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da YouTrend

concistoro+2 Voci Dal Concistoro Europeo: la rimonta del camerlengo di Genova

Mentre gli occhi di molti sono puntati sulle vicine elezioni e sui sondaggi più o meno segreti che circolano in queste ore, noi preferiamo invece andare controcorrente, e continuare a darvi conto dell’imminente Concistoro europeo del 25 maggio, nel momento in cui vaticanisti di ogni estrazione si cimentano in previsioni e vaticini sull’esito dell’importante assise – che, ricordiamo, designerà i delegati italiani presso l’arcivescovado di Bruxelles -.

I numeri di oggi, alquanto sorprendenti, ci giungono dall’affascinante madre Gilda Sleri, studiosa fra le più apprezzate dall’anziano cardinale brianzolo che non di rado ha commissionato proprio al suo istituto rilevazioni sugli intendimenti dei vescovi (pure in occasione del Conclave dello scorso anno).

E anche se qualcuno storcerà il naso, fra i sostenitori del cardinale fiorentino (rottamatore, ricordiamo, del parigrado pisano appena tre mesi fa), è bene rammentare che più di una volta i presagi di madre Gilda Sleri, benché potessero apparire sorprendenti in un primo momento, si sono poi rivelati assai precisi.

Ma veniamo ai conteggi, che risalgono ai primi giorni della settimana: le truppe del giovane e iperattivo cardinale di Firenze sarebbero in difficoltà, non riuscendo a radunare più di 29 vescovi – una manciata in più di quelli convinti un anno fa dal bonario cardinale di Piacenza, ma parecchi meno dei 33 (a cui andrebbero aggiunti, per completezza, 2 diaconi) ottenuti nel Conclave generale del 2008. E però quel che più preoccupa il fronte progressista è il crescente sostegno allo schieramento capeggiato dal riccioluto camerlengo di Genova, che salirebbe addirittura rispetto alle votazioni dello scorso anno, arrivando a quota 26 vescovi.

Staccato, ma non poi di molte lunghezze, il tenace prelato pelato di Monza e Brianza, che pur indebolito nell’attività pastorale dalla sentenza della Sacra Rota che gli prescrive di prestare opere di bene in comunità supererebbe la soglia psicologica dei 20 vescovi, portandone a casa 21.

Non disponiamo al momento di previsioni sui porporati minori – che altre rilevazioni danno poco sopra o poco sotto la fatidica soglia di 4 voti, necessaria per evitare la scomunica – come il moderato vescovo di Agrigento, il cappellano di Milano sospinto dalle parrocchie del Nord Italia, il pope greco ortodosso Alexis, la leader della Congregazione dei Fratelli (sorella Giorgina) e la triade della Scelta.

Ma nulla è perduto: nei prossimi giorni pubblicheremo i conteggi di altri rispettati vaticanisti, primo fra tutti l’abbronzatissimo Patrizio Messia.

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