Il Blogger Delocalizzato: Essere Fieri, di Un Paese in Cui sei Ospite (Ehi Vogliono Abolire la Riserva Frazionaria)

Di FunnyKing , il - 21 commenti
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Io non sono Svizzero, lo sarò formalmente (so che non lo sarò mai davvero), se tutto va bene fra 9 anni, 6 mesi e 22 giorni. Più il tempo necessario per dare prova della mia volontà di diventare Svizzero (circa 2 anni).

Sono ospite con permesso B, o se preferite un Expat, o se preferite ancora un esiliato italiano (fate voi).

Come tutti gli expat (veri), letteralmente divoro ogni informazione utile a capire il paese che mi ospita, al punto da leggermi ogni rigo anche solo delle “regole” per la raccolta differenziata porta a porta. Non mi importa molto delle regole in se, ma del modo di pensare di questa gente. L’argomento più affascinante è quello della sovranità popolare, cosa unica al mondo e che funziona. E non pensiate non sia faticoso, perchè qui i cittadini svizzeri votano su tutto, ma proprio tutto.

Ci sono decine di referendum di tutti i tipi ogni anno, e funziona (dalle leggi anti-pedofilia ai caccia militari, passando per le regole comunali per il giardinaggio). Cavoli se funziona, a non funzionare è la democrazia esclusivamente rappresentativa.

Comunque oggi ho scoperto una cosa e sono fiero del paese che mi ospita.

Come sapete, tra poco ci srà il referendum sull’Oro degli Svizzeri…. ma contemporaneamente alcuni svizzeri stanno cercando le firme per questa cosuccia qui:

Iniziativa Moneta Intera

L’INIZIATIVA IN 3 MINUTI

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SOLDI A PROVA DI CRISI E 300 MILIARDI! COME FUNZIONA?

Funziona, facendo emettere alla Banca Nazionale Svizzera non soltanto i soldi di carta, ma anche tutta la moneta bancaria. Attualmente la moneta bancaria sui nostri conti viene creata esclusivamente dalle banche e non é valuta legale. Una lacuna legislativa con gravi conseguenze.

L’emissione della moneta é da sempre stata un’importante questione pubblica e una fonte di reddito statale. Per secoli i cantoni hanno pagato parte delle loro spese coniando moneta propria. Nel 1848 il diritto di coniatura passò alla Confederazione. Da allora esiste il franco svizzero. Circa dal 1870 le banche scoprirono però la redditizia emissione propria di moneta e stamparono sempre più banconote incontrollatamente. Per questo motivo l’elettorato svizzero proibì alle banche la stampa di banconote e trasferì il diritto di stampare banconote alla Confederazione, la quale fondò la Banca Nazionale Svizzera (BNS). Una saggia decisione. Dal 1907 quindi la BNS presta le banconote alle banche, e annualmente fluiscono così tra 1 e 2,5 miliardi d’interessi nella cassa pubblica. Se in futuro la Banca Nazionale creasse anche tutta la moneta bancaria e, come la moneta, la mettesse in circolazione senza debito, cioè senza prestarla, noi cittadini e cittadine avremo a disposizione ulteriormente circa 300 miliardi.

MA I SOLDI NON PROVENGONO TUTTI DALLA BANCA NAZIONALE?

No, la BNS crea, per il nostro utilizzo, solo i soldi contanti. Questi costituiscono però soltanto il 10% dei soldi esistenti, mentre il 90% sono moneta bancaria sui nostri conti. Sono in molti a non sapere da dove questi soldi provengono. In realtà sono le banche che li creano, tramite crediti o investimenti. Ciò non avviene principalmente inoltrando i soldi dei risparmiatori, bensì le banche creano nuova moneta bancaria, – per così dire dal “niente”, cioè senza che prima questi soldi esistessero. Un buon affare.

Per tutti coloro che stentano a crederci, ecco alcune cifre ufficiali: dal 2003 al 2012 la massa monetaria (quantità di soldi in circolazione) ammontava a ca. 340 miliardi di franchi. Di questi, 40 miliardi provenivano dalla Banca Nazionale, mentre i rimanenti 300 miliardi furono emessi dalle banche come moneta bancaria.

Noi cittadini e cittadine abbiamo così lasciato alle banche un’importante fonte di reddito statale. Abbiamo dimenticano di adattare la costituzione. Oggigiorno il monopolio sulla banconota del 1891 non è più sufficiente, è invece urgentemente necessario ampliarlo anche alla moneta bancaria.

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COSA VUOLE L’INIZIATIVA PER UNA MONETA INTERA?

La moneta intera è moneta a pieno titolo e garantita dalla legge. Teniamo in mano giornalmente soldi di questo tipo, sotto forma di moneta e banconote. Anche la moneta bancaria deve diventare moneta della Banca Nazionale a pieno titolo:
1. Solo la BNS emette, in futuro, moneta bancaria quale mezzo di pagamento legale.
2. Le banche non possono più creare moneta bancaria propria, ma solamente prestare i soldi che vengono messi a loro disposizione dai risparmiatori, dagli investitori e dalla BNS.
3. Nuova moneta intera viene di norma messa in circolazione attraverso pagamenti senza debito della BNS allo stato, ai cantoni, o ai cittadini e le cittadine.
4. Tramite la trasformazione della moneta bancaria in moneta intera vengono creati ca. 300 miliardi di franchi di reddito supplementare – completamente senza alzare le tasse e senza programmi di austerità.
5. La BNS ha il compito di regolare la massa monetaria in modo che il valore della moneta e quindi i prezzi restino stabili e non si creino bolle finanziarie.

COSA FACCIAMO CON I 300 MILIARDI ?

Su questo il testo di costituzione dell’iniziativa non dice niente. Si tratta solamente di assicurarsi i redditi dalla produzione di moneta, e non di distribuirli. Più tardi il parlamento o il popolo potranno decidere in quale misura i 300 miliardi fluiranno in prestazioni statali, sgravi fiscali, oppure in pagamenti diretti a tutti i cittadini e le cittadine. Rallegriamoci! Progetti che finora non erano finanziabili diventeranno possibili. Sarebbe ragionevole estinguere il debito statale di ca. 200 miliardi, così ogni anno avremmo a disposizione 5 miliardi d’interessi risparmiati. Sarebbe un nuovo record mondiale: il primo paese al mondo senza debiti.

Vollgeld ist genial und swiss!

In altre parole l’abolizione della riserva frazionaria, ovvero la riserva al 100%-

Guardate non sono fiero dell’iniziativa in se, ma della sua discussione e della serità con cui viene presa.

Ancora  9 anni, 6 mesi e 22 giorni.

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  • Pietro Micca

    la democrazia puo’ certamente funzionare quando alla gente fai una domanda ben precisa, come nel caso dei referendum svizzeri (anche se si sono verificati anche qui casi di referendum truccati)
    ben diverso quando ti chiedono di eleggere un tizio che non conosci se non per le balle che spara alla TV, sul quale poi per anni non hai alcun controllo. questo non puo’ funzionare se non a livelli molto locali, dove conosci sia la gente eletta sia chi li ha votati.

  • Etienne de la Boetie

    In Svizzera democrazia significa domandare al cittadino: cosa vuoi?
    In Italia: con chi stai?

    • Andrea G.

      O meglio da chi vuoi farti fottere?

  • Stefano Nobile

    nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
    Aboliscono la riserva frazionaria! Finalmente!
    Chissà cosa ne pensa Draghi.

  • MarcoTizzi

    In realtà questa è una proposta cartalista. Comunque concordo sulla discussione e sulla democrazia diretta.

    • Stefano Nobile

      vero, ho letto dopo la proposta.
      Diciamo che questi abolitori sono tendenzialmente dei signoraggisti.
      Però sono interessanti le seguenti cose:
      – la gente viene interpellata (qui mi dicono che la democrazia diretta non può funzionare; o quantomeno non può funzionare per grandi Paesi)
      – si discute di una cosetta che se venisse tirata fuori qui porterebbe diritti ad una TSO. O due.
      – vogliono smettere di fare debito pubblico.
      Me piasce.

      • MarcoTizzi

        Il problema del cartalismo è duplice:
        1. si rischia di buttar dentro troppi soldi;
        2. non si sa come spenderli

        1. qui sembra risolto da un limite invalicabile, ma datio che non è un limite tecnico, come per esempio nelle criptomonete, può essere scavalcato politicamente.
        2. qui si esplicita che quella decisione verrà presa in seguito. Mi permetto di sostenere che sarà certamente una decisione del cazzo, data che comunque al massimo verrà presa da una maggioranza relativa.

    • DV

      Tizzi è l’unico, o per lo meno il primo, ad essersi accorto che la proposta (invero formulata in modo contorto) non è una abolizione della riserva frazionale, bensì la sua “nazionalizzazione”, ossia cartalismo puro (alla Adolf).
      Quindi merita un like per la scoperta. Per quanto riguarda invece l’apprezzamento alla democrazia diretta: qui il moderatore è un trader, e la maggior parte dei commentatori masticano di listini e di finanza; eppure quasi tutti hanno male interpretato la proposta.
      Figurarsi la casalinga di Basilea.
      La democrazia diretta è un inganno diretto, così come la democrazia rappresentativa è un inganno rappresentativo.

      • robespierro

        Concordo sul fallimento della democrazia (diretta o indiretta) e quindi noto l’estremo livello di pugnette mentali conseguenti alle dichiarazioni “avanza la democrazia” anche e soprattutto in questo post.

        • DV

          Già, estremo…

      • MarcoTizzi

        Concordo, tutto sta scegliere tra i due mali se esiste un minore (personalmente non ne sono certo).

      • Sandro

        …..però dovrebbe essere anche vero, dovrebbe dico, che l’ignoranza non sia ammessa. Ancor più se si tratta di svizzeri. Si trattasse di noi italiani lo capirei abituati a “panem et circenses” della serie “godi popolo e non rompere i cabbasisi” anche se ora che il godimento è venuto meno qualcuno comincia a porsi qualche domanda.
        Per cui sarei portato a pensare che lo svizzero in quanto tale non voterebbe alla leggera su un referendum di tale portata anche perchè di banche dovrebbero intendersene un pochino più di noi, anche le casalinghe probabilmente.

  • Pareggiamoiconti

    a me l’idea che la casalinga di Wilderswil (paesino del canton Berna, con tutto il rispetto per la casalinga e per il paesino) decida della riserva frazionaria fa venire i brividi di per sé: quella della democrazia diretta sulle questioni tecniche è la madre di tutte le mistificazioni

    detto questo, cosa significa “riservare alla banca centrale l’emissione della moneta bancaria”?

    a livello di singola banca privata non avviene nessuna “creazione” di moneta: la creazione della base monetaria aggiuntiva è il risultato del funzionamento complessivo del sistema, in quanto i soldi “prestati” da una banca diventano “depositi” su un’altra banca, e possono alimentare ulteriori prestiti.

    portare la riserva al 100% significa semplicemente che le banche devono mantenere riserve liquide pari al 100% del saldo attivo dei conti correnti dei loro clienti, e quindi non possono prestare quei soldi a nessuno

    per prestarli dovrebbero riceverli sotto altre forme (certificati di deposito, obbligazioni etc.) e a quel punto i soldi prestati sarebbero “gli stessi” che sono stati investiti, senza aumento della massa monetaria complessiva

    quello che non si capisce assollutamente è da dove saltano fuori i 300 miliardi

    • Turbo-mind

      I 300 miliardi saltano fuori dalle banche private, li hanno creati dal nulla grazie alla riserva frazionaria. Siccome sono solo bit su computer la proposta è di renderli reali, cioè cartamoneta circolante. Portare la riserva al 100% non significa che devono mantenere il 100% e non darlo a nessuno, significa che possono prestare fino al 100% e non oltre. Non possono creare più soldi virtuali, possono solo elargire ciò che hanno realmente nei forzieri, ad eccezione della Banca Centrale che fa da prestatore di ultima istanza e quindi è esentata dalla regola. Oggi i prestiti sono il 1000%, ossia 10 volte la liquidità realmente detenuta dalle banche…

      • Turbo-mind

        Quindi riserva al 100% è una definizione sbagliata, in realtà è zero, abolita come appunto dice FK.

        • Pareggiamoiconti

          sei confuso: riserva zero significa che la banca puo’ investire altrove il 100% dei soldi che tu hai depositato

          e quindi, banalmente, che per farti prelevare con il bancomat deve prima farseli restituire dal suo debitore

          riserva 100% = tutto l’importo deve essere mantenuto liquido a disposizione del depositante

          riserva 0% = tutto l’importo puo’ essere prestato a terzi

          la creazione potenziale di massa monetaria è funzione inversa del coefficiente di riserva: riserva 10% = moltiplicatore 1/0,1 = 10, pari alla sommatoria

          90% di 1 = 0,9
          90% di 0,9 = 0,81
          90% di 0,81 = 0,73
          90% di 0,73 = 0,656

          e cosi’ via: la somma di 0,9+0,81+ …etc. dopo un numero infinito di passaggi tende a 10

      • Pareggiamoiconti

        il bilancio di ciascuna banca, per definizione, deve quadrare: ogni banca presta solo i soldi che ha ricevuto, e non crea un bel nulla.
        (se riesci, trova un solo bilancio di una banca privata che abbia al passivo la voce “moneta emessa”)

        se però si ammette che non tutti i soldi depositati vengano ritirati contemporaneamente, e quindi che una parte dei conti correnti possa essere considerata “utilizzabile” per fare prestiti (ovvero viga una riserva inferiore al 100%), una parte di questi soldi possono essere prestati

        i soldi prestati da una banca diventano depositi presso un’altra banca, la quale a sua volta puo’ ripetere il giro

        ma ad ogni giro ciascuna banca paga interessi sui depositi ricevuti ed incassa interessi sui prestiti effettuati

        il moltiplicatore dei depositi agisce a livello del sistema nel suo complesso, non a livello di singola banca, ed ogni banca “paga” interessi sui depositi ricevuti che sono uguali, per ammontare, ai crediti erogati (fatta salva la quota “liquida” obbligatoria)

        azzerare la riserva significa semplicemente azzerare i prestiti erogati dal sistema bancario che hanno come provvista i conti correnti, e basta: come fanno a saltare fuori 300 miliardi?

    • Sandro

      Forse i 300 miliardi saltano fuori dall’interesse che la banca che elargisce il prestito paga alla banca centrale che emetterebbe la moneta da dare in prestito. Più o meno mi sembra di aver capito che quando una banca concede un prestito ad un cliente apre una posizione passiva che è il deposito a disposizione del cliente ed una posizione attiva che è il debito del cliente nei confronti della stessa banca. Quindi il saldo contabile è zero. La creazione di moneta ci sarebbe a livello virtuale, di bit sul computer ma a livello reale è zero. Di consistente ci sono solo gli interessi che il cliente paga alla banca. La differenza rispetto a prima dovrebbe essere che invece di depositare presso la banca centrale un frazione della moneta virtuale emessa a garanzia, in sostanza le banche pagherebbero alla banca centrale in ragione della moneta, a questo punto non più virtuale ma reale e legale, che quest’ultima ha emesso. Forse ho detto una balla di minchiate……. non so… è materia piuttosto complessa….

      • Pareggiamoiconti

        e’ vero, e’ una materia assai complessa: poco adatta ad un referendum

  • Gian Maria Freddi

    Non credo che saranno così stupidi da annichilire il loro sistema bancario (che come per tutti i paesi è indispensabile per il funzionamento dell’economia capitalistica).

  • robespierro

    Messa in questa termini è proprio rancio per maiali. Che le banche decidano come creare la “moneta bancaria” è giusto e guai se non fosse così: in altre parole è un problema di informazione perchè sono le banche che devono decidere a chi fare un prestito, sulla base della sua sostenibilità (quindi della capacità del singolo di rimborsarlo o dell’azienda di creare valore grazie a quel prestito).

    Il problema che ha il sistema bancario oggi è semmai che c’è un istituto (sia esso pubblico o privato) di emissione che può stampare moneta a piacimento (appunto la banca centrale). Questo deresponsabilizza le banche che fanno i prestiti mandando a puttane l’incentivo “presta a chi può rimborsare” attraverso operazioni monetarie non convenzionali e ribassi ad hoc dei tassi d’interesse.

    Quello che propone questa legge è togliere alle banche a valle del sistema il diritto di scegliere a chi fare prestiti e a chi non farlo, che è l’ultimo rimasuglio di responsabilità nel nostro attuale sistema bancario (la qual cosa, invece che trasformare gli eccessi di offerta di moneta in iperinflazione dei beni di consumo com’era una volta, la dirige verso l’inflazione dei prezzi di assets tipo azioni, obbligazioni governative, materie prime, ecc..)

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