Inflazionisti Vestiti da Lupi

Di Francesco Simoncelli , il - Replica

Allora, proviamo a dare una spiegazione a questo allegro siparietto. La maggior parte degli economisti osserva i trend, non ha alcuna teoria sui cambiamenti nell’economia. Per loro esiste una qualche “evento superiore” che fa deragliare la domanda al consumo e bisogna, quindi, intervenire per rimetterla in carreggiata. Per questo motivo non vedono arrivare le crisi. Solo la Teoria Austriaca del Ciclo Economico può anticiparne le varie fasi prima che accada. Infatti, tale teoria rigetta la teoria Keynesiana basata sulla domanda aggregata e punta il dito contro la manipolazione della banca centrale, che creando denaro dal nulla induce l’economia in un “boom” manipolato. Ad esempio, attualmente Bernanke sta pompando denaro (M2) a doppia cifra per sostenere la bolla obbligazionaria. Sbeffeggiando la teoria Austriaca, i Keynesiani non capiscono il ruolo del denaro nel ciclo economico e non vedranno arrivare il “boom manipolato” finché non ce lo avranno sotto gli occhi. I dati economici vengono spinti in su dal denaro creato dalla FED, ma loro non lo vedranno finché i trend non cambieranno andamento.
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di Robert P. Murphy

Da qualche tempo ho messo in guardia i miei lettori Austriaci della minaccia inflazionistica proveniente non dal campo Keynesiano, ma da altri economisti di libero mercato della Scuola di Chicago. Alcuni dei leader in questa scuola “quasi-monetarista” o scuola “monetarista di mercato” sono Scott Sumner, Bill Woolsey, David Beckworth, e Lars Christensen. La loro posizione di base è che ci troviamo in una grave crisi economica perché Ben Bernanke ha adottato una politica monetaria troppo ristretta negli ultimi tre anni.

Anche se la loro conclusione mi sembra assurda, questi quasi-monetaristi sono pensatori seri e sarebbe un grande compito criticare esaustivamente la loro posizione. (Ho fatto sforzi modesti qui e qui quando hanno difeso il QE2.) Eppure, nonostante i loro appelli sofisticati affinché la FED “miri alla crescita del PIL nazionale,” alla forma delle aspettative, e così via, in pratica il loro messaggio viene distillato dai parassiti altruisti in appelli per puri sussidi di denaro cartaceo. Come vedremo, non c’è bisogno di impegnarsi in caricature; esperti come Matt Yglesias e Martin Wolf stanno apertamente chiedendo un elicottero che lanci denaro come soluzione ai nostri problemi economici.

Questo è uno sviluppo molto preoccupante. Così come gli interventi (che paralizzarono la ripresa) dell’amministrazione Hoover nei primi anni del 1930 portarono ad un massiccio aumento del governo sotto il New Deal e l’abbandono del gold standard, anche i pacchetti di “stimolo” ed altri programmi delle amministrazioni Bush ed Obama ci hanno portato al punto in cui la stampa di denaro viene seriamente discussa come opzione politica.

Yglesias e Wolf sulla Stampante

Il nostro primo esempio è il caro progressista Matt Yglesias, che ha commentato il movimento “Occupy Wall Street” dal suo blog così:

La mia opinione è che la migliore richiesta di tutte [sarebbe] “soldi gratis per tutti noi”. Ci sono un sacco di modi diversi e specifici in cui si può ottenere ciò, ma la sostanza delle cose è che i Poteri In Essere sono grandi sostenitori dell’importanza del canale del credito per la ripresa economica e quindi sono stati disposti a fornire ogni sorta di denaro gratuito ai giocatori nel sistema bancario. La cancellazione del debito è una forma di denaro gratis per il debitore. Ma perché dare soldi gratis solo alle banche? E perché dare soldi gratis solo agli indebitati? Perché non denaro gratis a tutti? “Tutti”, naturalmente, comprende gli indebitati. Ma include anche la gente comune che non si è potuta avvalere della frenesia del credito. E’ un’idea così buona che sembra quasi stupida. “Tutti sanno” che non si può semplicemente distribuire denaro gratuito a tutti. In realtà è possibile. La maggior parte delle volte non sarebbe opportuno farlo. Nel lungo periodo il denaro è neutrale, e fare più soldi, non può renderti più prospero. Ma nel breve termine, il denaro gratuito ha un impatto sui prezzi. La maggior parte delle volte ciò accadrebbe in modo errato e dislocato, ma nelle circostanze di oggi, si manifesterebbe in modo utile. Io non so quale sia il modo migliore per trasformare tutto ciò in uno slogan, ma il punto è che se le diverse istituzioni che unite costituiscono “il governo” lavorassero insieme, potrebbero mettere più dollari nelle nostre mani. Ai creditori non piacerebbe perché ciò svaluterà proprio le loro posizioni di creditori, ma che importa.

Ad un occhio inesperto potrebbe sembrare che Yglesias sia del tutto privo di formazione economica, ma in realtà sta semplicemente dando una versione popolare della visione del mondo dei quasi-monetaristi. La raccomandazione di Yglesias di avere manifestanti che richiedono “denaro gratis per tutti” in realtà è logicamente coerente con il punto di vista molto più sfumato propagandato dagli economisti accademici che ho linkato sopra.

Quando ho visto la pubblicazione di Yglesias, ero scoraggiato, ma ho preso conforto nel fatto che, dopo tutto, è solo un giovane ragazzo che spara messaggi alla moda. I membri “seri” dell’intellighenzia — tizi che hanno più di 50 anni, hanno volato su jet privati, e non hanno mai giocato a Grand Theft Auto — sicuramente non sarebbero caduti su un simile e crudo inflazionismo, giusto? Tranne quel distinto giornalista di FT, Martin Wolf, che ha scritto di recente:

E’ la politica che non osa dire il suo nome: la stampante. E’ giunto il momento di impiegare questa opzione nucleare su larga scala. […]

Cosa si deve fare? Il primo compito è quello di abbandonare ciò che Adam Posen, un membro esterno del comitato di politica monetaria, chiama “disfattismo politico”. […]

E’ fondamentale, quindi, sostenere la domanda. Con la politica fiscale impostata sulla ristrettezza kamikaze e la politica monetaria convenzionale quasi esaurita, ciò che rimane è il “quantitative easing”. […]

Personalmente, preferirei “l’elicottero di denaro”, raccomandato da quell’economista radicale, Milton Friedman. Questa sarebbe un’operazione quasi fiscale. Il denaro della banca centrale potrebbe passare attraverso il governo fino alle persone. In alternativa, il governo potrebbe finanziarsi da se con la banca centrale, direttamente. Meglio ancora, il governo potrebbe aumentare il suo deficit, magari tagliando le tasse, e prendendo i fondi necessari dalla banca centrale. In qualsiasi di queste alternative, la banca centrale si comporterebbe come una qualsiasi altra banca, creando denaro mediante il prestito.

Nelle circostanze attuali, una politica di finanziamento diretto del governo da parte della banca centrale dovrebbe essere raccomandata dai monetaristi e dai Keynesiani. I primi devono essere preoccupati per il fatto che il denaro nel Regno Unito (M4) si è ridotto del 1.1% dall’inizio dell’anno fino a Luglio 2011. I secondi dovrebbero essere contenti che i governi potrebbero contrarre deficit ancora più grandi senza aumentare il loro debito pubblico.

Ecco dove la discussione della politica monetaria è atterrata: stiamo ora discutendo apertamente della banca centrale che stampa nuovo denaro per pagare i conti del governo, e ciò dovrebbe essere magnifico perché non costerà nulla ai contribuenti.

Questa situazione è paradossale perché negli ultimi tre anni, gli analisti hanno detto cose come “Gli investitori in questo momento si accontentano dei bassi rendimenti dei bond a lungo termine, perché hanno fiducia che la FED adempia al suo obiettivo di inflazione. Ma semmai avessero avuto la sensazione che la FED avrebbe iniziato a monetizzare il debito del governo — come è successo in Zimbabwe —, tutte le scommesse sarebbero state mollate e avremmo visto un forte aumento delle aspettative di inflazione e dei rendimenti obbligazionari “.

Ciò ci ha fatto considerare questa situazione come ridicola perché per definizione il QE1 ed il QE2 sono operazioni in cui la FED ha creato centinaia di miliardi dal nulla in modo da acquistare debito del Tesoro.

Almeno prima, tuttavia, gli analisti avrebbero potuto essere perdonati per non vedere l’ovvio. Dopo tutto, i funzionari della FED hanno fatto un grande lavoro per offuscare quello che stavano facendo. Lo hanno fatto sembrare come se il Tesoro del governo stava semplicemente seduto lì, badando ai propri affari, e la FED ha detto: “Ehi, dobbiamo comprare centinaia di miliardi di bond da parte di qualche organizzazione in modo da raggiungere i nostri obiettivi per i tassi di interesse. Qualche idea?”

Ora che Martin Wolf (e un coro crescente di altri inflazionisti) sta apertamente chiedendo alle banche centrali di monetizzare i deficit, mi chiedo se come minimo classificheremo l’operazione come monetizzazione del deficit. Questo sarebbe un passo avanti.

Scelta Austriaca e Scelta Popolare contro quella di Chicago

Tra le altre lezioni, quest’ultimo sviluppo illustra l’importanza di disporre di diverse scuole di pensiero, anche tra coloro che sono in genere di libero mercato. Wolf è stato del tutto corretto quando ha citato Milton Friedman, perché fu Friedman (e la co-autrice Anna Schwartz), che notoriamente fece risalire la Grande Depressione ad una politica monetaria restrittiva. Non possiamo sapere cosa Friedman ci direbbe oggi se fosse vivo, ma persone come Sumner hanno fatto capire chiaramente che Friedman richiederebbe maggiore inflazione.

Su queste pagine abbiamo sostenuto molte volte che i tassi di interesse artificialmente bassi e l’inflazione monetaria allocano malamente le risorse ed infatti impostano l’economia verso un ulteriore crollo; non voglio riproporre questo argomento qui. Lasciatemi semplicemente ribadire che si tratta di una cosa strana dare la colpa per i nostri mali attuali ad una politica monetaria “ristretta”, quando la base monetaria e l’aggregato monetario M1 figurano in questo modo:

Ho già esposto questi argomenti ai quasi-monetaristi, ed abbiamo sempre raggiunnto una situazione di stallo: si concentrano su cose come “la viscosità dei prezzi,” la domanda di moneta, e “la crescita attesa del reddito totale”, mentre io mi concentro sul ruolo di coordinamento dei prezzi di mercato, e sulla struttura del capitale.

Alla luce degli appelli per il “denaro gratis” (per tutti o per i governi, rispettivamente) da parte di Yglesias e Wolf, forse la scuola d’economia costituita dalla gente comune avrà qualcosa da ridire. Una volta che facciamo uscire il genio dell’inflazione dalla lampada — anche se fosse la “cosa giusta da fare” in questi tempi inusuali — possibile che gli economisti di libero mercato non riescono a capire che non ci tornerà mai dentro?

Per esempio, se la FED garantisse davvero un reddito di base per tutti gli americani — come Yglesias ha discusso in una sua pubblicazione precedente — questa politica non farebbe la fine della Previdenza Sociale? Se la Fed iniziasse a concedere prestiti direttamente alle piccole e medie imprese (come Wolf discute nel suo pezzo), l’allocazione di capitale non diverrebbe irreversibilmente politicizzata?

Conclusione

Il mondo si è trovato in un ambiente strano negli ultimi tre anni, in cui enormi espansioni dei bilanci delle banche centrali non hanno portato la benzina a $10 e le pagnotte di pane a $5. Indipendentemente da quale scuola di pensiero possa meglio spiegare questi eventi, ci pentiremo tutti del fatto che la grande lezione che esce da questo episodio è che la stampa di denaro può portare prosperità. Ora che questa idea ha ben attecchito, ci vorrà un grande crollo nel potere d’acquisto dei consumatori per ricordare a tutti perché “l’inflazione” soleva essere una parolaccia.

[*] traduzione di Johnny Cloaca

OkNotizie

da Freedonia di Johnny Cloaca

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