Privacy informatica? Ma per favore!

Di Big Jack , il - 3 commenti

I più adulti se lo ricorderanno bene…

 

Approfitto di questa pausa postprandiale, durante la quale sto tentando di digerire improponibili polpette, per sottoporre alla vostra attenzione la vicenda dell’hackeraggio emersa questi giorni, e sulla quale nei media (tutti impegnati a farneticare sui mitici hacker russi) e qui non ha trovato una discussione costruttiva ed interessante.

Mi riferisco ai due fratelli arrestati a Roma:

http://roma.corriere.it/cronaca/cards/ingegnere-giulio-maratoneta-francesca-maria-occhionero-fratelli-arrestati/genio-schivo-che-scalo-finanza-un-algoritmo_principale.shtml

E già, mentre in Italia il mainstream flow era impegnato ad informarci che i suddetti mitici hacker russi facevano il bello ed il cattivo tempo sui server americani, senza alcuna prova concreta su tali affermazioni, scopriamo che invece sui server americani venivano “dossierati” (brutto neologismo per “schedati”) migliaia di figure importanti italiane, da parte di due fratelli, un uomo ed una donna, italianissimi ed originari di Roma; si apprende poi dalla stampa che lui avrebbe avuto un ruolo in qualche organizzazione massonica.

Le indagini sono ancora in corso: di certo abbiamo due arresti, la rimozione del capo della Polizia Postale, ufficialmente per non aver informato dell’indagine il Capo della Polizia, e parrebbe coinvolto anche un poliziotto.

Questi sono i fatti, da cui possiamo dedurre se non una verità fondamentale, un punto di partenza certo: i nostri dati sensibili in una memoria elettronica NON sono al sicuro; la seconda verità fondamentale, o il secondo assioma che secondo me dimostra questa vicenda, è che le autorità preposte alla sicurezza telematica e delle comunicazioni, della privacy, non mi sembrano affatto in grado di proteggerci contro questo tipo di minacce informatiche, se è vero ciò che abbiamo letto sul Corriere, ovvero che fra gli altri sarebbe stato violato anche l’account dell’ex capo vicedirettore dell’Aisi, l’agenzia informazioni e sicurezza interna che attraverso il suo legale Gianluca Tognozzi precisa: «Non uso quella mail dal 2009»

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/01/10/news/cyberspionaggio_inchiesta-155753314/

Io credo che quanto sta emergendo è solo la punta di iceberg che ancora non vediamo, perchè quando la magistratura metterà le mani sui contenuti di tali dossier, potrebbe venire fuori una situazione potenzialmente destabilizzante, per questo motivo ritengo che dopo un certo numero di settimane, visto anche l’enorme ammontare di documenti che saranno sequestrati ed oggetto di verifiche da parte delle autorità inquirenti, potrebbe tutto finire a tacere o comunque a finire in una situazione di basso profilo.

Per quanto mi riguarda, la lezione che ne traggo è quella di curare maggiormente la privacy digitale, e ritengo che l’arma migliore di difesa che abbiamo sia quella della nostra… auto-educazione informatica.

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  • biafra66

    …in un paese che “va a puttane” educare gli itagliani a frequentare SOLO siti porno

  • Proxima8

    Usate GNU/Linux, caproni 😉

  • Lucio

    aspettiamo di avere l’auto connessa e la casa smart.
    Così si che saremo controllabili in ogni momento.

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