Il Blogger Delocalizzato: Deflazione Tecnologica Svizzera, I Droni Postali Partono Adesso

Di FunnyKing , il - 101 commenti

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Su Rc troverete sempre più spesso articoli sulla deflazione tecnologica intesa come la sostituzione massiva del lavoro umano da parte di  intelligenze artificiali e di robot. La questione è più rilevante rispetto a quella che si è posta nelle precedenti rivoluzioni industriali (questa sarebbe la quarta o la quinta) perchè questa volta la vastità del fenomeno metterà fuori mercato milioni se non centinaia di milioni di persone con una diffusione globale e una velocità senza precedenti, probabilmete meno di 5 anni.

Oggi tocca ad alcuni postini svizzeri, che saranno sostituiti dai droni, da Hd Blog:

Dopo la Germania e la Francia anche la Svizzera si prepara al salto tecnologico per velocizzare le consegne, il programma pilota partirà questa estate e prevede l’utilizzo di piccoli droni quadcopter sviluppati dalla compagnia Matternet. Questi UAV sono sempre più ambiti in svariati campi, in molti avranno seguito le vicende di Amazon costretta ad un braccio di ferro con la FAA per poter svolgere tutti i test del caso, mentre nel resto del mondo la strada è sembrata più in discesa. La Germania con DHL ha già cominciato a spedire tramite droni con DHL, lo stesso vuole fare la Le Poste francese e adesso la Swiss Post.

Quest’ultima utilizzerà da subito i droni Matternet ONE, tutti capaci di trasportare 1 Kg p per circa 19 km con una singola carica, perfetti per la consegna di piccoli oggetti come medicine o documenti. Il programma pilota servirà per considerare la fattibilità legale, considerare le condizioni locali ed esplorare le capacità tecniche dei droni.

Io credo fermamente che l’automazione, la robotica e le intelligenze artificiali dovranno accompagnarsi ad un modello di società che permetta ai cittadini di avere di che vivere senza dovere vendere il proprio tempo per la produzione di ricchezza materiale e al lavoro manuale, quello che mi preoccupa è il ritardo temporale fra la diffusione della tecnologia e l’adeguamento delle leggi, della cultura e degli Stati alla nuova realtà.

In Svizzera stanno sperimentando un Robot che sostituirà gli addetti alla produzione dei telefonini e altri oggetti per l’elettronica di consumo, e potenzialmente qualsiasi cosa implichi una catena di montaggio (Gomtec, recentemente acquisita dalla svizzera ABB)yumi_295-1429043944635

(brivido….colpa degli svizzeri…tedeschi come ovvio)

 

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  • DANILOCARNO

    …Alla fine saranno poi i Robot a comperare le merci prodotte da loro stessi, perché l’essere umano essendo a casa licenziato non avrá piú i soldi per comperare.

    SATURAZIONE DI MERCATO !!!

    Buona domenica.

    • nemo_propheta_in_patria

      Vedi che l’inverno demografico comincia ad avere un senso…

      • userpacman

        Parrebbe una necessità.

    • userpacman

      Credo la teoria vada di pari passo con l’eliminazione fisica di una bella fetta di “consumatori”, non scordarlo.

      Di certo non in 5 anni, ci vorrà ben di più, ma la direzione è esattamente quella. L’automazione mi ricorda tanto la “globalizzazione” di fine anni ’90. Pochi urlavano al lupo, ci dicevano che terzializzare era deleterio, che saremme stati invasi da plasticaccia, che avremmo perso milioni di posti di lavoro, li abbiamo accusati di essere comunisti (ed alcuni lo erano) ed abbiamo represso al meglio la possibilità che quest’idea si diffondesse all’italiano medio. Abbiamo chiuso uno o due occhi durante i momenti clou di sospensione dello stato di diritto.
      Pero’ oggi, 2015, dobbiamo ammettere che avevano pienamente ragione: siamo vestiti da capo a piedi di made in china/india/thailand ed utilizziamo costantemente oggetti prodotti li invece che qui, anche se la durata d’esercizio sappiamo bene non sia la stessa.

      Ah, dimenticavo avevano ragione anche sui milioni di posti di lavoro andati.. proprio come lo ha Fk a parlare di “centinaia di milioni di persone” a rischio oggi.

    • LucaS

      Ma per favore!

      • DANILOCARNO

        …Ma per favore !
        ??????

        • LucaS

          1. Nel senso che nei paesi avanzati (quelli a maggiore intensità tecnologica… e lasciando stare Italia e Sud Europa che sono paesi del terzo mondo in generale!) secondo me esistono posti di lavoro in altri settori (tipo l’assistenza degli anziani e in generale nel settore salute: hai idea di quanta gente avrebbe bisogno di qualcuno?)
          2. Poi tu non consideri un’altra cosa: se tutti i beni e i servizi costano meno uno può avere un tenore di vita decente senza guadagnare cifre pazzesche! Pensa ad esempio se nei settori sanità, istruzione e energia ci fosse vera concorrenza…. avresti servizi migliori a prezzi enormemente più bassi (l’istruzione poi è un caso limite: con l’e-learning puoi avere formazione di alta qualità quasi gratis da casa tua….. la gente non ci pensa ma è un settore molto costoso che impiega un sacco di gente istruita che non fa nulla di produttivo… mentre se lavorasse veramente potrebbe creare un’enorme valore!)
          3. Da ultimo: emergeranno NUOVI SETTORI e NUOVI MERCATI che oggi non esistono o sono molto sottodimensionati! Pensa ad esempio al trasporto aereo: con un po di concorrenza è aumentato in modo esponenziale cosi come il turismo e tutto l’indotto! Idem per le apps dei cellulari che in futuro evolveranno in veri e propi devices medicali…. Le possibilità sono infinite….
          Certo per intercettare tutto questo occorre avere un sistema economico-giuridico che non sia fermo al 68′ come abbiamo in Italia e in quasi tutta Europa! Occore una scuola che formi veramente e ti dia la possibilità di riciclarti e di formarti anche in futuro mentre lavori (mentre oggi se uno a 50 perde il posto è quasi spacciato….)….

          • DANILOCARNO

            …Siii Lucas, adesso non dico che il robot dev’essere nel WC a sfogliarti la carta dal rotolo, chiaro che non arriveranno dappertutto, peró dobbiamo riconoscere che hanno giá tolto e seguiranno togliendo il pane a molti milioni di umani.

            Buona domenica

          • Zudomon
          • DANILOCARNO

            …Bravo Zudomon, propio bella questa, uffa sono giá arrivati anche lí sti robots.

            Grazie, Ciao, Buona domenica

          • Stefano74

            la verità e’ che le uniche figure professionali che contano sono gli ingegneri i matematici e i fisici, tutti gli altri (economisti e medici compresi) sono sostituibili con un algoritmo e non saranno loro a fare la differenza

          • LucaS

            I medici sostituibili con un algoritmo? Auguri!

          • Stefano74

            Ci sono chirurghi che hanno provato ad operare a distanza negli USA e con successo. La mano del robot e’ più ferma. Per quanto riguarda i medici generici beh sono degli scribacchini se pensi l’anamnesi che ti fanno. Il migliore medico sei tu loro sono pilotati dalle mazzette degli informatori scientifici del farmaco e ti propinano quello che conviene a loro e che diciamo non ti uccidev(ma nemmeno ti salva completamente). Non dici nulla però su ingegneri fisici matematici ed economisti ..e sulle professioni letterarie e non scientifiche in genere …inutili ?

          • LucaS

            1. Hanno operato a distanza ma a comandare l’intuitive surgical c’era pur sempre un chirurgo e localmente immagino un anestesista….
            Poi tieni conto che in futuro il settore salute genererà una valanga di valore aggiunto e posti di lavoro dato l’invecchiamento dello popolazione e tutte le tecnologie medicali-genetiche emergenti.
            2. Sugli ingegneri sono d’accordo! Su fisici e matematici d’accordo parzialmente: spesso devono usare le loro competenze in altri ambiti tipo la programmazione..
            3. Economisti (io non lo sono! essendo laureato in finanza) credo che ne servano! L’aspetto manageriale-gestionale, con le sue varie sfaccettature resta molto importante!
            4. Per me servono molto meno giuristi-avvocati e notai vari! I letterati per me non sono dei laureati! E’ gente che ne sa tanto di letteratura… cosi come io ne so tanto di tennis o di rugby! La letteratura per me non è un lavoro… è un hobby come un altro! E con la diffusione massiva dell’e-learning spariranno finalmente tantissimi insegnanti di quel settore: quello con background scientifico si riciclano, i letterati è già tanto se li prendono al mercato a scaricare le angurie…. Io personalmente li odio!

          • Stefano74

            Per chirurghi e medici e’ solo questione di tempo. Se ci pensi è’ una questione di tecnica e di un numero limitato di scelte da prendere sulla base di una situazione oggettiva dei malati. Per la parte gestionale ed economica beh i
            Software erp si evolveranno a ral punto che li renderanno inutili. Per la parte finance trading esistono già programmi di acquisto e vendita automatici. Sulle materie letterarie e giuridiche concordo in pieno con te.

          • LucaS

            Io lavoro in finanza settore corporate finance: capital budgeting, valutazioni aziendali e finanza straordinaria….. secondo me questo settore è molto più al riparo dall’automatione e softwerizzazione perchè ogni caso è diverso e occorre un approccio “creativo”…. Tu cosa ne pensi?

          • Stefano74

            Si infatti sempre dal grado di complessità e creatività e direi anche ripetibilità della attività

          • AndreAX

            Vorrei solo rammentare che nel porre una diagnosi esistono talmente tante variabili, che un algoritmo girerebbe all’infinito.
            Godel Godel e ancora Godel se volete affidare tutto a un algoritmo matematico, allora bisogna tener conto anche di tutti i limiti che essa prevede amico mio, limiti che un essere umano non ha perchè il suo cerebro, pur contemplando le forme matematiche non è esclusivamente costruito sulle stesse; è LIBERO di scegliere cosa che una macchina non è.
            Persino LucaS che so essere un fermo sostenitore della IA forte, del robot pensante, almeno nel breve medio periodo, vede irrealizzabile la sostituzione del medico! Il che sono sincero LucaS vedo nettamente in constrasto con la sua weltschaung transumanista, buffo a parer mio.

          • Stefano74

            Si ma non confondere la libertà di scelta con la casualità. In realtà dati certi sintomi il medico trae certe conclusioni ma lo fa in base a un processo logico. Perché non potrebbe farlo una macchina? Non è un processo creativo quello del medico generico ma nemmeno quello del chirurgo : è individuato quello che c’è da fare. In generale ogni scelta si fa in base ad una serie di parametri che ognuno di noi decide che sono prioritari : convenienza economica, passione, appagamento, etc. Nel caso del medico o del chirurgo sappiamo esattamente che l’obbiettivo è la salute del
            Paziente.

          • AndreAX

            In breve perchè una macchina ha bisogno di un altro algoritmo che gli indichi quando fermarsi è un problema logico. inoltre una macchina non è creativa cioè non è in grado di muoversi al di fuori di quello che è il programma, un uomo sì invece. Inoltre la medicina è un processo creativo eccome, lei ha parlato di sintomi che sono per definizione riferiti e non obiettivabili, ad esempio il dolore, provi lei a far capire ad una macchina l’intensità lo stato di disagio che causa al paziente per distinguere se il paziente sta un pò esagerando o se invece è un primissimo sintomo di qualcosa di più… come fai? te lo dico io non puoi! Hai bisogno di una macchina empatica e quella macchina si chiama uomo! E non solo, quell’uomo lì deve vederne e vederne anche tanti prima di “farsi l’occhio”. il cervello umano possiede una modalità intuitiva non soggetta alle leggi deterministiche, non è un sofisticatissimo PC è qualcosa di più; tale era anche l’opinione di Godel che fu un esponente del realismo matematico.

          • In gran parte è una questione legale: chi è responsabile se viene prescritto un farmaco o una terapia sbagliata o non viene prescritto un farmaco o una terapia corretta. Oppure chi è responsabile di una diagnosi sbagliata o corretta o di aver o non aver prescritto il numero e tipo corretto di esami e di aver prescritto quelli giusti (come costi e utilità).

            Già negli anni ’70, nel gruppo di Linus Pauling e Arthur Robinson, avevano usato degli spettrometri di massa per analizzare urine, sangue e altri liquidi biologici per cercare i marcatori di patologie e individuarle in anticipo. Ovviamente all’epoca il lavoro era costosissimo (gli strumenti erano disponibili solo in poche università di punta, come le TAC che ne esisteva solo una manciata in tutto il mondo e costavano quanto l’intero edificio che le ospitava e, in confronto a quelle odierne, facevano schifo).

            Dal numero elevatissimo di molecole specifiche per ogni patologia, poi con i computers, hanno derivato un numero molto inferiore di molecole che potevano essere indicative, insieme ad altre, della presenza della patologia. Il problema, in questo caso, è che il numero di molecole e il loro valore è troppo elevato per essere gestito da un essere umano (i medici lo sono). Semplicemente il cervello umano non riesce a valutare l’interazione tra più di 4-5 variabili contemporaneamente, serve un computer con un programma apposito. Inoltre, se si valutasse in real time la variazione delle concentrazioni, diventerebbe possibile individuare i problemi molto più rapidamente e a stadi molto precoci. Ma per questo servono tecnologie che non sono richieste dal mercato per via dell’eccessiva regolamentazione dello stesso. Solo adesso, con internet e l’arbitraggio delle giurisdizioni, e lo sviluppo di una serie enorme di gadget tecnologici, diventa possibile farlo.

            Per esempio (tanto per andare sul pratico), adesso esistono degli elettrodi adesivi wireless che permettono di eseguire un ECG e si interfacciano con lo smartphone via Bluetooth. Da li a trasferire di dati direttamente ad un servizio che ti monitora h24 il cuore per individuare problemi immediatamente quando sono ancora asintomatici. Idem per la fascia per misurare la pressione (adesso ne vendono un modello anche a MediaWorld. Idem per i sensori della glicemia che si possono posizionare per 5 giorni sottocute e controllano la glicemia ogni minuto e la riferiscono allo smartphone.

            Adesso, in particolare il sensore della glicemia, pensate se ci fosse una forte domanda per miniaturizzarlo e renderlo poco costoso, in modo da poter integrare in una singola sonda più sensori per differenti molecole (trigliceridi, colesterolo, velocità di coagulazione, etc.). Tutti quei dati allo smartphone permetterebbero non solo di monitorare meglio le persone malate, ma di evitare una marea di ricoveri (con costi molto maggiori di tutti i sensori di questa terra), ma anche di iniziare a trattare persone quando sono asintomatiche, perché ci si accorgerebbe prima dei loro problemi (quindi allungando la loro vita sana di molti anni).

    • Mister Libertarian

      Seguendo il tuo ragionamento bisognerebbe vietare i camion e i carri, e far trasportare tutte le merci sulle spalle delle persone.

      Sai quanti posti di lavoro crei? Dove oggi basta un tir, occorreranno 1000 persone. Avremo quindi 1000 persone occupate in più.

      Saremo tutti occupati a sgobbare tutto il giorno in condizioni faticosissime e con salari da fame, ma chi se ne importa.

      • DANILOCARNO

        …Señor Libertarian,
        ” far trasportare tutte le merci sulle spalle delle persone” non sia cosí tragico nel rispondermi solo per contrariarmi, non é una novitá che:
        1/ Le fabbriche automobilistiche hanno introdotto robots.
        2/ Nei grandi magazzini tipo IKEA per non parlare delle automobilistiche le ordinazioni sono elaborate da robots ( che per mezzo di coordinate cercano la merce e la trasportano nel reparto spedizione e fabbricazione rispettivamente.
        3/ Ho visto il documentario sul centro di smistamento UPS a Louisville Kentucky, tutto elettronico, impressionante.
        4/ Molto si sta lavorando sulla guida delle automobili senza conduttore ( TIR da lei citati compresi ).
        5/ Ecc….ecc…
        E si ripeto, siamo in saturazione di prodotti in generale peró nello stesso tempo non si possono vendere perché la gente é a casa in disoccupazione.
        Non sono contrario all’automazione, ho solo detto ció che STA GIÁ PROVOCANDO e in quale direzione ci spinge.

        Buona domenica

      • DANILOCARNO
        • Mister Libertarian

          Ancora con questa lagna luddista?

          E’ dalla preistoria che le invenzioni tecnologiche si susseguono ininterrottamente senza provocare disoccupazione, ma spostando l’occupazione dai lavori più ingrati a quelli più piacevoli.

  • nemo_propheta_in_patria
  • milano1954

    giusto per chiarire: ABB ha sede a Zurigo e la area di business ex robotica (se mi ricordo ora distrete automation and robotics) ha le principali attività in Svezia. In Germania ha abbastanza poco (essenzialmente nella distribuzione BT , generatori di potenza e nell’automazione di processo) se mi ricordo fra il 5 e il 10% del fatturato complessivo è fatto da società tedesche

    • Stefano74

      e’ svizzero svedese ok sede Zurigo ma quotata wall Street. Robotica esiste come divisione autonoma discrete automation e’ un ‘altra cosa (plc, sistemi di controllo , inverter). La Germania non fa dcs ma motori mt bt.

      • milano1954

        la Germania NON fa motori bt (sono in Europa centrale etc) robotics è stata unificata nel 2013 con discrete automation (perfetta la descrizione delle linee di prodotto) a costituire una delle 5 aree di business (le bu sono poi un gran numero).
        è quotata sicuramente anche a Zurigo e mi sembra a Londra.
        le revenues delle società tedesche del gruppo (2013) sono ca 3,4 mdi euro con 10.000 addetti (cito a memoria, per dare un’idea i dipendenti in Italia erano circa 6500).
        in Germania ci sono anche i generatori di centrale a Mannheim (ex BBC) e poi la BT (e mi sembra ancora MT, ex Calor emag). Volglio dire che ci sono stabilimenti entro queste linee di prodotto, NON le sedi di bu. ricordo che ABB ha stabilimenti in una settantina di paesi, più o meno , con 41 Mdi di fatturato.

        • Stefano74

          I dipendenti Italia sono scesi ora 6000. Qualche motori di bassa l’ho preso dalla Germania però 10 anni fa effettivamente gli altri o vengono da vittuone p dalla Finlandia.

  • milano1954

    un’altra cosa: questo mito della factory automation aveva preso tanti di noi prima della metà anni 80, poi è arrivata la globalizzazione, le fabbriche messicane , dell’europa dell’est e infine cinesi, ecc ecc

  • Zazà la Superscimmia

    Credo che alla fine, per tutta una serie di concause, tra cui l’avvento di queste tecnologie, che rimpiazzeranno l’uomo in molti ambiti, assisteremo a un fenomeno che forse oggi ci sembra quasi impossibile: lo sgretolamento dei mercati e la fine del consumismo/capitalismo. La gente, in pratica, non servirà più, né come consumatore, né come soldato, né come elettore. Le grandi masse saranno inutili e quindi da rottamare. Probabilmente si passerà dalla vendita al noleggio. Dato che le grandi masse saranno impoverite, enon potranno più permettersi l’acquisto di beni di un certo valore, quasi tutto, dalle auto, (che possederanno in pochi), agli elettrodomestici , fino ai beni di più infimo valore, tutto sarà dato a nolo. Le grandi corporation, di fatto, elimineranno la proprietà privata, o meglio LORO, il famoso 1% avranno il possesso di tutto, e NOI non avremo il possesso di niente. Passeremo da consumatori a semplici utilizzatori. I beni utilizzati dai popoli dei paesi ricchi, passeranno, degradandosi e diventando via via obsoleti, agli “utilizzatori” dei paesi più poveri. Un po’ come si faceva un tempo con gli abiti: il primo figlio indossava gli abiti nuovi e poi li passava ai fratelli più piccoli. Credo inoltre che assisteremo alla graduale sterilizzazione in massa di gran parte della popolazione tramite gli OGM o altri metodi poco o niente consensuali. Questo perché miliardi di poveri sono difficili da controllare, anche tramite stipendi di cittadinanza, mentre un miliardo è più gestibile. Insomma, per come la vedo io, il futuro che ci aspetta sarà orwelliano: una società povera, massificata, controllata e iper-pianificata da una ricchissima minoranza. Faremo in tempo a vederlo, questo mondo, prima di morire, e chi ha difeso a spada tratta l’eurozona e i cosiddetti “diritti dei banchieri” avrà modo di farsi un esame di coscienza, posto che la coscienza ce l’abbia. Questo sarà il mondo che consegneremo, anzi, “consegneranno” ai nostri figli.

    • Cicci Capucci

      Come la Cina, paradiso comunista.

    • LucaS

      Intanto con la globalizzazione, un minimo di mercato quà e là e la crescita economica mai cosi tante persone al mondo stanno bene! Mai nella storia dell’umanità si sono raggiunti questi standard di benessere!
      La tecnologia non potrà far altro che migliorare ulteriormente! Ovviamente per quei paesi che si struttureranno per trarne vantaggio! Per gli altri che già sono falliti oggi (al netto dei maneggi delle banche centrali) sarà il colpo di grazia finale dato che un numero enorme di persone diventerà del tutto inutile e gli utili non vorrano mantenerli e se ne andranno all’estero dove potranno godere maggiormente dei frutti del loro lavoro! Il problema vero non è la tecnologia ma il welfare-ponzi scheme… questa è la vera disgrazia! La presunzione di aver diritto a beni e servizi senza dare nulla in cambio…. non solo senza fare un cazzo ma nemmeno senza TENTARE di darsi da fare e fare qualcosa! Per esempio quante delle persone che piangono miseria sono iscritte ad AirBnb? Pochissime! E allora che non rompano i maroni con la deflazione tecnologica e comincino a muovere il culo come fanno tutti gli altri! Non tutti quelli che ce la fanno, sono parte dell’1%… c’è anche tanta gente normalissima che si è fatta il mazzo…. che comincino anche sti qui prima di lamentarsi e poi ne riparliamo!

    • Hari Seldon

      Verrà creato un sistema centrale di marca Skynet con coprocessore di modello HAL9000 che risolverà tutti i problemi dell’umanità.

    • Harry Fabian

      Io che ho ancora 28 anni e la mia compagna 34 sicuramente siusciremo a vederlo…la mia nipotina di 2 anni senza ombra di dubbio lo vedrà…

    • T_B_S_

      l’evoluzione per essere efficiente non deve avere pietà…dopo quanto da te descritto, si raggiungerà un equilibrio

      • Zazà la Superscimmia

        si, l’equilibrio di una dittatura.

        • T_B_S_

          🙂 perchè adesso nel nostro paese siamo in piena democrazia

  • Tom Kindle

    Alla fine la deflazione tecnologica alla fine ci permetterà, di viver con poco, basterà trovare un lavoretto e poter viver senza far tanti lavori usuranti. No?
    Cmq a contrasto con la mia tesi c’è la realtà, il paese più robottizzato il Giappone è il paese in cui le persone lavorano 10 ore al giorno e ha il 4% di disoccupazione, poi solitamente i luddisti hanno sempre perso, l’uomo ha sempre saputo reinventarsi.

    • DANILOCARNO

      …Bella frase Tom Kindle, ” l’uomo ha sempre saputo reinventarsi “.
      In piú aggiungerei:
      La crisi ( situazione negativa passeggera alla quale si sta cercando una soluzione ), dicevo la crisi é per tre tipi di persone:
      1/ L’infermo che poveretto non ne ha colpa.
      2/ Il lazzarone che non ne ha nessuna voglia di farne.
      3/ Il “pirla” che pur avendo voglia di farne non sa da che parte iniziare ( si accettano correzioni della parola “pirla” ).

      IL DENARO É IN STRADA ASPETTANDOCI, BISOGNA SOLAMENTE USCIRE A SCOPARLO.
      IL LAVORO É COME UN RACCOLTO DI DONNE, NON FINISCE MAI.

      • Cartomante

        Con la differenza che il denaro devi scoparlo, mentre le donne devi scoparle.

  • LucaS

    1. Scusami Funny ma ti faccio una domanda: se lo stato pagherà un welfare abbastanza generoso alle persone “spiazzate” dalla tecnologia…. per quale motivo chi produce queste tecnologie (che non è che venga pagato come Re Mida, dato che deflazione e concorrenza valgono anche per lui! e in più dovrebbe pagare tasse stellari per mantenere tutto sto welfare… senza contare pensionati e inutili statali) per quale motivo dovrebbe continuare a produrle? Non sarebbe meglio per loro non fare una mazza e vivere a loro volta di welfare? Io sono per un welfare minimo che sia concepito come emergenza e ultima istanza…. invece oggi chi vive di welfare sta complessivamente meglio di chi lavorando lo deve pagare e questo è INACCETTABILE!
    2. Che le persone non siano più costrette a VENDERE IL PROPRIO TEMPO in cambio di beni e servizi credo che sarà impossibile anche in futuro! E io a differenza tua spero che continuerà ad essere cosi!

    PS TI faccio un piccolo esempio: io sono originario di Mantova, una città turistica! Conosco almeno 3 persone di oltre 50 anni ex muratori: non trovano lavoro e che non hanno particolari competenze (no internet, no inglese….). Io gli ho proposto una coa che sto facendo io per primo: affittare una stanza con Airbnb per integrare lo stipendio ma mi hanno detto di no, che per loro è una cosa inconcepibile e non se ne parla neanche…….

    • Tom Kindle

      questo è il punto centrale. più distribuisci meno conviene produrre, scoprire ecc ecc.

    • Vortex

      Si anch’io vorrei capire come si manda avanti una societa’ di puro parassitismo. Neanche i comunisti hanno mai ambito al parassitismo puro. Anche loro capiscono che ci vuole il coglione su cui parassitare.

    • Harry Fabian

      Luca, scusa l’ignoranza…cos’è airbnb?

      • LucaS

        UN servizio con cui tu affitta anche una stanza di casa tua! Vai sul sito, scrivi la tua città e una data… e dai un’occhiata!

        • Harry Fabian

          Oh…e l’itaglia come tratta fiscalmente le camere affittate così?

          • LucaS

            Da quanto ho capito (sto organizzandomi proprio adesso…. non ho ancora iniziato l’attività!) in Italia non ci sono norme specifiche (nel mio caso non rientrerebbe nel bed and breakfast!) e dunque dovrebbe valere la stessa tassazione applicata per gli affitti…..
            Io per il momento faccio conto il 20% circa ma dovrei saperne di più a breve.

          • Harry Fabian

            Vivi per conto tuo o hai una seconda casa dei genitori?

          • LucaS

            Sono in affitto a Milano con un altro inquilina (la proprietaria della casa).
            L’appartamento per cui sto pensando ad AirBnb è il mio di Mantova dove sono nato e cresciuto! Il problema è che stando a Milano devo accordarmi coi miei parenti perchè accolgano i clienti, facciano le pulizie ecc…. e coi parenti che ho io è un’impresa titanica!

          • Harry Fabian

            Non dirlo a me…per quanto mi riguarda, parecchi miei parenti per me potrebbero morire anche domani mattina…molti parenti stretti compresi…ormai neanche la famiglia ha più di buono l’italia…neanche al sud…

          • LucaS

            A settembre devo andare al matrimonio della figlia della mia matrigna…. ed è nella tua Puglia: a Peschici! Suo marito è di li: lui è un bravissimo ragazzo (anche se è sempre un cazzo di dipendente pubblico), i suoi invece andrebbero “trattati” col lanciafiamme…. al matrimonio siamo 20 dalla parte dello sposa e 200000 da quello dello sposo! Ma li al Sud come cavolo li organizzate i matrimoni?!

          • Harry Fabian

            Foggia è la provincia più arretrata della Puglia (anche se Peschici come località e come turismo non è male)…sai, io ho sentito dire di gente che al proprio matrimonio ha visto gente invitata dai genitori che non conosceva neanche…capito perchè sono 97000? E’ gente invitata dai genitori per ricambiare inviti degli inviti ad altri matrimoni…

  • Zudomon

    Non vedo l’ora che si arrivi al punto che l’essere umano sia libero dalla schiavitù del lavoro, è solo una questione di tempo.
    Ora come ora ci preoccupiamo dei disoccupati italiani, io invece sarei molto più preoccupato dei centinaia di milioni di cinesi che saranno disoccupati, ed è inevitabile che sarà così, i luddisti stanno puntando alla obsolescenza programmata e al consumismo ma le risorse naturali e le logiche del mercato non potranno esser fermate. Avremo meno soldi, ma il loro valore tecnologico sarà estremamente più elevato, non ci sarà lavoro, e menomale così avrò il tempo di leggere un bel libro, di studiare ciò che mi interessa, di poter fare sport , di poter passare il tempo con gli amici e famiglia ecc ecc.

    Immagino che adesso qualcuno mi faccia notare che bisogna potare la pagnotta a casa, ma quelli sono pensieri ottocenteschi, l’automazione agricola e industriale attuerà tutta la catena dalla A alla Z. Come disse non mi ricordo chi:
    “Su questo pianeta ci sono le condizioni per poter soddisfare i bisogni di tutti, ma per soddisfare l’ ingordigia di un singolo esser umano non basterebbe il mondo intero.”
    (ed in effetti chi non ha mai sognato di possedere 3 o 4 pianeti ?)

    • Zudomon

      Dal punto di vista pratico/politico una ottimo compromesso sarebbe di far abbassare le ore lavorative, è incredibile come alcuni lavorano 8 ore al giorni e altri 0 ore al giorno,per diminuire la disoccupazione non ci vuole un genio per capire che ad esempio sui dipendenti pubblici basterebbe raddoppiare i dipendenti pubblici e contemporaneamente dimezzare le ore lavorative (dimezzando pure lo stipendio) e man mano che avanza il progresso tecnologico licenziarli tutti.

      Scommetto 1 btc che entro il 2050 tutti lavoreranno meno 5 ore al giorno ed entro il 2100 meno di 3 ore al giorno, anche se mi auguro di lavorare meno di 2 ore già entro il 2050 xD

      • alex

        Scommetto che nel 2050 la popolazione che vive sella terra sarà il 20% di quella odierna, il resto al meglio sopravviverà in mezzo a tanta miseria!!

        Fate vobis.

  • Vortex

    La premessa e’ sbagliata.

    L’automazione NON causa disoccupazione.

    Scenario:
    1. Io pago Luisa 900 euro al mese per pulire casa
    2. Mi faccio un neato robovac e licenzio Luisa
    3. Spendo i 900 euro extra dal gelataio

    Risultato: elimino un posto di lavoro (Luisa) e ne creo un altro (gelataio) per un effetto complessivo sull’ occupazione di ZERO. L’unico cambiamento e’ che ho aumentato il mio tenore di vita: Prima avevo casa pulita, adesso ho casa pulita e gelati a volonta’.

    E’ lo stesso discorso che facciamo quando si parla di statali. Se licenzio uno statale creo disoccupazione? No, perche’ le tasse che lascio in tasca ai produttori poi VENGONO SPESI. Non spariscono! VENGONO SPESI! Questo su questo blog lo capiscono tutti.

    Allora perche’ perche’ perche’ porcaccia la miseria non vogliamo capire che i soldi risparmiati con l’automazione VENGONO SPESI! Non vanno bruciati, non vanno sepolti, VENGONO SPESI.

    • ospite

      Sbagliato, il risultato sull’occupazione e` +1 , perche’ se ti mangi 900 euro di gelato al mese, darai lavoro ad un dottore.

    • T_B_S_

      …o risparmiati/investiti…

    • alex

      Dimentichi di dire “dove” vanno i soldi, sai quanto frega alla Luisa che il gelataio incassi il suo stipendio. I soldi dell’automazione sicuramente non andranno in posti di lavoro, piuttosto credo che foraggeranno ulteriormente il mercato finanziario. Sai, l’essere umano ha il maledetto vizio di mangiare almeno due volte al giorno e di fare figli che anche loro mangiano, insieme alla consorte, etc etc etc… Con l’automazione, l’unica cosa che ho sperimentato è stata un innalzamento bestiale dei ritmi lavorativi e produttivi, fino a schiantarti. Il resto è aria fritta!!

      Fate vobis

      • Guest

        E se quel gelataio è il marito di Luisa? O Luisa stessa invece che far la domestica fa il gelato? O il figlio appena uscito da scuola fa il riparatore e manutentore di droidi?

    • userpacman

      Ehm, ti ricordo il gelataio è già stato sostituito dal produttivissimo Gelatobot 3000..
      Mi sa che Luisa deve fare qualcosa di più innovativo..

    • Mister Libertarian

      Applausi! Questa è una bella applicazione della corretta logica economica di Frederic Bastiat e Henry Hazlitt!

  • Harry Fabian

    Wow…poi quando ci rompiamo una gamba chi ci cura? O quando ci rubano dentro casa o ci rapinano chi ci difende? XD

    • DANILOCARNO

      …Quando ti rapinano chiamerai a Michael Douglas, lui lo risolverá tutto.
      Scherzi a parte lei ha tutte le ragioni.

      Buona domenica

      • Harry Fabian

        Speriamo che i William D-Fens aumentino esponenzialmente…buona domenica anche a te…

  • Lucaf

    NON C’ENTRA UNA MAZZA MA MI GIRANO I COGLIONI E HO APPENA FINITO DI VOMITARE.

    https://www.youtube.com/watch?v=BAoThaFc9LE&bpctr=1429983125

    • Umberto Zo

      E’ un fake

  • Stefano74

    ci ho lavorato per dieci anni…abb e’ svizzero svedese e la merkel si e’ fatta fotografare vicino a quel robot per fare un po’ di pubblicità…

    • funnyking

      lo so ho corretto

  • Sandro

    Voglio vedere che succederà quando questi droni cominceranno a cadere in testa a qualcuno…. Quando voleranno a decine invece del tiro al piccione faremo il tiro al drone. Ma vi immaginate la paranoia nel regolamentare una cosa del genere in Italia?
    Follia!

    • La mania di regolamentare tutto e gli sciocchi che chiedono allo stato di regolamentare anche quante volte andare al bagno e quanta carta igienica usare per pulirsi.

      • th3muzzl3

        Infatti ma perché usare la vecchia e saggia logica quando puoi usare lo stato. Già mi immagino i comuni a legiferare su colore, numero di eliche, numero di giri del rotore ed altre amenità che possono inventarsi tanto per fare.

  • alex

    Invece di vendere il tempo, venderemo il didietro., tanto a quanto si vede e sente, l’unica industria non in crisi, è quella della prostituzione in senso generale, dai politici, agli impiegati, agli operai. Che a breve scarseggino i ca&&i?

    Fate vobis

  • Stefano74

    Comunque cartellino giallo a fk che non sa che abb non è tedesca. Stiamo parlando di una multinazionale da 140.000 dipendenti…..

    • LucaS

      Secondo me lui per svizzeri spesso intende tedeschi!

      • Stefano74

        Ma non stiamo parlando di una fabbrichetta..

    • funnyking

      ho corretto, in realtà avevo in testa Gomtec lo società acquista da ABB

  • Gian Maria Freddi

    “la robotica e le intelligenze artificiali dovranno accompagnarsi ad un modello di società che permetta ai cittadini di avere di che vivere senza dovere vendere il proprio tempo per la produzione di ricchezza materiale e al lavoro manuale”
    Quel modello di società non può essere il capitalismo, perché quest’ultimo si basa proprio sulla vendita (come una qualsiasi altra merce) della forza lavoro (l’unica vera fonte di profitto per i capitalisti).

    • VincenzoS

      L’unico sistema che può funzionare è quello del libero mercato ovvero quello in cui ogni persona è libera di inventarsi il proprio lavoro senza lacci e lacciuoli. Ciò che molti non capiscono è che mentre il libero mercato è essenziale alla sopravvivenza del capitalismo (almeno di quello “vero” e non di quello assistito odierno), il capitalismo non è essenziale all’esistenza del libero mercato.

      • Gian Maria Freddi

        Nel capitalismo la vasta maggioranza della popolazione (classe lavoratrice) è libera di accettare le spesso molto penalizzanti condizioni imposte dal mercato (cioè dal profitto di impresa) o di fare il barbone.

      • userpacman

        “..capitalismo (almeno di quello “vero” e non di quello assistito odierno)”

        Eheheheh
        Dove l’ho già sentita questa che già allora ridevo come un matto?

        Ah ricordo ora: alla festa dell’unità, solo che a pensarci bene quei disgraziati dicevano “..comunismo (almeno di quello “vero” non di quello stalinista moderno).

  • VincenzoS

    Rimango sempre basito leggendo certi interventi, quelli in cui si alzano lamenti per la “perdita dei posti di lavoro” conseguente alla robotizzazione (in passato era stata la meccanizzazione).
    Ci si dimentica della storia dell’uomo.
    Quanti lavori, prima semplicemente inimmaginati e inimmaginabili sono nati negli ultimi due secoli? Oppure quante attività, prima praticate da pochissimi perché la gran parte della popolazione era costretta a zappare la terra, danno oggi lavoro a milioni di persone nel mondo?
    Quanti erano, ad esempio, i medici e gli infermieri in rapporto alla popolazione ne ‘700? O i giornalisti?
    E forse nel ‘700 esistevano gli addetti alle telecomunicazioni? O vi erano persone che lavoravano nel cinema, nella radio e nella televisione?
    O forse esisteva tutto l’ambaradan legato allo sport professionistico? O al turismo?
    Quante meno persone sono state occupate in attività essenziali alla sopravvivenza quante più sono divenute occupate in settori legati al tempo libero o all’assistenza delle persone. E’ successo in passato e succederà ancora. Solo che non sappiamo quali saranno queste nuove attività. E non saranno certo i governi che le inventeranno. Si tratta solo di aspettare il prossimo Edison (fonografo), Marconi (radio) o i prossimi fratelli Lumière (cinema) o Wright (aereo). Ma direi che già Bill Gates e Steve Jobs hanno creato un bel po’ di lavori che quando ero ragazzo neanche immaginavo.

    • userpacman

      Spunto molto interessante, come al solito non sarà tutto bianco o tutto nero.

      Verissimo che i posti di lavoro possono essere convertiti, ed ogni fase della “rivoluzioni industriali” ancora ce lo dimostra, ma questa volta dubito sia cosi semplice.

      Un conto è far fare a qualcuno il compito X e da domani fargli fare il compito Y

      (classico esempio da libri di scuola: il contadino che si trasferisce in città e va a lavorare in fabbrica, lo sposti da fare una cosa più difficile ad una piu’ facile)
      Ora dovremmo convertire una massa enorme di persone che per ignoranza, pigrizia, incapacità, parassitismo, mettici tutto quello che vuoi non sono tendenzialmente in grado di fare un cazzo. E dovrebbero giustamente occuparsi del tempo libero e dell’asistenza alla persona, in una transizione ad una società più “ludica” se mi concedi il termine.

      Ora, io dal 95% delle persone attorno a me non mi farei accudire neanche le piante sul terrazzo nel weekend, sono perfette solo per lavori assolutamente ripetitivi, e al primo problema vanno in panico.. di certo non sono in grado di occuparsi di assistenza alla persona (dubito siano in grado di assistersi da soli, se non fosse per sussidi statali e parenti..).

      Tempo libero…in un era di tecnologizzazione spinta richiederà cultura, istruzione, INNOVAZIONE, sviluppare qualcosa che resti al passo con i tempi e la concorrenza, servirà un po’ di quell’ingegno del contadino, di quello spirito di iniziativa che, quando guardo i miei coetanei o i più giovani sul bus, ai colloqui di lavoro, ovunque.. non vedo di certo.

      Capisci cosa intendo? L’automazione può essere un processo relativamente breve, un po’ come lo spopolamento delle campagne. Il 95% dei contadini invece andavano bene per le fabbriche, la catena di montaggio richiede un livello di intelligenza così basso che infatti tra poco si passa ai robot. Temo ci sia una bella fetta di inconvertibili, e in qualche modo andranno gestiti, perche qui si parla di centinaia di milioni di persone..

    • vito

      Egregio, esistono i sogni, ed esistono i dati. Anche solo cinquant’anni fa, la popolazione attiva comprendeva, in un modo o nell’altro maschi e femmine dall’eta’ di cinque anni fino a quando si era in grado di mantenersi in piedi. Cento anni fa il concetto di scuola obbligatoria e di pensione erano fuori del pensiero umano. Nel giro di un batter di ciglia, si è passati all’entrata nel mondo del lavoro (teorica) a fine scuola dell’obbligo, e all’uscita dopo trentacinque anni di contribuzione ( teorica anche questa). Checché ne dica tu, ciò è stato possibile solo perché il lavoro è passato dall’uomo alle macchine. Nuovi lavori sono stati creati, ma questi hanno sostituito in minimissima parte i lavori persi

  • Jonny Weber

    Progresso dell’automazione, La soluzione e semplice, reddito di cittadinanza, minimo per le necessita’, per tutti quelli che non hanno lavoro, chi lavora e guadagna di piu’, puo’ permettersi di piu’, a me’ basterebbe il minimo, e il tempo lo passerei a leggere la Bibbia e a lodare DIo, peccato che tutto cio’ sara’ fantascenza, perche’ l’uomo e talmente affamato di soldi e potere che e diventato cieco, e il tempo della fine e molto vicino, molto vicino.

  • Il fondamentale delle nuove tecnologie è che, per essere adottate, devono produrre lo stesso risultato (o migliore) a costi inferiori.

    Di conseguenza, se Luisa (quella che inizia presto, finisce presto e di solito non pulisce il water) perde il lavoro a favore di un robot COLF che costa meno per dare lo stesso servizio, il numero di persone che possono permettersi di assumere o affittare il robot COLF è maggiore del numero di persone che possono permettersi di affittare Luisa. Vi ricordo che il robot costa meno di Luisa. Di solito molto maggiore, perché la nuova tecnologia deve essere notevolmente superiore per causare una rapida adozione (se non è rapida non è un problema).

    La dove le persone che passano da Luisa al robot risparmiano dei soldi che possono usare in altro modo, un altro gruppo di persone potrà evitare di perdere tempo a pulire e avere più tempo da impiegare come crede (lavorando, riposando o altro).

    La conseguenza è che si liberano molte più risorse (un mix di soldi e tempo in entrambi i gruppi) che possono essere dedicate al soddisfacimento di ulteriori necessità o desideri degli individui. Le Luise, di contro, possono perdere il lavoro di pulire i water, ma magari possono diventare imprenditrici che affittano i robot e li trasportano a casa dei clienti per eseguire il lavoro, li supervsionano, etc.

    Alla fine, l’incremento di produttività generato dall’adozione del robot si riverserà anche negli altri settori non interessati, perché permnetterà a molte persone di ridurre o eliminare il tempo perso a pulire (a casa o al lavoro) per dedicarsi a cose più produttive.

    • userpacman

      Vero verissimo, ma…

      è che io non ho tutta sta fiducia in Luisa: puliva case, e non lo faceva neanche con eccessivo impegno (anzi di fretta e saltando il cesso) e ora dovrebbe fare da imprenditrice, intermediara tra il produttore di robot e il padrone di casa se non “supervisionare” il robot con le conoscenze tecniche che la cosa richiederebbe…

      Quante Luisa rimangono fuori dal gioco? FK mi perdoni, ti copioincollo parte della mia risposta a Vincenzo:

      Un conto è far fare a qualcuno il compito X e da domani fargli fare il compito Y (classico esempio da libri di scuola: il contadino che si trasferisce in città e
      va a lavorare in fabbrica, lo sposti da fare una cosa più difficile ad
      una piu’ facile)
      Ora dovremmo convertire una massa enorme di persone
      che per ignoranza, pigrizia, incapacità, parassitismo, mettici tutto
      quello che vuoi non sono tendenzialmente in grado di fare un cazzo. E
      dovrebbero giustamente occuparsi del tempo libero e dell’asistenza alla
      persona, in una transizione ad una società più “ludica” se mi concedi il
      termine.

      Ora, io dal 95% delle persone attorno a me non mi farei
      accudire neanche le piante sul terrazzo nel weekend, sono perfette solo
      per lavori assolutamente ripetitivi, e al primo problema vanno in
      panico.. di certo non sono in grado di occuparsi di assistenza alla
      persona (dubito siano in grado di assistersi da soli, se non fosse per
      sussidi statali e parenti..).

      Tempo libero…in un era di tecnologizzazione spinta richiederà cultura, istruzione, INNOVAZIONE, sviluppare qualcosa che resti al passo con i tempi e la concorrenza, servirà un po’ di quell’ingegno del contadino, di quello spirito di iniziativa che, quando guardo i miei coetanei o i più giovani sul bus,
      ai colloqui di lavoro, ovunque.. non vedo di certo.

      Capisci cosa intendo? L’automazione può essere un processo relativamente breve, un po’ come lo spopolamento delle campagne. Il 95% dei contadini invece andavano bene per le fabbriche, la catena di montaggio richiede un
      livello di intelligenza talmente basso che tra poco si passa ai robot. Temo ci sia una bella fetta di inconvertibili, e in qualche modo andranno gestiti, perche qui si parla di centinaia di milioni di persone..

      • “Vero verissimo, ma…

        è che io non ho tutta sta fiducia in Luisa: puliva case, e non lo faceva neanche con eccessivo impegno (anzi di fretta e saltando il cesso) e ora dovrebbe fare da imprenditrice, intermediaria tra il produttore di robot e il padrone di casa. Addirittura la vedresti “supervisionare” il robot con le conoscenze tecniche che la cosa richiederebbe.”

        Non deve ripararli, solo verificare se ci sono problemi nel lavoro che fanno. Poi si chiama il tecnico e lo si manda a riparare.
        L’expertise della Luisa è la pulizia domestica, quindi si occupa di pulizia domestica.

        Magari, invece di pulire casa la faccio lavorare come stiratrice, oppure rammendatrice, oppure baby-sitter, dog-sitter, giardiniera, etc.
        Ci vorranno alcune ore/giorni/settimane per riconvertirla, ma poi lei avrà un nuovo lavoro (magari meno pesante del precedente) e tutti gli altri avranno la casa pulita senza dover faticare di persona e più soldi da spendere in altre cose..

        • vito

          Mirco Romanato, la tua è pura teoria. La realtà dei fatti è che Luisa viene espulsa dal mondo del lavoro, il resto sono pie illusioni e meri desideri. La realtà dei fatti è che oggi siamo in grado di produrre beni e servizi a sufficienza per tutta l’umanità, ma con un apporto di lavoro umano molto limitato, per cui il sistema che abbiamo utilizzato fino ad oggi per distribuire i beni e servizi prodotti, ovvero la retribuzione del lavoro, non funziona più. La cosa è destinata a peggiorare, e non a migliorare, quindi in futuro ci troveremo di fronte ad una base produttiva sempre più piccola, costretta a iperlavorare per mantenere il resto della popolazione disoccupata o inoccupata.

          • Se la mia è pura teoria, la tua è pura teoria anche. Ma non supportata neanche dai fatti empirici della storia.

            “Questa volta è differente” l’ho sentito parecchie volte.

          • vito

            Mirco Romanato, Questa volta è differente lo avrai sentito molte volte, sta di fatto che io non l’ho detto. Le tue sono teorie, i miei sono fatti. Fino a prima della rivoluzione industriale, la parte produttiva della popolazione arrivava al novanta per cento della stessa. Erano esclusi solo infanti e malati. Di questa base produttiva, la stragrande maggioranza lavorava più di dodici ore al giorno, ricavandone solo il minimo per sopravvivere. La parte parassitaria della popolazione era enormemente minoritaria, meno del quindici per cento, ed era rappresentata essenzialmente da nobiltà burocratica e clero. Ne deriva che per produrre beni e servizi appena sufficienti, tutta l’umanità era impegnata a lavorare. Questi sono dati di fatto storici, esimio. Dopo la rivoluzione industriale, la parte della popolazione effettivamente attiva si è andata progressivamente riducendo, perchè il lavoro umano e’ stato sostituito da quello meccanico, senza che i nuovi impieghi creati dalla meccanizzazione creassero nuovo lavoro sufficiente e a sostituire il vecchio. Oggi siamo arrivati al punto che la popolazione attiva ammonta a poco più del cinquanta per cento di quella esistente. di questo cinquanta per cento, un venti per cento abbondante è disoccupata o sottooccupata. Si ritiene che il cinque per cento di disoccupazione si fisiologico. Degli occupati, un buon cinquanta per cento sono parassiti, statali, burocrati, politici ed affini. Ne deriva che di tutta la popolazione potenzialmente produttiva, meno del 25% è effettivamente dedita a produrre beni e servizi. Costoro, mentre i loro antenati lavoravano dodici, quattordici, sedici ore la giorno, tutti i giorni, lavorano circa otto ore al giorno, mediamente per circa duecentocinquanta giorni l’anno. Tutto questo per un motivo molto semplice: il lavoro umano è stato sostituito dal lavoro di macchine e robot, e in futuro lo sarà sempre di più. Ne deriva che se Luisa perde il lavoro perchè viene sostituita da una macchina, perde il lavoro e basta, e non ha nessuna possibilità di recuperarne un altro, in barba alle tue semplicistiche teorie, queste si basate solo su desideri e sogni.

          • La tua nozione che nel Medio Evo ( o fino a due secoli fa) si lavorasse molto è completamente errata; un contadino medioevale poteva arrivare ad avere, quando andava bene, 150 giorni di riposo durante l’anno

            http://blogs.reuters.com/great-debate/2013/08/29/why-a-medieval-peasant-got-more-vacation-time-than-you/

            “Plowing and harvesting were backbreaking toil, but the peasant enjoyed anywhere from eight weeks to half the year off. The Church, mindful of how to keep a population from rebelling, enforced frequent mandatory holidays. Weddings, wakes and births might mean a week off quaffing ale to celebrate, and when wandering jugglers or sporting events came to town, the peasant expected time off for entertainment. There were labor-free Sundays, and when the plowing and harvesting seasons were over, the peasant got time to rest, too. In fact, economist Juliet Shor found that during periods of particularly high wages, such as 14th-century England, peasants might put in no more than 150 days a year.

            As for the modern American worker? After a year on the job, she gets an average of eight vacation days annually.”

            Dati alla mano. Il 90% della popolazione faceva il contadino e aveva fino a 150 giorni di riposo all’anno (quando andava bene). Non puoi fare un lavoro che rompe la schiena tutti i giorni, senza avere un adeguato periodo di riposo (altrimenti schiatti, perché il corpo non ce la fa a recuperare).

            Ho delle semplici domande:

            1) Un albergatore è un parassita oppure no?

            2) Un pilota di aereo commerciale che porta in giro passeggeri per turismo è un parassita oppure no?

            3) Un ospedale e chi ci lavora producono un servizio produttivo o inutile/superfluo?

            Perché la tua definizione di lavoro produttivo e parassitario è estremamente soggettiva.

            200 anni fa le persone che effettivamente lavoravano a tempo pieno nel settore della salute erano molte meno di adesso. perché? perché la produttività dei settori industriali e agricoli era bassa. Mano a mano che aumentava, diventava possibile per più individui andare a lavorare alla cosa successivamente più profittevole, che fosse fare l’infermiere oppure il medico o l’ingegnere o l’operaio in fabbrica. Tutta gente che produce beni e servizi che sono RICHIESTI dai compratori e PAGATI il prezzo deciso nel mercato.

            La tua tirata sul fatto he metà dei lavoratori sono parassiti statali è vera, ma questo solo sottolinea la grande produttività degli altri lavoratori che non lo sono e che mantengono se stessi, le loro famiglie e tutto il resto dell’apparato statale. Non per nulla, tasse al 10% erano normali, tasse al 20% facevano chiamare il Faraone crudele, e adesso viviamo con livelli di tasse che due secoli fa avrebbero scatenato una rivolta in una notte e una rivoluzione in una settimana.

            Se i lavoratori privati che sono depredati continuamente dallo stato potessero tenere il frutto del loro lavoro, potrebbero spendere molto più di prima. Potrebbero avere case più grandi, fare più vacanze. Pagare altri per dare loro più servizi e produrre beni. Riposarsi di più.

          • vito

            Ho capito. sei un altro di quelli che, quando si batte a bastoni, risponde inevitabilmente e coppe, perchè non ha altri argomenti che le coppe. Mi fai vedere dove ho parlato di medioevo? Mi fai vedere dove ho parlato di contadini? Ma cosa vai vaneggiando? Egregio, per produrre beni e servizi appena sufficienti alla sussistenza, tutta l’umanità lavorava tutta la vita, fino a duecento anni fa. Quando non lavorava nei campi, faceva corvè, badava alle bestie, faceva lavori artigianali, andava in guerra. Oggi lavora solo una parte minoritaria della umanità, e produce beni e servizi in eccedenza al bisogno, e questo perchè il lavoro dell’uomo è stato sostituito dalle macchine. Se lo vuoi capire, bene, e se non lo vuoi capire, bene lo stesso tanto la realtà non cambia.

          • 1) “Fino a 200 anni fa” comprende anche il Medio Evo. (SI/NO)

            2) I contadini formavano il 90% della popolazione fino a due secoli fa (SI/NO).

            Attualmente “The number of people employed in agriculture varies widely on a per-country basis, ranging from less than 2% in countries like the US and Canada to over 80% in many African nations.”

            3) “Quando non lavorava nei campi, faceva corvè, badava alle bestie, faceva lavori artigianali, andava in guerra.”

            DA QUANDO ANDARE IN GUERRA E’ UN LAVORO PRODUTTIVO?

            Siamo in pieno keynesianismo spinto?

            O siamo all’apologia della razzia?

            La citazione dice il contrario (almeno negli anni buoni). Facevano molti giorni di festa e riposo, perché altrimenti cominciavano a diventare nervosi e a rivoltarsi e questo, al Signore e alla Chiesa, non andava bene.

            Il fatto che tante persone abbiano potuto spostarsi dal lavoro nei campi al lavoro artigianale prima, industriale in seguito e nel terziario successivamente è dovuto semplicemente all’ incremento della produttività in agricoltura prima, nell’industria dopo.

            Tutti i problemi che ci sono attualmente sono dovuti all’ altissima tassazione (e legislazione varia), che spinge a sostituire gli esseri umani con robot e macchine in generale (o immigrati illegali in molti casi) e rende difficile, se non impossibile riaddestrare le persone per altri lavori produttivi.

            Se le persone che producono potessero tenere il frutto del loro lavoro ed usarlo come credono meglio e non fossero perennemente rapinate dallo stato, potrebbero lavorare di meno e spendere di più in cose che sono utili per loro e non per qualche politico.

            In generale, se la tassazione fosse abolita, il reddito raddoppierebbe istantaneamente per tutti. Invece di riparare case vecchie potremmo buttarle giù e costruirne altre di nuove; invece di girare su catorci potremmo passare a automobili più moderne non appena diventa economicamente conveniente. Potremmo prenderci cura della nostra salute meglio e più spesso e di quella delle persone a cui teniamo. Invece di coltivare vasti appezzamenti di terreni, potremmo usare enormi fattorie verticali alimentate con l’energia elettrica prodotta da centrali nucleari e la roba che mangiamo sarebbe veramente a km 0 e di alta qualità.

            Con più tempo libero, le persone potrebbero avere più tempo per i loro hobby. E molti avrebbero come hobby qualche cosa di interessante, come creare stampanti 3D open source (come il RepRap), fare ricerca biologica (costa veramente poco), costruire reattori nucleari (lo ha fatto un ragazzino delle medie negli USA, come progetto scolastico).

          • vito

            1) Il medioevo comprende meno di mille anni di storia su duemilioni e mezzo di anni di storia dell’umanità. Fai tu.
            2) ahahahahahahahahah! Si? Dove l’hai presa, sul Manuale delle Giovani Marmotte? Ahahahahahahahahah! Ma quante ne devo sentire…
            3) lasciamo perdere, è meglio.

  • Harry Fabian

    Magari…grattarci dalla mattina alla sera…ahahahah…

    • maremmalupa
  • Nikytower

    Ho visto che molti si preoccupano del rischio di diminuzione di necessità di lavoro umano. Io credo che, come in passato, nasceranno nuove necessità e nuove produzioni che in qualche modo manterranno l’equilibrio. La cosa che mi preoccupa di più invece è quella che qualcuno definiva “proletarizzazione di tutti i lavoratori”. Ovvero più le tecnologie saranno complesse più serviranno ingenti capitali per produrle. Il che significa altri rendimenti da investimenti e sempre minori paghe per chi lavora. Chi lavora non avrà più l’alternativa di lavorare in proprio perché piano piano non sarà più possibile. O meglio sarà possibile ma sempre fornendo una prestazione attraverso un gestore di servizi che si assorbirà il grosso del guadagno. Già a molti servizi sta a accadendo la medesima cosa.
    Questa evoluzione porta sempre più a concentrare ricchezza nelle mani di pochi dando alla “campana” della distribuzione della ricchezza una forma troppo verticale. Ciò rischia di creare problemi a quel meccanismo virtuoso che porta chi guadagna a spendere e a far “girare” l’economia.

    • Il libero mercato, in cui chiunque può inserirsi in un settore e competere (di solito succede se lo stato non lo impedisce), si prende cura degli alti rendimenti. Se un settore ha rendimenti più alti degli altri, subirà un influsso di capitali maggiore e l’offertà aumenterà rispetto alla domanda e, di conseguenza, il rendimento diminuirà.

      L’aumento delle dimensioni dell’economia permette la specializzazione dei lavori e dei lavoratori, di conseguenza aumenta la loro produttività e i soldi che guadagnano.
      Uno che lavora con una scavatrice meccanica guadagna di più di uno che lavora con la pala a mano per scavare. E scava molto di più di prima, perché scavare costa meno di prima e quindi ha più clienti.

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