Chi ha paura del futuro?

Di Lo Ierofante , il - 74 commenti

banner_spi_01

 

 

 

 

 

Gerardo Gaita

 

 

 

 

 

Un’economia non può funzionare efficacemente nel lungo periodo se i prezzi relativi e dunque anche i salari non sono determinati dalle forze di libero mercato.

Il dispiegarsi dei prezzi relativi secondo le forze di libero mercato è ostacolato dalla centralizzazione dell’economia mediante eccesso di restrizioni e regolamentazioni.

Allorché il controllo statale sulla produzione tende a divenire pervasivo, serve un’offerta di mezzi di pagamento spropositata rispetto alla loro domanda per garantire la circolazione di beni e servizi.

Questa sovrabbondanza di mezzi di pagamento si definisce inflazione.

L’inflazione, a sua volta, produce però effetti deleteri.

Vero che un incremento progressivo del tasso di inflazione è in grado di incentivare la produzione o alcune produzioni e ridurre parallelamente la disoccupazione (fintanto che l’inflazione viene fatta crescere ad un ritmo capace di non far sostanzialmente prevedere i prezzi futuri), ma all’aumentare progressivo del tasso di inflazione aumentano progressivamente anche alcune conseguenze sfavorevoli.

Una di queste conseguenze è una diminuzione del potere d’acquisto che non colpisce tutti in maniera uniforme, ma la più rilevante delle conseguenze concerne i metodi di contabilità su cui poggiano tutte le decisioni del mondo delle imprese, i quali hanno bisogno di un valore della moneta tolleratamente stabile per non perdere ogni ragion d’essere.

Sommando questi motivi si può capire facilmente il perché l’inflazione possa generare strutture della produzione insostenibili e possa anche condurre al fallimento del sistema monetario.

Man mano che l’inflazione cresce nel suo ritmo, diventerà più pressante anche la richiesta di frenarla da parte degli individui i cui redditi non riescono a tenere il passo dell’aumento dei prezzi per via proprio di questa crescita progressiva.

All’inizio, le autorità continueranno a far progredire l’inflazione cercando di reprimere il più possibile i rialzi dei prezzi generati dalla stessa con ulteriori restrizioni e regolamentazioni che andranno così ad alimentare il controllo statale sulla produzione e quindi le relative inibizioni sul dispiegarsi dei prezzi relativi secondo le forze di libero mercato.

Nel momento in cui questa repressione non si dimostrerà più sufficiente come rimedio alla diminuzione non uniforme del potere d’acquisto delle persone, si procederà con interventi per arrestare o rallentare il ritmo di crescita dell’inflazione.

Ogni intervento per arrestare o rallentare il ritmo di crescita dell’inflazione provocherà recessione o depressione e conseguente disoccupazione.

Quando la disoccupazione così prodotta sarà percepita come socialmente inaccettabile, si andrà a spingere nuovamente sul pedale dell’inflazione.

Questo processo cumulativo di controllo statale sulla produzione e di inflazione più va avanti più inibisce il libero meccanismo dei prezzi e fa sì che questo venga gradualmente rimpiazzato da una gestione centralizzata di tutte le attività economiche, più va avanti più ci allontana da una distribuzione funzionale dei redditi.

La gente ha paura del libero mercato perché lo vede come sinonimo di incertezza.

Tuttavia, eliminando il libero mercato, l’incertezza non scompare, ma viene solamente ignorata allo stesso modo con cui si ignora una malattia mortale.

Ed una malattia mortale non può essere ignorata per sempre: ad un certo punto o sopraggiunge la morte oppure ci si mette in cura per tempo, ben sapendo che più si aspetta più dolorosa e/o lunga sarà la cura.

La domanda di beni e servizi si muove costantemente verso nuovi beni e servizi e più è rapido il progresso tecnologico più diviene frequente questo spostamento.

Anche se la velocità del cambiamento accrescerà necessariamente le fila delle persone temporaneamente senza lavoro alla ricerca di una nuova occupazione, non necessariamente ciò produrrà un incremento della disoccupazione nel lungo periodo, se ai tassi salariali relativi è consentito di variare in maniera corrispondente al cambiamento.

Il tutto senza ricorrere a controproducenti politiche monetarie inflazionistiche e con buona pace di Karl Marx, il quale credeva che l’avanzare della tecnologia avrebbe diminuito permanentemente ed in proporzione la presenza del lavoro umano in un’economia di libero mercato.

La fissazione di un eccesso nel numero e/o nel peso di restrizioni e regolamentazioni fa in modo che il valore scontato della produttività marginale reale del lavoratore tenda ad essere in molti casi inferiore ai costi monetari e non monetari che il datore di lavoro è costretto a sopportare.

Tutti quei lavoratori la cui produttività marginale reale del lavoro viene quantificata dal datore di lavoro come sistematicamente inferiore ai costi che egli deve reggere per tenere in vita la sua impresa, a meno che costui voglia e possa permettersi di comportarsi come un mecenate, o saranno licenziati o non saranno contrattati o ambedue le cose insieme.

Ragionamento dello stesso tipo viene svolto da un lavoratore autonomo o subordinato; se il salario che essi ricavano dalla loro attività viene quantificato come sistematicamente inferiore ai costi monetari e non monetari che sono chiamati a sopportare per portarla avanti essi o hanno accesso ad altre fonti di reddito che li aiutano a superare questi costi o hanno la possibilità e/o la volontà di ridurre questi costi portandoli ad un livello sostenibile rispetto al loro salario o smettono di lavorare.

Il suddetto eccesso rappresenta perciò la causa immediata della disoccupazione di massa che, come si è osservato in precedenza, se curata con politiche monetarie inflazionistiche alla fine determinerà una disoccupazione da causa mediata che si aggiunge alla causa immediata.

La soluzione in un’economia di libero mercato al problema della disoccupazione di massa sta nel permettere ai tassi salariali relativi di variare attraverso le diverse linee di produzione, ossia di crescere e decrescere seguendo il mutamento nella direzione della domanda di beni e servizi.

Permettere queste variazioni significa però agire su più fronti allo stesso tempo e non soltanto su un fronte ed ha come pre-requisito la sicurezza della proprietà sia su se stessi che sulle proprie cose.

In tal senso, avere un mercato del lavoro senza barriere d’entrata e di uscita è certamente condizione necessaria; ciò rappresenta un incentivo alle persone a spostarsi verso quei settori lavorativi meglio retribuiti e questo stesso spostamento tenderà contemporaneamente ad assottigliare le differenze tra i tassi salariali che sussistono tra le diverse linee di produzione.

Tuttavia, altrettanto certamente tale condizione può essere in molti casi non sufficiente.

I tassi salariali reali che risulteranno essere più bassi devono poter comunque essere in qualche modo adeguati a sostenere autonomamente il cosiddetto costo della vita, giacché nessun umano in possesso della capacità d’agire, indipendentemente dal ruolo che svolge all’interno della società, può dirsi effettivamente libero se non ha la possibilità di accedere ad un reddito congruo ad una vita perlomeno dignitosa.

Il costo della vita deve essere dunque orientato ai minimi termini nella sua parte artificiale o per meglio dire arbitraria, il che equivale ad affermare che deve esistere una tendenza a ridurre gli esborsi che i cittadini sono chiamati ad eseguire nei confronti dello Stato, sia quelli diretti (imposizione tributaria e burocratica) sia quelli indiretti (inflazione).

Sostenere tale tendenza avrà poi un duplice effetto positivo: da un lato le decisioni finali concernenti le circostanze particolari di tempo e di luogo verranno lasciate in misura senz’altro maggiore direttamente alle persone che conoscono queste circostanze; dall’altro si alimenterà un circolo virtuoso di contrazione strutturale del settore pubblico.

L’opera degli impiegati dello Stato non ha un accertabile valore di libero mercato, in quanto si trova al di fuori del suo sistema dei prezzi e non può essere pertanto gestita mediante un calcolo economico razionale rispetto alla dimensione oggettiva della realtà.

Nel settore privato, infatti, il calcolo dei profitti e delle perdite derivanti dalle vendite è sovrano, ma il settore pubblico non può essere controllato dal calcolo dei profitti e delle perdite, poiché i beni ed i servizi prodotti dal settore pubblico non sono né comprati né venduti; di conseguenza, l’assenza di un modo netto per accertare il successo o l’insuccesso crea per il settore pubblico un problema insolubile, cosicché non rimane da dire che lì dove si riesce ad affermare la volontà di sostituire lo Stato con il libero mercato ci si è mossi sicuramente verso una distribuzione funzionale dei redditi.

Infine, come ultima regola generale da seguire per promuovere una distribuzione del fattore lavoro quanto più ampia e corretta, occorre non incentivare la disoccupazione volontaria e per far ciò bisogna evitare di attuare provvedimenti che hanno un forte disincentivo sul desiderio delle persone di ricollocarsi nel mondo del lavoro.

Il giorno in cui i pericoli delle tendenze attuali riusciranno ad essere prima compresi e poi affrontati con sufficiente chiarezza, riusciremo a tirarci fuori da quella confusione in cui è caduta la nostra società contemporanea.

Confusione che sta regolarmente ledendo la base per sviluppare un benessere economico quanto più diffuso, vale a dire quella libertà d’azione di ciascuno che, a sua volta, trova fondamento nel rispetto dei singoli diritti di proprietà.

Condivisioni
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • nathan

    La conseguenza al patologico bisogno di certezze non ha creato solo il mostro statale centrale che fisiologicamente non poteva che cannibalizzare il libero e naturale processo tra domanda ed offerta, ma ha completamente giustificato la travisazione del concetto elementare di meritocrazia (nonostante tutti, a parole, la vogliano perseguire) sostituito consapevolmente con il suo esatto contrario, quello di democrazia.

    • Pavel

      Ci sono altri mostri ben peggiori di quello statale. E la loro genesi è tutta da attribuire al “libero mercato”. Anzi, a voler essere precisi, il “libero mercato” sono in fin dei conti loro.
      http://www.rischiocalcolato.it/2017/01/i-rotschild-8-volte-piu-ricchi-degli-8-piu-ricchi.html

      • Fabrizio Bertuzzi

        si, e’ un libero mercato creato da loro sul loro modello. e controllato da loro…
        liberi di scegliere di fare tra quello che loro hanno deciso sia possibile fare.

    • Zappatore

      Sono d’accordo su tutto. Comunque son per il LIBERO MERCATO. Così come è impostato oggi il sistema da ad un coglione qualunque successo e gloria senza avere nessun merito e probabilmente ci stiamo perdendo un GRANDE NUOVO LEONARDO perchè è TUTTO FINTO. Nel film “La grande scommessa” Mark Baum (alias di peter Eisman) dice che viviamo nell’era della TRUFFA. E’ tutto truccato, il capitale che non esiste, la giustizia, le aziende fallite che vengono tenute in piedi, imbroglioni ad ogni angolo, nella Ricerca e nelle Università, tutto finto e truccato per 30 DENARI ! A morte questo Sistema, VIVA LA LIBERTA’ INDIVIDUALE !

  • Phobos88

    Questa visione del mondo da economisti non funzionerà mai, perchè parte da presupposti sbagliati sulla natura degli uomini: gli uomini sono esseri solo in parte razionali, e gli uomini sono in genere avidi, e quindi inclini a fregarsene della decantata “equa distribuzione di redditi e patrimoni”, del mercato e della giusta concorrenza…
    È il motivo per cui alla fine l’economia non è mai riuscita a prevedere un cavolo, e per cui non la si dovrebbe nemmeno considerare Scienza (e io sono laureato in economia, eh…)

    • Zappatore

      Sono d’accordo su tutto. Comunque son per il LIBERO MERCATO. Così come è impostato oggi il sistema da ad un coglione qualunque successo e gloria senza avere nessun merito e probabilmente ci stiamo perdendo un GRANDE NUOVO LEONARDO perchè è TUTTO FINTO. Nel film “La grande scommessa” Mark Baum (alias di peter Eisman) dice che viviamo nell’era della TRUFFA. E’ tutto truccato, il capitale che non esiste, la giustizia, le aziende fallite che vengono tenute in piedi, imbroglioni ad ogni angolo, nella Ricerca e nelle Università, tutto finto e truccato per 30 DENARI ! A morte questo Sistema, VIVA LA LIBERTA’ INDIVIDUALE !

      • Zappatore

        persino lo Sport è tutto truccato

        • gianni

          Anche i rapporti tra genitori e figli sono falsi, tanto per dirne un altra

          • Zappatore

            dipende, queste sono cose soggettive. Il Sistema dovrebbe essere oggettivo, un fatto tecnico.

      • Fabrizio Bertuzzi

        tutto finto perche’ le persone sono tutte finte. il 99% e’ una maschera, conformati al modello del momento, quasi nessuno ha il coraggio di essere se’ stesso.

        • gianni

          Ma poi quante balle diciamo agli altri su noi stessi ,e’ proprio l’ esistenza umana che e’ fatta per forza dalla falsità

          • Zappatore

            si ma 1 Kg di oro è sempre 1 Kg di oro. Non lo puoi cambiare. E’ la differenza tra soggettivismo ed oggetivismo. Oggi si stampa moneta a piacimento. Si sveglia quel coglione di Draghi e dice che c’è bisogno di più moneta. 1 Kg di oro rimarrà sempre tale, nei secoli dei secoli. AMEN

          • giuseppe glavina

            E’ vero e già qui inciampo in un pregiudizio ma ritengo che Pinocchio raffiguri al meglio l’essenza dell’animo umano. Sarà che forse tutto il nostro linguaggio è costruito e votato a tale fine? Concordare con Nietzsche per cui ogni parola è già un PREGIUDIZIO.

        • Zappatore

          è vero ma è una cosa soggettiva. Io parlo del sistema che dovrebbe essere un tecnicismo. Qualcosa di oggettivo, che funziona meccanicamente

      • gianni

        Ci penserà Trump a mandare affanculo il sistema folle che siamo

        • alex

          Vorrei sinceramente poter credere a questo, con tutto me stesso, però allo stesso tempo devo razionalmente e logicamente pensare che: Trump è figlio di questo sistema, prodotto da questo sistema, fatto di questo sistema, impossibile sia lui a cambiare il sistema, dovrebbe drasticamente cambiare se stesso, per primo.

      • giuseppe glavina

        Io sostituirei l’INDIVIDUALE con quello molto più credibile e concreto di SINGOLARE. Se la libertà è l’affermazione di una qualche sovranità essa può venir attuata unicamente al singolare, nel SINGOLO. L’ individuo richiama pur sempre il collettivo che nei fatti porta alle derive ora ben note. Il singolo ricompone il contrasto in un’unità sinergica positiva. Ciò significa anche se sembra strano individuale senza l’INDIVIDUALE e collettivo senza il COLLETTIVO.

        • Zappatore

          giusta spiegazione Etimologica. Singolare sarebbe più corretto e meno in contrasto con la parola collettivo. Sono d’accordo. La soluzione è Singolare.

    • Zievatron

      Sono d’accordo anche io.
      Aggiungo che trovo assurdo il modo in cui si discute di “Libero Mercato”, dal momento che a queste due parole non corrisponde nessun concetto univoco.
      Anzi, direi proprio che richiama alla mente di persone diverse situazioni evidentemente molto diverse. Dalla totale assenza di qualsiasi regola e di qualsiasi presenza dello stato nella produzione di qualsiasi servizio, a regolamentazioni e presenze dello stato differentemente concepite.
      Si discute quindi di un nome di un modello senza un accordo sul modello a cui dare questo nome.

      • Phobos88

        non solo, io ravvedo sempre in questi articoli due grossi errori:
        – marcita una mela, si vuole buttare via tutta la cesta
        – l’autore non ragiona mai sul tipo di società migliore per la vita e per il benessere materiale e spirituale dell’uomo.

        Presi dal furore antistatale (e lo dico io che sono di indole anarchica), si vuole buttare via tutto, al fine di immaginare un mondo in cui un magico mercato provveda a tutti i bisogni materiali dell’uomo, con calcolo dei prezzi giusto e allocazione delle risorse ottimali, quando alla fine il mercato ha creato solo dei cartelli e dei monopoli, che hanno allocato le risorse nelle tasche di pochi.

        Io concordo con FunnyKing sul fatto che la base di qualunque società, anche tradizionale, dovrebbe essere che alle persone deve essere permesso di godere liberamente del frutto del loro ingegno e dell’uso di ciò che possiedono, sempre nell’alveo del principio di non aggressione.
        Ma da qui a immaginare che anche istruzione, sanità, sicurezza, acqua, igiene, cultura, storia,giustizia, siano gestiti da privati…

        • alex

          Senza onestà e sincerità, un “qualcosa” libero, poi che sia mercato, individuo, paese, mondo, etc.. semplicemente non è possibile. Per quanto bello sia all’inizio, comincia a marcire da dentro, perchè l’ignoranza, il male, è dentro!! Si può abbellire, profumare a volontà l’esteriore, senza sincerità e onestà con l’interiore, sono mere misure di “maquillage”, destinate a sciogliersi rapidamente. Abbiamo messo sul trono il servo (la mente)e rilegato a niente, il padrone(Spirito), cos’altro possiamo aspettarci, con un tipo simile di sovrano o comandante?

    • Consulente dei nuovi schiavi

      Ricerca di senso e beni relazionali. Fattori inseribili ed inseriti in economia……. non quella classica ovviamente!

    • alex

      Concordo. Non esisterà niente di nuovo, ma solo vecchio ricondizionato e venduto come nuovo, senza cambio di paradigma, di obiettivo esistenziale. Nel nostro intimo, ciascuno “sente” e bene, che l’egoismo, è fine a se stesso ed è una corsa verso l’abisso del niente. L’altruismo è il prossimo livello evolutivo presente, una società dove: diplomazia, disonestà, bugie, falsità, segreti, devono essere bandite e sanzionate ferocemente. Se il “must” (dovere), fosse la sincerità ed onestà, tutte quelle figure (di merda)della società attuale, perderebbero assolutamente di significato ed importanza, avvocati, notai, commercialisti, politici, diplomatici, giudici, religiosi, etc..etc.. dovrebbero lavorare sul serio per mangiare, sarebbero figure inutili, perchè traggono il loro sostentamento dalla menzogna, dalle mezze verità, dalle volute omissioni, dai segreti.

  • Pavel
  • Zappatore

    il VERO LIBERO MERCATO non esiste ne lo abbiamo mai sperimentato. Oggi E’ TUTTO FINTO ! Comunque nell’articolo dove si parla di inflazione e moneta ci sono alcune mancanze gravi.

    • Lo Ierofante

      Se mi mettevo a scrivere a 360 gradi di inflazione e moneta invece di fare un post di 1400 parole ne veniva fuori un documento a fascicoli.

      Sono state dette pertanto in questo contesto solo (alcune) le cose principali, il che non vuol dire che siano stati detti errori.

      • Zappatore

        su questo non posso che darti ragione. Comunque l’articolo è stato interessante e scopre alcuni nervi dell’attuale sistema che piaccia o non piaccia è molto più socialista di quanto si pensi.

    • kikko19

      95 minuti di applausi!

  • Zappatore

    Si ha PAURA di ciò che non si conosce. Dato che sono un tuttologo NON HO PAURA DI NULLA. A calci nei denti a chi rompe i coglioni !

    • gianni

      La paura più forte degli umani e’ la morte , se si supera quella non ti ferma nessuno

      • Zappatore

        è così ! Se non hai paura di morire puoi fare di tutto. Per questo i musulmani sono un passo in avanti !

  • Massimo Decio Meridio

    “I tassi salariali reali che risulteranno essere più bassi devono poter comunque essere in qualche modo adeguati a sostenere autonomamente il cosiddetto costo della vita, giacché nessun umano in possesso della capacità d’agire, indipendentemente dal ruolo che svolge all’interno della società, può dirsi effettivamente libero se non ha la possibilità di accedere ad un reddito congruo ad una vita perlomeno dignitosa.”

    Quindi si da scontato che i tassi salariali reali saranno sempre più bassi (ovvia conseguenza del fatto che non può esistere un libero mercato del lavoro in quanto di “libero” nel rapporto di lavoro non c’è nulla) e si sostiene che in ogni caso tali tassi debbono rapportarsi ad un minimo comunque garantito per sopravviviere, il che pone un limite al libero mercato tale da non doverlo più ritenere poi così libero….

    “In tal senso, avere un mercato del lavoro senza barriere d’entrata e di uscita è certamente condizione necessaria; ciò rappresenta un incentivo alle persone a spostarsi verso quei settori lavorativi meglio retribuiti e questo stesso spostamento tenderà contemporaneamente ad assottigliare le differenze tra i tassi salariali che sussistono tra le diverse linee di produzione.”

    Se avere un mercato del lavoro senza barriere d’entrata e di uscita ha una sua logica e può essere in certo senso addirittura auspicabile per alcuni specifici motivi, spostarsi verso settori lavorativi meglio retribuiti non tiene in considerazione la formazione iniziale del lavoratore, soprattutto specializzato. Difficile spostare il proprio settore lavorativo quando hai avuto una formazione limitata solo in alcuni settori, se non passando a settori a bassa, bassissima specializzazione o a manovalanza generica. Questo verrà accentuato in un prossimo futuro dove in alcuni settori ci sarà bisogno di una iperspecializzazione. Difficile pensare che questi lavoratori si muovano liberamente dal settore di propria competenza.

    “La gente ha paura del libero mercato perché lo vede come sinonimo di incertezza.”

    Ah beh ti pare poco ? L’uomo ha bisogno di certezze, di pianificare la propria vita ed il proprio futuro, la propria famiglia. In un mercato libero del lavoro in entrata ed in uscita e nel reddito nessuno potrà pianificare se non nel brevissimo periodo. Quando non hai certezza del tuo lavoro (domani il mio datore di lavoro mi caccia via senza un perchè o forse no) o del tuo reddito (oggi guadagno 100 domani forse si o forse no), non può avere certezza di nulla.
    Vivi alla giornata o come nomade sociale.
    Nè vale a sostenere il contrario l’effimera affermazione secondo la quale il mercato libero del lavoro è tale che se esci da un lavoro ne troverai sicuramente subito un altro magari remunerato allo stesso livello, perchè anche questo fa intrinseca parte dell’incertezza generale di tutto il sistema.

    “il che equivale ad affermare che deve esistere una tendenza a ridurre gli esborsi che i cittadini sono chiamati ad eseguire nei confronti dello Stato, sia quelli diretti (imposizione tributaria e burocratica) sia quelli indiretti (inflazione)”

    Si ridurrano gli esborsi per i servizi che eroga (molto male) lo Stato, ma aumenteranno gli esborsi per i servizi che erogheranno (bene o male è tutto da vedere) i privati.
    Bisognerebbe capire se tale esborso sarà simile o addirittura più alto.
    E mentre lo Stato cerca maldestramente di prestare servizi a tutti indistintamente (bloccandone talvolta i prezzi e in ogni caso attualmente in maniera totalmente inefficente), il privato ha interesse a prestarli solo a chi paga o chi puo pagare, con la conseguenza che sempre più ampie fette crescenti della popolazione saranno prive di servizi che non potranno permettersi, servizi che rimarranno appannaggio di una classe reddituale sempre più elevata. Nemmeno il libero mercato potrà spingere qualsiasi privato a offrire servizi a basso costo (e minimo profitto) per favorire quella parte di popolazione non abbiente, perchè tale offerta non sarà remunerativa dal punto di vista del profitto stesso. E dove anche qualche pio imprenditore si presti al bisogno, non avendo concorrenti o avendone molto pochi potrà monopolizzare il mercato di riferimento con tutto ciò che ne consegue ….

    • Lo Ierofante

      Un tasso salariale dignitoso tendenzialmente per tutti non lo si può fissare legge (anche se capisco che la cosa sarebbe desiderabile), ma è un qualcosa che deve essere mano a mano scoperto dal mercato in base alle diverse e particolari circostanze di tempo e di luogo. (Questo è quello che vi è scritto nel post).

      Ogniqualvolta, infatti, si tenta di controllare i prezzi fatti pagare dalle imprese piuttosto che imporre severi limiti sui prezzi che lo Stato impone ne nasce come conseguenza inintenzionale disoccupazione e/o occupazione malretribuita.

      Più questi prezzi fatti pagare dalle imprese sono alti più disoccupazione e/o occupazione malretribuita avremo.

      E questo è proprio lo scenario Italiano di oggi.

      • Massimo Decio Meridio

        Un tasso salariale minimo dignitoso fa fissato purtroppo arbitrariamente (non è poi arbitrario, ma qui il discorso diventa più complesso) perchè il libero mercato non è in grado di conoscere o di stabilire la “dignitosità” di un salario rapportato al costo della vita del determinato paese e non c’è alcun equilibrio tra domanda ed offerta.
        Tu immagini un sistema dove a fronte di una offerta di lavoro, la parte lavoratrice chiederà compattamente un salario minimo sotto il quale rifiutare l’offerta, costringendo il mercato dell’offerta ad adeguare appunto l’offerta non scendendo al di sotto del minimo salariale richiesto, ma questo non accade MAI nella realtà.
        Poichè c’è un notevole squilibrio di forza tra domanda ed offerta di lavoro e di capacità contrattuale, ci sarà sempre qualcuno che accetterà qualsiasi somma al posto di un altro. Sono pochissimi i settori dove l’iperspecializzazione consente al lavoratore di imporre il proprio compenso, ma questo accade per l’assenza di intercambiabilità con un altro lavoratore. Nella stragrande maggioranza il datore di lavoro di fronte al rifiuto del lavoratore di adeguarsi ad un certo salario, si limita a fare spallucce e a scegliere un altro disgraziato intercambiabile disposto a lavorare a qualsiasi cifra con buona pace del libero mercato.

        • Lo Ierofante

          “Una pressione inflazionista permanente può giocare un ruolo importante nella definitiva conquista del sistema di libera impresa da parte della burocrazia. Le risultanti frizioni e strozzature saranno attribuite alla libertà d’impresa e usate come argomenti a favore di ulteriori restrizioni e regolamentazioni.”

          Joseph A Schumpeter

    • Zappatore

      hai ragione su tutto, il problema sta nella mentalità delle persone che l”Economia” vede come razionali ma che razionali non sono per nulla. La maggior parte delle persone che conosco che guadagnano si e no 800/1000 € al mese vogliono tutti l’iphone o simili, l’Auto (con quello che costa), l’appartamentino con mutuo, bar, ristoranti ed ogni tanto un viaggetto. Conosco poche persone che invece sanno rispettare il denaro, sanno dargli valore e non lo buttano e vivono benissimo con 800 € al mese. La verità è che abbiamo troppo. Deve arrivare veramente la crisi, quella vera !

      • gianni

        Esatto , siamo un ammasso di viziati

    • Zappatore

      servizi? Conosco persone con l’Iphone da 700 € che non vanno da un medico o si mangiano pasta in bianco. Dopo che ti mangi l’Iphone?

  • lella

    MI SCUSI RE BUFFONE PERCHE’ HA CANCELLATO IL MIO COMMENTO SULL’INFLAZIONE EUROPEA NON E’ CHE LEI E’ COME QUELLI CHE CRITICA OPPURE E’ VERO CIOE’ CHE DICE MERCATO LIBERO MI RISPONDA PER CORTESIA

    • Ronf Ronf

      O è stato l’admin a cancellare oppure è Disqus che cancella in automatico se tu fai troppe modifiche dopo averlo pubblicato (è una funzione automatica anti spam)

  • Antonino Trunfio

    L’altro ieri, ho partecipato ad una presentazione del prof.George Selgin intitolata Central Banks, Bubbles, Productivity. Ho fatto la seguente domanda: cosa ci vuole a capire, e come possiamo più tollerare che nel mondo intero, milioni di attività competono per restare nel mercato, aumentando continuamente e senza sosta la loro produttività, mentre due monopolisti (FED e BCE) con qualche altro affiliato continuano indisturbate a regolamentare il libero mercato, non avendo mai conosciuto la produttività, e avendo in mano la merce delle merci, cioè il denaro senza il quale nessuno scambio è possibile. Ovviamente la domanda era imbarazzante, ma lo scopo era quello di segnalare la presenza anche in Italia, di qualche mente ancora non completamente onnubilata. La risposta di Selgin è stata: per rispondere alla sua domanda ci vorrebbe un intera conferenza. Ammetto però che la sua presentazione è stata interessante. Dimostra egli infatti molte delle cose che tu, caro Gerardo hai indicato qui nel tuo chiarissimo post. Il video della presentazione per chi fosse interessato lo trovate su you tube: https://www.youtube.com/watch?v=Vj6sdL2W23U

    • Lo Ierofante

      Si narra, per lo più, che abbiamo bisogno di interventi discrezionali della politica perchè se no l’economia sarebbe un sistema senza timone inerentemente instabile.

      Proprio grazie questi interventi l’instabilità è diventata concretamente una profezia auto-realizzantesi.

    • Zappatore

      La domanda è la più interessante ! E’ alla base del moderno capitalismo. Se le Banche centrali attraverso le banche commerciali possono pompare liquidità all’infinito e quindi creare dal nulla capitale, che senso ha avere un capitale ed investirlo? Cioè che competo a fare? Se dall’altra parte c’è uno che può stampare all’infinito il capitalismo così come è studiato all’Università non ha senso. E’ un gioco truccato peggio del monopoli. Non bisogna più essere imprenditori, avere idee, portare servizi dove non ci sono, colmare vuoti, avere intuizioni. Non serve a nulla. Basta essere amico (o massone) di qualche Direttore di banca o meglio ancora di qualche alto funzionario e ti danno tutta la liquidità che vuoi e vinci. E’ tutto finto. Per inciso questo Selgin deve essere proprio un gran COGLIONE !

      • Zappatore

        mettici che oggi si possono ottenere grandi capitali anche senza garanzie concrete e materiali (altro denaro, cc vincolati, immobili ecc.) cioè non ha più senso nemmeno studiare l’economia. Non è questo che mi preoccupa. Mi preoccupa l’assenza di LIEBRTA’ ! Un coglione qualunque tipo Farinetti se finaziato alla grande può distruggere un LEONARDO DA VINCI moderno che opera solo con il suo capitale. Che regole del cazzo ! Andassero tutti a fanculo

        • kikko19

          Esatto, e a chi interessa piu’ produrre beni di valore quando inventando un sito inutile (facebook) guadagni fantastiliardi in 3 anni? meglio buttarsi sulle truffe e speculazioni che inventare qualcosa che poi ti copiano dopo due giorni…

          • Zappatore

            su Facebook non sono del tutto d’accordo. Sul resto si. Il problema è il capitale, la risorsa finanziaria. Come dici tu puoi avere l’intuizione migliore della storia ma con poco capitale non vai da nessuna parte. Arriva il più imbecille dell’universo, copia gli danno il capitale ed il gioco è fatto. per inciso anche Zuckerberg pare abbia copiato anzi, sembra che Facebook sia un’idea vecchia, quella di catalogare tutti gli esseri umani del pianeta facendo fare tutto a loro. Poi hanno preso questo ragazzo dalla faccia pulita e gli hanno intestato l’idea per far sembrare tutto naturale. E’ TUTTO FINTO ! Questa è l’unica verità!

          • kikko19

            eh si, E’ tutto finto, e comunque se non lo fosse lo diventa, io usavo orkut (social di google) ma Zuck deve aver avuto i suoi santi in paradiso (o magari sfruttava meglio la deficenza della gente) ed e’ emerso. per Youtube la stessa cosa, cosi’ come per altri SW. la cosa irreale sono i soldi che valgono queste aziende “del NULLA”… molto piu’ di chesso’ boeing che fa’ aerei o cantieri navali o ferrovie… c’e’ qualcosa di marcio e prima o poi il bubbone scoppia e qualcuno si brucia le dita.

          • Zappatore

            secondo me non scoppia nessun bubbone perchè tanto “stampano” denaro quanto vogliono dal nulla. E’ tutto finto, tutto purchè la giostra continui. Mi dispiace solo per quelle persone che si alzano alle 6 per andare a lavorare come schiavi.

  • gianni

    …….e se invece si resetterebbe tutto con guerre o epidemie ??

  • Zappatore

    ma 1 Kg di oro è sempre 1 Kg di oro. Non lo puoi cambiare. E’ la differenza tra soggettivismo ed oggetivismo. Oggi si stampa moneta a piacimento. Si sveglia quel coglione di Draghi e dice che c’è bisogno di più moneta. 1 Kg di oro rimarrà sempre tale, nei secoli dei secoli. AMEN

  • RUteo

    Ho più paura degli hacker russi che potrebbero modificare le calcolatrici e non far tornare i conti dell’Italia e dell’Europa !

    • cenzino fregnaccia pettinicchi

      ahahahahahahhaahhah!!!!

      • Ronf Ronf

        Mi associo al tuo commento: quella battuta è la migliore in assoluto 😀

    • Stopensando

      Grande….

  • what you see is a fraud

    Ho piu’ paura dei Neocon ( Soros, Clinton, Obongo , Nuland ) asserviti allo stato canaglia di Israele e i Rothschild che della Russia e della CINA .
    Godetevi questo articolo ; “WikiLeaks: Clinton, Obama, Soros Overthrew Pope Benedict In Vatican Coup ”
    Secondo Wikileads i Clinton Obongo , e Soros si disfarono del Papa Benedetto in un colpo di stato . Come si vociferava da complottisti come me …………

    http://investmentwatchblog.com/wikileaks-clinton-obama-soros-overthrew-pope-benedict-in-vatican-coup/

    • Ronf Ronf

      Non so dove vivi tu, ma in Italia la storia del blocco finanziario contro il Vaticano per far dimettere Benedetto XVI è cosa ben nota da anni (ma non in via ufficiale)

  • marcoferro

    credo quasi tutti hanno paura del futuro oggi, o almeno se non paura un certo timore. per tanti motivi inutile elencarli. guardo con rimpianto al periodo di quando i nostri genitori, per quelli della mia generazione, erano giovani, forti e in salute. quando davanti a loro c’era un futuro ricco di promesse, c’era una felicità, una contentezza di vivere e un ottimismo oggi sconosciuti.

    • Ronf Ronf

      Presumo che i tuoi genitori avranno l’età di Biden e Sanders (cioè ben sopra i 70)

      • marcoferro

        mio padre tra qualche giorno compie 70 anni. mentre la mamma già non c’è più da un bel pezzo purtroppo. si sposarono giovani, come tutti del resto in quegli anni, c’era ottimismo e fiducia nel futuro come ho detto. ma sopratutto tanto, ma tanto lavoro….

        • Ronf Ronf

          E presumo che la natalità attuale sia calata parecchio a causa del mutato clima sociale: peccato! 🙁

          • marcoferro

            la natalità è calata in tanti paesi paesi con un minimo di benessere. i figli costano, tempo e soldi. poi ci sono quelli che non possono neppure permettersi di farli, come i disoccupati e chi ha il lavoro precario, etc…politiche di aiuto da parte del governo zero. ma in cambio spendiamo i pochi soldi invece che per le nostre famiglie o aiutare a fare dei figli, per accogliere e mantenere negri analfabeti islamici che non serviranno a nulla. mentre i nostri giovani lasciano il paese.

          • Ronf Ronf

            E come se non bastasse l’Italia ha la stessa popolazione (intendo al netto degli immigrati e dei vari ex clandestini diventati cittadini) della Francia pur avendo solo la metà del territorio (e quindi delle capacità di produzione agricola) dei francesi. Qui in Italia possiamo sopportare solo 30 milioni (non i 60 attuali) abitanti e quindi nel 2050 senza gli immigrati l’Italia avrebbe solo 40 milioni, quindi noi dovremmo bloccare qualsiasi ingresso (se il paese si de-industrializza, poi come li mantieni tutti? E se le risorse nazionali bastano solo per 30 milioni, i restanti poi come li mantieni senza l’industria?)

      • paolo

        Dalle mie parti fino a 10 anni fa ti fermavano per strada (letteralmente) per offrirti lavoro… e con uno stipendio ci campavi una famiglia, se lavorava anche la moglie il secondo lo mettevi da parte…

  • Luigi za

    ,..i metodi di contabilità su cui poggiano tutte le decisioni del mondo delle imprese, i quali hanno bisogno di un valore della moneta tolleratamente stabile per non perdere ogni ragion d’essere.

    I fan del BitCoin e affini ne sono informati?

    • kikko19

      si ma speculando se ne sbattono,

    • Alberto Gregorio

      La conferma di quanto affermato nell’articolo è data dal fatto che ad oggi i bitcoin sono utilizzati più come “riserva di valore” (per l’aspettativa di rapido incremento) che come mezzo di scambio (moneta).
      Ciò non toglie che Bitcoin sia probabilmente il più grande esperimento monetario dopo l’oro.

  • Christian Caiumi

    Direi che mi è bastato, leggere le prime 5 righe di sciocchezze economiche e poi ho lasciato perdere direttamente…

    • Lo Ierofante

      Tale commento è la prova che ho fatto un buon lavoro.

      • Christian Caiumi

        Come no. Te la canti e te la suoni tutta da solo. Contento tu, contenti tutti.

  • raffaele

    Il denaro e’ la forma piu’ alta di potere , perche’ puo’ creare la ricchezza ma anche la poverta’. Il denaro e’ “Lo sterco del demonio” .

    Nel suo “Memorial” del 1600 Gonzales de Collorigo scrisse “ Se la Spagna e’ povera e’ perche’ e’ ricca “ . Pedro de Valencia nel 1608 scriveva “Il male e’ venuto dall’abbondanza di oro , argento , moneta …. Si pensa che il denaro e’ quello che assicura la sussistenza e non e’ cosi’. Le terre lavorate di generazione in generazione , le greggi, la pesca , ecco quel che garantisce la sussistenza delle citta’ e delle repubbliche . Ciascuno dovrebbe coltivare la sua porzione di terra e quelli che vivono oggi della rendita e del denaro sono gente inutile e oziosa che mangia quello che gli altri seminano”

    L’uomo non ha mai imparato niente dalla sua storia anzi oggi si reclama il diritto all’ oblio. Quando i grandi della terra avranno in mano tutte le ricchezze del mondo si accorgeranno che non potranno mangiare l’oro e il denaro e bere il petrolio

    • Lo Ierofante

      La quantità di circolazione monetaria non dovrebbe mai aumentare più della sua naturale proporzione fra lavoro e merci.

      Se è così quello che comunemente chiamiamo moneta finisce per svolgere un ruolo sociale tendenzialmente utile a tutti; diversamente, favorirà soltanto qualcuno a scapito di tutti gli altri.

      • raffaele

        La funzione del denaro a cui ti riferisci e’ quella BUONA , ma e’ solo teoretica , accademica e discorsiva.

        Nella realta’ predomina la funzione CATTIVA che e’ quella di indebitare con fiat money per sottomettere e schiavizzare. Poi c’e’ la funzione di inflazionare per erodere e distruggere il capitale altrui e diminuire il proprio debito emesso.

        La finalita’ dell’ uso del denaro , in gran parte , e’ il controllo delle masse da parte dei pochi.

        • Lo Ierofante

          Giusto.

          Se si vuole pertanto un sistema che tenda a minimizzare quello che è il dominio dell’uomo sull’uomo , noi dobbiamo orientarci verso la competizione in ogni ambito economico.

          Ciò significa che anche il denaro dovrebbe essere sottoposto a competizione.

          In tal senso, allora il corso legale sulla moneta imposto in linea di principio rappresenta per l’affare monetario il problema dei problemi.

          Se non l’hai già letto ti consiglio la lettura di “Denaro” di Carl Menger. In Italia è edito da Rubbettino.

  • Alberto Gregorio

    Grandissimo Gerardo. Come ti suggerivo qualche tempo addietro, prima o poi (meglio prima) dovrai metter mano alla mole di interessantissimi tuoi scritti e trarne un libro.

Donazioni (Solo in Bitcoin)

Vuoi Ringraziare "come si deve" Rischio Calcolato. Fatti un favore, impara a usare il Bitcoin, procuratelo e dona un frazione (anche multipli non ci offendiamo) a questo indirizzo:
1CHpkA1Xma61Q2JZZ8tpo6pDNAiD81SNAE

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.