E’ partita l’agenda nascosta contro Mosca. Tra rublo ai minimi, negazione della realtà e spy story

Di Mauro Bottarelli , il - 32 commenti

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Confidential
Mario Draghi ha venduto l’ennesimo rinvio all’ampliamento del piano di QE ai mercati, i quali come bravi cani di Pavlov se lo sono bevuti nella speranza di un bel mini-rally di correzione dai tonfi che permetta loro di scaricare al parco buoi gli assets che rischiano di diventare rapidamente radioattivi. Per Draghi, “i rischi al ribasso per l’area euro sono aumentati nel nuovo anno per l’incertezza nei Paesi emergenti, la volatilità sui mercati finanziari e l’instabilità geopolitica. Questo crea pressioni al ribasso sull’inflazione: sarà quindi necessario rivedere ed eventualmente riconsiderare la nostra posizione di politica monetaria nel nostro prossimo incontro ai primi di marzo”.
Draghi2

E i gonzi esultano, sperando magari che si metta a fare come la Bank of Japan che compra ETF, bond, unicorni e quant’altro riesca a monetizzare. Ma non è di Borse o di Bce che voglio parlarvi, mi serviva unicamente come abbrivio. Questo grafico
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ci mostra come in effetti i mercati emergenti siano in netta sofferenza, visto che l’indice MSCI sta vivendo la peggior performance di sempre, anche peggio della crisi asiatica del 1998 (a 692,76 punti è il peggior risultato dal maggio 2009): da inizio anno le equities del comparto hanno perso 2 trilioni di dollari di valore. Quest’altro grafico
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ci mostra invece come il mercato monetario stia ancora peggio, dopo che lo scorso anno le aziende dei Paesi sviluppati hanno dato vita ad outflows per 753 miliardi di dollari, stando a dati dell’Institute of International Finance. E infine, questo grafico,
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ci mostra come la richiesta di premio di rischio degli investitori per detenere debito emergente rispetto ai Treasuries Usa sia a 481 punti base. Insomma, se il dollaro e la Fed vanno avanti sulla loro strada, prepariamoci alla più grande margin call sul biglietto verde mai vista nella storia.

Eppure, tutti sembrano unicamente concentrati sul petrolio, la Cina e le conseguenze che questi hanno sulle Borse. Gli emergenti restano un po’ in disparte, qui come a New York come a Davos. Come mai? Forse c’è una strategia al riguardo? C’è un mercato emergente che dovrebbe far preoccupare più degli altri ed è quello russo, visto che come ci mostra questo grafico
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da quando il rublo ha rotto quota 80 sul dollaro, le vendite sulla divisa russa sono accelerate e di molto. Cosa farà la Banca centrale russa? Interverrà, se il panico forex passerà attraverso i flussi retail dei consumatori? Difficile dirlo. Il vice-governatore della Banca centrale russa, Vasily Pozdyshev, ha mostrato ottimismo, dicendo ce “non c’è alcun rischio sistemico” ma in molti non la pensano così.
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La sede di Societe Generale a Londra parla di “investitori che stanno vendendo a qualsiasi prezzo” e molti analisti ricordano come se il rublo resterà nell’area mediana degli 80, l’inflazione arriverà all’8% o più entro fine anno, ricordando che il deficit di budget della Russia al 3% si base sull’assunto del petrolio a 50 dollari al barile. Se rimane a questi livelli, l’economia russa potrebbe contrarsi del 5% entro fine 2016 e il deficit salire di un altro 1,4% almeno. Detto fatto, nel tardo pomeriggio la Banca centrale russa ha convocato un meeting, definito “non d’emergenza”, con i rappresentanti della principali banche del Paese.

Non è che nel bailamme generale creato da Borse che crollano, petrolio che continua a scendere, Banche centrali che promettono ricette miracolose, qualcuno stia tentando il secondo affondo contro la Russia, dopo l’attacco speculativo sul rublo dello scorso anno? Vi spiego perché ho qualche dubbio, partendo da una notizia del 12 gennaio scorso, in base alla quale l’aeronautica militare Usa ha distrutto un deposito di denaro contante, milioni a disposizione dell’Isis per pagare stipendi e spese di guerra.
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L’operazione sarebbe arrivata dopo un lavoro dell’intelligence che ha identificato l’obiettivo, la banca al Rashid in un’area abitata, dove il movimento jihadista aveva accumulato importanti somme di denaro. Prima di intervenire, il comando alleato ha valutato i rischi per la popolazione, in quanto vicino al target c’erano diverse palazzine. Alla fine, l’Us Air Force ha deciso di agire comunque vista la rilevanza. Strano, è la stessa Air Force che per mesi e mesi non ha bombardato i convogli di petrolio rubato dall’Isis e portato in Turchia per il rischio di coinvolgere civili.

E l’altro giorno cosa è successo? Quale novità? Stando a un documento tradotto e postato dall’analista Aymenn Jawad Al-Tamimi del Middle East Forum, l’Isis avrebbe dimezzato lo stipendio ai miliziani a causa di “circostanze eccezionali”. Guarda le coincidenze, che forti questi americani. Ora, al netto che dubito l’Isis tenesse tutti i soldi in un’unica banca – magari su un unico conto – come una casalinga qualsiasi, questa narrativa garantisce agli Usa di non dover dare risposta ad altre domande. Prima delle quali, sicuri che quegli stipendi siano stati dimezzati per il raid aereo e non perché da tre mesi a questa parte la Russia sta facendo sul serio e, quindi, anche chi aveva mantenuto un ruolo un po’ ambiguo non può più farlo e quindi le finanze di Daesh scarseggiano? Non è che i soldi andavano fatti sparire, polverizzati, perché se confiscati da russi o siriani avrebbero portato a sgradevoli scoperte?

D’altronde che quelli dell’Isis siano terroristi integralisti un po’ sui generis lo sappiamo da tempo ma il Financial Times, a inizio mese, ci ha offerto un’ennesima riprova, quando ha raccontato il fatto che nelle varie wilaya, province, sotto il controllo dell’Isis sia nato una sorta di franchising commerciale di beni non militari per acquistare i quali i miliziani hanno lo sconto del 50%. Non ci credete? Ecco l’infografica
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del Financial Times, non della Pravda. Come vedete sono tutti beni tipici del musulmano salafita estremista: motociclette, tv LCD, un’automobile Kia e tavoli e sedie stile Ikea. Ora, l’anello al naso lo lascio volentieri ad altri: certo, quei beni – chissà da dove arrivano? – portano introiti all’Isis ma di che entità rispetto al traffico del petrolio stroncato dai raid russi? Quante auto o LCD si può comprare uno che non vede l’ora di farsi esplodere per godersi le sue 72 vergini in santa pace? Ma poi, ve lo vedete un tagliagole intento a comprare un tavolo che si intoni alla cintura esplosiva, tra un’esecuzione e l’altra?

Io la butto in ironia ma da ridere, in realtà, non c’è davvero nulla. Anzi no, qualcosa c’è: ovvero, il fatto che grazie anche al supporto aereo russo, ieri l’esercito siriano ha comunicato di aver tagliato la linea di comunicazione tra le aree di al-Mansur al-Miass e al- Karyateyn, uccidendo un alto numero di appartenenti a Daesh. Di più, insieme alla milizia nazionale, l’esercito di Damasco ha preso il controllo di due montagne, Mhin Al-Kabir and Mhin Al Sagyr, distretti usati come magazzini, insediamenti a Mhin, i villaggi di Hauvarin e Al Hadas e i comandi lungo la strada tra Al Mhassa-Al Karyateyn, inibendo in questo modo la via di comunicazione vitale tra Al-Mankura, Al Mhassa e Al Karyateyn. Fatta breve, i miliziani dell’Isis non sanno dove scappare, sono topi in trappola. Di più, grazie ai raid russi sono state bloccate le linee di rifornimento di armi, cibo, medicinali e munizioni di tra Aleppo e Raqqa. Insomma, i russi e l’esercito siriano stanno vincendo.
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La conferma arriva anche dal fatto che, casualmente, il nuovo fronte di Daesh sia quello libico. E, guarda tu la coincidenza, proprio ieri, a 48 ore dalla formazione del governo libico di unità nazionale, la scena è stata rubata proprio da Daesh, i cui miliziani hanno nuovamente attaccato la zona dei terminal petroliferi libici di Ras Lanuf. Stando fonti locali, i jihadisti hanno preso d’assalto le installazioni di Amal Field e appiccato il fuoco ad almeno due serbatoi di stoccaggio del greggio vicino al porto, prima di essere respinti dalle guardie delle installazioni petrolifere.
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Era già accaduto tra il 4 e il 6 gennaio scorsi, con medesimo esito ma questo fa capire che la minaccia di Daesh verso la porta sul Mediterraneo è crescente, tanto più che approfittando del vuoto politico che paralizza la Libia dall’estate 2014, i miliziani hanno esteso il loro dominio su oltre 300 chilometri di costa libica, da Sirte a Ben Giauad (Ben Jawad) nel centro del Paese, da Derna e Bengasi in piena Cirenaica.

Strategia perfetta. Silenziamo il successo russo e siriano contro Isis, prima che il mondo comici davvero a farsi qualche domandina scomoda al riguardo e spostiamo il fronte in Libia, in modo che Francois Hollande possa finire il lavoro iniziato da Nicolas Sarkozy e garantirsi lauti contratti petroliferi, casualmente a spese dell’Eni come nel 2011. Sempre per pura coincidenza, infatti, da settimane e senza alcun coordinamento con i membri della coalizione, i jet francesi stanno picchiando sulle postazioni jihadiste in Libia. D’altronde, il lavoro pesante lo hanno fatto russi e siriani, l’importante è che la gente non lo sappia e, soprattutto, non lasciare sulla scena prove compromettenti e ora si può puntare al bersaglio grosso, ovvero la Libia, dato che difficilmente qualcuno sarà così stupido da volere ancora la testa di Assad nel breve termine e rischiare un conflitto totale nell’area.
Hollande

Sempre ieri, poi, il coupe de theatre. Con timing da “Carramba che sorpresa”, la Commissione d’inchiesta britannica sull’omicidio dell’ex spia russa Alexander Litvinenko, avvelenato con il polonio a Londra nel novembre 2006, ha sentenziato che si trattò di omicidio di Stato e che con ogni probabilità Vladimir Putin ne fu il mandante. Immediatamente è scoppiata una crisi diplomatica in piena regola tra Mosca e Londra ma è altro che conta: l’inchiesta accusa di fatto Putin con la formula del “fu probabilmente”, ovvero un dubitativo. Ora, si può accusare il presidente di uno Stato sovrano di essere il mandante di un omicidio simile in base a un dubbio, se la finalità non è altra da quella di voler scoprire la verità? A mia memoria, non esiste un precedente di tale gravità.
Litvinenko

Davvero se Putin avesse voluto morto Litvinenko avrebbe ingaggiato due Tom e Jerry come l’inchiesta inglese dipinge le spie Andrei Lugovoi e Dmitry Kovtun, i quali non solo avrebbero lasciato tracce di polonio ovunque tra Mayfair Amburgo e la Piazza Rossa in nome della discrezione tipica delle spie ma, soprattutto, avrebbero agito en plein air dentro l’Hotel Millennium senza preoccuparsi delle telecamere. Le quali, infatti, hanno ripreso ogni singola mossa. Tranne, stranamente, l’atto di mettere il polonio nella teiera. Dove sono stati addestrati, a Gardaland? Ma si sa, l’importante non è cosa dici ma come lo dici, anche a rischio di una crisi diplomatica gravissima, Capite da soli che in palio, a questo punto, deve esserci qualcosa che vale molto più che una rottura delle relazioni tra due Stati. Ma, magari, mi sbaglio.
Putin Views Russian Arms On Display At Expo

P.S. Ultime tre rapide cose. Primo, la versione della sentenza resa nota ieri è quella pubblica ma ne esiste una segreta che verrà classificata e mai resa nota. Secondo, gli inglesi dovrebbero saperne qualcosa di operazioni sotto copertura all’estero, vedi il tunnel dell’Alma e di commissioni di inchiesta allegre, vedi quella sul Bloody Sunday. Terzo, se qualcuno fosse oltraggiato dal mio cinismo, mi dispiace ma preferisco cinico che ipocrita. Non sarebbe la prima esecuzione di una spia che tradisce e minaccia di passare informazioni al nemico, mi pare.
Politkovskaja
E poi, scusate: lo spietato Putin di questo caso è lo stesso a cui nessuno dice nulla se fa il lavoro sporco contro Daesh ma che tutti sono pronti ad attaccare per la Cecenia, il caso Litvinenko o quella di Anna Politkoskaya. Non sarà che la Cecenia era lontana dai nostri culetti occidentali, mentre dopo le schioppettate a Charlie Hedbo e Bataclan, la difesa dei diritti civili contro i despoti alla Putin ha perso un po’ smalto nelle illuminate coscienze occidentali, salvo tornare fuori oggi con perfetto tempismo? Citando Jack Nicholson in “Codice d’onore”, non possiamo reggere la realtà.

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  • corto26

    Complimenti Bottarelli : ottimo articolo.
    Non è facile scovare tra tanti fatti di cronaca il NESSO CAUSALE ed esporlo in modo cosi’ sintetico ma, allo stesso tempo, esauativo.

    • ufo

      un commento forse migliore anche dell’articolo (almeno nella conclusione).

    • Cruciverba

      Secondo me Putin ed i Cina non sono scemi ma hanno bisogno di qualche anno per disfarsi dell’ USD e riconvertire la loro economia interna , tutte cose che non si fanno dall’oggi al domani .
      Creeranno una valuta Back-covered con oro solo al momento loro piu’ propizio .
      Sono pressochè sicuro che lo faranno , non so quando pero’ .
      Che senso avrebbe importare quantità d’oro come se non ci fosse un domani altrimenti ?

      • corto26

        Premessa: sono convinto che tutti vivremmo meglio in un mondo senza “distintivi e pistole” di qualsiasi colore essi siano. Non per altro ma per un semplice “ragionamento austriaco” di efficienza nell’uso delle scarse risorse economiche. La storia, se analizzata nei giusti termini, insegna …………. hint: MedioEvo………epoca di sviluppo economico con creazione di “riserve di risparmio” …….non mi dilungo…..

        Per arrivare alla tua acuta riflessione sono d’accordo che questa sia la strategia soprattutto per quanto riguarda la Russia (cercare di far saltare il banco mostrando che la roulette è truccata).

        I cinesi, invece, possono permettersi di stare al gioco (da poco sono stati eletti al ruolo di croupier dal FMI e stanno distribuendo le loro fiches – vedi Zimbabwe e petro-yuan) tenendo il piede in 2 scarpe ……..non mi dilungo……saluti.

  • Lucio

    Non mi spiego questa caduta del rublo. La Russia è lo Stato più solido del mondo in quanto ha poco debito e tantissimi assets . Eppure la moneta frana.

    Però noto una cosa: che nonostante il petrolio crolli di prezzo i rubli che entrano sono quasi gli stessi di prima in quanto si vende a meno dollari ma poi cambiando in rubli si ritorna ai valori di un anno fa. Non è che è che è la stessa Russia ad avere la volontà di incamerare rubli per il mercato interno?
    Poi a quel punto utilizzano il cambio con lo yuan per importare tramite la Cina quanto gli serve dall’occidente.
    Dubbio che lancio così.

    • franciwzm

      Ci hai capito poco: la russia campa col petrolio e col gas poco meno dell’arabia saudita, con la differenza che i 2/3 della loro produzione sono per il consumo interno, per non congelare, e che l’EROI del petrolio “difficile”, diciamo oltre i 40-50 dollari al barile, non può essere sufficientemente per mandare avanti la manifattura mondiale pert troppi anni, come si sta scoprendo adessoIl prezzo del petrolio cala perchè si è ridotta la domanda…I soldi per fare prestito alla russia chi glieli presterà, Theran ? Fra l’altro proprio l’iran è economicamente un prossimo nemico della Russia…Cmq solo i paesi del golfo hanno il light crude, quello dai costi di estrazione di 10 dollari al barile o meno; la russia è intorno ai 25-30.

      • donato zeno

        Iran nemico della Russia?Sei su Scherzi a Parte vero?

    • Alessia la Kazara atea

      Gentile @Lucio, provo a orientare diversamente la sua riflessione su altri punti. Sono andata a vedermi il grafico del cambio rublo yuan http://it.exchange-rates.org/history/CNY/RUB/G/M , Le chiedo anche un minuto per leggere il breve articolo sugli accordi bilaterali Russia -Cina http://eurasiatx.com/fatturato-del-commercio-russia-cina-sotto-le-aspettative-dati-e-prospettive/?lang=it . Premesso questo la Russia acquista articoli di ogni genere dalla Cina, ma bisogna anche ricordare che la Cina acquista dalla Russia: gas, petrolio e armi. Cosa ne pensa di questo punto di vista?

    • Ottavio

      Si vede che poco debito e tantissimi assets (gas e petrolio?) non bastano a sostenere la moneta.

      • Lila

        se non ci sono le balle cosmiche… come regge l’inganno globale che sostiene il nulla ?

  • DANILOCARNO

    …Ma guardatela bene l’espressione nella foto di Mario Draghi !!!!
    Stará pensando: …Siii ve la sto mettendo nel culo, ora, oggi, domani e sempre !!!
    Ogni mattina quando si rade vedendosi nello specchio pensa a chi fregherá oggi.
    Campione olimpico dei fregapopoli !!!

    GOD, BLESS EUROPE !!!

    Buona giornata.

  • franciwzm

    ..I soliti complimenti per la difesa d’ufficio del dittatorello :non dico per l’ex agente ma almeno un po di rispetto per la giornalista assassinata, per il suo ruolo intendo, mi sembrava rientrare nei limiti della decenza; complimenti come al solito; non appena Putin sarà defenestrato da qualche suo amico il Rublo tornerà in zona 1/70 di dollaro; il barile non oltre i 40 dollari è qui per restare perchè l’EROI nei depositi problematici, compresi almeno 1/3 di quelli russi, è troppo basso …Poi possiamo fare e disfare quello che vogliamo, ma la variabile climatica è qui per restare ed aggravare pesantissimamente i suoi effetti particolarmente su noi europei ,fino agli urali.

    • donato zeno

      macchè gli basta fare come l’ucraina tanto il sistema bancario europeo è solido non è vero?Cmq il motivo reale è questo se a Novembre Assad resta a Damasco (cosa sembra probabile)

      http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-01-20/siria-stallo-negoziati-pace-carter-accusa-russia-e-strada-sbagliata-173940.shtml?uuid=AC02ZjDC

      i dem sloggiano dalla White House con buona pace di Mr.Soros ,e su questo non sono d’accordo col (per il resto condivisibile)intervento di Bottarelli cè un gruppo trasversale a Washington (Israele,Sauditi ,Qatar) che vuole lo scalpo di Assad letteralmente a qualsiasi prezzo.

    • felice di correggerti quando spari numeri a caso, il costo medio delle estrazioni russe è molto al di sotto dei trenta dollari, è il guadagno che è calato

      • funnyking

        Nuke, la Russia è in grave difficoltà perchè negli anni passati ha dormito sonni tranquilli fidando nel petrolio. Ora effettivamente si è svegliata attuando misure per attirare industria e per sviluppare il commercio di quello che ha (armi per lo più). E’ vero che il costo per tirare su greggio (specie col rublo svalutato) è bassissimo, ma è anche vero che la Russia non è l’Arabia Saudita, a milioni di cittadini che hanno bisogno del sostegno dello Stato. Tu hai fatto un post su una pipeline che effettivamente prima o poi penso che salterà in aria.

        • franciwzm

          Nel 2015 la Francia ha esportato più armi che la Russia: i contratti più grossi con l’India, suoi principale suo storico partner, stanno saltando tutti, vedi pak fa ed aereo da trasporto; gli indiani sono “incavolati neri” con la qualità degli armamenti acquistati negli ultimi 15 anni…

          • a me sembra che sia saltato quello dei Rafale, piuttosto.

        • non solo una pipeline, ma credo anche le stazioni di pompaggio e le raffinerie.
          Ho fatto una scommessa per la fine di marzo , ma credo più probabile dal 7 al 15 ( per motivi che è lungo spiegare, qui).
          Diciamo che quegli impianti “Devono” saltare, e lo vuole ormai tutto il mondo.
          Si tratta di una concentrazione di giacimenti e impianti unica al mondo , con in più la popolazione di religione diversa oppressa dal governo centrale.
          se non succede lì un casino non succede da nessuna parte.

      • franciwzm

        La russia ha prezzi di estrazione medi: intorno ai 25 dollari al barile; possono abbassarli lievemente tagliando la produzione di 1/3; i dati sono di aspo : o sei anche un geologo?

    • Se l’assasinio fosse veramente opera di Putin, e non ci credo, cosa ha di diverso dagli omicidi senza processo tramite drone che ordina il Nobel per la Pace?

    • Lila

      Non era anche Bush senior direttore della CIA, presidente e già vice presidente ? Quello che ha iniziato la guerra contro Saddam ?

  • AndreAX

    Mi sto godendo il cazzaro da Vespa c’è da dire che è un bravo imbonitore; l’associazione Draghi+Renzi è veramente efficace nell’anestetizzare una caduta che ieri sembrava inevitabile,

  • AndreAX

    ragazzi qualcuno mi spiega perchè in tv da Vespa danno una curva di crescita che scenderà nel 2018 2019; lo scopo non dovrebbe essere vendere fumo di qualità e dunque una bella curva a pendenza positiva massima?

    • Maximus

      Beeeeeeeh …siamo al Top !
      Come dice Cruciani alla zanzara !

      Pensate che economisti abbiamo in Italia : sanno prevedere quale sarà il Pil di una Nazione con tre anni di anticipo….

      E non sbagliano mai.

    • funnyking

      1.6 nel 2016? Seriamente?

      • Cruciverba

        Di questo grafico credo non ci sia nulla di serio …

      • penso sia più facile una pioggia di mucche sul centro di milano, decisamente.
        Visti i tempi che corrono sarebbe già grasso che cola un segno positivo da qualche parte nel prossimo futuro.

    • Tommasodaquino

      credo di più all’esistenza di babbo natale.

  • giggi251

    La presidente della Banca centrale russa ha dichiarato che il rublo è sopravvalutato e che sta dirigendosi verso il valore normale. Nessun intervento in vista. È chiaro che tutti speculatori contro il rublo. Ma se la Russia non usa le riserve per sostenere il cambio non crolla manco fra cento anni

  • “Ora, si può accusare il presidente di uno Stato sovrano di essere il mandante di un omicidio simile in base a un dubbio, se la finalità non è altra da quella di voler scoprire la verità? A mia memoria, non esiste un precedente di tale gravità.”

    Certo che si può: trattasi di un rapporto al parlamento e non di un atto d’accusa penale e neppure di una “sentenza”.

  • Lila

    Il titolo ” E’ partita l’agenda nascosta contro Mosca.” mi ha fatto un po’ sorridere in quanto l’agenda contro Mosca è partita da tempo….e non è nemmeno tanto nascosta, e visto che le stanno provando tutte, ritirano fuori anche Litvinenko dall’armadio. In poche parole vogliono creare il mostro Putin, come è stato Saddam, Ghedaffi, Assad, Mubarak e via dicendo….
    Si vede che nello Yemen la situazione dell’Arabia Saudita è peggio di come la si immagina, e in qualche modo devono trovare un modo per non fare incavolare i Saud…dopo che gli hanno promesso pozzi e Siria, in cambio dell’over flooding per fare fuori Venezuela, Russia, ed investimenti cinesi in Africa. Nulla di nuovo sotto il Sole

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