Con Schengen sospeso, la bomba dei migranti è pronta a scoppiare. Come la guerra totale in Siria

Di Mauro Bottarelli , il - 33 commenti

banner_spi_05

Isis_side
Prepariamoci a essere inondati di bugie, perché stiamo per entrare nella fase più delicata dello scontro di potere che utilizza il Medio Oriente come campo da gioco. E, meglio dirlo subito, i presunti arbitri chiamati a regolare la partita non sono affatto imparziali. Partiamo dagli effetti collaterali dello scontro in atto, ovvero i profughi. Tre giorni fa la Commissione Europea ha redatto le raccomandazioni alla Grecia per evitare che a inizio estate ogni Stato membro agisca unilateralmente, ripristinando i controlli alle frontiere interne e decretando la fine di Schengen. Insomma, per l’Ue ci sono solo tre mesi per salvare il Trattato di libera circolazione e, di fatto, l’Unione stessa. Balle.
Schengen

Interpellato a metà gennaio dalla Reuters, un funzionario tedesco sotto anonimato aveva dichiarato quanto segue: “Abbiamo tempo fino a marzo per trovare una soluzione europea. Dopo, Schengen finirà giù dallo scarico”. E ancora: “C’è un grosso rischio che la Germania chiuda i confini, la Merkel potrebbe cedere alle pressioni interne e ribaltare il suo approccio verso i migranti. A quel punto, addio Schengen. C’è la forte probabilità che il mese di febbraio sia l’inizio della conto alla rovescia verso la fine”. Guarda caso, è di ieri la notizia che gli inviati dell’Ue hanno trovato un accordo che avvicinerebbe la sospensione del Trattato per due anni. La fine è ormai a un passo. In Italia, però, si parla di coppie gay.
Refugees2

Insomma, la Germania – ancora scossa dalle violenze al capodanno di Colonia – sarebbe pronta a dire basta, dopo aver accolto 1,1 milioni di rifugiati lo scorso anno. Il problema è duplice: primo, Berlino non sarebbe la prima a scegliere questa strada, visto che Paesi scandinavi e Austria hanno già ripristinato i controlli alle frontiere. Secondo, questa tabella pubblicata dal Washington Post
Refugees_invasion
mette in prospettiva la situazione, dandoci cifre che gli autorevoli media mainstrean nascondono: compara il numero di profughi arrivati in Europa dal primo gennaio al 7 febbraio di quest’anno con quelli arrivati dal primo gennaio al 28 febbraio dello scorso anno. Già ora la situazione è devastante ma con l’arrivo della bella stagione e il rischio di 600mila nuovi profughi in fuga da bombardamenti e combattimenti in Siria, il rischio è quello di una vera e propria invasione. Destinata a essere pagata sostanzialmente da Grecia, Italia e Balcani, visto che il resto d’Europa si prepara a chiudere le frontiere e la Turchia usa i rifugiati come merce di scambio per ottenere finanziamenti.
Refugees_Aleppo
Tanto che ieri, inaspettatamente, l’ambasciatore turco presso l’Ue, Selim Yenel, ha rigettato la proposta avanzata dal governo olandese in base alla quale le nazioni europee avrebbero ridislocato su base volontaria 250mila profughi proveniente dalla Turchia ogni anno in cambio dell’impegno di Ankara nel chiudere le rotte marine che hanno portato centinaia di migliaia di migranti a imbarcarsi per raggiungere la Grecia. “Scordatevelo, queste richieste sono inaccettabile e non applicabili”, ha tuonato Yenel. Il ricatto migratorio è troppo ghiotto per Ankara per farselo portare via in cambio dei ricollocamenti.
Migrants_route
E se sempre ieri la Nato ha dato il via libera al pattugliamento nell’Egeo al fine di evitare che gli scafisti trasportino rifugiati dalla Turchia alle coste greche, parlando a un evento dei giovani della Confindustria turca, il presidente Erdogan ha minacciato direttamente la Ue: “Se continuano i bombardamenti in Siria, ci saranno 600mila nuovi rifugiati. Quanti ne prenderanno le altre nazioni, 100, 500 e solo alcuni di loro? Non abbiamo scritto idiota sulla fronte, abbiamo tenuto duro ma la nostra pazienza è finita. Non pensino che i pullman e gli aerei siano qui per niente. Non appena le Nazioni Unite diranno alle altre nazioni di accettare i rifugiati, noi glieli spediremo”.

E che la Turchia sia pronta a tutto per barattare il proprio ruolo attivo nel contenimento dei migranti in cambio del tacito via libera per un intervento in Siria lo dimostra lo stato di tensione e isolamento in cui è precipitata Ankara, costretta a mantenere a terra la propria aviazione per evitare che il sistema russo S-400 vendichi il pilota ucciso sul finire dello scorso anno e, in subordine, che i SU-35 completino il lavoro. Di fatto, Mosca ha cacciato la Turchia dalla Siria, annientando la sua influenza sull’area e la recente offensiva delle truppe di Assad suona come un’umiliazione per il presidente Erdogan.
Erdogan
Ieri, poi, il colpo ulteriore: la leadership dei curdo-siriani, la stessa che l’inviato Onu, Staffan de Mistura, ha escluso dai negoziati di Ginevra, ha aperto il suo primo ufficio diplomatico all’estero e lo ha fatto a Mosca, preferendo la Russia sia agli Usa che all’Europa occidentale. Calcolando che Ankara ritiene il PYD curdo un affiliato al PKK, quindi un’organizzazione terroristica, non è difficile immaginare i disturbi epatici che stanno colpendo il governo turco.

Detto fatto, ieri è partita l’escalation. Nell’atto di lasciare il ministero degli Esteri francese dopo quaranta anni di carriera e fresco di nomima alla presidenza del Consiglio costituzionale , ieri Laurent Fabius è tornato ad accusare Bashar al Assad, lanciando cifre da istigazione all’intervento militare: “In Siria la situazione è drammatica perché Assad porta sulle spalle la responsabilità principale di 260mila morti. La metà della popolazione ha dovuto lasciare la propria casa”. Stando a calcoli del Syrian Centre for Policy Research (SCPR), citato dal Guardian, le persone morte o ferite a causa della guerra civile che insanguina la Siria da 5 anni sono ormai l’11,5% dell’intera popolazione siriana.
Fabius3
Stando al SCPR, i morti sarebbero saliti a 470.000, contro i 250.000 indicati finora dall’Onu. Ma non basta, tanto per far capire che aria comincia a tirare nelle cancellerie europee: “L’obiettivo è avere una Siria che sia libera, dove ognuno, qualunque sia la sua religione o etnia, possa sviluppare le proprie idee. Con Assad è quasi impossibile. E i russi bombardano la popolazione civile invece di bombardare Daesh”. Attenti, perché quando parla Laurent Fabius, parla la potente massoneria francese.
Orlov
Sarà per questo che, casualmente, a stretto giro di posta l’ambasciatore russo a Parigi, Alexander Orlov, si è sentito in dovere di snocciolare i dati dei danni che le sanzioni contro Mosca stanno provocando all’economia francese: “Riferendoci al primo semestre del 2015, parliamo di 100 milioni di euro per il comparto dell’allevamento di suini, 50 milioni di euro per i produttori di frutta e verdura e oltre 109 milioni di euro per il settore lattiero-caseario. Pensiamo che le perdite totali potranno raggiungere parecchi miliardi e costare 160mila posti di lavoro”. Di più, nei primi tre trimestri del 2015, il commercio bilaterale è calato del 42% rispetto allo stesso periodo del 2014, scendendo a 7,5 miliardi di dollari. Guerra di nervi, totale.

Guarda caso, ieri è stata anche la giornata del grande scontro tra Russia contro Stati Uniti. A detta del portavoce del ministero russo della Difesa, Igor Konashenkov, infatti, jet statunitensi hanno effettuato attacchi aerei su Aleppo, in Siria, il 10 febbraio e poi hanno accusato Mosca per i raid: “Ieri alle 1,55 ora di Mosca, due aerei A-10 hanno lasciato il territorio della Turchia e sono entrati nello spazio aereo siriano, prendendo di mira le strutture di Aleppo”. Ma il portavoce del Pentagono, Steven Warren, ha invece dichiarato che aerei russi avrebbero bombardato due ospedali, sempre ad Aleppo.
Konashenkov3
“Affermazioni infondate contro la Russia, per deviare ogni sospetto da se stessi”, ha tuonato Konashenkov. Il tutto, dopo che un alto responsabile Usa aveva dichiarato che presunti raid russi intorno alla città siriana contro gruppi di opposizione e civili “favoriscono direttamente l’Isis”. Beh, in effetto gi americani di questo argomento ne sanno qualcosa, sono degli specialisti. Peccato che i jet dell’aeronautica militare russa tra il 4 febbraio e ieri abbiano effettuato 510 raid in Siria distruggendo 1888 strutture di gruppi terroristici nelle province di Aleppo, Latakia, Hama, Deir ez-Zor, Daraa, Homs, Al-Hasakah e Raqqah. Insomma, questi russi vanno fermati. E basterà poco, basterà una false flag fatta bene. I fronti aperti non mancano.

Primo dei quali, quello che vede contrapposti Arabia Saudita e Iran. Ieri, infatti, un portavoce del governo saudita ha dichiarato che la decisione di inviare truppe di terra in Siria nell’ambito della coalizione internazionale “è da considerasi finale”. Al netto della risposta poco diplomatica giunta già qualche giorno da Damasco (“Torneranno a casa nelle bare”), appare chiaro dal timing dell’annuncio che l’intenzione di Ryad sia quella di cercare di supportare i ribelli che stanno per essere sconfitti definitivamente ad Aleppo da Hezbollah e aviazione russa.
Aleppo_map
Un epilogo inaccettabile per i sauditi, non fosse altro per gli sforzi diplomatici e i miliardi di dollari spesi negli anni per finanziare e armare l’opposizione sunnita ad Assad: insomma, l’interesse di Ryad è anche quello della Turchia. Tanto che il Financial Times, non la Pravda, ha scritto che “pubblicamente Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrein starebbero inviando truppe come rinforzo alla coalizione che sta combattendo l’Isis ma gli osservatori nella regione dicono che queste mosse sono coperture per un intervento di salvataggio verso i ribelli siriani”. E cosa succederebbe se le forze turche e saudite fossero dislocate sul confine nord-occidentale della Siria, quello che guarda la Turchia? Di fatto, sarebbero in campo operativo russo: un incubo per Usa e Ue, perché se per caso un soldato russo ne uccidesse uno turco, avrebbe ucciso un membro della Nato. Una bomba a mano senza spoletta, anche qual è la situazione attuale.
Assad1
E a certificarlo, ci ha pensato sempre ieri un alto rappresentante dell’esercito iraniano intervistato da Al-Monitor. Ecco le sue parole: “Come potrebbe rapportarsi l’esercito siriano con una nazione straniere che entra sul suo suolo senza permesso e magari con l’intenzione di armare i ribelli? Sarebbe una forza di occupazione. E poi, i sauditi possono controllare il loro esercito. Chi ci garantisce che alcuni dei loro soldati non disertino e si uniscano all’Isis o ai ribelli? Alla fine condividono la stessa religione e ideologia e molti di loro sono già in contatto con l’Isis”. Ed ecco la conclusione: “I sauditi si stanno semplicemente mettendo in una pessima posizione che potrebbe avere una fine molto oscura. Ma la cosa peggiore è che le implicazioni non sarebbero solo per la regione ma per la pace mondiale”.

Tanto più che Iran e Arabia Saudita stanno già combattendo una proxy war in Yemen, conflitto che il prossimo marzo entrerà nel suo secondo anno di vita. E con numeri decisamente agghiaccianti. Nonostante Ryad sia a capo del comitato Onu per i diritti umani, scelta che di per sè giustificherebbe l’abbattimento del Palazzo di Vetro, un panel delle stesse Nazioni Unite composto da esperti sul finire di gennaio ha certificato come l’aviazione di Ryad abbia compiuto 119 missioni contro obiettivi civili, di fatto una pratica che è divenuta sistematica.
Saudi_behaed
Nelle 51 pagine di rapporto, di cui nessum media sussidiato italiano ha parlato, si denunciano chiare violazioni delle leggi umanitarie e raid contro campi profughi, ospedali, aree residenziali, mercati, fabbriche, moschee, scuole ma anche autobus, veicoli civili e banchetti nuziali, senza scordare infrastruttire come l’aeroporto di Sana’a e il porto di Hudaydah. Il panel, inoltre, ha documentato casi di civili sfuggiti alle bombe che sono stati finiti da colpi di mitragliatore sparati dagli elicotteri. Insomma, dei macellai. Armati però da noi, come ci mostra questa tabella del Guardian,
UK_Saudi
dalla quale si scopre che nei primi nove mesi del 2015 la Gran Bretagna ha venduto armi a Ryad per un totale di 2,95 miliardi di dollari e di 7 miliardi da quando David Cameron è arrivato a Downing Street, inclusi contratti per la fornitura di 72 jet Eurofighter Typhoon. Senza contare poi gli alleati storici, ovvero gli Usa, il cui Dipartimento di Stato lo scorso dicembre ha approvato vendite di armi per 1,29 miliardi, compresi 13mila ordigni a guida di precisione. Magari qualcuno al prossimo banchetto di nozze si salva, almeno… Comodo dare la colpa di tutto ai russi, vero?

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Condivisioni
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • donato zeno

    Se veramente i sauditi daranno seguito al loro dissennato proposito ,il conflitto non rimarrà confinato alla sola Siria ma si estenderà in tutto il M.O. (Libano,Giordania ,Iraq ed oltre) anche perché l’intervento in Yemen è stato tuttaltro che marcia trionfale:http://it.sputniknews.com/mondo/20160210/2069873/srsbis-dsufits-yemen.html

  • Vorrei sapere in quale modo i sauditi pensano di entrare in Siria.

    • kikko19

      con le loro Rolls-Royce ricoperte d’oro ovviamente…

    • Luigi za

      Passando per la Giordania che é un’altra polveriera pronta ad esplodere e che all’occasione può fatta esplodere.

      • Giovanni Netto

        l’altro giorno sono arrivati in Siria altri 6000 hezbollah iraniani. Sto parlando di soldati tostissimi i quali accoglieranno i FRATELLI sauditi in maniera amichevole con pop corn patatine ud una bella birra fresca (rigorosamente analcolica) e NON del militare italiano che ho visto giovedì (giorno di mercato) in negozio vicini a casa mia con la borsa della spesa in orario di servizio….

        ah dimenticavo… ci sono pure i SU-35 che sono in attesa a Latakia…

  • Turbo mind

    I Saud stanno morendo dalla voglia di farsi sterminare!
    Sono intervenuti in Yemen come la superpotenza che avrebbe risolto il conflitto e invece stanno prendendo mazzate a destra e a manca. La situazione del bilancio statale, complice lo schianto continuativo della quotazione del petrolio, peggiora di giorno in giorno. Se intervengono in Siria e a stretto giro gli USA non fanno la stessa cosa, cosa che per il momento non hanno intenzione di fare, torneranno veramente nelle bare!
    Ma io mi aspetto che in Arabia accada “qualcosa” di spiacevole molto presto…
    si sà, in certi paesi le rivolte e i colpi di stato sono più facili.

    • Gabri Gabri

      isauditi non conquisterebbero nemmeno san marino…

  • gianni

    il fatto e’ che i russi cercano in tutti i modi di evitare uno scontro diretto con gli USA in tutti i modi………. e li posso capire , pero’ a tutto ce un limite , quale sara’ il limite ?? ieri il primo ministro russo medved ha dichiarato che con un intervento di terra turco in siria si rischia la terza guerra mondiale

    • Michele M.

      La traduzione era errata. In realtà ha dichiarato che “si rischia un’altra guerra”.
      Comunque, che la situazione sia rischiosissima non ci piove.

  • Disca

    A questo punto, ammesso che Turchia e Arabia abbiano deciso per davvero di intervenire direttamente ( con quello che hanno investito nel conflitto siriano c’è da capirli) la questione vera è se ci troviamo di fronte a due schegge impazzite che si giocano il tutto per tutto o se agiscono con il beneplacito statunitense. Nella prima ipotesi, pazienza, verranno annientati ( e nessuna lacrima) nella seconda…..meglio di no, sarebbe un bel casino, per tutti.

    • gianni

      Bella domanda…..prima pero’ vediamo se hanno il coraggio di entrare in Siria con l ‘esercito

  • redfifer

    Bomba, ignoranza cancerosa o pura volontà di invasione?

    L’europa avrebbe potuto difendersi, intimando ai profughi e simila, che sarebbero potuti entrare solo dopo essere stati accettati, presentando preventiva richiesta nei paesi di origine presso le ambasciate, designando che, qualsia altra forma di venuta in europa da parte delle persone interessate, non sarebbe in alcun modo accettata e ancor meno tollerata.

    Cosi facendo, non si assisterebbe ai bivacchi di gente che non ha niente da fare in ogni dove, la popolazione oriunda sarebbe tutelata come quella richiedente asilo, mentre chi non lo merita lo avrebbe saputo a monte, risparmiando oltre ai soldi anche la dignità, che sui barconi non hanno per certo garantita.

  • Giovanni Netto

    vi giro questa interpretazione:

    http://palaestinafelix.blogspot.it/2016/02/la-verita-dietro-gli-annunci-gli-usa-in.html

    La maniera superficiale, parziale e affrettata con cui i mezzi di comunicazione nazionali sono abituati a trattare le questioni internazionali (senza nemmeno un’ombra dello sforzo di analisi e approfondimento che non era raro trovare anche solo una ventina d’anni fa nel panorama mediatico nazionale) ha diffuso una
    visione totalmente sfocata e distorta della situazione dopo le recenti
    dichiarazioni da parte di diverse tirannidi petrolifere (Arabia Saudita
    in primis) riguardo la loro ‘decisione’ di schierare truppe in Siria,
    riguardo gli “Altolà” emessi da Mosca in merito (non dissimili da quelli
    pronunciati, in anticipo, all’indirizzo di Ankara) e, infine, a proposito dell’annuncio di un prossimo “cessate-il-fuoco” in terra siriana.

    I soliti catastrofisti (quelli di “Putyn habbandonah il Donbazz” e “Putyn habbandonah Hazzad”) vi vedono nientemeno che il “crollo” della strategia russa in Siria (#ullallà!), prevedendo un futuro in cui ottomani e cammellari scorrazzano per la Siria mentre Assad vola in esilio a Mosca e Damasco e Aleppo si riempiono di McDonalds che
    sostituiranno il McMenu al Kibbeh bil Sanieh.

    In realtà la situazione é esattamente al contrario di come questi ingenui allarmisti vogliono presentarla: l’iniziale “Altolà” russo verso Erdogan ha tarpato le ali a eventuali vellerità neo-ottomane oltre il confine settentrionale siriano, riducendo il presidentuccio dell’AKP a bussare a quattrini con la Culona Merkel per gestire il flusso di terroristi in fuga dalla Siria di fronte alla inarrestabile avanzata
    delle forze governative.

    L’annuncio di Riyadh riguardo l’invio di truppe é e resta una boutade vuota di senso, visto che a leggere completamente l’annuncio si nota come esso sia condizionato al “Quando la coalizione internazionale anti-ISIS deciderà di entrare in Siria”. Cioè, possiamo dirlo con sicurezza: mai.

    Inoltre, l’annunciato “cessate-il-fuoco” che dovrebbe scattare nei prossimi giorni sarà esplicitamente rivolto a gruppi “non-islamisti” ed esclude a priori Al Nusra, Ahrar Sham, Jaysh Islam, Jaysh Fateh, Nour al-Din al-Zinki, ISIS e simili…quindi praticamente le operazioni militari russe e siriane continueranno senza rallentamenti o pause di sorta.

    In realtà questa scelta degli Usa di appoggiare un cessate il fuoco che in realtà consente il prosieguo delle operazioni militari di Mosca e Damasco tende a “scaricare” Ankara e Riyadh, alleati problematici che inseguono agende divergenti dagli interessi di Washington che non ha più intenzione di sacrificare tempo, denaro, prestigio internazionale per inseguire una caduta di Assad che non é mai stata vicina a verificarsi nemmeno nei momenti “migliori” dell’aggressione terroristica e adesso sembra più lontana che mai.

    Kerry e Obama vogliono lasciare Erdogan e Re Salman col cerino in mano facendo vedere come essi continuino a essere vicini e solidali con gruppi jihadisti impresentabili, sconfessati persino da Washington (che li ha creati e foraggiati per anni, però vabbé…su questo Putin e soci devono per ora abbozzare…) e quindi dipingerli come gli attori ‘casinisti’ del teatro mediorientale, da isolare e ridimensionare.

    Pubblicato da
    Suleiman Kahani

    • donato zeno

      L’ultimo re saudita era rimbambito quello attuale è pazzo,il pericolo vero è l’esercito turco ma Erdogan non è particolarmente popolare tra i militari.

  • Legio E Mike

    Una domanda : Ma se aerei da attacco al suolo sono penetrati in Siria nella zona controllata dai Russi, perché non sono stati abbattuti dai “mirabolanti” s 400? Datemi una risposta, per favore…

    • Giovanni Netto

      lo sai di che nazionalità erano gli aerei? ti do un aiutino: “A-10”

      hai capito adesso il perchè?

      • Legio E Mike

        Ma vatti a sposare…va! Invece di giocare ancora con i soldatini….

        • ForzaKarolina

          Ho arbitrato per 6 anni anche 3 partite a settimana e mi hanno detto di tutto e di più ma “vatti a sposare” non l’avevo ancora sentito….

        • Giovanni Netto

          già fatto e con ottimi risultati……..

        • Giovanni Netto

          hai capito cosa vuol dire A-10?

    • Giovanni Netto

      ecco una possibile chiave di risposta (legata ad un fatto di alcuni mesi fa) NON RILEVATO DA NESSUN MEZZO DI INFORMAZIONE)….

      http://palaestinafelix.blogspot.it/2016/02/come-mai-i-russi-hanno-lasciato-passare.hTML

      ed ecco il fatto NASCOSTO..

      http://sadefenza.blogspot.it/2016/01/abbattuti-dallaviazione-turca-due.html

      queste le fonti poi crederci o no….

      • Legio E Mike

        Non credo che gli yankee possano “bloccare” una notizia del genere alla propria opinione pubblica, ma veramente qualcuno pensa che Trump (prossimo Cheef Commander…) non goda simpatie all’interno delle varie agenzie di sicurezza e non sia stato messo a conoscenza di un fatto del genere? Dai su! Comunque ormai entro 2 o tre giorni Truppe Turche e Saudite entreranno in Siria “per combattere i daesh” e con la copertura aerea e navale degli USA e della NATO ( operazione navale nato contro “l’immigrazione clandestina “…proprio sul bosforo!!!) cacceranno i soldati di Assad e le truppe iraniane dai confini turchi creando una testa di ponte e limitando ad una striscia di terra schiacciata contro i mediterraneo di quello che rimarrà del territorio di assad, a quel punto le basi russe saranno isolate e con il bosforo in mano alla nato e tre portaerei di cui una francese davanti alle coste, i rifornimenti dell’armata di Putin sono impossibili. Nel frattempo Israele si prenderà “cura” degli Hezbolah e magari si toglierà anche qualche “sassolino” bombardando qualche sito nucleare degli Iraniani con buona pace di tutte le altre nazioni arabe. Nel frattempo in Russia continueranno a mangiare sempre più pane e cipolla e Putin sarà “allontanato” dal potere. Ti lascio immaginare cosa accadrà in Donbass, penso che molti “compagni” delle due repubblichette democratiche dovranno emigrare velocemente in Cina o in Corea del Nord se non vogliono essere costretti a provare qualche cravatta con “sette giri”… come dice Nuke.

  • Legio E Mike
  • “Insomma, per l’Ue ci sono solo tre mesi per salvare il Trattato di libera circolazione e, di fatto, l’Unione stessa.”

    Si dà a Schengen una valenza simbolica che non merita. L’Europa ci sarà anche qualora il trattato venisse abolito.

  • Legio E Mike

    Domanda n. 2 : Questa sera aerei turchi hanno pesantemente bombardato in territorio siriano truppe siriane e curde del PKK (comuniste), ma perché non sono stati abbattuti dai mirabolanti s400 ? Datemi una risposta per favore…

Donazioni (Solo in Bitcoin)

Vuoi Ringraziare "come si deve" Rischio Calcolato. Fatti un favore, impara a usare il Bitcoin, procuratelo e dona un frazione (anche multipli non ci offendiamo) a questo indirizzo:
1CHpkA1Xma61Q2JZZ8tpo6pDNAiD81SNAE

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi