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Gli investimenti migliori in un mercato globale pericoloso





di James Rickards


Raramente il rapporto tra geopolitica e finanza globale è stato più collegato e complesso come lo è oggi.

Saper investire ed allocare gli asset tra le varie classi richiede la comprensione dei driver strategici connessi alla valutazione ed alla volatilità. Ecco un tour intorno al mondo per permettere agli investitori di individuare i momenti critici e le loro implicazioni.

La disintegrazione dell'Iraq è tutt'altro che finita. La situazione peggiorerà ulteriormente facendo salire i prezzi del petrolio. La marcia ISIS-sunnita verso Baghdad è stata temporaneamente rallentata dalla chiamata alle armi sciita, e dall'intervento iraniano sul lato degli sciiti e del governo di al-Maliki. L'ISIS si sta raggruppando e sta consolidando le sue posizioni in attesa di ulteriori aiuti dai suoi sponsor sauditi. Tutto questo è un preludio a battaglie molto più grandi.

La guerra in Iraq ha il potenziale per diventare una guerra regionale. La Turchia può essere tirata dentro dalla nascita di uno stato curdo nel nord dell'Iraq. L'Iran è già stato risucchiato dal conflitto per supportare al-Maliki. Siria ed Iraq si sono effettivamente fusi perché i confini sono stati cancellati. La Giordania è relativamente debole e verrà ferita da rifugiati e dalle ripercussioni belliche.

Il territorio giordano è utilizzato sia dall'ISIS sia dagli Stati Uniti per le loro operazioni. Nessuno di questi sviluppi si risolverà presto, quindi la regionalizzazione del conflitto andrà avanti con implicazioni negative per le forniture energetiche regionali.

La reazione rilassata della Casa Bianca riguardo la situazione in Iraq è facilmente spiegabile con il fatto che Obama ha allacciato un dialogo con l'Iran lo scorso dicembre, quando ha annunciato la possibilità di un accordo sui programmi nucleari dell'Iran e ha rimosso alcune sanzioni economiche.

La politica estera di Obama prevede un ritiro degli Stati Uniti, ma anche lasciarsi dietro dei "poliziotti" regionali che mantengano ordine nei loro quartieri. L'Iran è il poliziotto preferito da Obama in Medio Oriente, quindi gli Stati Uniti vi fanno affidamento affinché ristabilisca l'ordine in Iraq in modo silenzioso.

La distensione con l'Iran è un tradimento dell'Arabia Saudita. Sin dal 1974 il dollaro USA è stato sostenuto dai "petrodollari": gli Stati Uniti si impegnavano a garantire la sicurezza della Casa di Saud ed in cambio i sauditi avrebbero prezzato in dollari il petrolio. Di conseguenza i paesi del mondo sarebbero stati costretti a detenere riserve in dollari per poter acquistare petrolio.

Ora che gli Stati Uniti stanno rinnegando la loro metà dell'accordo, l'Arabia Saudita può abbandonare i petrodollari. Soprattutto in virtù dei suoi nuovi rapporti energetici con la Cina. Tutti questi sviluppi puntano ad un debolezza del dollaro, anche se riuscirà ritagliarsi un momento di sicurezza grazie ad una tregua temporanea.

Tra l'altro la crisi ucraina è ancora viva. Putin ha ottenuto grandi vantaggi in Crimea e in Ucraina orientale. Gli Stati Uniti e le sanzioni economiche europee sono state attenuate a sufficienza da smorzare temporaneamente le tensioni. Non appena gli attacchi dell'ISIS in Iraq hanno distratto la Casa Bianca, Putin ha colto l'occasione e ha spostato i carri armati russi in varie parti dell'Ucraina e ha tollerato l'abbattimento di un aereo da trasporto di truppe.

Putin si sta dimostrando paziente, sveglio e concentrato rispetto alla Casa Bianca, che invece è impulsiva, goffa e si distrae facilmente. Questa crisi non andrà via presto e metterà pressione sui prezzi del petrolio e dell'oro.

In Europa il capo della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha di recente abbassato due tassi di interesse, oltre all'inaugurazione di un tasso di interesse negativo. Draghi ha dimostrato ancora una volta che lui è l'unico banchiere centrale che comprende il suo lavoro. Dice poco e fa meno, ma è tutto molto efficace perché continua a tenere asciutta la polvere da sparo e non cerca di fare più di quello che effettivamente può.

Le sue recenti iniziative dimostrano la sua dedizione alla stabilità dei prezzi e che probabilmente non stamperà denaro impegnandosi in un quantitative easing, “QE”, al fine di stimolare la crescita. Draghi sa che questa strategia non funzionerà, né si unirà alle guerre valutarie svalutando l'euro.

L'euro ha quasi toccato il fondo per ora e probabilmente aumenterà poiché è chiaro che Draghi si separerà dagli amici dediti al denaro facile come la FED, la Banca d'Inghilterra, la Banca Popolare di Cina e la Banca del Giappone.

La Cina è nel bel mezzo di un'enorme bolla immobiliare e del credito. Molti si aspettavano che questa bolla sarebbe scoppiata nel 2015; tuttavia secondo le recenti evidenze la bolla sta scoppiando più velocemente e questi problemi potrebbero venire alla ribalta nel 2014. La Cina ha riserve sufficienti per salvare il suo sistema bancario, ma non senza conseguenze.

La crescita cinese rallenterà bruscamente e ci saranno ricadute in altri mercati poiché le banche cinesi vendono asset buoni nelle economie sviluppate per raccogliere denaro e soddisfare le esigenze interne. Le folle inferocite assalteranno le banche esigendo il rimborso dei “wealth management products” che sono stati venduti dalle banche. Questi disordini si diffonderanno.

La situazione globale somiglia a quella degli anni '70. La FED si impegnò in politiche di denaro facile nel 1971 e nel 1972, in parte per facilitare la rielezione di Richard Nixon. L'alta inflazione non emerse subito. Prevalse l'illusione monetaria e ci fu una certa reticenza nel cambiare atteggiamento. Ma una serie di eventi geopolitici nel 1972-1973, culminanti con la guerra dello Yom Kippur nell'ottobre del 1973, portarono ad un embargo ed a prezzi del petrolio nettamente più elevati. Ciò a sua volta fece levitare le aspettative inflazionistiche.

Sin da allora gli economisti hanno accusato lo "shock petrolifero" per l'inflazione degli anni '70. Ma una corretta comprensione degli eventi ci dice che è stato il denaro facile ad innescare la miccia e l'embargo del petrolio a far divampare l'incendio.

È necessaria sia la miccia sia la scintilla per avere l'incendio dell'inflazione. Lo stesso vale anche oggi. La FED ed altre banche centrali hanno stampato migliaia di miliardi di dollari negli ultimi quattro anni. Finora l'inflazione è stata perlopiù domata. Ma il denaro stampato è solo la miccia; è ancora necessaria una scintilla. Gli eventi in Medio Oriente, l'Ucraina e la Cina di oggi possono essere quella scintilla.

Il risultato potrebbe essere in realtà il peggiore dei mondi possibili — inflazione più alta e crescita debole, chiamata "stagflazione". La FED è tra l'incudine ed il martello. Se raffreddano la stampante monetaria, bucheranno le bolle speculative.

Se la stampante monetaria continua ad andare a pieni giri, l'inflazione guadagnerà forza. All'emergere di nuovi dati deboli per il resto di quest'anno, la FED si renderà conto che il tapering l'ha indebolita. Questo farà sì che lanci un nuovo giro di allentamento quantitativo, o QE4, nel 2015.

A questo punto si faranno largo i casini geopolitici, e fungeranno da scintilla per l'inflazione che andrà oltre le aspettative della FED. Scoppieranno le bolle immobiliari ed azionarie, le banche si ritroveranno di nuovo in difficoltà e gli asset più sicuri saranno energia, oro, terreni, risorse naturali, agricoltura ed altri hard asset.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca





di Dickson Buchanan


A giugno la Banca Centrale Europea (BCE) ha aanunciato qualcosa di storico e decisamente diabolico. Ha deciso di inaugurare la stagione dei tassi di interesse negativi per i depositi overnight. Ecco i dettagli dalla trascrizione ufficiale:

Il tasso sui depositi presso la banca è stato abbassato di 10 punti base, a -0.10%. Tali modifiche entreranno in vigore l'11 giugno 2014. Il tasso negativo si applicherà anche alle riserve in eccesso in relazione ai requisiti minimi di riserva ed ad alcuni altri depositi detenuti presso l'Eurosistema.

La soppressione forzata dei tassi di interesse da parte delle banche centrali non è affatto una politica nuova. Il secolo scorso è pieno di esempi in cui si è abusato di questo potere e delle relative conseguenze. La ZIRP (Zero Interest Policy Rate) è intrinsecamente inflazionistica, punisce i risparmiatori sottraendo qualsiasi rendimento sul denaro e li spinge verso speculazioni sempre più rischiose al fine di ottenere un guadagno. Né possiamo dimenticare il suo ruolo centrale nel generare il temuto ciclo economico boom/bust. Negli ultimi cinque anni gli Stati Uniti e la zona Euro hanno armeggiato con la ZIRP. La decisione della scorsa settimana da parte della BCE di oltrepassare il limite sconfinando in territorio negativo, segna un evento storico e mostra fino a che punto le banche centrali sono disposte ad andare nel distruggere l'economia globale.

Perché tassi di interesse negativi? In verità, questa domanda potevamo già porcela per i tassi a zero.

La risposta di Mario Draghi (e Janet Yellen): "[...] le misure contribuiranno ad un ritorno verso tassi di inflazione a livelli più vicini al 2%."

E' più corretto dire che le banche centrali sono terrorizzate dalla deflazione. Con deflazione intendono un calo generale dei prezzi aggregati. Puntano il dito contro la Grande Depressione ed il crollo finanziario del 2008 per portare esempi particolarmente brutti di deflazione che non vogliono rivivere. Ecco perché, al calare dei prezzi , sono intervenute con misure straordinarie e non convenzionali (TARP, ZIRP, salvataggi, QE, ecc.). Vogliono che i prezzi aumentino continuamente, tutti, dalle azioni alle obbligazioni agli stipendi ai beni di consumo. Vogliono che prenda piede l'effetto ricchezza keynesiano. A loro non importa se non potete più acquistare oggi quello che acquistavate cinquant'anni fa con la stessa quantità di denaro (o depositi elettronici).

Si sforzano di raggiungere questo obiettivo ampliando l'offerta totale del credito, mettendo sempre più euro (o dollari) nelle mani di più persone con la speranza che li spenderanno in qualcosa aumentandone quindi il prezzo. Mentre la ZIRP già adempie a questa prospettiva, in quanto riduce il costo complessivo dei prestiti, i tassi di interesse negativi vanno un passo oltre. Un tasso di deposito negativo significa che la BCE farà pagare lo 0.10% per mantenere il denaro al sicuro. I rapporti della BCE con le banche europee sono simili a quelli di alcuni genitori con i propri figli. Mentre la ZIRP equivale a regalare caramelle ad un ragazzino per cercare di convincerlo a fare ciò che si vuole, un tasso di deposito negativo equivarrebbe ad una sculacciata per non aver fatto quello che si voleva.

Naturalmente le banche commerciali non sono bambini e nemmeno titolari di aziende. Sono molto più intelligenti. Non rispondono sempre in modo uniforme nel modo in cui vorrebbero le banche centrali. Piuttosto, come in tutti i casi di pianificazione centrale, questa decisione avrà conseguenze non intenzionali e costose.

È possibile portare l'asino al ruscello, ma non è possibile costringerlo a bere. Il mercato del credito, come qualsiasi altro mercato, è una strada a doppio senso. Aumentare semplicemente l'offerta totale del credito rappresenta solo la metà dello scambio previsto. Rimarrà lì fino all'arrivo di una domanda adeguata. A questo punto è importante ricordare il nostro contesto. Sono cinque anni che siamo nel territorio ZIRP — il credito non è stato particolarmente difficile da trovare — e ne siamo saturi. In Europa (come negli Stati Uniti) le banche sono sedute su grandi mucchi di riserve, sculacciate da Draghi affinché le prestino. Ma questo non rende magicamente aziende o individui meritevoli di credito. Per molti, soprattutto tra i paesi marginali d'Europa, non ha senso indebitarsi quando stanno ancora cercando di venir fuori dalla prima (o seconda) ondata. Le aziende non sono fiorenti e la disoccupazione è ancora dilagante. Questi paesi sono davvero pronti a sprofondare ancora di più nei debiti? Le banche hanno davvero intenzione di prestare loro denaro?

Guardate la cosa dal punto di vista delle banche. Cosa scegliereste tra pagare lo 0.10% per tenere al sicuro il vostro capitale, o prestarlo ma solo a coloro che stanno lottando per pagare i debiti precedenti? Un'analisi semplice suggerirebbe: "Accidenti, non esiste una buona alternativa qui, ma la meno costosa potrebbe essere pagare lo 0.10% dato che potremmo perdere molto di più se estendessimo nuovo credito." Alla fine della giornata, imporre tassi di interesse negativi potrebbe non portare a quello che spera Draghi.

In alternativa, e preghiamo che non avvenga, punire le banche perché sono prudenti potrebbe costringerle a giocare più pericolosamente! Al fine di evitare la tassa, potrebbero iniziare a prestare denaro a chi pare loro, solvibile o insolvente. Gli speculatori scaltri intuiranno l'opportunità ed inizieranno a cortolarizzare debito spazzatura in pacchetti apparentemente interessanti e sicuri nella speranza che le banche commerciali non li esaminino a fondo. Con questa nuova decisione di Draghi, hanno per le mani una carta vincente. Per le banche diventerebbe sempre più costoso usare discrezione nei prestiti, perché dovranno pagare (lo 0.10%) per implementarla. Questo è il peggior scenario possibile poiché introduce l'incentivo perverso di generare un nuovo ciclo di debito tossico, con un potenziale ancora maggiore di default.

In secondo luogo, e questo fa sembrare Draghi uno sciocco, anche se le banche prestassero le loro riserve, molte torneranno indietro nel sistema bancario. Keith Weiner ha scritto un grande articolo su Forbes, dove dice:

Il denaro non lascia mai il sistema bancario. Si tratta di un circuito chiuso, con il denaro che va da una parte all'altra, ma resta sempre sotto la custodia di una banca. Il prestito non evita la necessità di depositare denaro presso la BCE, o negli Stati Uniti, presso la Federal Reserve.

Quando si prende in prestito denaro da una banca, quest'ultima dà la somma totale in pile di carta colorata? No, ciò che si riceve dalla banca è una notazione di aumento del credito sul proprio conto in banca. Niente va dentro o fuori della banca. Rimane lì. Ciò vale sia per il finanziamento su larga scala, sia per voi e per me. Il prestito non evita la necessità di depositare contanti presso una banca.

Però è più probabile che accada qualcos'altro e non è affatto di buon auspicio: apparentemente costrette in una morsa, le banche commerciali hanno ancora un modo per evitare la tassa della BCE ed effettuare prestiti con pochi rischi. In realtà possono prestare senza alcun rischio con l'acquisto di titoli di stato. Ed in effetti è questo ciò che hanno fatto. Guardate i grafici dei rendimenti dei decennali spagnoli ed italiani.


Fonte: Bloomberg


Fonte: Bloomberg


Il tasso di interesse è inverso al prezzo di un'obbligazione. Se le banche stanno comprando titoli di stato, allora il loro prezzo salirà e la resa scenderà. Guardate i grafici. Dopo l'annuncio, il 5 giugno, entrambi i tassi sono scesi.



Conclusione

Il risultato della decisione di Draghi non porterà ad un aumento dei prezzi, a nuove imprese, o ad un aumento della spesa dei consumatori. Servirà a fornire un tasso di interesse ancora più basso sul debito pubblico, cosa che permetterà a governi già insolventi di prendere in prestito più soldi e quindi rinegoziare più facilmente le loro obbligazioni esistenti. Quando ci si ferma a pensarci, ci si deve chiedere: è questo il vero motivo per cui la BCE ha fatto quello che ha fatto? Forse il gergo accademico potrebbe essere un travestimento per il vero obiettivo: le banche centrali esistono per permettere a governi insolventi di prendere in prestito più soldi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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di Murray N. Rothbard


[Nota dell'editore: la guerra all'Iraq è stata fatta per il petrolio? Chuck Hagel, che era stato appena nominato Segretario alla Difesa, la pensa così; o almeno la pensava così nel 2007. E per il neocon Bill Kristol, questo rappresenta un grosso problema. Michael Moore ha risposto a Kristol citando diversi conservatori che sostanzialmente concordavano con Hagel. Uno degli esperti citati era Ann Coulter, il quale sosteneva che fosse giusto che gli Stati Uniti combattessero per il petrolio perché il paese ne ha bisogno. Murray Rothbard, nell'approfondire le motivazioni principali della prima guerra in Iraq, ha fissato un punto cruciale. L'intervento in Iraq è in effetti per il petrolio. Ma non si tratta dell'acquisizione del petrolio di per sé, ma della sua acquisizione da parte di alcuni produttori di petrolio. È la guerra non è per il capitalismo dei consumatori, ma per i capitalisti clientelari.]


Perché l'intervento in Arabia?


(The Free Market, Novembre 1990. Incluso in Making Economic Sense.)


Nel trambusto per l'intervento del presidente Bush nella penisola arabica, un paio di osservatori sobri hanno fatto notare la curiosa mancanza di chiarezza nell'obiettivo strategico di Bush: è per difendere l'Arabia Saudita (e questo regno è davvero sotto attacco?); per scacciare l'Iraq dal Kuwait; per ripristinare quello che Bush ha stranamente denominato il "governo legittimo" del Kuwait (reso "legittimo" da quale processo?); per deporre o uccidere Saddam Hussein (e sostituirlo con chi?); o per bombardare a tappeto l'Iraq da qui fino all'età della pietra?

C'è stata anche meno discussione su una questione un po' diversa, seppur più sconcertante: perché improvvisamente ci siamo ritrovati interessati all'Arabia Saudita? Perché questa isteria? Perché il più massiccio riarmo militare sin dai tempi del Vietnam, ed il dispiegamento di quasi tutto il nostro esercito, aviazione, marina e marines, in questo punto del globo dove non c'è nemmeno un obbligo convenzionale per gli Stati Uniti?

(1) Il tipo grosso ed il tizio piccolo. Ciò che è sconcertante per alcuni di noi è invece cristallino per il generale H. Norman Schwarzkopf, comandante delle forze Usa nella "Operazione Desert Shield". Stizzito dalle domande dei media, il generale ha risposto: "Non leggete i giornali? Sapete tutti perché siamo lì. Un tiranno ha attaccato un soggetto indifeso e noi siamo qui per fermarlo."

Il generale stava, ovviamente, utilizzando la metafora dell'azione della polizia. Un ragazzone sta massacrando di botte un tipo gracile, ed il poliziotto interviene per porre fine all'aggressione.

Purtroppo, ad un'analisi più approfondita, la metafora solleva molte più domande che risposte. A parte il problema evidente: perché gli Stati Uniti rappresentano il sedicente poliziotto internazionale? I poliziotti, vedendo il cattivo fuggire e dileguarsi nel suo quartiere, non lo circondano con la forza ed affamano l'intero quartiere per stanarlo. Ancor meno i poliziotti bombardano a tappeto la zona sperando che il cattivo resti ucciso. I poliziotti operano secondo il principio fondamentale che i civili innocenti non devono essere uccisi o presi di mira durante il tentativo di cattura dei colpevoli.

Un altro punto cruciale: i governi non sono simili agli individui. Se un gradasso se la prende con un tipo debole, l'aggressore sta invadendo il diritto della vittima alla sua persona ed alla sua proprietà. Ma i governi non possono essere considerati individui innocenti che possiedono solo i diritti di proprietà sul loro territorio. I confini di uno stato non sono acquisizioni produttive, come la proprietà privata. Sono quasi sempre il risultato di aggressioni e di coercizione da parte dei governi di entrambe le parti. Non possiamo pensare che ogni stato attuale abbia il diritto assoluto di "possedere" o controllare tutto il territorio entro i suoi confini (generalmente arbitrari).

Un altro problema con il presunto principio del poliziotto statunitense nella difesa di tutti i confini: che dire dell'invasione dello stesso governo degli Stati Uniti a Panama di qualche tempo fa? Chi può mettere le manette agli Stati Uniti? La solita storia recita che gli Stati Uniti stavano "ripristinando" elezioni libere a Panama. Un modo strano per giustificare l'intervento contro l'Iraq, dal momento che il Kuwait e l'Arabia Saudita sono entrambi oligarchie assolutiste che sono lontane anni luce dalla "democrazia" o dalle "elezioni libere."

(2) Saddam Hussein è un uomo molto cattivo, il "macellaio di Baghdad". Assolutamente, ma era altrettanto un macellaio anche l'altro giorno, quando era un nostro valoroso alleato contro la terribile minaccia per il Golfo rappresenta dai fanatici sciiti dell'Iran. A proposito, gli sciiti fanatici sono ancora lì, ma -- così come il dittatore della Siria, Hafez Assad, il macellaio di Hama -- sembra che si siano magicamente trasformati in nostri prodi alleati contro Saddam Hussein.

(3) Ma un giorno (tre, ma più probabilmente dieci anni) Saddam Hussein potrebbe acquisire armi nucleari. E allora? Gli Stati Uniti ne hanno a bizzeffe, il risultato della sua Guerra Fredda con l'Unione Sovietica, anch'essa pingue di armi nucleari durante i decenni in cui era considerata il nostro Nemico implacabile. Allora perché c'è molta più isteria ora contro Saddam rispetto ai tempi dell'Unione Sovietica? Inoltre Israele da tempo ha armi nucleari e l'India ed il Pakistan sono sul punto di una guerra per il Kashmir, e anche loro hanno le armi nucleari. Allora perché di loro non ci preoccupiamo?

L'appello a principi più alti, come spiegazione coerente per l'intervento americano, non avrà successo. Molti osservatori, pertanto, si sono concentrati sull'economia come spiegazione.

(4) La Guerra per il Petrolio. Saddam, invadendo il Kuwait e minacciando il resto dell'Arabia, rischia (come ha detto una persona nel mondo del giornalismo) di diventare il "re mondiale del petrolio". E' stata avanzata questa spiegazione per giustificare come gli USA debbano difendere il consumatore americano a fronte di un innalzamento astronomico del prezzo del petrolio da parte dell'Iraq.

Ancora una volta, tuttavia, ci sono molti problemi con la spiegazione "Prezzo del Petrolio". Lo stesso Establishment che ora si preoccupa dei prezzi del petrolio come "minaccia per lo standard di vita americano", trattò con calma e forza d'animo la quadruplicazione dei prezzi del petrolio nei primi anni '70, quando eravamo molto più dipendenti dal petrolio del Golfo di quanto lo siamo ora. Perché allora non c'è stata un'invasione statunitense dell'Arabia Saudita per abbassare il prezzo del petrolio? Se c'è così tanta preoccupazione per il consumatore, perché così tanti politici non abbassano le accise sui carburanti di 50 mastodontici centesimi al gallone?

E' chiaro che il potere dell'OPEC, come tutti i cartelli, è strettamente limitato dalla domanda dei consumatori, e che il suo potere di aumentare il prezzo del petrolio è di gran lunga inferiore rispetto agli anni '70. Secondo le migliori stime, anche se Saddam Hussein avesse conquistato l'intero Golfo, non avrebbe potuto aumentare il prezzo del petrolio al di sopra dei $25 al barile. Ma gli Stati Uniti, con l'embargo, il blocco e le continue minacce di guerra, sono già riusciti ad aumentare il prezzo del greggio a $40 al barile!

In realtà, sarebbe più plausibile supporre che l'obiettivo del massiccio intervento di Bush sia stato quello di aumentare il prezzo del petrolio, non di abbassarlo. E considerando la visita presidenziale del vice di Bush in Arabia Saudita, specificamente per sollecitarla ad aumentare i prezzi, i suoi legami di lunga data con il petrolio del Texas e con la Big Oil in generale, così come la recessione del Texas negli ultimi anni, questa intuizione comincia ad apparire fin troppo credibile.

Ma la spiegazione più probabile per l'intervento di Bush non è stata ancora enunciata. Questo punto di vista non si concentra sul prezzo del petrolio, ma sul suo approvvigionamento, e in particolare sugli utili. Per certo, come ha sottolineato Joe Sobran, Saddam non ha intenzione di controllare il petrolio al fine di distruggerne l'offerta oppure la relativa clientela di tutto il mondo.

Sin dal 1930 i Rockefeller e le altre grandi compagnie petrolifere occidentali hanno avuto rapporti intimi con i canoni assolutisti del Kuwait e dell'Arabia Saudita. Durante quel decennio e la seconda guerra mondiale, il re Ibn Saud dell'Arabia Saudita concesse un monopolio su tutto il petrolio sotto il suo dominio all'Aramco controllata dai Rockefeller, mentre i $30 milioni in pagamenti di canoni per la concessione vennero sborsati dal contribuente americano.

La U.S. Export-Import Bank influenzata dai Rockefeller, sganciò altri $25 milioni a favore di Ibn Saud per costruire una ferrovia dal suo palazzo principale, ed il presidente Roosevelt stanziò in segreto $165 milioni all'Aramco affinché costruisse tubazioni in tutta l'Arabia Saudita. Inoltre l'esercito americano venne assegnato per costruire un aeroporto e la base militare a Dhahran, nei pressi dei campi petroliferi dell'Aramco, dopo di che la base costata svariati milioni di dollari venne girata, gratis, ad Ibn Saud.

E' vero che l'Aramco fu gradualmente "nazionalizzata" dalla monarchia saudita nel corso degli anni '70, ma ciò equivale solo ad un cambiamento nei termini di questa partnership: oltre la metà del petrolio saudita viene ancora girato al vecchio consorzio dell'Aramco affinché lo possa vendere a tutto il mondo. In più la Mobil Oil dei Rockefeller, oltre ad essere un elemento chiave dell'Aramco, è impegnata in due grandi joint venture con il governo saudita: una raffineria di petrolio ed un complesso petrolchimico che costano più di $1 miliardo ciascuno.

Oleodotti e raffinerie devono essere costruiti, e la Standard Oil of California (ora Chevron), parte dell'Aramco, ha incaricato di questo compito il suo socio di lunga data, la Bechtel. Quest'ultima (che ha fornito un posto nel governo federale ai segretari George Schultz e Casper Weinberger) sta ora costruendo alacremente Jubail, una nuova città industriale da $20 miliardi nel Golfo Persico, così come molti altri grandi progetti in Arabia Saudita .

Per quanto riguarda il Kuwait, il suo emiro negli anni '30 concesse un monopolio petrolifero alla Kuwait Oil Co., una partnership della Gulf Oil e della British Petroleum, e ormai la ricca famiglia Sabah possiede un grande pezzo della British Petroleum e possiede anche depositi enormi presso la Chase Manhattan e la Citibank (entrambe influenzate dai Rockefeller).

L'Iraq, d'altra parte, è stato a lungo un paese petrolifero canaglia... nel senso che si è trovato al di fuori della rete Rockefeller-Wall Street. Così, quando il 2 agosto è scoppiata la crisi, le grandi banche di Wall Street, tra cui Chase e Citibank, hanno detto ai giornalisti che praticamente non avevano nessun prestito pendente, né depositi dovuti, con l'Iraq.

Quindi può anche darsi che la guerra di Bush sia una guerra per il petrolio, ma non nel senso di una battaglia eroica per conto di un basso costo del petrolio per agevolare il consumatore americano. George Bush, prima di ascendere alla vicepresidenza, è stato membro della commissione esecutiva della potente Commissione Trilaterale di David Rockefeller. La società di esplorazione petrolifera di Bush, Zapata, è stata finanziata dalla famiglia Rockefeller. Quindi questa Guerra per il Petrolio potrebbe essere semplicemente uno sforzo per espandere il controllo dei Rockefeller sul Medio Oriente.


Perché la guerra? La connessione col Kuwait


(The Rothbard-Rockwell Report, maggio 1991. Incluso in The Irrepressible Rothbard.)


Perché siamo finiti in guerra nel Golfo? La risposta resta oscura, ma forse possiamo trovare una spiegazione esaminando l'inquietante collegamento del Kuwait col nostro governo. (Sono in debito con un eccellente articolo su un oscuro tabloid di New York, Downtown di Bob Feldman, "The Kissinger Affair," 27 marzo.) Lo Sabahklatura che governa il Kuwait è immensamente ricco, soldi derivati dal bottino delle tasse/"royalty" estratte dai produttori di petrolio semplicemente perché la tribù Sabah rivendica la "sovranità" su quel prezioso asset nel bel mezzo del deserto. La tribù Sabah non ha alcuna rivendicazione legittima sui proventi del petrolio; non ha fatto nulla per esserne il primo appropriatore o il primo utilizzatore.

E' ragionevole supporre che la famiglia Sabah sia pronta ad utilizzare una parte modesta di quella ricchezza illecita per acquistare difensori ed avvocati negli Stati Uniti. Ora concentriamo la nostra attenzione sulla figura sinistra, ma quasi universalmente amata, di Henry Kissinger, un portavoce, consigliere e servitore dell'impero mondiale dei Rockefeller. Kissinger è così amato, infatti, che ogni volta che appare su Nightline o Crossfire è da solo, dal momento che sembra rappresentare una lesa maestà (o addirittura bestemmia) controbattere ai suoi pronuncimenti banali. Solo una manciata di brontoloni di estrema destra ed estrema sinistra disturbano questo consenso accogliente.

Nel 1954 Kissinger, un politologo di Harvard ed ammiratore di Metternich, uscì dalla sua oscurità accademica per diventare consigliere permanente sulla politica estera del governatore di New York Nelson Aldrich Rockefeller. Il dottor K svolse quel ruolo fino ad acquisire una certa padronanza della politica estera nelle amministrazioni Nixon e Ford. In quel ruolo Kissinger giocò un ruolo importante nel prolungare ed estendere la guerra del Vietnam, nell'omicidio di massa di civili causato da attentati terroristici in Vietnam, nel bombardamento segreto della Cambogia e nell'invasione del Laos.

Da quando lasciò la carica nel 1977, Kissinger ha continuato a svolgere un ruolo molto influente nella politica americana, nei media americani e nell'impero mondiale dei Rockefeller. Fu Kissinger, insieme a David Rockefeller, che risultò decisivo nella decisione disastrosa del presidente Carter di approvare che lo Scià rovesciasse l'Iran, vecchio amico e alleato dei Rockefeller, una decisione che ha portato alla crisi degli ostaggi iraniani ed alla caduta di Carter. Oggi Kissinger continua a servire come amministratore fiduciario del potente Rockefeller Brothers Fund, come consigliere della Chase Manhattan Bank dei Rockefeller e come membro dell'International Advisory Committee della stessa Chase. L'influenza di Kissinger sui media è evidente avendo fatto parte del consiglio della CBS Inc. ed essendo stato un consulente pagato per NBC News ed ABC News. Queste tre emittenti ricoprono buona parte del network dell'informazione.

Ma il ruolo principale e più redditizio di Kissinger è stato quello di capo della Kissinger Associates a New York, fondata con un finanziamento ottenuto nel 1982 dalla ditta bancaria internazionale di E.M. Warburg, Pincus and Company. A livello superficiale la Kissinger Associates (KA) è una "società di consulenza internazionale," ma tale "consulenza" copre molti peccati, e nel caso della KA questo significa influenza politica internazionale per le sue due dozzine di clienti importanti. In una relazione approfondita sulla KA del 20 aprile 1986, Leslie Gelb del New York Times Magazine rivela che "in quello stesso anno dalle 25 alle 30 imprese hanno pagato la KA tra i $150,000 ed i $420,000 ciascuna per ottenere influenza politica." Come fa notare blandamente Gelb: "Le superstar [della KA] erano persone che certamente avevano i contatti telefonici di alti funzionari del governo americano e di quelli stranieri." Oserei dire che si otteneva più della semplice influenza politica. Gli uffici della KA a New York e Washington sono piccoli, ma rappresentano una potere non indifferente. (E' una coincidenza che il quartier generale della KA a Park Avenue si trova nello stesso edificio della filiale della Chase Manhattan Bank, la Commercial Bank of Kuwait?)

Chi erano queste "superstar?" Uno di loro, che nel 1986 è stato vice presidente della KA, non è altro che il generale Brent Scowcroft, ex-consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza Ford e, ricoprendo lo stesso ruolo sotto George Bush, è il principale architetto della guerra del Golfo. Uno dei migliori clienti del generale era la Kuwait Petroleum Corporation, che ha pagato Scowcroft per i suoi servizi almeno dal 1984 al 1986. Inoltre Scowcroft divenne direttore della Santa Fe International (SFI) nei primi anni '80, non molto tempo dopo la SFI è stata acquistata dalla Kuwait Petroleum Corporation. Il vecchio capo di Scowcroft si è unito a lui nella direzione della SFI: Gerald Ford. Una delle attività della SFI è la perforazione di pozzi di petrolio in Kuwait, un'operazione che, ovviamente, ha dovuto essere sospesa dopo l'invasione dell'Iraq.

Brent Scowcroft, è chiaro, ha goduto di una connessione lunga e redditizia col Kuwait. E' una coincidenza la presentazione di Scowcroft al Consiglio di Sicurezza Nazionale il 3 agosto 1990, che secondo il New York Times (21 febbraio) "ha cristallizzato il pensiero della gente e galvanizzato il supporto" per una "risposta forte" contro l'invasione irachena del Kuwait?

Con Scowcroft, tra l'altro, non si esaurisce l'elenco di amministratori Repubblicani tra la Kissinger Associates. Un altro alto funzionario della KA, Lawrence Eagleburger, sottosegretario di stato sotto Reagan, è tornato a ricoprire un'alta carica come vice segretario di stato sotto George Bush dopo un periodo di lavoro presso la KA.

Di vitale importanza alla KA sono i membri del suo consiglio di amministrazione. Uno è T. Jefferson Cunningham III, che è anche direttore della Midland Bank of Britain, altro cliente della KA. Il punto interessante qui è che il 10.5% di questa banca da $4 miliardi è posseduto dal governo del Kuwait. E Kissinger, come capo della KA, è naturalmente interessato a promuovere gli interessi dei suoi clienti, i quali includono la Midland Bank e quindi il governo del Kuwait. Questo collegamento ha qualcosa a che fare con il punto di vista ultra-interventista di Kissinger nella guerra del Golfo? Nel frattempo Kissinger continua ad operare nel Foreign Intelligence Advisory Board del presidente Bush, che non solo dona a Kissinger un canale per dare consigli ma gli dà anche l'accesso ad informazioni di sicurezza nazionale che potrebbero rivelarsi utili per i clienti aziendali della KA.

Un altro cliente della KA è la Fluor Corporation, che ha un interesse particolare nell'Arabia Saudita. Poco prima dell'invasione del 2 agosto, l'Arabia Saudita ha deciso di lanciare un progetto dai $30 ai $40 miliardi per espandere la produzione di petrolio, e ha concesso due contratti petroliferi enormi alle corporazioni Parson e Fluor. (New York Times, 21 agosto)

Un membro del consiglio di amministrazione della KA è il presidente dell'ARCO Robert O. Anderson; l'ARCO, anch'essa cliente della KA, è impegnata in un'esplorazione e perforazione petrolifera nel mare della Cina con la Santa Fe International, la filiale del governo del Kuwait.

Altri membri del consiglio della KA sono William D. Rogers, sottosegretario di stato nell'amministrazione Eisenhower e da tempo nella Dewey-Rockefeller di New York; l'ex-presidente della Citibank (Rockefeller) Edward Palmer; ed Eric Lord Roll, economista e presidente dell'istituto bancario S.F. Warburg di Londra.

Forse il membro più interessante della KA è una delle figure più amate dal movimento conservatore, William E. Simon, segretario del tesoro nelle amministrazioni Nixon e Ford. Quando Simon lasciò la carica nel 1977, è diventato un consulente per la Bechtel Corporation, che ha avuto i maggiori contratti di costruzione per raffinerie di petrolio e città in Arabia Saudita. Inoltre Simon è diventato un consulente per Suliman Olayan, uno degli uomini d'affari più ricchi e potenti in Arabia Saudita. Stretto collaboratore della ricca famiglia reale saudita, Olayan aveva servito bene la Bechtel ottenendo il contratto multi-miliardario per costruire la città petrolifera di Jubail. Nel 1980, inoltre, Olayan ha assunto William Simon per essere il presidente di due società di investimento insieme all'influente principe saudita Khaled al Saud.

La Bechtel, i Rockefeller e la famiglia reale saudita hanno avuto per lungo tempo una connessione intima. Dopo che i sauditi hanno concesso al consorzio petrolifero dell'Aramco (dominata dai Rockefeller) il monopolio del petrolio in Arabia Saudita, i Rockefeller hanno portato ai loro amici della Bechtel contratti di costruzione. La Bechtel Corporation, naturalmente, ha anche contribuito alla scalata di George Shultz e Cap Weinberger ai posti di comando dei Repubblicani. Per completare il cerchio, l'ex-capo di Simon, Suliman Olayan, è stato, nel 1988, il più grande azionista della Chase Manhattan Bank dopo lo stesso David Rockefeller.

Il motivo è chiaro. Un vecchio slogan della New Left recitava che "non c'è bisogno di un meteorologo per dirvi come soffia il vento". Allo stesso modo, non c'è bisogno di essere un "teorico della cospirazione" per capire che cosa sta succedendo qui. Tutto quello che dovete fare è essere disposti ad usare gli occhi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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di Byron King


Vi metterò a conoscenza di un trend per il quale gli investitori istituzionali si morderanno i gomiti in futuro — sto parlando della rinascita dell'argento.

Dopo 3 anni di mercato orso, l'argento sembra aver toccato il fondo.

Di conseguenza, il prezzo di questa merce trascurata potrebbe essere sulla buona strada per i $30. Oggi voglio mostrarvi come sfruttare questa opportunità. Come vedrete, l'argento può proteggere la vostra ricchezza dalla tempesta perfetta di violenza settaria ed incompetenza burocratica. Ora è il momento di dare uno sguardo a questo metallo.

In primo luogo, vorrei spiegare come siamo arrivati qui.

Negli ultimi 3 anni l'argento ha avuto una vita difficile. Tutto è iniziato con la decisione della FED di interferire con l'economia.

Il mercato è ancora alle prese con gli effetti della politica monetaria della Federal Reserve. Sin dal 2008 abbiamo visto una dose costante di stampante monetaria e manipolazione del tasso di interesse — cosa che consegna agli investitori un mondo artificiale.

Questo mondo artificiale ha gettato fumo negli occhi di molti investitori. Le persone vanno a caccia di Facebook e Twitter. Stanno inseguendo i creatori di app ed altre dinamiche .

Nel frattempo, con il denaro che fugge dagli hard asset più sicuri, il prezzo dell'argento ha preso un colpo.

Il nostro analista tecnico, Greg Guenthner, mi ha mostrato una metrica che svela una dimensione invisibile di questa tendenza.

“Moving average convergence divergence (MACD), la linea sotto il grafico dei prezzi, mostra la quantità di traffici che avviene in un dato momento nel mercato dell'argento. Un picco nei trading — visto nel settembre 2012 — ha innescato la caduta precipitosa del prezzo dell'argento."




I prezzi dell'argento sono crollati poiché gli investitori di Wall St., desiderosi di giocare i loro soldi in investimenti più rischiosi, si sono trasferiti nel mercato azionario, ringraziando con devozione lo stimolo della FED. Ebbene, la festa sta giungendo al termine...

Come sapete, l'economia è ormai paragonabile ad un insieme di pezzi avulsi tenuti insieme con lo scotch e si sta sgretolando lentamente. Il QE è agli sgoccioli ed un aumento dei tassi di interesse è all'orizzonte.

Naturalmente non si può lanciare denaro ad un problema ed aspettarsi che funzioni nel lungo periodo.

Né il governo può aspettarsi di sostenere debiti da migliaia di miliardi di dollari. Il conto verrà probabilmente pagato sotto forma di una correzione di mercato.

Inoltre, le forze naturali del mercato spingeranno in alto l'inflazione fino a compensare gli sforzi della FED direzionati ad una manipolazione artificiale dei tassi. Per molti aspetti, l'inflazione è sempre in agguato dietro le quinte. E può solo peggiorare nei prossimi anni. Questa è una grande notizia per i possessori di argento.

Come possiamo rafforzare la nostra difesa contro il nemico conosciuto come inflazione? Sviluppando una posizione unica per l'argento.

Una mossa ideale non sarebbe solo quella di proteggersi contro la crescente ondata di inflazione, ma anche contro la volatilità dei trading degli investitori istituzionali volubili.

I banchieri di Wall Street sono soggetti ai capricci delle mode che passano. Hanno la lungimiranza di un moscerino della frutta; sono solo interessati al breve termine.

Voi siete qui per il lungo termine. Possedete quella lungimiranza che vi permette di scorgere i guadagni degli anni a venire.

First Majestic Silver Corp. (NYSE:AG) è una società a media capitalizzazione che vi aiuterà a far maturare i frutti della vostra lungimiranza. L'ho rivelato ai lettori di Oustanding Investment Insider il mese scorso. Tuttavia, dato che non l'ho trattata come una raccomandazione ufficiale, mi piacerebbe condividerla anche con voi.

First Majestic è una società mineraria focalizzata sulla produzione di argento in Messico. L'azienda sta riversando i suoi sforzi nell'aumentare l'efficienza delle sue miniere esistenti.

Una cosa lontano dalla norma per le società minerarie.

Le società minerarie ad alta capitalizzazione gettano milioni nell'esplorazione per scovare potenziali siti minerari. Quando le ricerche sfornano un ritorno misero, quasi inevitabilmente a causa dei costi astronomici dell'esplorazione, i loro bilanci finiscono in rosso. Potete immaginare che cosa significhi questo per la redditività delle compagnie minerarie.

La First Majestic rifugge da questa strategia in favore di una che è redditizia.

Vedete, la First Majestic si concentra sull'espansione della produzione delle sue miniere esistenti.




E questa tattica sta dando i suoi risultati. Nel primo trimestre, la produzione di argento è aumentato del 33% rispetto al primo trimestre 2013. Giusto in tempo per la rinascita dell'argento.

Traete conforto dalla forte correlazione tra il prezzo azionario di questa azienda ed il prezzo dell'argento. La correlazione fa luce sul grafico sconfortante qui sopra. Non preoccupatevi. Al rialzo dell'argento, seguirà anche quello della First Majestic. In realtà, sin dal giugno scorso stiamo vedendo una solida inversione di tendenza nel prezzo delle azioni, come indicato dall'area cerchiata sul grafico. E questo potrebbe essere solo l'inizio.

Traete profitto dal punto di svolta del prezzo dell'argento costruendo una posizione con la First Majestic.

Tutto sommato, le circostanze stanno convergendo affinché sia questo il momento in cui proteggere la vostra ricchezza. Potete proteggervi contro il rischio della fallibilità politica, con l'argento.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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di Dan Amoss


Nel 2012 i notabili che gestiscono l'Unione Europea hanno scelto la stagnazione alla ristrutturazione. Ecco una conseguenza di quella scelta: le aspettative per una ripresa economica sostenibile continuano sempre ad essere disattese.

Due anni fa il capo della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, ha promesso di fare "tutto il possibile" per tenere unita la zona euro. Ha bluffato gli investitori nervosi inducendoli a credere in un programma di acquisto di bond soprannominato “Outright Monetary Transactions”, o “OMT”.

Sin dal bluff dell'estate 2012, la BCE non ha dovuto comprare molti titoli di stato emessi da Italia, Spagna, o altri paesi periferici dell'UE; invece li hanno comprati le banche commerciali. L'acquisto implacabile di bond ha portato a rendimenti obbligazionari notevolmente bassi in quei paesi con profili di credito rischiosi.

Ma il salvataggio reciproco tra banche e stati non può durare per sempre. Le deboli banche dell'UE possono assorbire le obbligazioni solo con una quantità crescente di credito. Alla fine, l'economia reale dell'Europa periferica deve riprendersi al fine di supportare i grandi stock di debito pubblico. E non si sta riprendendo...

La produzione industriale delude frequentemente; i tax rate non possono andare più in alto; i produttori non sono competitivi; i grandi mercati esportatori, tra cui la Cina, hanno rallentato; e, soprattutto, i burocrati europei hanno sprecato risorse scarse per sostenere un sistema insostenibile.

C'era bisogno di una pulizia di massa dei crediti in sofferenza nel sistema bancario, ed una ricapitalizzazione delle banche. Ma si è deciso di impedire una ristrutturazione delle banche — probabilmente a causa della paura di corse agli sportelli e di un contagio. Le ristrutturazioni bancarie che si sono verificate erano troppo piccole per fare la differenza.

Così le sofferenze e gli incagli, spazzati sotto il tappeto per alcuni anni con artifizi contabili, potrebbero essere sul punto di emergere di nuovo...

Il Banco Espírito Santo, una grande banca portoghese, è sottocapitalizzata. Si è anche impegnata in pratiche contabili discutibili (come le altre sue compagne in tutta Europa). C'è una certa riluttanza a declassare i crediti inesigibili.

Dopo il picco nel boom del credito, i banchieri hanno fatto tutto il possibile per ritardare l'ammortamento dei crediti inesigibili, sperando di "schivare il proiettile" del deficit di capitale concedendo nuovi prestiti e incassando profitti dal carry trade. Le banche centrali hanno tagliato i tassi di interesse, cosa che ha abbassato i costi di finanziamento delle banche commerciali. Poco alla volta Draghi ha acquistato le banche dell'UE progettando un massiccio carry trade nelle obbligazioni sovrane. Ma anche questo trading sta finendo. Le banche dell'UE dove troveranno i profitti per compensare le perdite sui crediti che stanno lentamente ri-emergendo?

I banchieri centrali stanno seguendo la politica del tasso zero ("ZIRP") per alleviare il dolore delle bolle creditizie scoppiate. Ma dopo anni dell'esperimento globale chiamato ZIRP, sta diventando chiaro che puntellare le vecchi banche in bancarotta significa in realtà impedire una ripresa reale.

Sono d'accordo con la conclusione di David Stockman che ha presentato in questo articolo:

Quindi forse è il momento che la FED cambi mentalità. Cioè, che l'Eccles Building rifugga dalla manipolazione del tasso di interesse e dalla ZIRP, e quindi consenta ai mercati finanziari di impegnarsi nuovamente in un onesto price discovery; e consenta al ciclo economico naturale di fare il proprio corso senza l'interferenza dei 12 membri del Politburo monetario, lasciando la riallocazione dei mercati nelle mani dei 317 milioni di consumatori, produttori, investitori, imprenditori e anche speculatori che compongono l'economia.

Questa è la ricetta giusta per una vera ripresa economica sostenibile. Ma cerchiamo di non illuderci: ci sono poche possibilità che la FED la implementi. E' raro che le istituzioni introducano cambiamenti proattivi; invece, reagiscono alle crisi.

Spingendo i tassi d'interesse a livelli artificialmente bassi, la FED ha gonfiato la bolla dei mutui americani e l'immancabile crash del 2008. Ma, purtroppo, il ciclo boom-bust non ha stimolato nella FED un'auto-riflessione. Incredibilmente, la FED è emersa dalla crisi come un eroe!

Così ha rincarato la dose con la ZIRP, con conseguente inflazione degli asset per i ricchi e stagflazione per la classe media. L'inflazione degli asset non ha favorito l'economia reale (come previsto dalla FED di Bernanke). Il quantitative easing (QE) ha rimarcato di più le disuguaglianze di reddito, aggravando gli squilibri economici ed allentando la pressione sui bilanci pubblici.

La "repressione finanziaria" dei responsabili della politica non sta funzionando, sostiene Russell Napier di CLSA in una nota recente. La repressione finanziaria consiste nella manipolazione dei tassi di interesse al di sotto del tasso di inflazione. I risparmiatori poi sopportano il costo del deleveraging di un sistema finanziario sovraccarico.

"[Bisognerebbe] farsi domande sull'attuale consenso: tutta la medicina reflazionistica è un bene per i proprietari di capitali", scrive Napier. "La fiducia tra i capitalisti che solo le autorità possano renderli più ricchi è davvero bizzarra, in quanto la memoria storica non contiene prove per associare l'azione del governo a valutazioni e rendimenti più alti. In un mondo dove il QE non svaluta i debiti e l'attivismo del governo non è tra le cose da fare, le valutazioni azionarie avrebbero davanti a loro una lunga strada in discesa."

Napier afferma che cinque anni di QE globale siano stati necessari — ma non sufficienti — per ridurre la leva finanziaria nel sistema finanziario. Eppure i responsabili della politica continuano a scommettere sull'attivismo. Nuovi interventi includono il "finanziamento dei prestiti" nel Regno Unito, ed i piani della BCE per incanalare il QE in alcuni settori privilegiati dell'economia.

Queste tattiche, sostiene Napier, equivalgono ad una allocazione del credito dettata dallo stato. In altre parole: "Capitalismo con caratteristiche cinesi".

Napier sostiene in modo convincente che l'inefficienza delle economie dirette dallo stato, dovrebbe portare a basse valutazioni nel mercato azionario. Sono d'accordo.

Ecco come vi potete preparare per una lenta discesa nelle valutazioni del mercato azionario: siate molto esigenti circa le azioni in vostro possesso. Le aziende con vantaggi competitivi duraturi terranno meglio. Alcune azioni possono superare un contesto di mercato ribassista e fornire grandi rendimenti. Ma l'idea che ogni azione possa salire perché le banche centrali stanno stampando denaro, sta diventando molto stantia.

Per quanto riguarda le azioni da evitare, starei lontano da qualsiasi cosa vi esponga alle banche europee. Queste banche hanno semplicemente ritardato — non evitato — la ristrutturazione.

La ristrutturazione è devastante per gli azionisti esistenti, ma offre buoni rendimenti per i nuovi entranti.

Tanto per cominciare, evitate di possedere banche europee quotate. Qui ci sono alcune ETF specifici che si dovrebbero evitare: l'iShares MSCI Italy ETF (NYSE: EWI), l'iShares MSCI Spain ETF (NYSE: EWP) e l'iShares MSCI France ETF (NYSE: EWQ). Questi ETF sono composti da banche esposte a crediti inesigibili.

Nel corso del tempo, sempre più investitori riconosceranno la trappola che le banche centrali hanno preparato per loro. Il QE non può essere annullato senza gravi danni ai prezzi delle obbligazioni, degli immobili e dei titoli azionari. Poiché questi asset servono come garanzia del sistema bancario, prezzi più bassi riaccenderebbero i timori di un default. Un mercato orso per gli immobili ed i paper asset metterebbe a tacere le chiacchiere di un restringimento della politica monetaria.

Quindi, quali classi di asset potrebbero beneficiare della diffusa comprensione che le banche centrali sono intrappolate in un quantitative easing permanente? Oro, argento e società estrattrici.

Eccone una da prendere in considerazione: Yamana Gold (AUY: NYSE; YRI: TSX). Le sue miniere in Sud America e Messico hanno minerali di buona qualità. Il bilancio di Yamana e il flusso di cassa sono abbastanza sani da finanziare la crescita continua della produzione, oltre ai dividendi.

Yamana è una delle poche grandi aziende di estrazione dell'oro in grado di generare un flusso di cassa positivo e costante con l'oro a $1,100 l'oncia. Questa è una buona protezione contro i ribassi. Ma se la media dei prezzi dell'oro sarà di $1,500 tra oggi e il 2018, Yamana potrebbe generare più di $2 miliardi di flusso di cassa cumulato.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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Sebbene gli articoli presentati finora sulla questione mediorientale siano stati decisamente chiari, è meglio ribadire alcuni punti a scanso di equivoci. Il problema qui non sono né gli ebrei né i palestinesi, il problema sono i fanatici e gli psicopatici al potere. Nel nostro caso, i cosiddetti sionisti e le forze arabe terroriste. Entrambi (ebrei e musulmani) hanno vissuto insieme senza problemi in Palestina per diversi secoli, fino all'arrivo dei coloni sionisti. La loro convinzione presuppone l'esistenza di uno stato ebraico in cui solo chi è di religione ebraica può avere la piena cittadinanza. Sia chiaro: il sionismo non è l'ebraismo. Il movimento sionista è una ideologia politica di origine ottocentesca, in contrasto con l'ortodossia ebraica ed osteggiato da un cospicuo insieme di rabbini. Ebrei ed arabi, in realtà, non sono popoli nemici. Uno stato unico in cui vivevano pacificamente insieme ebrei e musulmani già esisteva, precedentemente all'arrivo dei primi coloni sionisti. Poi sono arrivati i fanatici con un esercito che spara sui bambini, che lancia fosforo bianco, che circonda le città con un muro, che ruba le terre, che brucia gli ulivi. Questi eventi hanno seminato odio, e laddove c'era cooperazione si è fomentata la distruzione. Per gli arabi, quindi, gli assalitori sono diventati "tutti" ebrei (come per gli indiani i bianchi erano tutti "wasi'chu", eccetto quelli che avevano deciso di abbandonare la loro precedente civiltà). Quando viene fatto scoppiare l'odio, le distinzioni non solo sono difficili, sono controproducenti. Non porti una penna ad un duello con la spada. Entrambe le popolazioni stanno pagando un prezzo alto per la follia dei loro governanti. La Palestina a suon di morti ammazzati, Israele vedendo etichettati gli ebrei (tutti) come dei carnefici. Come suggerisce giustamente questo articolo di Haaretz, "Israele deve sottoporsi ad una rivoluzione culturale".
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di Scott Lazarowitz


Come ho già detto in precedenza, sono ebreo. In realtà, sono un ebreo angosciato. Ma non sono un sionista. Sono un individualista ed un sostenitore della proprietà privata e dell'associazione volontaria.

Ma visto che le parole sionismo e sionisti sono spesso gettate nella mischia con noncuranza ed ignoranza, voglio chiarire il loro significato.

Sin dal tardo XIX secolo, il sionismo è stato un movimento politico che ha promosso una patria per gli ebrei, con la mistica "Terra di Israele" idealizzata come la "Terra promessa" di Dio agli ebrei. Tuttavia, i sionisti più influenti considerano Israele (o la Palestina, come era conosciuta prima del 1948) l'unica "patria sicura per gli ebrei". Ma, come Murray Rothbard ha sottolineato, Israele era già abitata. L'insediamento degli ebrei in quel lembo di terra non ha visto contratti volontari e trasferimenti dei titoli di proprietà, bensì sequestri coatti effettuati da burocrati statali e dai loro esecutori armati.

Quindi direi che le sollecitazioni del secolo scorso rivolte a tutti gli ebrei del mondo, affinché si fossero stabiliti nel piccolo territorio di Israele, non erano affatto di natura "ebraica", poiché la realizzazione dell'obiettivo del sionismo ha violato gli insegnamenti morali del giudaismo (e del cristianesimo), ed è una cosa che non potrebbe funzionare nella pratica.

Infatti, oltre al desiderio di scacciare i palestinesi, nel corso dei decenni gli ideologi al comando hanno dimostrato un'inclinazione alla persecuzione e forse anche peggio. Per esempio, dal punto di vista morale come fanno i sionisti a spiegare l'embargo della Striscia di Gaza, per cui i palestinesi non sono autorizzati a viaggiare a Gerusalemme o in Cisgiordania?

Per quanto riguarda la praticità di tale organizzazione, essere circondati da arabi, musulmani, o paesi persiani, come potrebbe far allontanare le ritorsioni e far sentire protetti gli ebrei -- soprattutto in considerazione del contraccolpo naturale dopo anni di sequestri di terre dei palestinesi, espulsioni degli arabi dalla Palestina ed occupazioni militari?

E quanti ebrei attualmente in Israele sono stati vittime di oppressioni o di discriminazioni, al contrario dei palestinesi in Israele ed a Gaza che sono effettivamente vittime?

Vedete, non molti degli ebrei in Israele sono vittime. Ma sembra che parecchi si vedano come tali, come ha sottolineato l'esperto di antisemitismo Antony Lerman.

Ma sembra che sia politicamente scorretto parlare negativamente di Israele, o criticare i suoi burocrati e le loro aggressioni illegali, tanto da essere etichettati come "antisemiti" da parte di persone ignoranti e intolleranti. I campus universitari vogliono criminalizzare le critiche ad Israele, ed il dissenso tra le fila dei leader ebrei si è notevolmente ridotto a causa delle tattiche intimidatorie maccartiste.

Il giornalista di Haaretz e critico della guerra a Gaza Gideon Levy, ha scritto che è stato "quasi linciato" da una folla di israeliani arrabbiati mentre veniva intervistato fuori da un centro commerciale.

E, ironia della sorte, ora sembra che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu vuole che l'UE "disciplini strettamente" le proteste contro la guerra a Gaza e le critiche contro Israele, per paura di "un altro Olocausto" in Europa come reazione alle sue aggressioni a Gaza. (Perché mi vengono in mente i jihadisti islamici che condannano ogni critica all'Islam o ai musulmani e giustificano l'omicidio degli "infedeli"?)

Ed ora il Senato americano ha approvato all'unanimità una risoluzione per sostenere i crimini di guerra di Israele a Gaza. Pochi anni fa i ruffiani bigotti al Congresso hanno applaudito il loro eroe Netanyahu. E il Congresso ora vuole spendere ancora più dollari dei contribuenti americani per il sistema di difesa dell'esercito israeliano "Iron Dome", il quale potrebbe anche non essere molto efficace. Questo in aggiunta ad un nuovo impianto "misterioso" conosciuto come "sito 911" che l'Army Corps of Engineers degli Stati Uniti sta costruendo per l'aeronautica militare israeliana, così come molti altri progetti costosi.

I contribuenti americani avevano già finanziato la distruzione degli impianti di trattamento delle acque reflue a Gaza durante la guerra 2008-09, e l'embargo è stato uno strumento per evitare che la popolazione di Gaza riparasse le infrastrutture e, quindi, è stata costretta a bere acqua non trattata. In effetti sta avvenendo la stessa cosa ora, e l'ulteriore distruzione di strutture idriche e fognarie finanziata dai contribuenti americani sta causando gigantesche crisi sanitarie.

Nelle aggressioni attuali, gli israeliani hanno bombardato case, scuole e ospedali, mentre hanno erroneamente sostenuto che Hamas stesse usando i civili come scudi umani. Nella guerra Israele-Gaza del 2008-2009, Amnesty International ha concluso che non c'era alcuna prova che Hamas stesse usando "scudi umani". Tuttavia, gli stessi israeliani hanno usato i palestinesi come "scudi umani".

Prima dell'8 luglio, giorno in cui è stata avviata “l'Operation Protective Edge” (l'attuale guerra di Israele contro Gaza), il 15 maggio i soldati israeliani hanno ucciso due ragazzi palestinesi che non rappresentavano alcuna minaccia. I soldati israeliani hanno anche ucciso diversi bambini palestinesi che giocavano su una spiaggia.

A quanto pare la violenza perpetrata dai soldati israeliani contro i palestinesi è davvero frequente. E l'organizzazione israeliana Breaking the Silence ha dimostrato che picchiare i bambini palestinesi è normale routine.

Leggiamo un breve passaggio tratto dal report di Breaking the Silence sulla guerra 2008-09 a Gaza: "Le testimonianze dei militari descrivono l'uso di [...] munizioni al fosforo bianco in quartieri densamente abitati, distruzione di edifici estranei a qualsiasi minaccia diretta alle forze israeliane e regole di ingaggio che hanno portato all'uccisione di innocenti [...] nonché dure dichiarazioni fatte da funzionari di basso e alto rango che attestano il deterioramento morale della società e dell'esercito." Un'altra storia controversa si è focalizzata su soldati israeliani con t-shirt che schernivano l'uccisione di donne palestinesi incinte e dei bambini.

A mio parere, l'attuazione forzata del sionismo ha favorito una società in cui sono stati istituzionalizzati il razzismo, un sentimento supremacista e l'estremismo nazionalista.

Per comprenderne il come, rivolgete lo sguardo all'indottrinamento dei bambini israeliani. A maggio gli israeliani hanno celebrato il loro sessantaseiesimo Giorno dell'Indipendenza, che i palestinesi chiamano "Catastrofe" o Nakba Day. I bambini israeliani hanno giocato con granate finte, pistole e lanciarazzi. Il militarismo sembra essere solo un altro fatto della vita, come essere anti-arabi (e anti-cristiani). Come citato sul The Forward, Gideon Levy ha scritto: "Quando Hamas tratta i suoi bambini allo stesso modo, i genitori israeliani commentano con disgusto: Guardate quelle bestie."

Nella società israeliana, il razzismo anti-arabo e la discriminazione sono dilaganti. In un precedente articolo ho portato all'attenzione del lettore alcune leggi emanate da Israele, gli autobus separati e le scuole per israeliani e palestinesi. Un sondaggio del 2006 condotto dal Center for the Struggle Against Racism, ha scoperto che il 68% degli intervistati ebrei in Israele non voleva vivere nello stesso condominio con un arabo, il 40% riteneva che "lo stato deve sostenere l'emigrazione dei cittadini arabi", quasi la metà non avrebbe lasciato entrare in casa propria un arabo, e il 41% riteneva che i luoghi di intrattenimento dovevano essere separati. In un sondaggio analogo del 2007, più della metà degli intervistati ebrei credeva che un matrimonio tra una donna ebrea ed un uomo arabo fosse un "tradimento nazionale".

Un sondaggio del 2010 tra gli studenti delle scuole superiori israeliane condotto dai ricercatori della Maagar Mochot e della Tel Aviv University, ha scoperto che metà degli studenti si opponevano alla parità dei diritti per gli arabi in Israele, e più della metà avrebbe vietato agli arabi di servire nel Knesset israeliano. Un altro sondaggio del 2010 tra i giovani israeliani condotto dalla Friedrich Ebert Foundation e dal Macro Center for Political Economics, ha scoperto che il 46% dei giovani avrebbe revocato qualsiasi diritto agli arabi in Israele. Il 60% dei giovani riteneva che "una leadership forte" era più importante dello stato di diritto, e, quando è stato chiesto loro cosa provassero nei confronti degli arabi, il 25% ha risposto: "odio". Un sondaggio del 2012 condotto dai sondaggisti dell'Israel’s Dialogue, ha anche mostrato una percentuale rilevante di ebrei israeliani che approvava le politiche ufficiali di discriminazione contro gli arabi e che avrebbe negato ai palestinesi il diritto di voto.

Per quanto riguarda Gaza, la "questione araba" e il sentimento di uno "stato ebraico" -- il che significa che solo gli ebrei possono vivere in Israele -- il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, un ex-membro dell'estrema destra militante nel partito del rabbino Meir Kahane, ha invocato uno stato di Israele libero dagli arabi ed una "pulizia profonda" della Striscia di Gaza. Lieberman ritiene, inoltre, che Israele debba trattare Hamas come gli Stati Uniti hanno trattato i giapponesi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

E seguendo le orme collettiviste di Lieberman, il figlio del defunto primo ministro Ariel Sharon, Gilad Sharon, nel 2012 scrisse un editoriale in cui affermava che: "Dobbiamo schiacciare interi quartieri a Gaza. Appianare tutta Gaza. Gli americani non si fermarono con Hiroshima — i giapponesi non si stavano arrendendo abbastanza velocemente, così colpirono anche Nagasaki. Non dovrebbe esserci elettricità a Gaza, né benzina o veicoli in movimento, niente."

Sempre nel 2012, l'ex-Ministro degli Interni Eli Yishai commentò così l'attacco a Gaza denominato Operazione Pilastro Difensivo: "L'obiettivo dell'operazione è quello di far tornare Gaza al Medioevo, solo allora Israele sarà tranquillo per i prossimi 40 anni." Il membro del Knesset Michael Ben-Ari, rincarò la dose: "Non ci sono innocenti a Gaza", ed esortò Israele a "calpestarli!"

Un rabbino ortodosso molto popolare che è morto lo scorso ottobre, il rabbino Ovadia Yosef, credeva che i non-ebrei dovessero essere servi degli ebrei. In un sermone dichiarò che: "I goyim [i non-ebrei] sono nati solo per servirci. Non hanno altro posto nel mondo — solo servire il popolo di Israele." Il rabbino Yosef considerava l'Autorità Palestinese in questo modo: "Tutte queste persone malvagie dovrebbero perire. Dio le dovrebbe colpire con una piaga, insieme ai palestinesi." E degli arabi disse: "E' vietato essere misericordiosi nei loro confronti. È necessario sparare missili ed annientarli. Sono il male e sono maledetti." Il figlio di Rabbi Yosef, il rabbino Yaakov Yosef anch'egli morto all'inizio dell'anno scorso, approvava un libro controverso del 2009, The King Torah, in cui si promuove l'uccisione di non ebrei (inclusi gli innocenti).

Potreste pensare che dopo la Germania nazista, l'Olocausto ed il processo di Norimberga, i sionisti e gli ebrei israeliani fossero diventati più sensibili nei confronti delle minoranze e degli innocenti, ed avessero esercitato tolleranza sulle culture diverse e sulle opinioni religiose diverse. E potreste pensare che non si sarebbero impegnati in pensieri collettivisti-squadristi, come la persecuzione di un intero gruppo di persone a causa delle azioni di alcuni di loro. (Lo so, sono un po' esigente quando si tratta di coerenza morale.)

Per quanto riguarda la fondazione dello stato attuale di Israele, molti sionisti espressero sentimenti ideologici in cui la priorità era quella di portare gli ebrei di tutto il mondo nella Terra di Israele piuttosto che salvarli dall'oppressione. Per esempio, il primo premier israeliano, David Ben-Gurion, dichiarò: "Se avessi dovuto scegliere se salvare tutti i bambini in Germania e portarli in Inghilterra o salvarne la metà e portarli nella Terra di Israele, avrei scelto la seconda..."

L'obiettivo principale del sionismo è stato quello di concretizzare nella Terra di Israele il concetto biblico di "Terra promessa" di Dio agli ebrei. Ma quanto c'è di vero e verificabile in questa affermazione? Perché la Bibbia dice così? Alcune persone credono che Dio abbia scritto la Bibbia, ma in realtà, a mio avviso, gli uomini hanno scritto la Bibbia sostenendo che Dio l'abbia scritta. Ma sono sicuro che questo dibattito non verrà mai risolto.

Ma una cosa è credere in tutto questo e tentare di attuare una tale ideologia per mezzo di contratti volontari e trasferimenti di titoli di proprietà, come auspicava il fondatore del sionismo moderno Theodor Herzl. Un'altra è come sono andate davvero le cose.

L'ideologia collettivista del sionismo è diventata una passione che guida i cuori e le menti di alcuni ebrei, di alcuni cristiani religiosi e di strateghi politici che sfruttavano la situazione degli ebrei per ottenere potere, arraffare le terre, e così via. E alcuni degli attivisti più estremi hanno cercato di portare avanti ulteriori espansioni, credendo di dover rendere Israele una "superpotenza" del Medio Oriente per la sua stessa sopravvivenza.

Ma con la distruzione che hanno scatenato le ideologie collettiviste in tutto il XX secolo, potreste pensare che le persone più razionali avrebbero rifiutato di promuovere il sionismo.

E' meglio che ogni ebreo (o cristiano, o musulmano, ecc.) viva in un luogo adatto alle proprie esigenze in base alle sue preferenze climatiche, economiche, sociali e di sicurezza. A mio parere, non è particolarmente salutare trovare una nuova posizione geografica per adempiere ad una promessa biblica, e, visto quanto sia pericoloso Israele a causa del conflitto tra gli espropriatori e gli espropriati, lo stato di Israele è un esempio calzante.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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A quanto pare l'onniscenza dei pianificatori centrali sta scricchiolando vistosamente. Sebbene i loro volti siano privi di emozioni, le loro gambe stanno ballando il twist. Ora salta fuori che il tasso di interesse è davvero qualcosa con cui non giocare, e non rappresenta solo l'assunzione di rischi ma anche il coordinatore temporale delle preferenze degli individui. La sua manipolazione artificiale determina allocazioni errate delle risorse, facendo emergere investimenti improduttivi. Aspettate un attimo... ma i tassi di interesse sono ridicolmente bassi sin dal 2008! Bingo! I banchieri centrali non sanno più dove sbattere la testa. Ed insieme alla loro presunta utilità nell'economia, va a farsi benedire anche la metafora keynesiana dell'economista "idraulico" o "meccanico", figure professionali in grado di aggiustare qualsiasi guasto mettendo mano alla cosa rotta.
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di Richard Daughty (alias The Mogambo Guru)


Posso sentire il resto della famiglia là fuori, battere i pugni contro il Mogambo Bunker Della Paranoia Isterica (MBDPI) affinché io sblocchi la porta, esca immediatamente fuori, smetta di agire come un pazzo e come minimo vada a raccogliere i cartoni di pizza vuoti nel giardino dei vicini (perché sono giunte delle lamentele, puzzano e blah blah blah).

Beh, i vicini possono anche lamentarsi di qualche innocente cartone colorato gettato qua e là in tutto il quartiere, ma non vengono mai a dirmelo in faccia. No! Invece li guardo, quei piccoli codardi, mentre fanno capolino dalle loro tende orrende e mi osservano mentre metto in sicurezza il perimetro di casa contro le invasioni di qualche agente del governo, elicotteri invisibili e/o creature extraterrestri, tutti quanti aventi scopi sinistri, cosa che saprebbero anche loro se leggessero le notizie, conoscessero i fatti, o vedessero quei simpatici documentari scientifici in cui ci sono tanti "omini verdi" che arrivano dallo spazio profondo.

Comunque, se marciassi davanti le porte di casa loro e domandassi rumorosamente: “Hey! Che diavolo AVETE da guardare? Huh? Perché vi nascondete come ratti non appena vi faccio una domanda?” Ogni volta reagiscono come se nulla fosse accaduto, pronunciadosi innocenti e negando ogni accusa... sporchi bugiardi.

E se poi aggiungessi alla domanda precedente (proprio per farli uscire allo scoperto): “Cosa diavolo volete sapere di me, pezzi di sterco terrestre troppo stupidi per comprare oro, argento e petrolio quando l'intera storia dell'economia comanda che facciate Proprio Questa Cosa (PQC) in un momento in cui l'offerta di denaro viene aumentata Così Dannatamente Tanto (CDT), Così Velocemente (CV) e per Così Dannatamente Tanto Tempo (CDTT)? Cosa vorreste sapere di più? Verremo fatti a pezzi, finiremo a morire di fame in qualche fogna maleodorante, rovinati dalle folli conseguenze della teoria economica keynesiana e dai minorati mentali che popolano la Federal Reserve ed il Congresso. Il loro intento è vederci soffrire, e questo è chiaro quando osserviamo come metà della popolazione americana sia ormai dipendente dai contanti e dai benefici dello zio Sam. Come è possibile che tutto questo non possa sembrare anche a voi, poveri idioti, Totalmente Fuori di Testa (TFT)?” Come sempre, loro risponderebbero: “Non abbiamo visto niente! Ci dispiace! Non farci del male! Per favore, non farci del male!”

E non c'è ragione che io esca fuori dal MBDPI. Qui dentro ho tutto quello che mi serve: oro, argento, azioni petrolifere, TV via cavo, snack croccanti e fragranti, mitragliette Uzi caricate ed una comoda sedia sdraio reclinabile per il mio culo grosso.

Mentre là fuori, nel freddo mondo crudele, si sta riunendo ancora una volta il G-7 per discutere quasi sicuramente di come la Banca Centrale Europea scaricherà enormi quantità di liquidità nell'eurozona, perseguendo la sporca politica idiota del Quantitative Easing. L'economia mondiale sarà inondata di liquidità negli anni a venire, la quale nel breve termine genererà inflazione nei prezzi di azioni, bond, settore immobiliare e mercati del debito (“scacciare la deflazione!”), ma in seguito scatenerà una gigantesca e rovinosa inflazione nei prezzi di energia e cibo, perché l'inflazione dei prezzi segue sempre l'inflazione dell'offerta di moneta. E' una regola, gente!

E sicuramente non ci sarà da divertirsi "là fuori", soprattutto con gente che si indigna e si innervosisce per qualche cartone di pizza vuoto a rovinare il panorama, quando invece dovrebbero essere terrorizzati per il malumore diffuso, la carenza di cibo, gli aumenti dei prezzi e le rivolte per le strade di un mondo che si trasformerà in un tetro incubo post-apocalittico pregno di zombie affamati che venderanno i propri reni per guadagnare soldi e comprarsi un telefono cellulare nuovo e farsi l'ennesimo tatuaggio.

Un altro degli orrori che mi impedisce di mettere un piede fuori dal bunker, è quello che ci viene comunicato da Rande Spiegelman dello Schwab Center for Financial Research. A quanto pare è in cantiere una nuova tassa, cosa che equivale a pestare una merda per strada ed Esserne Trionfalmente Orgogliosi (ETO)!

L'economia sta collassando, la disoccupazione è rampante, i prezzi stanno aumentando, ed ecco che arriva un'altra bella tassa a rallegrarci la giornata! Follia! Demenza fiscale!

Ma qui non si tratta di come la follia fiscale corrisponda esattamente alla follia del Congresso, si tratta di una nuova "sovrimposta sulle rendite" per i contribuenti ad alto reddito che secondo Spiegelman "aggiungerà una soprattassa del 3.8% sul reddito netto da investimenti", portando i picchi fiscali verso nuove vette agghiaccianti. "Con la nuova addizionale le plusvalenze di lungo termine ed i dividendi potranno essere tassati ad un tasso cumulato del 23.8% (20% + 3.8%), mentre gli interessi sui dividendi ed il reddito da locazione potranno essere tassati con un'aliquota ordinaria del 43.4% (39.6% + 3.8%)."

Questo è un aumento fiscale, rispettivamente, del 19% e del 10%! Oddio! Giganteschi aumenti fiscali per gran parte dell'economia! Siamo Dannatamente Fregati (SDF)! Meglio riderci istericamente su "Hahahaha!" e dire addio agli ultimi barlumi di sanità mentale.

E le cose peggiorano, poiché John Williams di ShadowStats.com calcola che la disoccupazione, come misurata nel mondo REALE, sta languendo ad un tasso sbalorditivo del 23.2%. Oddio!

Eppure, come per magia, il Consumer Installment Debt è salito di $27 miliardi ad aprile raggiungendo complessivamente i $3.175 miliardi, nuovo record di sempre che spiega solo parzialmente perché il deficit mensile della bilancia commerciale fosse salito di $47 miliardi e quello commerciale di $65.8 miliardi! Queste sono tutte notizie terribili!

E non sono solo io che sta notando queste cose, anche John Rubino di DollarCollapse.com ha qualche altra cattiva notizia perché il "comprare al margine", misura speculativa per quanto riguarda le azioni, "ha raggiunto un picco a gennaio, è sceso a febbraio ed ora sta diminuendo pesantemente."

Non solo, ma "i tassi di interesse stanno sprofondando", indicando una diminuzione nella domanda di denaro, e "l'ampiezza del mercato si sta contraendo", che dal punto di vista numerico significa che sempre più azioni stanno scendendo piuttosto che salendo.

Probabilmente ha notato lo sguardo inorridito che si è venuto a creare sul mio volto dopo questa caterva di cattive notizie, ed è per questo che infine ha chiosato: "I vari stati del mondo stanno provando a gonfiare attivamente una bolla negli asset in modo da far sentire abbastanza ricco l'individuo medio affinché ricominci a spendere."

Beh, non mi sono mai sentito ricco e ho una famiglia che spende forsennatamente ogni giorno, quindi per me non significherebbe nulla. Ma possiamo concordare sul fatto che il mercato azionario, il mercato obbligazionario, il mercato immobiliare ed il mercato generale del debito non possano far altro che salire a seguito di uno tsunami di denaro che fluisce nell'economia attraverso la spesa pubblica.

Per provarvelo, vi propongo un'altra sua citazione: "Uno potrebbe dire che i mercati finanziari stiano rispondendo razionalmente alla prospettiva di bilioni di nuovi dollari ansiosi di finire in azioni e bond (oppure case di lusso, pezzi di arte e altri asset preferiti dall'1%)."

Il compiacimento per aver trovato qualcuno con cui concordare è stato subito soverchiato dal terrore: "Quello a cui stiamo assistendo, in breve, è un tentativo davvero affascinante da parte dei vari stati mondiali di sospendere quelle leggi che fino ad ora hanno regolato l'economia."

Leggi! Leggi dell'economia! E' come ho sempre detto anche io, Il Grande Mogambo (IGM) dalla grande bocca e dall'arroganza illimitata! Tanto per essere chiari: comprate oro, argento ed azioni petrolifere con particolare zelo, quando lo stato supporta attivamente l'enorme produzione di valuta da parte della Federal Reserve per finanziare mostruosità fiscali soffocanti! Fatelo perché esistono leggi in economia! Leggi!

Forse, in un volo di fantasia, potrei supporre filosoficamente e metafisicamente che suddette leggi siano nate al momento del Big Bang e della creazione dell'universo! Impressionante! Un sistema davvero chiuso!

E comunque una di queste leggi dice che l'oro, l'argento e l'energia acquistano valore durante il collasso di un sistema economico stupido, come l'attuale farsa keynesiana che propone di rimpiazzare la spesa al consumo (bloccata sotto il peso di una Federal Reserve che ha creato così tanto denaro da SEPPELLIRE vivo il consumatore sotto pile e pile di debito) con un'enorme spesa a deficit dello stato in modo da raccattare quanto più debito del Tesoro possibile! E il bello è che il conto salato sarà lasciato al contribuente sotto forma di aumenti delle tasse e dell'inflazione dei prezzi! Tutto ciò è più che oltraggioso!

Quindi se siete come me ed avete già smesso di leggere questo stupido articolo, e siete andati a controllare la posta o a bazzicare in qualche sito web a luci rosse, vi perderete questa Legge Dell'Economia Senza Tempo Vera Sin Dal Big Bang (LDESTVSDBB): comprate oro, argento e petrolio in un'economia a denaro fiat. Non ci perderete! E' la legge dell'universo!

Estasiato dalla saggezza cosmica di quanto detto, mi chiedo: "Che altro dire?"

Ci sono! Whee! Questa roba dell'investire è facile!


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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Tweet Non ricordo più l’ultima alba in questo paese. Ritornando indietro con la memoria, forse eravamo nei primi anni 80, e stavo per finire l’università. Fino ad allora la mia giovinezza tutta italiana era stata densa di speranze, sogni, studio e sacrifici. Anni trascorsi in un sud profondo dove l’emigrazione è un destino assegnato e dove tritolo, lupara, degrado sociale ed emarginazione sono il tutto e il niente delle possibilità per chi, vi nasceva… Leggi il Resto
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Tweet Settimana Precedente Clicca qui per il report della settimana precedente La settimana scorsa la posizione relativamente al FTSE MIB era la seguente: “In considerazione di quanto espresso nel video-report, la posizione per la settimana prossima è rialzista. Limitando l’analisi al nostro indice, la reazione di venerdì lascia qualche dubbio ed è necessario integrare l’analisi con una visione più ampia, integrando infatti con le informazioni… Leggi il Resto
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di Alasdair Macleod


Gli stati e le banche centrali hanno fatto pochi progressi, o nessuno, per riprendersi dalla crisi della Lehman di sei anni fa. Inoltre, la dipendenza da statistiche decisamente fuorvianti non aiuta affatto. Questo è particolarmente vero per il PIL reale, composto dal PIL nominale aggiustato secondo una certa stima dell'inflazione dei prezzi. In primo luogo, dobbiamo discutere l'adeguamento all'inflazione.

L'idea che possa esistere una cosa come una misura valida dell'inflazione dei prezzi, è vera solo nella fantasia di un econometrico. Un indice che potrebbe essere teoricamente valido in un certo punto nel tempo, diviene successivamente valido anche per una caratterizzazione (sebbene del tutto artificiale) di "un'economia uniformemente rotante": in altre parole, un'economia in cui tutti coloro che sono impiegati svolgeranno sempre la stessa occupazione, produrranno agli stessi ritmi, manterranno la stessa proporzione di liquidità di cassa e compreranno esattamente le stesse cose nelle stesse quantità. Inoltre, anche le quantità degli inventari delle imprese dovranno rimanere statiche. Ogni scelta umana deve essere esclusa da queste condizioni. Solo allora le differenze di prezzo potranno essere identificate come causa di variazioni nella quantità di moneta e del credito. Fantasie a parte, un indice preciso non può quindi essere costruito, perché non tutte le transazioni economiche sono segnalate. Nel calcolo sono inseriti altri pregiudizi, ad esempio la sovrastima dei consumi rispetto agli investimenti di capitale e l'incorporazione dell'attività statale che viene fornita gratuitamente o tramite sovvenzione fiscale. L'acquisto di oggetti d'arte, investimenti in borsa o una casa sono transazioni economiche tanto quanto l'acquisto di una pagnotta di pane, ma queste attività e molte come loro sono specificamente escluse. Peggio ancora, con un pretesto o un altro gli aggiustamenti spesso hanno il compito di nascondere aumenti di prezzo nei componenti dell'indice.

Le attività economiche sono incluse nel PIL in modo selettivo, il quale dovrebbe rappresentare il totale delle transazioni di un paese in un periodo di tempo espresso come totale di denaro. Un numero perfetto del PIL dovrebbe includere tutte le operazioni economiche, e in questo caso coglierebbe i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori (escluse in un indice di prezzo statico). Ma non c'è modo di identificarle per capire la differenza tra i cambiamenti dovuti al progresso economico e le modifiche a causa dell'inflazione monetaria.

Per illustrare questo punto, supponiamo che nell'economia di una nazione non vi sia alcun cambiamento nella quantità di denaro guadagnato, risparmiato, prestato o rimborsato tra due date. Quale sarà la variazione del PIL? La risposta è ovviamente zero. Le persone possono produrre ed acquistare diversi prodotti, offrire e pagare per servizi a prezzi diversi, ma se l'importo totale del denaro speso resta invariato non ci può essere alcun cambiamento in termini di PIL. Invece di misurare la crescita economica, un termine senza senso, misura solo la quantità di denaro speso. Per riassumere, gli stati stanno utilizzando un indice dei prezzi (per il quale non vi è alcuna base teorica solida) per sgonfiare un quantitativo di denaro che viene erroneamente rappresentato come progresso economico. Nella nostra fretta di sbarazzarci della realtà dei mercati, abbiamo introdotto idee contorte che utilizzano numeri ingannevoli. L'errore va imputato alla maggioranza degli economisti, ai commentatori di mercato e, naturalmente, alle classi politiche.

Si spiegano anche alcune delle sconnessioni tra inflazione monetaria e quella dei prezzi. L'inflazione dei prezzi, in questo contesto, si riferisce all'aumento dei prezzi generato da una crescita della domanda -- stimolata da denaro e credito extra. Come già detto, il denaro fresco di stampa viene speso in asset e nelle speculazioni finanziarie, parametri entrambi esclusi dal PIL e dal suo deflatore.

E' ovvio che le azioni basate su presupposti errati non ottengono il risultato desiderato. Questi presupposti recitano che stampare denaro ed espandere il credito non stiano avendo un effetto inflazionistico, perché le statistiche dicono così. Ma, come abbiamo visto, le statistiche sono selettive e si concentrano sul consumo attuale. Viene scoraggiata una ricerca obiettiva più ampia sulle conseguenze, e niente è più vero quando abbiamo a che fare con gli effetti dell'inflazione monetaria. Questo ci porta al secondo errore: ignoriamo il fatto che l'inflazione monetaria è un trasferimento di ricchezza dalla popolazione ai creatori di nuova moneta e credito.

Il trasferimento di ricchezza attraverso l'inflazione monetaria inizialmente è selettivo, prima di diventare più distribuito. Coloro che emettono nuova moneta e credito sono i governi e le banche, i quali ne traggono il massimo vantaggio prima di qualsiasi aumento dei prezzi. Chi ci perde è la maggioranza della popolazione: prima che il nuovo denaro finisca nella circolazione più ampia, i prezzi sono già saliti.

L'inflazione monetaria trasferisce, sempre e comunque, ricchezza reale dalle persone comuni con uno stipendio fisso o con un risparmio. Negli Stati Uniti, ad esempio, dopo la crisi della Lehman i soldi in deposito sono aumentati da $5.4 bilioni a $12.9 bilioni. Questo ci dà un'idea di quanto i depositi originali vengano svalutati attraverso l'inflazione monetaria, un effetto continuo che viene gradualmente a galla attraverso la diminuzione del potere d'acquisto di quei depositi. La portata di questo trasferimento di ricchezza dalla popolazione al governo e alle banche commerciali, che si aggiunge alle imposte visibili, sta strangolando l'attività economica.

Il presunto stimolo di un'economia con mezzi monetari si basa su un'analisi sciatta e sull'ignoranza dei perdenti. Purtroppo è un processo che una volta avviato è difficile da fermare senza esporre le debolezze delle finanze pubbliche e la fragilità del sistema bancario. Gli stati, con l'onere dei costi assistenziali pubblici, si trovano in una trappola del debito da cui non hanno la volontà di fuggire. Secondo i banchieri centrali il passaggio da una mancanza di disciplina monetaria ad un'economia basata sul denaro sonante, rischierebbe di creare una grave crisi bancaria. Quest'ultima è sicuro che arriverà, ma probabilmente si originerà dall'incapacità degli individui di pagare i loro conti, poiché derubati del potere d'acquisto dei loro stipendi fissi e dei loro risparmi. Stiamo parlando letteralmente di un crollo, un termine vecchio stile per definire la contrazione simultanea della produzione e della domanda. Nemmeno i tassi di interesse negativi salveranno le banche da questo evento inevitabile, per una ragione molto semplice: perpetrare il trasferimento di ricchezza dagli individui attraverso l'inflazione monetaria, finirà per uccidere il paziente.

E' ormai assodato che le prospettive economiche globali languono in condizioni allarmanti. Le nazioni drogate di welfare continuano ad impoverire la loro gente svilendo le proprie divise. La disperata espansione monetaria del Giappone, lungi dal migliorare la sua situazione economica, sta facendo sprofondare il paese in una crisi profonda (situazione per cui questo articolo ha fornito adeguata spiegazione). Purtroppo siamo tutti sulla strada verso lo stesso processo distruttivo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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di David Stockman


L'S&P 500 è scattato in alto ieri, quando i verbali della FED non hanno rivelato nuove informazioni nel giorno tanto temuto in cui i tassi di interesse sono cominciati a salire. In altre parole, il mercato azionario è un cucciolo malato — assolutamente dipendente dal regime funesto della ZIRP della FED.

Ed è un regime. Siamo ora al 68° mese di tassi di interesse a zero nei mercati monetari. Non è mai esistito nulla di simile sin dal dopoguerra.




Il motivo per cui si forniscono finanziamenti a costo zero ai carry trader e agli speculatori, è perché l'economia statunitense è stata travolta da un uragano durante la crisi finanziaria del 2008 e, quindi, "l'accomodamento monetario straordinario" è stato necessario per sanare il danno. Ma questa è una razionalizzazione fasulla.

La crisi finanziaria è stata causata dalla FED, e poi è diventata un pretesto per estendere e intensificare un tasso di interesse ancorato che ormai è in vigore da 27 anni — in sostanza, sin da quando la FED di Greenspan è andata nel panico dopo il crollo azionario del Lunedì Nero nell'ottobre 1987.

Infatti, Bernanke non è inciampato inavvertitamente nella ZIRP; è stato il lascito della FED di Greenspan: il ciclo economico può essere tenuto a bada (se non eliminato), la performance macroeconomica può essere migliorata manipolando i prezzi nei mercati monetari e non ci saranno effetti indesiderati.

In verità l'ultimo quarto di secolo, fino al patetico annuncio di ieri in cui i "tassi saranno lasciati bassi per altro tempo", ha prodotto praticamente l'opposto della premessa della FED di Greenspan. Cioè, la performance macroeconomica è peggiorata, mentre gli effetti collaterali — bolle finanziarie in serie ed una massiccia estensione del debito e della leva finanziaria in tutti i settori dell'economia degli Stati Uniti — sono stati monumentali.

Per quanto riguarda gli effetti macroeconomici, non è possibile trovarvi traccia in una qualsiasi discussione nei verbali della FED, perché sono essenzialmente considerati alla stregua di tempeste temporanee. Ma le variazioni minime nel tasso di disoccupazione U-3 o i contrattempi nel tasso mensile della spesa lorda di capitale, non ci dicono quasi nulla sulle prestazioni e la salute dell'economia nazionale. Janet Yellen ha avuto inavvertitamente ragione nel suo commento sul "rumore", ma ha semplicemente trascurato di notare che questa caratterizzazione non vale solo per il CPI del mese scorso, ma anche per la totalità dei "dati in entrata" di cui la FED è ossessionata.

Alla fine della giornata, ci sono due indicatori fondamentali riguardo la dinamica e la salute dei risultati macroeconomici, i quali non vengono mai osservati dai pianificatori centrali monetari presso l'Eccles Building.

Vale a dire, il tasso netto di crescita degli investimenti di capitale — esso stabilisce le basi per la produttività futura, i guadagni reali di ricchezza ed i posti di lavoro sostenibili — misura i miglioramenti nello standard di vita di Main Street. In particolare, i lavori part-time in bar e ristoranti che generano pagamenti annualizzati al di sotto dei $20,000, rappresentano rumore ciclico, non indicazioni di una crescita economica sostenibile.

Dopo uno scatto temporaneo, ma insostenibile, delle spese in conto capitale (Capex) durante la bolla tecnologica Greenspan, negli ultimi 17 anni gli investimenti al netto del consumo di capitale sono stati un disastro. E il dato rilevante è l'investimento netto, non la misura keynesiana della spesa lorda in conto capitale incarnata nell'equazione del PIL e vomitata all'infinito dallo zombie-box.

La verità è che, nel corso degli ultimi 15 anni, i picchi nel settore degli investimenti netti sono stati sempre più rari ed i minimi sempre più frequenti. Infatti, dopo 68 mesi di ZIRP l'investimento netto aziendale è inferiore del 20% rispetto a quello registrato a fine secolo.




Nonostante le notizie di venerdì scorso sullo stato dell'occupazione, il livello dei posti di lavoro a tempo pieno sostenibili è ancora inferiore del 4.4% rispetto al picco del 2007; ed i numeri sbandierati a giugno erano in realtà 4 milioni al di sotto del livello raggiunto all'inizio del 2001.

L'ironia di questa triste condizione dell'occupazione nei vari settori dell'economia statunitense, è stata l'incessante giustificazione per la manipolazione dei tassi di interesse e per la ZIRP.




Quindi è impossibile sostenere che la lunga marcia della FED verso la ZIRP abbia migliorato le prestazioni della macroeconomia. E questo significa che, a sua volta, la FED ha sempre avuto in mente qualcosa di completamente diverso. In effetti, è coinvolta in un grande e futile gioco di manipolazioni e distorsioni in base alla teoria che l'economia americana è un fiore fragile che cade in recessione nel momento in cui la FED allenta la presa sulle manopole del mercato monetario.

Questa è una sciocchezza. La lieve recessione del 2001-2002 ed il breve ma profondo tonfo del 2008-2009, hanno rappresentato la liquidazione di inventari, posti di lavoro e produzione marginale; insomma, di errori accumulati durante la bolla dotcom ed immobiliare. Durante il cosiddetto periodo di "ripresa" di 4-5 anni dopo ognuno di questi cicli, non è stata la manipolazione del tasso di interesse e della sua manifestazione finale nella ZIRP che hanno tolto le castagne dal fuoco.

Infatti, i grafici qui sopra rendono assolutamente chiaro che i tassi di interesse bassi non stimolano la spesa in conto capitale o la creazione di posti di lavoro reali. Il funzionamento ordinario dell'economia capitalistica è quello che ha alimentato la ripresa delle voci sopra citate.

Nonostante la macchina gonfiabolle nell'Eccles Building ed il massiccio dirottamento di risorse patrimoniali nel casinò di Wall Street, risultato inesorabile del denaro gratis nelle mani dei carry trader, le forze naturali della rigenerazione capitalista hanno spinto in avanti l'economia arrancante degli Stati Uniti durante i cosiddetti periodi di ripresa.

In breve, i 27 anni di manipolazione dei tassi di interesse non hanno fatto nulla per mitigare il ciclo economico, invece l'hanno inasprito alimentando gli investimenti improduttivi i quali hanno gonfiato bolle finanziarie che devono inevitabilmente essere liquidate. Quindi i prezzi distorti nei mercati monetari hanno aumentato l'instabilità ciclica e penalizzato la performance dei fondamentali di mercato.

Con tutti i difetti che si ritrova, anche la misura reale del PIL non mente. Durante gli ultimi 14 anni, la crescita reale del PIL è stata in media solo dell'1.8% all'anno o appena la metà del trend degli ultimi 50 anni.

Allo stesso tempo, la manipolazione del tasso di interesse e la ZIRP hanno distrutto il prezzo più importante di tutto il capitalismo — cioè, il costo del denaro a breve termine utilizzato per finanziare la speculazione nei mercati finanziari — attraverso il credito sottoposto a leva e attraverso forme più sofisticate di opzioni e strutturati finanziari.

In ogni caso, è stato distrutto un price discovery onesto per quanto riguarda gli asset finanziari perché la FED ha abilitato e sovvenzionato la speculazione, cosa che ha causato un cap rate artificialmente represso e prezzi degli asset notevolmente gonfiati nel casinò di Wall Street.

Quindi forse è il momento che la FED cambi mentalità. Cioè, che l'Eccles Building rifugga dalla manipolazione del tasso di interesse e dalla ZIRP, e quindi consenta ai mercati finanziari di impegnarsi nuovamente in un price discovery onesto; e consentire al ciclo economico naturale di fare il proprio corso senza l'interferenza dei 12 membri del Politburo monetario, lasciando la riallocazione dei mercati nelle mani dei 317 milioni di consumatori, produttori, investitori, imprenditori e anche speculatori che compongono l'economia.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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di Byron King


Cominciamo con le cattive notizie sulla macroeconomia statunitense — ed è in condizioni davvero critiche. Potreste aver visto già la relazione del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti: durante il primo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo degli Stati Uniti (o PIL) ha fatto registrare la sua peggior performance in cinque anni.

I dati del governo indicano che il PIL si è ridotto ad un tasso annuo del 2.9% nei primi tre mesi di quest'anno. Il calo è stato peggiore se si pensa che era stata stimata una crescita dell'1%. Tra l'altro, un risultato molto al di sotto delle aspettative di molti economisti noti, i quali vengono pagati per trovare risvolti positivi e non spaventare il pubblico.

In realtà, la crescita negativa del PIL è stata probabilmente un eufemismo. Cioè, la cifra è ben peggiore perché gli allegri statistici del governo hanno "sgonfiato" il PIL nominale con i numeri di una bassa inflazione (i quali escludono cibo ed energia). Come tutti sanno, però, quando si va al supermercato o alla stazione di servizio, i livelli dei prezzi per questi articoli stanno solo aumentando rapidamente. Così, la vera inflazione è superiore a quella ufficiale; e anche la cosiddetta contrazione del PIL è un numero sottostimato.

Nonostante le notizie negative, la maggior parte degli indici del mercato azionario ancora "salgono". Sì, i mercati in salita conferiscono ai bilanci una forma smagliante; ma non fatevi ingannare. In termini di contabilità nazionale (o "flusso di cassa", per così dire), i fondamentali sono un disastro. Ad esempio, nel primo trimestre il commercio estero è stato un freno per l'economia; le esportazioni sono diminuite dell'8.9%. Ugh!

Nel frattempo, i redditi delle famiglie statunitensi non sono in crescita, tranne che per "l'uno per cento".

E' l'effetto di lungo termine di una de-industrializzazione che è andata avanti nel corso degli ultimi 25 anni. Cioè, sempre più filiere vengono esternalizzate in modo tale che l'etichetta "Made in USA" spesso significhi solo che c'è una fabbrica da qualche parte che assembla cose luccicanti fatte di parti importate. Sulla carta "Made in USA" potrebbe sembrare ancora un bene, ma certamente non siamo più affini col vecchio "arsenale della democrazia".

Nel complesso, la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti è ai minimi storici. Le assunzioni sono rallentate nei primi tre mesi del 2014, grazie anche all'Obamacare, come sottolineano anche in vari sondaggi. Parafrasando Forrest Gump: "Questo è tutto ciò che dirò su questo argomento."

I disoccupati comprendono le posizioni di entrata nel mondo del lavoro: disoccupazione giovanile (20% tra i giovani di età compresa tra i 16 ed i 24, secondo un recente rapporto del Senato degli Stati Uniti) e tra le minoranze (quasi il 55% a livello nazionale, secondo la stessa fonte ). Stiamo osservando la nascita di una "generazione perduta"; disoccupata, indebitata e priva di competenze professionali. Queste povere anime probabilmente non riusciranno mai a compensare le occasioni perdute.

Nel frattempo, a livello nazionale, le start-up aziendali vanno a rilento secondo la Camera di Commercio; e la crescita della produttività è più piatta di ogni altra cosa, secondo il Conference Board. Triste a dirsi — ma la Federal Reserve sta dicendo che — la crescita più rapida del credito viene riscontrata nei prestiti agli studenti, cosa che riflette il carattere "too-big-to-fail" del mondo universitario sovvenzionato.

Assenza di reddito e crescita del credito, l'economia americana sta arrancando. Un punto positivo è il settore energetico, in particolare le patch petrolifere e di gas in molti stati americani. Lì i lavori sono abbondanti e la spesa in conto capitale è un must (oltre al fatto che c'è tanto bel petrolio e gas che esce dal terreno).

Naturalmente la regolamentazione del governo si sta facendo sempre più invadente nel settore energetico, in particolare sul versante ambientale. Non posso esimermi dal far notare una cosa: sembra quasi che tutte le oche che depongono uova d'oro siano nemici dello stato.

Inoltre non riesco a fare a meno di chiedermi se questo è ciò che è stato partorito dagli $8 bilioni in spesa a deficit degli ultimi cinque anni dopo il crash del 2008; dai cinque anni di "quantitative easing" (QE) della FED; dalla crescita di posti di lavoro nella burocrazia federale. Come disse una volta Peggy Lee: "E' questo tutto quello che abbiamo da offrire?"

Cosa si può fare? Come dovreste organizzare il vostro portfolio? E' possibile investire in qualche modo in mezzo a questo pasticcio?

I lettori di lunga data sapranno che, in generale, il mio obiettivo di investimento si basa su due punti chiave.

Uno è quello di possedere hard asset come oro, argento, platino (PGM), rame ed altri estratti minerari.

L'altro è l'energia, con particolare attenzione alle major internazionali ed ai player del Nord America, così come la tecnologia nel campo petrolifero. Roba vera, in altre parole.

In primo luogo, parliamo dei metalli preziosi. Se non possedete oro fisico e argento, compratene un po'. Questa settimana l'oro viene venduto a poco più di $1,300 l'oncia; l'argento è nel range dei $21 l'oncia.

Sono questi i prezzi "giusti" per l'oro e l'argento? Se decidete di acquistare, stareste pagando troppo? Ehi, c'è rischio per tutto. Quindi se decidete di acquistare, non spendete tutti i vostri soldi in una sola grande pazzia.

Cioè, giocatevela nel tempo, perché i prezzi di oro e argento potrebbero anche diminuire. C'è un sacco di manipolazione nel mercato dei metalli preziosi, se non altro perché i politici ed i banchieri centrali di tutto il mondo odiano l'idea di qualcosa che non possono controllare. Poi guardate a ciò che hanno fatto con le cose che hanno cercato di controllare, come il declino dell'economia americana ed il bollente Medio Oriente.

Eppure affinché i metalli preziosi diminuiscano in modo significativo, c'è bisogno che il dollaro si rafforzi. Però con l'economia degli Stati Uniti in contrazione, il rischio è che avremo più spesa a deficit — dal welfare ai burocrati a più armi. In sostanza, questo significa più inflazione nel corso del tempo, anche se le statistiche del governo non la misurano correttamente. Così, nel lungo periodo, i metalli preziosi rappresentano un modo per preservare la ricchezza. Tra cinque o dieci anni, non ve ne pentirete.

Per quanto riguarda il PGM, un ottimo modo per acquistare è tramite lo Sprott Platinum & Palladium Trust (SPPP: NYSE), in cui ogni azione è sostenuta da metallo reale in un magazzino doganale in Canada o Gran Bretagna. Procedete sempre con cautela, però. Gli scioperi minerari in Sudafrica si stanno smorzando, quindi il mio consiglio è di lasciar calmare il polverone prima di impegnarsi seriamente in questo mercato.

Quando si tratta di rame, il mio punto di vista è quello di acquistarlo tramite il Freeport McMoRan Copper & Gold (FCX: NYSE). Questo è un buon momento per acquistare, durante una pausa nel mercato dell'estrazione mineraria; cioè, i prezzi delle azioni minerarie sono in calo. Comprate basso, vendete alto. Nel frattempo, raccoglierete un dividendo del 3.6%.

Per quanto riguarda i servizi petroliferi e la tecnologia ad essi legata, ho passato anni ad occuparmene. Ho scritto molto sugli sviluppi provenienti da aziende all'avanguardia come la Halliburton (HAL: NYSE), la Schlumberger (SLB: NYSE), la Baker Hughes (BHI: NYSE) ed altre. Grandi imprese, tutte loro.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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Oltre al mercato azionario, pesantemente drogato dalla ZIRP della FED, fate attenzione anche al mercato obbligazionario societario. Nella sua sconsiderata azione di pungolamento della domanda, in particolare quella di credito, l'Eccles Building ha creato un ambiente saturo di gas che può scoppiare in qualsiasi momento. Visto che i fondi con i quali hanno giocato nel casinò di Wall Street sono stati utilizzati prevalentemente per coprire operazioni di riacquisto di azioni, e non nell'ampliamento produttivo della società stessa, la natura artificiale della salute del mercato obbligazionario societario si regge su una fune tesa e sottile. Queste grandi società lo sanno e temono una corsa su questi bond. Per questo motivo sarebbero disposte ad accogliere a braccia aperte un intervento dello zio Sam: regolamentare ed eventualmente tassare coloro i quali, presi dallo "spavento", decidano di affollare le uscite. Ironia della sorte, questo stesso evento rappresenterebbe un chiaro segnale di raggiungere le uscite. Se non basteranno multe e tasse, allora si imporranno addirittura divieti (come è accaduto anche qui da noi con i BTP). Aspettatevi di tutto da un sistema morente che fino all'ultimo respiro cercherà di restare attaccato alla propria vita.
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di David Stockman


Le banche centrali del mondo stanno perseguendo con noncuranza l'instabilità finanziaria. Questo è il risultato dei 68 mesi consecutivi di tassi a zero nel mercato monetario, implementati dalla FED e dai suoi alleati alla BoJ, BCE e BoE. La ZIRP alimenta un carry trade infinito e la raccolta di qualsiasi profitto che spunta tra costi di "finanziamento" trascurabili, rendimenti positivi e rendimenti su un ampio spettro di asset rischiosi.

Questa strategia, inoltre, si degrada e degenera nel tempo: all'aumentare dei prezzi degli asset dovuto al carry trade degli speculatori e al diminuire progressivo dei redditi fissi — paura ed interessi di breve termine vengono sbattuti fuori dal casinò, rendendo gli acquisti sempre più redditizi e meno rischiosi. Infatti, la promessa esplicita da parte delle banche centrali che il tasso del mercato monetario rimarrà bloccato per tutta la durata necessaria e che il preavviso di un qualsiasi cambiamento nella politica dei tassi sarà annunciato in modo "trasparente", è la peggior politica immaginabile dal punto di vista della stabilità finanziaria. Ciò significa che il peggior incubo di uno speculatore — finire improvvisamente "a testa in giù" a causa di un brusco picco nei costi di finanziamento — viene eliminato dalla banca centrale.

Detto in modo diverso, la ZIRP smantella sistematicamente i meccanismi di stabilità naturali del mercato. Un deterrente naturale ai giochi d'azzardo finanziari, per esempio, è il costo dell'hedging di un portfolio contenente "asset rischiosi". In un contesto di mercato onesto, i costi dell'hedging consumano una quota elevata dei profitti, limitando fortemente la propensione al rischio e l'ammontare di capitali destinati a fini speculativi.

Al contrario, un periodo prolungato di ZIRP, insieme alla "scommessa" delle banche centrali sugli asset rischiosi, spinge il costo "dell'assicurazione" a livelli trascurabili perché gli adoratori dell'S&P 500 sono incoraggiati e sovvenzionati a raccogliere monetine (cioè, opzioni premium) di fronte al rullo compressore rappresentato dalla banca centrale. Questa assicurazione ultra conveniente, a sua volta, attrae nel casinò sempre più capitali speculativi.

Questo gioco pericoloso è andato avanti sin dal panico del Lunedì Nero nell'ottobre 1987 e la FED di Greenspan inondò il mercato azionario di liquidità. Questa ormai è una caratteristica endemica di Wall Street, la quale viene falsamente intesa come ordine normale delle cose. Anche perché, chi avrebbe raccolto monetine davanti al rullo compressore di Volcker?

Questa dinamica è evidente nel grafico dell'S&P 500. Le crisi sono diventate sempre più frequenti, mentre la ZIRP e le altre politiche delle banche centrali hanno eroso le difese naturali del mercato contro l'eccessiva speculazione. A metà del 2014, quindi, si può ragionevolmente dire che la paura e l'interesse di breve termine sono stati spenti quasi del tutto. Il casinò di Wall Street è diventato un mercato a senso unico che si spiralizza pericolosamente verso l'alto, divorziato completamente dai fondamentali del mercato e dalle condizioni del mondo reale.




L'altro lato di questa moneta ci mostra la scomparsa della volatilità nei mercati azionari. Come illustrato di seguito, le letture attuali sono ai minimi di tutti i tempi, anche al di sotto dei minimi raggiunti alla vigilia della crisi finanziaria del 2008. Inutile dire che questa condizione pericolosa non è un caso: è il risultato inesorabile e sistematico delle ZIRP e degli strumenti associati alla pianificazione centrale monetaria.




Ma tutto questo viene ignorato dalle banche centrali perché i loro modelli idraulico-keynesiani contengono un difetto fatale. Questi modelli pretendono di raffigurare il funzionamento del capitalismo, ma non contengono bilanci e quasi nessun proxy per i mercati finanziari (i quali sono alla base delle moderne economie capitaliste). Di conseguenza, le banche centrali perseguono la ZIRP al fine di inflazionare il sistema idraulico della macroeconomia con più "domanda" e quindi più posti di lavoro, redditi, investimenti e PIL — ignorando la distruzione della stabilità finanziaria che deriva da queste stesse politiche.

I banchieri centrali keynesiani sono miopi. Considerando che controllano immense quantità di dati macroeconomici "in entrata", che al limite sono banali e "rumorosi", essi ignorano completamente i dati "in entrata" del mercato finanziario che segnalano problemi monumentali imminenti.

Per esempio, adesso il 40% di tutti i prestiti è stato declassificato a sub-investimento. Questo è un dato sostanzialmente più elevato rispetto al picco del 2007, ed è accompagnato da un focolaio ancora più virulento di condizioni di credito "cov-lite". Infatti, il 60% di questi prestiti spazzatura non ha alcuna protezione contro la stratificazione del debito e la voglia di contanti degli azionisti — nonostante il loro status "senior" nella struttura del credito. L'implicazione ovvia, naturalmente, è che il "denaro facile" della FED è stato massicciamente deviato nel gioco d'azzardo della leva finanziaria e dell'LBO. Sin dal 1988 questo tipo di deformazione finanziaria ha portato ad un bust nel mercato del credito spazzatura per tre volte. Perché i pianificatori centrali monetari, che guardano i loro "monitor" come uno stormo di falchi, pensano che il risultato dovrebbe essere diverso questa volta?




Il politburo monetario resta imperturbabile, naturalmente, perché non sta monitorando la composizione e la qualità del credito. I loro modelli prevedono che la crescita aggregata dei prestiti alle imprese porterà ad una maggiore spesa per beni capitali ed alla conseguente espansione dei posti di lavoro. Tale assunto è palesemente sbagliato, perché è chiaramente evidente che la massiccia espansione del credito alle imprese dopo l'ultimo picco è finita nell'ingegneria finanziaria — riacquisti di azioni, LBO e accordi M&A — non nell'espansione di asset aziendali produttivi. Infatti, il total non-financial business credit outstanding è salito da $11 bilioni del dicembre 2007 a $13.8 bilioni allo stato attuale, o del 25%, ma gli investimenti reali in impianti e attrezzature sono ancora a $70 miliardi o il 5% al di sotto del picco pre-crisi.

E questa è la spesa "lorda" per impianti e macchinari, come registrato nel parametro "I" del PIL. La misura di gran lunga più rilevante in relazione alla salute economica ed alla capacità di crescita, è "l'investimento netto delle imprese". Cioè, al netto del consumo di capitali che si è verificato nella produzione del PIL attuale. Come mostrato di seguito, questa cifra in termini reali è del 20% al di sotto del picco raggiunto due cicli fa alla fine degli anni '90.

In breve, la combinazione di un calo degli investimenti in impianti ed attrezzature giustapposti ai livelli di picco dei finanziamenti gonfiati, dovrebbero essere un segnale di crescente instabilità finanziaria. Invece i banchieri centrali ragliano che le valutazioni non sono fuori linea e la leva finanziaria è ragionevolmente ben contenuta.




L'affermazione "le valutazioni sono normali" offerta dalla Yellen e dalla sua banda di stampatori folli, rappresenta semplicemente un adattamento dei player di Wall Street alle proiezioni degli utili escluse alcune voci. Vale a dire, il tipo di stime sui "guadagni" che hanno omesso, in media, il 23% dei costi effettivi nell'analisi profitti/perdite durante il ciclo boom/bust del 2007-2010, causando svalutazioni per impianti, reputazioni, locazioni e costi di ristrutturazione, tra cui anche innumerevoli spese reali — le quali hanno consumato le risorse ed i capitali delle aziende. Come ho dimostrato in The Great Deformation, gli "utili totali esclusi alcuni elementi" riguardo l'S&P 500 durante il quadrienno sopra citato, sono stati pari a $2.42 bilioni rispetto agli utili registrati nel GAAP — cioè, quelli per cui non si va in galera se segnalati alla SEC — di soli $1.87 bilioni.

Di conseguenza, la FED non vede l'instabilità finanziaria perché non la vuole vedere, e definisce sciocche quelle chiacchiere che vogliono Wall Street in modalità "sell". La scomparsa della volatilità nel grafico dell'S&P 500 mostrato all'inizio, per esempio, è quasi una replica identica del picco del mercato azionario del 2007. Tuttavia è stata decisamente ignorata la comparsa del segnale di avvertimento lanciata dal picco della bolla.




Il fatto è che i multipli PE sono ben al di sopra dei livelli "normali" basati sugli utili GAAP nel contesto storico. Durante il periodo terminato nel primo trimestre del 2014, gli utili dell'S&P 500 sono stati pari a $100 per azione al netto di un aggiustamento per una recente modifica nella contabilizzazione delle pensioni che non trova riscontro nei dati storici. Di conseguenza, anche i mercati più ampi offrono utili nel range del 19.6x — un livello raggiunto solo in punti in cui il mercato azionario era sull'orlo di una implosione.

Inoltre, oggi $100 di utili per azione è un numero altamente artificiale a causa dei massicci riacquisti di azioni finanziati dal debito a buon mercato e da una profonda repressione dei costi di carry trade sugli interessi. Le società dell'S&P 500 sono soverchiate da un debito di $3 bilioni in ascesa, ma se i tassi di interesse dovessero normalizzarsi — gli utili per azione scenderebbero a $10. Allo stesso modo, i margini di profitto sono ai massimi di tutti i tempi, indicando che l'inevitabile "mean-regression" taglierà quantità significative di profitti attualmente riportati.




In altre parole, arrivati al sessantunesimo mese del ciclo economico attuale, e quindi già al di là della durata del ciclo medio sin dal 1950, perché qualcuno sano di mente dovrebbe dire che il mercato non è in bolla quando le varie negoziazioni danno vita a rendimenti nel range del 20x? Infatti, in un mondo in cui arriverà inevitabilmente la normalizzazione del tasso di interesse e dei tassi di profitto, il tasso di capitalizzazione per i rendimenti attuali dovrebbe essere ben inferiore al normale.

E questo vale per quasi ogni altra misura di valutazione nei mercati degli asset a rischio. Il Russell 2000, per esempio, elargisce rendimenti massimi nel range dell'85x. Quelli dell'S&P 500 sono pari a 24x, o sei volte superiori rispetto alla sua media di mezzo secolo.

Allo stesso modo, i mercati emergenti hanno accumulato $2 bilioni di debito in valuta estera sin dal 2008. Questo li rende molto più importanti nel sistema finanziario globale di quanto non fossero nel 2008 o addirittura al tempo della crisi dell'Est Asia alla fine degli anni '90. E questo senza considerare l'enorme castello di carte in Cina, dove il debito nel mercato del credito è salito da $1 bilione alla fine del secolo scorso ai $25 bilioni di oggi.

Alla fine della giornata, la FED ed i suoi compagni di viaggio hanno sistematicamente smantellato i meccanismi naturali di stabilità nei mercati finanziari. Di conseguenza, i mercati finanziari sono ormai diventati casinò pericolosi in cui le bolle speculative raggiungono ampiezze impressionanti, mentre l'inflazione finanziaria della banca centrale guadagna trazione. Ecco dove siamo ora. Ancora una volta.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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di Marcus Verhaegh


Ludwig von Mises propose una tesi per le leggi economiche basata sulla logica, e non sull'esperienza. Grazie in parte a questa enfasi sull'a priori — che non dipende dall'esperienza per la sua giustificazione — Mises è stato a lungo considerato come un sostenitore dell'approccio "trascendentale" di Immanuel Kant.

Allo stesso tempo, a causa dell'uso dalla terminologia e del metodo kantiani da parte di Mises, molti commentatori si sono chiesti se il ricorso a Kant fosse qualcosa di più di una chimera.

Data la complessità delle questioni esegetiche, in questo breve resoconto sarà meglio ignorare la questione se Mises sia stato o no un "neo-kantiano". Questo consentirà un'indagine migliore sui paralleli e sulle compatibilità tra Kant e Mises. Scopriremo, inoltre, che il pensiero di Mises trova un buon amico in quello del "saggio di Königsberg".

Ciò che Kant e Mises hanno in comune è la consapevolezza che noi possiamo definire le leggi scientifiche e pratiche seguendo un certo ragionamento che voglia dare un senso al mondo. Questo tipo di pensiero è sostanzialmente "transcendentale" — questo termine si riferisce ad una ricerca delle condizioni per arrivare alla conoscenza. Per esempio, come pensatore trascendentale, Kant sostiene che "ogni evento ha la sua causa in base a leggi costanti"; tale affermazione è vera perché è una condizione per carpire un certo tipo di conoscenza.

Non dobbiamo compiere innumerevoli esperimenti per assicurarci che ogni evento abbia una causa. Anzi, dobbiamo presumere che questo sia il modo in cui funziona il mondo qualora volessimo compiere un qualsiasi esperimento. Se fossero possibili eventi senza causa, o se le leggi della natura variassero in modo casuale da un momento all'altro, allora la natura non sarebbe un vero e proprio oggetto di conoscenza, e non sarebbe più razionale credere ad una visione della natura rispetto a qualsiasi altra. La sperimentazione sarebbe inutile. Quindi l'approccio trascendentale di Kant tiene saldi i punti di partenza per la sperimentazione scientifica, e per le altre modalità di indagine.

Il pensiero di Mises è altrettanto "trascendentale." Ad esempio, Mises sottolinea che quando vediamo due persone commerciare un bene per un altro, dobbiamo semplicemente presumere che entrambi valutano il bene ricevuto più di quello ceduto. (Quindi se io commercio una Jaguar per una Pinto, significa che io — nonostante quello che si potrebbe pensare su quello che io reputo più prezioso! — valuto di più la Pinto rispetto alla Jaguar.) In questo modo, l'azione rivela il valore delle preferenze.

Non dobbiamo compiere milioni di esperimenti per scoprire che le persone apprezzano di più il bene ricevuto rispetto a quello ceduto. Non dobbiamo compiere un esperimento per capirlo: piuttosto dovremmo presumerlo fin dall'inizio, se vogliamo arrivare a conoscere ciò che una persona intende per scambio — e arrivare a conoscere tutta l'attività economica che ruota intorno agli scambi. "Il bene ricevuto in uno scambio è valutato più del bene ceduto" rappresenta un'affermazione vera, perché è una condizione per arrivare ad afferrare conoscenze economiche, non perché l'abbiamo dimostrata con l'esperienza.

Oltre a sottolineare questi parallelismi, la chiave per comprendere il kantismo di Mises è quella di riconoscere che le valutazioni finali degli individui non sono qualcosa che possiamo sapere — nemmeno quando si tratta delle proprie valutazioni — e pertanto non possono essere descritte dallo stesso tipo di leggi utilizzate nella scienza naturale.

Quindi, per Kant, le leggi riguardanti il valore economico devono essere fornite da quello che definiva "giudizio riflettente": questo è un tipo di giudizio che non mira a descrivere ciò che avviene in natura, ma piuttosto delinea come noi esseri umani pensiamo alla natura e alle cose in natura — come le persone. Nelle scienze sociali il risultato è un approccio più "ermeneutico" rispetto a quello nelle scienze naturali: è necessaria una maggiore comprensione del significato e dell'interpretazione, dal momento che la preoccupazione della scienza sociale dovrebbe essere tutta per quei fenomeni che fanno riferimento al punto di vista umano piuttosto che quelli legati alla natura delle cose come oggetti spazio-temporali.

Rivolgersi alla classificazione del "giudizio riflettente" è importante per evitare di stravolgere il sistema dettagliato di Kant. Inoltre, così facendo, possiamo concentrarci su ciò che Kant intendeva per giudizio riflettente: la necessità di metodi diversi per le "scienze umane" rispetto alle scienze naturali. La prospettiva di Kant ha trovato terreno fertile nel lavoro di Dilthey e Mises.

Purtroppo l'approccio di Kant è stato ignorato o frainteso dai neo-hegeliani "ottimisti della ragione", i quali ritenevano che il nostro progresso nella gestione delle forze naturali (attraverso l'applicazione delle conoscenza fisica e biologica) facesse presagire la possibilità di una gestione analoga delle vite umane e delle aspirazioni da parte dello stato.

Di fronte a tali approcci gestionali e scientisti nei confronti della cultura, sono necessari flussi revisitionisti del pensiero. E così, come dissero i neo-kantiani del XIX secolo: "Torniamo a Kant!" Qui troveremo un pensatore con molti difetti e molte nebulosità, il quale, nonostante tutto, ci offre strumenti intellettuali cruciali per collegare l'economia austriaca a teorie più grandi quali la scienza, la morale e l'estetica. Con tali strumenti si può fare molto per impedire la diffusione dei tentacoli dell'apparato statale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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Tweet Settimana Precedente Clicca qui per il report della settimana precedente La settimana scorsa la posizione relativamente al FTSE MIB era la seguente: “In considerazione di quanto espresso nel video-report, la posizione per la settimana prossima è ribassista. Immagino una settimana a due velocità, un inizio caratterizzato da un generale recupero dei titoli nostrani e di conseguenza dell’indice, ed una seconda parte di settimana con nuova debolezza.… Leggi il Resto
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Tweet Nota di Rischio Calcolato: Ne Sapevate nulla? Cioè sapevate che in Malesia a livello ufficiale c’è il forte sospetto che ad abbattere il volo MH17 sia stato un Caccia Ucraino, e che l’aereo MH17 fosse stato scambiato per l’aereo presidenziale di Vladimir Putin? (ehm… chi è che lo disse 1 ora dopo il crash? eh?). Che sballo l’informazione di Cialtronia. Questo post è tratto dalla rivista on-line EffediEffe sito di informazione… Leggi il Resto
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Tweet Festa di Maria Assunta a Bianco, sulla costa Jonica del Reggino. Luminarie e bancarelle, in attesa dei fuochi di mezzanotte. Mi avventuro per le strade affollate e festose. Metà delle bancarelle sono di ambulanti locali che vendono dolciumi tipici, prodotti enogastronomici locali, ceramiche e altri prodotti. Metà delle bancarelle sono di stranieri, prevalentemente africani che vendono prodotti di ogni tipo. Questo per dirvi, che gli ambulanti italiani, dispongono… Leggi il Resto
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di Gary North


All'età di 72 anni, mi guardo indietro e mi faccio una domanda: "Qual è stato l'evento più significativo della mia vita?"

Vado avanti e indietro tra due eventi, ma in realtà coincidono. Il primo è stata la decisione di Deng Xiaoping nel 1979 di cominciare a rimuovere i controlli economici sull'agricoltura in Cina. Ciò ha portato al più grande periodo di crescita economica nella più grande area della storia dell'uomo.

Il secondo è stato il crollo del Partito Comunista dell'Unione Sovietica alla fine dell'agosto 1991. Ciò è stato seguito dalla decisione del governo sovietico di smantellare l'Unione Sovietica nell'ultima settimana del 1991. Questo è stato il più grande impero della storia. La componente russa attraversava 11 fusi orari. Attraverso le sue nazioni satelliti, si estendeva verso l'Europa occidentale. Ha tenuto aperti i battenti per oltre 70 anni. Aveva il più ampio sistema di controllo sul pensiero e le attività sociali più grandi nella storia dell'uomo. Eppure, in una settimana, senza spargimenti di sangue, i leader dell'Unione Sovietica l'hanno semplicemente smantellata. Nulla di simile era mai accaduto prima.

Quelli di noi che hanno vissuto quel periodo, a malapena sono riusciti ad apprezzarne la grandezza. Proprio perché non sono avvenuti spargimenti di sangue. Non c'è stato quasi nessun avvertimento. Dal 1946 fino al 1991 l'Occidente è stato coinvolto in una grande competizione con l'URSS. Poi, senza preavviso, la concorrenza finì. Colse di sorpresa i russi. Colse di sorpresa gli occidentali.

La Cina comunista e la Russia comunista erano collegate dall'ideologia. Entrambi i sistemi erano molto rigorosi. L'Occidente era impegnato in una flebile fede nella democrazia come sistema politico, ma con una tollerenza per tutti i tipi di opinioni economiche e religiose. I comunisti erano molto diversi. Avevano un'ideologia coerente. Avevano un punto di vista specifico su Dio, l'uomo, il diritto, la causalità e il futuro. Non c'era tolleranza per la religione soprannaturale. Non c'era tolleranza ufficiale per il capitalismo, anche se il mercato nero è sempre stato tollerato, perché senza il mercato nero i due sistemi sarebbero crollati molto prima. C'era un nome in URSS che lo identificava: "Blat". C'era anche una frase: "Il blat è superiore a Stalin". Eppure nonostante tutta la centralizzazione, tutta la tirannia e tutta l'interferenza con le libertà civili, entrambi i sistemi sono finiti. Non sono finiti col botto. Sono finiti con un gemito.

Non c'è stato alcun collasso. L'economia cinese ha cominciato ad espandersi quasi subito nel 1980. L'economia russa ha dovuto sopportare alcuni dolori, e questi sono durati per circa 10 anni, ma si è ripresa alla grande. Oggi la Russia è la capitale mondiale delle videocamere da cruscotto. Quando guardiamo i video su YouTube di incidenti stradali spettacolari, una grande percentuale ha avuto luogo in Russia.



MISES L'AVEVA PREVISTO

Tutto questo era prevedibile. Più precisamente, tutto questo è stato previsto. E' stato previsto nel 1920 da Ludwig von Mises in un saggio: Economic Calculation in the Socialist Commonwealth. Nel 1922 ha esteso quel saggio in un trattato omnicomprensivo: Socialism. Mises mise in chiaro come fosse impossibile per un qualsiasi stato socialista, attuare la propria teoria di socialismo. Qualora un qualsiasi governo ci provasse, l'economia finirebbe nel caos e crollerebbe. Senza mercati dei capitali, e senza la proprietà privata dei mezzi di produzione, non sarebbe possibile scoprire il prezzo di alcunché. Senza un sistema dei prezzi, non c'è nulla se non cecità economica.

I socialisti fecero del loro meglio per ignorare questo saggio per 70 anni, ma alla fine era ovvio: Mises aveva ragione. Il socialista/economista multimilionario Robert Heilbroner lo ammise in un articolo sul New Yorker nel settembre 1990, in cui diceva letteralmente: "Mises aveva ragione."

Quello che abbiamo qui è una combinazione di teoria ed avvenimenti storici. Dal punto di vista della teoria economica generale, il crollo dell'Unione Sovietica e della Cina Rossa erano inevitabili. Nel caso della Cina, non c'è stato alcun collasso, perché l'economia era così povera nel 1979 che la riforma avviata da Deng Xiaoping non avrebbe potuto fare di peggio. Nel caso dell'Unione Sovietica, che aveva un'economia molto più avanzata e che copiò i prezzi occidentali per mezzo secolo, la transizione economica fu più dolorosa. Ma si trattò di una recessione grave, non di un collasso.

Nel romanzo di Ernest Hemingway, The Sun Also Rises (1926), leggiamo questo:

"Come hai fatto ad andare in bancarotta?" chiese Bill.

"In due modi", rispose Mike. "A poco a poco e poi improvvisamente."

Questo è ciò che è accaduto in Unione Sovietica. E' andata in bancarotta moralmente e spiritualmente sin dalla Rivoluzione d'Ottobre del 1917. Ma ci sono voluti 74 anni affinché emergessero le conseguenze.



POCO A POCO

Semmai dovessi scrivere una storia sul declino e sulla caduta dell'Unione Sovietica, inizierei con Georgij Malenkov, il quale sostituì Stalin nel 1953. Egli è l'archetipo, ed è praticamente sconosciuto in Occidente oggi. Per un breve periodo di tempo tenne in mano le redini del potere, ma venne sostituito da Krusciov nei primi mesi del 1955. Scomparve. Non è stato ucciso. I leader sovietici avevano imparato la lezione sotto Stalin. Sapevano che il loro regno non sarebbe durato per sempre, e tutti volevano una polizza di assicurazione sulla vita. Così, lo lasciarono vivere. Morì nel 1988. L'indebolimento del potere centrale iniziò nel 1955.

L'evento successivo sarebbe stato il presunto discorso segreto di Krusciov alla leadership sovietica, tenuto nel 1956. Attaccò il culto della personalità di Stalin. Tutti nella stanza sapevano che era stato seguace di Stalin, un assassino di massa in Ucraina. Quel discorso, tradotto e distribuito in Occidente, portò alla diserzione di diversi membri del Partito Comunista in tutto l'Occidente.

Una dozzina di anni dopo, l'invasione sovietica della Cecoslovacchia portò ad un'altra ondata di diserzioni in Occidente. Ma questo non sembrò influenzare la stabilità dell'Unione Sovietica. Non c'era alcun segno di debolezza.

Nell'agosto 1978, dopo 33 giorni come Papa, Giovanni Paolo I morì. Nel mese di ottobre venne sostituito da Giovanni Paolo II. Questo piega degli eventi completamente imprevedibile portò ben presto ad un confronto in Polonia tra la gerarchia comunista e l'autorità morale di Giovanni Paolo II. Era arrivato all'età adulta sotto i nazisti, e poi servì come sacerdote sotto i comunisti dopo il 1945. Era stato istruito da un cardinale anti-comunista che comprese i limiti del potere e come battere il sistema. Il Papa conosceva le debolezze del Partito Comunista in Polonia. La sua visita nel giugno del 1979 contribuì a creare la base morale della resistenza polacca, che si intensificò nel 1980.

Nel 1979 l'Unione Sovietica inviò carri armati lungo la strada che il governo americano aveva pagato nel 1966. I sovietici cercavano di insediare un sovrano fantoccio a Kabul, e ben presto si trovarono nel pantano. Non ne potevano uscire e salvare la faccia. Non potevano vincere.

Nel 1980 accaddero un paio di eventi che indebolirono definitivamente la legittimità del comunismo. Erano entrambi associati alle Olimpiadi. Si svolsero a Mosca, e furono boicottate dagli Stati Uniti per sostenere l'indipendenza dell'Afghanistan.

Gli occidentali di tutto il mondo andarono a vedere gli eventi sportivi. Andarono con i loro abiti, i loro orologi, le scarpe belle e la loro fiducia. Ogni leader sovietico li vide. Ogni leader sovietico sapeva in quel momento, senza ombra di dubbio, che non sarebbe mai stato in grado di eguagliare la ricchezza dell'Occidente. Nonostante tutto il loro potere, nonostante tutti i loro privilegi speciali, nonostante il loro accesso a negozi particolari ed esclusivi, si resero conto che erano cittadini di seconda classe dal punto di vista economico. La leadership non si riprese mai più.

In Polonia quando si scoprì che la carne in lattina era etichettata come "pesce", ci furono una serie di scioperi. La carne era in procinto di essere inviata a Mosca per quegli occidentali che partecipavano alle Olimpiadi. Uno degli scioperi ebbe luogo nel cantiere ferroviario dove venne fatta questa scoperta, e in poche settimane venne fondato il movimento di Solidarietà. Da quel punto in poi, la Polonia cominciò a muoversi fuori dell'orbita sovietica.

Nel 1980 fu eletto Ronald Reagan. Era un anti-comunista. Sembrava giovane. Poco dopo la sua elezione, rimase vittima di un tentato assassinio ma sopravvisse. Da quel momento in poi, prese in mano il controllo. Ruppe lo sciopero PATCO. I leader sovietici volevano vedere se avesse avuto l'ardire di resistere al sindacato. Lo fracassò. Poi c'erano le trasmissioni televisive che intervistavano Reagan nel suo ranch, mentre andava a cavallo o costruiva recinti. Questi non erano eventi organizzati. Questo era ciò che gli piaceva fare. Ai vecchi burocrati di Mosca veniva ricordato costantemente che non sarebbero rimasti a lungo su questo mondo.

Poi in breve successione arrivarono le morti di Breznev (1982), Andropov (1984) e Chernenko (1985). Gorbaciov salì al potere. Iniziò a riformare l'economia consentendo un maggiore decentramento. Cominciò a concedere maggiori libertà alla stampa. In altre parole, il libero mercato vide cadere una serie di pastoie e permise una maggiore libertà di espressione. Eppure l'economia era in rovina, e continuava a peggiorare.

Poi ci fu lo spaventoso anniversario: 1988. Questo fu il 1000° anniversario della fondazione della Chiesa ortodossa russa. Ancora era lì.

A quel tempo, Gorbaciov era in tour nei governi occidentali, mendicando un sostegno finanziario. Non lo ottenne.

Nel 1989, l'Unione Sovietica se ne andò dall'Afghanistan. Fu una testimonianza palese dell'incapacità militare sovietica di mantenere il controllo in una nazione al suo confine.

Nel 1991, il suo stato cliente (l'Iraq) venne sconfitto dagli Stati Uniti. Il suo hardware militare non poteva competere con la tecnologia occidentale. I suoi aerei vennero abbattuti prima ancora che rilevassero la presenza di un jet da combattimento americano. I suoi carri armati vennero fatti saltare nel deserto. Questo nel mese di febbraio. L'ultima settimana di dicembre il Partito Comunista e l'Unione Sovietica non c'erano più.

Questi eventi non potevano essere previsti individualmente, ma lo sviluppo complessivo era stato predetto da Mises nel 1920. Non c'era bisogno che l'Occidente si confrontasse militarmente con l'Unione Sovietica, perché l'orologio continuava a ticchettare lo stesso. L'Occidente non percepiva quanto fosse stato preciso Mises. Ma lo scenario si evolvette proprio come aveva descritto. Le economie socialiste della Cina Rossa e dell'Unione Sovietica non erano in grado di competere con l'Occidente. Richard Grenier descrisse l'Unione Sovietica in quattro parole: "Bangladesh con i missili."



PAUL SAMUELSON: L'UTILE IDIOTA

Nell'edizione 1989 del suo best-seller Economics, il famoso economista universitario Paul Samuelson scrisse che l'Unione Sovietica era la prova dell'efficacia della pianificazione centrale. Mark Skousen ha tracciato i commenti di Samuelson sull'URSS nelle varie edizioni.

Nelle primissime edizioni, Samuelson espresse scetticismo in merito alla pianificazione centrale socialista: "Il nostro sistema di libera impresa mista ... con tutti i suoi difetti, ha dato al mondo un secolo di progresso mediante un ordine socializzato reale -- forse impossibile da eguagliare" (1:604; 4:782). Ma nella quinta edizione (1961), pur esprimendo scetticismo tramite alcune statistiche, dichiarò che gli economisti "sembrano concordare sul fatto che i suoi recenti tassi di crescita sono stati considerevolmente maggiori rispetto ai nostri", sebbene ancora inferiori rispetto a Germania Ovest, Giappone, Italia e Francia (5:829). Dalla quinta fino all'undicesima edizione c'era un grafico che indicava il divario decrescente tra Stati Uniti e URSS (per esempio, 5:830). La dodicesima edizione sostituì il grafico con una tabella in cui si mostrava che tra il 1928 ed il 1983, l'Unione Sovietica era cresciuta ad un tasso notevole del 4.9% annuo, superiore a quello degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Germania e del Giappone (12:776 ). Nella tredicesima edizione (1989) Samuelson e Nordhaus dichiararono: "L'economia sovietica è la prova che, contrariamente a quanto credevano in precedenza molti scettici, un'economia di comando socialista può funzionare e persino prosperare" (13:837).

La reputazione di Samuelson non ne soffrì, ma nel 1989 si dimostrò solamente un utile idiota -- per usare una frase di Lenin. Dal 1961 in poi, venne completamente intontito dalle false statistiche sovietiche. Per anni Naum Jasny mise in guardia che le statistiche erano fasulle, ma Samuelson lo ignorò. Venne assecondato dal mondo accademico, che sin dal 1948 aveva assegnato quel libro di testo agli studenti sventurati. A partire dall'edizione del 1961 anche loro vennero rimbambiti, ma non lo ammisero.

Nel 1968, apparve il mio primo libro: un libro su Karl Marx e il comunismo. L'edizione del 1988 è disponibile per il download: Marx's Religion of Revolution. In un'appendice sulla pianificazione economica sovietica, ho citato le intuizioni di Jasny. L'Unione Sovietica raggiunse quell'espansione confermata dalle statistiche, sopprimendo la sua gente su una scala mai vista nella storia moderna. Li saccheggiò. Fu questa oppressione spietata dei diritti ed una massiccia confisca della proprietà privata, che permise all'URSS di trasmettere l'apparenza che stesse crescendo. Jasny aveva ragione, e io l'ho potuto vedere con i miei occhi. Ero solo uno studente, ma l'ho potuto vedere. Samuelson l'ha negato fino a quando l'intero esperimento è andato a gambe all'aria due decenni più tardi. Eppure il mondo accademico ha preso sul serio Samuelson. Ancora lo prende sul serio.

L'economista più rispettato della seconda metà del ventesimo secolo, è stato completamente rincitrullito da un gruppo di statistici sovietici che temevano la riassegnazione in Siberia se non avessero oliato adeguatamente le statistiche. Il prominente economista keynesiano non riuscì a smascherare questa farsa. L'economia keynesiana acceca gli uomini brillanti. Dal 1920 al 1991 si rifiutarono di credere a Mises, quindi erano costretti a credere a statistici che temevano per la loro vita. Non l'hanno mai confessato -- eccetto Heilbroner. Col senno di poi, erano un gruppo di citrulli con un dottorato -- uomini che non riuscivano a distinguere la realtà dalla fantasia. Hans Christian Andersen ha scritto una storia su di loro: Le vesti nuove dell'imperatore. Il ruolo di Mises è quello del ragazzo che esclama che l'imperatore è nudo. Dopo il 1920, e per i 50 anni successivi, fu evitato dal mondo accademico per la sua mancanza di galateo.

Gli eredi intellettuali di coloro che lo bandirono sono ancora in carica.

Siate pazienti. Loro sono il cieco che guida un altro cieco verso l'abisso.

Voi cercate di evitare l'abisso.



CONCLUSIONE

Quali sono le lezioni che possiamo trarre da tutto questo? In primo luogo, esiste una scienza economica. Mises lo sapeva bene. I suoi critici no. Essi erano tanti, ma la sua valutazione del 1920, tre anni dopo la Rivoluzione d'Ottobre, si dimostrò accurata sia per la Cina Rossa che per l'URSS.

In secondo luogo, i fallimenti economici inevitabili delle società socialiste hanno fatto guadagnare tempo all'Occidente. Non c'è stata alcuna conflagrazione nucleare. Lottando per la pace, l'Occidente ha vinto. Ma poiché l'Occidente non ha mai creduto a Mises, gli mancava la fiducia nel suo compito. C'erano uomini altolocati che spingevano per una fusione dei due sistemi. Invece non si fusero. Uno chiuse i battenti e scomparve, l'altro ha adottato politiche economiche occidentali come una banca centrale, il mercantilismo e le bolle keynesiane. Si tratta di capitalismo clientelare su vasta scala. Le sue bolle scoppieranno. Siate pazienti.

Il comunismo ha perso. L'Occidente gli ha dato tempo. Il tempo ha dimostrato che Mises aveva ragione.

Il Keynesismo non ha ancora perso. Dategli tempo.

Non c'è bisogno di un collasso sociale o di un collasso economico, al fine di rendere possibile una transizione verso un'economia non-keynesiana. È possibile che il sistema vada a gambe all'aria all'apice, senza intaccare l'ordine sociale sottostante. L'abbiamo già visto due volte sin dal 1979.

Ad un certo punto il governo degli Stati Uniti andrà in bancarotta. Andrà in default. Romperà le sue promesse. A quel punto, gli elettori impareranno una lezione di economia e di educazione civica.

Quando Washington non staccherà più assegni, sarà nostro compito preparare i materiali didattici necessari a spiegare come funziona la libertà.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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di Gary North


Ci viene detto che ci sarà una riforma dell'immigrazione entro la fine dell'anno. Ci viene detto che il Partito Repubblicano è pronto per questo compito. Questo prima che Cantor perdesse alle primarie repubblicane. Il punto cruciale che lo ha silurato è stato il suo impegno per l'amnistia. Penso ormai che questo tipo di messaggio sia chiaro ad un sacco di membri del Congresso. Parlare di amnistia è un nuovo paio di maniche dal punto di vista politico.

Pensiamo all'amnistia. Non sono a favore, ma supponiamo che venga data. Cambierebbe qualcosa? No. Come minimo ci sono 12 milioni di immigrati illegali nel paese, e potrebbero essere 20 milioni. Non c'è modo che il governo possa radunare tutte queste persone e mandarle a casa in base alle leggi di oggi. Con o senza amnistia, rimarranno nel paese. Vivono nell'ombra se non c'è amnistia. Non voteranno. Ma non hanno intenzione di tornare a casa in entrambi i casi. Questa è la loro casa. I loro figli, che sono nati in questa nazione, cresceranno e voteranno.

Fatto: il saldo migratorio dal Messico, dal 2007 al 2012, è stato pari a zero. Tutte le chiacchiere partorite dai media, come ad esempio un enorme afflusso di messicani, non sono supportate dai fatti. Abbiamo già assistito all'ultima delle grandi ondate di immigrazione. L'economia del Messico sta migliorando. Non è un fuoco di paglia.

Se stiamo parlando di un cambiamento fondamentale negli Stati Uniti, l'amnistia non né fa parte. Ciò che conta sono i tassi di natalità comparativi. Il tasso di natalità degli ispanici è sceso sin dal 2007. Questo paese è rimasto in modalità sostituzione fino al 2008. Il tasso di natalità è stato circa 2.1 figli per donna, che è il tasso di sostituzione. Nel 2007, siamo stati l'unico grande paese industriale occidentale ad avere una popolazione con un tasso di sostituzione positivo. La recessione ha invertito questo trend, e sta lentamente cominciando a risalire.

La maggior parte di questo incremento è dovuto alla natalità ispanica. Il tasso di natalità dei bianchi era finito sotto il tasso di sostituzione anni prima: 1.7 figli per donna. Quindi, il tasso di sostituzione in questo paese è basato sulla presenza degli ispanici.

Non cambierà granché, in un modo o l'altro. Questa è la regola di base dell'economia. Il cambiamento arriva al margine. Ci sono cambiamenti marginali, ma ci vogliono anni affinché si manifestino.



LO STATO SOCIALE

Alcune persone pensano che il grande problema con gli immigrati clandestini sia che essi traggono vantaggio dal welfare. Sono sicuro che per molti di loro è così. Di chi è la colpa? E' colpa degli anglosassoni, i quali hanno creato il sistema del welfare. Non è stato creato dagli immigrati messicani illegali. E' iniziato col New Deal. E' stato promosso dai laureati delle università della Ivy League. Tutto questo è stato inventato da persone istruite, ed è stato sostenuto dai Democratici che lo hanno usato per essere eletti dopo il 1930. Le truppe d'assalto del welfare non sono messicane. Sono anglosassoni.

Qual è il problema più grande con gli immigrati clandestini? Le gang. Se domani gli Stati Uniti abolissero tutte le leggi sulla droga, per quanto tempo potrebbero sopravvivere le gang ispaniche? Non molto tempo. Non fanno grandi guadagni con la prostituzione, il gioco d'azzardo e la microcriminalità. Li fanno col traffico di droga. Ecco dove si trovano i miliardi di dollari. L'intero sistema dei cartelli della droga in America Latina si basa sulla domanda, e la domanda proviene dagli anglosassoni negli Stati Uniti. Ecco dove sono i soldi.

Abbattete il sistema del welfare e le bande relative ai cartelli della droga, e scompariranno due dei più grandi argomenti contro gli immigrati clandestini.

Parliamo di un problema che invece è culturale. Le ragazze latinoamericane si sposano troppo giovani. Abbandonano la scuola. Questa rappresenta la cultura, ed è un segno di una mentalità da classe inferiore. Le ragazze sono orientate al presente. Non aspettano fino a quando hanno 22 o 23 anni per sposarsi. Non hanno istruzione o esperienze di lavoro.

Ma se si sposassero a 17 anni e rimansessero sposate, e se i loro mariti non commettessero adulterio, allora i matrimoni in giovane età non sarebbero la grande piaga culturale che sono. La cultura si è abituata ai matrimoni in giovane età molto tempo fa. La cultura ispanica non si è abituata al sistema scolastico pubblico degli Stati Uniti, e nemmeno all'etica situazionale insegnata nelle scuole pubbliche. Ciò sta avendo un effetto devastante sulla cultura ispanica. Quando si combina tutto questo con la mentalità macho dei latino-americani, che favorisce l'adulterio tra i mariti, vi ritrovate un grave deficit culturale. Ha a che fare con l'etica.

Cambiate il codice giuridico. Lasciate che i coniugi vittime ricevano il 100% del patrimonio della famiglia. Questo cambierebbe il comportamento delle persone. Ma gli anglosassoni non vogliono questo cambiamento di comportamento. . . per loro.

Che cosa succederebbe se chiudessimo il sistema scolastico pubblico americano? Cesserebbe la devastazione all'interno della comunità ispanica? Penso di sì. Penso che lo stesso tipo di devastazione rallenterebbe anche nella sezione anglosassone della popolazione. Se gli studenti fossero istruiti dalla Khan Academy invece che dalle scuole pubbliche, l'etica della nazione migliorerebbe. Il rendimento scolastico della nazione migliorerebbe. Le tasse potrebbero essere abbassate. Gli studenti migliorerebbero.

Non è una questione di mancanza di denaro. E' una questione di cultura, e la cultura principale degli Stati Uniti è anglosassone. Questa cultura è favorevole al sistema scolastico pubblico. E' favorevole all'uso della coercizione da parte di persone con una istruzione universitaria, perché queste persone vogliono controllare il pensiero di tutti attraverso il sistema scolastico pubblico. E' una cosa che va avanti sin dal 1837. Non è una novità.

Quando si guarda ai difetti dell'immigrazione clandestina, la maggior parte deriva direttamente dalla cultura anglosassone. Gli ispanici stanno approfittando del sistema. Non lo hanno inventato loro.

Le grida contro l'immigrazione clandestina vengono lanciate contro il fatto che gli immigrati clandestini vengono qui per approfittarsi delle strutture sociali ed economiche che sono state istituite dagli anglosassoni. Gli elettori anglosassoni guardano gli immigrati ispanici, e li percepiscono come persone deboli: clienti del welfare. Ma come minimo metà della popolazione americana è a libro paga del governo, in un modo o nell'altro. I due programmi di welfare più importanti del paese sono Medicare e Previdenza Sociale. I beneficiari di questi programmi sono principalmente elettori bianchi della classe media che sono diventati vecchi. L'unico modo in cui questi due sistemi possono rimanere solvibili, è con la partecipazione di nuovi lavoratori. Ma questi, al margine, sono ispanici. Stanno facendo agli Stati Uniti quello che gli immigrati del Nord Africa stanno facendo alle economie dell'Europa meridionale: stanno mantenendo a galla il welfare state.

Sì, c'è il welfare a livello locale (sfruttato dai clandestini ispanici) la cui figura principale è ricoperta dal sistema scolastico pubblico. Ma se non si contano le scuole pubbliche, che sono per lo più a beneficio dei bianchi del ceto medio, e ci si concentra sulle spese totali del welfare, i grandi beneficiari non sono gli immigrati clandestini. I grandi beneficiari sono gli anglosassoni. Sono i vecchi. Hanno aspettato tutta la vita per incassare i soldi del welfare state. Hanno aspettato di andare in pensione ed ottenere tutto ciò che l'assistenza medica gratuita ha da offrire. Il marciume morale viene dall'alto. La gente si risente degli immigrati ispanici che approfittano dei rimasugli del welfare state. Quando gli immigrati vanno a lavorare, pagano le tasse per Previdena Sociale e Medicare. Stanno pagando gli assegni del welfare che vanno ai bianchi.

I giovani che stanno entrando negli USA, immagino che lo stiano facendo per trovare lavoro, a meno che non mi si possa dimostrare che la maggior parte di loro sia membro di bande dell'America centrale. Stanno venendo qui per motivi economici. Non stanno cercando di vivere a spese del welfare, ma piuttosto vogliono un'occupazione. Questa è una buona mentalità, per quanto mi riguarda. Qualcuno che corre il rischio di attraversare frontiere, venendo in questo paese con niente in tasca al fine di sfruttare le opportunità di lavoro, è il tipo di persona che preferisco assumere come futuro cittadino. La maggior parte degli immigrati ha un'inclinazione imprenditoriale.

Il cambiamento avviene al margine. Ci vogliono anni affinché questi cambiamenti facciano la differenza. Gli Stati Uniti rispettano una tradizione, politicamente parlando, difficile da scardinare: gli elettori non accetteranno oneri fiscali federali superiori al 20% del PIL. In tutta la mia vita ho potuto verificare la veridicità di questa frase. Ciò non cambierà. Quindi qualunque cosa facciano i clandestini, per chiunque votino, non cambierà il carico fiscale della nazione.

Sicuramente non cambierà il carico fiscale dei super ricchi, perché possono aggirarlo. Tra 20 anni gli elettori messicani non riusciranno ad imporre aliquote fiscali elevate ai super ricchi, proprio come tutti gli altri votanti non ci sono riusciti negli ultimi 20 anni.

Al margine, ci sono più clandestini che vogliono lavorare rispetto a quelli che vogliono intascare il sussidio di disoccupazione. La soluzione a questo problema è quella di sbarazzarsi del sussidio di disoccupazione, ma gli anglosassoni non vogliono. Quindi dobbiamo aspettare fino a quando le città e gli stati non saranno a corto di soldi. A quel punto entrerà in scena il Congresso, il quale rappresenta perlopiù elettori bianchi della classe media. Gli ispanici non avranno molta voce in capitolo, in un modo o nell'altro.

Sì, la California è liberal. Uno di questi giorni, l'Arizona e il Texas diventeranno più liberal. Ma se state parlando di cultura ispanica, state parlando del New Mexico. E' sempre stato ispanico, ma gli elettori hanno eletto per due volte Gary Johnson, il governatore più libertario del paese ad essere rieletto. Quindi se l'intera nazione diventerà ispanica, non sarà peggio del New Mexico. Questo stato ha una grande popolazione che vive nelle riserve. Se parlate di uno stato che è sempre stato fortemente ispanico ed è il manifesto della peggiore cultura del welfare -- il Bureau of Indian Affairs -- state parlando del New Mexico. Alla fine, è un posto decente in cui vivere.

Non capisco perché la gente si arrabbi alla possibilità che il sud-ovest possa trasformarsi nel New Mexico. Preferirei che il paese diventasse come il Texas, ma se dovessi vivere in New Mexico, non sarebbe la fine del mondo. C'è l'aria condizionata. La vita va avanti.



CONCLUSIONE

Gli aspetti peggiori della cultura ispano-americana sono il risultato della cultura americana. Gli elettori bianchi non vogliono affrontare questa cosa, ma è la verità.

Gesù ci ha avvertito di togliere la trave nel nostro occhio, prima di provare a togliere la pagliuzza da quello del nostro prossimo. Per quanto riguarda lo stato sociale degli Stati Uniti, non riesco ad immaginare un consiglio migliore.

La regola n°1 per una riforma dell'immigrazione deve essere questa: non creare una carta d'identità nazionale che debba essere presentata da tutti gli americani -- niente tracciamento del profilo -- per ottenere un lavoro. Non influenzerà l'immigrazione clandestina, ma influenzerà la libertà.

Ecco il mio piano per la riforma dell'immigrazione.

  1. Legalizzare le droghe.
  2. Abolire il welfare a livello locale.
  3. Chiudere le scuole pubbliche.
  4. Smettere di usare i datori di lavoro come informatori pagati.
  5. Smettere di finanziare Previdenza Sociale, Medicare, e Medicaid.
  6. Abolire il salario minimo.
  7. Allentare le regole della carta verde per i lavoratori.
  8. Espellere qualsiasi immigrato clandestino condannato per un crimine -- niente carcere o spese.

Gli anglosassoni hanno il controllo del sistema politico e dei tribunali. Possono essere riformati, ma gli anglosassoni non vogliono. A loro piace il sistema così com'è, ma non vogliono che gli estranei facciano parte dei programmi di welfare. Gli elettori non vogliono dividere il bottino. "La redistribuzione finisce al confine."

Il dibattito sull'amnistia è per lo più simbolico. L'ondata migratoria è dietro di noi. I figli degli immigrati presto voteranno. Per questo potete ringraziare Teddy Kennedy e Lyndon Johnson, che hanno fatto approvare l'Immigration Act del 1965. Il prossimo anno sarà il suo cinquantesimo anniversario.

Ci vorrebbe uno stato di polizia per individuare, arrestare e riportare tutti gli immigrati clandestini nei loro paesi di origine. Penso che tutti lo sappiamo. Non ho mai sentito nessuno chiedere una cosa del genere.

Al contrario, lo stato sociale americano non è simbolico. È reale.

Qualsiasi conservatore che esita per quanto riguarda l'amnistia, ma non è disposto ad eliminare lo stato sociale, ha le idee confuse. La sua etica può essere riassunta con questo assioma morale: "Gli immigrati illegali non dovrebbero avere accesso al nostro bottino. L'abbiamo rubato lealmente."


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


da Freedonia di Johnny Cloaca

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