Sul Debito Argentino è il vero scontro di Civiltà . (di Maurizio Blondet)

Di Maurizio Blondet , il - 91 commenti

banner_spi_01
Nota di Rischio Calcolato:  Questo post è tratto dalla rivista on-line EffediEffe sito di informazione a cui consigliamo caldamente un abbonamento (50€ spesi benissimo).
argentina_brics_550-1

Il 14 luglio si terrà a Fortaleza (Brasile) l’annuale riunione dei BRICS, i Paesi emergenti di successo. Con una novità: su invito ufficiale di Brasile, Russia, India, Cina e Africa del Sud, vi parteciperà Cristina Kirchner, la presidentessa dell’Argentina, che non è un BRICS, al contrario. Il senso politico dell’invito è inequivocabile. L’Argentina è sotto persecuzione e minaccia degli USA per la questione del debito.

Ricapitoliamo: nel 2001 l’Argentina (pagando l’errore di agganciare la sua moneta al dollaro per tentare di non svalutarla) fece crack. In piena rovina, cessò i pagamenti sul debito sovrano, pari 80 miliardi di dollari. I possessori di titoli del Tesoro argentino, per lo più, nel corso di lunghe trattative, si sono accontentati di ricevere il molti anni dopo 30 per cento, condonando il 70%. Non così Paul Singer, miliardario ebreo-americano possessore di un fondo speculativo, lo Elliott Capital Management: costui, dopo il crack, ha comprato da creditori titoli di debito argentino per 220 milioni di dollari a prezzi stracciati, pagandolo soltanto 49 milioni, meno di un quarto del suo valore facciale: dopodiché, s’è appellato ai tribunali americani per esigere il pagamento pieno dei titoli in suo possesso. Valore che, dopo 13 anni, è salito 832 milioni.

Paul Singer
  Paul Singer

È il modus operandi tipico dei «Fondi Avvoltoio», che si nutrono di cadaveri. O più precisamente, che pretendono la polpa dagli ossami dei cadaveri dentro cui puntano i loro becchi. Singer – con l’appoggio delle leggi e tribunali americani – è riuscito a spolpare il poverissimo Congo nel 2002, obbligandolo a pagargli 90 milioni di dollari per i 20 milioni di titoli di debito pubblico congolese in suo possesso, e prima aveva obbligato il Perù a versargli 58 milioni per gli 11 milioni di titoli sovrani peruviani che aveva raccattato.

Per l’Argentina, i profitti attesi dall’avvoltoio sono molto maggiori. E siccome un tribunale USA ha dato ragione a Singer nel 2012 ingiungendo a Buenos Aires di pagargli titoli secondo il valore facciale (più interessi), al saccheggio si sono uniti altri fondi speculativi di Wall Street, come Aurelius Capital Management e Blue Angel, che detengono insieme 1,3 miliardi di dollari di debito argentino. Ma c’è di peggio in vista , per il Paese debitore. Se accetta di pagare questi avvoltoi, tutta una schiera di creditori internazionali con i suoi titoli in default nel portafoglio pretenderanno lo stesso trattamento: si calcola che esigeranno subito 15 miliardi di dollari, la metà delle riserve argentine. E nel complesso il Paese potrebbe trovarsi di fronte ad un debito totale di 120 miliardi.

La completa rovina economica, senza più remissione, per un intero popolo.

Buenos Aires ha fatto appello alla Corte Suprema USA. La quale, però, ha rifiutato di discutere il caso: siccome gran parte del debito argentino è stato emesso sotto il diritto vigente a New York, la questione nemmeno si pone. L’Argentina deve pagare Singer e i suoi altri imitatori, oppure incorrere in sanzioni — sequestro delle sue merci e delle sue navi nei porti americani, blocco dei suoi conti esteri, qualunque cosa la legge USA preveda per i debitori insolventi privati. Per intanto, gli USA minacciano di «isolare» politicamente il Paese, e fargli il vuoto attorno: nessuno presenterà più un soldo all’Argentina. In tal modo, il Paese sarà reso uno Stato-paria come l’Iran o si tenta di far diventare la Russia; il mondo finanziario essendo globalizzato secondo i princìpi del capitalismo occidentale, è in pratica sotto giurisdizione americana, che pretende di divenire universale di fatto. È effettivamente successo lo scorso ottobre che in Ghana, un tribunale locale ha consentito a Singer di sequestrare una nave da carico argentina, la ARA Libertad.

La sentenza americana è stata criticata – ed è tutto dire – persino dalla bibbia del liberismo anglosassone, il Financial Times: «La società deve dare alla gente un modo per ricominciare; è per questo che abbiamo il diritto fallimentare», ha scritto Martin Wolf: «Anzi, consentiamo alle imprese, di gran lunga i più importanti attori privati nelle nostre economie, di godere della “responsabilità limitata”. La facilità con cui le corporations americane possono liberarsi dei creditori è stupefacente. Una simile logica si deve applicare agli Stati».

Ed invece no, ed è questo il punto filosofico, di civiltà, per cui i BRICS mostrano disposti a battersi:

I giudici USA non riconoscono la sovranità degli altri stati. È questo che hanno dimostrato con questa sentenza: mettono l’Argentina, come un debitore privato, sullo stesso piano di un Hedge Fund, il privato creditore che la trascina in giudizio. Anzi peggio: trattano l’Argentina peggio di una loro azienda privata. Questa può utilizzare le leggi fallimentari per fare bancarotta controllata; l’Argentina no. Deve pagare sempre , interamente e in eterno. Senza remissione.

Gli USA hanno vietato il Giubileo periodico che persino la legge ebraica riconosce (evidentemente, valeva solo per altri ebrei).Già questo dovrebbe suggerire la natura di hubrys satanica che Washington pretende di imporre al mondo intero come «libertà di business».

È il diritto assoluto, totale e incondizionato del creditore ad essere pagato fino all’ultimo centesimo, quello che si intende affermare. E attenzione perché qui non si parla solo dell’Argentina.

La Germania sta imponendo questo principio assoluto in Europa ai Paesi europei «periferici». Alla Grecia ha imposto la più spietata austerità perché pagasse i suoi debiti — ossia, essenzialmente, perché pagasse le banche tedesche, che avevano indebitato la Grecia fino alla follia, fino all’ultimo euro. Un condono del debito greco avrebbe scongiurato la crisi in cui siamo precipitati. Ma la Germania, dura, ha fatto valere «il diritto». Il diritto del creditore. Il risultato è che «dopo sei anni di recessione provocata dall’austerità, il taglio delle spese sanitarie del 40%, la disoccupazione salita al 26,8% e quella giovanile più che doppia, la Grecia si trova con un debito pubblico cresciuto al 169 per cento del Pil» ( Mark Weisbrot, co-direttore del Center for Economic and Policy Research). Al confronto, e nonostante gli indubbi errori del suo Governo, la popolazione argentina sta molto meglio di quella greca; la moratoria sul debito, con la svalutazione del peso argentino che ha prodotto, ha innescato una ripresa dell’economia, dell’export, persino un principio di ri-localizzazione di industrie dall’estero. Anche se ora la ricaduta nei vecchi errori provoca lo estancamiento economico (con alta inflazione), per la gente sono stati 13 anni guadagnati in benessere — laddove i greci hanno perso 7 anni in miseria e devastazione sociale.

Il nuovo capogruppo del Ppe al parlamento europeo, Manfred Weber, ha espresso con speciale arroganza l’ideologia sancita dai tribunali americani, rispondendo al discorso inaugurale di Matteo Renzi: «L’Italia ha il 130% di debito. Dove prendete i soldi? (1)». Renzi, sì, ha chiesto «più tempo per fare le riforme», ma «Barroso lo ha concesso alla Francia» e «le riforme non si sono mai viste», con la conclusione tipica della nuova ideologia: «I debiti non creano il futuro, lo distruggono» — che è una ipocrita falsità anche economica.

Difatti Renzi ha risposto per le rime rilevando l’ipocrisia («L’Italia non accetta lezioni di morale») e rilevando la menzogna in questa ipocrisia: «Se Weber parlava a nome della Germania, gli ricordo che nella scorsa presidenza italiana, ci fu un Paese cui non solo fu concessa flessibilità ma anche di violare i limiti, ed essere oggi un Paese che cresce».

Ma ciò non basterà – sono solo parole – perché nell’Europa siamo così assuefatti alla cessione di sovranità, da non saper porre la questione alta e cruciale. I BRICS evidentemente sono molto più consapevoli del rischio mortale che il «nuovo diritto sovrannazionale globale» fa pendere sulle società umane. È la questione di filosofia politica fondamentale: se si accetta incondizionatamente il diktat «legale» americano a favore del miliardario Singer e dei Fondi Avvoltoio, si accetta il seguente principio:

Nel mondo esiste un solo stato sovrano, gli USA, e gli altri stati non sono che sue «aziende»,soggette alle sue leggi.

Ciò era già stato proclamato nel 2002, quando la Casa Bianca di G. W. Bush pubblicò la «nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America». Nel documento, l’America vi afferma il suo diritto storico a usare la sua «ineguagliata superiorità militare»senza limite legale alcuno. Letteralmente, essa minaccia «l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica contro qualunque Stato»del pianeta che l’America consideri pericoloso, e ciò in maniera “preventiva”. Nel nostro piccolo, fummo i primi in Italia a notare (2) l’aspetto radicalmente eversivo di questa nuova dottrina politica la quale «liquida l’ordine che ha governato le relazioni internazionali fin dal trattato di Westfalia del 1648». Il Trattato di Westfalia, che pose fine alla «Guerra dei Trent’Anni», riconobbe la legittimità delle autorità degli Stati, grandi o piccoli, potenti o non potenti. Di fatto, fu stabilito il principio della sovranità e della sua legalità: persone giuridiche, gli stati potevano legarsi tra loro con trattati (come le personalità private con contratti), e questi trattati avevano forza legale. Nell’instabilità del mondo, fu un punto fermo decisivo. Un altissimo atto di civiltà, che mise un argine fondamentale allo stato di «guerra perpetua», inarrestabile, quale fu appunto la guerra dei Trent’Anni.

Naturalmente, nessun politico in Europa capì che l’Amministrazione Bush jr., proclamando il diritto americano a colpire qualunque stato del pianeta – 1) dichiarava ogni altro Stato illegittimo; 2) Dichiarava gli USA l’unico Stato sovrano veramente esistente nel mondo; e 3) faceva dipendere la sua sovranità dalla sua «ineguagliata superiorità militare», grazie alla quale si arrogava (come scriveva nero su bianco) di fare «uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica contro qualunque Stato» del pianeta che a suo giudizio turbasse i suoi interessi, e ciò in modo «preventivo».

Gli USA hanno così affermato il primato della forza bruta sul diritto nelle relazioni internazionali. È un arretramento epocale della civiltà.

La civiltà consiste infatti negli sforzi organizzati per adottare istituzioni, che riducano la forza (nei rapporti tra uomini, come tra nazioni) ad «ultima ratio». Gli USA adesso, sono in stato di sfida perpetua verso il resto del mondo. Qualunque Paese voglia far valere la sua sovranità, deve dotarsi della forza; una forza tale, da tenere a bada la superpotenza americana. E rischiare la guerra, che nello stato presente sarebbe la fine dell’umanità.

Senza nemmeno rendersene conto, l’Unione Europea ha adottato lo stesso incivile principio: oggi la Germania è «più sovrana» dell’Italia, Grecia o Spagna, e può «dare lezioni» ed imporre austerità e rigori ormai chiaramente distruttivi agli stati più deboli, perché è più grossa. Il principio di parità viene cancellato — adesso comanda il più grosso. È un arbitrio, una prepotenza che, ovviamente, si ammanta di «giuridico» — come le leggi USA che hanno dato ragione all’Avvoltoio su uno Stato estero non-più-sovrano.

Questo è il punto da capire. Noi non l’abbiamo capito, e infatti ci siamo lasciati legare dal «diritto» incivile iscrivendo in Costituzione il patto di stabilità, il limite del 3% del deficit e tutto il resto delle normative austeritarie germaniche, a favore esclusivo dei creditori per lo più germanici.

I BRICS invece hanno capito: e per questo hanno invitato l’Argentina – Stato-paria per la finanza globale sotto giure americano – fra di loro. La Russia (la R dei BRICS) l’ha sottolineato esplicitamente: «Ciò mostra che l’Argentina è pienamente inserita nelle relazioni internazionali, non ‘isolata dal mondo’. Soltanto, non si adatta alle politiche dei paesi centrali a qualunque costo», ha detto Nicolai Tereschuk (che insegna all’Università di Buenos Aires). Interessante il fatto che è stata l’India (la I) ad avere l’idea di invitare la Kirhner. Dice l’economista Fernanda Vallejos, Università di Buenos Aires: «La proposta dell’India, con cui il commercio bilaterale è aumentato del 30% nel 2013, validata dal Brasile e dal Sudafrica, smentisce il tema del supposto isolamento del nostro paese nel mondo».

È stata la stessa Goldman Sachs a valutare che i BRICS ‘pesano’ per un quarto del prodotto intero lordo globale, con il 43% della popolazione, il 45% della forza-lavoro mondiale e il 20% dell’investimento globale. Hanno una produzione agricole di 2 mila milioni di tonnellate anno, e riserve per 3 mila miliardi di dollari.

Si noti che l’invito dei BRICS all’Argentina ha quasi coinciso con l’annuncio, il 28 maggio, dell’accordo firmato da Cristina Kirchner con il «Club di Parigi» ( i maggiori creditori globali), a cui doveva sulla carta 9,7 miliardi di dollari (dopo il default di 13 anni fa). A caro prezzo, Buenos Aires mostra la volontà di volersi reintegrare al mondo in materia finanziaria», a tornare ad apparire agli investitori esteri «un paese in via di sviluppo con forte potenziale».

Bisogna infatti capire che gli «investitori» che hanno tanto bisogno di indebitare, quanto i debitori di indebitarsi, anzi – coi bassi interessi che si lucrano oggi nel mondo – anche di più. E l’Argentina, oltre che la potenza agricola mondiale che tutti sanno, ha le seconde riserve mondiali di litio, è il terzo esportatore mondiale di potassio, è un notevole produttore di oro (10 mila tonnellate), di rame (500 milioni di tonnellate), d’argento, e produttore petrolifero e di idrocarburi «non convenzionali». Abbastanza da far gola agli speculatori di Wall Street.

Ma i BRICS, a Fortaleza, intendono porre le fondamenta di una loro Banca di Sviluppo regionale, alternativa agli organismi tipo FMI e Banca Mondiale. La Banca disporrebbe di 50 mila milioni di dollari per finanziare infrastrutture nei sei Paesi, e un fondo di riserve comuni di 100 mila milioni di dollari come cuscinetto contro la volatilità dei mercati. «L’Argentina potrebbe accedere a finanziamenti presso questa banca a tassi molto più favorevoli di quelli onerosissimi che esigono le organizzazioni internazionali» e i privati investitori, dice Diego Coatz, del Centro Studi dell’Unione Industriali d’Argentina.

Ma qui l’economia è politica. Affermazione della sovranità. Leggiamo da Voice of Russia:

«Il 10 giugno Sergei Glaziev, consigliere economico di Putin, ha pubblicato un articolo in cui sottolinea la necessità d’ instaurare una alleanza internazionale fra i Paesi che vogliono liberarsi del dollaro nel commercio internazionale e non usare il dollaro nelle loro riserve. Lo scopo ultimo è di spezzare la macchina di stampa monetaria di Washington che alimenta il complesso militare-industriale e dà agli USA ampie possibilità di spargere il caos nel mondo, innescando guerre civili come in Libia, Siria, Iraq e Ucraina».

Elvira Nabiullina
  Elvira Nabiullina

Un progetto velleitario, secondo gli esperti occidentali, date le difficoltà tecniche. Ma adesso la direttrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina, ha svelato una soluzione definita «elegante» dal sito Zero Hedge. «Stiamo discutendo con la Cina e i nostri partners BRICS la creazione di un sistema di swap multilaterali che consentirà il trasferimento di risorse ad uno od altro Paese. Parte delle riserve valutarie può essere diretta a questo». Madame Nabiullina sarà a Pechino la settimana prossima per mettere a punto l’idea di uno swap rublo-yen; prima di partire per la capitale cinese, ha incontrato Putin per metterlo al corrente dell’avanzamento dei lavori.

Secondo ZH, gli swap in valuta tra le banche centrali BRICS faciliterebbero il finanziamento del commercio scavalcando il dollaro; e di più, sarebbe un sostituto di fatto del Fondo Monetario, consentendo a membri dell’alleanza di dirigere risorse al finanziamento dei paesi deboli. Usando a questo scopo di rimpiazzo del Fondo Monetario la «parte in dollari» delle loro riserve, ridurrebbero l’ammontare dei titoli in dollari comparti dai più grossi creditori esteri degli USA (un nome a caso: la Cina).

La missione resta comunque difficilissima. Altro sarebbe il caso, se importanti Paesi si unissero al progetto. Va detto che il capo della Banca Centrale di Francia, Christian Noyer, ha ventilato – come rappresaglia della multa stellare (9 miliardi) che la legge americana ha imposto a BNP Paribas – di cominciare gli scambi commerciali con la Cina in euro o yuan. E siccome a volte le cose corrono in fretta, la Banca Centrale di Francia (e quelle del Lussemburgo) hanno reso noto a fine giugno di aver firmato un trattato di swap con la banca centrale di Pechino. La Cina ha anche annunciato il progetto di aprire banche per il clearing dello yuan a Parigi e in Lussemburgo. Una linea di swap valutario yuan-euro è stata aperta nel 2013 dalla BCE, però per un importo modesto e durata di tre anni. In ogni caso, l’idea avanza.

Forse per questo il 29 giugno scorso, persino Foreign Affairs, la prestigiosa rivista del Council on Foreign Relations (lo storico think-tank dei Rockefeller) ha criticato «il pericoloso fondamentalismo» della Corte Suprema USA e del sistema giuridico americano che ha messo in ginocchio l’Argentina, ma – aggiunge – rende più difficile per gli stati di liberarsi dal peso del super-indebitamento, sarà un grosso danno per i mercati dei capitali internazionali, e sì, sminuisce la sovranità nazionale. Titolo: «Hedge Funds contro Sovrani». Sottotitolo: «Come i tribunali USA sovvertono la finanza internazionale». Persino loro l’hanno capito…

Prossimo crack Made in USA

L’inevitabile nuovo collasso tipo-subprime (quello del 2007) è preconizzato dall’ultimo rapporto della Banca dei Regolamenti internazionali di Ginevra. Che punta il dito sulla «Federal Reserve che pompa trilioni di dollari nei mercati finanziari e produce rialzi azionari mai visti, mentre l’economia reale sottostante ristagna: (anzi) l’economia USA si è contratta del 3% nel primo trimestre (contro un +2,6% della previsione ufficiale falsissima, ndr), ma il mercato azionario è salito comunque, nella convinzione che la stagnazione continua porterà all’iniezione di altro capitale a bassissimo costo.

La politica dei tassi ultra-bassi, iniziata per superare gli effetti della crisi del 2008, fa sì che «gli investitori non danno più un prezzo al rischio», prestando a destra e a manca (tanto la FED poi li salverà). I prezzi britannici degli immobili sono alle stelle, come negli anni pre-subprime. «Se la Cina, sede di un boom finanziario mostruoso, dovesse vacillare, gli effetti sarebbero gravi. Sarebbero rovinati soprattutto gli stati esportatori di commodities che hanno goduto di forte credito, rincari dei prezzi delle materie prime che esportano, e hanno (quindi) accumulato alto debito e alti prezzi immobiliari».

Ciò che viene descritto è un super-vulcano finanziario imminente. Il peggio lo descrive Paul Craig Roberts (ex sottosegretario al Tesoro sotto Reagan): «Il dollaro è tenuto a galla dai mercati finanziari manipolati e dalla pressione che Washington esercita sui suoi vassalli: questi devono far girare la loro macchina da stampa monetaria per sostenere il valore della valuta americana comprando dollari».

Questo, Craigs Robert l’ha scritto una settimana prima del giorno (3 luglio) quando Draghi ha annunciato la creazione dal nulla di altri mille miliardi di euro – diconsi mille miliardi – con la scusa di «dare spinta al credito alle imprese e famiglie» in Europa. in realtà, tutto si riduce a comprare dollari per sopravvalutarli… sull’orlo del vulcano.

«Per mantenere a galla il dollaro gran parte del mondo conoscerà l’inflazione», scrive l’ex reaganiano: «Sergei Glaziev, consigliere di Putin, ha detto al presidente russo che solo un’alleanza contro il dollaro per farlo affondare può frenare l’aggressione di Washington. E’ quel che io penso da molto tempo. Non ci sarà pace finché Washington può creare denaro a volontà per finanziare le sue guerre. Come ha dichiarato anche il governo cinese, è il momento di dis-americanizzare il mondo».

E cosa fa nel frattempo la UE in segreto?

Leggete qui: si parla del negoziato segreto che gli eurocrati conducono con gli USA per il Trattato Transatlantico di Commercio. Fino ad oggi, vi abbiamo detto che con questo Trattato, gli Stati Uniti si appresterebbero ad asservirci una volta per tutte all’ultra-liberalismo; le loro mega-corporations multinazionali trascineranno i nostri Stati davanti ai tribunali arbitrali di cui noi europei le abbiamo nominate arbitre, e questi – con la motivazione che ostacolano il loro business e diminuiscono i loro profitti – ci obbligheranno a smantellare tutti i benefici rimasti dello stato sociale, servizi pubblici sussidiati, sanità, pensioni… Tutto questo è vero. Ma dobbiamo fare un’importante correzione, segnalata dall’economista Paul Jorion: Siamo noi europei (meglio: gli eurocrati) che in questi giorni usano i negoziati del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) per imporre agli americani che smantellino la loro nuova legislazione sul settore finanziario, essendo molto più esigente della nostra”»!

Sì, avete capito bene: sono i nostri eurocrati ad approfittare del Trattato per imporre l’ultra-liberalismo agli americani! O una versione più estrema del liberismo dogmatico. In evidente collusione con i fondamentalisti di Wall Street, che (evidentemente) pagano i nostri alti funzionari.

Lo ha rivelato il Corporate Europe Observatory, che è riuscito a venire in possesso di un documento riservato della UE.



1) I tedeschi moralisti fanno finta di non capire che è la stessa politica di deflazione e recessione che impongono all’Italia (e agli altri deboli) a rendere più difficile il dis-indebitamento. Se il Pil decresce invece di salire, il rapporto debito/Pil ovviamente cresce. Tutto il loro moralismo serve ai loro immorali e miopi interessi.
2) Maurizio Blondet, «Chi comanda in America», EFFEDIEFFE, 2002. Capitolo 23, Chi è l’Anticristo?

Condividi

Incoming search terms:

  • debito argentina
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato
  • LOG

    Niente da fare, l’economia da sè non esiste, è anche politica e Stato. Io grazie al cielo non voglio alienarmi a cercare di capire quello che non si può capire.

  • Mister Libertarian

    L’impostazione dell’articolo di Blondet è fortemente discutibile

    • Antonello S.

      Si, discutiamone pure, ma è lo specchio dei tempi.

  • Floriana Barbini

    ma come, questo fondo non ha rimesso una lira perchè ha comprato dopo il crack e ora vuole tutto?….beh criticatemi ma queste persone vanno estirpate fisicamente insieme a tutti i votanti e firmatari della legge che gli permettono di fare questo.

    • Mister Libertarian

      Dunque fammi capire il tuo ragionamento. Se tu acquisti dei titoli (es. dei bot) e chiedi al debitore (ad . es. lo Stato italiano) di pagarteli alla scadenza, e lo Stato italiano si rifiuta di farlo, tu devi essere eliminata fisicamente?

      • Floriana Barbini

        se li avevi comprati a prezzo 100 e ti vogliono ridare 30 ok ma se tu li compri a 30 non mi pare corretto che tu ne chieda 100….ho capito male o è andata cosi?

        • gino monte

          è andata così.
          ancora mi devono spiegare perchè nel fallimento GM (esempio) nessun giudice ha imposto all’azienda di pagare integralmente i creditori…

        • Tommasodaquino

          semplificando, sul pezzo di carta c’era scritto che il titolo valeva 100, questo è il punto. La furbata l’han fatta entrambi. gli uni per intascarsi la differenza di 70, gli altri per far sì che un titolo che valeva 30 figurasse come 100. (lo so non è precisa come spiegazione ma è semplificata)

      • Floriana Barbini

        e cmq sia anche fosse…..fate tutti i liberisti quando vi conviene…..si chiama “rishcio d’investimento”….hai comprato un prodotto ed è andata male….fine della musica.

        Faccio trading da 15 anni ormai e ogni volta che ho operazioni in perdita non è che vado alla corte suprema e chiedo che mi vengano ridati tutti i miei soldi….facile cosi

        • Giorgio Andretta

          Lei sostiene che mi debba accollare, il rischio acquistando i titoli di stato, di essere liquidato con il 30% (ipoteticamente) del loro valore nominale per una rendita netta del 0,75%?
          Devo essere un psicopatico per avventurarmi in una impresa del genere.
          Mi risulta particolarmente arduo capire che tipo di trading lei inveri.

          • Floriana Barbini

            il trading a cui mi riferisco significa semplicemente investire sui mercati qualunque essi siano e quando una persona consapevolmente investe deve sapere che c’e un rischio piccolo o grande che sia….comprare titoli di stato oggi significa rischio visto che i titoli di stato sono soggetti ai mercati come un qualsiasi altro titolo…..

          • Giorgio Andretta

            Grazie per il chiarimento, vedrò di starne alla larga perché il gioco non vale la candela.

          • gino monte

            1) i bond argentini defaultati avevano cedole all’11-12%, non 0.75
            2) un investitore mentalmente normale distribuisce il rischio su molti prodotti, poi è piccola la % di quelli che defaultano. quindi il default fa parte del gioco, se te ne becchi uno zitto e mosca.

          • Giorgio Andretta

            Gino, il mio commento era riferito al trading della signora Floriana non certo ai bond argentini, personalmente, in considerazione della mia attività di contadino, non sono assalito dal cruccio d’investire eventuali miei risparmi perché semplicemente non ne ho, quindi non rientro nella fattispecie dell’investitore mentalmente normale ma in quello anormale, anche perché sono per l’antropocrazia.
            Nel caso dei debitori, a qualsiasi persona giuridica appartengano, applicherei la legge dei ladri di bestiame in vigore nella Pampas (chieda all’eroe dei due mondi).
            A rileggerla.

          • gino monte

            se non hai risparmi non rientri nè nel normale nè nell’anormale, però hai fatto lo stesso quel commento alla floriana…
            io personalmente non ho mai avuto un cent di debito e certamente non mi sono simpatici i gargarozzoni consumisti che si indebitano e poi non pagano. ma il mondo ha sempre avuto questi fenomeni.
            ma il caso dell’argentina rientra nella vasta categoria di tutti i paesi che si sono dati una moneta artificialmente ipervalorizzata (in questo caso negli anni 90), fenomeno che porta sempre a un iperindebitamento, soprattutto estero. e c’è “qualcuno” che ste cose le sa prima che il processo inizi (insider trading) e ne approfitta. quando ha guadagnato cifre esorbitanti vende di botto e il paese va a rotoli. poi si imputa al paese una inferiorità antropologica se non razziale…
            dal 94 al 98 tutti gli emergenti si dettero una moneta forte, dollarizzata, e GUARDA CASO tutti raddoppiarono il debito, anche quelli antropologicamente superiori, non ladri e privi di cromosomi italiani. allora bisogna accettare la realtà secondo la quale la teoria dell’inferiorità antropologica è una STRUNZATA:
            http://it.tradingeconomics.com/charts/south-korea-external-debt.png?s=southkoreextdeb&d1=19940101&d2=19971231

          • Giorgio Andretta

            Leggendola mi nasce l’impressione che si sia avventurato in settori occulti ben oltre l’insider trading, campi in cui non possiedo dati diretti, almeno io, non so lei?

          • gino monte

            diciamo che sono un dietrologo (anche in fatto di femmene 🙂 che fa ipotesi sulla base però di osservazioni… allora, funziona così:
            fase1) il paese ha moneta fiacca e alta inflazione, per far accettare il suo debito deve emettere a tassi alti e a lungo termine (anni 90: argentina, italia, korea ecc)
            fase2) qualcuno sa in anticipo con sicurezza che si darà una moneta forte (magari è proprio questo qualcuno che lo spinge poi a farlo) e compra debito lungo di quel paese come se piovesse, a 100 e tasso mettiamo 10%.
            fase3) il paese vara la moneta forte, i tassi scendono a 2, il valore di mercato dei bond sale sale sale…
            fase 4) dopo mettiamo 8 anni il debito è raddoppiato, l’industria distrutta, disoccupazione alle stelle… ma il valore dei bond è salito a 160. il qualcuno ha guadagnato 60 + 10×8 = 140. 140/8 = 17.5% annuo.
            fase5) il qualcuno si ritiene satollo e vende tutto di botto. il paese salta.
            fase6) arrivano i liberisti e mi dicono che la popolazione di quel paese è antropologicamente inferiore…

          • Giorgio Andretta

            Siamo partiti dall’Argentina che ha ricusato il debito, quanto ai liberisti de noaltri mi fanno scompisciare dalle risate, perché oltre alle citazioni non sanno proprio dove andare.
            Tutti i “giochetti” da lei evidenziati si svolgono sopra la testa delle persone, ma comunque gravano sulle loro spalle, beata inconsapevolezza, che mi sembra che non sia carente in questo stallo.

          • Tommasodaquino

            cioè questo per dimostrare un misero 17,8% all’anno????? Mi dica che scherza, per favore. Questi sono giochetti da sfigati o se vuole ladri di polli

          • marcobaldi

            APPLAUSI.

      • Friendly Cynic

        L’avvoltoio ha acquistato i titoli argentini dai creditori ad una frazione del loro valore ed ha poi fatto ricorso in tribunale per ottenere il rimborso dell’intero valore di questi titoli. È bieca speculazione che persino una bibbia della finanza come il FT ha criticato. Mi fa comunque piacere che tra guerre, colpi di stato, sanzioni, multe, spionaggio e strozzinaggio, gli USA si stiano inimicando l’intero pianeta, alleati inclusi: accellera la fine della loro egemonia mondiale che è gia in declino. Forse possiamo sperare in qualche decennio di relativa pace e stabilitá multipolare dopo la loro caduta dal piedistallo (una specie di Belle Epoque su scala mondiale, dove la pace è garantita dagli equilibri di potenza tra le grandi nazioni).

  • Raffaele De Vito

    Esempio di quanto può fuorviare la cecità ideologica. Se le considerazioni del Blondet sulla politica globale degli USA possono in parte condivisibili, qui si prende spunto da una vicenda dove sono gli argentini ad aver commesso una porcata enorme. L’Argentina, vista
    la crescita del PIL dell’ultimo decennio, è perfettamente in grado di onorare al 100% del valore nominale il debito pregresso (emesso sotto diritto newyorkese, quindi la magistratura yankee in questo caso è perfettamente legittimata a pronunciarsi); il governo argentino avrebbe semplicemente potuto richiedere una dilatazione delle scadenze invece di decidere unilateralmente l’haircut del 70% (suppongo per rimpinguare i conti della famiglia Kirchner e dei loro accoliti).
    Brutta bestia l’ideologia : i debiti vanno condonati sempre e comunque oppure i debiti vanno onorati sempre e comunque, non fa differenza, sempre ideologia è.

    Ogni caso fa storia a sé e sono i dettagli e le circostanze a fare la differenza

    • gino monte

      1) scusa eh… ma se uno può pagare i debiti al 100% perchè fallisce?
      2) la porcata la fecero gli USA e ALCUNI politici e imprenditori argentini (che prendevano mazzette dagli usa) negli anni 90 quando decisero la dollarizzazione, che conveniva agli usa ma distrusse l’economia argentina e ne moltiplicò i debiti (specie esteri). più o meno quello che sta avvenendo in italia oggi.

      • Raffaele De Vito

        Vatti a vedere qual’era il PIL dell’Argentina nel 2003-2004 e qual’è invece oggi. All’epoca non erano in grado di onorare il debito, oggi invece sì. Se il governo argentino si fosse limitato a negoziare l’allungamento delle scadenze, avrebbe trovato un accordo con tutti i creditori, e nessun vulture fund avrebbe trovato margine di manovra, invece hanno fatto l’haircut al 70% … sai un vecchio proverbio dice a brigante, brigante e mezzo

        • gino monte

          vatti tu a vedere l’ammontare del debito defaultato e le riserve di dollari.
          cioè, non ho capito… hai mai sentito parlare dell’istituto giuridico del fallimento? lehman, GM, cirio, parmalat, migliaia di aziende e stati nella storia… mo’ perchè SOLO dell’argentina si pretende di pagare il 100%?
          – dal 95 al 2001 il debito estero argentino raggiunse il 60% del pil, circa 180mld $ (prima del 95 era creditrice estera).
          – le riserve non hanno MAI superato i 50mld
          DOVE MINKIA LO VEDI CHE POSSONO ONORARE IL VECCHIO DEBITO???
          https://economics.rabobank.com/PageFiles/4899/Argentine-crisis-figuur1.png

    • Giorgio Andretta

      Completamente ricevile il suo commento.

  • Tommasodaquino

    anche se duramente critico nei confronti della politica condotta oltreoceano, mi spiace ma non può esistere un principio secondo cui I DEBITI NON SI PAGANO MAI. Cioè l’assurdità della responsabilità limitata delle società è assurda ANCHE per loro. Non bisognerebbe estendere un errore giuridico ANCHE agli stati. Insomma ormai sono tutti divulgatori del nuovo credo “contrai i debiti e poi non pagarli tanto è un problema dei creditori”. Bene questa filosofia distruggerà completamente il rapporto fiduciario, perchè se ho un piccolo risparmio a questo punto me lo tengo per me

    Blondet ha raggiunto l’apice qui
    “I debiti non creano il futuro, lo distruggono» — che è una ipocrita falsità anche economica.”
    Infatti la nuova VERITA’ economica è , Fai pure i debiti tanto poi non li paghi….. eh dai!

    • Zazà la Superscimmia

      anche se duramente critico nei confronti della politica condotta oltreoceano, mi spiace ma non può esistere un principio secondo cui I DEBITI NON SI PAGANO MAI

      ———————————————————————————
      Invece per le grandi banche, soprattutto americane, funziona proprio così. Loro fanno quello che vogliono, avallate dal governo americano o dall’europa, a seconda dei casi, e noi privati cittadini paghiamo loro il conto per il resto della nostra vita. Mentre invece, quando si tratta dei soldi delle stesse banche, tutto dev’essere calcolato fino all’ultimo centesimo e con interessi da anatocismo. Dal mio punto di vista, le regole è giusto rispettarle solo quando tutti le rispettano.

      • Tommasodaquino

        “Invece per le grandi banche, soprattutto americane, funziona proprio così. Loro fanno quello che vogliono, avallate dal governo americano o dall’europa, a seconda dei casi, e noi privati cittadini paghiamo loro il conto per il resto della nostra vita”

        Queste sono le esatte e precise conseguenze del socialismo, cioè invece di far fallire quelle banche (il fallimento libererebbe anche i debitori), no le si mantiene in vita con i soldi dei contribuenti. E tutti a sostenere questa tesi assurda. E’ inevitabile che chi comanda non paga MAI. Si vuole il sistema in cui nessun soggetto può fallire, bene poichè il concetto economico di base al giorno d’oggi non è stato ancora sovvertito (NON ESISTONO PASTI GRATIS) qualcuno dovrà pagare. Ed indovini un po’, certamente non saranno loro che pagheranno. Questo è il sistema che TUTTI vogliono, questo sistema meno di tre mesi fa ha preso il 40,8 % dei votanti. QUESTO e’ il SISTEMA CHE SI VUOLE IN ITALIA.

        “Dal mio punto di vista, le regole è giusto rispettarle solo quando tutti le rispettano.”
        Sarei anche d’accordo ma in quel sistema il più forte vince, non c’è nè, comandano loro. Con buona pace dello stato che viene presentato come il risolutore delle iniquità del libero mercato, brutto e cattivo che tanti danni fa.

        • Jimmy Riddle Hoffa

          Tommaso, scusa ma il fatto che persino gli US non applichino la unlimited liability e salvino le banche (da bravi socialisti) non ti suggerisce l’idea che il “non esistono pasti gratis” sia una cagata pazzesca ?

          • Tommasodaquino

            Cosa intende? Invece il fatto che siano “costretti” a salvarle usando le tasche dei cittadini è la dimostrazione evidente che i pasti gratis non esistono. Se fosse come dice lei non ci sarebbe bisogno di salvarle. Lo stato ha xmesso che i pasti fossero gratis solo x alcuni, la legge più uguale x alcuni

          • Jimmy Riddle Hoffa

            Ah no ? Una banca salvata con i soldi privati e magari con il suo risk management a piede libero non è un pasto gratis ? Strano modo di intendere la questione il suo.

          • Tommasodaquino

            L assenza di pasti gratis è un concetto semplificato che vuol dire semplicemente, dietro ogni scelta economica c è sempre un costo che può anche non essere necessariamente monetario. Certo che x i banchieri è un pasto gratis! Il discorso è che il costo non viene scaricato sui responsabili , tuttavia il costo c’è quindi è ineliminabile. Ergo non ci sono pasti gratis .qualcuno DEVE pagare

          • Jimmy Riddle Hoffa

            Io la intendo in modo diverso comunque ho capito quello che dici.
            Per me non ci sono pasti gratis quando paga chi fa il “marone” non un altro.

          • Tommasodaquino

            bhe su questo sono d’accordissimo. Però occhio, che tutta la gente che chiede lavoro, però poi vuole tasse al 70% per i cattivi imprenditori evasori patrimoniale, e controllo su tutto, non deve poi lamentarsi se nessuno investe ed il lavoro non c’è. La gente che chiede queste cose PAGA con la disoccupazione questa sua richiesta. In questo caso “il marone” lo fa la gente comune. Stessa cosa con il discorso, salario minimo, idem con le pensioni retributive e con gli ultra stipendi dei burocrati. In quei casi chi è il marone?
            Ho letto un grafico pazzesco, edizione dei mondiali usa, costo 30 milioni di $. Mondiali di francia, costo 34 milioni di $, Sudafrica 4 MLD! e Brasile 14 MLD! Secondo lei chi paga?

          • gino monte

            attenzione alla moda di parlare sempre male dei paesi emergenti.
            il brasile ha aspettato i mondiali per fare una miriade di necessarie opere di infrastruttura (aeroporti, porti, strade, ponti, metropolitane) che in altri paesi non servivano perchè già c’erano. e sono opere che serviranno anche le prossime olimpiadi.
            io ci vivo… la mia città da 2 anni è un’immenso cantiere.
            poi la germania nel 2006 solo per gli stadi spese 2mld $…
            in brasile dalle casse pubbliche sono usciti 4mld, il resto dai privati.
            sul presunto infimo costo dei mondiali usa e francia se vedi wiki le fonti sono giornali brasiliani di opposizione che sparano solo strunzate a cervello impoverito.

          • Tommasodaquino

            purtoppo su queste cose ci saranno sempre notizie contrastanti, ma il punto non erano i mondiali e non era il brasile, il punto era che non esistono pasti gratis, ovvero qualcuno prima o poi paga.

          • gino monte

            certo.
            mi premeva denunciare una certa propaganda antiemergenti che trovo insopportabile. poi credere che i mondiali di francia siano costati solo 34mln è un tantino grave… così come il metrò, i 5 raccordi autostradali con arterie a 12 corsie, i 12 viadotti, la ricostruzione completa di 34km di lungomare, l’aeroporto triplicato che vedo con i miei occhi nella mia città non sono “notizie contrastanti”…

    • Giorgio Andretta

      Quello che mi fa specie è il caldeggiamento del Nostro ospite ad investire 50€ per leggere simili stronzate.

      • Tommasodaquino

        bhe sicuramente ha informazioni di prima mano, questo è indiscutibile ed è un giornalismo fuori dagli schemi, ogni tanto scrive qualche sciocchezza, ma dato il panorama generale c’è un abisso con la media offerta italiana.

        • Giorgio Andretta

          Se il confronto è con l’offerta giornalistica generale mi trova in sintonia con lei.

    • davide

      Caro signore, l’apprezzo molto in questo blog di ignoranti, villani, violenti e maleducati per la civiltà con cui esprime il suo pensiero. Detto questo, il punto non è fai pure i debiti e poi non li paghi. Il principio su cui si discute è un altro: cioè fino a che limite i cittadini di uno stato sono chiamati a rispondere dei debiti prodotti da un soggetto giuridico chiamato Stato? Fino al punto di derubarli di tutte le risorse che servono a condurre una vita dignitosa? Fino a portarli alla fame?
      Perché questo è quello che succede nel mondo.
      Sia io che lei siamo cittadini e soggetti giuridici. Trova lecito che lei sia chiamato a rispondere con tutti i suoi beni dei miei debiti? Di certo no perché mai ha avuto a che fare con me. Allora perché noi due che siamo cittadini dobbiamo rispondere interamente al debito pubblico italiano, contratto da un terzo soggetto che è la Repubblica Italiana?? Qual è il limite per cui siamo chiamati a rispondere? Perché dobbiamo risponderne quando abbiamo votato contro queste politiche di debito?
      Per giunta ci hanno indebitato contro la nostra volontà!
      Vede è proprio questa la battaglia di Blondet. Contro i nuovi farisei che “divorano le case alle vedove” (citaz. evangelica)
      Con cordiale simpatia cattolica
      W Cristo Rey

      • Tommasodaquino

        “Allora perché noi due che siamo cittadini dobbiamo rispondere interamente al debito pubblico italiano, contratto da un terzo soggetto che è la Repubblica Italiana?? Qual è il limite per cui siamo chiamati a rispondere? ”
        Ha toccato il punto proprio con questa affermazione , ovviamente secondo il mio punto di vista. La responsabilità nostra è totale, non vedo proprio attenuanti, la nostra responsabilità c’è stata quando a frotte le persone che potevano hanno “sfruttato” la pensione con 19 anni di “contributi”. Non ho visto levarsi scudi contro il sistema pensionistico retributivo. Quando ci sono state le calamità (e ce ne sono state tante), gli aiuti venivano erogati a pioggia, anche lì non ho visto gente onesta che non avendo subito danni ha rifiutato i soldi dello stato. Questo capisce che è solo un assaggio. La logica che c’è alla base è sbagliata. Questa si chiama avidità, è la stessa avidità che attanaglia lo Stato e gli Hedge Fund. Perchè come i cittadini vogliono i diritti acquisiti e la pensione certa, anche loro vogliono quello che gli spetta. Ricordo perfettamente che prima della bolla A FROTTE pensionati o piccoli risparmiatori (quindi non bieki spekulatori) andavano dal consulente della banca a chiedere rendimenti PIU’ alti: “non si preoccupi 10-15% all’anno e rischio zero, vede tripla A.” Cioè. Non so se mi spiego. Non ho perso un centesimo perchè non ci ho mai investito un centesimo. Molto semplice. Se lo stato fallirà perderò gli unici soldi che per coercizione ho dovuto dargli non avendo alternative, ma quante persone ancora investono in bpt e bot, credendo di fare la cosa giusta. Mi scusi ma questa è proprio l’azione che permette allo stato di continuare a fare quello che fa. La strada più semplice per noi sarebbe buttare a calci la gente che ci ha condotto dove siamo, ma ha visto i risultati di queste ultime elezioni? LA GENTE VUOLE QUESTO! quindi ancora una volta è responsabilità proprio nostra, non di altri. L’abbiamo voluto noi.
        p.s. in aeternum

    • Nikytower

      Anche a me ha infastidito parecchio quella frase e il voler far passare il principio che il creditore sia un avvoltoio e il debitore un poverino.. I debiti si devono pagare cazzo. Altrimenti che fine fa tutto quanto? Riguardo quella porcheria di frase, casomai possiamo dire che I debiti per investimento forse creano futuro ma i debiti in generale distruggono di sicuro. Gli stati ladri non si indebitano per investire ma per mantenere i loro amici. Quando i soldi sono finiti i debiti non li pagano o li fanno pagare a chi produce che nulla ha guadagnato dai soldi ai mantenuti. Questa è la verità. L’unica gestione seria di un default di stato è che i debiti si pagano e li deve pagare lo stato. Politici e dirigenti statali devono rispondere in solido delle somme in ballo. Altrimenti finché lo stato avrà convenienza a spendere e fallire non ne verremo mai fuori: I mantenuti voteranno i ladri che li mantengono e tutto l’occidente andrà in vacca se non ci è già. Lo stesso discorso vale per banche e finianziarie..

      • Tommasodaquino

        l’occidente è già in vacca da un bel po’. solo qualche stato si salva

  • Leo Fabiani

    Blondet ha visto troppe madonne…probabilmente ha un buon pusher.

    • Edoardo Buzzella

      Deve aver esagerato con l’acqua santa ieri sera…

    • Giorgio Andretta

      Questa è particolarmente divertente.

  • Leo Fabiani

    Poi non capisco perchè Blondet faccia pagare il suo sito, faccia gratis, si indebiti e poi non paghi.. è moralmente corretto (glie l’ha sempre detto la madonna)..

    • Tommasodaquino

      condivido il principio non la frase di chiusura

    • Giorgio Andretta

      Le regole valgono solo per gli altri.
      Diversamente da Tommasodaquino condivido anche la chiusura.

      • Tommasodaquino

        Bhe chissà perchè moltissime persone che mostrano questa audacia nell’insultare liberamente i riferimenti cristiani, non hanno la stessa temerarietà nell’insulto di altri riferimenti. Sospetto un caso di opportunismo, oppure forse è spiegabile come un disturbo bipolare.

        • Giorgio Andretta

          Lei lo legge come un insulto io come una freddura.
          Temo che lei confonda, come la maggioranza delle persone, la cristianità con la cattolicità, infatti la madonna (minuscolo voluto) appartiene alla seconda come icona.
          Prova ne sia che la chiesa d’oriente è sostanzialmente iconoclasta (leggi: contrari ad ogni immagine sacra), chiesa che si riconosce nella cristianità.
          Solitamente non mi trattengo nel denigrare alcuna immagine ritenuta sacra per chicchessia e la sfido a provarmi il contrario.

          • Tommasodaquino

            non sta a me provare nulla, nessuno lo sa meglio di lei. rilevavo solo un fatto curioso che anche le “freddure” di natura religiosa venissero spesso rivolte ad una determinata categoria. tale spocchia non l’ho mai rilevata nei confronti delle altre, tutto qui, la mia interpretazione è che semplice opportunismo, ma d’altronde..
            p.s. devo rilevarle due elementi, la cattolicità a differenza della chiesa orientale è molto meno iconoclasta per diverse ragioni, la principale è che la chiesa d’oriente soprattutto in armenia, siria, turchia e kurdistan ha subito l’influenza iconoclasta islamica. Tale pratica però è molto circoscritta infatti la chiesa greca (ortodossa) ha numerose testimonianze iconografiche (famose sono quelle del monte Athos) in cui è rappresentata la Madonna, quindi dire che la chiesa orientale sia iconoclasta è un enorme sciocchezza, avrei potuto accettarlo se si fosse riferito alla chiesa armena e/o siriana. Devo rammentarle che il culto dell’immagine nella chiesa cattolica non è un neopaganesimo, ovvero non è l’immagine o il quadro in sè che viene venerato, ma è la persona che esso rappresenta. Inoltre c’è una sostanziale differenza tra venerazione (ai santi) ed adorazione (solo a Dio). La controversia sulla venerazione delle icone è stata risolta già nel VII sec. Per gli islamici Dio non può essere rappresentato, per i cristiani si in quanto si è fatto uomo. Questa è la differenza abissale tra le due religioni. Quindi l’insulto o “la freddura” che sia non può non essere riferita “all’icona” in nessun caso.

          • Giorgio Andretta

            Lei è stato più dettagliato del sottoscritto per quanto riguarda chiesa d’oriente, di ciò me ne rallegro dal momento che ero convinto di presenziare in un covo di cazzeggiatori.
            Comunque la sua presenza qua è sub judice, perché un credente poco si concilia con i nicolaiti. (Date a Cesare…..)
            Come ateo, lei condividerà con me, non posso ammettere alcun tipo di credo e tantomeno di venerazione, iconica o meno.
            Riferendomi alla sua asserzione, la madonna cosa rappresenta?
            Cosa intende che dio si è fatto uomo?

          • Tommasodaquino

            converrà con me che la mia posizione, essendo anche sufficientemente anarchico, è ben peggiore nei giorni nostri di quanto si possa immaginare.

          • Giorgio Andretta

            Elude???
            Cosa dovrei dire io che sono l’anarchico di riferimento?

          • Tommasodaquino

            mi scusi, cosa starei eludendo?

          • Giorgio Andretta

            La madonna cosa rappresenta?
            Dio si è fatto uomo?

          • Tommasodaquino

            me lo chiede perchè non conosce veramente le risposte o perchè non sa cosa potrei risponderle? d’altronde da un cattolico praticante può tranquillamente immaginare quali possano essere.

          • Giorgio Andretta

            Ok

    • Jimmy Riddle Hoffa

      A parte che in questo articolo Blondet riporta dei fatti, la battuta sulla Madonna è davvero di cattivo gusto dai su.
      In Israele l’avrebbero già arrestata.

      • Giorgio Andretta

        Chi? La madonna (minuscolo voluto)?

        • Jimmy Riddle Hoffa

          Quando non si possono contestare i fatti perchè veri, o si offende oppure si scredita la fonte: in altre parole un cattolico non può scrivere cose vere giusto ?

          • Giorgio Andretta

            Sbagliato!!
            Il cattolico può scrivere ciò che vuole.
            Quanto ai fatti veri non capisco a quali si riferisca, il buon Blondet è avvezzo a cambiare idea facilmente, passa con disinvoltura a sostenere che il bicchiere è mezzo vuoto quando un istante prima si strappava le vesti per il mezzo pieno.
            Per lei potrà essere un diacono il Nostro, opinione rispettabilissima, per me un fanfarone.
            Tanto le dovevo.

          • Jimmy Riddle Hoffa

            Cambiare idea facilmente ? Un esempio ?

          • Giorgio Andretta

            Non so da quando lei legga Blondet, io da un pezzo ed ad ogni piè sospinto raccomandava cose diverse. All’inizio ha suggerito di votare Lega Nord magnificandola, poi si è buttato a capofitto sul Silvio nazionale, successivamente si schierò a favore di Tremonti quando questi presentò una propria lista, e via di seguito.
            Ma l’ondivaghismo del Nostro non si limita alle preferenze elettive ma si estende anche in altri settori, a tal guisa le suggerisco di consultare l’archivio di EFFEDIEFFE fin dai tempi di Milano e se ne sincererà personalmente.
            Tanto le dovevo.

          • Jimmy Riddle Hoffa

            Lo leggo dal 2007.
            Io lo chiamo riservarsi un giudizio sull’operato di questo o quel politico e denota un modo di procedere nei ragionamento non dogmatico (come ad esempio è quello di FK).
            L’archivio FD l’ho letto quasi tutto, mi manca la parte di teologia.

          • Giorgio Andretta

            Su FK mi trova d’accordo.
            Per mera anagrafica conosco Blondet da molto prima del 2007, anche perché avevo una società editrice a Milano, quindi anche le sue convinzioni religiose non mi sono oscure.

  • Turbo-mind

    Mai letto prima d’ora un mix del genere! Blondet ha invitato 10 amici per una grigliata a casa sua e ha fatto cuocere carne per un battaglione! Quando si combina un casino così spesso capita che facendo 2+2 venga il risultato 5, e si pensi pure che è corretto.

    • Antonello S.

      Forse vogliamo negare che il TTIP è un inquietante realtà , che non esistono i “fondi avvoltoi” e che i mercati finanziari forse non agiscono per il bene della collettività?

      • Turbo-mind

        Assolutamente no. Ma metterli in un articolo insieme ai BRICS, all’Argentina, a BNP Paribas e alla politica estera USA Bush Jr.-made sà molto di teoria del complotto. E’ tipico delle cospirazioni segrete molto fantasiose,e quindi poco credibile, usare svariati fatti reali collegandoli fra loro per dimostrare una tesi non reale, appunto 2+2=5.

  • Jimmy Riddle Hoffa

    Cioè piu’ o meno cosi’. Ci avete sfracassato le palle con ‘sta storia che nessuno avrebbe piu’ fatto credito all’Argentina.
    Poi arriva Putin con i Cinesi e il Brasile e vogliono aprire una banca per lo sviluppo per fare credito a paesi amici tra cui l’Argentina.

    Gli ebrei del FMI si stanno mangiando la kippà.

  • Jimmy Riddle Hoffa

    “La facilità con cui le corporations americane possono liberarsi dei creditori è stupefacente. Una simile logica si deve applicare agli Stati”

    Perchè non leggo commenti dei liberisti ai 4 formaggi stracciarsi le vesti quando le corporations americane falliscono e non pagano i debiti ?
    O lo ha scritto Martin Wolf sul FT che mi risulta non sia un giornale comunista.

  • Bastiat

    l’ho gia’ scritto altrove, prima di leggere l’articolo sul FT, che la sentenza e’ assurda. Detto da uno che vede l’Argentina come un modello negativo da sempre.

    La cosa peggiore e’ se la sentenza “fa scuola”…Se si esclude il default, agli Stati sull’orlo della bancarotta (fra cui l’Italia) resteranno 2 opzioni:

    1. la confisca fiscale
    2. l’iperinflazione

    Il default e’ tutto sommato l’opzione meno dannosa.

    P.S: alla base, uno Stato non dovrebbe finanziarsi con i debiti, ma con le entrate fiscali. Dovrebbe quindi essere molto meno pachidermico di quanto lo sia ora…

    • gino monte

      non concordo sul fatto che l’italia sia in situazione simile all’argentina, tra l’altro io contesto la comparazione fra debito (che è uno stock) e pil (che è un flusso).
      sul resto concordo abbastanza. personalmente farei 3 compartimenti assolutamente stagni:
      1) pensioni, finanziate con contributi e basta
      2) assistenza, scuola, sanità, infrastrutture, finanziate con entrate fiscali
      3) imprese statali, finanziate anche con debito, come qualsiasi impresa privata.
      ovviamente le imprese statali devono dare profitti maggiori del servizio del debito… no alitalia per capirci…

    • Tommasodaquino

      ovviamente non posso che essere totalmente d’accordo con frederic. Ovviamente il fallimento conviene a noi ma non a loro quindi considerando che siamo in Italia verrà scelta la prima soluzione

    • Giorgio Andretta

      Non so da dove tragga queste sue certezze che dal canto mio rigetto perché manifestatamente infondate, in quanto lo stato non ha alcuna necessità di tassare i propri cittadini per realizzare qualsiasi opera od intervento.
      Dal momento che l’organizzazione “L’altra faccia della moneta” non è in rete, lei non può essere a conoscenza di sullodata analisi o sbaglio?
      Nonostante il web ed il “Grande Fratello” ci sono cose che sfuggono.

      • Bastiat

        spero solo che il suo intervento sia sarcastico. Anch’io uso spesso questa tecnica.

        • Giorgio Andretta

          Usi la chiave di lettura che meglio le aggrada.

          • Bastiat

            temo di aver capito…crede nella moneta filosofale.

            Lo Stato che non va mai in fallimento se puo’ emettere moneta, eh?

          • Giorgio Andretta

            Non mi riconosco in definizioni pre-confezionate, essendo un contadino e vivendo di ciò che la natura con amore mi offre mi sembra pressoché impossibile il fallimento, a meno di un’apocalisse.
            L’esperienza vissuta in questo blog mi è stata maestra e mi ha insegnato che gl’internauti frequentatori sono completamente scollegati dalla realtà essendo patenti d’ideoplasia, ma imbevuti delle tesi più o meno strampalate di supposti “geniali” economisti inventori del nulla.

          • Bastiat

            e temo che Lei sia proprio uno di quelli scollegati dalla realta’.

            “Lo stato non ha alcuna necessità di tassare i propri cittadini per realizzare qualsiasi opera od intervento” e’ una frase che potrebbe dire tranquillamente Barnard o un suo per cosi’ dire inconsapevole adepto.

            Se crede davvero che lo Stato si mantenga da solo o possa coniare la ricchezza, dovrebbe prima rispolverare qualche libro di storia – e fossi in Lei ripartirei dall’Editto di Diocleziano.

          • Giorgio Andretta

            Alla luce della mia veneranda età non sono disposto a spolverare alcun libro di storia, mi è sufficiente quella che ho vissuto per concludere che ciò che è contenuto nei testi da lei caldeggiati sono solo delle fanfaluche.
            Sono un anarchico, è scontato perciò che aborri qualsiasi tipo di stato, quanto a Barnard, conoscendolo personalmente, ritengo che debba ancora additivare esperienza al suo bagaglio personale, essendo molto lontano dal mio. A supporto di quest’ultima affermazione ribadisco che il Nostro è un “lettore” e non un agricoltore.

          • Bastiat

            beh allora si goda la vecchiaia.
            “Ignorance is bliss”, come si dice da queste parti.

          • Giorgio Andretta

            A suo dire: di quale o di che tipo d’ignoranza dovrei essere “felice”?
            Devo dedurre che lei sia infelice, dal momento che la aconoscenza le sarà sorella.

          • Bastiat

            ignoranza in
            1. economia (“lo Stato non ha bisogno di tassare” e’ fantastica, roba da Campo dei Miracoli di Collodi) e in
            2. storia (“fanfaluche”, nei testi da me caldeggiati) – quali avrei caldeggiato nello specifico?

            Parlavo della conoscenza storica in generale – historia magistra vitae, piu’ della sua veneranda esperienza. Le ho offerto l’esempio principe dei danni prodotti dallo Stato sull’economia. ma se non ha voglia neppure di fare una ricerca su Google beh…

            Per l’appunto ignorare i problemi che ci circondano contribuisce a uno stato ingenua inconsapevolezza – che permette di non pensare ai problemi e aiuta ad essere felici indubbiamente. Da qui il motto anglosassone.

            Ma non vorrei aver ecceduto. Si goda la vecchiaia e la vita bucolica. Regards

          • Giorgio Andretta

            Ha ecceduto eccome dal momento che si è erto ad enfiteuta della giustezza.

            Io evinco dalle sue parole che è intriso di teoria ma la pratica le è sconosciuta perciò le lancio il guanto di sfida, lei mi fa vedere cosa ha realizzato in qualsiasi campo ed io le faccio toccare con mano ciò che ho inverato io, naturalmente con i dovuti testimoni.

            Dei suoi auguri: “ Si goda la vecchiaia e la vita bucolica.”
            non so che farmene, dal momento che le sono oscure sia la prima che la seconda, quindi non sa di cosa sta parlando, inoltre sono ammantati di una albagia di carta vetrata.

            Prima dell’avvento d’internet coloro che si atteggiavano a nobili potevano riscuotere un certo successo, in quanto mascheravano la loro inconsistenza spirituale con la magniloquenza ed il semplice “villano” doveva soccombere, ma quei tempi sono tramontati, tutti ormai possono constatare che il re è nudo.

            Sono certo che il mio consiglio resterà lettera morta: s’impegni ad abbassare la cresta perché solitamente la moglie del “villano” tende a mettere al forno il “galletto” più vivace.

  • “La facilità con cui le corporations americane possono liberarsi dei creditori è stupefacente. Una simile logica si deve applicare agli Stati”

    Le corporation USA possono essere fatte fallire, i loro beni venduti all’asta e i proventi usati per risarcire i debitori (salvo interventi dello stato che, con la forza, cambia i termin dell’accordo privato)

    Non sono sicuro se Blondet sia d’accordo nell’applicare le stesse regole con gli stati.

    E.G.
    Domani l’Italia non è in grado di pagare il debito e, di conseguenza, i creditori privati mettono all’asta il patrimonio pubblico fino a che il patrimonio pubblico finisce o i debiti sono risarciti completamente.

    Non sarebbe male mettere all’asta Montecitorio, il Viminale, il Quirinale, un po’ di caserme dei Carabinieri, tutte le partecipazioni azionarie dello stato, etc.

    Una volta terminato il patrimonio dello stato, i creditori avrebbero esaurito le loro pretse e si potrebbe rifondare lo stato partendo da zero.

  • luciano tanto

    Il caro Blondet, razza superiore, si preoccupa di piú per la presenza di un “ebreo”, fatto ovviamente grave, che del disastro di corruzzione e peggior amministrazione dell’ennesimo governo peronista in Argentina. In sintesi, ideologia da trince e falsi ragionamenti.

  • felix garham

    QUESTO NON E’ GIORNALISMO, MA TOTALE IMPROVVISAZIONE E DISINFORMAZIONE. Mi spiego:
    Quando l’Argentina negli anni 90 emise il suo debito (i bonds) espresso in dollari americani, come QUALSIASI STATO SOVRANO DEL MONDO CHE VOGLIA INDEBITARSI IN DOLLARI ( lo ha voluto lei, nessuno glielo ha imposto!!! E lo ha voluto perchè il mercato dei capitali internazionali era, allora più di oggi, in Dollari americani…. altrimenti chi avrebbe comprato il loro debito espresso in pesos????????……. OVVIAMENTE NISSSSCIUNO!!! ), ha accettato di rispettare la legge americana (COME E’ OVVIO E GIUSTO CHE SIA!!!!) nel caso di controversie, ristruttutazioni, default, ecc.ecc….
    Quando ha fatto default Morgan Stanley e altre banche d’affari AMERICANE hanno fatto il possibile per favorire questa ristrutturazione che proponeva il concambio dei vecchi bonds, con nuovi con una perdita in conto capitale per gli sfortunati detentori di quasi il 70%!!!!!!!!! MAI SUCCESSO NELLA STORIA DEI DEFAULT SOVRANI TERMINI COSì BRUTALI, M A I !!!. Il 93% circa dei bondholders, accettarono il concambio. ROBA CHE L’ARGENTINA DOVREBBE BACIARSI I GOMITI ANCORA OGGI….. Il restante 7%, COME DA SUO DIRITTO, RICONOSCIUTO CONTRATTUALMENTE DALL’ARGENTINA STESSA IN SEDE DI EMISSIONE DEL DEBITO, rifiutò.
    ORA RICAPITOLIAMO…..
    Questo 7% non stà facendo altro che chiedere il rispetto contrattuale dei patti accettati sottoscritti e controfirmati dall’Argentina, in sede di emissione del suo debito, ripeto in DOLLARI AMERICANI….
    E’ SEMPLICEMENTE UNA QUESTIONE DI RISPETTO DEL D I R I T T O I N T E R N A Z I O N A L E, di rispetto della G I U R I S P R U D E N Z A. FINE. O vogliamo l’anarchia legale e giuridica…..
    L’argentina NON HA NESSUNA SCUSA PER NON DOVER PAGARE, N E S S U N A!!!! Elliott, e gli altri holdsout, hanno sempre detto che NON C’E’ ALCUN BISOGNO CHE L’ARGENTINA PAGHI IL DOVUTO CASH, MA AL CONTRARIO, POSSONO SCAMBIARE I VECCHI BONDS CON DEI NUOVI, ALLA PARI, CON SCADENZE A 10 O PIU’ ANNI (in tal modo non dovrebbero prelevare neanche un dollaro dalle riserve del paese!!!!!)
    Quindi, Sig. Blondet…..

    MA DI CHE C….. PARLA?????? SI PUO’ SAPERE??????

    Saluti.

    felix.
    N.B.: PER FORTUNA CHE NON SONO ABBONATO!!!!!!!! : ) : )

Donazioni (Solo in Bitcoin)

Vuoi Ringraziare "come si deve" Rischio Calcolato. Fatti un favore, impara a usare il Bitcoin, procuratelo e dona un frazione (anche multipli non ci offendiamo) a questo indirizzo:
1CHpkA1Xma61Q2JZZ8tpo6pDNAiD81SNAE

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi