        olive e capperi :))

        • chinaski137

          carica de olio al peperoncino …..ahahahahhahahahah

      • Zazà la Superscimmia

        Infatti, saranno le aziende tedesche a produrre per i cinesi. Solo che alle loro catene di montaggio, sottopagati 400 euro al mese, ci saranno italiani, greci, spagnoli…

        • Vincenzo Sangiorgio

          Certo, succederà questo se restano in Italia o in Grecia, non se vanno a lavorare in Germania.
          I mini-jobbers sono quelli che consegnano le pizze, non certo i dipendenti della Siemens.
          Quello che tu e tutti i malati di keynesismo e vetero-marxismo non capirete mai è che i salari sono proporzionali al grado di capitalizzazione dell’industria.
          Se da un lato hai imprenditori inetti e/o truffaldini e dall’altro uno stato che vessa l’impresa con tasse altissime e assurdi controlli burocratici è inevitabile che i salari scendano poiché diminuisce il capitale investito.
          Se fai la cicale incentivando i consumi dei parassiti succede lo stesso, ma per voi “basta che i soldi girino”.

          • definitivamenteforse

            Tralasciando che la germania sta gia’ chiudendo le frontiere, ed e’ molto piu’ difficile immigrare, questa affermazione “i salari sono proporzionali al grado di capitalizzazione dell’industria” te la sei sognata questa notte dopo la peperonata o ha una base reale?

          • Vincenzo Sangiorgio

            Vedi la risposta a gino monte

          • tombecker76

            Non e’ che vi confondete con la Svizzera?

            La Germania ha una politica dell’immigrazione tutto sommato stabile.
            Anche perche’ ha una polizia e una burocrazia che sono in grado di verificare se siete li’ da piu’ di 3 mesi con tutte le conseguenze del caso.

          • Zazà la Superscimmia

            I tedeschi vogliono mettere un tetto ai loro immigrati, quindi l’idea di andare a fare i soldoni in Germania stanno sfumando. Io penso che quando l’Italia sarà ulteriormente impoverita, i tedeschi delocalizzeranno qui molti processi produttivi e ci pagheranno a fave cotte. Poi vedi un po’ tu.

          • Vincenzo Sangiorgio

            C’è anche l’Australia, oppure il Canada e tanti altri posti nel mondo

          • tombecker76

            Come nei mitici anni 80.

          • gino monte

            i salari proporzionali alla capitalizzazione? AHAHAH!
            era dai tempi dei cartoni animati di mototopo e autogatto che non mi divertivo tanto…

          • Vincenzo Sangiorgio

            Forse sarebbe bene che tu e Zazà non dico che studiaste un pochino, ma usaste almeno il cervello, ma evidentemente madre natura è stata ingenerosa con voi. Secondo te guadagna di più un manovale che porta i sacchi di cemento a spalla o uno che li sposta guidando un muletto? E il muletto non è capitale?

          • chinaski137

            vatte a sciacquà il viso e fatte pure un bel bagno de umiltà che te serve proprio ciccio…

          • winston-universe

            la deficienza italiota ultraliberista non ha limiti.
            se vi informereste solo un pochettino nei media e nei blog tedesci, sapreste che i minijobber non lavorano solo in pizzerie o nel Aldi, ma che il personlae di BMW, siemens, VW ecc e composto del 50% da minijobber, 1€ jobber e i cosidetti Werkarbeiter, i Werkarbeiter è personale senza nessun diritto ne contratto, pagato male.
            anche l’export cinese è una cazzola gigantesca, perchè in cina esporta solamente chi:
            a) e disposto a fare un Transfer tecnologico.
            b) trasferire la produzione in cina dopo 12-18 mesi,
            c) produrre in cina e solo possibile con un Joint venture cinese, il collaboratore cinese riceverà il 50% del fatturato.
            95% dei Kübelwagen crucchi vengono prodotti in cina, 50% del ricavato và ai cinesi, solo il 5% dei Kübelwagen vengono prodotti e esportati dalla Germania verso la cina.
            tuttaltro e il mercato russo.
            a) i russi pagano bene, nò benissimo.
            b) i russi non copiano.
            c) il ricavato non va del 50% ai russi e la produzione avviene nel paese esportatore.
            e qui i crucchi nel 2013 Hanno perso colpi, l’export tedesco verso la russia nel 2013 e diminuito del 5%, quello italiano e salito del 18%. solo pochi mesi fà un impresa italiana a fregato una commessa da 1 mrd. ai tedesci, no non si tratta di olive e pomodori e nemmeno di vestiti.
            con la figuraggia che i crucchi Hanno fatto a kiev, quest anno non andrà certo meglio, anzi.

          • definitivamenteforse

            Tanto di cappello! lo volevo scrivere anche io dei minijobbers ma non avevo una conoscenza cosi approfondita.
            Mi piacerebbe che ci si ricordasse che tecnologicamente le imprese italiane non hanno nulla da invidiare alle loro controparti tedesche.

          • Vincenzo Sangiorgio

            Se avessi letto quanto pubblicato qui su RC, ma ripreso da ScenariEconomici di GPG la svalutatrice (che poi non ha mai notato l’incongruenza), sapresti che il 90 % dei minijobbers sono
            – casalinghe che arrotondano le entrate di famiglia
            – pensionati che arrotondano (lì le pensioni sono un filino più congrue rispetto ai contributi versati)
            – ragazzi appena diplomati che qui da noi passano il tempo cazzeggiando
            Non penso proprio che in Germania mettano in mano a queste persone un tornio a controllo numerico.
            Al più gli faranno fare le pulizie invece di farle fare al dipendente di una cooperativa sottopagato. visto che poi i soldi vano tutti a CL o al PD, o li metteranno al centralino piuttosto che usare le odiosissime macchinette risponditrici automatiche. E sicuramente quei lavoratori hanno molti più diritti dei raccoglitori di pomodori in nero.

          • Tommasodaquino

            se vi informaste

          • chinaski137

            si errore grammaticale ma il resto non fa una piega…l’autorazzismo di certe persone sta diventando una cosa disgustosa…

          • tombecker76

            Se non parli la mia lingua (ovvero l’italiano) e’ dura poi parlare di “autorazzismo”.

          • chinaski137

            di becker conosco solo boris mi dispiace …

          • Tommasodaquino

            per autorazzismo di certe persone si riferisce a me? guardi le analisi dettagliate le leggo con interesse ma alla fine sono sempre delle interpretazioni, la realtà dei fatti sfugge quasi sempre. Il succo del discorso è che il mondo è pieno di stronzi? ebbene sì! si scoprono cose. e poi ognuno pensa ai suoi interessi! ma dai? La vostra cecità è che in Germania la situazione è enormemente migliore di quella italiana. In apparenza certo, sono d’accordo. Solo che certa gente invece di criticare i propri governanti (che fanno i loro interessi), cosa fa? gli da retta e si mette a cercare gli stronzi nel resto del mondo dimenticando che i peggiori stronzi sono proprio quelli che ti hanno mandato in giro a cercarli. In realtà i nostri governanti sotto questo punto di vista sono dei geni.

          • chinaski137

            no….coda di paglia??? cmqe non mi riferisco a Lei che, pur nella diversità di vedute, non risulta certo sgradevole e arrogante come altri utenti…

          • Tommasodaquino

            glie lo ponevo come quesito perchè non capivo cosa c’entrasse nella mia risposta tutto qui. Penso di avere convinzioni forti (come la maggior parte della gente, altrimenti saremmo delle bandieruole che ad ogni bava di vento cambiano la direzione) evito sempre l’offesa, molto spesso anche quando è rivolta al sottoscritto (ma lo ammetto non sempre). Si cerca di scambiare idee, non penso di avere la verità in tasca.

          • tombecker76

            I minijob non sono contati nel computo della disoccupazione.

            Punto.

    • definitivamenteforse

      Hai ragione, anche se temo sia gia’ iniziato (il terzo conflitto mondiale)
      Per fortuna non tutti i popoli europei sono italioti, penso proprio che la Germania non riuscira’ a trasformare i paesi poveri d’europa in sorgente di manodopera sottopagata…

  • biafra66

    Ale’ ……..e due:
    Putin ha aperto il commercio in Yuan
    la “culona” ha aperto il commercio in Yuan
    ..ma sinceramente l’Ignazio Visco a Pechino?!?!?!? ..e’ piu’ un tipo da “truppa cammellata”,e non escluderei che a Pechino possano dire:
    ….”ma Ignazio Visco chi?????”
    La Germania e’ da anni che “lavora” in partnership con i cinesi….gli itaglioti al massimo propongono “mastercheaf Oscar Farinetti” con qualche polpettina al sugo doc o dop…..insomma il solito magna-magna.
    Piccola annotazione: la “culona” non se lo e’ filato nemmeno di striscio il “Draghi da Francoforte” per una consulenza al riguardo…….no così tanto per dire, neh!!

  • Lucio

    Porca paletta. Quindi faranno guerra al quarto reich?

  • poiuy

    oh guarda che soros forse c’aveva visto lungo….che mina.

  • Bud Fox

    Caro Funny, farei notare che la Banca centrale (BPC) cinese avanti ieri ha anche comunicato di essere il secondo azionista sia dell’ENEL che dell’ENI….ripeto…il secondo azionista dell’ENEL e dell’ENI è la Banca Popolare Cinese, ovvero la Banca centrale della Repubblica Popolare della Cina. Fatti due conti su dove sta andando l’Italia….

    • Svicolone61

      Perché trovi la cosa negativa?
      Meno male che qualcuno compra e sostiene i prezzi e ho anche finalmente capito chi stava comprando….

  • Francesco Bonfiglio

    E secondo voi la Francia e UK staranno a guardare? Secondo voi non si alleeranno, cercando l’appoggio degli USA e anche dei paesi del sud Europa (compreso il nostro), per distruggere economicamente la Germania? Secondo me gli scenari che si aprono sono molto variabili. Ricordiamoci che la supremazia tedesca in Europa e nel mondo ha da sempre causato guerre, invidie e distruzione.

    • definitivamenteforse

      … e ha in genere distrutto anche la Germania stessa… immancabilmente…

    • tombecker76

      La Francia non appena se ne va quel demente di Hollande torna alla sua natura, ovvero quella di partner integrale della Germania (Germania e Francia sono molto piu’ interconnesse dell’Italia con queste due).

      Al massimo si puo’ fare un discorso “anglosassone” (sempre piu’ tagliati fuori dall’Europa, e non solo, ogni anno che passa, in ogni caso).

      Questa idea che l’Italia abbia qualcosa da dire nello scacchiere internazionale e’ ridicola.
      Sembra di leggere Erdogan quando da’ i numeri sulla potenza turca.

      • Francesco Bonfiglio

        Appena se ne va Hollande, c’è Marine Le Pen.

        • tombecker76

          Se non sbaglio c’e’ il doppio turno in Francia.

          Il che limitera’ (y de largo) , lo sciovinismo della LePen, che come tutti gli statalisti, in alcuni punti, semplicemente delira.

  • Luigi Zambotti

    Penso sia bene che ora frau Merkel si cerchi un protettore dalle spalle belle grosse e con bastone nodoso pronto all’uso.

    Consiglierei di andarselo a cercare a Mosca.

  • Turbo-mind

    Prevedo un massiccio ritorno all’agricoltura in Italia, e tempi duri, molto duri, per la Germania!

  • Mario

    dunque per quello che mi risulta l’abbronzato è venuto in Europa ( direi un pò improvvisamente ma forse questo è colpa mia per non ascoltare i Tg ) si è fermato all’ Aja poi Bruxelles ( Cena a base di burocrati )e in fine in Italia ( nazione che detiene le sorti dell’ Euro ) incontrando papa, re giorgio I° e renzie ma ha ignorato completamente la culona berlinese e qualsiasi altro personaggio della “Berlino da bere”
    ( oltre al guascone Francese ma questo è comprensibile ) stana davvero strana sta cosa ………….non mi ricordo bene ma non ho presente un’ altro presidente USA che non sia stato PRIMA dai teuttonici e poi a distrarsi ad ammirare le nostre arti
    ( ignorando magari qualche re giorgio o renzie del passato )

  • Deheb

    Una diversificazione, in questo caso clearing, è un conto. Una svolta clamorosa mi pare eccessivo.
    Nessuno per il momento ha dato notizie ulteriori, o un ordine di grandezza o qualche cifra su cui riflettere.
    In teoria dovrei aspettarmi un apprezzamento dello CNY nei confronti del USD ed EUR, ma per il momento il mercato non si è accorto ancora di nulla, anzi, l’opposto.

    E anche l’Australia sta avendo accordi valutari con la Cina. (+248% in poco più di un anno).
    http://www.swift.com/about_swift/shownews?param_dcr=news.data/en/swift_com/2014/PR_RMB_Australia.xml

    Non capisco invece come la SWIFT possa avere detto che a ottobre (di che anno???) lo Yuan diventerà la seconda moneta più utilizzata negli scambi a livello mondiale, considerate le proporzioni che la stessa SWIFT mette in un piccolo grafico dello stesso articolo:
    RMB as world payments currency in value

    • tombecker76

      Quelli nel grafico sono i movimenti totali (cioe’ che includono anche i movimenti fatti all’interno di ciascuna area monetaria) o quelli usati esclusivamente per gli scambi internazionali?

      • Deheb

        “Customer initiated and institutional payments. Inbound + Outbound traffic. Based on value.”

        Complessivo, senza una distinzione d’area netta. (anche se l’articolo è riferito al rapporto Australia-RMB)

        Prova a dare un’occhio al link: nell’ultimo capoverso parla di: “moving to position #8 as a global payment currency.”

  • Piddivvi

    Per noi ” periferici ” d’ europa non è una buona notizia. E’ un modo per perpetrare l’ austerità e la strategia deflazionistica. O meglio, per tentare di farla funzionare. A qualcuno le merci l’ eurozona dovrà pur venderle… se la Cina è disposta ad aprire di più il proprio mercato dopo questo accordo…

    • tombecker76

      Io cambierei leggermente il punto di vista:

      i paesi periferici hanno una ragione in piu’ per capire che non sono loro a fare un piacere agli altri per il semplice motivo di esistere.

      • Piddivvi

        Sarà, io dico che distruggere la domanda di zone non proprio ( ancora ) povere un qualche effetto negativo lo produce anche per il resto del mondo.

        • tombecker76

          Scusa ma perche’ sono i tedeschi a “distruggere” o a “sostenere”?

          Io credevo dipendesse dalla gestione della cosa pubblica italiana e dai politici italiani.

          O ti aspetti che la Germania diventi la nuova Lombardia e che l’Italia diventi la beneficiaria della nuova cassa del mezzogiorno?

          Quella vecchia non ha funzionato tanto bene.

          • Piddivvi

            Non sono loro in quanto “decisori”. Sono i nostri politici nella misura in cui non volendo in nessun modo rinunciare all’ eurozona e al mercato unico di maastricht scelgono di star dietro alla sua deriva deflazionistica. Se volessero Francia Italia Spagna e gli altri potrebbero costituire il loro mercato comune e la loro moneta comune ( non unica possibilmente, si rifarebbe l’ errore dell’ euro ). Evidentemente i politici di questi paesi fanno gli interessi di una classe sociale periferica sempre più piccola.

          • tombecker76

            Oppure hanno paura di una moneta non ancorata al “Marco”.

          • Piddivvi

            vogliamo sostenere che un eventuale nuovo “ECU ” tra Francia Italia Spagna non varrebbe nulla? Al di la di questo ribadisco. Ancorarsi al marco significa deflazione… Con tutti questi disoccupati in giro per la periferia europea chi rimane a ” preoccuparsi” di rimanere agganciato e’ una classe sociale sempre più ristretta.

          • tombecker76

            Premessa: la Francia al massimo tornerebbe al Franco (cosa che non fara’ tuttavia vista la simbiosi commerciale troppo profonda con la Germania), ma nemmeno si sogna di mettersi in una’unione monetaria con patacca e patacchetta (Italia e Spagna).

            Ma anche dovesse crearsi questo Euro Sud (Grecia, Portogallo, Italia e Spagna)…

            Sara’ dura andare da qualche parte con le classi politiche, i sistemi (il)legali e coi debiti pubblici di questi paesi.

          • Piddivvi

            Sicuramente la Francia ragiona come dici tu. Del resto ha ragionato così quando propose l’ euro alla Germania ( ma la patacchetta ce l hanno voluta eccome dentro) ma alla lunga non gli è’ andata bene. Così come non penso che ad hollande andrà’ bene politicamente il suo essersi allineato alle ” riforme strutturali”, basta vedere come vanno le elezioni in Francia. Comunque io parlavo non di un euro2 inteso come moneta unica ma come moneta comune di riserva ( sull idea bancor di Keynes) a cui potrebbero agganciare le nuove valute nazionali del sud. Ps: se c e’ qualcosa che ha fatto diventare i debiti pubblici un problema e’ stata proprio l’ austerità e la colpa è’ si delle classi dirigenti del sud ma nella misura in cui stanno a questo gioco.

          • tombecker76

            Hai una visione molto distorta di tutta, ma proprio tutta, la situazione. Passata e presente.

            L’unico che voleva piu’ paesi possibili dentro l’Euro era Kohl.
            La stagrandemaggioranza della politica e della popolazione tedesca NON voleva l’Italia nell’Euro.

            Hollande e’ il politico che piu’ incarna le istanze ANTI-riforme strutturali nel senso indicato dalla UE/Germania.

            I deficit e i debiti pubblici problematici sono gli stessi che c’erano prima dell’Euro e prima della crisi del 2008.
            I greci taroccavano i loro bilanci al punto che in un solo anno avevano nascosto spese per circa il 13% del PIL (che e’ una cosa che nemmeno la Sicilia si sognerebbe di fare).

          • Piddivvi

            E’ chiaro che mi riferivo a kohl, senno’ a chi… Al tedesco medio che crede di dover pagare per la spesa pubblica del sud europa? Per piacere su.. Hollande anti cosa? A chiacchere… Poi nei fatti chi ha chiamato come consulente per le riforme? Poi non vedo cosa c entra la falsificazione del bilancio greco ( aridaje col bilancio ” pubblico ” )definire patacca un ‘ ipotetica Unione Francia Spagna. Non ci troviamo proprio.

          • tombecker76

            Che non ci troviamo e’ ovvio 🙂

            Tu sostanzialmente sei convinto che una nazione indebitata possa uscire dai debiti stampando nometa e inflazionando, senza grosse sofferenze.

            Io sono convinto che una nazione in cui ci voglia essere benessere deve avere una moneta forte e un sistema politico e legale altamente etico che garantisca la fiducia di cittadini e nazioni estere.

            L’Argentina e il Giappone ci diranno a (relativamente) breve chi si avvicina di piu’ alla verita’.

          • Deheb

            Che significa “deve avere una moneta forte”?

          • tombecker76

            Una moneta che non si svaluta. Ergo un’inflazione bassa in media.

          • Deheb

            Quale sarebbe una moneta che non si svaluta?

          • tombecker76

            Il Marco e tendenzialmente oggi l’Euro.

            lo Yen prima di Abe.

          • Deheb

            Che lo JPY o il CHF siano monete “rifugio”, o come lo poteva essere il marco ok (monete anticicliche).
            Che non si svalutino dipende anche dall’arco temporale considerato, o rispetto a che cos’altro.
            O da come vengono considerate, se viste in funzione investimento o come monete che riflettono lo stato di un’economia.
            Lo Yen per esempio, anche con la cura Abe (che è voluta ed ha una sua logica), non ha guadagnato chissà quanto, tornando ai livelli del 1995, stabile tutto sommato rispetto al dollaro. Senza considerare l’inflazione (negativa dalla fine anno 90).

          • Guest

            Asimmetria tra ciò che è stato detto alla gente (o fatto credere) e ciò che si sapeva realmente, come attualmente. Non è cambiato molto.
            Parli di selezione naturale…..non sai tenere i conti in ordine? Bene, fuori dalle palle. Statevene per conto vostro e tanti auguri.
            Non mi piace molto il discorso della “civilizzazione degli stati” attraverso la coercizione (o vincolo esterno, come andava di moda già negli anni 80 da noi). L’euro non è la causa di tutti i nostri mali, vero, ma non ne è sicuramente un rimedio. Anzi, ne ha aggiunti e ha esaltato quelli già esistenti. Ritengo che con l’euro e l’assetto europeo degli ultimi anni, non ci sia la volontà, il tempo e i mezzi per poter “migliorare” (mi si passi il termine che è terribile). I rimedi della Troika, che sono smentiti dagli stessi centri studi loro, hanno solo aumentato i problemi, soluzioni zero.
            Le decisioni economiche hanno le loro logiche, ma il ruolo della politica deve (o dovrebbe) essere quello di prendere in considerazione anche altri aspetti: come impattano le decisioni economiche sull’aspetto sociale? Una determinata struttura sociale (sociale, lavorativa, economica, culturale,….) è in grado di subire determinati cambiamenti? e se si in quanto tempo?
            Perché non si sta parlando di soldi ma di persone, implicitamente.
            Ogni decisione porta conseguenze: è normale avere tempi duri…..cosa significa tempi duri restando in questa situazione? O cosa significherebbe tempi duri uscendo dall’euro?
            Non sono domande esplicitamente rivolte a qualcuno, me le pongo cercando una risposta.

          • Deheb

            Quello che la gente vuole o desidera è irrilevante: la si tiene in considerazione solo se è conforme alla linea da seguire. E nel caso un bel po’ di propaganda e la gente spesso cambia idea. Il ruolo tedesco è ambiguo, a mio modo di vedere. Ti direi che la Germania è stata tirata dentro “a forza” nell’euro dalla Francia di Mittterand, non volendo quest’ultimo una espansione territoriale, politica e commerciale in seno all’Europa del tempo, specie dopo la riunificazione (temeve probabilmente una sorta di germanizzazione dell’europa). E i costi per i tedeschi (dell’ovest) sono stati alti. Dall’altro lato la Germania, Kohl in testa, hanno chiuso tre occhi per cercare di portare dentro all’euro tutto e tutti, in special modo l’Italia, grosso concorrente commerciale intra-europa. I conti italiani erano palesemente incompatibili con Maastricht ma…..con qualche trucchetto contabile Prodi e Padoa Schioppa sono riusciti nell’intento. Idem per la Grecia, a meno che uno non pensi che si riesca a nascondere qualcosa nel mondo finanziario, a quel livello. Poi magari le cose cambiano, cambiano i rapporti di forza e gli amici non sono poi così amici, e sei stretto tra le direttive europee e le opportunità o le contingenze interne. Nel 1992 la Francia aveva un certo peso in europa, adesso pure nei confronti degli altri più deboli (vedi esposizione delle banche francesi e relativo comportamento della troika), magari alcuni parametri possono essere più diluiti rispetto ad altri paesi ma non comanda più.

          • tombecker76

            Dunque siamo sostanzialmente d’accordo?

            (anche se con tutti i difetti che ha l’Italia non direi che ha fatto nulla nemmeno di lontanamente simile a quello che ha fatto la Grecia in termini ditraoccamento della contabilita’. Voglio dire….ricordo un dato intorno al 15% DEL PIL inventato di sana pianta)

          • Deheb

            Dipende….

            Se dici: “I deficit e i debiti pubblici problematici sono gli stessi che c’erano prima dell’Euro e prima della crisi del 2008.”

            Mica tanto: la Spagna stava al 38% e l’Irlanda al 25%. Anzi, la Spagna ci stava superando (o l’ha fatto) e l’Irlanda veniva presa a modello (la tigre celtica). Per trovare due numeri così ho impiegato 1 minuto, dal 1980 ad oggi. E io dovrei credere che si riesce a “taroccare” un 10% di PIL? Quando la Grecia ha passato più tempo fuori dai mercati e ha una serie di default da paura? Se ci credessi dovrei anche credere ai derivati di MPS……hanno fatto buchi, nessuno sapeva e i documenti erano nascosti in cassaforte. Per favore.

            Come dipende da cosa significa debito pubblico e perché dovrebbe essere un problema. Come dipende dire che tutti i nostri problemi siano causa di questo o di quello. O tutt colpa dell’euro o tutta colpa della politica: ci sono anche vie intermedie nel mezzo.

          • tombecker76

            Si’ ma sia Spagna che Irlanda avevano tassi bancari e valori immobiliari completamente disallineati con OGNI buon senso (la catapecchia media vecchia di 100 anni in mattoni rossi a Dublino veniva valutata ben oltre il milione di euro (parliamo di case senza isolamento termico, senza piano seminterrato e con tubature vecchie di mezzo secolo quando son nuove).

            Si era creata una bolla che impattava molto positivamente sulle entrate fiscali del paese.
            Le bolle scoppiano. Se basi le tue entrate fiscali su bolle enormi, poi non stupirti che le banche saltano e che i conti pubblici vanno in malora.

            Ripeto, era gia’ tutto li’ pronto, e ben visibile a qualsiasi “medioman”.

          • Deheb

            Concordo, vist anche il grado e la velocità con cui il settore privato si stava indebitando. Quindi o ci siamo fraintesi dicendo le stesse cose in maniera diversa, o la base è comune ma le conclusioni no.

            E visto che anche medioman o l’ottusangolo si sarebbero resi conto, io propendo per la consapevolezza di tutti gli attori nell’aver creato un “sistema euro” bello a parole, devastante nei fatti, come concetto generale. Per l’Italia idem: consapevolezza e malafede di chi ha originato, ha sviluppato e sta portando avanti un progetto assurdo. Infiocchettato con quintali di propaganda pro domo.

            Non credo né al caso, né nell’incompetenza di certi personaggi, anzi ritengo errore gravissimo sottovalutarli.

          • tombecker76

            Su Deheb, basta col vittimismo.

            Le regole per l’Euro erano chiare e nemmeno cosi’ stringenti sin dall’inizio.
            C’e’ chi ha provato ha fare il furbo cercando di ottenere botte piena (moneta forte e tassi bassi) e moglie ubriaca, ognuno a modo suio:

            -l’Irlanda e la Spagna con le bolle immobiliari

            -la Grecia taroccando i conti e allargando in maniera spropositata il suo settore pubblico e le relative paghe

            -l’Italia aumentando la spesa pubblica e il numero di persone ivi impiegate continuamente a scapito del settore privato sempre piu’ tartassato

            etc etc

            Comunque attenzione a quello che si desidera (nel tuo caso, mi sembra di capire, l’uscita dall’Euro).
            Potrebbe anche succedere prima di quanto si pensi.

          • Deheb

            Vittimismo non credo. Mi sembra più una visione su diversi piani: politicamente (ed economicamente) qualcuno ha spinto verso una certa direzione CONSAPEVOLMENTE. Direzione che avrebbe avuto delle conseguenze, ma non certo inaspettate o impreviste (magari l’intensità delle conseguenze come incognita e sui tempi di sviluppo). Tant’è vero che verso la fine degli anni 80 (a memoria ma potrei sbagliare) un centinaio di economisti hanno avvertito su quello che sarebbe potuto succedere. Li hanno zittiti tacciandoli di…..invidia (c’erano anche degli americani).
            I Kohl, i Waigel, i Mitterand, gli Attali, i nostri Prodi, Padoa Schioppa, Amato, Ciampi……sapevano bene dove stavano andando.

            Alla gente invece (me compreso) hanno passato il messaggio che l’europa E l’euro sarebbero stati il progresso, lo sviluppo e il benessere. Bisognava essere ben informati per sapere che la storia era ben diversa, anzi chi sapeva è stato silenziato. Chi sapeva della clausola opt-out? Successivamente hanno mischiato le due cose, euro ed europa sono diventati un tutt’uno, quando la cosa è molto falsa.
            Ciò non toglie che l’Italia abbia grossi problemi e li avrebbe anche senza l’euro. Però in queste condizioni non c’è via di uscita, siamo in una spirale. Il mantenimento dell’euro non dà tempo di poter respirare. Si vogliono le riforme sulle pensioni, sul lavoro, la classe politica……tutto quanto va fatto in base alle possibilità non in base a ricatti e intimidazioni. La Grecia ne è esempio lampante ed anche l’Italia qualcosa insegna: perché per noi il 3% è tassativo e per altri no? Vittimismo? Forse, ma i trattati valgono per tutti e certe decisioni hanno ripercussioni pesanti sulla gente.

            La definirei una situazione con una forte asimmetria informativa…..

          • tombecker76

            Non vedo dove sia la grande asimmetria informativa in nazioni che non sanno tenere i conti in ordine e non vogliono darsi un’organizzazione statale che assomigli anche solo lontanamente a una da paese del primo mondo.

            Perche’ tutti i problemi di Italia e Grecia vengono da quello.

            Il resto e’ solo condimento che rende gli sforzi ancora piu’ ardui…. Ma e’ normale che a volte ci siano tempi duri.

            Si chiama selezione naturale ed e’ accaduta nel corso della Storia intera in ogni angolo del globo.

          • Deheb

            Per errore l’ho postato in risposta ad un altro….
            Asimmetria tra ciò che è stato detto alla gente (o fatto credere) e ciò che si sapeva realmente, come attualmente. Non è cambiato molto.
            Parli di selezione naturale…..non sai tenere i conti in ordine? Bene, fuori dalle palle. Statevene per conto vostro e tanti auguri.
            Non mi piace molto il discorso della “civilizzazione degli stati” attraverso la coercizione (o vincolo esterno, come andava di moda già negli anni 80 da noi). L’euro non è la causa di tutti i nostri mali, vero, ma non ne è sicuramente un rimedio. Anzi, ne ha aggiunti e ha esaltato quelli già esistenti. Ritengo che con l’euro e l’assetto europeo degli ultimi anni, non ci sia la volontà, il tempo e i mezzi per poter “migliorare” (mi si passi il termine che è terribile). I rimedi della Troika, che sono smentiti dagli stessi centri studi loro, hanno solo aumentato i problemi, soluzioni zero.
            Le decisioni economiche hanno le loro logiche, ma il ruolo della politica deve (o dovrebbe) essere quello di prendere in considerazione anche altri aspetti: come impattano le decisioni economiche sull’aspetto sociale? Una determinata struttura sociale (sociale, lavorativa, economica, culturale,….) è in grado di subire determinati cambiamenti? e se si in quanto tempo?
            Perché non si sta parlando di soldi ma di persone, implicitamente.
            Ogni decisione porta conseguenze: è normale avere tempi duri…..cosa significa tempi duri restando in questa situazione? O cosa significherebbe tempi duri uscendo dall’euro?
            Non sono domande esplicitamente rivolte a qualcuno, me le pongo cercando una risposta.

          • tombecker76

            Se per te migliorare e’ terribile e se per te l’Euro ha aggiunto danni invece che evitare una bancarotta piu’ certa che non, ben venga.

            Per quanto mi riguarda leggendoti capisco perche’ l’Italia e’ inemendabile. Nemmeno di fronte all’evidenza si riesce ad accettare la realta’.

            Avanti cosi’.

            Torneremo ad essere la Polonia d’Europa (come eravamo negli anni 80) in termini di salari. Solo che a questo giro, a differenza degli anni ’80:

            -ci sono piu’ di 7 nazioni al mondo che se la giocano (noi eravamo la settima)

            -il debito pubblico e’ irrecuperabile senza una politica di tassi bassi (ovvero una moneta forte)

            -sono passati 30 anni in cui iul paese e’ passato tramite il peggioramento (termine che ti fara’ felice) costante della sua classe politica, del suo capitale umano, del suo sistema formativo, della sua etica (che ormai non esiste quasi piu’).

            In bocca al lupo. I miracoli succedono. No?

          • Deheb

            Il termine “migliorare” l’ho considerato improprio per non cadere nell’ambiguità buoni vs cattivi. Infatti…..Anche perché il ragionamento parte da qua “Non mi piace molto il discorso della “civilizzazione degli stati” attraverso la coercizione….”. Il miglioramento dello stato può benissimo essere fatto con o senza spinte esterne, con o senza euro. Personalmente mi chiedo perché una Merkel debba interferire con i fatti degli altri (Italia e Grecia), ingerenza la chiamerei. Nazionalismo per alcuni, vittimismo per altri. Punti di vista.

            “-il debito pubblico e’ irrecuperabile senza una politica di tassi bassi (ovvero una moneta forte)”

            adesso come siamo messi? Che sappia io il debito lo riduci ripagandolo. O cresci o ciao. Oppure lo tagli oppure lo inflazioni.
            Se conosci altri sistemi avanti, nessun problema.

            Vedremo…

          • tombecker76

            Hai firmato dei patti.
            Non ne hai rispettati diversi mentre gli altri hannno affrontato le (dolorose) riforme necessarie sapendo che quando entri in “societa’ ” con altri le tue mancanze rischiano di ricadere sui soci.

            E alla fine del tutto, biasimi chi ha operato secondo i patti perche’ adesso e’ troppo avanti rispetto a te che hai fatto il contrario.

            Non ci siamo. E’ un atteggiamento infantile e porta solo ad essere messi da parte.
            Saremo messi da parte.

            Altri sistemi ce ne sono. Vivo in Irlanda. Si e’ tagliata la spesa pubblica improduttiva e si e’ tornati pian piano a crescere e a tornare su percorsi di rientro dal debito.

            Ovvio che in un paese che ha tutti i problemi, i lacci e i lacciuoli che ha l’Italia questo e’ quasi impossibile. Soprattutto quandop non si vuole migliorare rimuovendo questi lacciuoli.

Donazioni (Solo in Bitcoin)

Vuoi Ringraziare "come si deve" Rischio Calcolato. Fatti un favore, impara a usare il Bitcoin, procuratelo e dona un frazione (anche multipli non ci offendiamo) a questo indirizzo:
1CHpkA1Xma61Q2JZZ8tpo6pDNAiD81SNAE

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi