Incolpate la FED per il crollo delle commodity


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di Bill Bonner

VANCOUVER, Canada – Quando vi abbiamo lasciato alla fine della scorsa settimana, il mondo stava cadendo a pezzi.

Come sapete, l’economia funziona col credito elettronico… non col denaro sonante ormai sorpassato. Senza le banche che pompano ulteriore credito nel sistema – tramite i prestiti – l’economia si affloscia.

Venerdì il Dow è sceso di 163 punti – ovvero, circa dell’1%.

Più significativa è stata l’azione nel mercato dell’oro. Al prezzo di questa mattina, $1,103 l’oncia, l’oro è negoziato $100 al di sotto di quello che pensavamo fosse il “minimo”.

Perché?

Potrebbe essere che l’oro stia segnalando una recessione/depressione globale. La gente tende a comprare oro quando teme l’inflazione. Tutto quello che vediamo oggi è un crollo deflazionistico globale.

Il quotidiano People’s Daily – l’organo ufficiale del Partito Comunista – ci dice che il consumo cinese d’energia elettrica sta accelerando al tasso più lento da 30 anni a questa parte.

Sappiamo tutti che i dati sul PIL della Cina sono inaffidabili, ma gli elettroni non mentono. Scorrono con l’economia. E ora stanno solo aumentando ad un lento 1.3% l’anno – il che suggerisce un grande rallentamento dell’economia cinese.

Secondo le stime degli economisti di Bloomberg – in contrasto con quelle ufficiali di Pechino – l’economia cinese sta crescendo al ritmo più lento da 25 anni a questa parte.

Nel frattempo, sull’autostrada delle commodity, c’è un enorme tamponamento a catena.

Il crollo nel mercato del petrolio – che negli ultimi 12 mesi ha visto un calo del 53% nel prezzo di un barile di greggio – ha lasciato un’enorme chiazza nera.

Venerdì un barile di petrolio greggio veniva venduto a $48.14 – solo 42 centesimi sopra il suo minimo di 52 settimane. Nel complesso, le commodity sono ai minimi da 13 anni.

E i minatori di carbone sono scivolati sul petrolio e il gas a buon mercato.

A marzo spiegavamo il motivo per cui l’energia fosse così economica. La FED ha abbassato così tanto il prezzo del capitale, che ormai non costa quasi nulla accendere un prestito.

Abbiamo quindi ipotizzato che quando sarebbe finito il denaro a buon mercato, il petrolio a buon mercato avrebbe fatto la stessa fine.

Ma non è successo – non ancora almeno…

Finora il credito a buon mercato della FED ha acuito e prolungato il mercato orso del petrolio. I produttori che avrebbero dovuto chiudere i battenti mesi fa, stanno ancora pompando – tenuti in attività grazie ai finanziamenti ultra-economici.

Il carbone sfoggia prezzi addirittura più convenienti rispetto al marzo scorso, quando scrivevamo su questo argomento. Oggi il prezzo del carbone è giù del 70% rispetto a quattro anni fa.

Questo sta spingendo i produttori di carbone ai margini della solvibilità…

Ad esempio, Alpha Natural Resources, un grande produttore di carbone metallurgico – utilizzato principalmente per la produzione dell’acciaio – è stato cancellato dal New York Stock Exchange, perché il prezzo delle sue azioni è stato “anormalmente basso”. La bancarotta è il prossimo passo.

E questo invece ci arriva da OilPrice.com, dove apprendiamo che il grande produttore di carbone Walter Energy:

ha annunciato il 15 luglio che è sull’orlo di dichiarare bancarotta. I creditori senior vedranno il loro credito trasformato in capitale societario, e se la società non riuscirà ad invertire la rotta, non potrà far altro che vendere tutti i suoi asset.

“Di fronte alle attuali condizioni depresse nel mercato del carbone, dobbiamo fare ciò che è necessario per adattarci alla nuova realtà nel nostro settore”, ha detto in un comunicato stampa il CEO di Walter Energy, Walt Scheller.

Anche il Dr. Copper dice che per l’economia globale sarà una seconda metà d’anno molto turbolenta.

Il rame ha guadagnato il titolo di “dottore”; gli anziani dicono che è “l’unico metallo con un dottorato di ricerca in economia.”

Il rame va in tutto – case, uffici, elettronica, automobili, ecc. Anche se non è una correlazione perfetta, quando il prezzo del rame scende, anche l’economia mondiale è destinata a scendere.

Da Bloomberg:

Goldman ha riferito che probabilmente i prezzi scenderanno di un altro 16% entro la fine del prossimo anno e prevede che la domanda cinese crescerà al ritmo più lento in quasi due decenni.

Mercoledì scorso Goldman ha abbassato la sua previsione per il prezzo del rame: un calo del 44% fino al 2018.

Perché questo grande rallentamento? Perché il mondo sta cadendo a pezzi?

Perché non si può fingere una ripresa economica…

Invece di “stimolare” la ripresa, i federali ne hanno “simulata” una.

Hanno forzato il prezzo del capitale quasi a zero. I produttori di materie prime hanno abboccato. Hanno preso in prestito denaro e aumento la produzione.

Ma la domanda globale non poteva tenere il passo.

Non è possibile ottenere una domanda reale dal credito vuoto. La domanda reale viene da Main Street, non da Wall Street.

Ed è per questo che è necessaria una ripresa reale, non una falsa.

Saluti,

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

da Freedonia di Johnny Cloaca

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  • Albert Nextein

    La ripresa arriva dopo un assestamento, dopo una pulizia.
    La gente deve tornare ad avere soldi da spendere che non siano pompati da prestiti a tassi vicini allo zero.
    Temo che la recessione deva ancora dispiegare i suoi effetti.

    • DANILOCARNO

      …Tristemente devo darle la ragione, perché l’assestamento e la pulizia potrebbe chiamarsi 3° guerra mondiale.

      Buona giornata

    • Massimo

      il tuo tumore è fondato
      nel suo complesso il sistema non è cambiato di una virgola in questi 7-8 anni
      e ci si accorge, stupidamente, troppo tardi quando un debito è impagabile: la Grecia è il paradigma per tutte le economie occidentali.

      io credo che in questi anni abbiamo vissuto una sostanziale stagnazione
      il vero disastro è stato rimandato
      e ovviamente farà molto molto + male.

      qua c’è da resettare tutto

      • Albert Nextein

        Di un tumore fondato non ne avrei bisogno.

        • Massimo

          scusa ahahahah 🙂

  • Stefano74
  • Paolo

    Ssssssssshhhhhh…. che se sentono gli azionisti (azionisti ahahahahahah) cinesi non comprano più azioni.

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