ANCHE IN SVIZZERA LA CONFUSIONE MONETARIA REGNA SOVRANA

Di Leonardo , il - 1 commento

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francodi MATTEO CORSINI

In Svizzera il Movimento per la Moneta Sovrana ha raccolto le 100mila firme necessarie per indire un referendum. L’iniziativa referendaria prevede il divieto alle banche di creare denaro mediante il noto sistema della riserva frazionaria. I proponenti ritengono che l’attuale sistema violi l’articolo 99 della Costituzione federale, in base al quale “il settore monetario compete alla Confederazione”Il Movimento per la Moneta Sovrana ritiene pertanto che “oggi dobbiamo vietare alle banche anche di stampare denaro elettronico. Solo la Banca Nazionale deve poter creare denaro”.

Proporre il superamento della moltiplicazione dei depositi da parte delle banche commerciali è un fine di per sé condivisibile, ma temo che il problema non sarebbe risolto limitando la possibilità di creare moneta alla Banca centrale.

In un altro passaggio, i proponenti il referendum sostengono chese i depositi dei risparmiatori fossero insufficienti per la concessione dei crediti, la Banca Nazionale può mettere a disposizione prestiti al sistema bancario”.

Come spesso accade, chi fa riferimento alla sovranità monetaria non ha le idee ben chiare sui veri problemi dei sistemi monetari fiat. Tali problemi non sono riconducibili solo al fatto che alle banche commerciali è data la possibilità, mediante il sistema della riserva frazionaria, di creare denaro dal nulla; parte del problema origina dalla concessione alla banca centrale del potere monopolistico di emettere base monetaria, anche questa creata dal nulla, nella quantità che essa ritenga necessaria. Il fatto stesso che il Movimento per la Moneta Sovrana ritenga che se i depositi dei risparmiatori fossero “insufficienti” per la concessione di crediti la Banca Nazionale potrebbe creare nuovo denaro, dovrebbe rendere evidente che il problema non verrebbe affatto risolto.

Chi dovrebbe stabilire cosa costituisce “insufficienza”? Suppongo la stessa Banca Nazionale. Ed è evidente che la decisione sarebbe inevitabilmente arbitraria.

La quantità di moneta non è mai insufficiente in un sistema di mercato in cui i prezzi possano fluttuare liberamente in funzione della domanda e dell’offerta. A partire dal prezzo del denaro, ossia il tasso di interesse. Se si vuole evitare che il denaro sia “manipolato”, è necessario che la sua emissione non sia demandata a un monopolista, men che meno che sia possibile determinarne la quantità ad libitum. Nessun bene che non sia caratterizzato da scarsità può avere un valore di scambio, e nessun bene che possa essere riprodotto in qualsivoglia quantità senza alcuno sforzo può essere scarso. Per completare l’opera dovrebbe anche essere rimosso il corso forzoso, lasciando alle parti di un contratto stabilire quale mezzo di pagamento utilizzare.

In sostanza, il denaro dovrebbe tornare a essere il mezzo generale di scambio originato da un ordine spontaneo, nel quale la sovranità di scegliere quale bene utilizzare per regolare gli scambi appartiene ai singoli, non a uno Stato o a una banca centrale. Ovviamente questo non è ciò che auspicano i sovranisti, in Svizzera come altrove. Ed è per questo che quella da loro prospettata non rappresenta affatto una soluzione ai problemi dei sistemi monetari attuali.

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