Oggi in Polonia, un anno dopo, un popolo ancora in marcia

Di Big Jack , il - 16 commenti

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20160427_183647Aria di libertà

Oggi qui in Polonia è festa, si festeggia il Giorno dell’Indipendenza, che trae origine nelle numerose e lunghe lotte del popolo polacco per la propria indipendenza e sovranità dalle potenze straniere occupanti, che culminò col ritorno del Maresciallo Józef Piłsudski in Polonia dopo un periodo di prigionia in Magdeburgo, e la proclamazione dell’Indipendenza Nazionale.
Colgo poi  l’occasione della giornata libera per condividere con voi le mie impressioni ed esperienze, almeno per quelli che sono interessati, per trarre un primo bilancio della mia nuova vita da emigrato.

LA MARCIA DELL’INDIPENDENZA
Una menzione particolare alla mancata copertura dei nostri media della Marcia dell’Indipendenza che si tiene da qualche anno, nelle strade della capitale, per i toni che sono sempre più inequivocabilmente contrari ai “valori democratici europei” che sono tanto in voga adesso, quelli di Schulz, della Mogherini, di Hollande, etc. e per i quali si è anche tentato di vietarla.
Non mi risulta che nessuno dei nostri media abbia dato risalto a questa marcia (correggetemi se sbaglio), in cui si fondono sano patriottismo, a ultranazionalismo, a tifoserie avversarie che per questa occasione si uniscono fraternamente sotto la stessa bandiera, a sentimento religioso esibito con orgoglio nelle icone di Cristo e Maria, identità, tradizione, al rifiuto della globalizzazione, delle multinazionali che vengono a dettare qui le loro leggi, e ad altre religioni non compatibili con il background storico e culturale del paese.
Non ho ancora un giudizio formato su questa marcia, perchè mi mancano ancora troppi elementi di valutazione, ma rimane certamente un evento da focalizzare con attenzione, specie nelle sue prossime edizioni.
Altrettanto certa è la disonestà intellettuale con cui i nostri media da voi pagati nella bolletta elettrica tacciono questa marcia ed i messaggi che da essa provengono, pari solamente al risalto dato alle marce e alle rivolte contro la democratica vittoria di Trump alle elezioni presidenziali americane, ma, lasciatemelo dire, anche alla vigliaccheria di quelli che, pur avendo capito tutto, stanno alla finestra a guardare i cristiani nella nostra arena politica sbranati dai leoni di turno, non rendendosi conto che il ruolo di vittima sacrificale toccherà prima o poi anche a loro.


Edizione 2015

QUI IN POLONIA, UN ANNO DOPO
É per me una strana e singolare coincidenza, perchè io sono arrivato qui in Polonia proprio questo giorno un anno fa, l’11 novembre 2015, dopo un viaggio in macchina solitario durato due giorni, con i miei quattro stracci di vestiti e tutta la mia vita in macchina, dopo avere perso  alcune delle cose che contano più nella vita, eccetto l’autostima e la voglia di continuare ad andare avanti.
Beh, quando arrivai in macchina l’anno scorso fui immediatamente sorpreso dal volto completamente nuovo e moderno delle città, per non parlare delle autostrade completamente rinnovate e di ottima qualità.
E che dire della pulizia urbana, che fa sembrare le nostre città mediamente un’appendice settentrionale del Maghreb.
Un anno dopo posso dire che il bilancio è positivo a metà: non ho avuto problemi di adattamento sociale, forte di un’esperienza ventennale di trasferte all’estero che mi hanno abituato a confronti continui con altri popoli, mentre per quello che riguarda il lavoro, il mio impatto col “mercato” è stato molto più duro di quello che potessi immaginare.
Per quanto riguarda l’adattamento, devo dire che il paese offre servizi di prim’ordine, e che in generale i Polacchi sono molto più allegri e socievoli del nostro immaginario collettivo, rimasto fermo allo stereotipo zelighiano di Krypstak e Petrektek..
Girando il paese in lungo ed in largo per lavoro, mi sono imbattuto in splendidi paesaggi di campagna aperta, che fanno respirare un’aria di libertà ormai pressochè introvabile nel paesaggio italiano, che gode sì di fantastici scorci, ma che è fortemente antropizzato e sovrappopolato – e la situazione non migliora certo con la colonizzazione del territorio da parte delle Nuove Risorse; ma anche i panorami del Mare Baltico, con il suo vento freddo che sferza il viso,  sono veramente memorabili.

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Mi sento anche più libero perchè la pressione fiscale è al 19% e le imposte per il ZUS (l’INPS polacco), per la copertura sanitaria e previdenziale, ammontano al momento a circa 100 euro al mese al cambio attuale; il gasolio è aumentato, ma all’Auchan riesco ancora a comprarlo a 94 centesimi al cambio attuale.
La vita culturale è ricca di eventi e nelle città più grandi anche particolarmente stimolante.

6141Teatr im. Juliusza Słowackiego – Kraków

Col tempo ho cominciato a guardare la televisione (poco) e ad ascoltare la musica polacca (molto), specie alla radio quando sono in macchina durante i miei lunghi viaggi di lavoro; in particolare con la progressiva conoscenza della lingua, ho apprezzato sempre di più le canzoni, di cui ne voglio condividere un paio con voi che mi sono particolarmente piaciute:


«I giorni che ancora non conosciamo»


«Vieni e colora il mio mondo»

Venendo al lavoro, dicevo che l’impatto col mercato è stato molto più duro del previsto: la Polonia è un paese… low cost… e questo si riflette nella fortissima competizione esistente in tutti i settori e a tutti i livelli, in cui sopravvivono in modo darwiniano solo quelli più efficienti in termini di qualità e costo dell’offerta del bene o servizio reso.
Le difficoltà a vendere qui prodotti italiani è dovuta principalmente al prezzo, che riflette il carico fiscale e di oneri sociali di cui sono gravate le nostre merci, ma nel caso di tecnologia anche dal fatto che a prezzi simili o poco superiori si possono acquistare prodotti tedeschi, che godono della ricaduta positiva che ha il popolo tedesco in termini di immagine e di serietà.
Diciamo che ho la sensazione di vivere in anteprima quello che accadrà in Italia fra qualche anno, quando i nodi economici e finanziari verranno al pettine, e allora in tanti altri scopriranno cosa vuol dire vivere senza la certezza di uno stipendio fisso dignitoso o le certezze dello stato sociale all’italiana (cioè sempre a carico degli “altri”).
Questo senza voler giudicare quale sia il sistema migliore: la mia è solo una constatazione, su una condizione che ho scelto di vivere, e che credo presto sarà comune a tante altre persone e famiglie, visto anche come si colora sempre più spesso di rosso il ticker spread BTP/BUND qui di fianco.
Per finire, al di là delle previste difficoltà iniziali, sento che quella di andarmene è stata la scelta migliore nella mia situazione, e comunque un anno dopo apprezzo ancora di più il piacere di vivere in un paese che non si è piegato al Pensiero Unico Progressista, che non si è esposto agli effetti collaterali delle Nuove Risorse, alla repressione della Psicopolizia del Pensiero, etc. e per il momento mi basta non dover più subire il lavaggio del cervello mediatico -invadente e pervasivo- in atto nel mio ex paese, che ha rinunciato a darsi un futuro dignitoso per i suoi abitanti autoctoni.
E francamente non mi preoccupo neanche più di salvare chi non vuole essere salvato: come giustamente è stato più volte ripetuto qui, quando la maggioranza non vuole salvarsi, la salvezza diventa solo una scelta ed una soluzione individuale.

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  • andrea xxl

    Non si può dire o scrivere quello che Soros non vuole.

  • Rifle

    Massima simpatia per la Polonia ma i polacchi farebbero bene a raggiungere un compromesso con i russi invece che vederli sempre e solo come nemici a causa della storia.

    Perfino francesi e tedeschi non si guardano più in cagnetto…

    • Scrillo

      Non è così semplice secondo me. Francesi, tedeschi e italiani non si guardano storto, perché stanno ormai nella stessa unione, ma come sarebbe se fossero 3 stati separati con confini armati? Le alleanze si fanno con persone di cui ci si può fidare, e dei russi che hanno appena invaso il vicino, non è che ci sia poi molto da discutere, ma solo da stare all’erta.

      • Ronf Ronf

        I russi hanno invaso chi? Cioè, gli USA di Obama fanno il colpo di Stato in Ucraina rovesciando il Presidente democraticamente eletto, poi ci fu la presa del potere ad opera dei neo-nazisti che hanno abrogato i diritti della parte russofona dell’Ucraina obbligando la Crimea a scegliere tra andare coi neo-nazisti oppure fare il passaggio ai russi, e tu dai la colpa ai russi?

        • Scrillo

          i carriarmati li hanno mandati i russi e l’annessione la hanno fatta i russi, continua a nutrirti di retrocomplottissmo, io preferisco la storia.

          • Ronf Ronf

            Il colpo di Stato favorito dagli USA con i tizi di Maidan con le bandiere nazi è un fatto concreto. I tizi della Crimea hanno fatto la secessione esattamente come hanno fatto qualche anno prima quelli del Kosovo con l’appoggio US

          • Scrillo

            ormai è sui LIBRI DI STORIA ed è molto semplice: la federazione russa ha invaso e annesso una porzione di territorio. (punto)
            nonostante tu possa arricchire con tutte le storielle che vuoi, essenzialmente quello che è successo è questo.

  • Hannibal Lecter

    Sig. Jack, per le canzoni polacche non la invio, per il resto SI!!!!!!!!!!!!!!

  • ForzaKarolina

    In bocca al lupo! E complimenti per le @@ che hai avuto! Te lo dico davvero di tutto cuore.

    PS: rispetto ai media italiani sappi che hanno più volte accostato Trump al KKK tanto per farti capire a che livello infimo sono arrivati queste merde. Mandale a fare in culo un’ultima volta e dimenticale.

    • cipperimerlo

      Anche tu hai delle gonadi niente male. Purtroppo sono ubicate al posto dei colpi callosi.

  • maurizio

    Non mi pare che la Polonia sia un paese così ” illuminante “…..
    Il potere è posseduto da un clericalismo bigotto e medioevale che ogni giorno cerca di togliere qualche cosa al popolo, vedasi anche le ultime importanti manifestazioni pubbliche per la legge sull’aborto che forse lei non ha notato distratto dalla bellezza ( ? ) delle loro canzoni……………
    Per quanto riguarda l’aspetto internazionale al loro governo non interessa niente e nessuno, sono in Europa solo x gli interessi loro e ( poi ) americani….
    Hanno accettato di posare i missili contro la Russia, furbi assai…. visto che in caso di ” incomprensioni ” saranno cancellati per primi dalla faccia della terra o noooo….?
    I miei più sinceri auguri.

    • Ronf Ronf

      Falso: la legge sull’aborto era una legge proposta dalle associazioni cattoliche tramite la raccolta firme per fare la “proposta di legge di iniziativa popolare” che deve essere discussa obbligatoriamente in Parlamento (che ha votato NO) e la Riforma Boschi curiosamente consentirà, in caso di approvazione, di provare a far passare la “proposta di legge di iniziativa popolare” che le associazioni dei cattolici di sicuro presenteranno. Conoscendo come sono fatti i parlamentari in Italia, il nostro paese potrebbe essere il primo al mondo ad avere il divorzio in 6 o 12 mesi, il divieto all’aborto, il burka legale, il SI al matrimonio gay, il divieto delle adozioni ai single che però non vale per i matrimoni gay, la legalizzazione delle droghe leggere e il divieto dell’eutanasia. Ergo, è meglio votare NO al referendum

      • maurizio

        E’ evidente che non ha capito niente…. ma non si preoccupi non è poi importante per me…..

    • Martin Lutero

      Il “clericalismo bigotto e medioevale” da Lei citato, non è assolutamente maggioritario in Polonia, dove piuttosto la religione viene vissuta come fatto identitario e di fede genuina, soprattutto nelle campagne e dalla vecchia generazione.
      Inoltre forse Le è sfuggita la gigantesca manifestazione di protesta delle donne polacche, che hanno reagito fermamente alla proposta di introdurre leggi ancora più restrittive di quelle attuali.
      Andiamo avanti: verissimo quanto scrive Lei circa il loro atteggiamento verso l’Europa e l’America, loro si definiscono “europragmatici” e sfruttano in modo utile i fondi europei, al contrario di noi Italiani che neanche siamo capaci di sfruttare quelli a nostra disposizione.
      Per quanto riguarda un’ipotetica guerra, anche Lei appartiene a quel filone di pensiero che crede nella minaccia russa, nei Cosacchi in Vaticano?
      In caso di guerra, non farebbe molta differenza essere in Polonia o in Italia, la pioggia radioattiva ed i missili cadrebbero ovunque.
      I recenti attentati terroristici in Francia e Belgio dimostrano invece come la Polonia, finora, con la sua politica volta a scoraggiare il multiculturalismo e l’immigrazione, specie di persone provenienti da culture molto diverse dalle nostre, paga.
      Infine, mi duole dovere ammettere questa triste verità, ha ragione Big Jack quando dice che le nostre città sono molto più sporche delle loro: dopo essere stato a Danzica, ho ospitato degli amici polacchi a Milano, e francamente mi sono vergognato per come si presentava agli occhi dei miei ospiti la nostra ex capitale “da bere”.

      I miei più cordiali saluti.

      • cipperimerlo

        Forse non è chiaro un concetto: del resto se uno legge rischio calcolato non può pretendere di essere informato. Ogni anno l’Italia all’unione europea parentesi e quindi anche la Polonia, per le sue bellissime autostrada senza buche) 5 miliardi in più Di quelli che ricevi dietro.

    • Guidarello Guidarelli

      E andare in Polonia per vedere come stanno effettivamente le cose no? Il PIS è partito clericale ma gli altri direi proprio di no così come la maggioranza della gente. La storia insegna poi che non corre buon sangue tra polacchi e russi, spesso si sono affrontati sul campo di battaglia in sanguinose guerre l’ultima delle quali vide la vittoria del maresciallo Pilsudski e dei generali Sikorski e Haller. Polacchi che furono gli unici ad entrare vittoriosi a Mosca 400 anni fa, bene ricordarlo.

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