Lavorerete per Qualcosa di Meglio ( W i Robot e l’Intelligenza Artificiale )

Di FunnyKing , il - 192 commenti

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robots

Recentemente ho scritto un post dai toni volutamente provocatori a presentazione di Atlas, ovvero l’androide sperimentale prodotto da Boston Dynamics.

Come immaginavo mi sono trovato la “zona commenti” intasata da sproloqui sul fosco futuro che ci attende in cui le macchine ci “sostituiranno tutti”.

In fondo però capisco i neo luddisti. Se osserviamo la realtà che ci circonda la concorrenza fra uomo e automazione industriale sul mercato del lavoro è ad una fase di picco, esattamente come altre tecnologie lo sono state  nei passaggi fra le diverse rivoluzioni industriali.

Quindi è vero, i robot, le intelligenze artificiali, le macchine per l’automazione industriale stanno sostituendo i mestieri a cui siamo abituati e stanno creando disoccupazione. Paradossalmente i paesi più colpiti sono quelli che hanno fatto negli anni del basso costo del lavoro una risosrsa.

Mi dispaice ragazzi, ma l’economia,la storia umana e quell’insieme di avvenimenti che cataloghiamo come progresso funziona proprio così.

A cicli.

La tecnologia e le scoperte scientifiche applicate all’industria sono “Disruptive” per definizione, cioè spazzano via un paradigma produttivo e ne creano altri.

Non mi pare proprio che il mondo stia regredendo, anzi non c’è mai stato tanto benessere diffuso sulla terra come oggi, noi occidentali ci lamentiamo perchè questa ri-distrubuzione avviene sulle nostre spalle e sui paradigmi a cui eravamo abituati (cioè dominare il mondo, persino l’Italia contava nel mondo fino a 20 anni fa, ora non conta più quasi una mazza), tuttavia il progresso scientifico, medico, tecnologico continua.

Tornando a robot, androidi e intelligenze artificiali,  esse sono parte fondamentale della rivoluzione industriale in atto. Una rivoluzione in cui l’uomo cessa di avere un ruolo come creatore di hardware e diventa invece creatore di software. I mestieri manuali tenderanno a ridursi fino a trovare una loro nicchia super specializzata e ad altissimo costo, mentre “i lavoratori” umani si dedicheranno a nuovi mestieri alcuni dei quali oggi non siamo neppure in grado di immaginare ma certamente il peso dei “servizi” è destinato a espandersi in maniera esponenziale sul mercato del lavoro a discapito dell’industria.

Il risultato di questa trasformazione costituisce il grosso della deflazione che stiamo vivendo, una deflazione che non è affatto solo da debito ma è proprio legata al fatto che i beni di consumo hanno costi di produzione sempre più bassi, e il software ne ottimizza le quantità consumate sul lato della domanda.

Vi faccio un esempio banale: le valvole termostatiche.

Come forse saprete in Italia le abitazioni quest’anno dovranno essere dotate di valvole termostatiche sul riscaldamento, una norma che farà risparmiare enormi quantità di energia alle famiglie. Si tratta di un sensore e di un software che ottimizza la quantità di calore richiesta in ciascuna stanza e evita di usare il riscaldamento dove non serve.

Cosa credete che accadrà alla filiera energetica?

Deflazione, minore domanda, disoccupazione. Tutto per una intelligenza artificiale di basso livello legata ad un sensore posto sul calorifero (con una caldaia di nuova generazione abilitata a dialogare col sensore).

Sono ridicole le urla da checche isteriche contro l’automazione industriale, piuttosto bisognerebbe cominciare a pensare a politiche di ricollocamento della forza lavoro in eccesso mentre il periodo di crisi da un passaggio di paradigma industriale non abbia già creato i nuovi mestieri.

Shit Happen, la merda capita, e ci è proprio capitata una simpatica rivoluzione industriale, proprio ora mentre scrivo. Anzi quello che scrivo, come lo scrivo e l’effetto che fa sulla vecchia industria editoriale è rivoluzione industriale. Pensateci un attimo. Credete che internet abbia creato o distrutto posti di lavoro nel giornalismo?

Ma in futuro io scommetto  che la rete creerà nuovi giornalisti che lavorano con paradigmi del tutto nuovi. Sta già accadendo.

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  • GIANNI

    Si serve pompa variabile, caldaia modulabile, cambio delle valvole ogni 6 anni .
    Risparmio? ho i miei dubbi.

    • Luigi Zambotti

      Gianni
      Risparmio, in teoria, in realtà contestazioni a non finire dei condomini nei confronti dei gestori. Chiedere a quest’ultimi come stanno andando le cose dove gli impianti sono stati aggiornati.
      Dimenticavo: costo dell’aggiornamento per appartamento di 70-100 mq intorno ad Euro 5.000,00 (cinquemila). Un affare!

      • AndreAX

        se sei la ditta che aggiorna grazie a una stupida legge che obbliga il condomino indubbiamente sì

    • Nikytower

      Nessuno ti tocca stare al freddo per rientrare delle spese! 🙁

  • Gian Maria Freddi

    “politiche di ricollocamento della forza lavoro in eccesso”
    In un capitalismo sempre più spesso in crisi economica? La vedo molto dura. Molti neodisoccupati molto probabilmente dovranno accettare lavori degradanti e mal pagati (più convenienti per i datori di lavoro rispetto all’impiego di macchine costose).

    • paolinks

      E il problema è che non viviamo in un sistema capitalistico puro. La settimana scorsa sono venuto a sapere ( con somma gioia ) della nascita di Stripe Atlas, un’azienda che si occupa di aiutare la gente comune nella costituzione di una startup. Considerato che ci sono interi settori industriali che aspettano di svilupparsi ( making/stampa 3d, robotica, agenti intelligenti, ecc… ) direi che la possibilità di fare grandi cose c’è.

      Ovviamente se la politica si mette di traverso e lavoro per mantenere i privilegi di Rockefeller, Soros e compagnia, allora ci aspetta solo il baratro.

      • Gian Maria Freddi

        Il problema è che viviamo in un sistema capitalistico: prima viene il capitale (e il profitto), poi l’essere umano.

        • paolinks

          Il capitalismo non ammette l’esistenza di monopoli privati protetti dallo Stato. Penso al gioco d’azzardo e a tante altre attività simili.

          E’ lì che si annida la corruzione, che poi è quella che crea danni.

          • Tony

            Il capitalismo puro però ammette cartelli di vario tipo, quando non monopoli veri e propri se un grande imprenditore riesce a mettere le mani su più aziende che producono la stessa cosa!!
            Ma di che parli, tu parli di bassezza umana, non di capitalismo né di Stato.

          • AndreAX

            Sì ma in unr egime di vero capitalismo il monopolio o l’oligopolio non sono mai un problema

          • paolinks

            Limitatamente in termini di estensione di mercato e temporale, è come dici tu. Ma in generale no. La presenza di moltissimi attori ( produttori e consumatori, che poi formano il mercato ) rende impossibile monopolizzare qualsiasi settore per sempre.

            I petrolieri fanno cartello e alzano i prezzI? Bene, è possibile che qualche altro attore più onesto emerga, oppure che ciò spinga a fare più ricerca per trovare nuove fonti energetiche.

            E comunque concordo sul fatto che il problema sia la bassezza umana, ma in un sistema centralizzato è molto più facile abusare del potere che si ha per distorcere il mercato.

            Tant’è che lo stesso Marx ( quindi non certo un capitalista ) pose come fondamento della sua teoria la “dittatura del proletariato”. Cioè lui voleva fare attraverso la politica quello che Adam Smith e soci proponevano di fare attraverso l’economia.

            In entrambi i casi si chiedeva maggiore decentralizzazione e la distruzione di qualunque potere verticistico.

          • Tony

            Ma infatti probabilmente tutto sta nel trovare il giusto equilibrio tra le cose per limitare nient’altro che i limiti dell’uomo, è inutile continuare a cercare di tirare per una parte o per l’altra come fossimo ad una gara. Bisogna trovare i limiti di entrambe le teorie e migliorarli, invece trovo che la maggior parte delle volte nn si fa altro che cercare di mettere in mostra la propria preparazione culturale facendo giri di paroloni inutili e fini a se stessi che nn risolvono in nessun modo il problema.

          • paolinks

            La questione di fondo rimane e cioè che l’uomo è una bestia egoista, istintiva e ( lasciatemelo dire ) sanguinaria.

            Liberisti e comunisti ( ma anche altri ) avevano capito questa cosa e cercarono a modo loro di affrontare il problema. L’ingenuità del marxismo è figlia del positivismo imperante proprio nei secoli XIX e XX, ovvero la convinzione che la società umana, complici le scoperte tecniche e scientifiche, può solo migliorare.

            Se guardi al mondo d’oggi noterai che invece è accaduto l’esatto contrario, con sempre più idioti, bulli e pseudo-illuminati che sfruttano la tecnologia per soverchiare il prossimo.

            Ed è a questo punto che si capisce che un’ideologia basata sull’accentramento dei poteri non va bene, ma ce ne vuole una che preveda la balcanizzazione dei poteri, in modo che nessun uomo sia sufficientemente potente da poter fare troppi danni e soprattutto che metta i potenti gli uni contro gli altri.

            L’attuale stato pietoso della società ( occidentale in particolare ) è dovuto al fatto che i potenti sono riusciti a capovolgere le basi del capitalismo, hanno accentrato sempre più ricchezza e potere nelle mani di poche corporation ( al cui vertice ci sono loro ovviamente, il che è del tutto simile a quanto fecero Stalin e compagni ) ed, essendo pochi, hanno potuto unirsi in una sorta di mafia ( la famigerata mafia bancaria e finanziaria o TPTB come viene chiamata in alcuni siti complottasti ), cioè non si fanno più la guerra tra loro e quindi hanno tempo e risorse per “dedicarsi” a fare la pelle a noialtri comuni mortali.

          • Tony

            Secondo me c’è solo una cosa che può lottare contro queste corporation che ormai sono così grosse da fatturare quanto una nazione, lo Stato, uno Stato che sia ben governato è l’unica cosa che può opporsi a questi pazzi.
            La Russia ad oggi sta dimostrando in qualche modo proprio questa teoria.

          • paolinks

            E lo Stato siamo noi, quindi dipende dal livello di cultura ( inteso in senso ampio ) di un popolo. I russi sono notoriamente un popolo colto e riflessivo ( aldilà degli stereotipi falsi diffusi in occidente ).

            Alla fin fine si riduce tutto alla balcanizzazione del potere, cioè non dev’essere permesso a nessuno di avere troppo potere. Che poi si usi lo strumento economico, quello politico o una mazza ferrata, poco importa.

          • Tony

            …e allora siamo d’accordo su questo,non c’è dubbio.

      • Nikytower

        In itaGlia se uno si sogna solo di aprire una partita iva viene già massacrato di tasse.
        Quindi vedete di startappare all’estero! 🙂

        • paolinks

          Sorry, dimenticavo di aggiungere che la Stripe Atlas ti fa aprire società in Delaware e Nevada, non certo in Itaglia.

      • AndreAX

        Secondo me chi inventa la stampante 3d per l’acciaio fa il botto; un sinterizzatore o equivalente low cost spazzerà via tutta la filiera metallurgica attuale quella sarebbe una bella cosa…

        • Flavio Bosio

          Tipo la 3D Systems Corporation (NISE: DDD), o la Stratasys Ltd. (NISE: SSYS) o le altre decine se non centinaia di aziende simili già sparse in tutto il mondo?

          • AndreAX

            Sì lo so che qualcosa esiste ma mi hai citato realtà di nicchia buone per fare prototipi io intendo qualcosa heavy duty da mettere nella fabbrica che ti fa il semilavorato quando non il prodotto finito a partire dalla polvere di metallo è diverso

          • Flavio Bosio

            Semplicemente perché non ha senso, già esistono acciai speciali prodotti a partire dalle polveri per esempio l’ELMAX e teoricamente li potresti stampare ma poi vanno trattati termicamente per l’indurimento, affilati, assemblati con altre parti non metalliche come la fibbra di carbonio, il G10 ecc.. lubrificati, controllati ecc..

            Se alla fine vuoi un prodotto finito di qualità come un coltello Zero Tolerance non ti basta un buon acciaio, devi metterci tanto lavoro manuale e perizia per cui avere la stampante 3d o partire da una billetta di acciaio ELMAX o M390 non fa differenza.

          • AndreAX

            Mah guardi non sono nel metallurgico ho giusto qualche rudimento perchè appassionato di lame nipponiche (nihonto). Io ora non so quindi un acciao con fibra di carbonio (di cui ignoravo l’esistenza, so che puòc ambiare il tenore di C nella lega, ma ignoravo che si costruissero acciai con anima in fibra) ma un più semplice acciaio di quelli utilizzati nell’automotiva sarebbe una gran bella cosa se uno riesce a internalizzare completamente il ramo che fornisce il semilavorato; a partire da una miscela delle polveri componenti potrebbe costruire da sè la lega mica poco.

          • Flavio Bosio

            No, la fibra non sta nell’acciaio della lama sta sul manico del coltello, un prodotto “finito” è composto da più parti e parecchie lavorazioni non puoi stampare in 3d un coltello come non puoi stampare una nihonto, ti serve un artigiano che seleziona il tamahagane, lo seleziona in base al colore lo forgia secondo tradizione, e poi passa ad una serie di artigiani specializzati che preparano tsuba, saya e kogiry ecc..

            Non puoi stampare una nihonto con una stampante 3d, questo era il senso (per capirci)

          • AndreAX

            Sì sono d’accordo vedo che sei appassionato anche tu… però la guerra non la facciamo più con le spade da un pezzo films a parte, ed infatti l’applicazione più immediata sarebbe quella della difesa personale low cost

            https://defdist.org/

          • Flavio Bosio

            Mah, pure li il discorso è sempre lo stesso, puoi stamparti una pistola in 3D e spararci qualche colpo ma non sarà mai una Glock per affidabilità, e nota che una Glock la porti a casa con meno di 600€ già oggi, un M&P15 Smith & Wesson costa solo 739$ e stiamo parlando di lavorazioni dal pieno con macchine CNC, calci in polimero e tutta una serie di trattamenti termici per le canne ecc..

            Non vedo margini interessanti su cui lavorare per cui valga la pena di investire su apparecchiature 3D.

          • AndreAX

            HAI NOMINATO I MIO SOGNO tra le pistole LA GLOCK per questo ti nomino ufficialmente mio simpatizzante! Quindi tu le vedi destinate a cosa? A prototipizzare e basta?

          • Flavio Bosio

            Praticamente si, in pratica ottieni una fusione partendo da una polvere metallica come fosse una colata ma senza la necessità di uno stampo il ché è perfetto se ci devi fare delle statuette o dei prototipi ecc.. ma non è paragonabile a metallo forgiato, temprato e rinvenuto, da una “colata” puoi ottenere un acciaio molto duro ma fragile o un acciaio tenero e malleabile, non puoi ottenere acciai ultra resistenti come quelli impiegati per le canne di fucili e pistole evitandone la fragilità, per quella sono necessarie una serie di lavorazioni successive come la rotomartellatura a freddo.

          • AndreAX

            Eppure l’hanno già fatta una pistola stampata in 3d; la mitica colt 45 1911

            https://en.wikipedia.org/wiki/Solid_Concepts_1911_DMLS

          • Flavio Bosio

            Si, ci spari 50 cartucce e la butti via..
            Con una Glock spari 50.000 Fiocchi BlackMamba e funziona ancora!

          • AndreAX

            Sì Glock Glock forever da quando l’ho vista è stato amore a prima vista sono indeciso tra la compact e la standard quella proprio piccola la escludo non voglio una scacciacani modificata

          • Flavio Bosio

            La 19 è perfetta, ne troppo grande, ne troppo piccola, robusta ed affidabile fa il suo dovere senza problemi.
            Una standard non serve ad una cippa, nel 99,999% dei casi uno scontro a fuoco è sempre nel raggio di 10 mt (3,5mt secondo le statistiche della polizia americana) e se impallini uno a 50mt poi ti voglio vedere a spiegare al giudice la legittima difesa..

            Da tener presente anche che in uno scontro armato il coltello batte sempre la pistola entro i 21 piedi (6,4mt) se uno lo sa usare ovviamente.

          • AndreAX

            vorrei dirti di sì ma non lo so usare ne ho sempre voluto uno personalmente avevo adocchiato il Bowie come modello che ne dici visto che sembri uno che ne sa. Quanto alla Glock quindi consigli la compatta o la subcompatta che è quella piccolina proprio personalmente avevo pensato alla compatta

          • Flavio Bosio

            La Glock 19 è una compatta, il Bowie classico è decisamente troppo ingombrante, per me il top è lo ZT0561
            https://www.youtube.com/embed/4MOm23wGCrM
            ma io ho uno ZT0562CF

          • AndreAX

            Bello belle linee, destinazione d’uso? difesa brushcraftng general purpose? ne vale la pensa prendere il modell C con i fori a V per compensare l’alzo?

          • Flavio Bosio

            E’ un derivato dell’Hinderer XM-18 quindi tactical knife progettato principalmente per il settore Military / Law Enforcement.

            La model C è la classica americanata anni ’90, basta cercare con google “glock custom” per capire cosa intendo, il rinculo si gestisce o sostituendo la molla di recupero con una più dura o più semplicemente riducendo la quantità di carica ed il peso della palla, o acquistando munizioni subsoniche, forare la canna ne riduce sensibilmente la lunghezza a scapito della precisione e riduce anche la velocità della palla misurata alla bocca per cui è perfettamente inutile.

            Un giubbotto antiproiettile lo vedo abbastanza inutile per un civile francamente, se senti qualcuno entrarti in casa alle 3 di notte non hai il tempo di infilarti il giubbotto, tutto accade molto rapidamente, una torcia tattica è molto più utile.

          • AndreAX

            Sì sì ma non te lo chiedo per difendermi dal topo di appartamento il contesto a cui penso è assai più nefasto se hai informazioni da condividere anche su una protezione balistica ne sarei felice torno a dire per protezione offerta durata nel tempo (le ceramiche una volta che prendono qualche palla poi le devi cambiare) a fronte di una maggior pesantezza la lastra in acciaio balistico ar500 (l’unica invero che abbia trovato) mi pareva buona che dici? hai alternative?

          • Flavio Bosio

            5.4Kg a piastra, una davanti e una dietro, fucile, munizioni, camelbak, anfibi e tutto il resto arrivi tranquillamente a 30Kg ed oltre, se viaggi così fai poca strada…

          • nemo_propheta_in_patria

            Ma tu non eri cristiano?

          • Massimo Decio Meridio

            Perccato che il prezzo del MP15 in italia sia di gran lunga superiore :-((

          • Flavio Bosio

            Dipende dalle politiche dell’importatore ovviamente..
            Un paio d’anni fa li trovavi dal Bignami a 800€ oggi il più economico è 1.190 evidentemente agli italiani piacciono di più le versioni MOE, ora in vendita a 1.910 contro i 1.400 di 2 anni fa.

            Effetto cambio, tasse d’importazione ed IVA.

          • Massimo Decio Meridio

            …e cartello dei fabbricanti italiani :-)…

        • paolinks

          I brevetti sono scaduti nel 2014 e c’è già un progetto in tal senso http://reprap.org/wiki/OpenSLS

          C’è stato anche chi ha provato a costruire ( con vari gradi di successo ) una stampante DMLS https://www.reddit.com/r/3Dprinting/comments/2hu4t7/first_prints_from_my_homemade_sls_printer/

          Mi pare di capire che l’ostacolo maggiore è dovuto alla necessità di laser più potenti ( CO2 ) e quindi dotati di sistema di raffreddamento e di un meccanismo per purificare l’ambiente all’interno del quale vengono depositate le polveri metalliche.

          Ma penso che non sia un traguardo molto lontano.

  • paolinks

    Basta guardare alla comunità dei maker, con quei ragazzini che programmano i vari Raspberry et similia, i quali sono connessi a macchine a controllo numerico più o meno complesse. Da lì si capisce che l’uomo si sposterà totalmente verso il lavoro intellettuale.

    Posso portare un esempio affine a quello del giornalismo, che riguarda l’industria editoriale. Lo sapete che su Amazon un pinco pallino qualsiasi può pubblicare un suo libro? No dico, vi rendete conto? Meritocrazia allo stato puro, niente editori che ti cestinano perché non gli stai simpatico.

    Imho sono d’accordo con FK, il futuro è molto più brillante del passato, basta solo attuare politiche adatte ( e lì sarebbe necessario che la massa si svegliasse e cominciasse a governare invece di accettare passivamente di essere governata/inculata ).

    • Neofita

      Il self-publishing si può fare non solo e non necessariamente su Amazon, esiste anzi una piattaforma italianissima che è stata (e probabilmente è ancora) all’avanguardia su questo fronte, si chiama Simplicissimus. L’autore pubblica il proprio testo, fissa il prezzo… se piace, vende, altrimenti no: disintermediazione quasi totale fra l’autore e il suo pubblico.

    • Flavio Bosio

      E sai chi è stato il primo ad avere l’idea del self-publishing via internet?
      Tale Bob Young co fondatore di RedHat quando mise su Lulu.com nel lontano 2002.

  • gianluca2

    L’economia e la storia a cicli?
    Anche i dinosauri avevano il loro FK che li rassicurava.

  • Luca R

    Piccola precisazione tecnica: le valvole termostatiche non contengono nessun software

    Tutto il resto non fa una piega

  • Mauro

    anche in Mercedes 🙂

    • Neofita

      Stessa cosa anche per VW, certi prodotti di nicchia (come il VW California) non sono prodotti in massa e servono ancora mani artigianali per assemblarli

    • funnyking

      si, è una nuova rivoluzione industriale

  • Nikytower

    Tutto vero!
    Non farie comunque l’esempio delle valvole…
    quelle sono solo altri costi da subire quindi li metto sotto la voce tasse.
    Sto per fare il lavoro di installazione.
    Dai miei conti dovrò stare al freddo mi serviranno circa sei anni per recuperare le spese poi bisognerà vedere l’aggravio dei costi di manutenzione di valvole, sensori, costi lettura e di gestione. Un bel valore aggiunto!
    In totale l’ennesimo modo di fare Pil inutile… cosa che dalle mie parti si chiama ennesima tassa.
    Ormai i costi della vita imposti dagli stati ladri e dai loro amici ci lasciano poco margine di decisione. Lo stato non solo intermedia gran parte del Pil attraverso l’esproprio tassatorio, ma di fatto, intermedia anche una buona metà di quello che ci lascia in tasca attraverso l’imposizione di spese che non avremmo mai fatto, senza alcun aumento della qualità della nostra vita.
    I risultato oltre a un impoverimento dei cittadini è la devastazione del mercato.

    • funnyking

      si era un esempio a casaccio

  • Turbo mind

    Articolo condivisibile al 100%.
    Nei miei commenti al primo post sui robot non è stato colto il senso della mia preoccupazione per il futuro prossimo, che è spiegato benissimo qui da FK.
    Il problema non è il progresso, non è la tecnologia, non è la rivoluzione industriale 2.0.
    Il problema è che l’evoluzione avviene in contemporanea a un periodo di crisi economica globale che, insieme, creeranno milioni di disoccupati in più. Gente per cui non è pronto un impiego alternativo. Non solo, non c’è nemmeno l’idea di lavori alternativi. E ciò creerà inevitabilmente vittime, tensioni, conflitti.
    Nessuno sostiene che l’uomo non sia in grado di adattarsi. Si dice solo che è molto difficile adattarsi quando le alternative sono pochissime o inesistenti.

    • AndreAX

      Sarà un problema di velocità a fianco alla disoccupazione da mal investment salirà la cosiddetta frizionale

      • Turbo mind

        Esatto, due eventi distinti che generano un cambiamento troppo repentino perchè passi via liscio. I prossimi 20 anni saranno “interessanti”.

        • AndreAX

          come nel romanzo di Stephen King però…. mica tanto bello….

  • Bastiat

    Nuovi giornalisti? Magari che scrivano articoli finanziari?

    Leggetevi per esempio
    http://www.forbes.com/sites/narrativescience/2015/07/22/xerox-profit-expected-to-slip/#3c7cd084478d

    Lo ha scritto un certo “Narrative Science”: non e’ uno pseudonimo, e’ un algoritmo.

    • AndreAX

      non funziona

      • Bastiat

        Funziona dal 2010 e sempre meglio, come prevedibile.
        Puo’ trovare online i suoi articoli su Forbes per avere un’idea.

        • AndreAX

          no non hai capito non funziona il link

          • Bastiat

            Speravo davvero in una critica sul modus operandi dell’algoritmo….

            Non avevo escluso comunque che si riferisse al link, ho infatti specificato dove trovare gli articoli di Narrative Science. Li trova in qualche secondo.

          • AndreAX

            Bè se vuoi una critica te la faccio l’errore è quello della stanza cinese di Searle, la macchina in questione risponde o redige articoli secondo un linguaggio ma ciò non vuol dire che capisca ciò che scrive cioè che sappia il cinese può limitarsi ad associare, non so come dipende dall’algoritmo di programmazione, tra loro parole o proposizioni di parole. Un esempio pratico per farti capire in giapponese esistono tanti suffissi che seguono il nome e che determinano lo stato sociale ad esempio se siamo coetanei mi chiamerai ANDREA-SAN se sono il tuo datore di lavoro ANDREA-DONO se tu programmi una macchina per rispondere questo non implica che essa colga la sfumatura semantica dietro, può anche rispondere correttamente nel momento in cui è programmata correttamente ma non vuol dire che capisca la differenza tra -SAN e -DONO.

          • Bastiat

            Grazie per la risposta.

            Nello specifico, non ho dubbi che il software in questione non capisca quello che scrive, e’ di fatto un assemblatore di informazioni su un certo soggetto. La cosa non lo rende meno impressionante..soprattutto se guarda il livello di accuratezza raggiunto non solo sul piano grammaticale, ma in primis concettuale. In pratica Narrative Science su Forbes fa il lavoro di un giornalista finanziario. Se consideriamo poi il fatto che diventa migliore con il passare degli anni, possiamo facilmente immaginare cosa accadra’ alla professione di giornalista, gia’ oggi in crisi.

            In risposta a FK che vede opportunita’ crescenti per la categoria.

          • AndreAX

            Sì però visto che ti chiami Bastiat allora ti invito a considerare “non solo ciò che si vede ma ancor di più quel che non si vede” dunque… siccome questi software si sviluppano a partire da un input è verisimile che esso si corregga facendo metanalisi su articoli di settore e imitando sostanzialmente la forma grammaticale che incontra. Adesso sappiamo che sulle testate economiche scrivono praticamente Keynesiani o monetaristi che sono poi keynesiani mascherati da liberali, ebbene questo introduce un bias alla fonte per cui gli articoli che Natural Science scriverà appariranno semrpe come scritti da un keynesiano. Eppure il programma data l’enorme capacità di calcolo di gran lunga superiore a quella di qualsiasi umana mente potrebbe rendersi conto in un istante dell’erronea scienza economica ma non lo farà mai perchè non è in grado di interpretare il dato ma lo recepisce acriticamente quindi scriverà sempre come un keynesiano; anche in caso di big crush dalla sua tastiera non usciranno che le medesime stupide chiacchiere sugli shock esterni proprio come da un keynesiano ortodosso forse con qualche errore grammaticale in meno.
            Quindi va bene per fare propaganda cioò per ripetere semrpe la solita solfa ma non epr fare una critica costruttiva perchè manca l’elemento fondamentale una mente pensante. Visto l’andamento economico quindi sì sicuramente toglierà il lavoro a tanti giornalisti economici che sono decerabrati uguali con la gravante di essere lenti.

          • Bastiat

            In realta’ se guardi gli articoli in questione, vedrai che prescindono dal fatto che l’autore sia keynesiano o austriaco, in quanto hanno per oggetto l’andamento finanziario e borsistico delle societa’ prese in analisi. Hanno quindi un certo grado di oggettivita’ ed e’ questo il motivo per cui sono un output perfetto per un algoritmo (che non a caso scrive notizie di sport). Narrative Science non e’ certo adatto per suggerire politiche economiche (qui si entra nel campo dell’AI) ma in ogni contribuisce all’obsolescenza della professione del giornalista. Un esempio fra i tanti.

          • AndreAX

            Guarda non mi fa accedere al sito certo a posteriori è possibile scrivere di tutto si tratta poichè si tratta di DEscrivere se potesse prevedere come dici saremmo nel campo dell’AI

        • AndreAX

          Come non detto era il mio adblock

        • paolinks

          Beh, quel bot dimostra solo che i giornalisti del cosiddetto mondo libero non sono altro che degli sparacaratteri imboccati, frase per frase, dai poteri forti.

    • nathan

      E soprattutto eserciterà senza l’Ordine Degli Algoritmi..

  • formic

    se questi vengono “visualizzati” per la massa vuol dire che a livello
    militare sono avanti, molto avanti, oserei dire quasi umani https://www.youtube.com/watch?v=javqj8YzTWk

  • Flavio Bosio

    “Sono ridicole le urla da checche isteriche contro l’automazione industriale, piuttosto bisognerebbe cominciare a pensare a politiche di ricollocamento della forza lavoro in eccesso mentre il periodo di crisi da un passaggio di paradigma industriale non abbia già creato i nuovi mestieri.”

    Li mandiamo tutti nei campi FEMA ed il problema è risolto!

    • Massimo Decio Meridio

      Politiche di ricollocamento della forza lavoro ? me ne viene in mente una facile facile … la guerra

      • Flavio Bosio

        Le vecchie ricette della nonna sono sempre le migliori…

        Uova, latte, zucchero e fior di farina, il risultato è sempre ottimo!

        Distribuisci un po di fucili a dei cretini in divisa e spediscili al fronte, il risultato è garantito da migliaia di anni di storia.

        • Massimo Decio Meridio

          Appunto i robot fabbricano, i soldati schiattano e la popolazione diminuisce fino al livello di equilibrio ed il ciclo ricomincia …

          • Flavio Bosio

            Come sempre è stato nella storia dell’umanità d’altronde..

            Le guerre si son sempre fatte per il cibo e le risorse minerarie da che mondo è mondo o no?

          • Massimo Decio Meridio

            Non solo, anche per sfoltire la popolazione in eccesso….

          • Friendly Cynic

            I robot combattono e sterminano l’umanitá in eccesso, eterodiretti da comode poltrone come giá avviene con i droni attuali.

  • silvia

    Si come no….immagino che tutta l umanita’di scarto se ne stia li buona buona a guardare…

    • agente21th

      Verranno ammazzati per legge. Ovviamente dettata dal “mercato libero”.
      E poi sono brutti sporchi e cattivi.

  • T_B_S_

    Decrescita felice/infelice.

  • Diego Gavazzeni

    Ci dedicheremo a quei servizi non fattibili per un robot, tipo la prostituzione.
    Pochi ricchissimi controlleranno tutta la produzione e questi ricchissimi si circonderanno di migliaia di prostitute e prostituti che sosterranno la domanda di prodotti.

    • paolinks

      Mi sa che la prostituzione sarà il primo settore a pagarne il prezzo https://www.realdoll.com

      • Diego Gavazzeni

        Quella sarà l’opzione per chi non può permettersi le prostitute vere 😉

        • paolinks

          il grosso del mercato…e i soldi veri si fanno sui grandi numeri

          • Diego Gavazzeni

            Il problema è che per avere i soldi per comprare quella bambola devi lavorare, e l’unico lavoro disponibile per i più sarà….. Prostituirsi a loro volta! Fisicamente o intellettualmente.

          • paolinks

            Ed è per questo che FK nell’articolo parla della necessità di un nuovo meccanismo di redistribuzione del reddito.

            Il pessimismo di molti è legato al fatto che proiettano l’attuale società in uno scenario futuro. E’ evidente che in un mondo in cui il 90% delle attività lavorative sono appaltate ai robot, non si può mantenere l’attuale sistema basato su mega-corporations, nuovi nobili ( del petrolio, della finanza, del settore bancario, ecc… ) e parassiti para-statali e non.

          • AndreAX

            Al netto dis cenari apocalittici la robotizzazione porterebbe all’eden a mezzo tecnologico; soddisfatti nei bisogni primari potremmo metterci tutti a lavorare nella scuola di Atene tutti a fare i filosofi!!! Che bello!

          • paolinks

            Richiederà una nuova consapevolezza da parte del genere umano. Per questo mi sconfortano quei commenti tipo “ci manderanno tutti nei campi FEMA”. Ma chi? Gli Illuminati? Soros? Mi spiace dover constatare che moltissima gente ha ancora una mentalità servile.

          • Flavio Bosio

            “Li manderemo” non “ci manderanno”..
            Se non comprendi il sarcasmo..

          • AndreAX

            Sì ma con la stessa onestà ti dico che non credo che lo conseguiremo davvero con l’aria ben più reale e alle porte che tira finiremo in uno scenario tipo Metro 2033; lo dice anche Michio Kaku il momento in cui rischio di estinguerci è questo nel passaggio da civiltà di livello 0 a civiltà di livello 1

          • Massimo Decio Meridio

            Le società che puoi immaginare non è che ti portato una ventata di ottimismo però eh ….. che ci potremmo immaginare .. forse una Tecnocrazia ? La dittatura dei Programmatori ? L’oligarchia dei Manutentori ? Come la metti la metti la maggior parte non sfuggirà al Grande Cetriolo ….

          • Diego Gavazzeni

            http://www.huffingtonpost.it/2015/10/09/stephen-hawking-capitalismo-robot-avidita-uomini_n_8268148.html
            L’attuale élite politico economica adorerebbe un sistema in cui il popolo deve prostituirsi a loro per poter comprare i loro prodotti. E’ come essere Dio, anche meglio.
            Sarà obbligatoria una rivoluzione.

          • Flavio Bosio

            Una rivoluzione o un sussidio pubblico con accredito diretto sul CC da spendersi esclusivamente con carta di credito, secondo te cosa sceglieranno i bankster tra l’essere impalati e lo stampare dentaro?

          • Diego Gavazzeni

            Dipende, se ritengono di poter sopprimere una rivoluzione allora la sopprimeranno, e non daranno alcuna concessione. Se invece hanno paura di perdere ed essere impalati allora allenteranno i cordoni della borsa quel tanto che basta…

          • Flavio Bosio

            Sopprimere una rivoluzione… scommessa pericolosa quando in gioco c’è la propria pelle ed il proprio stipendio, mi sa che sceglieranno di stampare, tanto per andar sul sicuro, sai com’è..

            Tra gli scroschianti applausi del popolino felice d’aver ricevuto l’ennesimo sussidio.

          • Friendly Cynic

            Con milioni di robot armati contro milioni di rivoltosi fatti di morbida carne, potrebbero sopprimere facilmente le rivoluzioni.

          • Flavio Bosio

            L’importante è crederci…
            Il problema è che sappiamo chi sono, sappiamo dove lavorano, sappiamo dove abitano, sappiamo dove mandano i figli a scuola…

            Milioni di robot armati non bastano!

          • AndreAX

            Quindi dare il proprio culo per uno di gomma…. un affarone proprio!

        • andrea pippo

          mi sa che non hai capito. una bambola del genere costa un botto ma no 1mille euro, probabilmente sui 10-20mila. non è per chi non può permettersi le prostitute vere, quello è un oggetto fetish per estimatori di alto rango

          • Diego Gavazzeni

            E la prostituzione che dico io è A VITA, che costa molto di più, ed è anche molto più soddisfacente per l’acquirente.
            Il ricco, quello che avrà il totale controllo della produzione non si compra la bambola, si compra la Gregoraci, e nel futuro se ne comprerà 100 di Gregoraci.

          • Mike J. Lardelly

            Sì ma anche la Gregoraci a 40 anni non sarà appetibile come una ventenne.

    • valentino

      Dunque il mondo iper-automatizzato va a puttane ?

    • Flavio Bosio

      “Pochi ricchissimi controlleranno tutta la produzione e questi ricchissimi si circonderanno di migliaia di prostitute e prostituti che sosterranno la domanda di prodotti.”

      Si chiama “Stato”, e quelli si chiamano “dipendenti pubblici”…

  • Ant Sim

    Qualcosa mi dice che fra non molto la manodopera umana costerà molto meno di un robot.

    • Massimo Decio Meridio

      Fra non molto ? Guarda che è cosi già adesso ….

      • userpacman

        Si infatti, lo scopo finale è l’opposto.. Ovvio che in fase di ricerca costi più il robot.

    • Antonello S.

      E forse anche la vita umana…

    • amadiro

      è sempre stato così, si chiama sovrapopolazione.
      Finchè ci saranno donne disposte a sfornare manodopera biologica in eccesso la costruzione dei robot sarà sempre antieconomica

      • Mike J. Lardelly

        E dire che c’è chi si preoccupa se in Europa non figliamo come conigli, senza capire tra l’altro che questo è il nostro vero punto di forza.

        • Friendly Cynic

          Estinguersi non é un punto di forza.

          • Mike J. Lardelly

            E chi ha parlato di estinzione?

          • Friendly Cynic

            Se una popolazione fa meno di 2 figli per donna, a lungo termine si estingue. Se ne fa 1,4 come gli italiani, anche piuttosto in fretta.

          • Mike J. Lardelly

            Sì, ma se il trend si mantiene per migliaia di anni.

          • Friendly Cynic

            No, una popolazione infertile come quella italiana (o tedesca, o giapponese) é destinata a quasi dimezzarsi ad ogni generazione, nel senso che ogni successiva generazione sarà numericamente quasi la metà della precedente. É un fatto semplice da comprendere: se in media due genitori mettono al mondo un solo figlio, la successiva generazione sarà numericamente all’incirca la metà e se anche questa generazione mette al mondo un solo figlio per donna, dato che i genitori sono due, si avrà un ulteriore dimezzamento della popolazione che quindi sarà un quarto di quella dei nonni.

            Il motivo del rapido invecchiamento delle popolazioni europee e nord-est-asiatiche é questo ed il risultato finale di un simile processo e l’estinzione, preceduta dal collasso sociale (es. pensionistico) e dall’invasione di popolazioni prolifiche e giovani.

          • Mike J. Lardelly

            Forse non ci siamo capiti. Allora ti faccio un calcolo molto semplificato.

            Partiamo da 60 milioni di coppie che fanno 1 figlio.
            Quando saranno morti rimarranno 30 milioni di persone.
            Anche questi fanno un figlio. Rimangono 15 milioni di persone.
            15 milioni di persone fanno 1 figlio per donna. Risultato: 7,5 milioni di persone.
            Sono passate 4 generazioni. Calcolando una vita media di 80 anni, sono circa tre secoli e mezzo. Ora, io mi chiedo come sia possibile fare previsioni al 2300 quando nel mezzo può succedere di tutto.

          • Friendly Cynic

            Il numero delle donne in età fertile é molto più basso di 60 milioni

            Una generazione é calcolata ogni 25 anni circa e non 80

            Mentre nell’arco di un secolo il numero di giovani italiani si riduce ai minimi termini, i giovani stranieri di origine terzomondiale aumentano rapidamente per effetto di alta natalità ed immigrazione, rimpiazzando i morenti autoctoni.

  • agente21th

    Alla fine rimarranno solo pochi esseri umani – l’elite -, il resto sarà costituito da soli robot.

  • ForzaKarolina

    1. Fino ad un paio di anni fa la pensavo anch’io cosi. Ora non più!
    Mi sono convinto che stiamo assistendo ad una ondata di innovazioni tecnologiche enormi che riguardano anche posti di lavoro qualificati e per i quali occorrono anni di studio e preparazione. Si sottovaluta molto la “softwerizzazione” più che l’automazione… Consiglio a tutti il libro di Martin Ford “Rise of the Robots”, acquistabile per pochi euro in formato kindle (non è necessario avere kindle.. su Amazon c’è un programma gratis per leggere e-book sul pc… come faccio io) che spiega molto bene queste cose con esempi concreti.
    2. Ovviamente io sono favorevole a queste innovazioni ma la policy deve essere adeguata velocemente perchè l’idea di poter riqualificare il personale secondo me è altamente sopravvalutata… la realtà ci dice che è durissima oggi e lo sarà a maggior ragione domani. Se le cose stanno cosi chi come me è favorevole al mercato e contro l’intervento statale passerà un brutto periodo perchè l’impegno personale e la meritocrazia non saranno sufficienti a contrastare una tecnologia sempre migliore.. e a quel punto verrà meno la base meritocratica che sta alla base del mercato e lo stato avrà la giustificazione per inquinare completamente le economie… D’altronde provate a pensare cosa sarebbe del settore istruzione con l’e-learning se non ci fosse un monopolio statale che impedisce di usare efficacemente questa innovazione e di abbassare radicalmente i costi licenziando il 90% degli insegnanti….
    3. Altro consiglio: guardatvi questo eccellente video. L’inglese è molto comprensibile anche a chi non lo parla fluentemente e in rete sono disponibili i sottotitoli:

    https://www.youtube.com/watch?v=7Pq-S557XQU

    • AnonimoSchedato

      Bel video, ma credo trascuri un punto importante: il lavoro non è la nostra vita. Gli antropologi hanno studiato la durata del tempo lavorativo nelle società arcaiche (cacciatori-raccoglitori) e hanno calcolato che la “settimana lavorativa” era mediamente di 20 ore (quasi totalmente dedicate alla ricerca di cibo). Il resto del tempo era “libero”, cioè dedicato ad attività sociali.
      Con l’evoluzione abbiamo prima “barato”, aumentando le ore di lavoro (spesso quelle degli altri, se ne avevamo il potere) per aumentare il benessere materiale, talvolta a scapito di quello sociale o spirituale. Poi la tecnologia (per fortuna) e le lotte sociali hanno liberato una parte di quelle ore “rubate” e si è scesi a settimane lavorative da 40 ore (dalle 70 e più dei tempi della rivoluzione industriale).
      Con l’aumento della tecnologia e la presa in carico da parte dei robot di un maggior numero di attività, otterremo, a mio parere, una forte competizione per i lavori rimasti che potrà essere mitigata solo da nuove lotte sociali che porteranno a una diminuzione delle ore lavorative, liberando il tempo di un numero sempre maggiore di persone che si dedicheranno ad attività sociali (dal ballo al turismo, giusto per fare un esempio). Potrebbe essere un ritorno a ritmi di vita più gestibili. Non credo , purtroppo, che avverrà senza conflitti, ma è l’unica possibilità ragionevole, e ci renderà tutti più ricchi (di tempo, innanzitutto).
      Non siamo cavalli (l’analogia mi disturba, l’uomo è il fine, non un mezzo come lo è un animale per il suo padrone). E’ l’uomo che guida l’evoluzione tecnologica, il solo pericolo sono le lotte intestine. E comunque, anche se la vedessimo dal punto di vista dei cavalli, gli schiavi (quelli addomesticati e usati per qualche compito) sono diminuiti. Per i superstiti forse non è così male.

      • ForzaKarolina

        2 appunti:

        1. oggi la tecnologia ha reso molto più semplice per chi ha idee valide e zero o quasi capitale arricchirsi…. cosa un tempo impossibile! Una volte per arricchirsi occorreva comprare terreno. macchinari, avere rapporti privilegiati con le banche e i politici eccc…. oggi basta un buon algoritmo! Quindi direi che da questo punto di vista la tecnologia è amica del merito facendo contare sempre di meno, non di più, il punto di partenza.
        2. La tecnologia sicuramente riduce le ore di lavoro necessarie a produrre un determinato bene o servizio ma il problema è un’altro_ già oggi il 50% della popolazione in Italia non lavora, anche contanto molti posti di lavoro farlocchi come gli insegnanti che la tecnologia attuale (non quella futura) cancellerebbe immediatamente… Se in futuro lavorerà il 10% della popolazione e per lavorare tra studio e impegno si farà per anni e anni un culo quadro (perchè dovrà studiare di più ed essere più prodittivo per competere con la tecnologia) secondo te accetteranno di mantenere il restante 90% che non muove un dito? Se parliamo di anziani ci viene naturale pensare che abbiano diritto alla pensione ma se parliamo di tanti trent’enni e quarant’enni come la mettiamo? E quando la proporzione diventerà 5% produce e 95% no? Chi impedirà a quel 5% di emigrare? Come farà il ponzi-welfare state a resistere a questo stress test?

        PS Cercando il link al video, che avevo visto tempo fa, mi sono accorto che ci sono anche dei video di risposta…. adesso li guarderò!

        • AnonimoSchedato

          Due osservazioni:
          1. “basta un buon algoritmo” che solitamente può essere pensato (o realizzato) solo da qualcuno che ha una grande esperienza (= anni di studio) o i fondi per farlo realizzare da professionisti. E gli anni di studio sono l’equivalente di un investimento, e richiedono un capitale iniziale che non tutti hanno. Quindi serve un capitale iniziale considerevole (sotto forma di studio o di denaro). E nel caso volessi citarlo, il crowfunding funziona solo per chi ha conoscenza (=studio=investimento) o prototipi convincenti (=realizzazione=fondi).
          2. Interessante osservazione, nessuno vuole mantenere nessuno. Ma se non hanno scelta? Li facciamo morire di fame? E se, per motivi strutturali, al sistema servono solo 1 milione di ore/anno di manodopera non qualificata, e l’offerta è 100 milioni, facciamo scendere il valore a zero per eliminare il 99% degli incapaci a fare altro, o dividiamo il monte ore in fette più piccole per tutti, lasciandoli vivere (male) e così facendo pressione su un numero più grande perchè provi a far meglio (usando le ore forzatamente libere)?
          Per mero calcolo statistico, ritieni che si potrebbero produrre più Bill Gates, Steve Jobs (ed equivalenti) in una popolazione di un milione di schiavi (=tempo libero per sviluppare le loro idee: zero, e denaro disponibile per provarci: zero) o in una di un milione di liberi (affamati, per usare le parole di Jobs)?
          E tra 1000 liberi, possiamo aspettarcene di più o di meno rispetto al milione?
          Poi quanto al diritto degli anziani, non è naturale, scaturisce anche dalla quota (più o meno rilevante) che hanno versato e che gli è stata rubata dallo stato e dai suoi amministratori (ma che è anche finita in infrastrutture che oggi usiamo anche noi). Che ci siano molti che ne approfittano è un altra storia. Il Ponzi-welfare, come lo definisci tu, può essere visto anche come un assicurazione.
          Ma preferisco farti un esempio di prima mano. Anni fa fui sul punto di aprire un attività. Rinunciai per una richiesta di affitto da mercato in bolla che rendeva antieconomico il mio business plan. L’immobile che avevo individuato e per cui avevo offerto un (per me) ragionevole quarto di quanto richiesto è rimato sfitto da quando ho fatto quella offerta ad oggi (più di 8 anni), a dimostrazione che la richiesta era irragionevole (ma in linea con le altre, altrettanto irragionevoli). Ora l’italia ha un attività in meno, i possibili clienti un opportunità in meno, e il signor scrooge non ha guadagnato il giusto (ma non gli importa, tanto ha di che vivere agiatamente anche senza l’affitto di quell’immobile, ne ha altri centinaia). Anche se sembra non essere collegato, prova ad applicare la stessa regola anche al nostro ragionamento. Le proporzioni (5% che produce?) dipendono dalla struttura del mercato, che è fatta di decisioni locali di questo tipo. Non siamo isole.

          • ForzaKarolina

            Risposta interessante la tua… La base del mio ragionamento al punto 1 è che l’istruzione di qualità non sia più un bene scarso e quindi costoso… L’e-learning sta rendendo questo possibile.

          • AnonimoSchedato

            La mia osservazione, purtroppo, è contraria alla tua. Tra insegnamenti “gender” e altre str….ate la scuola pubblica non fa che diminuire la sua qualità media e mediana (ci sono eccellenze, ma una rondine non fa primavera), e le private (quando non sono esamifici) non sono alla portata di molti (e sono sempre di più).
            L’e-learning, per il poco che lo conosco, avendo partecipato solo ad un progetto di questo tipo e con funzioni più tecniche che non di docenza, è un opportunità, ma senza un progetto manhattan per farlo decollare sul serio rimarrà marginale. Estremamente efficace in alcune nicchie, ottimo per la formazione specialistica e universitaria (tecnica), ma per l’istruzione di base ho qualche dubbio. Innanzitutto economico, gli insegnanti non hanno interesse a investirci (è un attività interdisciplinare, difficile trovare un uomo solo con tutte le competenze), le scuole nemmeno, gli stati neppure (e speriamo ne restino fuori), chi rimane?
            Spero mi smentiscano, vedremo.

          • ForzaKarolina

            Questo perchè l’e-learning viene fatto IN AGGIUNTA all’istruzione classica che porta via un sacco di tempo e mediamente non serve ad un azzo. Se ci fosse un libero mercato dell’istruzione in cui lo stato ti da un vaucher e decidi tu dove spenderlo l’e-learning sarebbe diffusissimo e dato che ha quasi solo costi fissi potrebbe diventare praticamente gratis all’aumentare di chi ne fruisce… Poi io resto dell’idea che l’e-learning non sia cosi capital intensive… Io per esempio con un computer e una videocamera potrei tranquillamente organizzare dei corsi di derivati, ragioneria, matematica di base e di finanza aziendale paragonabili a quelli universitari che vengono venduti a prezzi assurdi… In rete per esempio ci sono molti corsi e-learning gratuiti di ottima qualità…. non capisco perchè non potrebbero rimpiazzare quasi interamente l’istruzione classica dalle medie in su perlomeno.

          • AnonimoSchedato

            Personalmente credo che un adolescente sia ancora troppo giovane per essere un fruitore di e-learning in modo esclusivo (e anche maggioritario). Le lezioni migliori ricordo di averle avute da insegnanti che adattavano la loro esposizione alle reazioni degli studenti, cosa che in e-learning si può fare solo con corsi adattivi che sono una cosa ben diversa dalle semplici videoregistrazioni di lezioni del cattedratico, per quanto geniale. Sono un convinto sostenitore di iniziative come la Khan Academy, ma parliamo di università. Poi se come insegnante ci riferiamo a quello che non dovrebbe fare quel lavoro (il parassita statale, come spesso lo si definisce qui su RC), hai ragione, ma il problema è il parassita, non l’inefficacia del metodo. E, per quel che ne so, i parassiti non sono la maggioranza (la maggioranza, al più, è fatta di personale anziano che ha nessun incentivo -tranne i valori personali- a migliorarsi). Sul voucher con me sfondi una porta spalancata, credo sia sacrosanto ridare almeno ai genitori in grado di scegliere la facoltà di dirigere l’apprendimento dei loro figli. Per prendere decisioni così importanti, però, occorre anche pensare a un buon metodo per la valutazione, perchè il passaparola, a mio parere, non lo è abbastanza.
            Comunque non vorrei che la visione di fondo che ti spinge a queste osservazioni sia una scuola esclusivamente selettiva (nel senso che seleziona chi ce la fa (magari da solo), e gli altri li butta). Una scuola così, sono d’accordo, può essere sostituita facilmente da qualche video e una fila di test a crocette. Non sono un sostenitore della scuola egualitaria (in cui si rallentano i migliori per far sentire meglio i peggiori, spesso semplicemente non interessati) ma credo che la parte più importante del lavoro di un insegnante sia trovare il modo per ridurre, per quanto possibile, le diseguaglianze (trovando le strade per coinvolgere quelli che involontariamente hanno maggiori difficoltà). E questo con dei video non lo puoi fare. Alla fine credo che la società sia un convoglio che si muove in terreno ostile, e come sa chiunque ne abbia pianificato uno, questo non può muoversi che alla velocità dei più lenti (con i più veloci che scalpitano e si lamentano). Naturalmente con le dovute risorse si possono difendere più convogli (organizzati su diverse velocità). Ma non infiniti.
            Quindi il punto è, secondo me, che gli investimenti per fare i software adattivi per ogni singola materia (se non argomento) sono davvero alti.

          • ForzaKarolina

            Guarda facciamo cosi allora: iniziamo a farlo per università e superiori e vediamo come va… Per me si sopravvaluta enoermemente l’interazione docent-studente! Anche perchè 9 volte su 10 si finisce per fare una lezione unilaterale con il prf che parla e scrive e gli studenti che prendono appunti… L’e-learning comunque può essere molto più avanzato di semplici video-registrazioni! Io non ho mai detto che bisogna fermarsi li.. .Sto solo dicendo che già limitandosi a questo tipo di e-learning di livello basso si pareggia quasi l’insegnamento universitario che viene al contrario pagato a peso d’oro… Perfezionare l’e-learning a me non sembra una cosa molto complessa ne particolarmente costosa…Comunque io vedo ragazzini usare cellulari, playstation, parlare perfettamente l’inglese ecc… non capisco per quale diavolo di motivo non ptrebbero trovarsi a loro agio con l’e.learning! Poi che periodicamente occorra verificare il loro lavoro per accertarsi che non cazzeggino e se servono integrazioni è un altro discorso ma questo vale per tutte le età!

          • AnonimoSchedato

            Sull’università potrei essere d’accordo. Iniziamo da lì. La percentuale di docenti che oggi ri-sceglierei liberamente (ex post) è bassa (intorno al 20%), del restante ho la stessa opinione che traspare dalle tue parole, quindi non farei resistenza 🙂

  • userpacman

    Secondo articolo sugli androiodi con una bella spruzzata di socialismo: ” piuttosto bisognerebbe cominciare a pensare a politiche di ricollocamento della forza lavoro in eccesso”

    “mi sono trovato la “zona commenti” intasata da sproloqui sul fosco
    futuro che ci attende in cui le macchine ci “sostituiranno tutti”.
    Era più che altro un “ne moriranno molti fucilati” 🙂

  • Marcantonio

    Recentemente ho ottimizzato un impianto di produzione automatico facendo ampio uso di un software di riconoscimento immagini. Un progetto molto stimolante (è da tempo che non andavo al lavoro così motivato). Questo per me significa “lavorare su qualcosa di meglio”.

    • ForzaKarolina

      Parlando di software di riconoscimento immagini cosa mi dici di software che sostituiscono i radiologi interpretando tac e lastre?

      • amadiro

        magari!
        una radiografia potrebbe essere fatta al distributore automatico per 10 euro

      • Paul Tonmann

        Potrebbe essere un problema campionare immagini di ossa rotte e scomposte dato che ce ne sono a migliaia 😀

        Dovremmo prendere gente e fratturare loro le ossa per metterle nel sistema di riconoscimento.

        • ForzaKarolina

          In realtà è un’applicazione molto più reale di quanto pensi. Non bisogna fratturare le ossa a nessuno: basta usare le tac di gente che ha le ossa rotte e usarle come sample… in modo che il software impari a leggerle….

          • LucaP

            Una 20-ina di anni mi fecero fare la verifica di un paper di un ricercatore straniero.
            Su delle ecografie di tumori solidi in particolare sulla vascolarizzazioni, usando statistiche molto particolar, un sistema automatico riusciva a discriminare tumori al seno tra maligni e benigni.

            Il problema era l’estrema sensibilità all’apparecchio in pratica cambiando modello occorreva rifare il training.
            Non so poi come sia proceduta la cosa.

  • Antonello S.

    Non credo che le cosiddette “urla da checca isterica” siano rivolte al progresso tecnologico, tutt’altro.
    Però è innegabile che l’alta tecnologia in tutti i campi sta decimando l’apporto umano nell’industria, ma anche nell’agricoltura e così come sta facendo lo shopping on-line per il commercio tradizionale ed anche per molte attività di servizi come per esempio le agenzie di viaggi ecc.
    Questo per dire che il problema del lavoro, in un mercato globale in crisi di domanda, non è una questione da sottovalutare.
    Il famigerato mercato non sarà in grado, come sostiene qualcuno, di auto-alimentarsi, perchè ogni innovazione tecnologica per definirsi funzionale deve portare un vantaggio a l’imprenditore che la utilizza e tutt’al più deve poter creare un nuovo bisogno nei consumatori finali.
    Io personalmente tutta questa crescita di nuovi bisogni non la vedo proprio.
    E allora che facciamo, tutti a braccia conserte?

    • VincenzoS

      Quanta gente campava di sport e spettacolo ad inizio XIX secolo? Pochi, gli attori di teatro, i musicisti e il personale tecnico che provvedeva a mettere in scena gli spettacoli; di sport ancor di meno, forse solo i maestri di scherma. La rivoluzione industriale ha fatto sì che nel settore dello spettacolo, grazie anche all’invenzione di fonografo, cinema, radio e televisione avvenute tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, l’occupazione sia esplosa. E lo stesso è avvenuta nel settore dello sport dove peraltro non c’è stato neanche un gran bisogno di innovazione tecnologica ma solo di intuizioni per codificare giochi come il calcio, il rugby, la pallavolo, il basket.

      • Antonello S.

        Questo è vero, ma solo in parte.
        La crescita del benessere sociale che c’è stata negli ultimi 40/50 anni non è certamente imputabile allo sviluppo della tecnologia, se non in minima parte (che peraltro non è mai avanzata percentualmente in maniera così innovativa, in termini di scoperte, come è avvenuto nella seconda rivoluzione industriale), bensì all’aumento esponenziale del debito in seguito all’avvento della moneta moneta fiduciaria e dei conseguenti programmi di investimento e welfare.
        Ciò ha creato un enorme disponibilità di risorse in cui il mercato ha potuto far confluire tutti i bisogni necessari e non, auto-alimentando (in questo caso certamente) il circuito dell’economia.
        Oggi, con il sistema globale in deflazione e con l’esigenza (richiesta dai globalisti) di abbassare il debito mondiale, si sta facendo piazza pulita di tutti questi bisogni non necessari, sta crollando il welfare, si stanno drenando i risparmi, aumenta la disoccupazione e la tecnologia erode costantemente posti di lavoro tradizionali che non riuscirà mai a sostituirli con altri
        Il mercato non è un sistema naturale che si può autoregolare e se al limite lo farà, assisteremo ad un generale impoverimento massivo della popolazione, la famosa cinesizzazione tanto ricercata dalla plutocrazia.

        • VincenzoS

          Che vi sia stato un aumento del debito è innegabile. io però non lo vedrei da un punto di vista monetario quanto reale, pratico. In altre parole se uno spende una quota consistente del proprio reddito per andarsene in vacanza ai Caraibi ha senz’altro una sensazione di benessere che non ha se quella stessa quota di risorse la destina, per esempio a far fare delle vacanze-studio per imparare una lingua straniera ai propri figli, i quali protesteranno pure perché anche loro avrebbero preferito andare ai Caraibi. Allevare una generazione di ignoranti, come in effetti è stato fatto, o lasciare andare in malora le infrastrutture base, e qui non importa che ciò sia avvenuto per scelta volontaria come nell’esempio che ho appena fatto o perché qualcuno si ruba i soldi per farci i propri festini, comporta nel tempo l’insostenibilità del sistema economico. Ridurre il debito significa quindi rinunciare a una quota parte dei consumi più voluttuari per destinare nuovamente le risorse a spese più produttive nel lungo periodo. Il come questo avvenga e il fatto che in Italia non lo sia capito è altra faccenda. Comunque, per tornare all’esempio precedente solo da una popolazione mediamente ben istruita possono nascere le idee per creare nuovi lavori. Forse pochi sanno che, pur in assenza di scuola pubblica, l’America all’epoca della rivoluzione era un paese dove l’analfabetismo praticamente non esisteva (escludendo gli schiavi). E non è quindi un caso che gli USA, diventati nazione, siano stati diventati trainanti nell’economia.

          • Antonello S.

            Vedi Vincenzo, il solco principale che divide le nostre convinzioni risiede nella consapevolezza che te ritieni ineluttabile, quasi come un evento naturale, la necessità di modificare la struttura sociale ed il welfare dei decadenti paesi occidentali, mentre io lo ritengo un criminale fenomeno indotto, e scientificamente perseguito, da una pletora di potenti psico-patici.

  • Tommasodaquino

    Tutte queste analisi a mio avviso sono un non problema.

  • Lila

    In albanese Uomini si dice burrat…da cui la parola burattino….ora sta a vedere chi manovra i fili dei burrat : )

    • Paulo Paganelli

      Solo quelli che si credono liberi. Quelli che sanno di essere schiavi, paradossalmente, sono a un passo dalla libertà.

      • Consulente dei nuovi schiavi

        Mai verità più grande fu scritta. I robot siamo noi.

    • formic

      di la verità, hai letto P.D. Ouspensky

      • Lila

        No.. è bello ?

        • formic

          merita ed è da “capire”: frammenti di un ins sconosciuto

  • amadiro

    sono sempre stato favorevole all’automazione, ma il mio è un parere di parte, visto che lavoro in questo campo.

    per come la vedo io il fine ultimo dell’automazione non è quello di spostare il lavoro dipendente dalla produzione ai servizi, ma di eliminarlo proprio.

    il futuro non è il dipendente che si gode lo stipendio senza fare un cazzo perchè tanto il robot lavora per lui, anzi, nessuno prenderà più lo stipendio. Il futuro lontano è una scocietà di lavoratori autonomi e professionisti ciascuno dei quali dirige i robot della sua impresa

    • Stefano74

      E chi consuma quello che producono i ?robot

      • amadiro

        nell’antica Roma chi consumava le merci prodotte dagli schiavi, visto che gli schiavi non venivano pagati?

        • zioru

          Infatti la decadenza economica di roma era proprio data dagli schiavi, ai liberi rimaneva solo la possibilità di commerciare o di fare il soldato.

          • amadiro

            la decadenza di Roma è stata provocata dalla continue guerre civili tra generali che si scannavano per diventare imperatori, gli schiavi non c’entravano una mazza. Gli schiavi erano gli equivalenti degli elettrodomestici moderni, dire che l’economia andava male per colpa loro è come dire che la disoccupazione attuale è colpa delle troppo lavatrici

          • zioru

            so che si tirerà fuori il luddismo, ma le lavatrici no, ma le macchine operatrici si.

        • Stefano74

          Gli schiavi potevano avere risparmi. Quindi cade l’analogia con i robot per cui non c’è autoconsumo.

          http://www.homolaicus.com/storia/antica/roma/schiavismo.htm

  • Lucio

    legge del cavolo quella delle valvole. Ha senso per gli appartamenti che non hanno un sistema di riscaldamento autonomo. Se una casa ha già il termostato ed il riscaldamento autonomo penso che queste valvole abbiano poca utilità.
    Poi mica è detto che portino al risparmio. Se vengono settate tutte a 25°….

    A mio parere indagherei se tra le aziende che producono queste valvole c’è qualche amico o parente di politici. Ricordo una cittadina in cui il sindaco obbligò tutte le bici ad avere impianti luci montate. Guarda caso l’unico negozio che vendeva in città tali accessori era di un amico del sindaco.

    • amadiro

      nel 90% degli impianti con caldaia autonoma il termostato è montato nel punto più freddo della casa (l’ingresso o il corridoio) e mantiene acceso il riscaldamento anche quando nella camera rivolta a sud si suda

      • Lucio

        nel 90%? Sarà…
        casa mia è montato in salotto e stessa cosa nella casa della mia ragazza e dei suoi genitori. E queste 3 case hanno la cucina a vista con il salotto e quindi quest’ultimo diventa la stanza più calda in quanto c’è pure il calore dei fornelli.

        • elf elrond

          E comunque, se occorre montare o no le valvole in casa mia devo deciderlo IO, non quella manica di parassiti che sono al governo.
          Si tratta solo di lavoro buroinotto, tipo le attestazioni energetiche obbligatorie per gli edifici, che servono solo a dare lavoro a qualche ingegnere senza clientela. Se servissero a qualcosa no ci sarebbe bisogno di renderle obbligatorie per legge.

          • Lucio

            Tanto più che per ogni casa sono almeno 350-400 euro. Renzi si vanterà che le famiglie hanno speso di più?

            E meno male che per ora ci salviamo dall’obbligo dei pneumatici invernali. Pensa se ci fosse in luoghi come la mia provinvia..dove però c’è l’obbligo delle catebe a bordo…ridicolo visto che pure questo inverno non ho quasi mai letto meno di 7 gradi.

          • zioru

            “Se servissero a qualcosa no ci sarebbe bisogno di renderle obbligatorie per legge.” sacrosante parole, questo è quello che io chiamo buon senso. Però devo dire che non è sempre cosi, come dimostrano certe caldaie che uccidono tutti per mancanza di manutenzione. Diciamo che una ragionevole via di mezza sarebbe l’ideale, un controllo ogni 4 anni.

      • agente21th

        Ah, ecco perchè mi hanno montato il termostato sul balcone. 🙂

  • Rob

    l’italia è all’avanguardia nella robotica con comau e iit

  • donato zeno

    Speso 300 euri per installazione controlli etc….Non servono assolutamente ad un cazzo il termosifone bolle o è chiuso come prima .

  • Paul Tonmann

    A fine anno mi rimarrà una sola casa in Italia e sicuramente non monterò le valvole termostatiche.
    Mi multino pure, in culo allo stato; anche se non credo che entro fine anno l’italia sia ancora in piedi.
    PS: Io sono molto d’accordo con l ‘automazione il problema è l’avidità.
    L’automa ci dovrebbe rendere più ricchi facendoci lavorare meno, in un mondo ideale in quello reale non sembra essere così.

    Ad ogni modo il futuro del lavoro umano è l’ultra specializzazione, solo chi saprà fare qualcosa di insostituibile dalla macchina riuscirà a tenersi un lavoro secondo i paradigmi attuali.

  • ignorans

    Leggere Funny King è mortalmente noioso perché prevedibile.
    Sappiamo tutto di lui (anche se non ce ne frega nulla) e, avendo capito il tipo, possiamo prevedere anche il suo futuro.
    Quale futuro? Per esempio sicuramente come buon padre, farà fare delle buone scuole ai figli, cercherà grandi sicurezze economiche, osserverà distaccato il deteriorarsi della società al riparo dalle incertezze nel suo buen ritiro in Svizzera, libero di pontificare sulla tecnologia dilagante, rimedio di tutti i mali. Tanto lui c’ha gli assets…..
    Purtroppo non riuscirà a realizzare il suo grande sogno che è quello di essere un apprezzato opinion leader

    • silvia

      Purtroppo il piu’ grande errore che si possa fare (che e’ anche il piu’ comune) e’ quello di credersi al riparo,o credere che i propri figli siano al riparo.Pagare loro scuole costose non basta soprattutto se si parte da convinzioni sbagliate che la tecnologia superera’ i bisogni primari degli esseri umani.

  • Polska

    sono d’accordissimo ma io vedo 2 problemi
    i robot,enormemente più efficienti dell’uomo,aumenteranno la sovrapproduzione;50anni fa si produceva 1auto ogni ora adesso 1al minuto.a chi le vendiamo?
    secondo i robot non risolveranno anzi aumenteranno il più grosso problema dell’umanità quello ambientale

    • zioru

      hai ragione, stiamo andando incontro ad un mondo basato sul welfare, dove pochissimi lavoreranno e moltissimi saranno parassiti. Reggerà? io ho qualche dubbio, ma speriamo.

      • VincenzoS

        L’errore è di entrambi. Non è che si debbono produrre più automobili, si producono sempre le stesse e si vendono a coloro che produrranno un bene/servizio probabilmente di tipo nuovo che verrà scambiato con le automobili. In fondo è gai successo tra la fine del XVIII e il XIX secolo. Un sacco di persone, progressivamente, hanno iniziato a campare di ro spettacolo e sport, cioè hanno iniziato a scambiare la loro capacità di dare calci ad un pallone con automobili, case e vestiti.Non mi pare che la storia ci riferisca di un Pelè o un Maradona del XVIII secolo, o mi sono perso qualcosa?

        • zioru

          vero, ma la domanda è sempre la stessa. Sono davvero utili o sono comunque qualcosa di parassitario? E come tale in quale % possono essere sopportati? L’arte, la bellezza. l’emozione, in una parola il piacere, fino a che punto possono essere autoreferenziali? Il loro costo diventa ogni giorno più esagerato in rapporto ai benefici che concedono, non dico che non ci sia posto per loro, ma di sicuro non possono essere il sostentamento generale, se non altro per la loro vacuità.

      • Antonello S.

        Ma ti sembra che in Italia manchino le cose da fare, tali da consentire il parassitismo?
        Sistemare le strade, rimuovere l’amianto, mettere in sicurezza i fiumi, curare i parchi, musei e monumenti artistici, migliorare gli ospedali e le scuole, aggiornare l’informatizzazione degli istituti pubblici assistere con più cura e mezzi bambini piccoli, anziani, malati terminali, bonificare l’ambiente inquinato della Campania (e non solo), sostituire il parco autovetture con mezzi eco-compatibili ecc. ecc.
        L’elenco è lungo ed è solo una questione di soldi, cioè per i più scafati, una questione politica…

        • Polska

          hai ragione.Ma c’e’ un problema:chi paga?Per il capitalismo rimuovere l’amianto e’ una cosa inutile, paragonabile ad una tassa.Ti faccio un esempio:se un sindaco alla fine del mandato dichiarasse:non ho costruito centri commerciali,palazzi,autostrade, ma ho messo in sicurezza fiumi e strade e ho bonificato dall’amianto una zona.Quanti voti prenderebbe?0.Perche’ non ha aumentato il Pil.Secondo me il capitalismo non si chiede se una cosa e’ utile o no come fai tu essendo una persona intelligente.Si chiede solo ci guadagno o no?Per questo un acciaieria in Italia non ha senso.Non sara’ mai competitiva in quanto non puo’ competere con paesi dove si possono buttare i rifiuti tossici nei fiumi senza problemi

          • Antonello S.

            Ma no, tutti quei lavori invece aumentano il PIL e muovono l’economia, perchè a doverli fare saranno aziende reali.
            Il progresso dal dopoguerra fino a pochi anni fa, si è accresciuto in questo modo…lo Stato stimolava l’economia con le ricostruzioni civili ed industriali e l’economia si è sviluppata intorno a questo stimolo.
            Qualcuno inorridirà, ma stiamo parlando del moltiplicatore keynesiano.

        • userpacman

          Viviamo in un paese capitalista, il 99% delle cose che hai scritto è fuori da ogni logica. Dov’è il ritorno economico a breve, ma anche a medio termine?

        • zioru

          “solo” questione di soldi? solo una questione politica? Tutto qui? Porca vacca, chissà perchè non ci siamo mai arrivati.

      • Scimmia

        magari fosse così
        i robot lavorano e gli uomini vivono la vita e se la godono.a questo dovrebbero servire. non ad arricchire ulteriormente i soliti pochi.
        parassiti? no intelligenti
        tutti lavorano meno!
        ma non ci arrivi?

        • zioru

          non è che non ci arrivo, solo non credo alle favole .

  • Jack Bertheels

    Sul “W l’intelligenza artificiale” avrei qualche riserva. Provare a sfogliare “Superintelligence” di Nick Bostrom se e’ gia’ disponibile tradotto (oppure lo si trova su Scribd) per credere. O quanto meno per riflettere.

  • Scimmia

    se le tecnologie servono SOLO per essere più competitivi allora che si fottano.
    se ci facessero lavorare meglio e MENO.
    ben vengano.
    è così difficile da comprendere?
    se un robot lavora al posto mio. grazie lo stipendio però me lo prendo io.
    è difficile da comprendere?

    • userpacman

      “se un robot lavora al posto mio. grazie lo stipendio però me lo prendo io.
      è difficile da comprendere?”

      Lo stipendio se lo prenderà il padrone del robot. Tu puoi anche morire di fame, sveglia…

      • Scimmia

        è quello che sto dicendo.

        • userpacman

          Ti chiedo scusa, non avevo capito.
          E’ l’evoluzione: chi non si evolve crepa, d’altra parte è sempre stato così.

  • Jack Bertheels

    Non tutti i flussi sono laminari nella corrente del cambiamento. Fortunatamente esistono sacche di turbolenza. Forse il nostro futuro e’ il nostro passato: artigianale. http://www.theguardian.com/technology/2016/feb/26/mercedes-benz-robots-people-assembly-lines

  • Marmidone

    “A few years ago, addressing the Council on Foreign Relations, AT&T CEO Randall Stephenson rhapsodized over the technology revolution, calling it the greatest thing since “electrification and the internal combustion engine.” Asked about the resultant job losses, Mr. Stephenson said not to worry. The jobs aren’t really lost, “it’s just a redeployment of those . . . opportunities.” ”

    “However, don’t healthy families require something more than regular paychecks and cheap housing? Don’t families require homes, dwellings rooted in local communities over generations? Don’t families require local networks of kinship and established traditions and institutions upon which to rely? Ah, but isn’t that what Facebook is for? We can all stay in touch today, no matter the distance. We have iPhones, Twitter, Tumblr, Flickr, Instagram, and Snapchat. Have we ever been more “connected”? That’s the logic of capitalism: More technology will solve the problem technology created. Or, more accurately, the new electronic technology does not “solve” the problem; it dissolves it by offering us simulacra to replace the real. Strictly speaking, we are no longer consumers; we are the consumed. Indeed, the problem runs much deeper than economic deprivation or dislocation. The natural family, even when it remains intact, has in effect been colonized by market forces.”

    http://katehon.com/article/capitalism-conservative-illusion

    Ps: è chiaro che l’innovazione tecnologica è sempre una buona cosa. Quello che andrebbe discusso è il come essa venga usata e la funzione per la quale essa è progettata. I robot al lavoro sono semplicemente “the next level” dopo i cinesi che producevano per 1/10 del nostro salario. Punto.
    Ed il dramma è che da un post come questo l’unica nota a favore dell’automazione selvaggia è una speranza sul fatto che ci saranno nuovi posti di lavoro (senza indicare, dove, come, perchè).

    E dire che basterebbe prendere il grafico legato partecipazione alla forza lavoro dal 2000 ad oggi (cioè da quanto la tecnologia è diventata mainstrem, non solo per la bolla dotcom) per smentire tutte chiacchiere.

  • Ant Sim

    Come pensate che si possa risolvere il problema della sovrapopolazione?
    Miliardi di persone su questo pianeta sono destinati ad aumentare nei prossimi anni. Il processo di crescita e sviluppo non si può arrestare ma si può ridurre la massa meno abbiente alla schiavitù, o meglio ad un livello di povertà tale da ridurli comunque a continuare ad essere funzionali al sistema e allo stesso tempo non dannosi per l’habitat.
    Lo scopo è duplice. Non potendo ridurre la popolazione mondiale con le guerre pena la distruzione totale, allora si impoverisce la massa cosicché non possa danneggiare ulteriormente un habitat già provato.
    Una popolazione supercontrollata, impaurita e impoverita consuma meno e inquina meno.
    Inoltre serve a produrre una quantità di disperati disposti a tutto pur di trovare una situazione migliore. Quindi da spedire in qualche colonia spaziale che nei prossimi anni quasi certamente troverà un primo approdo sul pianeta rosso. Come già fu per l’America, poi per l’Australia, si mandano masse di disperati a preparare il terreno per i ricchi che arriveranno dopo in tutta comodità trovando un ambiente già favorevole.
    È un sistema già visto e sperimentato e nulla potrà impedirlo.
    Robot crisi immigrati mancanza di politiche contro il controllo delle nascite, è tutto funzionale allo scopo.

  • Friendly Cynic

    La differenza tra le precedenti rivoluzioni tecnologiche e la rivoluzione robotica sará che i robot umanoidi come Atlas sostituiranno direttamente gli esseri umani, non altre macchine/oggetti come é avvenuto in passato.

    Il lavoro intellettuale non sará accessibile per tutti perché non tutti hanno l’intelletto per svolgerlo ma solo una minoranza e persino il lavoro intellettuale non é del tutto al sicuro dall’automazione, in una prospettiva di lungo termine.

  • Tanti soldi per fare un robot ma poi chi lo paga o meglio come si ripaga?
    Sicuramente mi sbaglio, ma mi sembra che ultimamente il progresso rende obsolete tecnologie che non sono ancora state ammortizzate e questo fa aumentare a dismisura i debiti.

  • Peppino Prisco

    lasciamo fare tutto ai robot e noi ce la spassiamo 🙂

  • Antonello S.

    Ieri sera sulle Iene hanno fatto vedere un servizio sui raccoglitori di agrumi e di fragole in Sicilia.
    Per italiani e stranieri (irregolari e non) il compenso era uguale, circa 15 Euro al giorno per 9 ore di lavoro duro.
    E questo è solo l’inizio…

  • paolinks

    Ho trovato un interessante articolo a riguardo http://failedevolution.blogspot.it/2015/10/stephen-hawking-confirms-problem-is.html

    Hawking la pensa così.

  • HarinGV

    “la concorrenza fra uomo e automazione industriale sul mercato del lavoro è ad una fase di picco”
    Ma va là! Siamo appena all’inizio. I problemi ci saranno senz’altro in futuro e saranno drammatici perché il tasso di cambiamento dei meccanismi sociali (ed economici) sta sorpassando la capacità degli individui di adattarsi ad essi. Una laurea oggi non serve per una vita, servirà saper fare almeno 3 o 4 lavori diversi per cavarsela, alcuni magari semplici.
    Comunque è un tema trattato e stratrattato in vari consessi: non è un banale fatto di cicli o ricicli ma un vero cambio epocale. Quando poi arriverà l’intelligenza artificiale sarà un’altro colpo. Ha ragione Ant Sim sotto, la demografia avrà un ruolo chiave.

  • Scrillo

    aeticolo condivisibile ma esempio discutibile. le valvole termostatiche daranno di sicuro un bel po’ di lavoro a termotecnici e idraulici, nonché ai produttori e commercianti ddl le stesse; ma non grazie al risparmio energetico, che in moltissimi casi purtroppo non ci sarà, bensì per l’obbligo di legge. Se fosse solo un discorso di progresso tecnologico dovuto a nuove costruzioni o rifacimento dell intero impianto di riscaldamento (più opere di eficientamento energetico come serramenti e strati di isolanti interni), sarei più che d accordo. in realtà la prassi delle suddette valvole che dovranno essere installate in condominio con riscaldamento centralizzato, ha dato solo modo di scoprire l acqua calda. e che cioè gli appartamenti centrali a un edificio potranno spegnere il riscaldamento, mentre quelli periferici saranno costretti a tenerlo sempre acceso. Addirittura succede ed è già più volte successo, che dopo installazione delle valvole gli appartamenti periferici si siano trovate bollette molto più salate. nel complesso invece il fabbisogno energetico cambia poco, senza delle opere di rifacimento più importanti, drll intero impianto di riscaldamento congiunto a efficientamento energetico.

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