Anche in Banca D’Italia si Drogano (di Spesa Pubblica, aka Un Paese Inemendabile)

Di FunnyKing , il - 6 commenti

Dopo i giudici drogati ecco i Burocrati Centrali in Trip, tutti fatti di Spesa Pubblica. Poteva mancare la Banca d’Italia nel coro del tassa, tassa e spendi. No e infatti ecco che ieri Daniele Franco, “capo-ricerca economica” della Banca d’Italia ci ha fatto sapere che la cura dei mali italiani è…. reintrodurre l’ICI.

“In Italia le tasse (sul lavoro)sono troppo alte, sarebbe il caso che il governo pensasse a reintrodurre l’ICI sulla prima casa”.

Se anche il “capo-ricerca economica” della banca di’Italia riesce a prescrivere nuove tasse per sostituire vecchie tasse (…..il che è improbabile come monimo) siamo fritti.

A me non resta che ripetere per l’ennesima volta l’origine dei mali economici italiani:

*spesa totale di tutte le amministrazioni pubbliche secondo la classificazione fatta dalla Banca d’Italia.

dal Blog di Antonio Martino (verso la bancarotta):

……I nostri problemi non sono la patologia accidentale di un sistema di trasferimenti sano ma l’esito fisiologico, prevedibile e previsto, di un sistema sbagliato. Pensare che si possa crescere quando lo Stato e le altre amministrazioni pubbliche assorbono oltre il 51% del reddito nazionale è semplicemente donchisciottesco e del tutto irrealistico. Mai nessun paese al mondo ha avuto uno sviluppo sostenuto quando la spesa pubblica supera il 40% del reddito nazionale. La Svizzera è quasi priva di risorse naturali, non ha una popolazione omogenea, avendo lingue nazionali, religioni ed etnie diverse, eppure è il paese più ricco in Europa. Perché?
E’ l’unico paese europeo nel quale la spesa pubblica non supera il 35% del pil e ha un federalismo cantonale vero, non l’orrendo scimmiottamento che ne abbiamo perpetrato in Italia, dove vengono considerati enti locali la Lombardia e la Sicilia, rispettivamente con 9,5 e 5 milioni di abitanti. La Confederazione Elvetica, con sette milioni di abitanti, ha ben ventisei canoni autonomi. Quello è vero federalismo, il nostro non lo è……..

Vi lascio con le considerazione sul burocrate centrale in trip fatte da Leonardo Facco.

dal Movimento Libertario articolo di Leonardo Facco

La banca d’Italia, agenzia monopolista alle dipendenze dello Stato, andrebbe abolita. Ma non è questo ciò di cui vi voglio parlare oggi, ma dell’uscita “a tutta stampa” del suo “capo-ricerca economica”, tale Daniele Franco, che ieri ha affermato quanto segue: “In Italia le tasse sono troppo alte, sarebbe il caso che il governo pensasse a reintrodurre l’ICI sulla prima casa”.

Ora, va bene che il trionfo della neolingua sta sfiorando i limiti della sopportazione e della decenza, ma l’affermazione del burocrate (ergo parassita) di cui sopra è quantomeno bizzarra e paradossale, altrimenti non si spiegherebbe come è possibile rimediare ad una pressione fiscale troppo alta reintroducendo nuovamente un’imposta vecchia. Forse che gabella vecchia fa buon brodo? .

La verità, come sempre accade in questo paese, è da intellegere e – nello specifico – il criptico messaggio demenziale di Franco è da interpretare in questo modo: la casa è il bene che fa parte del portafoglio della maggioranza degli italiani, è in bella evidenza, dobbiamo tassarlo ancora di più. Se non fosse così, non si spiegherebbe un’altra notizia allucinante, quest’altra: “Un’ipoteca sul 10% del patrimonio privato al posto di una tassa patrimoniale. Con l’obiettivo di ridurre il costo del debito pubblico prevedendo, in parallelo, un piccolo “bonus” ai proprietari che si trasformeranno in questo modo garanti di parte del debito. L’ipotesi, che al momento è solo un’idea, è arrivata sul tavolo del primo confronto avviato al ministero dello Sviluppo con i ministri del Pdl. “Una proposta tra tante”, spiega una fonte del dicastero che la ritiene poco percorribile. Che poi in serata afferma tranchant: “La proposta Monorchio non è stata né sara presa in considerazione per il Dl Sviluppo”. Ma a presentarla è stato l’ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio, che l’ha elaborata assieme all’esperto Guido Salerno”.

Un altro burocrate (ergo parassita), a cui i media offrono spazio a go-go, che ha ben chiara nella testa una cosa: per salvare le proprie terga (e quelle di tutti i suoi colleghi che rapinano i nostri portafogli per riempire i loro con stipendi che gridano vendetta) è necessario puntare sul bersaglio grosso, ovvero le proprietà immobiliari dei contribuenti italiani, onde evitare che le sforbiciate vere si ripercuotano sullo Stato e sulla sua micidiale macchina degli sprechi, a cui i Monorchio e i Franco appartengono.

La proposta di Monorchio, insomma, è una versione corretta e indecente della patrimoniale, che molte altre locuste pubbliche e para-pubbliche (politici, sindacati, Confindustria, ecc.) chiedono con insistenza da tempo.

Peccato che la stampa di regime, non ricordi mai di ribadire notizie con altro tenore: “’L’Italia e’ fra i Paesi con il più alto rapporto fra prelievo fiscale sugli immobili e prodotto interno lordo’: lo segnala la Confedilizia, riportando gli ultimi dati dell’Ocse sul rapporto fra imposizione immobiliare e Pil. In particolare, in Italia – riferisce Confedilizia – le imposte sugli immobili sono state pari in media al 2,2% del Pil nel periodo 2000-2009, con un aumento, nell’ultimo anno rilevato, il 2009, del 42% rispetto all’anno precedente (2,7% rispetto all’1,9% del 2008)”.

Così ieri, ma domani sarà peggio dunque, preso atto che da giorni la BCE ha chiesto nuove manovre economiche per i paesi più deboli (Italia inclusa).

Speriamo che una volta tanto scoppi anche l’ira dei mansueti, da non confondere con gli “indignados” dei miei stivali.

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