EURO ED UNIONE EUROPEA: I MOSTRI CHE DISTRUGGONO LA RICCHEZZA E LA SOCIETA’ EUROPEA

Di Fabioflos , il - 14 commenti

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tempesta all'orizzonte

euro crisi

 

La volontà pervicace della burocrazia germanofilo europeista  di salvare l’euro e, nello stesso tempo, di regolare in modo centrale ogni attività creditizia sta creando una situazione che sarebbe ridicola, se non fosse tragica.

Ci rifacciamo qui a diversi grafici pubblicati dall’ottimo sito Voci dall’Estero www.vocidallestero.it che po completeremo con ovvie e logiche osservazione che , purtroppo, non  vengono ancora fatte ai piani alti nazionali e che mai verranno fatte ai piani alti europei.

La normativa del bail in europeo sul sistema bancaria , la BRRD (Bank recovery and resolution directive) impone, in caso di salvataggio bancario, un sacrificio a correntisti ed obbligazionisti dell’istituto di credito. Per molti paesi europei questo fatto ha  costituito una scioccante novità assoluta: ad esempio per l’Italia i creditori bancari non subivano perdite dal 1930, cioè da oltre 80 anni, e si risaliva ad un periodo in cui il colore nero andava di moda e ci si salutava romanamente. Da allora , nonostante guerra d’Etiopia, conflitto mondiale perso, crisi di Suez, crisi petrolifera, Banca Privata Finanziaria (Sindona), Banco Ambrosia (Calvi), Banco di Napoli , Banca Popolare di Lodi etc etc etc, dobbiamo arrivare alla geniale applicazione del Bail Out Italiano, fatto per compiacere Bruxelles, prima di vedere i risparmiatori tosati per le perdite bancarie.

Tutto questo ha avuto ovvie ripercussioni sulla fiducia del sistema bancario in generale, e su quello di alcuni paesi europei in particolare. per capirlo analizziamo i saldi target 2 , sempre gentilmente forniti da Voci dall’Estero:

Squilibri Target2 (in miliardi di euro)
Paese / Bilancio / Commento
Spagna  / -241,8 / Il peggior dato dal 2012
Italia / -229,6 / Il peggior dato di sempre
Grecia / -97,3 / Il meno peggio dal primo trimestre 2015
BCE / -73,8 / Il peggior dato di sempre
Francia / -73,5 / Il peggior dato dal 2011
Germania / +592,5 / Il valore più alto dal 2012
Lussemburgo / +140,4 / Il valore più alto di sempre
Olanda / +49,4 / Il valore più alto da settembre 2015
Finlandia / +31,8 / Il valore più alto da agosto 2015
Cipro / +2,4 / Il secondo valore più alto di sempre

Che succede ? Siamo tornati al 2011. Target 2 indica che i soldi stanno fuggendo dal sistema bancario dei paesi considerati, a torto o a ragione, “Deboli”, e si stanno spostando verso le banche dei paesi “Forti”.

Normalmente questa situazione di sovradisponibilità di fondi sarebbe una manna, in un mondo normale. Le banche farebbero prestiti, nascerebbe qualche bella bolla, tutto andrebbe perfettamente mente bene nel breve periodo… poi chi se ne frega del lungo periodo vero ? Giusto la mentalità dei nostri giorni: carpe diem e vaffancuore al futuro. Ho bisogno di un operaio a 4 soldi, e via, qualche milione di immigrati, poi chi se ne importa se violenterà mia figlia, tanto oggi mi son fatto la Porsche nuova .

Purtroppo non sta andando proprio così, o meglio , non sta andando così ovunque (in Svezia sta andando abbastanza così).  Infatti vediamo cosa sta succedendo a livello di utilizzo dei fondi, sempre grazie a voci dall’estero:

denaro presso la BCE

Tutti questi soldi, figli del QE della BCE , che sono andati a depositarsi principalmente sulle banche tedesche, come indica il saldo del target 2, non produce nulla. Rimane depositato sulla BCE … Anzi qualcosa produce: PERDITE . Grazie alla geniale e naturale idea dei tassi overnight passivi praticati dalla BCE i soldi depositati producono perdite.

L’economia reale va così bene che le banche preferiscono la perdita sicura e precisa del deposito presso la banca centrale, piuttosto che l’impiego del denaro nell’economia reale oppure che il prestito sul sistema interbancario ad istituti di credito che ne hanno bisogno. Potrebbero comprare titoli di stato, ma , come sapete i titoli di stati dei paesi considerati “Sicuri” (vedi Germania e Svizzera) sono negativi, e perfino quelli dell’Italia sono negativi nel breve termine, per cui comprarli  è suicidio. Comprare obbligazioni industriali in un mondo in cui perfino VW non è poi così solida ? naaa…. siamo banche, vogliamo vincere facile, piuttosto, come DB, giochiamo alla lotteria del CDS, dei derivati…..

Ora vediamo cosa succederebbe in due mondi normali :

A) se l’Italia, fosse un paese normale, diciamo ante 1981 , il flusso enorme di liquidità verso Germania, Olanda e Lussemburgo porterebbe ad una svalutazione della vecchia lira. Questo avrebbe due effetti: sarebbe meno conveniente per un italiano investire all’estero, perchè avrebbe bisogno di più lire per comprare le valute estere, e quindi comprare una casa in Germania o un titolo della Mercedes mi costerebbe di più, mentre al contrario sarebbe più conveniente per il signor Putzerstofen di Amburgo investire in Italia. Inoltre  i prodotti italiani sarebbero più convenienti per gli italiani (minori importazioni dai concorrenti)  e per gli stranieri (maggiori esportazioni) , portando a minori acquisti di valute estere ed a maggiori vendite di lire.  questa spinta, con il tempo riequilibrerebbe la lira rispetto alle altre valute, magari ad un livello più basso, ma di equilibrio. Più o meno è come va in tutto il mondo. (PS per chi non se lo ricorda nel 1992 eravamo nel serpente monetario,  cambi fissi…).

B) se fossimo un’altra normalità, cioè uno stato unico, ad esempio UK o USA o Giappone, il fatto che dei fondi si spostino da banche meno sicure a banche più sicure farebbe semplicemente parte della normalità. Nell’interesse della nazione nel suo complesso la Banca Centrale vigilerebbe sul credito, garantirebbe i risparmiatori, o almeno farebbe finta di garantirli. Se una zona fosse colpita da una crisi creditizia il governo centrale interverrebbe con investimenti e con aiuti sociali, mentre nello stesso tempo unità di lingua e di struttura sociale favorirebbero lo spostamento della forza lavoro dalle zone in crisi alle zone in sviluppo. Il sistema si riequilibrerebbe, ad un livello diverso , ma comunque equilibrio.

Però noi non viviamo in una situazione normale. La nostra esperienza è quella dell’Euro, di una costruzione voluta per “Costruire l’Europa” e che , invece, la sta progressivamente distruggendo. Infatti con l’euro, e con la normativa BRRD, BCE e UE sono riusciti a raggiungere la perfezione nel male. Infatti:

  • si è distrutta la tutela del risparmio che aveva caratterizzato la crescita economica e sociale del continente per cinquanta anni, il tutto in cambio di nulla;
  • si sono causati enormi flussi finanziari fra stati, con economie già deboli che si vedono ulteriormente private di risorse a favore di aree dove le risorse stesse sono già così abbondanti da non essere utilizzate;
  • con l’euro siamo riusciti ad impedire in modo totale ed assoluto il riallineamento monetario fra le varie economie;
  • il sistema è talmente contorto e marcio  per cui persino chi ha questa enorme quantità di risorse non le utilizza ed anzi viene a pagare una tassa per la detenzione di queste ricchezze.  Insomma abbiamo sistemi creditizi finanziariamente alla fame di fianco ad altri che affogano nella propria liquidità;
  • Questa liquidità è sterile, non è utilizzata neppure per creare bolle, neppure per acquistare titoli di stato. Peggio che se non esistesse;
  • I sistemi bancari dei paesi deboli sono sotto pressione per la fuga dei capitali, quelli dei paesi forti non generano utili e spingono i loro istituti di credito ad entrare nei casinò dei derivati e della finanza rischiosa e fine a se stessa;
  • Non esiste una politica del lavoro europea, che assista,eventualmente , la ricerca di lavoro fra singoli stati. quindi vi sono fortissimi squilibri nei tassi di impiego. Si privilegia oggettivamente il lavoro extra-europeo rispetto a quello intra-europeo.

Un insieme di politici miopi, autoritari e superficiali, uniti ad una burocrazia intoccabile ed autoreferenziale, sono riusciti a creare un sistema economico perfetto nel creare disuguaglianze e povertà. Il tutto nel silenzio o nella connivenza di coloro che avrebbero dovuto difendere le parti più deboli della società. Però la crisi è vicina, il temporale è all’orizzonte. 

 

 

 

 

Guest Post: Articolo di Fabio Lugano da Scenari Economici

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  • Luigi Zambotti

    Puro buon senso, quindi da rifiutare.
    E’ la nuova normalità.

  • Albert Nextein

    Io non ho mai creduto nell’unità europea.
    Però credo nella libertà assoluta di commercio e di movimento dei capitali all’interno di un’area europea.
    Lo si poteva fare ugualmente e benissimo senza Euro, e senza sovrastato europeo.
    E invece si sono volute cose complicate.
    Ora ce le godiamo.

    • Semplice

      Ovvero come era prima, con la CE e basta, si stava che era una meraviglia rispetto agli ultimi 15 anni.

      • Albert Nextein

        Io risalgo al MEC.

        • kikko19

          meglio le repubbliche marinare

  • Semplice

    Bene, ottimo, sto incominciando ad accettare che basta aspettare senza nulla fare, ci stanno pensando i pazzi dell’€ e della UE ad autodistruggersi.

    Bene.

    PS: in tanto i dati usciti oggi, pure in krukkandia sono ottimi, ottimissimiiiiiiiiiiii.

  • enricodiba

    Tanto stiamo al collasso questo pazzia finira presto.

    • gianni

      Non sara’ indolore , aaaahhh che bella la poverta’ senza il rincoglionimento totale della tecnologia

  • Luigi Cifra

    Quante tasse si pagano in un paese normale? Secondo me più alta è la tassazione e più l’economia sprofonda. Euro o no.

  • Marcos

    Finalmente uno che dice come stanno le cose. Sfido chiunque a contraddirlo

  • Jimmy Hoffa

    E sempre se fossimo in un paese normale per riequilibrare la bilancia commerciale si potrebbero alzare dazi per proteggere l’industria startegica.

    In sintesi un paese normale cestina il liberismo.

    • iuter andrea

      stracciamo gli accordi economici internazionali quando e su cosa ci fà comodo?
      a quando i pentoloni d’oro alla fine dell’arcobaleno e le banconote che crescono sugli alberi?

      se fossimo un paese “normale” non avremmo il 65% di tasse sull’impresa (la più alta al mondo) e tante altre tasse e leggi che NON INCENTIVANO a fare impresa, perchè ormai non è un “impresa” farla ma un “miracolo”.

  • Alcoor26 .

    Fabio Lugano si augurerebbe che le banche creassero bolle o finanziassero governi… Quello che genera le crisi economiche…. Ohibò, bello schifo!!!!

  • Ant Sim

    EUR/GBP ha dato un chiaro segnale di inversione del trend e intanto…

    Scommettiamo che l’UK resterà nel club? Non so voi ma io vedo sempre più vicina l’unione politica europea.

    Cameron ai poveri: “Imparate a risparmiare”
    14 gennaio 2016, di Daniele Chicca

    LONDRA (WSI) – Per essere meno poveri, i poveri dovrebbero imparare come si risparmia. È il consiglio di David Cameron,
    premier inglese, ai britannici in crisi. La dichiarazione – o meglio la
    gaffe – ha scatenato un polverone non indifferente nel Regno Unito e
    richiamato alla mente le famose parole pronunciate quasi due secoli e
    mezzo fa da una regina assetata di lusso e spendacciona.

    La leggenda vuole che in Francia regina Maria Antonietta consigliò ai poveri che non avevano più pane di mangiare brioche.
    Eravamo nel 18esimo secolo. L’11 gennaio Cameron se ne è uscito con una
    frase simile, molto infelice. La sua soluzione per uscire dalla povertà
    sarebbe quella di imparare a mettere soldi da parte.

    “Risparmiare è un’abitudine che deve incominciare presto.
    Vedremo di fare il possibile”, ha detto il primo ministro. L’obiettivo
    sarebbe quello di permettere “alla gente che ha bassi introiti di creare
    una riserva di denaro per i giorni più difficili”.

    Per risparmiare bisogna avere soldi in più

    Mettere soldi da parte per far fronte alle avversità future è un
    concetto che non fa una piega per la gente comune. Ma per chi vive sotto la soglia di povertà
    è difficile. Per risparmiare bisogna prima di tutto avere dei soldi in
    più a quelli necessari per campare. È un po’ come se Cameron suggerisse
    alla gente di indebitarsi sperando in un futuro migliore.

    I critici si sono soffermati su un dato su tutti: il patrimonio di Cameron ammonta a 5,3 milioni di euro come minimo. Difficile dunque accettare una simile lezione di “sopravvivenza economica” da chi è così benestante.

    Anche se la parte più ricca del paese vive nel lusso, una fetta
    importante della popolazione britannica, secondo Oxfam, fa fatica ad
    arrivare alla fine del mese: il 16% dei genitori britannici sono costretti a privarsi di qualche cosa e serrare le cinghia per poter nutrire i propri figli.

    John Dickie, direttore di un gruppo che in Scozia lotta contro la
    povertà dei bambini, ha sottolineato un punto fondamentale: “sono tante
    le famiglie che non hanno abbastanza soldi per poter presentare a tavola
    cibo per tutti e per pagare le bollette. Figuriamoci se hanno il denaro per risparmiare”.

    http://www.wallstreetitalia.com/cameron-ai-poveri-imparate-a-risparmiare/

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